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domenica 6 luglio 2014

LINEE GUIDA SULLA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE E RETRIBUTIVA DEL PERSONALE DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE DA INSERIRE NEL TESTO DI RIFORMA

Per quanto l’azione riformatrice del Governo Regionale trovi supporti normativi e logici nelle nuove dinamiche della domanda del mondo dell’educazione e dell’istruzione funzionali al dinamismo dell’attuale mercato del lavoro, la proposta dell’Amministrazione Regionale non garantisce la salvaguardia occupazionale e la retribuzione mensile dei lavoratori operanti nel settore. La legge regionale n. 24 del 6 marzo 1976, per il suo tempo innovativa, funzionale ed efficace,  ha consentito di far funzionare per lungo tempo il sistema della formazione professionale, dell’educazione e della qualificazione, determinando l’adeguamento ai suoi principi persino della successiva legge nazionale n. 845/78.

Le dinamiche del mercato del lavoro e l’evoluzione dell’istruzione sono cambiate in quaranta anni in modo radicale, per cui i titoli che il sistema della formazione professionale rilascia a seguito di corsi di formazione professionale, sembrerebbero ormai obsoleti.
Parallelamente la  corruzione, che ha travolto il sistema, e la presenza di disfunzioni gravi, verificatesi nei corsi di formazione, richiedono  la necessità di un’azione efficace, efficiente, funzionale e trasparente della Regione Siciliana.
Un settore che in primo luogo è privato, ma al contempo impone l’obbligo in capo all’Assessorato alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione professionale ed all’Assessorato al Lavoro della promozione, della programmazione, del coordinamento e della vigilanza dei corsi di formazione. Inoltre attraverso le leggi regionali di garanzia della salvaguardia occupazionale e retributiva del personale che opera nei corsi di formazione regionali, la Regione Siciliana si è fatta carico del costo degli operatori dal 1976. 
Il Governo Regionale ha dichiarato la volontà amministrativa di adeguarsi ai nuovi programmi in materia e di predisporre una riforma per lanciare una sfida al mercato del lavoro e produrre un sistema di educazione maggiormente funzionale ad esso.
Tuttavia la riforma non può determinare la cancellazione di leggi e norme che garantiscono il personale, in ruolo in alcuni casi dal 1976 e con età troppo avanzata per trovare altrove lavoro. Nello stesso tempo la Regione Siciliana dovrebbe formare altri operatori con qualifiche e competenze spendibili. Noi chiediamo invece di investire ancora sul personale e sulle professionalità operanti nel settore, insomma in base al principio che “la formazione la debbono fare i formatori” e che ci sono nel sistema ampie professionalità che vanno spese e rivalutate.
Un dato è certo l’art. 26 e l’intera legge proposta non garantiscono la continuità occupazionale e retributiva del personale, quindi determineranno il licenziamento e la fuoriuscita dal mercato del lavoro di 8.000 persone circa, quindi 8.000 famiglie che vivono di questo lavoro.
La riforma non può cancellare una storia siciliana ed un sistema che è stato all’avanguardia, non può cancellare allo stesso tempo il futuro occupazionale e retributivo di migliaia di siciliani.
Noi ci saremmo aspettati la conferma dell’intero quadro delle tutele del personale della legge ad oggi vigente, dunque non alcuna sostanziale e/o formale innovazione, ma la semplice conferma delle leggi e delle norme attuali.
Pertanto  chiediamo che siano riproposte le leggi esistenti, coordinandole al testo della riforma, e che ad oggi non sono in conflitto con il quadro normativo europeo, nazionale e regionale. 
A) PAGAMENTI
La retribuzione degli operatori iscritti all’Albo ex art. 14 l.r. 24/76 deve essere corrisposta mensilmente, ai sensi del CCNL di categoria: bisogna attivare i meccanismi di cui al CCNL di categoria; alla legge regionale 23 dicembre 2002 n. 23 art. 39; in subordine al codice nazionale sugli appalti ex DPR n. 207/2010 art. 5, in quanto compatibile giusta deliberazione di giunta regionale n. 200 del 6 giugno 2013.
Il personale, che restasse provvisoriamente privo di incarico, deve essere pagato immediatamente e continuativamente dal Fondo di garanzia regionale, ai sensi dell’art. 132 l.r. n. 4 del 16 aprile 2002, così come aggiornato dalla l.r. n. 10 del 7 giugno 2011. L’intervento deve essere attivato entro e non oltre 30 giorni dall’ultima retribuzione percepita dal lavoratore garantito. La spesa deve essere obbligatoria ed automatica, ex Circolare Assessoriale n. 10 del 22 settembre 2010.

B) GARANZIA OCCUPAZIONALE DEL PERSONALE 
Al personale, iscritto all'albo previsto dall'art. 14 della legge regionale 6 marzo 1976 n. 24, deve essere garantita la continuità lavorativa (l.r. 25/93).
L'Assessore regionale della Pubblica Istruzione e della formazione professionale deve attuare per il personale, rimasto totalmente privo di incarico, i processi di mobilità previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori della formazione professionale (art. 34 e 35 Allegato 12 CCNL 2011-2013). Detta mobilità si deve attuare all’interno delle Istituzioni Formative, tra Istituzioni Formative diverse, tra le singole reti formative o poli formativi, tra Istituzioni formative ed enti della Pubblica Istruzione e della Formazione Professionale, della scuola, dell’Università degli Studi e di altri rami (Ciapi, Resais, ecc.) della pubblica amministrazione, con progettualità triennale rinnovabile per ulteriore triennio in materia di attività formative e di orientamento. Durante tale periodo l'Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale deve prevedere appositi interventi di aggiornamento, di qualificazione, di riqualificazione e/o di riconversione dei soggetti medesimi, ai sensi dell’art. 17 l.r. n. 24/2000, nonché la ricollocazione nei servizi formativi (comma 3 art. 132 l.r. n. 4 del 16 aprile 2002), ovvero nei progetti degli Interventi formativi tutti.
Gli interventi di aggiornamento, qualificazione, riqualificazione, riconversione e ricollocazione possono essere affidati ad Istituzioni formative o a Università degli Studi attraverso bandi specifici e/o convenzioni triennali da attivare preventivamente.
L’Assessorato regionale alla pubblica istruzione ed alla formazione professionale per tali interventi si deve avvalere del Dipartimento regionale del Lavoro e dei suoi uffici periferici, ovvero dei Dipartimenti territoriali del lavoro e dei Centri per l’impiego per raggiungere l’obiettivo della piena occupazione del personale dell’albo (l.r. 25/93). I Dipartimenti Territoriali del Lavoro devono istituire apposite liste attinenti il personale posto in mobilità. Il presupposto per l’inserimento nelle liste deve essere l’iscrizione nell’albo degli operatori della formazione professionale. I processi di mobilità devono seguire le regole della Circolare Assessoriale n. 10 del 5 ottobre 1994 (possibilmente rivista ed adeguata alle esigenze attuali), in quanto l’unica che fissa regole chiare, oggettive e criteri poco discrezionali. L’Assessorato alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale deve avviare idonea progettualità per impiegare il personale senza incarico e/o riqualificato, al fine di ricollocarlo e raggiungere l’obiettivo della piena occupazione del personale iscritto all’albo.


lunedì 23 giugno 2014

RIORDINO FORMAZIONE PROFESSIONALE


L’assenza di una programmazione e l’immobilismo da parte  di alcuni uffici dell’Amministrazione Regionale hanno messo in crisi i lavoratori e le loro famiglie. 

 

 

La disoccupazione in Sicilia è una grossa piaga che ad oggi non trova soluzioni.

Si vedono sfilare per le strade delle città migliaia di persone che chiedono lavoro. Il grande assente, in questo ideale processo alle carenze del mercato del lavoro nel sud, è il governo che non ha ancora varato un programma di politiche attive per il lavoro, programma che comprendesse anche un adeguato riordino del settore della formazione professionale.

Il problema centrale è la mancanza di comunicazione tra chi offre lavoro e chi lo cerca, e non solo, ma anche tra la scuola che dovrebbe preparare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro e la formazione professionale, supporto indispensabile per farli rimanere competitivi nel mercato. Le persone hanno bisogno di essere prese sul serio; devono essere guidate a credere nei valori al fine di alimentare le loro aspirazioni. In questo campo le Istituzioni e gli Enti Locali hanno dimostrato di non saper attuare una politica di ampio respiro, capace di cogliere le tendenze del mercato, di anticipare i bisogni e le esigenze del mondo del lavoro, di dare risposte concrete a mutamenti avvenuti, lasciando così la gente disoccupata ed in balia di se stessa.

 

In Sicilia manca un sistema formativo dotato di strumenti finanziari e regole certe, che possa garantire ai fruitori del servizio standard qualitativi spendibili nel mercato del lavoro.

Lo SNALS CONFSAL settore formazione professionale nell’intento di far emergere  trasparenza, certezza e verità ha pensato di fornire al Governo Regionale alcuni suggerimenti da tenere in considerazione per il definitivo riordino del settore della formazione professionale in  grado di assicurare sia la qualità dell’offerta formativa che il rispetto di regole uguali per tutti gli enti e gli operatori.

Il percorso di riordino, seppur pieno di insidie e scricchiolii, dovrà necessariamente realizzarsi in tempi brevi considerando di utilizzare i finanziamenti del piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani  che vede, nell’ambito delle politiche attive,  una rete di soggetti che include la formazione professionale e il mercato del lavoro.

La formazione in Sicilia si dovrebbe trasformare in un vero e proprio modello che possiamo definire di “rete tra vari soggetti che si occupano di formazione e lavoro”. Un modello snello che possa iniziare con il monitoraggio delle imprese nel  territorio per prendere atto della complessità di ciascuna specifica fase del processo che trasforma un  fabbisogno di formazione in  apprendimenti professionalmente spendibili.

Non è possibile proporre una formazione non piùrispondente ai fabbisogni delle imprese, alle richieste di apprendimenti da parte degli utenti ed il  loro utilizzo in azienda.

Quindi, occorre programmare una formazione professionale in grado di sviluppare competenze realmente spendibili e coerenti con le esigenze di sviluppo delle imprese.

 

RETE DEI VALORI

 

Per questo motivo l’attenzione deve essere posta simultaneamente su tutte le maglie della rete, che rappresenta la “rete dei valori”: fabbisogni delle imprese, figure professionali e competenze, programmazione della formazione professionale, erogazione della  formazione professionale, apprendimenti e loro certificazione, collocazione e sbocchi sul mercato del lavoro.

I fabbisogni delle imprese, come tali fabbisogni, si possono poi concretamente tradurre in programmi di intervento, attraverso bandi relativi ad interventi e servizi di formazione professionale.

Per il buon esito di quanto detto  si chiede un intenso impegno e coinvolgimento da parte dello Staff della dirigenza politica, di quella amministrativa di settore e dello staff operativo a livello provinciale.


Da subito, l’Amministrazione Regionale, dovrebbe fare uno sforzo considerevole verso la quadratura dei conti del sistema, mettendo a nudo i bilanci di gran parte degli Enti formativi operanti ex L.r.24/76 in Sicilia al fine di riassestarne i conti.


Quindi allineare gli Enti formativi verso una griglia di partenza che li porrà tutti sullo stesso piano nella gestione dell’offerta formativa, anche attraverso l’erogazione delle spettanze pregresse, delle  spese riconosciute e certificate dalla stessa Amministrazione.


Perciò serve dare un assetto finanziario certo ai tre ambiti del sistema, Interventi Formativi, IeOF e Servizi Formativi, occorre sottoscrivere un protocollo trilaterale per armonizzare gli effetti prodotti dal riordino  per meglio gestire gli esuberi del sistema formativo, serve dotare la Sicilia di un sistema incentivante per agevolare la fuoriuscita del personale in età pensionabile; nonché chiudere alcune partite importanti per il futuro di migliaia di lavoratori operanti presso diversi Enti storici.

Oggi il Governo, con la collaborazione degli Assessori regionali al ramo, dovrebbe appostare le necessarie risorse finanziarie per garantire il pagamento dei salari a tutti gli operatori della formazione professionale ex art.4 della L.r.24/76, assunti al 31/12/2008 e individuare una significativa somma a garanzia del funzionamento del Fondo di Garanzia per le eventuali gestioni di processi di mobilità.  Noi concordiamo con la Regione  per il blocco delle assunzioni, per il  parametro unico e  il fondo di garanzia, ma  abbiamo delle perplessità sull’istituzione dell’albo unico, che appare privo di garanzie per i lavoratori.

 

Lo Snals Confsal ritiene che in merito alla risoluzione dei problemi riguardanti il riordino del settore ènecessaria la collaborazione di tutti quei soggetti che possano offrire un’ idea ed una proposta funzionale sia per il rinnovo del servizio pubblico essenziale, sia perla salvaguardia occupazionale dei lavoratori specializzati che vi operano da decenni.

 

CONTRATTO DI RETE

 

Secondo questa Organizzazione Sindacale una soluzione potrebbe essere offerta dalla realizzazione di un "contratto di rete, dove più soggetti pubblici e privatiperseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato", come scritto dalDecreto Crescita n. 83/2012.

Elemento essenziale del contratto di rete per il raggiungimento del suddetto scopo è il "programma comune di rete", sulla base del quale i soggetti interessati si obbligano a "collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa".

 

Le strutture deputate alla realizzazione degli interventiformativi e non formativi, finanziati con denaro pubblico per operare devono essere in regola con la normativa sull’accreditamento della Regione Siciliana.

L’acquisizione della soggettività giuridica delle reti in esame comporta l’esistenza di un soggetto dotato di capacità giuridica tributaria autonoma rispetto alla capacità giuridica delle singole imprese partecipanti: ai fini del prelievo fiscale, infatti, la rete-soggetto, inquanto entità distinta dalle imprese partecipanti, esprime una propria forza economica ed è in grado di realizzare, in modo unitario e autonomo, il presupposto d’imposta.

In sostanza, fermo restando la sussistenza della soggettività tributaria delle imprese partecipanti, qualora la rete acquisisca soggettività giuridica, la stessa diventa un autonomo soggetto passivo di imposta con tutti i conseguenti obblighi tributari previsti ex lege in materia di imposte dirette ed indirette.

In particolare, con circolare n. 4/E del 15 febbraio 2011, è stato chiarito che l’adesione al contratto di rete non comporta l’estinzione né la modificazione della soggettività tributaria delle imprese che aderiscono all’accordo, né l’attribuzione di soggettività tributaria alla rete risultante dal contratto stesso.

 

Per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori si potrebbe ipotizzare l’istituto dell’aspettativa previsto nel CCNL, previo accordo sindacale, attraverso il quale talilavoratori vengono momentaneamente sospesi dall’ente presso il quale prestavano servizio in precedenza ed occupati presso la rete proposta.

 

In sintesi lo Snals Confsal propone di formare una rete tra gli enti di formazione, le imprese, il Ciapi di Priolo, gli Istituti scolastici, l’Università, che abbia in ruolo il personale specializzato, qualificato e con esperienza ultradecennale nell’erogazione degli interventi e i servizi formativi.

 

GARANTIRE E RETRIBUIRE CHI SVOLGE IL LAVORO

I dipendenti della formazione professionale si trovano da parecchio tempo stritolati in una guerra tra gli Enti Gestori, dai quali dipendono, e la Regione Siciliana che, attraverso norme, circolari, leggi, decreti e quant’altro, detta quelle direttive che dovrebbero garantire la buona formazione, ma che allo stato attuale sta solo generando una situazione di insostenibile confusione.

Gli enti di formazione in Sicilia vivono oggi una situazione molto difficile e a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano docenti, orientatori, amministrativi ecc. che da mesi non percepiscono gli stipendi.

Riteniamo fondamentale e prioritaria la garanzia di tutti i lavoratori che operano nelle tre filiere del settore formazione professionale (interventi, servizi e obbligo formativo). Tale garanzia è realizzabile attraverso la piena attuazione del combinato disposto degli artt. 2 della L.R. 25 del 1993 e art. 39 della L.R. 23 del 2002, con l’istituzione di un capitolo di spesa dedicato esclusivamente al personale della formazione professionale.

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Il Coordinatore regionale settore formazione professionale

Giuseppe Milazzo​

                     

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venerdì 23 agosto 2013

RIFORMARE IL SETTORE?


Si riparla della riforma del settore purtroppo, come sempre del resto, in termini equivoci, estremamente ambigui. Tutti sembrano volere la riforma, ma non c'è alcun accordo sui contenuti, e assai spesso si intende e si persegue un fine opposto a quello voluto dai lavoratori. Di sicuro occorre sveltire l'iter degli stipendi da consegnare ai lavoratori. Molti dicono che occorre aumentare il numero dei funzionari Regionali in servizio, ma molti altri sostengono che basterebbe migliorarne la professionalità. Da alcuni si sostiene la necessità di abolire gli Enti Gestori e i relativi coordinamenti regionali, ma non manca chi, al contrario, ritiene che sarebbe un passaggio sbagliato. Personalmente continuo ad essere decisamente ostile ad ogni aumento del numero del personale, tanto più se se ne esige una più raffinata professionalità. Fare l'operatore della formazione professionale è oggi assai difficile, più difficile di un tempo, e richiede oltre  che una profonda preparazione anche un saldo equilibrio e una forte personalità, doti non frequenti e non comuni.

sabato 20 aprile 2013

METTIAMO IN SICUREZZA I LAVORATORI


Giuseppe Milazzo dello Snals Confsal settore
formazione professionale, nel rivolgersi all’Amministrazione Regionale ribadisce e sottolinea che la stessa, prima di introdurre riforme ed importanti innovazioni, debba occuparsi di porre in sicurezza il personale garantendo la continuità occupazionale, così come più volte sostenuto dal Governo Regionale, nonché di adottare provvedimenti atti a regolarizzare il pregresso economico spettante agli enti di formazione, affinchè questi possano pagare gli stipendi arretrati al personale.
In dettaglio, per quanto riguarda la parte economica, si chiede di:
A) accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;
B) velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
C) affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
D) verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;
E) risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2. Ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità.
Per quanto riguarda la garanzia della continuità occupazionale del personale, si chiede:
1) il ripristino dell’Albo, di cui all’art. 14 della legge regionale 24/76, reso in formato telematico e
dare, quindi, la possibilità a ciascun lavoratore di potervi accedere per ispezionarlo ed aggiornarlo con eventuali nuovi titoli acquisiti, riqualificazioni e/o aggiornamenti effettuati;
2) l’elaborazione di una Circolare Assessoriale che evidenzia una direttiva chiara sulle procedure di applicazione della mobilità del personale della formazione professionale (bisogna ripartire dall’Allegato 12 del CCNL in sintonia e coerenza normativa con la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 e la Circolare Assessoriale n. 10 del 5 ottobre 1994 e della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002 art. 39. Quindi porre espresso divieto di licenziamento e di applicazione della legge n. 223/91, recepita nelle procedure della legge regionale n. 10 del 7 giugno 2011 e sua applicazione nella Circolare Assessoriale n. 22 del 12 agosto 2011 attraverso la legge n. 2/2009);
3) di procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, come quello degli enti di formazione di Caltanissetta perché non hanno potuto partecipare all’Avviso n. 20/2011, o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
4) fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento dell’Avviso n. 20/2011 (da maggio 2013 in poi), al fine di evitare che gli enti di formazione adottino procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.
Il Coordinatore regionale settore formazione professionale
Giuseppe Milazzo


sabato 16 marzo 2013

LETTERA APERTA PER L’ASSESSORE REGIONALE NELLI SCILABRA



OSSERVAZIONI SUL RIORDINO  DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE


Gentile Assessore, nel ringraziarLa per avere  invitato a partecipare al tavolo  tecnico istituzionale il Sindacato  Snals Confsal settore formazione professionale, che rappresento in qualità di coordinatore regionale del settore della formazione professionale, e delegato dal Segretario Regionale della CONFSAL, Le riferisco che condividiamo in toto ciò che è stato da Lei dichiarato in merito al riordino del sistema della formazione professionale e siamo pronti a collaborare per il raggiungimento di quegli obiettivi che possono dare un vero respiro a questo settore in Sicilia e a tutti i soggetti coinvolti.
Ma mi corre l’obbligo di fare delle osservazioni su quanto da Lei dichiarato.
Innanzitutto, chi è in grado di garantire il servizio?
Come tutti sanno, in Sicilia, a seguito di processi di riqualificazione e aggiornamento, sono presenti circa 9000 lavoratori professionisti a tempo indeterminato impegnati nel settore della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro, da più di 20 anni, con l’obiettivo sia di formare quei corsisti interessati ad acquisire competenze e qualifiche, sia di riqualificare dipendenti pubblici e funzionari della pubblica amministrazione. Persone che si sono impegnate, e continuano ad impegnarsi, con dedizione e professionalità in tutti gli Enti dislocati nelle diverse province della Sicilia  al fine di raggiungere i risultati che sono stati previsti nei bandi della Regione Sicilia.
Tutti  hanno lavorato, e continuano a lavorare, regolarmente e giornalmente, ma non hanno mai percepito, come di diritto,  lo stipendio con cadenza mensile.
Allora credo che occorre “attenzionare”  questo aspetto che, secondo la nostra organizzazione, non è marginale ma fondamentale.
Inoltre, chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese?
E’  in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?
In Sicilia è necessaria una struttura snella, cioè capace di operare in maniera fluida evitando  lungaggini burocratiche, e che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi il DURC.  
La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti; siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.
Siamo pronti a discutere con tutti coloro che hanno la volontà e la concretezza di creare una struttura valida ed efficace nell’erogazione del servizio.
Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non “passa carte”, agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e politiche attive del lavoro, altrimenti continuiamo a creare un carrozzone che non sarà per niente utile alla Sicilia ed ai siciliani.
Catania 16.03.2013
GIUSEPPE MILAZZO
                                                                       Coordinatore regionale settore formazione professionale

domenica 19 dicembre 2010

NATALE AMARO PER I LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE


I lavoratori della formazione professionale, in Sicilia, sono in stato agitazione per la mancanza degli stipendi relativi a diversi mesi dell’anno in corso, e protesteranno, a tal, proposito lunedì 20 Dicembre. A partire dalle ore 10, con concentramento in Piazza Università di Catania, si terrà una manifestazione con corteo fino a palazzo ex ESA per un incontro con il Presidente della Regione.
Sono parecchi mesi che circa il 70% dei lavoratori della formazione professionale, in Sicilia, si trova a lavorare regolarmente, stando realmente a contatto con l’utenza, in classe, in amministrazione o presso i centri per l’impiego, a svolgere quindi regolarmente il proprio lavoro senza però percepire gli emolumenti (sono senza stipendio da un minimo di 3mesi a 8 mesi).
Come è noto, gli Enti Gestori sono datori di lavoro senza scopo di lucro, cioè gestiscono denaro pubblico, senza avere alcuna responsabilità economica e personale e, nonostante aderiscano al CCNL di categoria e siano accreditati per svolgere attività formativa ai sensi della Legge 24/76, spesso, per una serie di meccanismi poco chiari, non garantiscono il regolare stipendio al lavoratore. Dichiara Giuseppe Milazzo coordinatore regionale settore formazione professionale: “Per garantire la retribuzione mensile, la nostra organizzazione ha dovuto invitare gli Enti, in maniera formale, al rispetto del CCNL vigente, al pagamento degli emolumenti mensili e in alcuni casi, su segnalazione delle Rappresentanze sindacali aziendali, a diffidare l’Ente all’erogazione delle spettanze dovute”.
Ci si è resi conto che il sistema della formazione professionale, in Sicilia, è un sistema che prioritariamente penalizza il lavoratore, sminuendo l’attività che svolge e denigrando la dignità della persona. Si è preoccupati per l’esiguo finanziamento di 120 milioni, stanziato dalla Giunta Regionale per l’avvio del PROF 2011. Tale cifra, infatti, non sarà sufficiente per permettere di garantire il servizio e la normale retribuzione di chi opera in questo settore. Si consideri che la chiusura dell’attività formativa dell’anno in corso, che ha previsto un finanziamento di circa 242 milioni di euro, ha già penalizzato circa 5500 persone che ancora devono ricevere mensilità pregresse costringendoli ad indebitarsi per portare avanti la famiglia. Quindi, cosa succederà con un finanziamento di 120 milioni?!
È assurdo che una persona che lavora non debba percepire lo stipendio.
È assurdo che un settore come quello della formazione professionale, volano del sistema produttivo, supporto per l’Istituti scolastici, le Università il mondo del lavoro, venga penalizzato. In Sicilia manca un sistema formativo dotato di strumenti finanziari e regole certe che possa garantire ai fruitori del servizio standard qualitativi spendibili nel mercato del lavoro.
L’assessore prof. Mario Centorrino ha presentato il piano regionale di programmazione della formazione professionale 2011, una direttiva che, per renderla operativa, necessita di almeno 242 milioni di euro.
“Siamo amareggiati” ribadisce Giuseppe Milazzo, “per le decisioni prese dalla Giunta Regionale, per il piano del 2011, che ha messo in difficoltà gli enti formativi già impossibilitati a garantire le retribuzioni”. Nonostante la Giunta abbia deliberato il riordino del sistema, nonostante la collaborazione dello Snals Confsal, con l’Assessore Centorrino, al fine di trovare una soluzione per il riordino del sistema che potesse dare un impulso innovativo, regole certe, salvaguardia del lavoro e introduzione di novità, la protesta, indetta anche dallo SNALS CONFSAL, per lunedì prossimo a Catania, resta confermata.

martedì 16 novembre 2010

Riordino del sistema della Formazone professionale

Procedura MORICCO

- Misure di contenimento della spesa
- Ottimizzazione della spesa
- Razionalizzazione dell’offerta formativa
- Individuazione e quantificazione delle misure sanzionatrici per i soggetti che non osservano le procedure
- Contenimento dei numeri dei soggetti che operano nell’ambito della formazione
- Corretto impiego dei finanziamenti
- Organizzazione dei controlli sulla gestione delle risorse impegnate

lunedì 25 ottobre 2010

Delibera di giunta riordino settore formazione professionale

SCARICA IL TESTO CLICCANDO IL TITOLO
Nel testo, purtroppo, non sembra che ci siano quelle garanzie occupazionali e salariali, più volte richieste dallo SNALS CONFSAL, e riguardanti, prioritariamente, la possibilità di percepire una volta per sempre lo stipendio mensilmente.

mercoledì 8 settembre 2010

Riordino del sistema Formazione Professionale in Sicilia.



Definito il documento di riordino del sistema formazione professionale in sicilia.
Il testo, purtroppo, non riporta quelle garanzie occupazionali e salariali, più volte richieste dallo SNALS CONFSAL, e riguardanti, prioritariamente, la possibilità di percepire una volta per sempre lo stipendio mensilmente. Dopo tanti confronti avviati con l'Assessore Prof. Centorrino, con il Capo di Gabinetto e il suo staff, è stato realizzato un riordino che, da una parte, mette i “paletti” già previsti nelle linee guida del 29.09.2009 del documento firmato con il presidente della Regione, mentre da un’altra parte il documento di riordino, probabilmente, penalizzerà ancora una volta chi lavora nel settore con professionalità e dedizione.

giovedì 6 maggio 2010

TAVOLO TECNICO SULLA RIFORMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE


In data 29 aprile u.s. nei locali dell’Assessorato Reg.le all’Istruzione e Formazione Professionale di via Imperatore Federico a Palermo, si è riunito il gruppo di lavoro del tavolo tecnico per pianificare i lavori della riforma del settore Formazione Professionale.
All’incontro erano presenti, oltre allo SNALS CONFSAL, nella persona di Giuseppe Milazzo responsabile del settore formazione professionale, i rappresentanti delle altre OO.SS., le associazioni degli Enti, il Capo di gabinetto dell'assessore regionale, Dott. Nino Emanuele, il Prof. Antonio La Spina ordinario di sociologia all’università di Palermo che presiederà i lavori, la Dott. Nicoletta D’Angelo e il Dott. Salvatore Tosi.
Giuseppe Milazzo, in sintesi, ha evidenziato:
- che il sistema della formazione professionale è ingestibile e dovrebbe essere più snellito per evitare che il personale a tempo indeterminato, pur regolarmente presente al lavoro per svolgere la propria mansione, possa percepire lo stipendio in ritardo ( allo stato attuale in alcuni Enti Gestori passano mesi per l’erogazione dello stipendio ai lavoratori);
- che le modalità di gestione dei corsi, da parte degli Enti, dovranno essere rimodulate;
- che i contenuti delle linee guida dell’accordo con il Presidente della Regione vengano applicati in tutte le filiere di attività della legge regionale 24/76;
- che il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato venga applicato in maniera seria e precisa in tutte le filiere;
ha puntualizzato che la legge 24/76 non si riferisce soltanto al personale impegnato nel PROF ma anche al personale impegnato negli sportelli multifunzionali, comparto gestito dall’Assessorato alla Famiglia tramite l’Agenzia Regionale per l’Impiego; pertanto ha evidenziato che le linee della riforma dovranno tener conto di tutti i comparti della formazione professionale per garantire tutto il personale del sistema Formazione professionale assunto a tempo indeterminato.

Il prossimo incontro è previsto giorno 12 maggio alle ore 14.30.

giovedì 22 aprile 2010

TAVOLO TECNICO SULLA RIFORMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE



In data 21 aprile u.s. nei locali dell’Assessorato Reg.le all’Istruzione e Formazione Professionale di via Ausonia 122 Palermo si è riunito il gruppo di lavoro del tavolo tecnico per pianificare i lavori della riforma del settore Formazione Professionale.
All’incontro erano presenti, oltre allo SNALS CONFSAL, nella persona di Giuseppe Milazzo responsabile del settore formazione professionale, i rappresentanti delle altre OO.SS., le associazioni degli Enti, l’Assessore Prof. Mario Centorrino, il Dirigente Generale del Dipartimento Istruzione e Formazione professionale Dott.ssa Patrizia Monterosso, il Capo di gabinetto dell'assessore regionale, Dott. Nino Emanuele, il Prof. Antonio La Spina ordinario di sociologia all’università di Palermo che presiederà i lavori, la Dott. Nicoletta D’Angelo e il Dott. Salvatore Tosi.
Giuseppe Milazzo, in sintesi, ha evidenziato che la legge 24/76 non si riferisce soltanto al personale impegnato nel PROF ma anche al personale impegnato negli sportelli multifunzionali, comparto gestito dall’Assessorato alla Famiglia tramite l’Agenzia Regionale per l’Impiego; pertanto ha evidenziato che le linee della riforma dovranno tener conto di tutti i comparti della formazione professionale per garantire tutto il personale del sistema Formazione professionale assunto a tempo indeterminato.
Il prossimo incontro è previsto giorno 29 aprile alle ore 14.30.

lunedì 5 gennaio 2009

LA RIFORMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE


Entro la fine di gennaio l'assessorato regionale al Lavoro intende riformare il sistema della formazione professionale in Sicilia. Il disegno di legge sul quale gli uffici dell'assessorato stanno lavorando, contiene norme che in parte rivoluzionano il meccanismo di gestione dei corsi di formazione. Il progetto di riforma prevede di mettere ordine nel settore facendo confluire fondi comunitari, regionali e statali.

L’idea è quella di dare precedenza alla domanda piuttosto che all'offerta di corsi, che (a dire dall’Assessorato) non tengano conto della realtà del mondo del lavoro".
La bozza di riforma è già all’analisi di un equipe di studiosi e docenti universitari che stanno valutando la compatibilità delle norme con i vincoli dell'Unione europea.
Entro gennaio l'assessorato dovrebbe avere il rapporto degli esperti, quindi si procederà all'avvio della fase di consultazione con i sindacati dei lavoratori e le associazioni datoriali.
Il tavolo di lavoro servirà a esaminare eventuali modifiche alla bozza.
Contemporaneamente l'assessore e la sua squadra di tecnici si confronteranno con gli enti professionali, i soggetti direttamente coinvolti, assieme ai lavoratori, nella riforma.
La concertazione avrà una durata massima di trenta giorni.
Tra gli aspetti più importanti del nuovo testo c'é la previsione di creare un sistema che funzioni sotto una unica regia in modo da utilizzare al meglio e a pieno i fondi messi a disposizioni dalle varie fonti di finanziamenti, tra cui la legge 24/76, il Fondo sociale europeo, l'apprendistato.
Non sarà più l'ente a stabilire quali devono essere i corsi da attivare, limitandosi poi a comunicarli alla Regione per ricevere i finanziamenti: sarà l'assessorato al Lavoro, dopo aver acquisito i fabbisogni formativi dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni professionali, a predisporre il catalogo con la contestuale suddivisione dei progetti a livello territoriale.
Dopo aver esaminato la tipologia di richieste di corsi provenienti dai territori, l'assessorato al Lavoro pubblicherà il catalogo on line.
L'assessorato, tramite il portale internet, raccoglierà le iscrizioni degli utenti ai singoli corsi e dopo un periodo prestabilito attiverà soltanto i corsi che avranno ottenuto il gradimento degli utenti (tramite l’scrizione on line) considerando soltanto il rapporto dei fabbisogni espressi dall’utente ed escludendo le vere richieste delle aziende che potrebbero assumere personale come hanno fatto ad oggi “in nero”.
Infatti sembra che tale sistema misura soltanto il gradimento dell’utente e non del reale fabbisogno delle aziende che garantisca al utente formato una “vera assunzione”.
Tale riforma prevede che gli Enti presenti nel portale che avranno pochi iscritti non saranno finanziati.
L'assessorato dunque informerà e coinvolgerà nel piano formativo gli enti che avranno le caratteristiche idonee a garantire lo svolgimento dei corsi. "In questo modo - sostengono dall'assessorato - ci sarà una selezione naturale degli Enti.”

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...