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martedì 19 aprile 2016

LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE

Il 

Proclamato lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale per il mancato pagamento degli stipendi pregressi ed attuali.
Da notizie pervenute dagli uffici regionali i lavoratori che hanno garantito un servizio puntuale ed efficiente, dovranno trascorrere ulteriori mesi senza stipendi.
I lavoratori hanno intenzione di  far sentire la loro voce contro il silenzio della Regione che non applica le leggi per la salvaguardia occupazionale dei  lavoratori della formazione.
Chi opera nel settore della formazione professionale quest'anno non ha ancora ricevuto i fondi necessari dell'attività passata e quella presente, per riuscire a pagare gli stipendi dei lavoratori.
Il coordinamento regionale Snals Confsal settore formazione professionale chiede di capire quale futuro si vuole disegnare, quali sono  gli scenari che si aprono per una crisi che sembra aver toccato  il fondo.
Siamo preoccupati per le false promesse di voler investire, di vole puntare sulla formazione professionale come volano di sviluppo economico per i giovani siciliani, poiché ad oggi ci si ritrova con tanta confusione ed un pugno di mosche in mano.
Siamo in attesa di capire come il Governo intende risolvere concretamente il problema che è emerso per il personale inserito nell'Albo regionale degli operatori della formazione professionale  che sono privi d'incarico.
Siamo fortemente preoccupati che la situazione possa degenerare.
In una situazione del genere i lavoratori non sanno  come andare avanti. C'è allarme per l'emergenza che si sta vivendo.
Auspichiamo che nell'immediato si trovi una soluzione che possa dare concretamente, così come previsto dalle leggi regionali, un garanzia economica e lavorativa a tutti gli operatori  della formazione professionale.

martedì 3 febbraio 2015

LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE CARUSO


 

Egregio Assessore Caruso,

se tra i Suoi impegni politici c’è, come da Lei stesso dichiarato, l’impegno per la salvaguardia occupazionale degli operatori delle politiche attive del lavoroe non quello di farnmacelleria sociale, La invito a focalizzare l’attenzione su una parte del decreto sugli interventi formativi dei corsi a catalogo. Mi riferisco a quella parte che indica la partecipazione esclusiva all’attivazione di tali interventi da parte di quegli Enti che hanno come requisito “5 anni di attività negli sportelli multifunzionali”. Tale parte, a mio avviso, potrebbe essere modificata ed includere alla partecipazione per l’attivazione degli interventi di tali corsi “gli Enti che si impegnano ad utilizzare prioritariamente il  personale che ha operato negli sportelli multifunzionali”. 

In questo modo si applicano le leggi regionali ed il CCNL di categoria, si continua ad impiegare personale specializzato con esperienze ultra decennali nel settore delle politiche attive del lavoro, garantendone la salvaguardia occupazionale.


Il coordinatore regionale settore formazione professionale 

Giuseppe Milazzo 

sabato 27 dicembre 2014

LAVORATORI SOSPESI E/O LICENZIATI- Il Governo non applica le leggi regionali

ANALISI SPREZZANTE QUELLA DEL SINDACATO CHE INCHIODA L’ESECUTIVO DI FRONTE ALLE RESPONSABILITA’ DI UN SETTORE LONTANO ANNI LUCE DALLA LEGALITA’
 
Sulle procedure di sospensione e licenziamento dei lavoratori della Formazione professionale, lo Snals Confsal diffida il presidente della Regione, Rosario Crocetta,  gli assessori al Lavoro, Bruno Caruso e alla formazione professionale, Mariella Lo Bello ed i rispettivi dirigenti generali, Anna Rosa Corsello e Gianni Silvia.
In una nota a firma del coordinatore regionale di settore dello Snals Confsal, Giuseppe Milazzo, il sindacato invita presidente della Regione, assessori e dirigenti generali “a prendere atto, formalmente, che la sospensione dei lavoratori e/o licenziamenti disposti dagli Enti, si pone in aperta violazione della legge regionale n.25 del 1 settembre 1993 e dalla normativa contrattuale di settore, palesandosi in contrasto con le garanzie ivi previste, per i lavoratori della Formazione Professionale.
Lo Snals Confsal invita il Governo e le amministrazioni regionali interessate ad adottare ogni consequenziale provvedimento, anche in autotutela, mantenendo lo stato economico-giuridico ad oggi maturato, finalizzato esclusivamente alla effettiva e concreta applicazione delle garanzie previste dall’articolo 2 della citata legge regionale n.25/1993, dal Ccnl, dalle norme, dalle circolari e dalle leggi del settore vigenti, al fine di garantire, ai lavoratori rimasti privi di incarico, la continuità lavorativa, retributiva, e normativa, la salvaguardia del reddito e del posto di lavoro”.
Milazzo aggiunge nella citata nota che: “In difetto, per perseguire i fini istituzionali dello scrivente sindacato di categoria che impongono una condotta di maggior tutela dei lavoratori, si provvederà a denunciare l’accaduto alle Autorità competenti e ad agire nelle opportune sedi anche ai fini risarcitori”.
Per lo Snals Confsal: “È indubbio, al riguardo, che in relazione agli operatori della Formazione Professionale siciliana iscritti all’Albo (Gazzetta ufficiale Regione siciliana, anno 51 n. 10, 01.03.1997), trova applicazione il disposto di cui all’art. 2 della richiamata Legge Regionale n.25/1993, volto a garantire, ad essi: in primo luogo ed innanzitutto, la continuità lavorativa, retributiva e contributiva nonché la puntuale applicazione del Ccnl vigente; ovvero, in subordine, si autorizza l’assessore al ramo ad avviare percorsi di mobilità esterna e interna al settore di provenienza.
Milazzo sostiene che: “La norma citata, ed ancora vigente, pone un preciso obbligo in capo all’amministrazione regionale: quello, come detto, di garantire, al lavoratore rimasto privo di incarico, la continuità lavorativa, retributiva ed il rispetto del Ccnl di categoria”.
“Nei fatti – sottolinea il coordinatore Snals Confsal della Formazione professionale -  il Governo regionale, ha ignorato, e continua ad ignorare, gli obblighi scaturenti dalla norma sopra citata; avallando, invece, un percorso assolutamente illegittimo ed arbitrario sia per la tacita accettazione della sospensione dal lavoro dei dipendenti che i relativi licenziamenti operati dagli enti gestori con revoca di accreditamento e non in generale.
A parere del sindacato: “La Regione Siciliana, attraverso l’assessorato regionale alla Istruzione ed alla Formazione Professionale, avrebbe dovuto, a tutela dei lavoratori degli enti revocati, almeno procedere, a norma di legge, con l’avvio delle procedure di mobilità professionale del personale e nelle more garantire la retribuzione e la contribuzione con il Fondo di Garanzia del comparto espressamente previsto dall’art. 132 della Legge regionale n.4 del 16 aprile 2003 e come previsto dall’articolo 26 del Ccnl di categoria del periodo1994/1997, le cui statuizioni sono state integralmente riportate nel vigente Contratto di lavoro 2011/2013 all’Allegato n.12”.
“È indubbio – rimarca Milazzo – che le procedure di mobilità, contemplate dal Ccnl di categoria, prevedano, tra l’altro, anche al fine della salvaguardia dei livelli occupazionali, l’impiego del personale presso strutture pubbliche, attraverso apposite convenzioni stipulate dalla Regione Sicilia, e finalizzate sia ad una mobilità interna al settore, sia ad una mobilità esterna al settore Formazione Professionale. Naturalmente, e ciò non può essere diverso, il personale in mobilità rimane pur sempre e formalmente collegato all’Ente, ed è la Regione ad obbligarsi ad attivare le procedure di mobilità (interne o esterne)”.
Norme e regole disattese ovviamente dal Governo regionale.
“A ciò si aggiunga – prosegue il sindacalista – secondo la chiara previsione di cui all’art.39, comma 3, della Legge regionale n.23/2002, che ‘i pagamenti relativi alle spese del personale dipendente degli enti gestori delle attività di cui alla legge regionale 6 marzo 1976 n.24 e successive modifiche ed integrazioni, sono disposti mensilmente’”.
Per il sindacato: “La condotta applicata dal dirigente del comparto risulta produttrice di ulteriori danni, atteso che la disposta sospensione dal lavoro ha determinato l’interruzione di un pubblico servizio in favore dei soggetti disoccupati, inoccupati ecc., che in tal modo sono stati privati delle procedure di politiche attive del lavoro e delle attività di formazione professionale da sempre fornite, dai lavoratori di tali Enti Gestori, messe in azione dalla Regione Sicilia, proprio per non interrompere tale servizio pubblico”.
Un quadro desolante quello che emerge dall’analisi dello Snals Confsal che conferma il fallimento su tutti i fronti del Governo di Rosario Crocetta.
La politica regionale e nazionale dovrebbe prendere atto che è giunto il momento di un cambio di passo. Forse le elezioni non sarebbero il male minore? Chissà.

venerdì 23 maggio 2014

Salta la vendita del Cefop in a.s.

  Si e tenuta oggi presso il ministero dello sviluppo economico una riunione fra parti sociali rappresentanti della regione, del ministero, e dei commissari straordinari intorno alla vendita del cefop in as.
durante la riunione il rappresentante della regione ha dichiarato che il parere chiesto dagli uffici regionali all'avvocatura dello stato è da ritenersi negativo.
Gli uffici del dipartimento intendono conseguentemente attenersi a tale parere.
dunque salta la vendita del complesso aziendale cefop in as.
Si tratta della ennesima sconfitta dei commissari straordinari del cefop in as.
In questo momento è urgente attivare misure di garanzia per i mille lavoratori del cefop in as.
il governo della regione deve sciogliere i nodi intorno ai progetti spartacus e prometeo costruendo un percorso credibile verso un polo pubblico della formazione professionale. 
Lo snals confsal in mancanza di tutto questo si è riservato al tavolo di formulare una proposta che vede i mille lavoratori artefici del loro futuro attivando procedure di acquisizione del cefop in as, attivando il credito vantato nei confronti del cefop prima e del cefop in as successivamente. 




lunedì 17 febbraio 2014

SNALS CONFSAL: proposte concrete per rinnovare il sistema della formazione professionale.

n un recente incontro, organizzato a Palermo dallo SNALS CONFSAL FP, sono stati analizzati i problemi principali dell'attuale sistema della formazione professionale in Sicilia che, da troppo tempo, versa in uno stato di crisi dal quale, sembra, non esserci una via d'uscita. A tal proposito il Coordinatore Regionale dello SNALS CONFSAL, Giuseppe Milazzo, ha reso esplicito il fatto che tale organizzazione sindacale  si trova concorde con il Governatore della Regione Siciliana per il blocco delle assunzioni e per l'istituzione di un’Agenzia Regionale, ma che, comunque, restano delle perplessità sulle assunzioni a tempo determinato praticate dal CIAPI, che appaiono prive di garanzie per i lavoratori. 
Altro punto su cui si è discusso è la nota dolente delle retribuzioni dei lavoratori, 
"Sì, è vero che gli enti di formazione in Sicilia vivono in una situazione molto difficile ma a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano, poiché da mesi non percepiscono gli stipendi" continua Milazzo, "Riteniamo, però, fondamentale e prioritaria la garanzia di TUTTI i lavoratori che operano nel settore formazione professionale. Tale garanzia è realizzabile attraverso la piena attuazione del combinato disposto degli art. 2 della L.R. 25 del 1993 e art. 39 della L.R. 23 del 2002, con l’istituzione di un capitolo di spesa dedicato esclusivamente al personale della formazione professionale". A questo scopo lo SNALS CONFSAL auspica 
l’istituzione di un’Agenzia Regionale che assicuri ai lavoratori il diritto di percepire la retribuzione con cadenza mensile, a fronte della prestazione lavorativa offerta.
A conclusione dell'incontro è stato stilato un verbale in cui, tale organizzazione sindacale, ha reso noti gli obiettivi fondamentali per una valida riorganizzazione del settore della formazione professionale in grado di assicurare:

· la qualità dell’offerta formativa;
· il rispetto di regole al fine di sbloccare gli stipendi pregressi dei lavoratori ed evitare ulteriori lungaggini in futuro;
· la salvaguardia occupazionale e il diritto dei lavoratori di percepire la retribuzione con cadenza mensile a fronte della prestazione lavorativa offerta con l’istituzione di un’Agenzia Regionale. Il personale a tempo indeterminato della L.R. 24/1976 dovrà essere garantito con l’immissione in un ruolo unico ad esaurimento, contenitore da cui oltre l’Agenzia anche gli Enti di formazione, potrebbero attingere prioritariamente e temporaneamente in presenza di titoli e professionalità compatibili con l’intervento progettato. Il rimanente personale dovrebbe essere utilizzato laddove si presentino carenze di organico e sempre nel rispetto di titoli e professionalità; nel particolare, il personale in esubero potrà essere utilizzato nelle istituzioni scolastiche e universitarie, nei servizi per l’impiego, come già sta avvenendo con il progetto Spartacus, o presso altra amministrazione o istituzione che dovesse farne richiesta, con modalità e procedure che saranno individuate con le parti sociali e le strutture interessate;
· la riduzione progressiva del sistema mediante la realizzazione di accordi sindacali che introducano strumenti di accompagnamento per i lavoratori prossimi al pensionamento.
"Infine" conclude Giuseppe Milazzo, "Lo SNALS CONFSAL è pronto ed aperto a tutti i confronti poiché convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione a politiche attive del lavoro e ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione".

mercoledì 7 ottobre 2009

SCIOPERO SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE




COMUNICATO STAMPA DI FLC CGIL CISL SCUOLA UIL SCUOLA SNALS CONFSAL

FORMAZIONE PROFESSIONALE

FLC CGIL CISL SCUOLA UIL SCUOLA SNALS esprimono forte preoccupazione per Le notizie riportate stamane dagli organi di stampa. L’inedita posizione assunta dall’Assessore Regionale al Bilancio riguardo al sistema formativo regionale, dopo la sottoscrizione del documento sulle “Linee guida per l’implementazione delle politiche per la formazione in Sicilia” da parte del Presidente della Regione, se confermata, metterebbe a repentaglio migliaia di posti di lavoro e negherebbe ai cittadini siciliani il diritto allo studio

E’ plausibile che il responsabile di uno dei più importanti Assessorati della Regione Siciliana non sappia che il suo Presidente ha sottoscritto con i Segretari generali delle OO.SS. confederali e di categoria, precisi impegni, anche di bilancio, che sono inconciliabili con la sua inaspettata sortita? Quella dell’Assessore Regionale al Bilancio è una posizione isolata o parla anche in nome del Governo?

La sottoscrizione dell’intesa sulla formazione professionale con le forze sociali del 29 settembre 2009, alla presenza di un nutrito numero di organi di informazione, è proiettata verso il superamento di sprechi, inefficienze e clientele.
Tutto ciò, necessario alla nostra Regione in un momento di crisi finanziaria, potrebbe essere vanificato se passassero vecchie logiche di spartizione partitica basata su false promesse e che negano ogni innovazione.

Il Presidente della Regione intervenga immediatamente e chiarisca al sindacato ed all’intero settore se la posizione del Governo è quella contenuta nell’accordo del 29/09/2009 oppure se è mutata nel volgere di una settimana e coincide con quella espressa dall’Assessore Regionale al Bilancio.

Nell’attesa che il Presidente Lombardo chiarisca la posizione del Governo Regionale, le scriventi OO.SS. confermano lo stato d’agitazione della categoria e spostano per ragioni organizzative la data dello sciopero generale dal 13/10/2009 al 19 ottobre p.v. .


FLC CGIL CISL SCUOLA UIL SCUOLA SNALS CONFSAL
Giovanni Lo Cicero Franco Lo Greco Giuseppe Raimondi Giuseppe Milazzo
3480124198 3485850524 3483202571 3477148979

mercoledì 30 settembre 2009

FORMAZIONE PROFESSIONALE OSSERVAZIONI SUL DOCUMENTO FIRMATO



L’intesa di programma sottoscritta con il Presidente della Regione e l’Assessore regionale del Lavoro fissa le linee guida per il riordino del sistema siciliano della formazione professionale. È un primo passo per ridare credibilità alla formazione professionale. Finalmente si avvia un percorso di svolta per la formazione professionale, si introducono regole e vincoli da anni disattesi. Nelle linee guida da evidenziare il blocco delle assunzioni, no all’ingresso di nuovi enti nel P.R.O.F. ex l.r. 24/76, la programmazione biennale anziché annuale. La gestione del personale, i costi della formazione, la qualità dei servizi con la nuova attività, saranno garantiti anche attraverso un sistema di controllo e di sanzioni che prevede il coinvolgimento della Guardia di Finanza e dei Carabinieri.
Lo SNALS CONFSAL settore formazione professionale è fiducioso nei confronti del Dipartimento Formazione professionale che si è impegnatoa rendere operative le decisioni assunte, affrontando in tempi brevi l’emergenza del reperimento delle risorse per ultimare le attività’ formative in corso e avviare il nuovo piano formativo”. Su questi argomenti insieme alle altre organizzazioni sindacati di categoria avevamo proclamato per il 13 ottobre uno sciopero che per adesso è stato revocato.
Giuseppe Milazzo

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...