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mercoledì 14 dicembre 2016

AVVISO 4, 7 e 8 2016: Chi sarà impiegato


Nel sistema della formazione professionale ci vorrebbe un confronto trasparente da parte degli Enti Gestori con le parti sociali, per una vera garanzia dei lavoratori da impiegare. Un modello organizzativo che rispecchia la declaratoria del Ccnl di categoria   senza vaghe interpretazioni e riproduzione di ruoli. Controlli sulle spese di personale non contemplate nel CCNL, ed applicare  misure di risparmio  sanzionando i datori di lavoro, che non applicano il CCNL e prendono decisioni unilaterale nei confronti del personale, o nell'utilizzo del denaro pubblico, nei casi in cui pagano la quota del  Durc omettendo la quota di retribuzione netta che va resa al lavoratore. Alcuni operatori della formazione professionale, Invece,  a causa non imputabile agli stessi stanno pagando prezzi altissimi, che li sta conducendo verso una  sorta di eutanasia che potrebbe portare ad una crisi esistenziale morbosa senza via di scampo.



martedì 3 marzo 2015

MODALITÀ DI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE DEGLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA RIMASTI TOTALMENTE E/O PARZIALMENTE PRIVI DI INCARICO. (lettera inviata al Governo e alla II e V Commissione ARS)


Oggetto: Richiesta convocazione Tavolo Trilaterale istituzionale ex art. 26 del CCNL 1994  e All. 12 del CCNL 2011/2013 vigente - modalità di salvaguardia occupazionale degli operatori della Formazione Professionale in Sicilia rimasti totalmente e/o parzialmente privi di incarico.

La Scrivente organizzazione Sindacale, firmataria del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro vigente per il comparto Formazione Professionale, rappresenta quanto segue:
1.       che il comparto in Sicilia, negli ultimi anni è stato attraversato da una serie di problematiche che hanno riguardato, per quello di competenza di questo Sindacato, la fuoriuscita di una quantità eccessiva di lavoratori della Formazione Professionale Siciliana dal mercato del lavoro (circa 3.500 dipendenti si trovano senza incarico, senza retribuzione e di conseguenza senza contribuzione);
2.       che, nonostante le intenzioni del governo regionale sia lodevole, le revoche dell’accreditamento perpetrate, sia quelle legittime che quelle illegittime (si vedano le varie pronunce dei TAR e del CGA), hanno causato un’ingentissima perdita di posti di lavoro;
3.       che la Regione Siciliana, quale organo erogatore e garante del servizio[1], avrebbe dovuto farsi parte attiva nella tutela e la salvaguardia dei lavoratori del comparto interessati, attraverso le procedure previste dal CCNL di categoria, che si sottolinea, è stato condiviso ed applicata  anche da essa;
4.       che la tutela e la salvaguardia occupazionale dei lavoratori è sancita in diverse fonti legislative, contrattuali ed amministrative;
5.       che in seguito ai provvedimenti di revoca dell’accreditamento, che di fatto sanciscono la fine delle attività istituzionali degli enti di formazione e pertanto  la impossibilità per gli enti di garantire i lavoratori sotto tutti i punti di vista (si ricordi che per espresso volere dell’amministrazione regionale tali enti sono necessariamente senza scopo di lucro), l’amministrazione regionale avrebbe dovuto iniziare, sua sponte,  la procedura prevista dalla legislazione vigente a tutela dei  lavoratori rimasti parzialmente e/o totalmente privi di incarico all’interno del settore della Formazione Professionale;
6.       che tale procedura parte dall’enunciato di cui all’art. 2 (già significativamente rubricato “Garanzie per il personale della formazione professionale”), comma 1, della Legge Regionale 25/1993, secondo il quale: “Al personale iscritto all'albo previsto dall'art. 14 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato è garantita la continuità lavorativa e riconosciuto il trattamento economico e normativo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria”. Pertanto, già dalla interpretazione letterale di tale norma si evince il ruolo di garante affidato dal legislatore alla Regione Siciliana; ma è con la successiva statuizione di cui al comma 2 bis della stessa norma che il legislatore ha voluto imprimere, ad uno specifico ramo dell’amministrazione[2] il ruolo di garante di quei lavoratori rimasti privi di incarico ed iscritti all’Albo autorizzandolo ad attivare per questi “i processi di mobilità previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori della formazione professionale”;
E’ necessario, a questo punto operare una accurata digressione su quali siano i processi di mobilità e di salvaguardia e tutela occupazionale previsti dal normativamente richiamato CCNL, ed in particolare i contenuti di cui, agli art.li 34 e 35, all’allegato 12 e all’art. 26 del CCNL precedente più volte richiamato e la cui validità è confermata dal vigente.

A) art.  34 - MOBILITÀ PROFESSIONALE:
1. Il personale dipendente degli Enti può essere soggetto a processi di mobilità professionale all’interno della fascia professionale di propria competenza, anche attraverso percorsi di formazione, aggiornamento, riconversione e/o riqualificazione.
2. Detta mobilità si attua:
a)      all’interno delle Istituzioni Formative dello stesso Ente, mediante trattativa aziendale;
b)     tra strutture di Enti diversi, mediante convenzioni e/o accordi;
c)      tra Istituzioni Formative degli Enti e Istituzioni pubbliche, mediante convenzioni e/o accordi.

Orbene, risalta che l’unico tipo di mobilità avviata dal competente Assessorato si è sostanziata in quella orizzontale (di cui alla lett. b sopraindicata) secondo le indicazioni della Direttiva 76434 del 8 Ottobre 2014, a firma del Dirigente Generale Dott. Silvia. La quale, però non è stata sufficiente a ricollocare i lavoratori rimasti privi di incarico per effetto delle problematiche sopra evidenziate; probabilmente per la drastica riduzione della quantità dell’attività formativa erogata nella Regione Siciliana, operata dal governo regionale negli ultimi due anni.
Per onor del vero, un “maldestro” (quanto ai risultati) tentativo di ricollocazione temporanea dei lavoratori è stato tentato dal governo regionale per il tramite del CIAPI di Priolo Gargallo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti (ritardi sotto tutti i punti di vista e discriminazioni palesi tra gli operatori, senza contare che solo una piccola percentuale dei lavoratori da ricollocare risulta impegnata, si sottolinea solo transitoriamente , nelle attività dell’ente formativo regionale ). Del fallimento di tale azione politico-amministrativa ne è riprova, laddove ce ne fosse bisogno, l’alto numero di contenziosi instaurato dai lavoratori con lo stesso CIAPI, per non contare anche quei lavoratori che sfiancati dalla mancanza endemica delle retribuzioni, pur avendo subito delle forti discriminazioni da parte dell’amministrazione e del CIAPI non hanno le risorse economiche ed emotive per instaurare un contenzioso  e sono rassegnati ed abbandonati a se stessi.

B) COMBINATO DISPOSTO: ART. 35  SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE;  ALLEGATO 12 - MODALITA’ PER LA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE  E ART. 26  MOBILITA’
Risulta chiaro ed evidente che la mobilità di cui al precedente punto A) è solo una enunciazione senza che siano sancite le modalità.
Ed a tal uopo interviene ancora il citato CCNL vigente facendo espresso richiamo all’allegato 12, il quale a sua volta richiama l’art. 26 del previgente CCNL, confermandone l’attualità e quindi la validità.
In particolare l’art. 35, comma 1  prevede che: “1. Per la salvaguardia occupazionale si applica quanto previsto dall’allegato n. 12, parte integrante del presente CCNL” ed a sua volta quest’ultimo testualmente recita: “Le Parti riconfermano la validità dei contenuti …. dell’art. 26 del CCNL 1994-1997 già recepiti dalle normative regionali, dalle deliberazioni e dagli accordi tra Regione, Organizzazioni Sindacali ed Enti”.

Nulla quaestio, dunque, sulla odierna validità delle norme testé citate.

Ma la vera sorpresa riguarda i contenuti e le obbligazioni delle parti contrattuali, che si evince chiaramente e al di là di ogni ragionevole dubbio, dalla lettura del combinato disposto delle citate norme in relazione alla modalità d’intervento per la mobilità e la salvaguardia occupazionale.

ALLEGATO 12:Modalità di attuazione che si applicano nelle regioni e nelle province autonome ove esistano leggi, delibere, circolari o intese che disciplinano l’ex art.26 del CCNL 1994-1997:
2. ………..per la salvaguardia dell’occupazione, si attua la mobilità del personale dipendente all’interno del Sistema Regionale di Formazione Professionale.
3. La mobilità si attua attraverso l’istituzione di tavoli trilaterali regionali anche tra Istituzioni Formative degli Enti e Istituzioni Formative della Regione e degli Enti delegati, mediante accordi.
4. La contrattazione regionale ne definisce i criteri, le modalità, nonché le priorità per il reinserimento; la Commissione Bilaterale regionale attiva i processi per la gestione della mobilità anche in riferimento all’Albo regionale che costituisce il quadro delle professionalità del personale dipendente.

ALLEGATO 12:
2. L’eventuale ricollocazione del personale……………………..si realizza attraverso:
a) l’estensione del sistema degli ammortizzatori sociali al comparto;
b) l’attivazione degli Enti Bilaterali Nazionale e Regionali con l’utilizzo di eventuali fondi anche sostenuti da un impegno finanziario dello Stato e delle Regioni;
c) la contrattazione tra Enti ed OO.SS. che ne individua i criteri per il possibile inserimento dei lavoratori, con il coinvolgimento nei processi anche delle istituzioni regionali, provinciali, ecc., vincolante nel caso di passaggi di personale tra privato e pubblico.

3. Qualora manchino le condizioni per il reinserimento, le OO.SS e le Associazioni degli Enti di FP attivano il confronto con la Regione/Province al fine di individuare le condizioni di una nuova collocazione dei lavoratori anche in altre attività, anche all’esterno del settore della Formazione Professionale.

Ed inoltre l’art. 35, comma 3 del CCNL così dispone ad ulteriora:

“3. Nei casi in cui le parti, nel rispetto delle procedure di cui all’allegato n. 12, non abbiano individuato soluzioni condivise e soddisfacenti, le stesse sono tenute ad aprire le ulteriori procedure per le tutele occupazionali e di reddito previste dalla normativa vigente ……”

c)       ART. 26 CCNL - MOBILITA’
La norma nel riprendere quanto previsto dal già citato art. 34 per la mobilità professionale all’interno del sistema della Formazione Professionale, prevede innanzi tutto le modalità con le quali avviare e definire le procedure della mobilità stessa ed un secondo livello di mobilità se il primo non riesce a collocare tutto il personale che ne abbia bisogno.
Cosicché lo scenario di prima facie, o se vogliamo utilizzare la stessa denominazione del CCNL MOBILITA’ DI PRIMO LIVELLO (=processi di mobilità territoriale e professionale all'interno della fascia professionale di propria competenza, in rapporto alle esigenze del piano regionale programmato delle attività) dovrebbe essere il seguente:

2. La mobilità di detto personale si attua: 
a) all'interno delle strutture operative dello stesso Ente;
b) tra strutture di Enti diversi mediante convenzione;
c) tra strutture operative degli Enti convenzionati e le strutture operative della Regione e degli Enti delegati mediante convenzione.
3. La mobilità di detto personale[3] si attua in diretto rapporto alle esigenze derivanti dalle attività di formazione professionale programmate dalla Regione ed esclusivamente sulla base della definizione di un piano previsionale di utilizzazione del personale stesso definito dalle Regioni

Per tale personale, prosegue la norma, si attua la mobilità  in “diretto rapporto alle esigenze derivanti dalle attività di formazione professionale programmate dalla Regione ed esclusivamente sulla base della definizione di un piano previsionale di utilizzazione del personale stesso definito dalle Regioni”.

Ebbene, dov’è questo previsto il Piano Previsionale di utilizzazione del personale della Formazione?????

Inadempienza contrattuale dell’amministrazione regionale

Ma, ciononostante, la stessa norma prevede lungo tutto il suo PUNTO B rubricato “Salvaguardia dell'occupazione” un SECONDO LIVELLO DI MOBILITA’, che si attua per il personale con contratto a tempo indeterminato rimasto parzialmente o totalmente senza incarico a seguito di contrazione delle attività, di chiusura dei corsi o delle sedi operative o di trasferimenti delle sedi operative stesse da una ad altra area territoriale o di passaggio della sede operativa ad altro Ente.
Questa norma non si limita solo alla enunciazione di un diritto ma ne declina le varie fattispecie in modo concreto e qui di seguito se ne riportano solo alcune casistiche previste:

a) Il personale in mobilità, la cui assunzione sia stata riconosciuta dalla Regione, ha diritto ad essere impiegato anche presso altre strutture, anche di enti diversi, privati e pubblici, con incarichi compatibili con la propria professionalità;
………………..
…………………
d) in caso di chiusura dell'Ente di appartenenza il personale in mobilità ha diritto al passaggio immediato alle dipendenze di altro Ente mediante accordi tra Regione, OO.SS. e Ente convenzionato;

e) in caso di chiusura dell'Ente di appartenenza e di disponibilità presso strutture pubbliche della Regione o degli Enti delegati, l'utilizzazione in dette strutture del personale in mobilità privo di incarico, avverrà mediante accordi tra Regioni o Enti delegati, OO.SS., Enti convenzionati;

f) qualora manchino le condizioni per il reinserimento, le parti attivano il confronto con la Regione al fine di individuare le condizioni di una nuova collocazione dei lavoratori in mobilità in altre attività, anche all'esterno del settore della formazione professionale.

Molto interessante è la seguente affermazione rinvenibile nel proseguo del superiore punto f):

I lavoratori in mobilità conservano, per il periodo necessario a tale verifica, la retribuzione globale e i diritti acquisiti, rimanendo formalmente collegati all'Ente di appartenenza ………………….;

Dunque, se la Regione non attiva immediatamente e senza indugio alcuno le procedure per la mobilità secondo le regole fin qui richiamate, potrebbe ben presto essere chiamata a corrispondere dei danni provocati con la sua inerzia (senza contare le azioni così frettolosamente messe in atto per le revoche dell’accreditamento operate in danno degli enti ed il loro conseguenziale definanziamento).

Ed inoltre al punto i) sempre del PUNTO B IN PAROLA RIBADISCE:

i) il personale in mobilità ha diritto a preventivi processi di aggiornamento e riconversione, programmati dalla Regione, necessari al suo reinserimento per incarichi diversi da quello di provenienza o in altra attività lavorativa. Detto personale interessato a processi di aggiornamento, di riconversione e riqualificazione finalizzati al reinserimento nell'attività lavorativa e che possono prevedere anche periodi di esperienza lavorativa in azienda, rimane formalmente collegato all'Ente di appartenenza, o al nuovo Ente, secondo quanto previsto dal precedente punto "d", fino a nuova definitiva sistemazione ed ha diritto al mantenimento dello stato economico e giuridico acquisito.

per quanto riguarda il trattamento del personale in mobilità’, interviene il PUNTO C, che così dispone:

1. Per il trattamento del personale in mobilità di cui ai punti "A" e "B", del presente articolo, si definiscono i seguenti criteri:
a) il lavoratore in mobilità mantiene il trattamento economico e normativo acquisito;
b) ……………………;
c) l'utilizzo del personale in mobilità presso strutture pubbliche avviene mediante convenzione, i cui contenuti saranno definiti a livello regionale, con l'Ente di appartenenza.

Da quanto fin qui esposto, senza scomodare le ulteriori tutela di cui alla circolare 10/94, il Fondo di Garanzia (trasformato tra l’altro in mera misura complementare delle misure di sostegno al reddito) etcc…
Si può affermare che di quello che si poteva fare per garantire e tutelare, il posto di lavoro, la retribuzione e la contribuzione, si è fatto quasi nulla e quel poco è risultato totalmente insufficiente a coprire gli errori alla base della contrazione dell’attività formativa nella Regione Sicilia operata, sconsideratamente dal governo Regionale, senza prevedere un piano di tutela per i lavoratori incolpevoli, che ad oggi sono senza lavoro, con una notevolissima consistenza di retribuzioni pregresse mai pagate (né agli enti né ai lavoratori ) pur avendo, la Regione Siciliana, usufruito del servizio Formazione professionale cui è costituzionalmente ed istituzionalmente tenuta ad erogare (ecco spiegata la ragione per cui il Presidente Crocetta si fregia di aver risparmiato nella Formazione….. lo ha fatto a spese degli stipendi dei lavoratori già maturati e maturandi e non approntando, come dovuto, idonee ed efficaci misure di salvaguardia occupazione e reddituale cui, peraltro era tenuto!!!)
Sulle base di quanto fin qui esposto lo scrivente Sindacato
CHIEDE

Alle SSLL in indirizzo di voler costituire, urgentemente e senza ulteriori indugi, in conformità alla normativa richiamata in oggetto,  un tavolo istituzionale trilaterale tra La Regione Siciliana, Gli Enti di cui all’art. 4 della L.R. 24/76 e le OO.SS firmatarie del Contratto Collettivo di Lavoro vigente.
Di voler provvedere con i mezzi ritenuti più idonei a notificare alle parti l’avvenuta costituzione del Tavolo de quo.
Tale Tavolo dovrà occuparsi, quando costituito, delle procedure d’urgenza da adottare per la salvaguardia occupazionale prioritariamente dei dipendenti rimasti totalmente senza incarico e non ricollocati; percorrendo,  tutte le strade previste dalla normativa vigente nel settore della Formazione Professionale e di maggior tutela rispetto a quelle ad oggi implementate e/o annunciate.

In attesa di cortese ma sollecito riscontro alla presente richiesta, si porgono gli atti della più alta considerazione.
Catania, 03/03/2015                                                                         




[1] Secondo l’art. 11 della Contrattazione decentrata 1994/1997.
[2] L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione.
[3] Il personale dipendente degli enti, riqualificato secondo quanto previsto all'art. 35 del presente Contratto, nonché impiegato nelle attività di cui al comma 4 del precedente art. 7 e nei servizi territoriali.

sabato 31 gennaio 2015

Assemblea Esterna per la crisi della Formazione Professionale in Sicilia


Alle RR SS AA e Coord.  Prov.li

Agli Operatori della FP

Alle Associazioni degli Enti gestori
CENFOP ASEF ASSOFOR FORMA A.N.F.O.P. ASILFOP ANIEFOP

Al CIAPI di Priolo SR

Agli Enti Gestori della
Formazione professionale

e, p.c.    Al Presidente della Regione Siciliana

LORO SEDI


Oggetto: Assemblea Esterna per la crisi della Formazione Professionale in Sicilia.


         La scrivente organizzazione sindacale comunica che  Venerdì 6 Febbraio 2015  è indetta, per l’intera giornata, un’assemblea esterna degli Operatori  della FP di tutta la Sicilia, in Piazza Indipendenza a Palermo, nello spazio antistante la Presidenza della Regione.
 Pertanto le rappresentanze sindacali aziendali sono tenute a convocare le assemblee ed a trasmettere la convocazione, unitamente alla presente, ai rispettivi enti di appartenenza.

                                  Il Coordinatore regionale settore formazione  Professionale

Giuseppe Milazzo     

lunedì 13 ottobre 2014

LETTERA AL GOVERNATORE DELLA SICILIA

I dipendenti degli Enti Gestori del settore formazione professionale, nonostante i soliti annunci ed i buoni propositi da parte del Governo, ad onor del vero ad oggi, non hanno ancora  percepito  le retribuzioni sul lavoro svolto. 
Pertanto, per far fronte a questa situazione emergenziale, al fine di provvedere al pagamento degli stipendi del personale, si invita il Governo ad applicare anche l’articolo 5 del DPR 207/2010 al fine di far pervenire ai singoli  lavoratori  le quote del  netto in busta paga  visto che in alcuni casi ha già provveduto con l’articolo 4 dello stesso decreto  a pagare i contributi ed il relativo DURC agli Enti Gestori.
Per quanto riguarda i circa 3000 lavoratori abbandonati a se stessi, senza lavoro e senza sostegno al reddito,  provenienti dagli Enti con revoca di accreditamento, da enti che hanno dichiarato esubero, “SOSPESI” in attesa di CIG in deroga, si invita a sollecitare gli uffici preposti ad avviare i  tavoli  istituzionali e far prevenire a tutti i lavoratori ammortizzatori sociali  ed affrontare la crisi con un sostegno al reddito.


Per quanto sopra, nell’affermare lo stato d’agitazione del personale interessato, si chiede un concreto ed immediato intervento volto a garantire le retribuzioni degli operatori della formazione professionale e, ove non si provvedesse in tal senso, si procederà ad un inasprimento della vertenza con ulteriori azioni idonee a tutela dei diritti dei lavoratori.

giovedì 12 dicembre 2013

L’Assessorato Regionale come Pontio Pilato. Enti e sindacalisti i carnefici dei lavoratori?

Lo Snals Confsal, settore formazione professionale, ritiene che le procedure di mobilità ad incrocio secondo il verbale del 12 novembre 2013, non condiviso da questa O.S., sono irregolari e forse anche illegittime.
Infatti abbiamo assistito al richiamo di procedure di mobilità secondo il CCNL di settore, che nulla hanno a che vedere con gli artt. 34 e 35, quindi l’Allegato 12 del CCNL 2011-2013. In Assessorato alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale si sono consumati procedimenti che non sono solo irregolari e per certi versi illegittimi, ma anche comici.
Certi enti di formazione hanno stilato degli elenchi di mobilità interna ed esterna, senza che sia stato svolto alcun esame congiunto con le OO.SS., né sentito o avvisato il lavoratore, né affisso nelle bacheche dei locali degli enti criteri oggettivi sui quali produrre graduatorie di personale in eccedenza, né sono stati comunicati elenchi di personale nominativi alle OO.SS.: tutto irregolare, discrezionale, facoltativo.
Il personale posto in eccedenza rispetto alla programmazione 2013/2014, procedura vietata dalla Direttiva n. 45555/2013 e esclusa categoricamente dal DDG n. 5021 del 6 novembre 2013, non verrà supportato da alcun sostegno al reddito dato che i verbali di Cassa Integrazione in deroga si sono conclusi il 4 dicembre 2013, men che meno dal Fondo di Garanzia Regionale senza copertura economica, poiché ha sostenuto a malapena il 7,7% del dovuto per il 2012.
Questi elenchi di personale in eccedenza, mobilità, come sono stati fatti? Il personale in esubero come è stato selezionato? Unicamente dal legale rappresentante degli enti di formazione, che hanno posto in mobilità anche alcuni rappresentanti sindacali delle OO.SS. non consenzienti ed accondiscendenti a pratiche non previste da alcuna normativa. 
Infatti abbiamo assistito in Assessorato alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale ad un tipo di mobilità vergognoso e fuori da ogni oggettiva norma, qualcuno leggeva la figura dell’elenco in mobilità chiedendo alla platea degli enti di formazione presenti se interessasse loro. Davanti alla risposta negativa degli enti presenti, si procedeva oltre: naturalmente tutto ciò sa di paradossale. I lavoratori sono persone in carne ed ossa con famiglie e diritti ancora una volta calpestati.
Dicevamo che questa procedura non è prevista da alcuna norma o regolata da alcuna circolare, quindi non ha presupposti oggettivi riscontrabili.
Pertanto lo Snals Confsal ritiene che l’unica procedura possibile ad oggi sia considerare il personale unicamente tutto appartenente all’Albo degli operatori della Formazione Professionale, quindi stabilire il personale con incarico ed il personale senza incarico.
Lo Snals Confsal chiede che si applichi la legge, pertanto al personale senza incarico va applicata la l. r. n. 25 del 1 settembre 1993, quindi procedere alle liste di mobilità provinciale attraverso la procedura di legge, unica ed oggettiva ad oggi in vigore, della Circolare Assessoriale n. 10/94. Fornire dunque gli strumenti, ovvero ripristinare un rapporto di fattiva collaborazione tra gli uffici centrali e periferici dell’Assessorato al Lavoro (Dipartimento Regionale Lavoro e Dipartimenti Territoriali del Lavoro): per esempio uno strumento normativo per la ricollocazione del personale può essere la deliberazione di giunta regionale del 18 novembre 2013 n. 374.

Bisogna ritornare alla legge, perché questo settore ha subito troppo l’arbitrio e la discrezionalità di tanti soggetti, sempre e solo a danno dei lavoratori.

sabato 1 giugno 2013

STATO DI CRISI - FORMAZIONE PROFESSIONALE

Lo Snals Confsal settore formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a più di 18 mensilità.
All’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, dalla nota  prot. 2247 del 30/05/2013 avente per oggetto “attuazione piano straordinario per il lavoro in Sicilia: opportunità giovani – priorità 3”, si evince un netto taglio dei corsi di Formazione Professionale, situazione questa che mette fortemente a rischio la continuità lavorativa di una buona parte dei lavoratori del settore.
Tale situazione sta creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale.
Tuttavia,  lo Snals Confsal, essendo stato convocato dall’ Amministrazione Regionale per lunedì 3 giugno alle ore 10.00, non si esime dal confronto ed assicura la propria partecipazione alla riunione, al fine di formalizzare gli impegni assunti precedentemente dal Governo e garantire, quindi, i lavoratori del settore.

In ogni caso,  in mancanza di concrete certezze, tale organizzazione sindacale sarà costretta, suo malgrado, ad  intraprendere ogni azione per la tutela dei lavoratori  compresa quella di  aderire allo sciopero, manifestazione e corteo unitario a Palermo per giorno 4 Giugno, indetto da FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola.

venerdì 31 maggio 2013

DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE

Lo Snals Confsal settore formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a  più di 18 mensilità. Tale situazione sta creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale.
All’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, dalla nota prot. 2247 del 30/05/2013 avente per oggetto “attuazione piano straordinario per il lavoro in Sicilia: opportunità giovani – priorità 3”, si evince un netto taglio dei corsi f.p., situazione questa che mette fortemente a rischio la continuità lavorativa di una buona parte dei lavoratori del settore.
Pertanto, il Coordinatore Regionale Snals Confsal Giuseppe Milazzo nel precisare che l’atto emanato dall’Assessore Regionale  Istruzione e Formazione Professionale non è stato concertato e concordato con la scrivente, e nel rivendicare al Governo di concretizzare il proprio impegno assunto precedentemente sulle  sottoelencate richieste:   
-       accelerare i mandati di pagamento di tutto  il personale per dare la possibilità di percepire tutte le mensilità spettanti;
-  velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
-  affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
-  verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;
-  risolvere e sbloccare i pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità;
-  concentrare tutta l’attività del Dipartimento  Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,  per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
-  appurare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici,
-  controllare se ci sono le condizioni nei confronti  dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione dei procedimenti;
-  procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
-  fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali
DICHIARA
di aderire allo sciopero, manifestazione e corteo unitario a Palermo per giorno 4 Giugno indetto da FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola, e di intraprendere tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori.


giovedì 16 maggio 2013

PERCHÉ LO SNALS CONFSAL NON HA DICHIARATO LO SCIOPERO


Lo Snals Confsal  settore formazione professionale  ha fatto  presente al Governo Regionale quanto sia necessario, nel settore della formazione professionale in Sicilia, la presenza di un governo che assicuri fatti e atti in tempi brevi e comunque utili.
Alcune delle  nostre  richieste  sono state le seguenti:
-  accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;
-  velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
-  affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
-  verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;
-  risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità;
-  verificare il motivo del ritardo nell’emanazione dei provvedimenti, da parte del Dipartimento  Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,  per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
-  verificare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici, anche ai sensi e per le finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198;
-  verificare se ci sono le condizioni nei confronti  dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione del procedimento;
-  procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
-  fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.

Il Coordinamento regionale  Snals  Confsal  non intende dare giudizi sulle persone ma basarsi sui fatti e sugli impegni già presi e su quelli non ancora  mantenuti.
In questo periodo, partecipando agli incontri con il Governo,  lo Snals Confsal nella persona di Giuseppe Milazzo, ha avuto modo di  valutare comunque positivamente l’impegno assunto dal Governo nel fornire garanzie a tutti i lavoratori del settore della formazione professionale, e resta in attesa di conferma, con notizie formali, sulla continuità della prosecuzione delle attività in Sicilia. Il tutto, a seguito di una difficile mediazione su questioni sindacali sensibili, ancora non risolte, dei  lavoratori senza stipendi da più di 18 mesi.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale, prima di esprimere valutazioni ed eventuali proposte, ritiene di aspettare i fatti concreti e gli atti governativi. Una scelta di responsabilità, dettata anche dall’attuale delicato momento politico.
Proprio in questi giorni sembra che si stia passando dalle parole alla concretezza delle azioni del Governo guidato da Crocetta. Infatti, è stata emanata la nota che invita gli Enti ad utilizzare la normativa regionale ( tra cui la C.A. 10/94) a tutela del personale, mentre gli Enti hanno adottato illegittimamente l’applicazione della Legge 223/91, che potrebbe licenziare i lavoratori;
è stato pubblicato l’atto di indirizzo applicativo per l’aggiornamento dell’albo degli operatori della formazione professionale;
è in fase di  realizzazione  l’accordo con l’Inps per alleggerire gli Enti Gestori del DURC;  
il Governo è intervenuto   nei confronti dei Funzionari dell’Amministrazione Attiva, per accelerare l’iter di erogazione dei mandati;
è stata consegnata alle parti la bozza della nuova procedura di accreditamento;
il Governo si è  preoccupato  che gli Enti  rispettino il CCNL di categoria.
Dagli incontri è emerso che, nel settore,  regole e norme  vengono regolarmente disattese penalizzando operatori costretti a lavorare senza percepire le giuste spettanze mensili.
I sopraelencati atti governativi costituiscono apprezzabili segnali che evidenziano una “nuova” sensibilità nei confronti del settore ed in particolare nei confronti degli operatori che in questi ultimi anni hanno subito ingiustizie e angherie da parte di tutti i soggetti che orbitano nel sistema formativo siciliano.
Questi e altri provvedimenti potranno dare una spinta alla ripresa del settore formazione professionale, avviare un reale processo di equità sociale e dare quella credibilità e quella autorevolezza al governo necessaria per realizzare in maniera organica e sistematica, la grande riforma che da anni è stata  tanto richiesta ed enunciata ma mai applicata.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale, come sempre, in piena autonomia e nel rigoroso rispetto dei ruoli istituzionali, rinnova la sua disponibilità a garantire il proprio contributo di idee e di proposte per far uscire la Sicilia dalla grave crisi e per avviare la crescita economica e occupazionale.
Al Governo chiediamo la garanzia di un sistema relazionale proficuo e inclusivo di tutte le parti sociali, affinché, con la ripresa della crescita, si affermi la democrazia economica e il pluralismo sindacale.
Il Coordinatore regionale Giuseppe Milazzo ha indetto una convocazione di tutte le RSA e i componenti del coordinamento regionale e provinciale per martedì 21 maggio c.a. alle 15,30 a Catania presso la sede ECAP Catania (Istituto Leonardo Da Vinci) di via G.B. De Le Salle n.12, per discutere della situazione venutasi a creare nel settore formazione professionale in Sicilia, e decidere le azioni da intraprendere.


sabato 4 maggio 2013

intervento urgente in merito alle mancata erogazione emolumenti del personale della formazione professionale


Il Coordinatore  regionale Snals Confsal settore formazione professionale Giuseppe Milazzo ha chiesto al Presidente della Regione, al  Presidente dell’ARS, all’Assessore Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, all’Assessore Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro,  Al Presidente V Commissione  Assemblea Regionale all’Assessore Regionale dell’Economia,  al Presidente II Commissione Assemblea Regionale , ai Gruppi Parlamentari ARS e alle Associazioni degli Enti un intervento urgente al fine di trovare soluzioni a tutela del personale della formazione professionale. In particolare, è stato chiesto di occuparsi nel porre in sicurezza il suddetto personale, garantendo, così come più volte sostenuto dal Governo Regionale, la continuità occupazionale nonché nell’adottare provvedimenti atti a regolarizzare il pregresso economico spettante ai lavoratori di tale settore, i quali  non percepiscono i loro stipendi da più di 18 mesi.

Nel dettaglio, si è chiesto di:

-       accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;

-       velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;

-       affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;

-       verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;

-       risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità;

-       verificare il motivo del ritardo nell’emanazione dei provvedimenti, da parte del Dipartimento  Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,  per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;

-       verificare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici, anche ai sensi e per le finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198;

-       verificare se ci sono le condizioni nei confronti  dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione del procedimento;

-       procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;

-       fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.

mercoledì 10 aprile 2013

RESOCONTO DELLA RIUNIONE DEL 9 APRILE 2013 PRESSO L’ASSESSORATO ALLAPUBBLICA ISTRUZIONE ED ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Erano presenti l’Assessore regionale alla Formazione Professionale ed alla Pubblica Istruzione, Nelli Scilabra, il suo team di lavoro, e il Dirigente Generale alla Formazione Professionale, Annarosa Corsello, le OO.SS dei lavoratori Snals Confsal, Cgil Flc, Cisl Scuola FP, Uil Scuola FP, Unione Lavoratori Liberi, Co.Bas., Cu.Be., altre organizzazioni di lavoratori riunite in associazioni spontanee, e diverse decine di lavoratori.
L’Assessore Scilabra ha dato inizio ai lavori, dichiarando in modo esplicito che l’Avviso n. 20/2011 non ha copertura economica per la seconda annualità 2013, pertanto non potrà essere dato corso a questa progettualità. Dal suo staff è stato precisato che esso appare persino illegittimo, in quanto un bando senza “copertura economica” non poteva essere emanato.
L’Assessore Scilabra ha precisato che non si intende chiudere la Formazione Professionale in Sicilia, perché essa resta sempre una priorità per il Governo Regionale e, stando così le cose, bisognerà predisporre una serie di interventi per avviare i nuovi piani regionali dell’offerta formativa e sostenere i livelli occupazionali e retributivi del personale. A tal proposito ha ribadito che nessuno dei lavoratori della Formazione Professionale, assunti nei termini di legge, verrà licenziato.
Verranno accettate le richieste di proroga dei progetti fino al completamento delle attività progettuali, in modo anche di estendere più possibile l’attività formativa attuale.
Subito dopo si darà corso a due tipologie di interventi. La prima programmazione prevede progetti la riqualificazione del personale, che consentirà di aggiornare il personale e sostenere il reddito dei lavoratori fino all’avvio della nuova programmazione. Per questo progetto è già stato pubblicato in data 9 aprile 2013, nel sito del Dipartimento regionale del Lavoro (www.regione.sicilia.it/lavoro), il comunicato che dà materiale avvio della procedura di richiamata in servizio e di riqualificazione del personale già posto in mobilità. All’uopo, l’Assessore Regionale ed il Dirigente Regionale hanno ribadito che le procedure di mobilità da attuare devono rispondere alle modalità individuate dal CCNL di settore e dalle leggi regionali: la legge nazionale n. 223/91 non deve essere applicata, in merito hanno annunciato interventi chiarificatori. Il processo di riqualificazione, che seguirà le procedure e le leggi regionali, verrà avviato già entro due giorni. Questo sarà funzionale alla nuova programmazione del piano regionale dell’offerta formativa e verrà finanziato con il fondo ministeriale del Piano Giovani per circa 45/50 milioni.
E’ prevista anche una selezione degli enti che dovranno svolgere formazione, attraverso la riforma delle norme sull’accreditamento degli enti di formazione (D.A. n. 1037/2006).
La seconda attività programmazione prevede che, entro sei mesi da oggi, si dovrà dare inizio alla nuova programmazione regionale annuale dell’offerta formativa con i fondi del nuovo piano giovani.
Tutto fino al prossimo anno 2014 quando saranno programmate nuove azioni con i fondi nazionali e comunitari, di cui all’agenda 2014-2020.
L’Assessore ha risposto positivamente alle istanze dei rappresentanti dello Snals Confsal per predisporre interventi volti ad escludere il licenziamento del personale, poiché verranno emanate direttive e censurate le attività prodotte in tal senso. Si inizierà al recupero del personale già licenziato illegittimamente e poi verranno considerati interventi per il recupero di tutto il personale in mobilità, senza alcuna perplessità verrà preferita la procedura di mobilità regionale e prevista dal CCNL di settore.
Per quanto concerne le retribuzioni del personale è stato nominato l’ufficio stralcio che provvederà a verificare le procedure di erogazione dell’intero 80% del finanziamento, tutti i pregressi retributivi del personale e la chiusura dei saldi economici dovuti agli enti dal 2005.
Poi l’Assessore ha dichiarato che l’Amministrazione Attiva intende ripristinare l’Albo del personale della Formazione Professionale, ripartendo dall’art. 14 della legge regionale 24/76, magari potenziarne le tutele, ma in questo ha chiesto la collaborazione delle forze sociali presenti che vogliano contribuire all’aggiornamento dell’Albo.
Il personale verrà tutto garantito solo per le assunzione registrate entro il 31 dicembre 2008, quindi la dott.ssa Corsello ha precisato che non saranno riconosciute in sede di rendicontazione finale le spese di contratti intervenuti dopo tale data.
La dott.ssa Corsello ha dichiarato che le procedure di richiamata del personale sono state già avviate. Il personale che non sarà ricollocabile, a causa dei nuovi standard minimi professionali, sarà accompagnato alla fuoriuscita secondo le disposizioni di legge (prepensionamenti, programmi Piano Barca, ecc.). La nuova amministrazione regionale intende sfruttare quanto più sarà possibile tutti i fondi a disposizione, dato che sul PO FSE 2007-2013 su 2,1 miliardi a disposizione sono stati impiegati appena 1,5 mld di euro con una restituzione economica di almeno 500 mln di euro all’U.E.
I progetti di riqualificazione saranno affidati nel più breve tempo possibile agli intermediari previsti dalla legge, a tal proposito si stanno studiando le procedure più brevi per farlo, sicuramente non si procederà a bandi lunghi ed onerosi.
Anche la dott.ssa Corsello ha voluto rassicurare il personale che non si procederà ad alcun licenziamento del personale e verranno mantenuti i livelli occupazionali e retributivi, pertanto si stanno mettendo in essere procedure per pagare direttamente il personale.
Tutto quanto espressamente riportato, è stato regolarmente verbalizzato dal funzionario preposto.
Tanti gli interventi, lo Snals Confsal ha presentato le proprie proposte, consegnando il documento, già annunciato, ed ottenendo soddisfazione ed impegni su alcuni punti nodali inerenti prevalentemente il licenziamento e le retribuzioni.
Naturalmente lo Snals Confsal intende vigilare attentamente, affinché i comportamenti posti in essere dall’Amministrazione Regionale siano volti al rispetto degli impegni verbalizzati e della legge, però ritiene che nella seduta odierna siano stati fatti passi in avanti, rispetto alle procedure dettate dalla precedente amministrazione regionale.

venerdì 28 settembre 2012

CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ PER I LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE SICILIANA !


Leggo e rifletto in ordine alle drammatiche vicende della formazione professionale Siciliana. 
Emerge infatti un quadro confuso determinato da una politica che ha deciso di fare come lo struzzo cioè di mettere la testa sotto la sabbia.
Qualora esistesse una testa…..
Pur tuttavia ormai è chiaro che una classe politica abituata a risolvere i problemi mettendo mano al portafogli peraltro del contribuente non è capace di cavare il ragno dal buco cioè di trovare soluzioni moderne e di lungo respiro.
Va da se che questa classe politica è prigioniera dei tecnici in particolare di quelli calati dai vertici nazionali.
Il risultato sono politiche draconiane da macelleria sociale che vanno ben oltre la tanto vituperata Fiat di Marchionne.
Il colmo è poi rappresentato infine da dirigenti regionali strapagati dall’amministrazione che non sanno veramente nulla di politiche sociali e che pertanto giocano con la vita di tanti lavoratori.
Le lettere di mobilità ricevute già da decine di lavoratori della formazione e quelle che tra qualche giorno arriveranno rischiano di essere la definitiva conclusione di scelte scellerate che pagheranno solo i lavoratori.
In questo senso gravissime sembrano le responsabilità del sindacato che o per pigrizia intellettuale o per interessi di bottega da difendere si è omologato ancora una volta al pensiero unico dominante che come al solito arriva dai piani alti di via Ausonia.
Il succo del ragionamento è: bisogna licenziare centinaia di lavoratori per salvarne altrettanti aderendo culturalmente a idee degne del peggior aziendalismo.
Ma le cose non mi pare stiano proprio cosi.
Infatti la individuazione degli esuberi non scaturisce dalla lettura di dati chiari ed inequivocabili a partire da bilanci che non risulta a chi scrive siano mai stati presentati.
In concreto come si fa ad individuare esuberi laddove siamo in presenza di enti di formazione non hanno mai presentato bilanci ? cioè dati utili a rilevare criticità
A mala pena si conoscono rendicontazioni abbastanza improvvisate.
Ma allora chi per esempio può dire che il parametro unico ha determinato un esubero strutturale di personale  piuttosto che una più probabile riduzione della quota di prebende a vantaggio di qualcuno? 
Qualcuno gioca a fare l’aziendalista senza neanche averne le qualità !
Esuberi dunque frutto della volontà di fare fuori personale non per salvare aziende ma per salvare profitti che la struttura giuridica di enti senza fini di lucro fino ad oggi ha nascosto.
Allora perche invece non si comincia a parlare di come gli enti hanno gestito i milioni di euro incassati fino ad oggi?
Quanto sono costate le penne? I libri? I Computers? I Cavalli per l’ippoterapia?
Come mai i tanti moralizzatori che si sono cimentati in questi anni non ci parlano di questo?
Che ci dice il Dottore Ludovico Albert che certo dovrebbe per obbligo di legge vigilare sui soldi spesi dagli enti?
Che ci dice l’on Panariello che nientedimeno ha presieduto una commissione d’inchiesta sulla formazione parlando di assunzioni, di personale e mai volendo indagare su fenomeni di malversazione?
Che ci dice qualche illuminato opinionista,una volta qualcuno definiva dei miei stivali, sulla possibilità che la formazione in Sicilia è servita per finanziare i vizi di qualche deputato?
I signori del pensiero unico sono talmente ossessionati di licenziare in fretta più lavoratori possibili che non hanno voluto nemmeno prendere in considerazione la possibilità tecnica di utilizzare i contratti di solidarietà difensiva.
Per quale motivo?
Non si sa.
Grandi aziende italiane stanno già da anni sperimentando questo strumento con successo allora perché non provarci nella formazione professionale Siciliana?
Per quanto ci riguarda scriveremo ai vertici dell’assessorato per invitarli ad aprire un tavolo tecnico per iniziare urgentemente una discussione intorno alla possibilità di applicare i contratti di solidarietà al settore della formazione.

giovedì 27 settembre 2012

AVVIS O20/11 INCONTRO ASSESSORE, ENTI E SINDACATO


Nel quadro desolante della formazione professionale s’inserisce la riunione presso l’assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale. Il clima della riunione è sembrata che avesse contenuti drammatici anzi l’Assessore protempore On. Gallo ha dato l’impressione che le scelte scellerate di questo governo non riguardassero minimamente   il settore della formazione ma mondi paralleli che ogni tanto s’incontrano per scambiarsi gli auguri.
In sintesi le problematiche affrontate sono state:
- la registrazione dei decreti alla corte dei conti con il relativo iter burocratico
- prima anticipazione dell’avviso 20
- le criticità riguardanti il patto di stabilità ed infine
- insediamento di una gabina di regia per la verifica in itinere di tutto l’iter per il   funzionamento della macchina burocratica
Per quanto concerne il problema della registrazione l’assessore ha dato garanzia che sta seguendo personalmente la tempistica della registrazione, con la certezza che in tempi brevissimi i decreti saranno registrati.
Per l’anticipazione il vero scoglio è il patto di stabilità, perché se non si dovesse superare questo scoglio, l’assessore sarà costretto, per non bloccare l’avviso 20, ad una riduzione della prima anticipazione, per garantire un minimo vitale per la sopravvivenza del sistema (che a mio avviso è in coma profondo).
Infine l’assessore ha dato garanzia che il personale dell’amministrazione, per accelerare l’iter per l’ottenimento della prima anticipazione, ha avviato la richiesta della certificazione antimafia.
Alcuni degli invitati hanno evidenziato che il sistema Caronte Faros  presenta delle criticità che con certezza porteranno gli enti a delle inadempienze amministrative capaci di bloccare tutto il sistema.
L’assenza del dirigente Generale, cui molte domande potevano essere rivolte, ha portato di fatto a una riflessione sulla funzionalità della macchina dell’amministrazione pubblica, poiché il modo di funzionare di una amministrazione si misura sulla capacità d’interazione tra il potere politico e quello amministrativo.
In ultimo, come considerazione finale: l’avere permesso a questi politici lo sfascio della formazione, dimostrando giorno per giorno  una incapacità nel risolvere i problemi della gente e una grande furberia per gli arricchimenti personali, ci chiama in causa come forze sindacali, come padri di famiglia e come cittadini in quanto, asservendoli, diveniamo complici di questo mal governo che ha portato la Sicilia in primis e la restante parte dell’Italia nel baratro in cui siamo.

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...