Nel sistema della formazione professionale ci vorrebbe un confronto trasparente da parte degli Enti Gestori con le parti sociali, per una vera garanzia dei lavoratori da impiegare. Un modello organizzativo che rispecchia la declaratoria del Ccnl di categoria senza vaghe interpretazioni e riproduzione di ruoli. Controlli sulle spese di personale non contemplate nel CCNL, ed applicare misure di risparmio sanzionando i datori di lavoro, che non applicano il CCNL e prendono decisioni unilaterale nei confronti del personale, o nell'utilizzo del denaro pubblico, nei casi in cui pagano la quota del Durc omettendo la quota di retribuzione netta che va resa al lavoratore. Alcuni operatori della formazione professionale, Invece, a causa non imputabile agli stessi stanno pagando prezzi altissimi, che li sta conducendo verso una sorta di eutanasia che potrebbe portare ad una crisi esistenziale morbosa senza via di scampo.
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mercoledì 14 dicembre 2016
martedì 3 marzo 2015
MODALITÀ DI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE DEGLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA RIMASTI TOTALMENTE E/O PARZIALMENTE PRIVI DI INCARICO. (lettera inviata al Governo e alla II e V Commissione ARS)
Oggetto: Richiesta convocazione Tavolo Trilaterale
istituzionale ex art. 26 del CCNL 1994 e
All. 12 del CCNL 2011/2013 vigente - modalità di salvaguardia occupazionale
degli operatori della Formazione Professionale in Sicilia rimasti totalmente
e/o parzialmente privi di incarico.
La Scrivente organizzazione Sindacale, firmataria del
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro vigente per il comparto Formazione
Professionale, rappresenta quanto segue:
1.
che il comparto in Sicilia, negli ultimi anni è
stato attraversato da una serie di problematiche che hanno riguardato, per
quello di competenza di questo Sindacato, la fuoriuscita di una quantità
eccessiva di lavoratori della Formazione Professionale Siciliana dal mercato
del lavoro (circa 3.500 dipendenti si trovano senza incarico, senza
retribuzione e di conseguenza senza contribuzione);
2.
che, nonostante le intenzioni del governo
regionale sia lodevole, le revoche dell’accreditamento perpetrate, sia quelle
legittime che quelle illegittime (si vedano le varie pronunce dei TAR e del
CGA), hanno causato un’ingentissima perdita di posti di lavoro;
3.
che la Regione Siciliana, quale organo erogatore
e garante del servizio[1], avrebbe
dovuto farsi parte attiva nella tutela e la salvaguardia dei lavoratori del
comparto interessati, attraverso le procedure previste dal CCNL di categoria,
che si sottolinea, è stato condiviso ed applicata anche da essa;
4.
che la tutela e la salvaguardia occupazionale
dei lavoratori è sancita in diverse fonti legislative, contrattuali ed
amministrative;
5.
che in seguito ai provvedimenti di revoca
dell’accreditamento, che di fatto sanciscono la fine delle attività
istituzionali degli enti di formazione e pertanto la impossibilità per gli enti di garantire i
lavoratori sotto tutti i punti di vista (si ricordi che per espresso volere
dell’amministrazione regionale tali enti sono necessariamente senza scopo di
lucro), l’amministrazione regionale avrebbe dovuto iniziare, sua sponte, la procedura prevista dalla legislazione
vigente a tutela dei lavoratori rimasti
parzialmente e/o totalmente privi di incarico all’interno del settore della
Formazione Professionale;
6.
che tale procedura parte dall’enunciato di cui
all’art. 2 (già significativamente rubricato “Garanzie per il personale della formazione professionale”), comma
1, della Legge Regionale 25/1993, secondo il quale: “Al personale iscritto all'albo previsto dall'art. 14 della legge
regionale 6 marzo 1976, n. 24, con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato è garantita la continuità lavorativa e riconosciuto il trattamento
economico e normativo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di
categoria”. Pertanto, già dalla interpretazione letterale di tale norma si
evince il ruolo di garante affidato dal legislatore alla Regione Siciliana; ma
è con la successiva statuizione di cui al comma 2 bis della stessa norma che il
legislatore ha voluto imprimere, ad uno specifico ramo dell’amministrazione[2] il ruolo
di garante di quei lavoratori rimasti privi di incarico ed iscritti all’Albo autorizzandolo ad attivare per questi “i
processi di mobilità previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro
degli operatori della formazione professionale”;
E’ necessario, a questo punto
operare una accurata digressione su quali siano i processi di mobilità e di
salvaguardia e tutela occupazionale previsti dal normativamente richiamato
CCNL, ed in particolare i contenuti di cui, agli art.li 34 e 35, all’allegato
12 e all’art. 26 del CCNL precedente più volte richiamato e la cui validità è
confermata dal vigente.
A) art. 34 - MOBILITÀ PROFESSIONALE:
1. Il personale
dipendente degli Enti può essere soggetto a processi di mobilità professionale
all’interno della fascia professionale di propria competenza, anche attraverso
percorsi di formazione, aggiornamento, riconversione e/o riqualificazione.
2. Detta mobilità si
attua:
a)
all’interno delle Istituzioni Formative dello stesso
Ente, mediante trattativa aziendale;
b)
tra
strutture di Enti diversi, mediante convenzioni e/o accordi;
c)
tra
Istituzioni Formative degli Enti e Istituzioni pubbliche, mediante convenzioni
e/o accordi.
Orbene, risalta che
l’unico tipo di mobilità avviata dal competente Assessorato si è sostanziata in
quella orizzontale (di cui alla lett. b sopraindicata) secondo le indicazioni
della Direttiva 76434 del 8 Ottobre 2014, a firma del Dirigente Generale Dott.
Silvia. La quale, però non è stata sufficiente a ricollocare i lavoratori
rimasti privi di incarico per effetto delle problematiche sopra evidenziate;
probabilmente per la drastica riduzione della quantità dell’attività formativa
erogata nella Regione Siciliana, operata dal governo regionale negli ultimi due
anni.
Per onor del vero, un “maldestro”
(quanto ai risultati) tentativo di ricollocazione temporanea dei lavoratori è
stato tentato dal governo regionale per il tramite del CIAPI di Priolo
Gargallo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti (ritardi sotto
tutti i punti di vista e discriminazioni palesi tra gli operatori, senza
contare che solo una piccola percentuale dei lavoratori da ricollocare risulta
impegnata, si sottolinea solo transitoriamente , nelle attività dell’ente
formativo regionale ). Del fallimento di tale azione politico-amministrativa ne
è riprova, laddove ce ne fosse bisogno, l’alto numero di contenziosi instaurato
dai lavoratori con lo stesso CIAPI, per non contare anche quei lavoratori che
sfiancati dalla mancanza endemica delle retribuzioni, pur avendo subito delle
forti discriminazioni da parte dell’amministrazione e del CIAPI non hanno le
risorse economiche ed emotive per instaurare un contenzioso e sono rassegnati ed abbandonati a se stessi.
B) COMBINATO DISPOSTO: ART. 35
SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE;
ALLEGATO 12 - MODALITA’ PER LA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE E ART. 26
MOBILITA’
Risulta chiaro ed
evidente che la mobilità di cui al precedente punto A) è solo una enunciazione
senza che siano sancite le modalità.
Ed a tal uopo
interviene ancora il citato CCNL vigente facendo espresso richiamo all’allegato
12, il quale a sua volta richiama l’art. 26 del previgente CCNL, confermandone
l’attualità e quindi la validità.
In particolare l’art.
35, comma 1 prevede che: “1. Per la salvaguardia occupazionale si
applica quanto previsto dall’allegato n. 12, parte integrante del presente CCNL”
ed a sua volta quest’ultimo testualmente recita: “Le Parti riconfermano la validità dei contenuti …. dell’art. 26 del
CCNL 1994-1997 già recepiti dalle normative regionali, dalle deliberazioni e
dagli accordi tra Regione, Organizzazioni Sindacali ed Enti”.
Nulla quaestio, dunque, sulla odierna validità delle norme testé
citate.
Ma la vera sorpresa
riguarda i contenuti e le obbligazioni delle parti contrattuali, che si evince
chiaramente e al di là di ogni ragionevole dubbio, dalla lettura del combinato
disposto delle citate norme in relazione alla modalità d’intervento per la
mobilità e la salvaguardia occupazionale.
ALLEGATO 12:Modalità di attuazione che si applicano
nelle regioni e nelle province autonome ove esistano leggi, delibere, circolari
o intese che disciplinano l’ex art.26 del CCNL 1994-1997:
2. ………..per la salvaguardia dell’occupazione, si attua la
mobilità del personale dipendente all’interno del Sistema Regionale di
Formazione Professionale.
3. La mobilità si
attua attraverso l’istituzione di tavoli
trilaterali regionali anche tra Istituzioni Formative degli Enti e
Istituzioni Formative della Regione e degli Enti delegati, mediante accordi.
4. La
contrattazione regionale ne definisce i criteri, le modalità, nonché le
priorità per il reinserimento; la Commissione Bilaterale regionale attiva i
processi per la gestione della mobilità anche in riferimento all’Albo regionale
che costituisce il quadro delle professionalità del personale dipendente.
ALLEGATO 12:
2. L’eventuale ricollocazione del personale……………………..si
realizza attraverso:
a) l’estensione del sistema degli ammortizzatori sociali al
comparto;
b) l’attivazione degli Enti Bilaterali Nazionale e
Regionali con l’utilizzo di eventuali fondi anche sostenuti da un impegno
finanziario dello Stato e delle Regioni;
c) la contrattazione tra Enti ed OO.SS. che ne individua i
criteri per il possibile inserimento dei lavoratori, con il coinvolgimento nei processi anche delle istituzioni
regionali, provinciali, ecc., vincolante nel caso di passaggi di personale tra
privato e pubblico.
3. Qualora manchino le condizioni per il reinserimento,
le OO.SS e le Associazioni degli Enti di FP attivano il confronto con la
Regione/Province al fine di individuare le condizioni di una nuova collocazione
dei lavoratori anche in altre attività, anche all’esterno del settore della
Formazione Professionale.
Ed inoltre l’art. 35,
comma 3 del CCNL così dispone ad
ulteriora:
“3. Nei casi in cui le parti, nel rispetto delle procedure
di cui all’allegato n. 12, non abbiano individuato soluzioni condivise e
soddisfacenti, le stesse sono tenute ad aprire le ulteriori procedure per le
tutele occupazionali e di reddito previste dalla normativa vigente ……”
c) ART. 26 CCNL - MOBILITA’
La norma nel riprendere
quanto previsto dal già citato art. 34 per la mobilità professionale
all’interno del sistema della Formazione Professionale, prevede innanzi tutto
le modalità con le quali avviare e definire le procedure della mobilità stessa
ed un secondo livello di mobilità se il primo non riesce a collocare tutto il
personale che ne abbia bisogno.
Cosicché lo scenario di
prima facie, o se vogliamo utilizzare
la stessa denominazione del CCNL MOBILITA’ DI PRIMO LIVELLO
(=processi di mobilità territoriale e professionale all'interno della fascia professionale
di propria competenza, in rapporto alle esigenze del piano regionale
programmato delle attività) dovrebbe essere il seguente:
2. La mobilità di detto personale si attua:
a) all'interno delle strutture operative dello stesso Ente;
b) tra strutture di Enti diversi mediante convenzione;
c) tra strutture operative degli Enti convenzionati e le
strutture operative della Regione e degli Enti delegati mediante convenzione.
3. La mobilità di detto personale[3] si
attua in diretto rapporto alle esigenze derivanti dalle attività di formazione
professionale programmate dalla Regione ed esclusivamente sulla base della
definizione di un piano previsionale di utilizzazione del personale stesso
definito dalle Regioni
Per tale personale,
prosegue la norma, si attua la mobilità
in “diretto rapporto alle esigenze
derivanti dalle attività di formazione professionale programmate dalla Regione
ed esclusivamente sulla base della definizione di un piano previsionale di
utilizzazione del personale stesso definito dalle Regioni”.
Ebbene, dov’è questo previsto il Piano Previsionale di utilizzazione
del personale della Formazione?????
Inadempienza contrattuale dell’amministrazione regionale
Ma, ciononostante, la
stessa norma prevede lungo tutto il suo PUNTO B rubricato “Salvaguardia dell'occupazione” un SECONDO
LIVELLO DI MOBILITA’, che si attua per il personale con contratto a tempo
indeterminato rimasto parzialmente o totalmente senza incarico a seguito di
contrazione delle attività, di chiusura dei corsi o delle sedi operative o di
trasferimenti delle sedi operative stesse da una ad altra area territoriale o
di passaggio della sede operativa ad altro Ente.
Questa norma non si
limita solo alla enunciazione di un diritto ma ne declina le varie fattispecie
in modo concreto e qui di seguito se ne riportano solo alcune casistiche
previste:
a) Il personale in mobilità, la cui assunzione sia stata
riconosciuta dalla Regione, ha diritto ad essere impiegato anche presso altre
strutture, anche di enti diversi, privati e pubblici, con incarichi compatibili
con la propria professionalità;
………………..
…………………
d) in caso di chiusura
dell'Ente di appartenenza il personale in mobilità ha diritto al passaggio
immediato alle dipendenze di altro Ente mediante accordi tra Regione, OO.SS. e
Ente convenzionato;
e) in caso di chiusura
dell'Ente di appartenenza e di disponibilità presso strutture pubbliche della
Regione o degli Enti delegati, l'utilizzazione in dette strutture del personale
in mobilità privo di incarico, avverrà mediante accordi tra Regioni o Enti
delegati, OO.SS., Enti convenzionati;
f) qualora manchino le condizioni per il reinserimento, le parti
attivano il confronto con la
Regione al fine di individuare le condizioni di una nuova
collocazione dei lavoratori in mobilità in altre attività, anche all'esterno
del settore della formazione professionale.
Molto
interessante è la seguente affermazione rinvenibile nel proseguo del superiore
punto f):
I lavoratori in mobilità
conservano, per il periodo necessario a tale verifica, la retribuzione globale e i diritti acquisiti, rimanendo formalmente
collegati all'Ente di appartenenza ………………….;
Dunque, se la Regione
non attiva immediatamente e senza indugio alcuno le procedure per la mobilità
secondo le regole fin qui richiamate, potrebbe ben presto essere chiamata a
corrispondere dei danni provocati con la sua inerzia (senza contare le azioni
così frettolosamente messe in atto per le revoche dell’accreditamento operate
in danno degli enti ed il loro conseguenziale definanziamento).
Ed inoltre al punto i)
sempre del PUNTO B IN PAROLA RIBADISCE:
i) il personale in mobilità
ha diritto a preventivi processi di aggiornamento e riconversione, programmati
dalla Regione, necessari al suo reinserimento per incarichi
diversi da quello di provenienza o in altra attività lavorativa. Detto
personale interessato a processi di aggiornamento, di riconversione e
riqualificazione finalizzati al reinserimento nell'attività lavorativa e che
possono prevedere anche periodi di esperienza lavorativa in azienda, rimane
formalmente collegato all'Ente di appartenenza, o al nuovo Ente, secondo quanto
previsto dal precedente punto "d", fino a nuova definitiva
sistemazione ed ha diritto al mantenimento
dello stato economico e giuridico acquisito.
per quanto riguarda il
trattamento del personale in mobilità’, interviene il PUNTO C, che così
dispone:
1. Per il trattamento del personale in mobilità di cui ai
punti "A" e "B", del presente articolo, si definiscono i
seguenti criteri:
a) il lavoratore
in mobilità mantiene il trattamento economico e normativo acquisito;
b) ……………………;
c) l'utilizzo del
personale in mobilità presso strutture pubbliche avviene mediante convenzione,
i cui contenuti saranno definiti a livello regionale, con l'Ente di
appartenenza.
Da quanto fin qui
esposto, senza scomodare le ulteriori tutela di cui alla circolare 10/94, il
Fondo di Garanzia (trasformato tra l’altro in mera misura complementare delle
misure di sostegno al reddito) etcc…
Si può affermare che di
quello che si poteva fare per garantire e tutelare, il posto di lavoro, la
retribuzione e la contribuzione, si è fatto quasi nulla e quel poco è risultato
totalmente insufficiente a coprire gli errori alla base della contrazione dell’attività
formativa nella Regione Sicilia operata, sconsideratamente dal governo
Regionale, senza prevedere un piano di tutela per i lavoratori incolpevoli, che
ad oggi sono senza lavoro, con una notevolissima consistenza di retribuzioni
pregresse mai pagate (né agli enti né ai lavoratori ) pur avendo, la Regione
Siciliana, usufruito del servizio Formazione professionale cui è
costituzionalmente ed istituzionalmente tenuta ad erogare (ecco spiegata la
ragione per cui il Presidente Crocetta si fregia di aver risparmiato nella
Formazione….. lo ha fatto a spese degli stipendi dei lavoratori già maturati e
maturandi e non approntando, come dovuto, idonee ed efficaci misure di
salvaguardia occupazione e reddituale cui, peraltro era tenuto!!!)
Sulle base di quanto
fin qui esposto lo scrivente Sindacato
CHIEDE
Alle
SSLL in indirizzo di voler costituire, urgentemente e senza ulteriori indugi,
in conformità alla normativa richiamata in oggetto, un tavolo istituzionale trilaterale tra La
Regione Siciliana, Gli Enti di cui all’art. 4 della L.R. 24/76 e le OO.SS
firmatarie del Contratto Collettivo di Lavoro vigente.
Di
voler provvedere con i mezzi ritenuti più idonei a notificare alle parti
l’avvenuta costituzione del Tavolo de quo.
Tale
Tavolo dovrà occuparsi, quando costituito, delle procedure d’urgenza da
adottare per la salvaguardia occupazionale prioritariamente dei dipendenti
rimasti totalmente senza incarico e non ricollocati; percorrendo, tutte le strade previste dalla normativa
vigente nel settore della Formazione Professionale e di maggior tutela rispetto
a quelle ad oggi implementate e/o annunciate.
In attesa di cortese ma
sollecito riscontro alla presente richiesta, si porgono gli atti della più alta
considerazione.
[1] Secondo
l’art. 11 della Contrattazione decentrata 1994/1997.
[2] L'Assessore
regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione.
[3] Il
personale dipendente degli enti, riqualificato secondo quanto previsto all'art.
35 del presente Contratto, nonché impiegato nelle attività di cui al comma 4
del precedente art. 7 e nei servizi territoriali.
sabato 31 gennaio 2015
Assemblea Esterna per la crisi della Formazione Professionale in Sicilia
Alle RR SS AA e Coord. Prov.li
Agli Operatori
della FP
Alle Associazioni degli Enti gestori
CENFOP ASEF ASSOFOR FORMA A.N.F.O.P. ASILFOP ANIEFOP
CENFOP ASEF ASSOFOR FORMA A.N.F.O.P. ASILFOP ANIEFOP
Al CIAPI di Priolo SR
Agli Enti Gestori della
Formazione professionale
Formazione professionale
e, p.c. Al Presidente della Regione Siciliana
LORO SEDI
Oggetto: Assemblea Esterna per la crisi della Formazione Professionale in
Sicilia.
La
scrivente organizzazione sindacale comunica che Venerdì
6 Febbraio 2015 è indetta, per
l’intera giornata, un’assemblea esterna degli Operatori della FP di tutta la Sicilia, in Piazza
Indipendenza a Palermo, nello spazio antistante la Presidenza della Regione.
Pertanto le rappresentanze sindacali aziendali
sono tenute a convocare le assemblee ed a trasmettere la convocazione,
unitamente alla presente, ai rispettivi enti di appartenenza.
Il
Coordinatore regionale settore formazione
Professionale
Giuseppe
Milazzo
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lunedì 13 ottobre 2014
LETTERA AL GOVERNATORE DELLA SICILIA
I
dipendenti degli Enti Gestori del settore formazione professionale, nonostante
i soliti annunci ed i buoni propositi da parte del Governo, ad onor del vero ad
oggi, non hanno ancora
percepito le retribuzioni sul
lavoro svolto.
Pertanto,
per far fronte a questa situazione emergenziale, al fine di provvedere al
pagamento degli stipendi del personale, si invita il Governo ad applicare anche
l’articolo 5 del DPR 207/2010 al fine di far pervenire ai singoli lavoratori
le quote del netto in busta
paga visto che in alcuni casi ha già
provveduto con l’articolo 4 dello stesso decreto a pagare i contributi ed il relativo DURC
agli Enti Gestori.
Per
quanto riguarda i circa 3000 lavoratori abbandonati a se stessi, senza lavoro e
senza sostegno al reddito, provenienti
dagli Enti con revoca di accreditamento, da enti che hanno dichiarato esubero,
“SOSPESI” in attesa di CIG in deroga, si invita a sollecitare gli uffici
preposti ad avviare i tavoli istituzionali e far prevenire a tutti i
lavoratori ammortizzatori sociali ed affrontare
la crisi con un sostegno al reddito.
Per
quanto sopra, nell’affermare lo stato d’agitazione del personale interessato,
si chiede un concreto ed immediato intervento volto a garantire le retribuzioni
degli operatori della formazione professionale e, ove non si provvedesse in tal
senso, si procederà ad un inasprimento della vertenza con ulteriori azioni
idonee a tutela dei diritti dei lavoratori.
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giovedì 12 dicembre 2013
L’Assessorato Regionale come Pontio Pilato. Enti e sindacalisti i carnefici dei lavoratori?
Lo
Snals Confsal, settore formazione professionale, ritiene che le procedure di
mobilità ad incrocio secondo il verbale del 12 novembre 2013, non condiviso da
questa O.S., sono irregolari e forse anche illegittime.
Infatti
abbiamo assistito al richiamo di procedure di mobilità secondo il CCNL di
settore, che nulla hanno a che vedere con gli artt. 34 e 35, quindi l’Allegato
12 del CCNL 2011-2013. In Assessorato alla Pubblica Istruzione ed alla
Formazione Professionale si sono consumati procedimenti che non sono solo irregolari
e per certi versi illegittimi, ma anche comici.
Certi
enti di formazione hanno stilato degli elenchi di mobilità interna ed esterna,
senza che sia stato svolto alcun esame congiunto con le OO.SS., né sentito o
avvisato il lavoratore, né affisso nelle bacheche dei locali degli enti criteri
oggettivi sui quali produrre graduatorie di personale in eccedenza, né sono
stati comunicati elenchi di personale nominativi alle OO.SS.: tutto irregolare,
discrezionale, facoltativo.
Il
personale posto in eccedenza rispetto alla programmazione 2013/2014, procedura
vietata dalla Direttiva n. 45555/2013 e esclusa categoricamente dal DDG n. 5021
del 6 novembre 2013, non verrà supportato da alcun sostegno al reddito dato che
i verbali di Cassa Integrazione in deroga si sono conclusi il 4 dicembre 2013,
men che meno dal Fondo di Garanzia Regionale senza copertura economica, poiché
ha sostenuto a malapena il 7,7% del dovuto per il 2012.
Questi
elenchi di personale in eccedenza, mobilità, come sono stati fatti? Il
personale in esubero come è stato selezionato? Unicamente dal legale
rappresentante degli enti di formazione, che hanno posto in mobilità anche
alcuni rappresentanti sindacali delle OO.SS. non consenzienti ed
accondiscendenti a pratiche non previste da alcuna normativa.
Infatti
abbiamo assistito in Assessorato alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione
Professionale ad un tipo di mobilità vergognoso e fuori da ogni oggettiva
norma, qualcuno leggeva la figura dell’elenco in mobilità chiedendo alla platea
degli enti di formazione presenti se interessasse loro. Davanti alla risposta
negativa degli enti presenti, si procedeva oltre: naturalmente tutto ciò sa di
paradossale. I lavoratori sono persone in carne ed ossa con famiglie e diritti
ancora una volta calpestati.
Dicevamo
che questa procedura non è prevista da alcuna norma o regolata da alcuna
circolare, quindi non ha presupposti oggettivi riscontrabili.
Pertanto
lo Snals Confsal ritiene che l’unica procedura possibile ad oggi sia
considerare il personale unicamente tutto appartenente all’Albo degli operatori
della Formazione Professionale, quindi stabilire il personale con incarico ed
il personale senza incarico.
Lo
Snals Confsal chiede che si applichi la legge, pertanto al personale senza
incarico va applicata la l. r. n. 25 del 1 settembre 1993, quindi procedere
alle liste di mobilità provinciale attraverso la procedura di legge, unica ed
oggettiva ad oggi in vigore, della Circolare Assessoriale n. 10/94. Fornire
dunque gli strumenti, ovvero ripristinare un rapporto di fattiva collaborazione
tra gli uffici centrali e periferici dell’Assessorato al Lavoro (Dipartimento
Regionale Lavoro e Dipartimenti Territoriali del Lavoro): per esempio uno
strumento normativo per la ricollocazione del personale può essere la
deliberazione di giunta regionale del 18 novembre 2013 n. 374.
Bisogna
ritornare alla legge, perché questo settore ha subito troppo l’arbitrio e la
discrezionalità di tanti soggetti, sempre e solo a danno dei lavoratori.
sabato 1 giugno 2013
STATO DI CRISI - FORMAZIONE PROFESSIONALE
Lo Snals Confsal settore
formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi dello
stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver
ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a
più di 18 mensilità.
All’emergenza salariale, che ha
raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori
del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la sottoscritta
organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo
di tali operatori. Infatti, dalla nota prot.
2247 del 30/05/2013 avente per oggetto “attuazione piano straordinario per il
lavoro in Sicilia: opportunità giovani – priorità 3”, si evince un netto taglio
dei corsi di Formazione Professionale, situazione questa che mette fortemente a
rischio la continuità lavorativa di una buona parte dei lavoratori del settore.
Tale situazione sta creando un
allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato
di agitazione degli operatori della formazione professionale.
Tuttavia, lo Snals Confsal, essendo stato convocato dall’
Amministrazione Regionale per lunedì 3 giugno alle ore 10.00, non si esime dal
confronto ed assicura la propria partecipazione alla riunione, al fine di
formalizzare gli impegni assunti precedentemente dal Governo e garantire, quindi,
i lavoratori del settore.
In ogni caso,
in mancanza di concrete certezze, tale
organizzazione sindacale sarà costretta, suo malgrado, ad intraprendere ogni azione per la tutela dei lavoratori
compresa quella di aderire allo sciopero, manifestazione e corteo
unitario a Palermo per giorno 4 Giugno, indetto da FLC CGIL, CISL Scuola e UIL
Scuola.
venerdì 31 maggio 2013
DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE
Lo Snals Confsal settore
formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi
dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver
ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a più di 18 mensilità. Tale situazione sta
creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a
dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione
professionale.
All’emergenza salariale, che ha
raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i
lavoratori del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la
sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il
futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, dalla nota prot. 2247 del
30/05/2013 avente per oggetto “attuazione piano straordinario per il lavoro in
Sicilia: opportunità giovani – priorità 3”, si evince un netto taglio dei corsi
f.p., situazione questa che mette fortemente a rischio la continuità lavorativa
di una buona parte dei lavoratori del settore.
Pertanto, il Coordinatore
Regionale Snals Confsal Giuseppe Milazzo nel precisare che l’atto emanato dall’Assessore
Regionale Istruzione e Formazione
Professionale non è stato concertato e concordato con la scrivente, e nel
rivendicare al Governo di concretizzare il proprio impegno assunto precedentemente
sulle sottoelencate richieste:
- accelerare i mandati di pagamento di
tutto il personale per dare la
possibilità di percepire tutte le mensilità spettanti;
- velocizzare l’iter di erogazione dei
pagamenti;
- affrettare l’iter per pagare
l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
- verificare le motivazioni in base alle
quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal
1 agosto 2012;
- risolvere e sbloccare i pagamenti del
personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli
multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che
non percepiscono più di 18 mensilità;
- concentrare
tutta l’attività del Dipartimento
Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del
Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, per l’erogazione dei mandati di pagamento
spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
- appurare
la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi
pubblici,
- controllare
se ci sono le condizioni nei confronti
dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento
del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o
colposa, del termine per la conclusione dei procedimenti;
- procedere alla riqualificazione ed alla
ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di
formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso
o interrotto;
- fornire una soluzione per l’immediato
futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre
filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure
previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi
Regionali
DICHIARA
di aderire allo sciopero, manifestazione e corteo unitario a
Palermo per giorno 4 Giugno indetto da FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola, e di
intraprendere tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori.
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confsal Regionale della Formazione Professionale,
contratti,
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giovedì 16 maggio 2013
PERCHÉ LO SNALS CONFSAL NON HA DICHIARATO LO SCIOPERO
Lo Snals Confsal settore formazione professionale ha fatto
presente al Governo Regionale quanto sia necessario, nel settore della
formazione professionale in Sicilia, la presenza di un governo che assicuri
fatti e atti in tempi brevi e comunque utili.
Alcune delle nostre richieste sono state le seguenti:
- accelerare i mandati di pagamento Avviso
20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire
tutte le mensilità spettanti;
- velocizzare l’iter di erogazione dei
pagamenti;
- affrettare l’iter per pagare
l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
- verificare le motivazioni in base alle
quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal
1 agosto 2012;
- risolvere la problematica dei pagamenti
del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli
multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che
non percepiscono più di 18 mensilità;
- verificare
il motivo del ritardo nell’emanazione dei provvedimenti, da parte del
Dipartimento Regionale della Famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale
dell’Istruzione e della Formazione Professionale, per l’erogazione dei mandati di pagamento
spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
- verificare
la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi
pubblici, anche ai sensi e per le finalità di cui al decreto legislativo 27
ottobre 2009, n. 150 e al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198;
- verificare
se ci sono le condizioni nei confronti
dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento
del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o
colposa, del termine per la conclusione del procedimento;
- procedere alla riqualificazione ed alla
ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di
formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso
o interrotto;
- fornire una soluzione per l’immediato
futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre
filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure
previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi
Regionali.
Il Coordinamento regionale Snals Confsal
non intende dare giudizi sulle persone
ma basarsi sui fatti e sugli impegni già presi e su quelli non ancora mantenuti.
In questo periodo, partecipando
agli incontri con il Governo, lo Snals
Confsal nella persona di Giuseppe Milazzo, ha avuto modo di valutare comunque positivamente l’impegno assunto
dal Governo nel fornire garanzie a tutti i lavoratori del settore della
formazione professionale, e resta in attesa di conferma, con notizie formali,
sulla continuità della prosecuzione delle attività in Sicilia. Il tutto, a
seguito di una difficile mediazione su questioni sindacali sensibili, ancora
non risolte, dei lavoratori senza
stipendi da più di 18 mesi.
Lo Snals Confsal settore
formazione professionale, prima di esprimere valutazioni ed eventuali proposte,
ritiene di aspettare i fatti concreti e gli atti governativi. Una scelta di
responsabilità, dettata anche dall’attuale delicato momento politico.
Proprio in questi giorni sembra
che si stia passando dalle parole alla concretezza delle azioni del Governo
guidato da Crocetta. Infatti, è stata emanata la nota che invita gli Enti ad
utilizzare la normativa regionale ( tra cui la C.A. 10/94) a tutela del
personale, mentre gli Enti hanno adottato illegittimamente l’applicazione della
Legge 223/91, che potrebbe licenziare i lavoratori;
è stato pubblicato l’atto di
indirizzo applicativo per l’aggiornamento dell’albo degli operatori della
formazione professionale;
è in fase di realizzazione l’accordo con l’Inps per alleggerire gli Enti
Gestori del DURC;
il Governo è intervenuto nei confronti dei Funzionari
dell’Amministrazione Attiva, per accelerare l’iter di erogazione dei mandati;
è stata consegnata alle parti la
bozza della nuova procedura di accreditamento;
il Governo si è preoccupato
che gli Enti rispettino il CCNL
di categoria.
Dagli incontri è emerso che, nel
settore, regole e norme vengono regolarmente disattese penalizzando operatori
costretti a lavorare senza percepire le giuste spettanze mensili.
I sopraelencati atti governativi
costituiscono apprezzabili segnali che evidenziano una “nuova” sensibilità nei
confronti del settore ed in particolare nei confronti degli operatori che in questi
ultimi anni hanno subito ingiustizie e angherie da parte di tutti i soggetti
che orbitano nel sistema formativo siciliano.
Questi e altri provvedimenti
potranno dare una spinta alla ripresa del settore formazione professionale,
avviare un reale processo di equità sociale e dare quella credibilità e quella
autorevolezza al governo necessaria per realizzare in maniera organica e
sistematica, la grande riforma che da anni è stata tanto richiesta ed enunciata ma mai
applicata.
Lo Snals Confsal settore formazione
professionale, come sempre, in piena autonomia e nel rigoroso rispetto dei
ruoli istituzionali, rinnova la sua disponibilità a garantire il proprio
contributo di idee e di proposte per far uscire la Sicilia dalla grave crisi e
per avviare la crescita economica e occupazionale.
Al Governo chiediamo la garanzia
di un sistema relazionale proficuo e inclusivo di tutte le parti sociali,
affinché, con la ripresa della crescita, si affermi la democrazia economica e
il pluralismo sindacale.
Il Coordinatore regionale
Giuseppe Milazzo ha indetto una convocazione di tutte le RSA e i componenti del
coordinamento regionale e provinciale per martedì 21 maggio c.a. alle 15,30 a
Catania presso la sede ECAP Catania (Istituto Leonardo Da Vinci) di via G.B. De
Le Salle n.12, per discutere della situazione venutasi a creare nel settore
formazione professionale in Sicilia, e decidere le azioni da intraprendere.
sabato 4 maggio 2013
intervento urgente in merito alle mancata erogazione emolumenti del personale della formazione professionale
Il Coordinatore regionale Snals Confsal settore formazione
professionale Giuseppe Milazzo ha chiesto al Presidente della Regione, al Presidente dell’ARS, all’Assessore Regionale
dell’Istruzione e della Formazione Professionale, all’Assessore Regionale della
Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro,
Al Presidente V Commissione Assemblea Regionale all’Assessore Regionale
dell’Economia, al Presidente II
Commissione Assemblea Regionale , ai Gruppi Parlamentari ARS e alle
Associazioni degli Enti un
intervento urgente al fine di trovare soluzioni a tutela del personale della
formazione professionale. In particolare, è stato chiesto di occuparsi nel
porre in sicurezza il suddetto personale, garantendo, così come più volte
sostenuto dal Governo Regionale, la continuità occupazionale nonché nell’adottare
provvedimenti atti a regolarizzare il pregresso economico spettante ai
lavoratori di tale settore, i quali non
percepiscono i loro stipendi da più di 18 mesi.
Nel dettaglio, si è chiesto di:
-
accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a
tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le
mensilità spettanti;
-
velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
-
affrettare l’iter per pagare l’integrazione
regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
-
verificare le motivazioni in base alle quali
l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1
agosto 2012;
-
risolvere la problematica dei pagamenti del
personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali
avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono
più di 18 mensilità;
-
verificare
il motivo del ritardo nell’emanazione dei provvedimenti, da parte del
Dipartimento Regionale della Famiglia,
delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale
dell’Istruzione e della Formazione Professionale, per l’erogazione dei mandati di pagamento
spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
- verificare la performance delle
amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici, anche ai sensi
e per le finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e al
decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198;
- verificare se ci sono le condizioni
nei confronti dei dipendenti della
pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato
in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la
conclusione del procedimento;
- procedere
alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo
d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca
dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
- fornire
una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del
completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti
di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza
tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.
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mercoledì 10 aprile 2013
RESOCONTO DELLA RIUNIONE DEL 9 APRILE 2013 PRESSO L’ASSESSORATO ALLAPUBBLICA ISTRUZIONE ED ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
Erano presenti l’Assessore regionale alla Formazione Professionale ed alla Pubblica Istruzione, Nelli Scilabra, il suo team di lavoro, e il Dirigente Generale alla Formazione Professionale, Annarosa Corsello, le OO.SS dei lavoratori Snals Confsal, Cgil Flc, Cisl Scuola FP, Uil Scuola FP, Unione Lavoratori Liberi, Co.Bas., Cu.Be., altre organizzazioni di lavoratori riunite in associazioni spontanee, e diverse decine di lavoratori.
L’Assessore Scilabra ha dato inizio ai lavori, dichiarando in modo esplicito che l’Avviso n. 20/2011 non ha copertura economica per la seconda annualità 2013, pertanto non potrà essere dato corso a questa progettualità. Dal suo staff è stato precisato che esso appare persino illegittimo, in quanto un bando senza “copertura economica” non poteva essere emanato.
L’Assessore Scilabra ha precisato che non si intende chiudere la Formazione Professionale in Sicilia, perché essa resta sempre una priorità per il Governo Regionale e, stando così le cose, bisognerà predisporre una serie di interventi per avviare i nuovi piani regionali dell’offerta formativa e sostenere i livelli occupazionali e retributivi del personale. A tal proposito ha ribadito che nessuno dei lavoratori della Formazione Professionale, assunti nei termini di legge, verrà licenziato.
Verranno accettate le richieste di proroga dei progetti fino al completamento delle attività progettuali, in modo anche di estendere più possibile l’attività formativa attuale.
Subito dopo si darà corso a due tipologie di interventi. La prima programmazione prevede progetti la riqualificazione del personale, che consentirà di aggiornare il personale e sostenere il reddito dei lavoratori fino all’avvio della nuova programmazione. Per questo progetto è già stato pubblicato in data 9 aprile 2013, nel sito del Dipartimento regionale del Lavoro (www.regione.sicilia.it/lavoro), il comunicato che dà materiale avvio della procedura di richiamata in servizio e di riqualificazione del personale già posto in mobilità. All’uopo, l’Assessore Regionale ed il Dirigente Regionale hanno ribadito che le procedure di mobilità da attuare devono rispondere alle modalità individuate dal CCNL di settore e dalle leggi regionali: la legge nazionale n. 223/91 non deve essere applicata, in merito hanno annunciato interventi chiarificatori. Il processo di riqualificazione, che seguirà le procedure e le leggi regionali, verrà avviato già entro due giorni. Questo sarà funzionale alla nuova programmazione del piano regionale dell’offerta formativa e verrà finanziato con il fondo ministeriale del Piano Giovani per circa 45/50 milioni.
E’ prevista anche una selezione degli enti che dovranno svolgere formazione, attraverso la riforma delle norme sull’accreditamento degli enti di formazione (D.A. n. 1037/2006).
La seconda attività programmazione prevede che, entro sei mesi da oggi, si dovrà dare inizio alla nuova programmazione regionale annuale dell’offerta formativa con i fondi del nuovo piano giovani.
Tutto fino al prossimo anno 2014 quando saranno programmate nuove azioni con i fondi nazionali e comunitari, di cui all’agenda 2014-2020.
L’Assessore ha risposto positivamente alle istanze dei rappresentanti dello Snals Confsal per predisporre interventi volti ad escludere il licenziamento del personale, poiché verranno emanate direttive e censurate le attività prodotte in tal senso. Si inizierà al recupero del personale già licenziato illegittimamente e poi verranno considerati interventi per il recupero di tutto il personale in mobilità, senza alcuna perplessità verrà preferita la procedura di mobilità regionale e prevista dal CCNL di settore.
Per quanto concerne le retribuzioni del personale è stato nominato l’ufficio stralcio che provvederà a verificare le procedure di erogazione dell’intero 80% del finanziamento, tutti i pregressi retributivi del personale e la chiusura dei saldi economici dovuti agli enti dal 2005.
Poi l’Assessore ha dichiarato che l’Amministrazione Attiva intende ripristinare l’Albo del personale della Formazione Professionale, ripartendo dall’art. 14 della legge regionale 24/76, magari potenziarne le tutele, ma in questo ha chiesto la collaborazione delle forze sociali presenti che vogliano contribuire all’aggiornamento dell’Albo.
Il personale verrà tutto garantito solo per le assunzione registrate entro il 31 dicembre 2008, quindi la dott.ssa Corsello ha precisato che non saranno riconosciute in sede di rendicontazione finale le spese di contratti intervenuti dopo tale data.
La dott.ssa Corsello ha dichiarato che le procedure di richiamata del personale sono state già avviate. Il personale che non sarà ricollocabile, a causa dei nuovi standard minimi professionali, sarà accompagnato alla fuoriuscita secondo le disposizioni di legge (prepensionamenti, programmi Piano Barca, ecc.). La nuova amministrazione regionale intende sfruttare quanto più sarà possibile tutti i fondi a disposizione, dato che sul PO FSE 2007-2013 su 2,1 miliardi a disposizione sono stati impiegati appena 1,5 mld di euro con una restituzione economica di almeno 500 mln di euro all’U.E.
I progetti di riqualificazione saranno affidati nel più breve tempo possibile agli intermediari previsti dalla legge, a tal proposito si stanno studiando le procedure più brevi per farlo, sicuramente non si procederà a bandi lunghi ed onerosi.
Anche la dott.ssa Corsello ha voluto rassicurare il personale che non si procederà ad alcun licenziamento del personale e verranno mantenuti i livelli occupazionali e retributivi, pertanto si stanno mettendo in essere procedure per pagare direttamente il personale.
Tutto quanto espressamente riportato, è stato regolarmente verbalizzato dal funzionario preposto.
Tanti gli interventi, lo Snals Confsal ha presentato le proprie proposte, consegnando il documento, già annunciato, ed ottenendo soddisfazione ed impegni su alcuni punti nodali inerenti prevalentemente il licenziamento e le retribuzioni.
Naturalmente lo Snals Confsal intende vigilare attentamente, affinché i comportamenti posti in essere dall’Amministrazione Regionale siano volti al rispetto degli impegni verbalizzati e della legge, però ritiene che nella seduta odierna siano stati fatti passi in avanti, rispetto alle procedure dettate dalla precedente amministrazione regionale.
L’Assessore Scilabra ha dato inizio ai lavori, dichiarando in modo esplicito che l’Avviso n. 20/2011 non ha copertura economica per la seconda annualità 2013, pertanto non potrà essere dato corso a questa progettualità. Dal suo staff è stato precisato che esso appare persino illegittimo, in quanto un bando senza “copertura economica” non poteva essere emanato.
L’Assessore Scilabra ha precisato che non si intende chiudere la Formazione Professionale in Sicilia, perché essa resta sempre una priorità per il Governo Regionale e, stando così le cose, bisognerà predisporre una serie di interventi per avviare i nuovi piani regionali dell’offerta formativa e sostenere i livelli occupazionali e retributivi del personale. A tal proposito ha ribadito che nessuno dei lavoratori della Formazione Professionale, assunti nei termini di legge, verrà licenziato.
Verranno accettate le richieste di proroga dei progetti fino al completamento delle attività progettuali, in modo anche di estendere più possibile l’attività formativa attuale.
Subito dopo si darà corso a due tipologie di interventi. La prima programmazione prevede progetti la riqualificazione del personale, che consentirà di aggiornare il personale e sostenere il reddito dei lavoratori fino all’avvio della nuova programmazione. Per questo progetto è già stato pubblicato in data 9 aprile 2013, nel sito del Dipartimento regionale del Lavoro (www.regione.sicilia.it/lavoro), il comunicato che dà materiale avvio della procedura di richiamata in servizio e di riqualificazione del personale già posto in mobilità. All’uopo, l’Assessore Regionale ed il Dirigente Regionale hanno ribadito che le procedure di mobilità da attuare devono rispondere alle modalità individuate dal CCNL di settore e dalle leggi regionali: la legge nazionale n. 223/91 non deve essere applicata, in merito hanno annunciato interventi chiarificatori. Il processo di riqualificazione, che seguirà le procedure e le leggi regionali, verrà avviato già entro due giorni. Questo sarà funzionale alla nuova programmazione del piano regionale dell’offerta formativa e verrà finanziato con il fondo ministeriale del Piano Giovani per circa 45/50 milioni.
E’ prevista anche una selezione degli enti che dovranno svolgere formazione, attraverso la riforma delle norme sull’accreditamento degli enti di formazione (D.A. n. 1037/2006).
La seconda attività programmazione prevede che, entro sei mesi da oggi, si dovrà dare inizio alla nuova programmazione regionale annuale dell’offerta formativa con i fondi del nuovo piano giovani.
Tutto fino al prossimo anno 2014 quando saranno programmate nuove azioni con i fondi nazionali e comunitari, di cui all’agenda 2014-2020.
L’Assessore ha risposto positivamente alle istanze dei rappresentanti dello Snals Confsal per predisporre interventi volti ad escludere il licenziamento del personale, poiché verranno emanate direttive e censurate le attività prodotte in tal senso. Si inizierà al recupero del personale già licenziato illegittimamente e poi verranno considerati interventi per il recupero di tutto il personale in mobilità, senza alcuna perplessità verrà preferita la procedura di mobilità regionale e prevista dal CCNL di settore.
Per quanto concerne le retribuzioni del personale è stato nominato l’ufficio stralcio che provvederà a verificare le procedure di erogazione dell’intero 80% del finanziamento, tutti i pregressi retributivi del personale e la chiusura dei saldi economici dovuti agli enti dal 2005.
Poi l’Assessore ha dichiarato che l’Amministrazione Attiva intende ripristinare l’Albo del personale della Formazione Professionale, ripartendo dall’art. 14 della legge regionale 24/76, magari potenziarne le tutele, ma in questo ha chiesto la collaborazione delle forze sociali presenti che vogliano contribuire all’aggiornamento dell’Albo.
Il personale verrà tutto garantito solo per le assunzione registrate entro il 31 dicembre 2008, quindi la dott.ssa Corsello ha precisato che non saranno riconosciute in sede di rendicontazione finale le spese di contratti intervenuti dopo tale data.
La dott.ssa Corsello ha dichiarato che le procedure di richiamata del personale sono state già avviate. Il personale che non sarà ricollocabile, a causa dei nuovi standard minimi professionali, sarà accompagnato alla fuoriuscita secondo le disposizioni di legge (prepensionamenti, programmi Piano Barca, ecc.). La nuova amministrazione regionale intende sfruttare quanto più sarà possibile tutti i fondi a disposizione, dato che sul PO FSE 2007-2013 su 2,1 miliardi a disposizione sono stati impiegati appena 1,5 mld di euro con una restituzione economica di almeno 500 mln di euro all’U.E.
I progetti di riqualificazione saranno affidati nel più breve tempo possibile agli intermediari previsti dalla legge, a tal proposito si stanno studiando le procedure più brevi per farlo, sicuramente non si procederà a bandi lunghi ed onerosi.
Anche la dott.ssa Corsello ha voluto rassicurare il personale che non si procederà ad alcun licenziamento del personale e verranno mantenuti i livelli occupazionali e retributivi, pertanto si stanno mettendo in essere procedure per pagare direttamente il personale.
Tutto quanto espressamente riportato, è stato regolarmente verbalizzato dal funzionario preposto.
Tanti gli interventi, lo Snals Confsal ha presentato le proprie proposte, consegnando il documento, già annunciato, ed ottenendo soddisfazione ed impegni su alcuni punti nodali inerenti prevalentemente il licenziamento e le retribuzioni.
Naturalmente lo Snals Confsal intende vigilare attentamente, affinché i comportamenti posti in essere dall’Amministrazione Regionale siano volti al rispetto degli impegni verbalizzati e della legge, però ritiene che nella seduta odierna siano stati fatti passi in avanti, rispetto alle procedure dettate dalla precedente amministrazione regionale.
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venerdì 28 settembre 2012
CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ PER I LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE SICILIANA !
Leggo
e rifletto in ordine alle drammatiche vicende della formazione professionale
Siciliana.
Emerge
infatti un quadro confuso determinato da una politica che ha deciso di fare
come lo struzzo cioè di mettere la testa sotto la sabbia.
Qualora
esistesse una testa…..
Pur
tuttavia ormai è chiaro che una classe politica abituata a risolvere i problemi
mettendo mano al portafogli peraltro del contribuente non è capace di cavare il
ragno dal buco cioè di trovare soluzioni moderne e di lungo respiro.
Va
da se che questa classe politica è prigioniera dei tecnici in particolare di
quelli calati dai vertici nazionali.
Il
risultato sono politiche draconiane da macelleria sociale che vanno ben oltre
la tanto vituperata Fiat di Marchionne.
Il
colmo è poi rappresentato infine da dirigenti regionali strapagati
dall’amministrazione che non sanno veramente nulla di politiche sociali e che
pertanto giocano con la vita di tanti lavoratori.
Le
lettere di mobilità ricevute già da decine di lavoratori della formazione e
quelle che tra qualche giorno arriveranno rischiano di essere la definitiva
conclusione di scelte scellerate che pagheranno solo i lavoratori.
In
questo senso gravissime sembrano le responsabilità del sindacato che o per
pigrizia intellettuale o per interessi di bottega da difendere si è omologato
ancora una volta al pensiero unico dominante che come al solito arriva dai
piani alti di via Ausonia.
Il
succo del ragionamento è: bisogna licenziare centinaia di lavoratori per
salvarne altrettanti aderendo culturalmente a idee degne del peggior
aziendalismo.
Ma
le cose non mi pare stiano proprio cosi.
Infatti
la individuazione degli esuberi non scaturisce dalla lettura di dati chiari ed
inequivocabili a partire da bilanci che non risulta a chi scrive siano mai
stati presentati.
In
concreto come si fa ad individuare esuberi laddove siamo in presenza di enti di
formazione non hanno mai presentato bilanci ? cioè dati utili a rilevare
criticità
A
mala pena si conoscono rendicontazioni abbastanza improvvisate.
Ma
allora chi per esempio può dire che il parametro unico ha determinato un
esubero strutturale di personale piuttosto che una più probabile riduzione
della quota di prebende a vantaggio di qualcuno?
Qualcuno
gioca a fare l’aziendalista senza neanche averne le qualità !
Esuberi
dunque frutto della volontà di fare fuori personale non per salvare aziende ma
per salvare profitti che la struttura giuridica di enti senza fini di lucro
fino ad oggi ha nascosto.
Allora
perche invece non si comincia a parlare di come gli enti hanno gestito i
milioni di euro incassati fino ad oggi?
Quanto
sono costate le penne? I libri? I Computers? I Cavalli per l’ippoterapia?
Come
mai i tanti moralizzatori che si sono cimentati in questi anni non ci parlano
di questo?
Che
ci dice il Dottore Ludovico Albert che certo dovrebbe per obbligo di legge
vigilare sui soldi spesi dagli enti?
Che
ci dice l’on Panariello che nientedimeno ha presieduto una commissione
d’inchiesta sulla formazione parlando di assunzioni, di personale e mai volendo
indagare su fenomeni di malversazione?
Che
ci dice qualche illuminato opinionista,una volta qualcuno definiva dei miei
stivali, sulla possibilità che la formazione in Sicilia è servita per
finanziare i vizi di qualche deputato?
I
signori del pensiero unico sono talmente ossessionati di licenziare in fretta
più lavoratori possibili che non hanno voluto nemmeno prendere in
considerazione la possibilità tecnica di utilizzare i contratti di solidarietà
difensiva.
Per
quale motivo?
Non
si sa.
Grandi
aziende italiane stanno già da anni sperimentando questo strumento con successo
allora perché non provarci nella formazione professionale Siciliana?
Per
quanto ci riguarda scriveremo ai vertici dell’assessorato per invitarli ad
aprire un tavolo tecnico per iniziare urgentemente una discussione intorno alla
possibilità di applicare i contratti di solidarietà al settore della
formazione.
giovedì 27 settembre 2012
AVVIS O20/11 INCONTRO ASSESSORE, ENTI E SINDACATO
Nel quadro desolante della formazione professionale s’inserisce
la riunione presso l’assessorato regionale dell’istruzione e della formazione
professionale. Il clima della riunione è sembrata che avesse contenuti
drammatici anzi l’Assessore protempore On. Gallo ha dato l’impressione che le
scelte scellerate di questo governo non riguardassero minimamente il
settore della formazione ma mondi paralleli che ogni tanto s’incontrano per
scambiarsi gli auguri.
In sintesi le problematiche affrontate sono state:
- la registrazione dei decreti alla corte dei conti con
il relativo iter burocratico
- prima anticipazione dell’avviso 20
- le criticità riguardanti il patto di stabilità ed
infine
- insediamento di una gabina di regia per la verifica in
itinere di tutto l’iter per il
funzionamento della macchina burocratica
Per quanto concerne il problema della registrazione l’assessore
ha dato garanzia che sta seguendo personalmente la tempistica della
registrazione, con la certezza che in tempi brevissimi i decreti saranno
registrati.
Per l’anticipazione il vero scoglio è il patto di
stabilità, perché se non si dovesse superare questo scoglio, l’assessore sarà
costretto, per non bloccare l’avviso 20, ad una riduzione della prima
anticipazione, per garantire un minimo vitale per la sopravvivenza del sistema
(che a mio avviso è in coma profondo).
Infine l’assessore ha dato garanzia che il personale
dell’amministrazione, per accelerare l’iter per l’ottenimento della prima
anticipazione, ha avviato la richiesta della certificazione antimafia.
Alcuni degli invitati hanno evidenziato che il sistema
Caronte Faros presenta delle criticità
che con certezza porteranno gli enti a delle inadempienze amministrative capaci
di bloccare tutto il sistema.
L’assenza del dirigente Generale, cui molte domande
potevano essere rivolte, ha portato di fatto a una riflessione sulla
funzionalità della macchina dell’amministrazione pubblica, poiché il modo di
funzionare di una amministrazione si misura sulla capacità d’interazione tra il
potere politico e quello amministrativo.
In ultimo, come considerazione finale: l’avere permesso a
questi politici lo sfascio della formazione, dimostrando giorno per giorno una incapacità nel risolvere i problemi della
gente e una grande furberia per gli arricchimenti personali, ci chiama in causa
come forze sindacali, come padri di famiglia e come cittadini in quanto,
asservendoli, diveniamo complici di questo mal governo
che ha portato la Sicilia in primis e la restante parte dell’Italia nel baratro
in cui siamo.
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