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mercoledì 3 maggio 2017

Stella al merito del lavoro, fra i 59 siciliani che sono stati insigniti c'è il Coordinatore regionale Snals Confsal settore formazione professionale



Il riconoscimento è stato consegnato durante la cerimonia del 1 maggio 2017, al teatro "Politeama" di Palermo.

C'è anche il Coordinatore regionale Snals Confsal settore formazione professionale - Giuseppe Milazzo, che da più di 34 anni è impegnato nel settore della formazione professionale e politiche attive del lavoro, - fra i 59 nuovi Maestri del lavoro di tutta la Sicilia. Anche  a lui, giorno 1 maggio 2017 durante la cerimonia ufficiale che si è  svolta al teatro "Politeama" di Palermo, è stata consegnata la prestigiosa onorificenza Stella al merito del lavoro.

Il riconoscimento viene conferito dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai lavoratori meritevoli. Le "Stelle al merito del lavoro" sono state consegnate, dal prefetto di Palermo Antonella De Miro.


giovedì 20 aprile 2017

METTIAMO IN SICUREZZA I LAVORATORI

Giuseppe Milazzo dello Snals Confsal settore 

formazione professionale, nel rivolgersi all’Amministrazione Regionale sottolinea che la stessa, debba occuparsi di porre in sicurezza il personale garantendo la continuità occupazionale, così come più volte sostenuto dal Governo Regionale, nonché di adottare provvedimenti atti a regolarizzare il pregresso economico spettante agli enti di formazione, affinchè questi possano pagare gli stipendi arretrati al personale.

In dettaglio, per quanto riguarda la parte economica, si chiede di:


  • velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
  • affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga;
  • verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga ancora i fondi del FIS;
  • risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo.

Ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità.

Per quanto riguarda la garanzia della continuità occupazionale del personale, si chiede:

1) il rispetto da parte degli  dell’Albo, di cui all’art. 14 della legge regionale 24/76 e dare la possibilità a ciascun lavoratore di potervi accedere per ispezionarlo ed aggiornarlo con eventuali nuovi titoli acquisiti, riqualificazioni e/o aggiornamenti effettuati;

2) l’elaborazione di una Circolare Assessoriale che evidenzia una direttiva chiara sulle procedure di applicazione della mobilità del personale della formazione professionale (bisogna ripartire dall’Allegato 12 del CCNL in sintonia e coerenza normativa con la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 e la Circolare Assessoriale n. 10 del 5 ottobre 1994 e della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002 art. 39. Quindi porre espresso divieto di licenziamento e di applicazione della legge n. 223/91, recepita nelle procedure della legge regionale n. 10 del 7 giugno 2011 e sua applicazione nella Circolare Assessoriale n. 22 del 12 agosto 2011 attraverso la legge n. 2/2009);

3) di procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, come  quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso,  interrotto e/o licenziati.

4) fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento dell'avvio  Avviso n. 8, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.

Il Coordinatore regionale settore formazione professionale

Giuseppe Milazzo


domenica 5 febbraio 2017

SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI


Tutta la nostra solidarietà  ai lavoratori che  hanno cominciato uno sciopero della fame per denunciare i problemi del comparto della formazione professionale.

La spinta dal basso con la presenza massiccia dei lavoratori deve portare a un cambio di passo netto a questo esecutivo regionale che finora non ha mantenuto alcun impegno per la salvaguardia occupazionale e ha tracciato una linea chiara sul futuro di questi lavoratori a oggi abbandonati e presi in giro. 

 


sabato 4 febbraio 2017

LA SOLUZIONE È UNA AGENZIA REGIONALE

 

In vista del prossimo confronto con le istituzioni circa le modalità di reclutamento e di contrattualizazzione del personale iscritto all'Albo, la scrivente organizzazione intende evidenziare le seguenti anomalie:

1) Gli Enti che sono alla ricerca di una specifica figura devono attenersi a quanto previsto dal C.C.N.L., in particolare per quelle mansioni per le quali è previsto il Diploma come Titolo di Studio ed esperienza specifica compravata, non possono esigere invece la Laurea e ulterori titoli accademici. Facendo così, tali Enti, vanno arbitrariamente a tagliare fuori quel 75% circa di iscritti all'Abo che è privo di laurea ma ha regolarmente espletato per decenni la propria mansione con il Diploma così come richiesto dal C.C.N.L.

A tal propostito c'è da evidenziate che alcuni Enti che hanno ottenuto cospicui finanziamenti dall'Avviso 8, negli scorsi anni hanno impostato i propri Bandi di reclutamento personale indicando direttamente il Titolo di Studio anzicchè la mansione. Questo tipo di impostazione è assolutamente discriminatoria poichè la richiesta di un Titolo Superiore a quello previsto, impedisce di fatto a tantissimi iscritti all'Albo che hanno svolto per anni quella mansione la possibilità di candidarsi.

2) Una volta reclutato, il lavoratore, sempre in base alle passate esperienze, sovente trova grossissime difficoltà nel vedersi applicato in forma piena e corretta un Contratto in sintonia con quanto previsto dal C.C.N.L. - F.P. 

Le violazioni più frequenti sono:

A) Mancata assegnazione delle ore di Disposizione ai Docenti;

B) Mancata attribuzione degli Scatti di Anzianità e della P.E.O.I.;

C) Forme anomale di contrattualizzazione: anzicchè il regolare Contratto a tempo determintato Settore F.P..

 Pertanto chiederemo al Dipartimento di verificare se ci sono  Enti che hanno lavoratori  con contratti di lavoro non consoni: Contratto di Collaborazione Occasionale, Contratto di Socio di Cooperativa, ecc.

In conclusione, prima dell' inzio dell'attività formativa, occorre stipulare un accordo Sindacati-Regione che impedisca formalmente agli Enti Gestori di avere qualsiasi margine di discrezionalità in merito alla modalità di Reclutamento del personale iscritto all'Albo e obbligare gli Enti Gestori, che utilizzano denaro pubblico, la corretta applicazione del Contratto di lavoro che deve rispettare quanto previsto dalle norme regionali in materia di accreditamento e di gestione del denaro pubblico nel settore.

Per quanto concerne "l' AUTONOMIA IMPRENDITORIALE" rivendicata per la selezione del personale dagli Enti che sono di fatto Gestori di finanziamenti pubblici, tale concetto è molto ambiguo, lascia adito ad interpretazioni discrezionali  e quindi sarebbe opportuno venisse cassato.

L'auspicio è che invece di prevedere che siano gli Enti ad impostare i Bandi di reclutamento personale, continui ad essere la Regione tramite le sedi provinciali dell' UPL ad indicare agli Enti i nominativi dei lavoratori candidati a ricoprire le varie mansioni richieste. 

Resta inteso che la soluzione migliore e di riportare tutti i servizi legati alla formazione professionale sotto la diretta dipendenza della Regione, in un'agenzia unica che possa così garantirne la trasparenza e il regolare funzionamento, nonché un significativo risparmio economico.



domenica 29 gennaio 2017

IMPIEGARE IL PERSONALE PRIVO DI INCARICO

Il sistema della formazione professionale in Sicilia vive una crisi dovuta a decenni di incurie che hanno innescato un declino sociale che influenza ed aggrava la crisi economica siciliana e che stanno subendo il personale, licenziato e privo di incarico, inserito nell'Albo regionale. Questa crisi a volte sfocia in ritorsioni, ricatti, nei confronti dei lavoratori da parte della casta che gestisce il sistema, in attesa di un'annunciata riforma amministrativa e legislativa voluta da tutti, che tarda a venire, creando carenza di servizi ed indebolimento della rete di solidarietà di base. 

Il presidente della regione è tutta la politica che lo sostiene devono rendersi conto che i lavoratori si trovano nel mezzo di una crisi economica, dovuta alla mancata certezza di un reddito e a pochi anni dalla maturazione dei contributi per la previdenza sociale. 

Operatori capaci di accettare le difficoltà ma necessitano di un sostegno economico tramite il lavoro ed i relativi contributi, per accedere poi ad un sostegno sociale e contributivo.

Operatori che hanno subito un' ingiustizia dovuta da chi gestisce il sistema della formazione professione da chi dovrebbe fare i controlli del settore sull'utilizzo dei finanziamenti.

Operatori pronti a denunciare questo cruciale periodo, questa condizione estrema, senza i paraocchi della retorica e dell'ideologia politica.

Una delegazione sarà presente al sit -in  di giorno 31 p.v.


venerdì 27 gennaio 2017

APPROVATA GRADUATORIA AVV. 8 ADESSO PENSIAMO AI LAVORATORI

27-1-2017 - GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA 

- PARTE I n. 4        pag. 55

Approvazione, in via definitiva, della graduatoria delle istanze di concessione dei contributi relativi all’avviso pubblico n. 8/2016 per la “Realizzazione dei percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell’occupabilità in Sicilia” - Programma operativo della Regione siciliana - Fondo sociale europeo 2014/2020. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’istruzione e della formazione professionale n. 169 del 23 gennaio 2017, è stata approvata, in via definitiva, la graduatoria delle istanze di concessione dei contributi relativi all’Avviso pubblico n. 8/2016 approvato con D.D.G. n. 2895 del 13 giugno 2016 per la “Realizzazione dei percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell’occupabilità in Sicilia” - Programma operativo della Regione siciliana - Fondo sociale europeo 2014/2020”. Il provvedimento con i relativi allegati è disponibile nel sito ufficiale del Dipartimento istruzione e formazione professionale all’indirizzo http://pti.regione.sicilia.it e nel sito del Fondo sociale europeo all’indirizzo www.sicilia-fse.it.


lunedì 23 gennaio 2017

RICOLLOCARE I LICENZIATI ISCRITTI ALL'ALBO

I lavoratori licenziati bisogna ricollocarli in servizio

Lo Snals Confsal, in merito al personale licenziato dagli enti di formazione ed iscritto all’albo degli operatori della formazione professionale, chiede di ricollocare in servizio i lavoratori. Gli operatori della formazione professionale che hanno perso il lavoro, o dovessero perderlo in tutto o in parte, hanno diritto, ai sensi della legge regionale n. 25/93 e dell’Allegato 12 del CCNL di categoria, ad essere immediatamente reinseriti in un altro ente di formazione, anche pubblico.

L’Amministrazione Regionale ha comunicato attraverso la stampa che starebbe studiando soluzioni per eseguire questo obbligo di legge, da tempo disatteso.

Noi riteniamo che i lavoratori della formazione professionale che fossero licenziati ingiustamente devono comunque avere un ente di formazione che li riassuma e la Regione Siciliana ha il DOVERE di rendersi parte attiva nella problematica.

La soluzione potrebbe essere di spostare il personale licenziato o sospeso ed assegnarlo ad altro ente di formazione con attività in corso, ovvero gestirlo attraverso progettualità da attivare immediatamente con la gestione in house dei servizi educativi, formativi e orientativi attraverso il Ciapi di Priolo, o gli istituti tecnici e professionali per l’istruzione secondaria e di secondo grado, o le università degli studi siciliane.

Il meccanismo di funzionamento deve essere immediato, quindi bisogna dare facoltà con legge all’Assessore alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale ed all’Assessore del Lavoro, dell’Impiego, dell’Orientamento, dei Servizi e delle Attività Formative di attivare immediatamente attività di istruzione, formative, educative, orientative attraverso unaconferenza di servizi per stabilire il progetto da eseguire e creare un fondo ad hoc per implementare un servizio già programmato o semplicemente ideato, che si può nutrire delle risorse regionali, nazionali e comunitarie, ai sensi della legge n. 845/78.

Il personale che restasse nell’albo privo di occupazione deve essere immediatamente pagato attraverso il fondo di garanzia regionale, ex lege n. 04/03.

Lo Snals Confsal chiede al contempo audizione all’Assessore Marziano ed all’Assessore Miccichè sulla problematica del personale licenziato e/o sospeso per consegnare la nostra proposta e contribuire alla sua realizzazione.


mercoledì 18 gennaio 2017

APPLICAZIONE DEL CCNL FORMAZIONE PROFESSIONALE

Da noi in Sicilia il CCNL della formazione professionale non ha mai avuto grande rilevanza. Pochissimi conoscono il CCNL della formazione professionale è già tanto se qualcuno ha letto qualche articolo sui permessi dei lavoratori. Difatti, molti “convinti esperti del settore”, che di solito sanno tutto di leggi, decreti, regole, normative della F.P. negli  interrogativi sul CCNL sbagliano clamorosamente.  Eppure il CCNL è il metodo scelto dalla Giurisprudenza per regolamentare i rapporti tra le parti  e propagare la verità.
La parola scritta nel CCNL e il punto essenziale di riferimento nella gestione dei rapporti tra Enti, Sindacato ed Amministrazione Regionale che eroga i finanziamenti. Il contenuto del CCNL è efficace e potenza per regolare i rapporti di lavoro, è importantissimo per la dignità umana ed è utile a insegnare, a riprendere, ad educare alla giustizia e al rispetto delle parti. 
Dunque, diciamo qualche banalità in meno, qualche barzelletta in meno, qualche accenno in meno sulla demagogia e comunichiamo la verità in ogni occasione favorevole e/o  sfavorevole.

sabato 7 gennaio 2017

AVVISO 8: PROMESSE DI PINOCCHIO

È bello che, durante un periodo di difficoltà, ci sia sempre un politico che da conforto e coraggio.

Alcune volte si promette, si dice qualcosa, e poi dopo neanche molto tempo si é giá dimenticato.

mercoledì 28 dicembre 2016

Lettera aperta sulla Formazione Professionale in Sicilia

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Al Presidente della Regione Siciliana 


Agli Assessori Regionali


Agli On. Parlamentari dell’ARS


Agli organi di stampa e di informazione


                      ***

Nell'attesa della pubblicazione della graduatoria definitiva Avviso 8, nelle more dell'avvio delle attività: Avviso 4 e 7, e nell'attesa de far ripartire le politiche attive del lavoro in Sicilia si sono poste le basi per l’apertura di una fase nuova nella quale la Regione Siciliana dovrà riorganizzare il sistema della Formazione Professionale.

Infatti, per la prima volta, si dovrebbe adeguare il servizio offerto alle reali esigenze del mercato del lavoro, selezionando gli Enti in base ad oggettivi criteri di qualità, di regolarità e di affidabilità, nel rispetto delle tutele occupazionali e retributive dei lavoratori, ormai da tempo disattese.


Da anni chiediamo risposte alle legittime aspettative retributive passate e future dei lavoratori, l’avvio di una riorganizzazione trasparente nel rispetto delle normative e del Ccnl della formazione professionale.


Alla nostra Organizzazione sindacale appare evidente, infatti, come non siano più sostenibili ed accettabili le scelte politiche di tipo clientelare caratterizzanti, senza criteri oggettivi e norme coerenti. Azioni poste in essere sistematicamente dai Governi che si sono succeduti  creando situazioni e fatti che hanno determinato, una dilatazione della dimensione del settore. 


Al Governo ed alla Deputazione dell’Assemblea Regionale Siciliana chiediamo di operare con grande senso di responsabilità. Per la scrivente OO.SS. va coniugata la copertura del bilancio per garantire continuità senza tensioni sociali, con l’urgenza di fermare l’emorragia di risorse causate da quanti vogliano mantenere l’interesse ad alimentare l’espansione quantitativa di nuovi Enti e di nuovo personale. Una politica questa, mai dichiarata ma continuata e praticata, che va rimossa dalla storia politica ed amministrativa della nostra Regione.


Solo per dare qualche riferimento quantitativo, è utile considerare che il numero di Enti ammessi in poco  arco temporale, in base alle nostre stime, è più che raddoppiato. E tutto ciò malgrado ogni forma di protesta sindacale che, insieme alle manifestazioni di piazza, sono state promosse in questi anni per tentare di bloccare questo processo degenerativo. 


Non sarebbe stato affatto necessario giungere a questo livello di macelleria sociale  se il Governo avesse accolto le nostre indicazioni sin nella Finanziaria degli scorsi anni; il Governo avrebbe potuto agire già da tempo con appositi atti amministrativi e con le poche ma opportune proposte di legge da sottoporre all’ARS. 


Siamo rammaricati del fatto che se, alla fine del 2016, il Governo avesse avviato il processo di innovazione avremmo già registrato significati risparmi nella spesa senza costi sociali insopportabili e con l’inizio della qualificazione e selezioni degli Enti. Tutto questo sarebbe stato realizzato nella certezza del consenso del sindacato.


La correttezza e la necessità degli interventi voluti dalla nostra Organizzazione Sindacale è così evidente ed anche così urgente e importante che,  riteniamo il settore della Formazione Professionale di importanza strategica per lo sviluppo dell’economia, pertanto, la valorizzazione delle risorse umane e la formazione delle maestranze devono essere sostenute con strumenti adeguati ai fabbisogni formativi dei lavoratori e delle imprese. 

Da anni viene annunciata la riforma del settore, ma ancora la Regione non ha il coraggio di affrontare con determinazione il problema e risolverlo definitivamente.  Il Fondo Sociale Europeo non può diventare lo strumento per incrementare da una parte ulteriormente il settore, e dall'altra penalizzare il personale iscritto all'Albo degli operatori della formazione professionale privi di occupazione.


In questi mesi, nell’ambito del confronto apertosi con l’Assessore Regionale alla Formazione Professionale, abbiamo avuto modo di approfondire ed esporre tutti gli elementi che dovevano essere oggetto di interventi regolativi per dare corso, finalmente, alla riqualificazione del settore, per ridurne senza traumi la dimensione delle attività e degli addetti.


Lo stesso Governo Regionale, sembrava volesse finalmente avviare questo processo che invece resta soltanto annunciato e, di fatto, continuamente rinviato (auspichiamo non per cercare il modo per “salvare” qualche Ente dissestato da una gestione a dir poco “discutibile”).


Di seguito le principali questioni che a nostro avviso dovranno essere immediatamente regolate, con specifiche norme e direttive irreversibili, proprio per avviare il processo di cui sopra:


• Selezione degli Enti idonei a svolgere l’attività formativa con criteri oggettivi a partire dal possesso imprescindibile del personale iscritto all'Albo con esperienza almeno decennale;

• Approvazione ed attuazione di Piani Formativi e politiche del lavoro di durata almeno biennale;


• Copertura integrale dei costi dei percorsi formativi e delle politiche attive del del lavoro;

• Blocco effettivo delle assunzioni da realizzare mediante l’introduzione per via legislativa delle modalità di impiego del personale iscritto nell'Albo;

• Approvazione di una norma di legge utile a stabilire, con apposito accordo sindacale, i criteri e gli importi per incentivare il pensionamento dei lavoratori aventi i requisiti minimi di legge;

• Adeguato rifinanziamento del Fondo di Garanzia già istituito con legge regionale in quanto, tenuto conto che il settore non è coperto da ammortizzatori sociali, questo è l’unico elemento di garanzia retributiva per i lavoratori temporaneamente eccedenti;

• Finanziamento ed erogazione delle retribuzioni arretrate  e delle attività pregresse; 

• Determinazione di criteri e strumenti di verifica periodica dell’efficacia dell’attività svolta.


Per queste ragioni chiediamo al Governo Regionale e all’ARS di porre in essere senza ulteriore indugio tutte le azioni sopra indicate, congiuntamente alla immediata copertura finanziaria integrale delle attività da svolgere in Sicilia, da inserire nel bilancio di previsione in discussione il 29 dicembre, per evitare il rischio che ancora una volta il disagio dei lavoratori venga strumentalmente utilizzato da quanti hanno solo l’interesse a non modificare nulla illudendosi di poter continuare così ad utilizzare la Formazione Professionale come strumento per costruire consenso. 


L’accoglimento della richiesta d’integrare copertura nel bilancio della Regione Siciliana contestualmente a vincolanti norme di riordino e razionalizzazione della spesa, è ancor più necessaria se si considerano tutti i rischi, anche connessi alle incertezze dell’attuale quadro politico, insiti nella scelta di ricorrere all’esercizio provvisorio, specie se la sua durata, non tenendo conto della emergenziale esigenze di rilancio dell’economia regionale, non fosse temporalmente breve.


Ci teniamo a ribadire a conferma della consapevolezza diffusa di una svolta di cambiamento e di qualità nel settore della Formazione Professionale in Sicilia, che su tale proposte innovative esiste e si è consolidata una posizione con le altre forze sociali più volte ribadita ed evidenziata al Governo nel corso degli ultimi anni.


Una consapevolezza nuova e la volontà di affrontare i pesanti problemi del settore con maggiore responsabilità e qualità nelle azioni amministrative, normative e di governo che ci auguriamo venga accolta concretamente sia dalla Giunta che dall’Assemblea Regionale.

sabato 3 settembre 2016

CHIARIMENTI SULLA CRISI DEL SETTORE

FIl Al  Presidente della Regione Siciliana
 Dott. Rosario Crocetta

All’Assessore  Regionale  Istruzione
 e Formazione  Professionale
On. Bruno Marziano

All’ Assessore  Regionale Famiglia
Politiche Sociali e Lavoro
 On. Gianluca Miccichè

LORO SEDI


Oggetto: richiesta di incontro.


Nello scenario della tanto discussa crisi, che vede “costretta” la formazione professionale a “soffrire” di una riduzione di personale già in forza presso gli enti gestori, ovvero “privare” del diritto lavorativo agli operatori iscritti all’albo regionale, è difficile comprendere le procedure messe in atto da alcuni enti gestori che da una parte “eliminano” lavoratori interni (licenziamenti e/o sospensione in attesa di CIG in deroga e/o FIS) e dall'altra attivano procedure diverse per assumere altro personale, ignorando in tal modo la continuità lavorativa a chi ne ha realmente diritto.

Per i sopracitati motivi ed in riferimento alle ultime dichiarazioni divulgate dal Governo e dagli Assessori al ramo  in materia di salvaguardia occupazionale del personale  privo d’incarico ed iscritto all'Albo Regionale degli operatori della Formazione Professionale, la scrivente organizzazione sindacale
CHIEDE
un incontro per chiarimenti su tali dichiarazioni che risultano essere nettamente in contrasto con le attuali procedure adottate da alcuni Enti Gestori, nonché in contrasto con le leggi sulla salvaguardia occupazionale e retributiva dei lavoratori del settore.


Certi di un immediato riscontro, si porgono distinti saluti.


Il Coordinatore regionale settore formazione professionale

Giuseppe Milazzo


martedì 19 luglio 2016

CRISI SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA


Quello che sta succedendo nel settore della formazione professionale in Sicilia, è la clamorosa prova della lontananza della politica dalla vita vera della gente vera e, dunque, dai problemi reali che stanno attraversando i lavoratori, i licenziati, i sospesi, ecc… Iscritti all’Albo Regionale della Formazione Professionale della Sicilia.

Tutte le opzioni più o meno sensate e percorribili rese dal Governo Siciliano, per gestire davvero l’emergenza, del settore della formazione professionale, allo stato sono rimasti degli slogan e niente più. Questa situazione si è avuta per l’incapacità, degli Assessori di turno e della burocrazia, di essere determinati a risolvere il problema che ha investito migliaia di operatori.

In Sicilia la vita delle famiglie, che vivono grazie al settore formazione professionale, è resa difficile da un sistema che non applica le norme del settore, da complicazioni burocratiche, da non curanze amministrative, che hanno reso e lasciano il settore abbandonato a se stesso.

Il sistema vive una crisi dovuta a decenni di incurie che hanno innescato un declino sociale che influenza ed aggrava la crisi economica siciliana e che stanno subendo molti cittadini interessati a seguire i corsi di formazione per acquisire delle competenze.

Questa crisi a volte sfocia in ritorsioni, ricatti, nei confronti dei lavoratori da parte della casta che gestisce il sistema, in attesa di un’annunciata riforma voluta da tutti, che tarda a venire creando carenza di servizi, ed indebolimento della rete di solidarietà di base, lasciando i giovani in dispersione scolastica e gli adulti inoccupati e disoccupati senza senza una formazione per un’eventuale inserimento lavorativo.

Il presidente della regione è tutta la politica che lo sostiene devono rendersi conto che i lavoratori si trovano nel mezzo di una crisi economica, dovuta alla mancata certezza di un reddito e a pochi anni dalla maturazione dei contributi per la previdenza sociale. 

Operatori capaci di accettare le difficoltà ma necessitano di un sostegno economico tramite il lavoro e contributi, per accedere poi ad un sostegno sociale e contributivo.

Operatori che hanno subito un’ ingiustizia dovuta da chi gestisce il sistema della formazione professione da chi dovrebbe fare i controlli del settore sull’utilizzo dei finanziamenti.

Operatori pronti a denunciare questo cruciale periodo, questa condizione estrema, senza i paraocchi della retorica e dell’ideologia politica.


mercoledì 13 luglio 2016

RESOCONTO INCONTRI GOVERNO - PARLAMENTO


Più di 3000 famiglie senza un posto di lavoro e stanche di promesse che ancora non sono state mantenute.

Analisi che non fa una piega dopo quanto è accaduto durante i recenti incontri tenutisi a Palermo con il Ministro  Poletti, il Sottosegretario  Faraone, l'Assessore Miccichè e il Dirigente Silvia, e all'ARS presso la V commissione legislativa,  incontri durante i quali anche le sigle sindacalihanno fatto sentire la propria voce.

Ampia la protesta dello Snals Confasal, settore  formazione professionale, che dalla voce del coordinatore regionale, Giuseppe Milazzo, avanza lamentele per la colpevole inerzia dell’amministrazione regionale e tutto il governo in relazione al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate dei lavoratori in servizio presso alcuni Enti  Gestori; alla mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati dagli enti gestori; alla mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto; al mancato avvio dei progetti di politica attiva del lavoro e relativo impiego del personale che ha operato da anni nei servizi per l'impiego; alla mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga e altre forme di ammortizzatori sociali; al mancato rispetto delle norme legislative regionali a tutela del comparto e dei suoi operatori.


sabato 11 giugno 2016

SCEGLIRE SENZA FRETTA



Non è buono essere precipitosi nel parlare tanto quanto nel fare. Dovremmo sempre riflettere ed essere in piena coscienza prima di dire o fare qualsiasi cosa.
La fretta e la mancanza di concentrazione possono essere causa di un fallimento.
l'intelligenza che Dio ci ha dato, basta a comprendere ciò che è buono da quello che non lo è.
Ognuno di noi deve fare delle scelte nella vita e, tante di queste, non sono semplici.
La più importante riguarda il nostro futuro.
Più volte usiamo alibi più o meno credibili come: affidarsi a quello che ci hanno raccontato, a quello che ci hanno insegnato, all'educazione ricevuta.
Spesso il tempo per rimediare al mal fatto o la ricerca di un'alternativa hanno condotto ad un ulteriore dispendio di tempo.
Lo stesso accade quando non riflettiamo sulle parole: produciamo più danni che bene.
Scegliere è una questione del tutto personale e noi siamo i soli responsabili. Non serve giustificarsi o delegare terzi per la nostra salvezza.
Ognuno di noi è chiamato a fare una scelta! La nostra vita e il nostro futuro dipende, dunque, da una decisione responsabile e convinta.
Si dice che la fretta sia una cattiva consigliera: ed è proprio vero!
Occorre avere calma e a fare ogni cosa con ordine e con rispetto nel giusto momento. 
Si dice che la calma è la virtù dei forti; infatti la calma riesce a farci attendere il tempo opportuno perché da ogni nostro agire risulti il bene di tutti.
L'importante è che ognuno di noi prenda una decisione alla quale non se ne pentirà.
Riflettere, attendere il momento giusto prima di agire o di reagire, è la formula per evitare molti sbagli.

martedì 24 maggio 2016

IL FUTURO DEGLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE



Il sindacato e tutto quello che gira attorno dovrebbe essere lontano da qualsiasi interesse personale, dovrebbe essere immune da qualsiasi intrigo di carattere politico o peggio ancora di interessi che non hanno niente a che vedere con chi ci lavora per la tutela dei lavoratori e del sistema. Ci sono delle verità che superano le barriere del tempo e dello spazio, della sfiducia e della diffidenza. 

Il sindacato dovrebbe essere al di sopra di qualsiasi bassezza umana e chiunque lo usa per i propri interessi è un essere spregevole, non fosse altro perché mette sulla cattiva strada coloro che vogliono seguire veramente le regole, la trasparenza e il riordino del settore, il rispetto delle leggi e del CCNL, per la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori che vivono da anni nel settore della formazione professionale.
Sovvertire, cospirare, tramare hanno lo stesso senso; quello di cambiare quelle che sono le regole, cambiare il significato delle cose, cambiare l’ordine stabilito.
Alcuni vorrebbero far dire ad altri, quello che loro stessi non diranno mai pubblicamente,  per giustificare i propri interessi.  

Fidiamoci delle parole  vere che ci aiuteranno a conoscere la verità e a scartare tutte le convinzioni errate.  Ci sono delle cose nascoste che resteranno tali e ci sono delle cose che ci impongono di accettare senza spiegazioni e dare per verità assoluta, che durante gli incontri coni il governo verranno inesorabilmente confutate.

Riflettiamo su quello che abbiamo fatto nella nostra vita per prendere le decisioni  giuste, per cercare di sbagliare di meno, per guardare con serenità al nostro futuro. 
Il coordinatore regionale Snals  Confsal settore formazione professionale 
Giuseppe Milazzo 

mercoledì 20 aprile 2016

METTIAMO IN SICUREZZA I LAVORATORI DELLA FP


Giuseppe Milazzo dello Snals Confsal settore formazione professionale, nel rivolgersi all’Amministrazione Regionale sottolinea che la stessa, prima di introdurre riforme ed importanti innovazioni, debba occuparsi di porre in sicurezza il personale garantendo la continuità occupazionale, così come più volte sostenuto dal Governo Regionale, nonché di adottare provvedimenti atti a regolarizzare il pregresso economico spettante agli enti di formazione, affinchè questi possano pagare gli stipendi arretrati al personale.
In dettaglio, per quanto riguarda la parte economica, si chiede di:
A) accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;
B) velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
C) affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga;
D) verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga;
E) risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo. 
Ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità.
Per quanto riguarda la garanzia della continuità occupazionale del personale, si chiede:
1) L'applicazione dell’Albo, di cui all’art. 14 della legge regionale 24/76, dare, la possibilità a ciascun lavoratore di potervi accedere per ispezionarlo ed aggiornarlo con eventuali nuovi titoli acquisiti, riqualificazioni e/o aggiornamenti effettuati;
2) l’elaborazione di una Circolare Assessoriale che evidenzia una direttiva chiara sulle procedure di applicazione della mobilità del personale della formazione professionale (bisogna ripartire dall’Allegato 12 del CCNL in sintonia e coerenza normativa con la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 e la Circolare Assessoriale n. 10 del 5 ottobre 1994 e della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002 art. 39. Quindi porre espresso divieto di licenziamento e di applicazione della legge n. 223/91, recepita nelle procedure della legge regionale n. 10 del 7 giugno 2011 e sua applicazione nella Circolare Assessoriale n. 22 del 12 agosto 2011 attraverso la legge n. 2/2009);
3) di procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico e, a quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o licenziati anche per giusta causa;
4) fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento dell’Avviso n. 20/2011 (da maggio 2016 in poi), al fine di evitare che gli enti di formazione adottino procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.
Il Coordinatore regionale settore formazione professionale
Giuseppe Milazzo

martedì 19 aprile 2016

LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE

Il 

Proclamato lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale per il mancato pagamento degli stipendi pregressi ed attuali.
Da notizie pervenute dagli uffici regionali i lavoratori che hanno garantito un servizio puntuale ed efficiente, dovranno trascorrere ulteriori mesi senza stipendi.
I lavoratori hanno intenzione di  far sentire la loro voce contro il silenzio della Regione che non applica le leggi per la salvaguardia occupazionale dei  lavoratori della formazione.
Chi opera nel settore della formazione professionale quest'anno non ha ancora ricevuto i fondi necessari dell'attività passata e quella presente, per riuscire a pagare gli stipendi dei lavoratori.
Il coordinamento regionale Snals Confsal settore formazione professionale chiede di capire quale futuro si vuole disegnare, quali sono  gli scenari che si aprono per una crisi che sembra aver toccato  il fondo.
Siamo preoccupati per le false promesse di voler investire, di vole puntare sulla formazione professionale come volano di sviluppo economico per i giovani siciliani, poiché ad oggi ci si ritrova con tanta confusione ed un pugno di mosche in mano.
Siamo in attesa di capire come il Governo intende risolvere concretamente il problema che è emerso per il personale inserito nell'Albo regionale degli operatori della formazione professionale  che sono privi d'incarico.
Siamo fortemente preoccupati che la situazione possa degenerare.
In una situazione del genere i lavoratori non sanno  come andare avanti. C'è allarme per l'emergenza che si sta vivendo.
Auspichiamo che nell'immediato si trovi una soluzione che possa dare concretamente, così come previsto dalle leggi regionali, un garanzia economica e lavorativa a tutti gli operatori  della formazione professionale.

sabato 4 luglio 2015

IL GOVERNO SICILIANO BATTE OGNI RECORD


Il Governo Siciliano  batte ogni record.

Un debito pubblico che cresce ogni anno! Questo è quello che emerge  nel Rendiconto generale esposto dalla Corte dei conti un debito che attesta una  crescita  del 3,05 %  rispetto al 2013. Nel  particolari:
- cinque miliardi e mezzo di euro risulterebbero i debiti residui complessivi al 31 dicembre del 2014; sette miliardi e novecento milioni sarebbero  i debiti  accumulabili   entro la fine del 2015.    -Ed ancora: 608 milioni di euro è il costo dei 16.072  dipendenti regionali in quiescenza.
I maggiori costi sono da imputare al personale Regionale, alle società partecipate e alla sanità.
Nel 2014 il Governo ha speso 938 milioni e 529 mila  euro per la retribuzione  di 17.325 lavoratori regionali  (14.950 dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato, 1.737 persone a tempo determinato e 639 esterni). Da evidenziare che di questo personale 1.735 sono dirigenti di fascia superiore: praticamente, circa  otto dipendenti hanno un dirigente! Alla faccia della crisi!!!

Il governo siciliano, inoltre,  spende   272 milioni di euro per  le società pubbliche. “È emerso –spiegano i magistrati contabili – come le società pubbliche regionali stesse siano state utilizzate non già come soluzione efficiente per il migliore proseguimento di scopi pubblici ma piuttosto come strumento elusivo di divieti e vincoli legislativi”.

19 miliardi e 909 milioni di euro sono stati  spesi per la Sanità in Sicilia nel 2014; la quota più sostanziosa è stata  destinata per retribuire le 48.530 persone impegnate nella sanità.

Nell'ambito del settore della formazione professionale,   il Governo  avrebbe dovuto utilizzare circa 2 miliardi di euro,   fondi europei previsti per lo svolgimento delle  attività di politiche attive del lavoro. Invece, in questo settore ciò non è avvenuto: pare che circa 1 miliardo e 200 milioni di euro  non sono stati utilizzati in Sicilia e,  della restante somma, solo 150 milioni di euro  sono stati impegnati per la formazione.
 Tale spreco avrebbe potuto essere destinato una parte ai lavoratori creditori da anni nei confronti degli Enti Gestori e della Regione, che non  controlla e non chiude rendiconti da anni, ed un'altra per finanziare altre attività destinate da un lato ad evitare la dispersione scolastica dei minori e inoccupati, dall'altra a fare acquisire competenze utili per  eventuale inserimento lavorativo dei cittadini siciliani.


Nel Rendiconto generale la Corte dei conti censura  la gestione dei bilanci siciliani. A tale proposito   il procuratore generale  sottolinea come “nonostante i ripetuti rilievi delle sezioni riunite, non è stato predisposto in bilancio alcun fondo di riserva finalizzato a limitare l’impatto degli esborsi futuri per i flussi differenziali”.

“Non è ammissibile – dice il procuratore generale della Corte dei conti  – che gli organi di amministrazione di società di cui la Regione è l’unico socio o socio di maggioranza, ignorino le richieste di informazione da parte della Ragioneria regionale e né ammissibile che la Regione, che spesso sostiene finanziariamente gli enti, tolleri tali omissioni”.


 

mercoledì 25 marzo 2015

FIRMA ENGIM RSA SNALS CONFSAL

COMUNICATO SNALS CONFSAL FIRMA ENGIM

 
in riferimento all’esame congiunto svoltosi per la disamina della procedura ex art. 24 della legge 223/91 tra ENGIM SICILIA e le OO. SS., preme a codesta coordinamento regionale settore formazione professionale precisare che la Rsa, nell’acconsentire ai licenziamenti previste nella procedura di cui sopra, con esclusivo riferimento al contesto lavorativo di ENGIM SICILIA,   si è resa interprete delle richieste pervenute in tal senso dai lavoratori che
1. “affamati” dal mancato percepimento delle retribuzioni afferenti i mesi di settembre 2013, ottobre 2013, novembre 2013, dicembre 2013, tredicesima mensilità 2013, febbraio 2014, marzo 2014, aprile 2014, maggio 2014, giugno 2014, luglio 2014, agosto 2014, settembre 2014, ottobre 2014, novembre 2014, dicembre 2014, tredicesima mensilità 2014, gennaio 2015, febbraio 2015;
2. “avviliti” dalla prospettiva di proseguire un lavoro non retribuito, in quanto l’Ente con evidenza non è più in grado di sostenere oneri e costi;
3. “terrorizzati” dalla prospettiva di perdere quanto maturato, poiché l’Ente non ha mai formulato un piano di rientro formale dalla situazione debitoria,specificandolo nel dettaglio, al fine di dare contezza e speranza concreta ai dipendenti;
4. “scoraggiati” dalla mancanza delle commesse storicamente consolidate, a garanzia di un stabile futuro;
5. “sconfortati” da una pesantissima condizione debitoria dell’ENGIM SICILIA, nonché dalla lungaggine burocratica di riscossione dei crediti vantati verso l’Amministrazione Regionale;
6. in alternativa alle dimissioni per giusta causa, già avviate da alcuni dipendenti;
 
hanno manifestato il loro proposito di vagliare un “esodo agevolato”, individuando nelle procedure di mobilità l’unica soluzione possibile di sopravvivenza, grazie all’accesso al sostegno al reddito.
 
E pertanto, alla luce di dette istanze, la Rsa  SNALS CONFSAL si è visto costretto a darne accoglimento. 
Il Coordinamento provvederà ad inoltrare una diffida all'Ente per violazione del CCNL della formazione professionale e chiederà all'Assessorato l'intervento sostitutivo ai sensi del DPR 207/2010. 

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...