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giovedì 20 agosto 2015

OSSERVAZIONI AVVISO 1_2015



Il Coordinamento Snals Confsal settore formazione professionale, dopo un’attenta analisi del bando relativo all’avviso 1/2015, pubblicato dall’Amministrazione Regionale siciliana nel mese di agosto, ne disapprova i contenuti, in quanto gli stessi non tengono conto della legge regionale n. 24/76 e ss.mm.ii., del CCNL di categoria, degli ultimi accordi sindacali sottoscritti tra la scrivente O.S. e la Regione Siciliana del 3 giugno 2013 e del 5 agosto 2014, in merito alla riallocazione  del personale iscritto all’albo, ed alla puntualità delle retribuzioni.
Ancora una volta, dal sopracitato bando, appare evidente che i lavoratori della formazione professionale non saranno garantiti:
-          non si evince che il solo personale impiegabile è il personale iscritto all’Albo degli operatori della formazione professionale, che la Regione Siciliana ha individuato, qualificato e censito con risorse proprie, da ultimo dal D.D.G. n. 4228 del 1 agosto 2014. Pertanto, nel pieno rispetto delle leggi regionali di settore, si chiede di inserire tale requisito di accesso;
-          fermo restando l’impiego prioritario del personale con anzianità di servizio superiore ai 10 anni, si ritiene legittimo anche l’utilizzo del personale assunto dal 2005 al 2008;
-          con questo bando si torna ai vecchi e non funzionali scaglioni di erogazione delle somme (50-30-20), limitando i trasferimenti alla disponibilità economica della Regione Siciliana; (nel precedente avviso n. 20/2011 si era pervenuto, giusti Accordi sindacali del 3 giugno 2014 e 5 agosto 2014, all’ammissione del finanziamento in acconto pari al 50% all’avvio delle attività progettuali, il 40% all’avvio delle attività d’aula, il 10% alla rendicontazione con l’obbligo degli enti di formazione di dover pagare l’intera quota annua del personale con il 90% di acconto - D.D.G. n. 6494 del 13 novembre 2014);
-          altri elementi negativi: il mancato richiamo al DPR 207/2010, nel caso in cui gli enti di formazione non potranno pagare le retribuzioni ai lavoratori (artt. 4 e 5) e l’avere stabilito come unico parametro di valutazione l’elemento premiale di soli 4/100 di punteggio agli enti che impiegano il personale incluso nell’albo degli operatori;
-          gli scaglioni imposti agli enti favoriscono altri licenziamenti: sarebbe stato più opportuno stabilire un elemento premiale per fare scegliere il numero maggiore di unità impiegate dell’albo, anche con incentivi per le assunzioni da questo elenco ad esaurimento, piuttosto che l’utile a collocarsi al minimo del “range” (es. range 9-16, gli enti, a parità di finanziamento a 9 ed a 16 unità in ruolo, preferiscono far lavorare di più le 9 unità, piuttosto che prenderne 16).

Per concludere, dall’analisi dell’avviso 1/2015 emergono delle criticità sulla salvaguardia occupazionale dei lavoratori. Ci si chiede come l’amministrazione regionale intenda muoversi per garantire quella notevole fetta di lavoratori che rimarrebbero esclusi dall’Avviso n. 1/2015, sia per anzianità di servizio (10 anni) che per quantità di finanziamento.
Pertanto il coordinamento regionale  Snals Confsal settore formazione professionale chiede un incontro  urgente con l’Amministrazione Regionale per individuare il metodo che eviti la fuoriuscita di altro personale dal settore nonché la ricollocazione del personale già escluso ingiustamente.


TABELLE CON ALCUNI ESEMPI DI PROIEZIONI E RIPARTIZIONI
COSTI DEL PERSONALE

lunedì 11 maggio 2015

ACCORDO DA RISPETTARE???


L’accordo “Garanzia Giovani: formazione mirata”, firmato l’8 aprile 2015 da questa Organizzazione Sindacale con le Associazioni degli Enti di Formazione Professionale, sta provocando molta confusione all’interno di quegli Enti che hanno nel loro organico personale addetto alle politiche attive del lavoro.
Nell’impiego di tale personale, i vari Enti non stanno adottando  una linea comune provocando in tal modo un’ingiusta diversità di trattamento del personale in questione.
Considerando che non c’è stata nessuna apertura da parte del Governo per la salvaguardia degli Operatori delle Politiche attive del lavoro, lo SNALS Confsal settore formazione professionale, pur non essendo pienamente soddisfatto, ha firmato quest’ accordo, da un lato per dare la possibilità agli Enti di ricevere i finanziamenti previsti per la garanzia giovani dall’altro per permettere ai suddetti operatori di mantenere il loro posto di lavoro all’interno degli Enti di appartenenza e non, in attesa che la riforma del settore ne trovi la giusta e definitiva collocazione.
Dalle segnalazioni pervenute, veniamo a conoscenza di Enti che stanno adottando dei sistemi poco “democratici”,  obbligando il personale a formulare richieste di aspettative non retribuite come unica alternativa al licenziamento.

A tal proposito si ribadisce che, come sempre, la scrivente organizzazione sindacale   promuoverà tutte le azioni necessarie per il ripristino della legalità e del rispetto delle regole, vigilando sul giusto rapporto Ente-lavoratore.  

giovedì 11 dicembre 2014

NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE PER I LAVORATORI DEI SERVIZI FORMATIVI!


La delegazione dello Snals Confsal si è allontanata dal tavolo convocato dall’Assessorato al lavoro Regionale presso l’ufficio provinciale di Catania sulla vertenza Youth Guarantee.

Tuttavia il motivo del nostro dissenso sono riconducibili sostanzialmente alcune  forti  criticità:

Malgrado il cambio di guardia in via Trinacria il  governo Crocetta ter si ostina a ricondurre la vertenza dei servizi formati nelle strettoie del progetto della Youth Guarantee  in questo modo sottraendosi ad ogni confronto più complessivo sulle politiche attive del lavoro.
Neanche un euro dalla regione a sostegno della vertenza !

Nonostante si ipotizzino scenari di cooperazione fra i soggetti pubblici e privati accreditati alle politiche attive del lavoro registriamo comportamenti da parte delle parti datoriali non adeguati al perseguimento di tali scenari riconfermando anzi le antiche abitudini di ribaltare anche il più elementare costo gestionale su terzi ed in particolare sulle pubbliche casse regionali.
Per i lavoratori non sono affatto chiari i tempi di vigore contrattuale troppo vincolati al raggiungimento degli obiettivi del progetto.
Nessun fatto nuovo anzi rispetto ai mesi precedenti significativi passi indietro. 
Ma allora quali sono le motivazioni, i fatti nuovi che inducono talune organizzazioni sindacali a concedere ed sottoscrivere oggi quello che sdegnosamente hanno rifiutato di sottoscrivere otto mesi fa?
Come mai non è stato consentito ai lavoratori di riprendere il lavoro già agli inizi del mese di maggio? 
Sottoscrivono oggi forse per la paura di perdere i finanziamenti della Youth Guarantee? Oppure aspettavano che il convitato di pietra di questi lunghi mesi cioè gli enti datoriali finalmente si accomodassero ai tavoli del negoziato?
Qualunque sia la risposta a questi interrogativi come organizzazione sindacale coltiviamo la certezza che  gli accordi sottoscritti rappresentino l’ennesimo pasticcio in “salsa Siciliana” che pagheranno i lavoratori.
Per quanto ci riguarda ribadiamo che il futuro dei lavoratori dei servizi formativi ed in generale della formazione passi attraverso una necessaria rottura con gli attori e le pratiche che hanno caratterizzato più nel male che nel bene la storia della formazione professionale in Sicilia.
Occorre ed occorrerà  che il sindacato  abbiano il coraggio di comprendere che il passato non può tornare più e che il futuro del settore necessiterà di nuove ed inedite forme di organizzazione del lavoro.
Infine ai colleghi diciamo non dobbiamo accontentarci di un lavoro e basta ma di un lavoro che rispetti la nostra dignità professionale e personale e che sia utile e produttivo  per la collettività.
Per adesso registriamo solo tanta ipocrisia.    

mercoledì 17 settembre 2014

IL PORCO CHE SI INGRASSA E SI DIVERTE SUCCHIANDO IL SANGUE DI CHI LAVORA


Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici.
Molti siciliani sono rimasti delusi da politici e uomini carismatici che li hanno convinti a dedicare le loro energie e il loro tempo a imprese che poi si sono rivelate deludenti o fallimentari.
Invece, sono certo che se scendono in campo, personalmente, nessuno li può illudere e non saranno delusi.
In Sicilia il Governo Regionale cerca di opprimere i lavoratori della formazione professionale, forse, perché deve procedere a nuove assunzioni clientelari.
La sopraffazione è insita nel carattere di certi politici e funzionari che devono sempre prevalere ed emergere, magari sulle rovine di altri.
Nella gestione della formazione professionale in Sicilia la sopraffazione è stata richiesta a chi svolge ruoli di comando.
Comunque sia, cari amici e colleghi, il mondo che ci circonda  è pieno di  gente, volente e nolente, che ci rende la vita difficile.
Per gli operatori della formazione professionale il 2014 è stato un anno durissimo di angherie, umiliazioni e frustate,  ad opera di un Governo estremamente superbo.
Amici e colleghi, noi che stiamo vivendo una situazione difficile e insopportabile, non lasciamoci andare!

Soprattutto se non c’è nessuno che può difenderci dalle sopraffazioni ed angherie: rivolgiamoci alla Giustizia. Denunciamo tutto quello che è stato fatto in contrasto alle leggi e alle norme Siciliane del settore della formazione professionale.    

venerdì 5 settembre 2014

Riunione SNALS CONFSAL FORMAZIONE PROFESSIONALE del 05/09/2014


In data 05/09/2014, presso i locali di Via Adua n. 2/C, presenti, giusta convocazione dei Coordinatori Provinciali, Coordinamento Regionale e Provinciale e delle RSA SNALS CONFSAL, notificata tramite mail in data 01/09/2014, sono presenti i convocati ed alcuni lavoratori (anche di altre sigle sindacali).
I convenuti ed il Coordinatore regionale settore formazione professionale Giuseppe Milazzo, constatato il raggiungimento del quorum sia strutturale sia funzionale, dichiarano aperta la discussione sulla situazione in cui versa il settore della Formazione Professionale in Sicilia.
Prende la parola il coordinatore Giuseppe Milazzo, il quale informa i convenuti che, come sarà certamente e tristemente noto a tutti, l’amministrazione regionale ha disatteso tutti gli accordi raggiunti e buona parte delle leggi che regolano il settore, ed in particolare quelle a tutela del personale di tutte le tre filiere della Formazione; creando, per questa via, grave e reiterato nocumento economico, patrimoniale e morale agli stessi operatori. I convenuti prendono atto della veridicità delle esternazione del Coordinatore portando testimonianza delle situazioni di particolare e grave disagio personale e familiare di ciascuno di loro, che poi diventano (data la grande platea degli operatori interessati) grave disagio sociale, in relazione:
1.      al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate da oltre un anno (oltre 2 anni in qualche caso);
2.      alla mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati;
3.      alla mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto;
4.      alla eccessiva solerzia dell’amministrazione regionale nel decretare la revoca dell’accreditamento di alcuni enti senza curarsi preventivamente del destino dei lavoratori che incolpevoli vi lavoravano, lasciandoli in una sorta di limbo definito “sospensione” che non trova riscontro in nessun ambito giuslavoristico e pertanto nessun tipo di tutela normativamente posto;
5.      La mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga;
6.      Il mancato rispetto delle norme legislative regionali che pure l’amministrazione ha il compito istituzionale di rendere esecutive e quindi efficaci;
Il Coordinatore Milazzo, conferma che ha notizia che le procedure relative alla CIG in deroga, stanno iniziando ad avviarsi con la convocazione da parte dei competenti servizi territoriali dell’Assessorato.
Per quanto riguarda, invece, tutte le restanti problematiche né l’amministrazione regionale né l’esecutivo Crocetta, hanno operato per la loro risoluzione ed anzi la loro inerzia, in virtù del tempo che trascorre inutilmente, le ha rese ormai delle piaghe endemiche del comparto, provocando, come detto, grave disagio agli operatori.
Il Coordinatore Milazzo, constatato e comunicato ai presenti il risultato inesistente dal punto di vista sostanziale della laboriosa opera svolta in questi anni dal Sindacato da lui rappresentato, attraverso una politica di moderazione e di collaborazione con le stesse istituzioni (risultati inesistenti dovuti esclusivamente all’inerzia e spesso alle vane promesse delle istituzioni), propone ai presenti di iniziare un tipo di lotta diversa ma, a questo punto, necessaria, da svolgersi secondo una tipologia di interventi diversificata:
a.      da una parte, attraverso la denuncia penale nei confronti dell’amministrazione responsabile e del governo per  i vari errori amministrativi e le varie violazioni di legge che configurano fattispecie forse penalmente rilevanti;
b.      dall’altra, dare inizio ad una class action di tipo risarcitorio al fine di ristorare (almeno  economicamente) tutti gli operatori che vi aderiranno per quanto gli è dovuto e negato sia dagli enti ma principalmente dalle istituzioni.
 I convenuti, all’unanimità, manifestano la propria volontà di adire le vie legali così come proposto dal Coordinatore, dandogli mandato di incontrare i legali del sindacato per concordare le modalità operative.
Al fine di riportare i problemi della Formazione, intesa nella sua totalità (tutte le tre filiere), nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica e pertanto delle istituzioni competenti (oggi troppo distratte dal Click Day e da eventuali rimpasti di governo), viene deciso di iniziare una serie di scioperi, con proteste plateali sempre nei limiti del consentito dalla legislazione e dal buon senso.
Pertanto in questa sede si decide di attuare, per il momento, le seguenti giornate di sciopero:

Lunedì 8 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Palazzo ESA
Mercoledì 10 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Prefettura di Catania
Giovedì 11 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Assessorato Regionale  alla Formazione Professionale (in concomitanza con l’arrivo degli ispettori europei).



sabato 28 settembre 2013

A tutti gli Enti Gestori che hanno inviato ai lavoratori a tempo indeterminato lettere di sospensione del rapporto di lavoro a far data dallo 01 ottobre 2013.

A tutti gli Enti Gestori che hanno inviato ai  lavoratori a tempo indeterminato lettere di sospensione del rapporto di lavoro a far data dallo 01 ottobre 2013.

Si invitano gli Enti che hanno avviato la sospensione di cui sopra a prendere contatto urgentemente con le proprie Associazioni firmatarie dell’accordo del 26.09.2013, al fine di verificare la coerenza della  procedura adottata con la linea stabilita nell'accordo, e quindi a ritirare  immediatamente i provvedimenti unilaterali assunti, considerando che  la condotta unilaterale è in contrasto con il Ccnl e la legge 300/70.  Diversamente,  lo Snals Confsal si vedrà  costretto a  prendere gli opportuni provvedimenti per la tutela dei lavoratori.

 

giovedì 26 settembre 2013

Trattativa CIAPI Governo OO.SS. ENTI

L’anno duemilatredici, il giorno ventisei del mese di Settembre alle ore 10:00 presso la sede del Dipartimento Regionale del Lavoro, dell’Impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative si sono riuniti per concludere la trattativa avviata in data 23 settembre c.a. giusta convocazione dell’Ufficio di Gabinetto della Presidenza prot. 14924 del 18/09/2013.
L’Assessore Regionale della Famiglia della solidarietà sociale e del lavoro , Arch. Ester Bonafede; il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale del Lavoro, Avv. Anna Rosa Corsello;
il Direttore del CIAPI di Priolo Dott.ssa Luciana Rallo
le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori
le organizzazioni datoriali del settore della formazione professionale
Premesso
− che in data 30 settembre p.v. scadrà il termine previsto dagli Avvisi n. 1 e n. 2/2010, in virtù dei quali gli sportelli multifunzionali, organismi degli Enti di F.P., relativi alla filiera dei servizi formativi hanno erogato per un triennio interventi di politica attiva del lavoro;
− che la Regione Siciliana, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge che regolano la materia, deve obbligatoriamente assicurare l'erogazione di interventi di misura di politica attiva del lavoro;
− che, nelle more della riforma strutturale dei servizi per l'impiego, avviata dal Governo Nazionale, i servizi all'utenza, nel rispetto del principio costituzionale secondo cui i cittadini hanno diritto a fruire di livelli essenziali delle prestazioni non possono subire soluzioni di continuità;
− che la Regione Siciliana, si propone di procedere, previo confronto con le parti sociali da avviarsi con immediatezza alla riorganizzazione del servizio pubblico per l'impiego dando attuazione ai principi recati dal D. Lgs 181/2001 e s.m.i., specificatamente riportatisi nel documento delle regioni depositato presso la “struttura di missione”. e che al fine di perseguire l'obiettivo di una più efficace gestione del mercato del lavoro, intende adottare un sistema misto pubblico-privato attuando interventi attraverso i Centri per l'Impiego e i soggetti accreditati;
− che nel PAC, sono stati stanziati, in relazione alle misure anticicliche, 36 mln di euro che devono essere
utilizzati per l'erogazione di interventi di politica attiva del lavoro;
− che sussiste la urgente ed inderogabile necessità di evitare l'interruzione di un pubblico servizio; L'Amministrazione Regionale, come sopra rappresentata per quanto in premessa evidenziato, intende affidare, previa delibera di Giunta, al CIAPI di Priolo, Ente strumentale cui la C.E. ha riconosciuto la natura di Organismo che può operare in House Providing, lo stanziamento di 36 mln di euro per garantire, ai soggetti che ne hanno il diritto, la fruizione di interventi di politica attiva del lavoro da attuarsi presso le sedi degli uffici competenti, autorizzando il suddetto Ente a soddisfare il fabbisogno del personale necessario all'attuazione degli interventi mediante ricorso alle forme contrattuali , previste dal D. Lgs 165/2001 e con le modalità ed i criteri nel medesimo contemplati, con particolare riferimento, sussistendo il requisito della “ eccezionalità e temporaneità” che ne giustifica l'applicazione, a contratti di tipo subordinato a tempo determinato fino al completamento delle attività progettuali, preventivate per mesi 6, salva rimanendo la possibilità di proroga a seguito del reperimento di ulteriori eventuali risorse e previa rimodulazione dell’attuale progetto della durata delle attività progettuali, da instaurarsi con gli operatori del settore della Formazione Professionale in possesso di requisiti idonei a garantire il raggiungimento degli obiettivi.
Il personale in questione sarà assunto dal Ciapi di Priolo a far data dalla comunicazione dell’esito delle selezioni da parte degli uffici del lavoro onerati delle procedure di reclutamento.
In tale prospettiva sarà opportuno reperire, prioritariamente, le professionalità necessarie allo scopo, tra gli operatori degli sportelli multifunzionali in quanto già dotati di comprovate competenze ed esperienza professionale richieste.
Le parti, dopo ampio ed approfondito confronto, ritenendo che la premessa costituisce parte integrante del seguente accordo, convengono quanto segue:
A
Reclutamento, criteri, e priorità per l’individuazione del personale da impegnare nel progetto.
1. Il personale dipendente degli enti di formazione professionale, impiegato presso gli Sportelli Multifunzionali, è posto, su richiesta, in aspettativa, a far data dalla comunicazione da parte degli Uffici del lavoro, onerati della selezione, dell’elenco dei soggetti aventi diritto, e gli sarà garantita la sospensione transitoria e limitata nel tempo del rapporto di lavoro, per il periodo e per tutta la durata delle attività allo stato preventivate in mesi 6 .
2. Il personale in questione sarà assunto dal Ciapi di Priolo a far data dalla comunicazione dell’esito delle selezioni da parte degli uffici del lavoro onerati delle procedure di reclutamento.
3. A detto personale si applicherà il CCNL 2011-2013 per la Formazione Professionale firmato da Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Conf.Sal, Forma e Cenfop.
4. La selezione del personale verrà operata dagli Uffici del lavoro cui il CIAPI inoltrerà specifica richiesta indicando i requisiti che i candidati dovranno possedere
Le Parti convengono di derogare ai vincoli previsti dall’art. 24 “Incompatibilità” del CCNL vigente
citato, e tale deroga ha valore di liberatoria limitatamente al caso in questione.
Le Parti convengono ,altresì, di derogare dalle previsioni limitative dell’art. 54 “Aspettativa” dello stesso CCNL, per la parte relativa alla lettera A, commi 1 e 2, e specificamente per quanto concerne l’anzianità di servizio e i motivi di concessione.
Il CIAPI di Priolo, ai fini del livello d’inquadramento retributivo si impegna a riconoscere il maturato economico vigente presso l’ente di provenienza alla data della richiesta di aspettativa e di contestuale assunzione a TD al CIAPI, ivi compresa l’anzianità di servizio convenzionale ai fini della PEOI
Al termine delle attività progettuali le Parti convengono che il personale di cui al precedente punto riprenderà servizio presso l’ente datore di lavoro "conservando il posto e i diritti acquisiti" (art. 54 lett. A comma 1 CCNL FP) alla data della sospensione transitoria del rapporto.
B)
Garanzia dell’anzianità di sevizio;
Per il personale utilizzato nel progetto e proveniente dagli Enti di formazione professionale i periodi svolti alle dipendenze del CIAPI di Priolo con contratto a TD devono essere considerati periodi utili per il calcolo della anzianità di servizio e di ogni altro istituto contrattuale.
Al personale impegnato a scavalco su più filiere con orario parziale nei “Servizi Formativi –Sportelli Multifunzionali” che verrà selezionato per il progetto SPARTACUS sarà concesso dall’ente di appartenenza l’abbattimento temporaneo dell’orario contrattuale settimanale in ragione delle ore d’incarico nei “Servizi Formativi –Sportelli Multifunzionali”. Lo stesso personale, al termine delle attività progettuali ed all’atto del rientro in servizio presso il proprio ente di appartenenza dovrà essere reintegrato nel medesimo impegno orario di cui era titolare alla data di decorrenza della aspettativa.
C)
Garanzie per l'accreditamento
Le parti danno atto del fatto che la utilizzazione temporanea ed eccezionale del personale in argomento da parte del CIAPI di Priolo (così come il temporaneo non utilizzo dei locali ad essi adibiti) non potrà costituire pregiudizio e non incide in alcun modo sulla dimostrazione del possesso dei requisiti gestionali e organizzativi degli enti di provenienza, ai fini della procedura di accreditameto di cui al D.A .1037/2003 recante "disposizioni pre l’accreditamento" pubblicato in Gurs n°35 del 29 luglio 2013,
Le parti prendono, altresi, atto dell’impegno della Regione, esplicitato in premessa, di garantire un sistema di orientamento che nel rispetto del principio Costituzionale che mira a garantire ai cittadini il diritto all’orientamento per tutto l’arco della vita, valorizzando in entrambi i casi le esperienze di politica attiva, maturate nell’ambito dell’erogazione dei servizi di in argomento, come richiesti dall'Amministrazione del Lavoro.
Per quanto non regolamentato dal presente accordo si farà ricorso alle previsioni di legge, contrattuali e amministrative.
Letto Confermato e Sottoscritto
L’Assessore Regionale per la Famiglia, le Politiche Sociali ed il Lavoro Il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale del Lavoro
Flc Cgil Sicilia
Cisl Scuola Sicilia
Uil Scuola Sicilia
Snals Conf.Sal.
Il Presidente di Forma Sicilia
Il Presidente di Cenfop Sicilia
Il Presidente di Asef
Il Presidente di AssoFor
Il Presidente di Anfop
Il Direttore del CIAPI di Priolo

lunedì 23 settembre 2013

SPORTELLI MULTIFUNZIONALI: PROPOSTA CONTRATTO DI RETE.


 
 
In merito agli ultimi avvenimenti riguardanti gli sportelli multifunzionali (ex avviso 1/2010) e Scuola Lavoro (ex avviso 2/2010), lo Snals Confsal ritiene sia necessaria una maggiore concentrazione dell'Amministrazione Regionale nei confronti della continuità occupazionale a rischio per circa 1850 lavoratori.  Nello specifico la proposta di questa O.S.,  come soluzione per tale questione,  è quella del cosiddetto "contratto di rete", previsto dall'attuale articolo  3, comma 4 ter, del decreto legge n.5 del 2009 il quale prevede che " più imprenditori prerseguano lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato" come, inoltre, proposto dal Decreto Crescita n. 83/2012.  Elemento essenziale del contratto di rete è il "programma comune di rete" attraverso il quale "gli imprenditori si obbligano a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica e tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell'oggetto della propria impresa".  L'adesione al contratto di rete non comporta l'estinzione né la modificazione della soggettività tributaria delle imprese che aderiscono all'accordo in questione , né l'attribuzione di soggettività tributaria alla rete risultante dal contratto stesso. Il contesto normativo attuale offre poi agli imprenditori che intendono costituire una rete, di poter scegliere tra due forme giuridiche alternative: la "rete contratto", ovvero un modello contrattuale "puro", o la creazione  di un nuovo soggetto giuridico, la cosiddetta "rete soggetto".
In sintesi tale O.S. propone di formare una rete tra gli enti di formazione, con capofila il Ciapi di Priolo, ente strumentale della Regione Siciliana in House Provider, che abbiano in ruolo il personale specializzato, qualificato e con esperienza ultradecennale nell’erogazione dei servizi formativi.
Per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori lo Snals Confsal suggerisce di ipotizzare l’aspettativa prevista nel CCNL, previo accordo sindacale, attraverso il quale i lavoratori degli sportelli o quelli considerati in esubero, vengano momentaneamente sospesi dall’ente presso il quale prestano servizio ed occupati presso la rete proposta. Accettando sin d’ora il confronto su questo tema e nell’attesa di capire la reale riforma complessiva del settore, tale O.S. si limita a chiedere che si rispettino i diritti dei lavoratori secondo il Contratto Collettivo di Lavoro, mantenendo lo stato giuridico ed economico dei lavoratori, e la legge regionale, in particolare la legge n. 25 del 1 settembre 1993, garantendo i livelli occupazionali e retributivi del personale iscritti all’Albo ex art. 14 l.r. 24/76 ed ai sensi della Circolare n. 1 del 15 maggio 2013.
 

lunedì 3 giugno 2013

VERITA' SULL'INCONTRO DEL 3 GIUGNO 2013

Per quanto si tenti di soffocare la verità deviando l'attenzione della gente sulla menzogna, la luce riesce sempre, prima o poi, a farsi strada smascherando l'inganno.


LEGGI IL VERBALE DELL'INCONTRO CLICCA

venerdì 28 settembre 2012

CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ PER I LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE SICILIANA !


Leggo e rifletto in ordine alle drammatiche vicende della formazione professionale Siciliana. 
Emerge infatti un quadro confuso determinato da una politica che ha deciso di fare come lo struzzo cioè di mettere la testa sotto la sabbia.
Qualora esistesse una testa…..
Pur tuttavia ormai è chiaro che una classe politica abituata a risolvere i problemi mettendo mano al portafogli peraltro del contribuente non è capace di cavare il ragno dal buco cioè di trovare soluzioni moderne e di lungo respiro.
Va da se che questa classe politica è prigioniera dei tecnici in particolare di quelli calati dai vertici nazionali.
Il risultato sono politiche draconiane da macelleria sociale che vanno ben oltre la tanto vituperata Fiat di Marchionne.
Il colmo è poi rappresentato infine da dirigenti regionali strapagati dall’amministrazione che non sanno veramente nulla di politiche sociali e che pertanto giocano con la vita di tanti lavoratori.
Le lettere di mobilità ricevute già da decine di lavoratori della formazione e quelle che tra qualche giorno arriveranno rischiano di essere la definitiva conclusione di scelte scellerate che pagheranno solo i lavoratori.
In questo senso gravissime sembrano le responsabilità del sindacato che o per pigrizia intellettuale o per interessi di bottega da difendere si è omologato ancora una volta al pensiero unico dominante che come al solito arriva dai piani alti di via Ausonia.
Il succo del ragionamento è: bisogna licenziare centinaia di lavoratori per salvarne altrettanti aderendo culturalmente a idee degne del peggior aziendalismo.
Ma le cose non mi pare stiano proprio cosi.
Infatti la individuazione degli esuberi non scaturisce dalla lettura di dati chiari ed inequivocabili a partire da bilanci che non risulta a chi scrive siano mai stati presentati.
In concreto come si fa ad individuare esuberi laddove siamo in presenza di enti di formazione non hanno mai presentato bilanci ? cioè dati utili a rilevare criticità
A mala pena si conoscono rendicontazioni abbastanza improvvisate.
Ma allora chi per esempio può dire che il parametro unico ha determinato un esubero strutturale di personale  piuttosto che una più probabile riduzione della quota di prebende a vantaggio di qualcuno? 
Qualcuno gioca a fare l’aziendalista senza neanche averne le qualità !
Esuberi dunque frutto della volontà di fare fuori personale non per salvare aziende ma per salvare profitti che la struttura giuridica di enti senza fini di lucro fino ad oggi ha nascosto.
Allora perche invece non si comincia a parlare di come gli enti hanno gestito i milioni di euro incassati fino ad oggi?
Quanto sono costate le penne? I libri? I Computers? I Cavalli per l’ippoterapia?
Come mai i tanti moralizzatori che si sono cimentati in questi anni non ci parlano di questo?
Che ci dice il Dottore Ludovico Albert che certo dovrebbe per obbligo di legge vigilare sui soldi spesi dagli enti?
Che ci dice l’on Panariello che nientedimeno ha presieduto una commissione d’inchiesta sulla formazione parlando di assunzioni, di personale e mai volendo indagare su fenomeni di malversazione?
Che ci dice qualche illuminato opinionista,una volta qualcuno definiva dei miei stivali, sulla possibilità che la formazione in Sicilia è servita per finanziare i vizi di qualche deputato?
I signori del pensiero unico sono talmente ossessionati di licenziare in fretta più lavoratori possibili che non hanno voluto nemmeno prendere in considerazione la possibilità tecnica di utilizzare i contratti di solidarietà difensiva.
Per quale motivo?
Non si sa.
Grandi aziende italiane stanno già da anni sperimentando questo strumento con successo allora perché non provarci nella formazione professionale Siciliana?
Per quanto ci riguarda scriveremo ai vertici dell’assessorato per invitarli ad aprire un tavolo tecnico per iniziare urgentemente una discussione intorno alla possibilità di applicare i contratti di solidarietà al settore della formazione.

CEFOP: colpirne 350 per salvare 650!


Apprendiamo che ieri, presso gli uffici del dottor Salvatore Cianciolo, responsabile della Task Force per il lavoro e l’occupazione della presidenza della Regione, alla presenza del dirigente generale del dipartimento regionale della Formazione professionale, Ludovico Albert, dei commissari straordinari del Cefop, dei rappresentanti dei sindacati che definirei del “fronte dell’insolvenza” si è tenuta una riunione sul Cefop.
 Superfluo ricordare che unico sindacato escluso dalla riunione è lo Snals Confsal, unico sindacato dichiaratamente contrario alla utilizzo della legge Prodi bis.
Gli esiti della riunione sono presto detti: il licenziamento di 350 dipendenti del Cefop. Il mantra, la parola d’ordine di questi signori è: ammazzarne 350 per salvare i restanti 650.
Trecentocinquanta lavoratori che, al contrario delle solite bugie, difficilmente usufruiranno di ulteriori ammortizzatori sociali. Impossibile fruire della mobilità ordinaria, difficile e problematica la mobilità in deroga!
Dunque licenziati in tronco ! Politici, dirigenti regionali, sindacati tanto garantisti per altri lavoratori hanno deciso di mandare al macello questi lavoratori. Tutto questo, malgrado la proposta, lanciata da mesi dallo Snals Confsal, di attivare i contratti di solidarietà.
Dunque, ancora una volta la task force per l’occupazione si trasforma nella Task Force per la disoccupazione. Un ufficio regionale inutile per le ormai decine di migliaia di lavoratori siciliani che hanno perso il lavoro e la cui esistenza si giustifica esclusivamente per mantenere il posto di lavoro e lo stipendio, peraltro esoso, del dottor Cianciolo.
Infatti in questi anni tale dirigente si e contraddistinto più per le sue capacità “filosofiche”, da qui le ormai a tutti note “Cianciolate”, che per reale capacità e competenza sui temi del lavoro e del mercato del lavoro.
Una buona politica avrebbe già rimandato il dottor Cianciolo al mestiere originario, cioè allo Ial Cisl.
Ma prima l’on. Cuffaro e successivamente l’0n.Lombardo si sono guardati bene di operare un piccolo ma significativo e
meritorio intervento di risparmio della spesa pubblica. Evidentemente il “Nostro” si è contraddistinto per i suoi servigi verso i poteri forti della Sicilia invece che come trincea del diritto al lavoro.
Le vicende del Cefop ne sono l’esempio più significativo. La Task Force si è infatti trasformata in una “merchant bank” una banca d’affari al servizio del potere dei politici, una vera cabina di regia che ha operato, meglio brigato, ai fini di salvare un Ente inutile e costoso per la pubblica amministrazione regionale, cioè per il cittadino contribuente siciliano, quale è stato il Cefop.
In tutto questo il dottor Cianciolo ed i suoi uffici si sono contraddistinti come veri bracci operativi della “operazione insolvenza del Cefop”. E’ noto a tutti, infatti, che i trenta lavoratori che, attivata la procedura ai dei sensi della legge 270, più nota come legge Prodi/bis, erano sodali e amici del dottor Cianciolo.
Altrettanto noto è che ad assistere legalmente questi lavoratori è l’attuale compagna del dottor Cianciolo l’avvocato Letizia Stallone. Diciamo che il dott.or Cianciolo il Cefop c’è l’ha nel cuore…
Perché? Ufficialmente per salvare i posti di lavoro. La realtà, come era previsto, è invece ben diversa.
I 350 lavoratori sacrificati saranno solo i primi. Particolare non indifferente è che questi lavoratori, a causa delle nefandezze poste in essere da politici e dirigenti regionali incompetenti quanto arroganti, perdono decine di migliaia di euro riconducibili a stipendi non percepiti, Tfr e indennità di Cassa integrazione mai percepite.
Infine in questi mesi il Cefop ha pesato per decine di milioni sulle già esangui ‘casse’ regionali. Ma allora perché hanno voluto a tutti costi salvare il Cefop?
Il Cefop è Ente di formazione ambito dalla politica e, riducendo i costi del personale, diventerà un ottimo affare per qualche politico siciliano, a cominciare dall’onorevole Raffaele Lombardo e dal cosiddetto ‘Terzo polo’ che in questi anni molto si sono interessati al Cefop.
Dunque i lavoratori non interessano a nessuno. Come sempre si tratta di potere e denaro da drenare ai danni dei lavoratori e della pubblica amministrazione siciliana.
Anche il dottor Ludovico Albert, fortissimamente rivoluto dal ministro Fabrizio Barca, amico dell’on.Miccichè ai tempi delle scorribande al Cipe, sul Cefop ha tanto da chiarire anzi tantissimo.
Per i lavoratori del Cefop è giunto il tempo della verità e della giustizia.

venerdì 10 agosto 2012

PRECISAZIONI INCONTRO 9 AGOSTO 2012 - PROTOCOLLO D'INTESA


Giorno 9 agosto 2012 alle ore 9,30 si è tenuta una riunione,  nei locali dell’Assessorato del Lavoro. Erano presenti la Dirigente Generale del Lavoro Annarosa Corsello, il Dirigente Generale della Formazione Professionale Ludovico Albert, i rappresentanti delle OO.SS. firmatarie Snals Confsal, Cgil flc, Cisl scuola e Uil scuola, i rappresentanti delle OO. DD. Forma, Cenfop, Assofor.
Ha preso la parola il dott. Albert dichiarando che si sta procedendo spediti, almeno la maggior parte degli enti di formazione con il maggior numero dei progetti approvati, verso l’inizio delle attività didattiche, infatti quasi tutti gli enti stanno dando seguito senza problemi all’esecuzione delle prescrizioni del bando di cui all’Avviso 20/2011, al Vademecum del FSE ed al Vademecum UCS. Verosimilmente la maggior parte dei progetti potranno essere avviati, appena notificata la registrazione del relativo provvedimento di finanziamento, entro e non oltre 40 gg. Molti decreti sono già stati registrati e gli altri lo saranno presto. Alcuni enti, però, non si sentono di avviare le attività sotto la propria responsabilità, cosa incomprensibile, a suo avviso, dato che tutti sono in possesso della graduatoria pubblicata ed esecutiva. Inoltre, dando avvio nel più breve tempo possibile alle azioni progettuali, si potrà richiamare in servizio la quasi totalità del personale operante nel settore.
A proposito del resto del personale si è operato un distinguo tra coloro che sono stati individuati come “esuberi c.d. strutturali” per cui varranno le leggi regionali di salvaguardia dei livelli occupazionali, che verranno discussi in altra sede; e gli “esuberi c.d. congiunturali” per i quali il dott. Albert non capisce perché si continuano a tenere tavoli di concertazione ed a concludere accordi di sospensione dei rapporti di lavoro, dato la mancanza assoluta di fondi della Cassa Integrazione da utilizzare nel settore a far data dal 1 giugno 2012. Pertanto tutti gli accordi conclusi, che offrono gli AA.SS. oltre la data del 31 maggio u.s., saranno considerati privi di fondamento e non se ne potrà dare corso.
La dott.ssa Corsello ha precisato che i fondi sono questi e null’altro è atteso in merito alla CIGD.
Lo Snals Confsal, sulla grave accusa di superficialità fatta dall’Amministrazione Attiva, ha chiesto l’applicazione della normativa regionale sul fondo di garanzia, di cui alla legge regionale del 7 giugno 2011 n. 10. In essa si precisa che il fondo di garanzia deve essere attivato ad integrazione dei fondi nazionali disponibili. Il dirigente generale alla formazione professionale ha rigettato questa richiesta dicendo, che essa verrà applicata solo al primo tipo di esuberi c.d. strutturali e non per le contingenze momentanee del disavanzo del bilancio degli enti di formazione scaricato sul personale.   
Tutti i soggetti presenti hanno affrontato le criticità del sistema ed hanno rappresentato le motivazioni, che hanno determinato la scelta di procedere comunque alla sottoscrizione di accordi nella speranza che fossero stati assegnati alla Regione Sicilia fondi aggiuntivi rispetto a quelli già messi a disposizione e notoriamente insufficienti. Comunque si sono difesi ed hanno negato che gli accordi fossero stati sottoscritti per mera superficialità.
Il dott. Albert ha dichiarato che il suo ufficio ha fatto tanto per il settore, impegnando le somme dal FSE in un momento di difficoltà economica diffusa.
Inoltre non consentirà agli enti di formazione di svolgere le “operazioni previste” in un tempo di nove ed in alcuni casi di sei mesi, e chiederà all’uopo l’osservazione degli impegni sottoscritti che prevedono un tempo di attività progettuali di dodici mesi (es. 8 giugno 2012 – 7 giugno 2013). E’ d’altronde biasimevole che gli enti utilizzino le somme assegnate dal progetto dell’Avviso 20/2011 e contemporaneamente le risorse della Cassa Integrazione, che possono offrire ristoro ai lavoratori di altri settori in crisi: le attività dell’Avviso 20/2011 sono già operative dal 8 giugno 2012 ed adesso dipende dagli enti di formazione. Si precisa ancora che su questi elementi negativi la Corte dei Conti Europea metterebbe a serio rischio tutto il progetto dell’Avviso 20/2011.
Ancora, ha detto che sono disponibili 240 mln di euro del FSE, ma la quota regionale ancora non gli è stata assegnata.
La Cassa Integrazione non ha soldi per i lavoratori della Formazione Professionale, quindi agli accordi conclusi e che dispongono delle somme della CIGD dal 1 giugno u.s non può essere dato seguito.
Lo Snals Confsal ha preso la parola dichiarando che gli accordi della CIGD per il personale in esubero non sono stati sottoscritti con facilità, ma piuttosto con coscienza di voler licenziare il minor numero di personale possibile. Infatti ha dichiarato che dall’esubero strutturale si è recuperato, attraverso l’operazione della classificazione del personale in parziale esubero congiunturale, centinaia di lavoratori, escludendoli dagli elenchi dei licenziamenti.
Lo Snals Confsal ha chiesto però al Dipartimento della Formazione Professionale finalmente un po’ di “assunzione di responsabilità”. Bisogna prevedere le criticità, analizzarle, cercare soluzioni, programmare e realizzare progetti ad hoc. Il Dipartimento FP doveva avviare le attività prima a gennaio, poi a marzo, dopo a maggio, adesso a settembre, questi sono stati dei costi per gli enti di formazione.
Lo Snals Confsal ha chiesto di sapere inoltre quando il Dipartimento alla Formazione Professionale potrà pagare l’integrazione alla Cassa Integrazione 2012 almeno per le mensilità da gennaio a maggio; quando vorrà validare le rendicontazioni del Prof 2010 e 2011 in quanto i lavoratori attendono almeno le ultime due mensilità dei due anni; come vorrà intervenire sugli errori di erogazione delle somme per l’integrazione regionale della Cassa Integrazione 2011; quando si vorrà dare copertura al Fondo di Garanzia Regionale; quando si vorrà dare seguito al Protocollo sottoscritto in data 24 gennaio 2011 con l’Inps Regionale per il prepensionamento, in esecuzione della Deliberazione di Giunta Regionale n. 350/2010 e della Circolare 22/2011.
Il Dott. Albert ha dichiarato che potenzierà gli uffici per concludere le procedure su richieste. Per quanto concerne gli errori si procederà a verifica, pertanto sono gradite le segnalazioni di disfunzioni. Per l’integrazione del fondo di garanzia 2012 ha inoltrato le richieste a chi di dovere, ma ancora non ha ottenuto alcuna risposta.
Pertanto lo Snals Confsal ha chiesto ancora al Dipartimento l’assunzione di responsabilità ed ha chiesto l’applicazione della legge regionale a copertura del fondo di garanzia. Infine ha fatto rilevare l’impossibilità di procedere in modo retroattivo all’annullamento degli accordi ed al consequenziale impegno a trovare la copertura della Cigd fino al 31 luglio 2012.
Lo Snals Confsal ha deciso di accettare l’accordo per non sottoscrivere più verbali di CIGD, perché non coperti da somme in bilancio dal primo di agosto, ma al contempo rivendica a nome dei propri iscritti la legge regionale di sostegno economico ai lavoratori della formazione professionale ex l.r. 16 aprile 2003 n. 4 art. 132 e l.r. 7 giugno 2011 n. 10. 

lunedì 19 marzo 2012

FORSE UNO SPIRAGLIO


Giorno 19 marzo si è tenuto l’incontro presso il Palazzo d’Orleans, Presidenza della Regione Siciliana, convocato e presieduto dal Presidente della Task Force sull’Occupazione, dott. Salvatore Cianciolo, con le OO.SS. Snals Confsal, Cgil, Cisl, Uil e Ugl,  le Associazioni degli Enti firmatarie del CCNL e non e l’Amministrazione Regionale Dipartimento Pubblica Istruzione
Il dott. Cianciolo ha comunicato, tra l’altro,  che la convocazione di tale incontro scaturiva per far fronte alla salvaguardia dei livelli occupazionali del personale rimasti privi di incarico.
Il coordinatore regionale dello Snals Confsal Giuseppe Milazzo ha valutato positivamente l’iniziativa del Governo rivolta a  risolvere le problematiche di quei  lavoratori che si trovano in una posizione di incertezza dovuta all’esclusione, di alcuni Enti, dal piano dell’offerta formativa triennale finanziato con i fondi europei (avviso n. 20/2011).
Lo stesso coordinatore regionale dello Snals Confsal è stato molto critico per le dichiarazioni esternate tramite i mass media da parte dell’Assessore Centorrino, il quale sostiene che, se prima la formazione serviva per pagare gli stipendi ai lavoratori adesso,invece,serve per  finanziare il progetto. Questa dichiarazione dimostra la mancata conoscenza dei problemi giornalieri che  affrontano i lavoratori della formazione professionale costretti a lavorare regolarmente senza percepire lo stipendio (abbiamo regolarmente denunciato in tutti i tavoli e ovunque, che chi lavora nell’ambito della formazione professionale non percepisce lo stipendio da un minimo di tre mesi a 15 mesi; sia nell’ambito dell’obbligo formativo, sia nel PROF, sia nel SMF).
 È assurdo che chi lavora non debba percepire la regolare retribuzione.
L’Amministrazione Regionale ha comunicato che con l’avviso 20 c’è stato un incremento di finanziamento rispetto agli anni precedenti di circa 40 milioni di euro in più. Quindi già esiste  la copertura economica per tutti gli operatori inseriti nell’Elenco ad esaurimento già predisposto dall’Amministrazione Regionale.
Per la salvaguardia occupazionale le Associazioni degli Enti sono disponibili a firmare un accordo con le parti sociali  e l’Amministrazione Regionale per impiegare il personale  privo di incarico presso gli Enti che hanno avuto i finanziamenti ma non hanno personale da impiegare nei progetti valutati e finanziati.
Il coordinatore regionale settore formazione professionale dello Snals Confsal ha espresso il proprio disappunto sullo scenario che si è venuto a creare con l’avviso 20 che, se mal gestito,  potrebbe portare un danno erariale in barba a tutte le Delibere di Giunta, atti amministrativi e legislativi della regione Siciliana che chiamano il Dirigente del Dipartimento a vigilare e verificare l’impiego dei finanziamenti europei.
Da tempo si procede senza rispettare le leggi, la programmazione non raggiunge gli obiettivi, gli accordi vengono trascurati. In questo quadro i lavoratori avanzano diverse mensilità di stipendio dai propri enti di formazione di origine e anche dall’Inps.
Nonostante  i livelli occupazionali siano garantiti dalle leggi regionali (La Sicilia è una Regione Autonoma) nessuno si preoccupa  di corrispondere gli stipendi puntualmente secondo il CCNL di categoria e le leggi regionali 1 settembre 1993 n. 25 e 23 dicembre 2002 n. 23.
Fiduciosi che  il Dipartimento Regionale alla Formazione professionale possa vigilare e verificare le modalità di utilizzo del denaro pubblico e far applicare le leggi regionali, nazionali e comunitarie in vigore, siamo disponibili a dare il nostro contributo per una concreta  svolta al sistema della formazione professionale in Sicilia.     

martedì 10 maggio 2011

CONTINUA LO STATO DI AGITAZIONE E SIT- IN DEI LAVORATORI DEL SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE SNALS CONFSAL e CISL SCUOLA

CHIEDONO
Provvedimenti straordinari per il pagamento delle retribuzioni dei lavoratori della Formazione Professionale.
PERCHE’
I lavoratori non possono continuare a pagare, per i ritardi dell’Amministrazione, del Governo e della Politica sulla programmazione dell’ attività; approvazione prof 2011; bilancio e finanziaria 2011.
A situazioni di grande disagio economico e allarme sociale devono corrispondere interventi straordinari per fronteggiare l’ emergenza.
Subito la pubblicazione della Finanziaria;
Subito il DDG a cura del Direttore Generale F.P.
Subito le procedure per ogni adempimento a carico dell’Amministrazione per l’immediato sblocco degli stipendi attuali ed arretrati.
L’Amministrazione superi tutti i vincoli che tengono in ostaggio i lavoratori che non possono più tollerare ritardi.
La burocrazia non può continuare, con le sue procedure, a mortificare i diritti dei lavoratori che rischiano di vedere annullati i sacrifici di una vita intera.
Ufficio delle Entrate, Banche, Finanziarie sono ormai l’incubo per quei lavoratori che hanno un solo torto: aver avuto fiducia su un sistema che è al collasso.
Per non parlare di una piaga chiamata USURA.
Occorrono, pertanto, provvedimenti che tutelino tutti i lavoratori che non possono più sostenere situazioni debitorie di cui la Regione deve farsi carico, almeno in termini di garanzie.
CHIEDIONO RESPONSABILITA’ MA SOPRATTUTTO VOGLIANO CERTEZZE PER IL PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI
SUBITO
LE “PAROLE” NON BASTANO PIU’

venerdì 22 aprile 2011

CORRETTA E RIGOROSA APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE IN MATERIA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

La legge regionale 24/76 prevede che “l’assessorato regionale del lavoro e della cooperazione attua i corsi e le altre iniziative formative avvalendosi: a) degli enti locali; b) degli enti che abbiano per fine istituzionale la formazione professionale e siano emanazione delle confederazioni sindacali dei lavoratori e delle organizzazioni professionali dei lavoratori autonomi dell’ agricoltura, dell’ artigianato e del commercio più rappresentative in sede nazionale; c) degli enti giuridicamente riconosciuti o di fatto e delle loro relative forme associative, che abbiano per fine, senza scopo di lucro, la formazione professionale”.

Analisi degli impegni assunti dal Governo!

Per quanto riguarda l’istituzione dell’Albo Unico ad Esaurimento, previsto dall’art. 3, lett.b), si osserva quanto segue:
l’accordo quadro, prevede l’istituzione di un Albo Unico ad esaurimento (da instaurare mediante la modifica dell’art. 14 della L.R.24/76) nel quale dovranno essere iscritti tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato entro il 31.12.2008, ovunque impiegati.
Detta definizione è però troppo generica e potrebbe far presumere che con l’accordo si sia voluto modificare (peggiorandolo) l’impegno assunto dalla Regione Siciliana con la delibera di Giunta n.350/2010 che, invece impegnava il Governo a regolamentare in maniera più dettagliata il presupposto del predetto Albo e la sua composizione.
In particolare chiarisce l’art. 2 della delibera di Giunta che i dipendenti verranno inseriti nel predetto Albo “mantenendo il vincolo giuridico con l’Ente di appartenenza”. In tal modo l’inserimento nel predetto Albo, non farebbe perdere al dipendente i diritti acquisiti presso l’Ente di appartenenza che continua ad essere il suo datore di lavoro.
A conferma di ciò, si evidenzia che la stessa delibera definisce l’Albo “quale elencazione ad esaurimento del personale con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato”.
Inoltre, la delibera chiarisce che lo stesso Albo doveva essere “organizzato per aree funzionali” ed il personale, oltre per la formazione sarebbe potuto essere impiegato nei settori indicati nell’art.4.
In conclusione, sul punto occorrerebbe affermare che l’accordo riduce (a danno dei lavoratori) l’impegno assunto dal Governo Regionale in merito alla modalità di redazione dell’Albo Unico, agli affetti giuridici dello stesso ed all’utilizzo del personale ivi inserito.

Garanzia occupazionale attraverso la piena attuazione del combinato disposto degli artt. 2 della L.R. 25/93 e 39 della L.R. 23/02.
In mancanza di un provvedimento definitivo e/o conclusivo delle procedure di revoca “dell’accreditamento provvisorio” avviate nei confronti, dell’ASS.FOR.SEO srl, di SICILFORM del CEFOP e della Fondazione CAS Onlus occorre inserire questi enti a pieno titolo nel PROF 2011 e di prevedere (senza riserva) nel pieno rispetto del punto 10 della delibera della Giunta Regionale n° 350 del 4 ottobre 2010 che nel caso di conclusione negativa dell’eventuali procedure di revoca, le attività ed il personale ivi impegnato saranno trasferiti ad altri enti.

Il Fondo di Garanzia
dovrebbe coprire il fabbisogno relativo al personale inserito nell’Albo Unico che dovesse risultare in esubero nel settore a partire dal 01.01.2011.
A tal proposito occorre evidenziare alcune situazioni:
1) Nessuna disposizione viene inserita nell’accordo in merito alle modalità, ed al reperimento dei fondi necessari per pagare le retribuzioni già maturate e non ancora corrisposte ai dipendenti.
2) Nessuna previsione viene inserita in merito alla modalità di determinazione della somma necessaria per costituire il fondo e la sua. Inoltre non viene inserito l’obbligo per il governo regionale d’integrare, ogni anno, il fondo stesso.
3) L’accordo prevede delle misure che, nell’immediato, avranno la conseguenza di far perdere il posto di lavoro a molti lavoratori i quali, però, non vengono garantiti tempi certi per il proprio sostentamento.
In particolare l’art. 2 dell’accordo prevede che i competenti Uffici dell’Assessorato “hanno l’obbligo di attivare le procedure per la revoca dell’accreditamento”.
Detta situazione, unita alla riduzione dei finanziamenti per gli Enti di Formazione produrrà, inevitabilmente, una forte diminuzione del fabbisogno occupazionale ed un grande numero di dipendenti in esubero.
Quest’ultimi dovrebbero essere posti in mobilità e potrebbero transitare (immediatamente, o dal fondo stesso) presso altri Enti.
Nell’ipotesi in cui non si perfezioni il passaggio diretto i lavoratori, oggi si troverebbero senza alcuna copertura economica.
3) L’accordo prevede che dovrebbero essere supportati economicamente dal Fondo i dipendenti risultati in esubero dal 01.01.2011.
Nessuna copertura economica però, viene prevista per i dipendenti che sono già risultati in esubero nel 2010, a seguito della graduatoria stilata dopo il protocollo d’intesa del 04.11.2010.

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...