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giovedì 1 dicembre 2016

RICHIESTA CHIARIMENTI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE

Al  Presidente della Regione Siciliana
 Dott. Rosario Crocetta

All’Assessore  Reg.le  Istruzione  e Formazione  Prof.le 
On. Bruno Marziano

Al Dire. Gen Dip. Istruzione  e Formazione  Prof.le
 Dott. Gianni Silvia

All’ Ass. Reg.le  Famiglia, Politiche  Sociali e Lavoro
 On. Gianluca Miccichè

Al Dir. Gen Dip.  lavoro, dell'impiego, 
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative
  Dott.ssa Maria Antonietta Bullara

A Tutti i mezzi di Comunicazione e diffusione
LORO SEDI


Oggetto: richiesta chiarimenti ed intervento per la salvaguardia occupazionale degli  operatori della formazione professionale

La scrivente organizzazione sindacale, nel prendere atto dei buoni propositi dichiarati in questi giorni dal Governo e dall’Assessore Marziano sia in relazione alle garanzie occupazionali dei lavoratori della Formazione Professionale sia in relazione alle procedure di pensionamenti anticipati,  ritiene di mettere  in risalto alcuni punti discordanti in materia di salvaguardia occupazionale, che emergono dall’effettiva modalità operativa, da una parte, degli Enti Gestori e, dall’altra, degli uffici periferici.
Partendo dal presupposto che, per garantire  il lavoro ai dipendenti della formazione professionale, nonché per tutelare e salvaguardare i loro livelli occupazionali e retributivi, erano state emanate dagli Assessorati in indirizzo delle indicazioni a cui gli Enti Gestori avrebbero dovuto attenersi, si fa presente che quelle indicazioni nei fatti non sono state osservate, calpestando ancor più, e sempre di più, i diritti dei lavoratori aventi reale diritto.
In particolare, gli Enti Gestori avrebbero dovuto garantire il mantenimento  dei livelli occupazionali dei lavoratori impegnati negli anni precedenti (pena la revoca dell’accreditamento e/o finanziamento); tale impegno è stato regolarmente disatteso in quanto gli stessi hanno sospeso il personale ed  attivato procedure di CIG, FIS, di contratti di  solidarietà difensiva e, in alcuni casi, di aspettativa, di permessi e/o anche di  licenziamenti.
Sempre a garanzia dei lavoratori della formazione, si era reintrodotto il principio dell’obbligatorietà, da parte di chi avrebbe dovuto gestire  attività formative, di impiegare, per il presente e per il futuro, esclusivamente il personale iscritto all’Albo. Nei fatti si assiste, da una parte, alla situazione di lavoratori interni che vengono posti in FIS o CIG in deroga e, dall'altra parte, all’avvio di nuove assunzioni di personale; tutto ciò, in pieno contrasto alle indicazioni emanate dagli Assessorati in indirizzo.
Inoltre,  non si comprende la strategia che stanno  adottando alcuni  Enti Gestori  che hanno ricevuto sostanziosi finanziamenti pubblici dall'Assessorato Reg.le Istruzione e  Formazione Professionale (milioni di Euro) con la promessa di impiegare il personale iscritto all’Albo della formazione professionale. 
Molti Enti Gestori  hanno ricevuto il decreto dei corsi IeFp con il relativo finanziamento e, nonostante la normativa  sulle garanzie occupazionali, hanno  deciso di predisporre, in tempi non sospetti,  un bando per nuove assunzioni, quasi “dimenticando” che il personale avrebbe dovuto transitare come da normative regionali e CCNL vigente.
In contrasto alle normative regionali ed al CCNL vigente, tali Enti hanno predisposto  un bando per le assunzioni senza riferimento alcuno alle direttive regionali. Basterebbe che l’Amministrazione regionale verificasse il numero dei lavoratori che, attualmente in forza presso gli Enti, non risultano essere iscritti all’albo per comprendere l’ “anomala” situazione che si è creata.

Il determinarsi di tale situazione ha ingrossato le file dei disoccupati privi di reddito e  ingolfato ed allargato la platea degli operatori della formazione professionale in Sicilia.

Si vuol inoltre richiamare all’attenzione degli organi in indirizzo l’attuale modalità di gestione degli elenchi di mobilità del personale, affidata ai Servizi Centro per l’Impiego. 
Si ricorda che gli elenchi del personale in mobilità nascevano allo scopo di poter impiegare presso altri enti, garantendo i livelli occupazionali e retributivi, il personale della formazione professionale rimasto privo d’incarico e/o licenziato per cause non imputabili allo stesso (circolare 10/94 e/o Mobilità orizzontale, direttiva n.76434/2014, direttiva n.84904/2014 e successive direttive) e/o fuoriuscito da quegli  Enti con procedimento di revoca dell’accreditamento.
Tale modalità di gestione risulta disattesa in quanto emerge una discrepanza tra le liste di mobilità in precedenza redatte sulla base delle schede presentate agli uffici e sottoscritte dagli operatori della formazione professionale con l’indicazione dettagliata delle eventuali discipline didattico-formative impartite nel corso della loro esperienza formativa (così come richiesto per la compilazione delle stesse schede), e le attuali liste di mobilità professionale redatte con l’eliminazione di tali discipline a tutte le figure professionali degli operatori formazione professionale. Ciò ha permesso agli enti di non avvalersi più della possibilità di attingere a tali liste per l’impiego di personale docente precludendo, per contro, la possibilità agli operatori che hanno anche svolto attività di docenza di poter essere impiegati anche per lo svolgimento di tale attività.
Con la presente, si sono volute evidenziare alcune tra le tante anomali situazioni che si sono create nel settore della formazione professionale, a cui purtroppo oggi molti lavoratori, calpestati nei loro diritti, assistono impotenti.
Essendo fiduciosi nelle Istituzioni, si chiede che venga eseguita una verifica a salvaguardia dei lavoratori aventi reale diritto e che vengano adottate tutte quelle iniziative nel pieno rispetto delle normative regionali che invece sembrano siano disattese.



giovedì 20 agosto 2015

OSSERVAZIONI AVVISO 1_2015



Il Coordinamento Snals Confsal settore formazione professionale, dopo un’attenta analisi del bando relativo all’avviso 1/2015, pubblicato dall’Amministrazione Regionale siciliana nel mese di agosto, ne disapprova i contenuti, in quanto gli stessi non tengono conto della legge regionale n. 24/76 e ss.mm.ii., del CCNL di categoria, degli ultimi accordi sindacali sottoscritti tra la scrivente O.S. e la Regione Siciliana del 3 giugno 2013 e del 5 agosto 2014, in merito alla riallocazione  del personale iscritto all’albo, ed alla puntualità delle retribuzioni.
Ancora una volta, dal sopracitato bando, appare evidente che i lavoratori della formazione professionale non saranno garantiti:
-          non si evince che il solo personale impiegabile è il personale iscritto all’Albo degli operatori della formazione professionale, che la Regione Siciliana ha individuato, qualificato e censito con risorse proprie, da ultimo dal D.D.G. n. 4228 del 1 agosto 2014. Pertanto, nel pieno rispetto delle leggi regionali di settore, si chiede di inserire tale requisito di accesso;
-          fermo restando l’impiego prioritario del personale con anzianità di servizio superiore ai 10 anni, si ritiene legittimo anche l’utilizzo del personale assunto dal 2005 al 2008;
-          con questo bando si torna ai vecchi e non funzionali scaglioni di erogazione delle somme (50-30-20), limitando i trasferimenti alla disponibilità economica della Regione Siciliana; (nel precedente avviso n. 20/2011 si era pervenuto, giusti Accordi sindacali del 3 giugno 2014 e 5 agosto 2014, all’ammissione del finanziamento in acconto pari al 50% all’avvio delle attività progettuali, il 40% all’avvio delle attività d’aula, il 10% alla rendicontazione con l’obbligo degli enti di formazione di dover pagare l’intera quota annua del personale con il 90% di acconto - D.D.G. n. 6494 del 13 novembre 2014);
-          altri elementi negativi: il mancato richiamo al DPR 207/2010, nel caso in cui gli enti di formazione non potranno pagare le retribuzioni ai lavoratori (artt. 4 e 5) e l’avere stabilito come unico parametro di valutazione l’elemento premiale di soli 4/100 di punteggio agli enti che impiegano il personale incluso nell’albo degli operatori;
-          gli scaglioni imposti agli enti favoriscono altri licenziamenti: sarebbe stato più opportuno stabilire un elemento premiale per fare scegliere il numero maggiore di unità impiegate dell’albo, anche con incentivi per le assunzioni da questo elenco ad esaurimento, piuttosto che l’utile a collocarsi al minimo del “range” (es. range 9-16, gli enti, a parità di finanziamento a 9 ed a 16 unità in ruolo, preferiscono far lavorare di più le 9 unità, piuttosto che prenderne 16).

Per concludere, dall’analisi dell’avviso 1/2015 emergono delle criticità sulla salvaguardia occupazionale dei lavoratori. Ci si chiede come l’amministrazione regionale intenda muoversi per garantire quella notevole fetta di lavoratori che rimarrebbero esclusi dall’Avviso n. 1/2015, sia per anzianità di servizio (10 anni) che per quantità di finanziamento.
Pertanto il coordinamento regionale  Snals Confsal settore formazione professionale chiede un incontro  urgente con l’Amministrazione Regionale per individuare il metodo che eviti la fuoriuscita di altro personale dal settore nonché la ricollocazione del personale già escluso ingiustamente.


TABELLE CON ALCUNI ESEMPI DI PROIEZIONI E RIPARTIZIONI
COSTI DEL PERSONALE

lunedì 26 gennaio 2015

OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA SINDACALE REFERENDARIA, INDETTA DA ALTRE SIGLE SINDACALI

Lo SNALS CONFSAL, è venuto a conoscenza di una nota di convocazione di assemblea sindacale referendaria, indetta da FLC CGIL Sicilia, CISL Scuola Sicilia e UIL Scuola Sicilia, apprende che vi sarà in ENGIM SICILIA, il 28/01/2015, il referendum approvativo di una “Ipotesi di contratto di solidarietà difensivo di tipo B ex art. 5 L.. 236/93”.
A tal proposito, ci si domanda se tale formula di contrattazione collettiva, che la normativa assoggetta di imperio, rigidamente e senza deroghe, all’art. 5 della Legge 236/93, abbia annullato l’Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, ovvero lo abbia parzialmente integrato, ovvero lo abbia totalmente novellato. In quest’ultimo caso, lo SNALS CONFSAL chiede, oltre al testo integrale, le motivazioni sia della propria esclusione dalle trattative preliminari, che del mancato rispetto della procedura necessaria e prodromica alla stipula di un contratto di solidarietà difensivo di tipo B.
Qualora, invece, si trattasse verosimilmente di quella “…soluzione nell’ambito delle previsioni di cui all’art 5, legge n. 23/93 (contratto di solidarietà di tipo b”), e del CCNL…”, prevista nell’ Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, chiede ove vengano dettagliati i seguenti punti, obbligatori per una corretta applicazione dell’art 5 della Legge 236/93:
1.    la dichiarazione e la quantificazione dell’esubero di personale all’atto della stipula;
2.    le forme della riduzione dell’orario;
3.    l’articolazione puntuale della riduzione;
4.    la parametrazione su orario medio settimanale;
5.    le misure specifiche che le parti intendono intraprendere per agevolare il mantenimento dell’occupazione;
6.    l’elenco nominativo dei lavoratori in solidarietà, con la specifica della qualifica e della data di assunzione per unità produttiva e per reparti ed aree;
7.    l’eventuale variazione dei nominativi interessati, che se successivi alla data di stipula del contratto di solidarietà dovrà formare oggetto di specifico accordo integrativo tra le parti;
8.    i termini in cui s’incentra il pieno rispetto del Principio di Congruità (Circolare Ministeriale 28/03/2003, n. 8 e Decreto Ministeriale 16/09/2003).
In ogni caso, in relazione alla verifica referendaria, si presume verosimilmente che si faccia riferimento solo a quella parte dell’ Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, contraddistinta come“…soluzione nell’ambito delle previsioni di cui all’art 5, legge n. 236/93 (contratto di solidarietà di tipo b”), e del CCNL…”, per cui ci sente obbligati, per correttezza e trasparenza, a chiarire che esclusivamente ad essa si può applicare la normativa sui referendum sindacali prevista dalla Legge 300/70 e dalla Legge 146/1990; di contro, per tutta la parte derogatoria contenuta nell’ipotesi di cui sopra, ci si dovrà riferire, come più volte ribadito durante i tavoli di pre-intesa, agli artt. 410 e 411 c.p.c, ossia, occorrerà concludere con ogni lavoratore un Accordo Conciliativo in Sede Sindacale individuale, ma sulle premesse generalizzate dall’Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, per la cui efficacia erga omnes, quindi, non è possibile “bypassare” “un’accettazione dei lavoratori commisurata all’interezza del complesso aziendale” (100% dei lavoratori!).
Inoltre, nel caso in cui tale aspetto non venga debitamente illustrato dalla “triplice” sindacale ai lavoratori, occorre evidenziare che, in una recentissima decisione, la Corte di Cassazione ha precisato che l’Accordo Conciliativo in sede Sindacale non è valido se il sindacato non informa minuziosamente il lavoratore. Infatti, l’accordo tra lavoratore e datore  può essere qualificato come atto di transazione ed assume rilievo, quale conciliazione in sede sindacale, ove sia stato raggiunto con una effettiva assistenza del dipendente da parte degli esponenti delle organizzazioni sindacali, dovendosi valutare se, in relazione alle concrete modalità di espletamento della conciliazione, sia stata, in maniera corretta e trasparente, attuata la funzione di supporto che la legge stessa assegna al sindacato nella fattispecie conciliativa.
Ed infine, si puntualizza che la Suprema Corte ha ribadito la propria più recente giurisprudenza, da ritenersi tuttavia già consolidata, a mente della quale gli Accordi Aziendali sono applicabili a tutti i lavoratori della azienda, con l’unica eccezione di quei lavoratori che, aderendo ad una organizzazione sindacale diversa, ne condividono l’esplicito dissenso e potrebbero addirittura essere vincolati da un accordo sindacale separato. L’esigenza di salvaguardare l’adozione di una disciplina uniforme sul luogo di lavoro, pertanto, prevale su quella del lavoratore di esprimere il proprio dissenso, che viene in evidenza, allorquando esso sia espressione del più ampio dissenso, espresso dalla sigla sindacale cui il medesimo appartiene e che, in quanto manifestazione dell’interesse di una moltitudine di lavoratori, consente agli iscritti di quel sindacato di sottrarsi all’accordo stipulato dal datore di lavoro con le altre sigle sindacali.

Concludendo, lo SNALS CONFSAL, rimanendo tali incertezze, si riserva il diritto di adire le sedi più opportune, per accertare prima e dichiarare dopo, la nullità integrale dell’Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, probabilmente viziata, già in fase di genesi, da una procedura non del tutto regolare e ad ogni buon conto, comunica tutta la propria disponibilità ad una eventuale nuova concertazione, per formulare soluzioni nel rispetto delle previsioni di legge e nella piena trasparenza, correttezza e buona fede nei riguardi dei lavoratori.

venerdì 4 aprile 2014

DICHIARAZIONE STATO DI AGITAZIONE LAVORATORI FORMAZIONE PROFESSIONALE


Al Presidente della Regione Siciliana
Dott. Rosario Crocetta                                                                                    Palazzo D’Orleans
      Palermo

All’Assessore Regionale alla Pubblica
 Istruzione ed alla Formazione Professionale
Nelli Scilabra

   Al Dirigente Generale
Assessorato Regionale alla Pubblica
 Istruzione ed alla Formazione Professionale
    Avv. A.R. Corsello
LORO SEDI

e, p.c.  Alle RSA e ai Componenti Provinciali e Regionali
 Snals Confsal settore formazione professionale
 SEDE


Lo Snals Confsal settore formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a  più di 22 mensilità.
 Tale situazione sta creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale.
All’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, l’amministrazione regionale non applica le leggi regionali a tutela dei lavoratori della formazione professionale, circostanza questa che mette fortemente a rischio la mancata retribuzione e la continuità lavorativa di una buona parte dei lavoratori del settore.
Pertanto, lo Snals Confsal nel reclamare al Governo di concretizzare il proprio impegno assunto nei confronti dei lavoratori,
DICHIARA
lo stato di agitazione del personale della formazione professionale e di intraprendere tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori.
Confidando in un vostro urgente intervento, distinti saluti.




Il Coordinatore regionale settore formazione professionale
Giuseppe Milazzo

martedì 10 settembre 2013

ALBO REGIONALE OPERATORI FORMAZIONE PROFESSIONALE ( PROVVISORIO)

ALBO REGIONALE OPERATORI FORMAZIONE PROFESSIONALE  ( PROVVISORIO) - CLICCA -

L'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione professionale in ottemperanza all'art. 14 della L.R. 24/76 e del D.A. del 16/10/97,  ha provveduto all'aggiornamento provvisorio dell'Albo  secondo quanto riportato nell'Allegato A.I soggetti esclusi e le relative motivazioni sono evidenziati nell'elenco di cui All'Allegato B.Chiunque intenda presentare osservazioni o comunque integrazioni alle informazioni già fornite a questa Amministrazione dovrà farle pervenire entro e non oltre il giorno 25 settembre 2013, mediante dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà a:


Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione professionale - Ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore - Segreteria tecnica.
Viale Regione Siciliana, 33
90100 Palermo


venerdì 19 luglio 2013

LETTERA MANCATO PAGAMENTO LAVORATORI CEFOP SMF

Al Presidente della Regione Siciliana
Dott. Rosario Crocetta                                                                                    Palazzo D’Orleans
      Palermo

All’ Assessore Regionale della Famiglia,
delle Politiche Sociali e del Lavoro
Arch.  Ester Bonafede

   Al Dirigente Generale
   Assessorato Regionale della Famiglia,
 delle Politiche Sociali e del Lavoro
 Assessorato Regionale alla Pubblica
 Istruzione ed alla Formazione Professionale
    Avv. A.R. Corsello
LORO SEDI

e, p.c.  CEFOP in a.s.
SEDE

Oggetto: richiesta informazioni sullo stato dei pagamenti degli stipendi del personale Avviso 1/2010 e
               2/2010 (sportelli multifunzionali) – Ente di Formazione Cefop in a.s.

La scrivente organizzazione sindacale Snals Confsal settore formazione professionale, firmataria del CCNL di settore,  preso atto che i lavoratori del Cefop in a.s. si trovano a tutt’oggi in posizione creditoria per diverse mensilità, ed in particolare: 
  • i lavoratori degli sportelli multifunzionali -  Avviso 1/2010 – devono ancora percepire le mensilità di Marzo, Aprile, Maggio, Giugno 2013 nonché le mensilità di Luglio e Settembre 2012;
  • i lavoratori degli sportelli multifunzionali, partecipanti al progetto avviso 2/2010, devono ancora percepire i 9/12 di tredicesima 2010, nonché le mensilità da giugno a settembre 2011, da maggio 2012 a luglio 2013, e la tredicesima mensilità del 2012
CHIEDE

alle SS.LL di conoscere, in forma scritta e nei termini e modi previsti dalla legge n. 241/90, l.r. n. 10/91 e l.r. n. 5/2011, la situazione relativa ai mandati emessi dall’Amministrazione regionale  al Cefop in a.s. in riferimento agli sportelli multifunzionali  progetti avv.1/2010 e avv. 2/2010, e di attivare tutti gli atti necessari affinché l’ente Cefop in a.s. possa attenersi allo scrupoloso rispetto del Contratto Collettivo Nazionale  del Lavoro in materia di pagamenti al personale.

domenica 2 giugno 2013

CHIARIMENTI

Lo Snals Confsal settore formazione professionale, con la presente, chiarisce quanto segue:
pervengono lamentele, da parte di iscritti al Coordinamento regionale settore formazione professionale,  riguardanti alcune persone che divulgano su Facebook ed altri mezzi di comunicazione  notizie improprie ed incoerenti con la linea sindacale di tale organizzazione.
Pertanto, tali notizie sono da ritenersi imputabili  agli stessi divulgatori, dai quali il Coordinamento regionale settore formazione professionale  prende le dovute distanze.

Tanto si doveva.

giovedì 23 maggio 2013

RIUNIONE COORDINAMENTO REGIONALE SNALS CONFSAL


Giorno 21 maggio alle ore 15,30 presso i locali dell’Ecap di Catania si è riunito il coordinamento regionale dello Snals Confsal. Erano presenti i componenti del coordinamento regionale del settore della formazione professionale, i coordinatori provinciali e le RSA. Numerosi i presenti di tutte le province siciliane.
Ha preso la parola Danilo Gelsomino che ha esplicitato l’attività sindacale svolta e le direttrici che hanno ispirato i tanti documenti e proposte inviate agli enti di formazione ed all’Amministrazione Regionale. I principi, su cui si è ispirata l’attività sindacale, sono stati la salvaguardia dei livelli occupazionali, quindi anche il recupero del personale del settore ingiustamente licenziato, sospeso e posto in Cigd, il pagamento delle retribuzione ed il rispetto del CCNL di categoria e della legge.
E’ stata avviata una proficua collaborazione con l’Amministrazione Regionale, che ha recepito seppur con notevole ritardo le nostre proposte. In primo luogo il presupposto del dialogo è stato il principio della salvaguardia occupazionale dei lavoratori e dell’illegittimità dei licenziamenti, quindi si è concertato di non avallare più comportamenti degli enti di formazione volti a liberarsi del personale a tempo indeterminato per trasformarlo in contrattisti a progetto, perché tali procedimenti risultano contrari al CCNL ed alla legge del settore. Quindi sono stati avviati dei percorsi funzionali al recupero del personale ingiustamente sospeso dal sistema della formazione professionale. E’ stata ripristinato, attraverso la nota n. 27703 del 24 aprile 2013 firmata dal Dirigente Regionale Generale, il vigore della Circolare Assessoriale n. 10/94, che applica la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 ed il CCNL di categoria che richiama espressamente per quanto concerne i processi di mobilità del personale il CCNL 1994-97 art. 26, in base alle quali normative si conferma l’illegittimità del licenziamento dei lavoratori. Questa O.S. è firmataria del CCNL, orgogliosamente né rivendica la normativa disposta e dichiara che forse questo contratto è il migliore in assoluto ed il più garantista per il personale. Questa procedura sta proseguendo con interlocuzioni istituzionali del sindacato presso gli Uffici Provinciali del Lavoro, che stanno prendendo atto delle disposizioni impartite dal Dirigente Generale.
Un altro tassello importante in questo percorso tracciato con l’Amministrazione Regionale è stato l’atto di indirizzo n. 2026 GAB del 15 maggio 2013 dell’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale che ha disposto nei confronti del Dirigente generale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale di aggiornare l’Albo regionale degli operatori della Formazione Professionale secondo l’art. 14 della legge regionale 6 marzo 1976, bloccando le assunzioni degli enti di formazione al 31 dicembre 2008, secondo la Deliberazione di Giunta Regionale n. 350 del 4 ottobre 2010. Questo provvedimento confermando una barriera preclusiva temporale, consentirà di evitare la crescita della spesa e offrirà maggiore garanzia al personale operante, perché assunto entro quella data. Nessun pregiudizio nei confronti dei colleghi che vantano una prestazione successiva a quella data nel settore, ma essi non potranno essere inseriti in questo Albo, ma casomai in un altro, se l’Amministrazione Regionale vorrà concederlo, dei professionisti della formazione professionale. L’Amministrazione Regionale ha preso l’impegno che per tutti i bandi e gli avvisi successivi alla pubblicazione in GURS dell’Albo nominativo si chiederà ai concessionari del servizio l’accesso a detto documento.

Lo Snals Confsal sta lottando insieme ad altre sigle sindacali al progetto di aumentare le tutele al personale garantito e di assicurare le retribuzioni puntualmente per evitare ulteriori arbitri e violazioni dei diritti dei lavoratori.
Poi si è detto in merito alle retribuzioni che per evitare ritardi, lo Snals Confsal ha chiesto di ridurre il numero delle rendicontazioni da quattro a due. In merito la proposta dello Snals Confsal riguarda anche l’istituzione di un conto dedicato al personale su cui l’Amministrazione Regionale possa versare in anticipo l’intera quota prevista in progetto.
Infine qualora l’ente di formazione per qualunque motivazione non possa erogare gli stipendi, i contributi ed ogni onere dovuto al personale secondo la legge ed il CCNL di categoria, la Regione Siciliana possa, per questo diritto essenziale della persona del lavoratore tempestivamente e con azione sostitutiva, intervenire in suo luogo per pagare gli emolumenti al personale, salvo il diritto di ritenzione da parte della Regione Siciliana degli importi anticipati dalle somme dovute all’ente di formazione, ai sensi della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002, art. 39, e del D.P.R. n. 207 del 5 ottobre 2010, art. 4 e 5, – Testo unico in materia di appalti pubblici.
Si è passati alla disamina della situazione odierna che risulta disastrosa, quasi tutti i lavoratori delle tre filiere del sistema si trovano senza stipendio anche per più di dodici mesi. In merito l’Amministrazione Regionale ha preso precisi impegni di erogare i mandati nel brevissimo periodo.
Infine si sta procedendo alla riedizione delle attività formative, sostenute dal “Piano Giovani”. L’Assessorato regionale procederà alla riedizione dei corsi, non mutando nulla tranne che i destinatari dell’attività formativa che dovranno essere compresi tra i 17 ed i 35 anni. Nessun posto di lavoro verrà perso di coloro che risulteranno iscritti all’Albo.
Gli sportelli multifunzionali proseguiranno, probabilmente, la loro attività fino a dicembre 2013, poi si darà vita ad un nuovo bando per l’Agenzia per il Lavoro, ciò anche in linea con la proposta dello Snals Confsal, perché in linea con la nuova normativa di settore e con l’esperienza acquisita in altre realtà.
Giuseppe Milazzo ha precisato i passaggi svolti ed ha risposto alle domande dei numerosi colleghi intervenuti. Poi ha chiesto condivisione del percorso intrapreso dal coordinamento regionale. Molti interventi hanno lodato l’attività dello Snals Confsal ed hanno ritenuto positivo il percorso avviato.
Tutti i presenti all’unanimità hanno confermato la linea scelta ed hanno consegnato al Coordinatore Milazzo suggerimenti e proposte. Il Coordinamento ha ottenuto la fiducia dei presenti. Alle ore 20,15 si è aggiornata l’assemblea a data da destinarsi.

giovedì 16 maggio 2013

PERCHÉ LO SNALS CONFSAL NON HA DICHIARATO LO SCIOPERO


Lo Snals Confsal  settore formazione professionale  ha fatto  presente al Governo Regionale quanto sia necessario, nel settore della formazione professionale in Sicilia, la presenza di un governo che assicuri fatti e atti in tempi brevi e comunque utili.
Alcune delle  nostre  richieste  sono state le seguenti:
-  accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;
-  velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
-  affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
-  verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;
-  risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità;
-  verificare il motivo del ritardo nell’emanazione dei provvedimenti, da parte del Dipartimento  Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,  per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
-  verificare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici, anche ai sensi e per le finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198;
-  verificare se ci sono le condizioni nei confronti  dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione del procedimento;
-  procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
-  fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.

Il Coordinamento regionale  Snals  Confsal  non intende dare giudizi sulle persone ma basarsi sui fatti e sugli impegni già presi e su quelli non ancora  mantenuti.
In questo periodo, partecipando agli incontri con il Governo,  lo Snals Confsal nella persona di Giuseppe Milazzo, ha avuto modo di  valutare comunque positivamente l’impegno assunto dal Governo nel fornire garanzie a tutti i lavoratori del settore della formazione professionale, e resta in attesa di conferma, con notizie formali, sulla continuità della prosecuzione delle attività in Sicilia. Il tutto, a seguito di una difficile mediazione su questioni sindacali sensibili, ancora non risolte, dei  lavoratori senza stipendi da più di 18 mesi.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale, prima di esprimere valutazioni ed eventuali proposte, ritiene di aspettare i fatti concreti e gli atti governativi. Una scelta di responsabilità, dettata anche dall’attuale delicato momento politico.
Proprio in questi giorni sembra che si stia passando dalle parole alla concretezza delle azioni del Governo guidato da Crocetta. Infatti, è stata emanata la nota che invita gli Enti ad utilizzare la normativa regionale ( tra cui la C.A. 10/94) a tutela del personale, mentre gli Enti hanno adottato illegittimamente l’applicazione della Legge 223/91, che potrebbe licenziare i lavoratori;
è stato pubblicato l’atto di indirizzo applicativo per l’aggiornamento dell’albo degli operatori della formazione professionale;
è in fase di  realizzazione  l’accordo con l’Inps per alleggerire gli Enti Gestori del DURC;  
il Governo è intervenuto   nei confronti dei Funzionari dell’Amministrazione Attiva, per accelerare l’iter di erogazione dei mandati;
è stata consegnata alle parti la bozza della nuova procedura di accreditamento;
il Governo si è  preoccupato  che gli Enti  rispettino il CCNL di categoria.
Dagli incontri è emerso che, nel settore,  regole e norme  vengono regolarmente disattese penalizzando operatori costretti a lavorare senza percepire le giuste spettanze mensili.
I sopraelencati atti governativi costituiscono apprezzabili segnali che evidenziano una “nuova” sensibilità nei confronti del settore ed in particolare nei confronti degli operatori che in questi ultimi anni hanno subito ingiustizie e angherie da parte di tutti i soggetti che orbitano nel sistema formativo siciliano.
Questi e altri provvedimenti potranno dare una spinta alla ripresa del settore formazione professionale, avviare un reale processo di equità sociale e dare quella credibilità e quella autorevolezza al governo necessaria per realizzare in maniera organica e sistematica, la grande riforma che da anni è stata  tanto richiesta ed enunciata ma mai applicata.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale, come sempre, in piena autonomia e nel rigoroso rispetto dei ruoli istituzionali, rinnova la sua disponibilità a garantire il proprio contributo di idee e di proposte per far uscire la Sicilia dalla grave crisi e per avviare la crescita economica e occupazionale.
Al Governo chiediamo la garanzia di un sistema relazionale proficuo e inclusivo di tutte le parti sociali, affinché, con la ripresa della crescita, si affermi la democrazia economica e il pluralismo sindacale.
Il Coordinatore regionale Giuseppe Milazzo ha indetto una convocazione di tutte le RSA e i componenti del coordinamento regionale e provinciale per martedì 21 maggio c.a. alle 15,30 a Catania presso la sede ECAP Catania (Istituto Leonardo Da Vinci) di via G.B. De Le Salle n.12, per discutere della situazione venutasi a creare nel settore formazione professionale in Sicilia, e decidere le azioni da intraprendere.


lunedì 8 aprile 2013

AUDIZIONE II COMMISSIONE CONGIUNTA CON V COMMISSIONE 1. Audizione dei rappresentanti delle associazioni degli enti di formazione professionale Forma Sicilia, Assofor, Asef, Cenfop, Confap, Aref e Cefop, dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGIL FLC, CISL Scuola, UIL Scuola, UGL e SNALS Confsal nonché altri rappresentanti


           (La seduta, sospesa alle ore 17.15, è ripresa alle ore
                        17.30 presso la Sala gialla.
          I rappresentanti degli enti di formazione professionale,
           delle organizzazioni sindacali e di Ultralabor entrano
                                 nella Sala)

                  (Assume la Presidenza il presidente DINA)

        Il  PRESIDENTE  invita gli intervenuti  a  rappresentare  le
        principali  problematiche che attraversa  il  settore  della
        formazione professionale e dei servizi per l'impiego.

        L'on.   MAGGIO  auspica  che  dalle  recenti  vicende  della
        formazione  si tragga impulso per operare una  vera  riforma
        del  sistema. Evidenzia le criticità relative all'avviso  20
        ed   auspica  che  vengano  posti  in  essere  i   necessari
        correttivi per la salvaguardia dei lavoratori.

        Il   sen.   FALANGA,  commissario  liquidatore  del   CEFOP,
        ripercorre  le  vicende che hanno portato alla  mobilità  di
        circa  350  persone al fine di assicurare  la  sopravvivenza
        dell'ente  e  rappresenta  che un ulteriore  definanziamento
        comprometterebbe  l'attuazione  del  piano   industriale   e
        obbligherebbe  la gestione commissariale a portare  i  libri
        contabili in tribunale.

        Il   dott.  MIRODDI,  in rappresentanza  delle  associazioni
        degli  enti di formazione, don LUCENTE, Presidente di Confap
        Sicilia,  il sig. RAIMONDI, segretario regionale  della  UIL
        Scuola,  il sig. MILAZZO, coordinatore regionale del settore
        della formazione professionale dello SNALS Confsal, il  sig.
        LO  CICERO,  responsabile regionale della  CGIL  scuola,  il
        rappresentante   dell'ASEF,  il   rappresentante   sindacale
        dell'UGL rappresentano alle commissioni riunite lo stato  di
        crisi   del   settore,  depositando  agli   atti   relazioni
        dettagliate  che  provvedono ad illustrare.  In  particolare
        vengono  sottolineate le criticità del sistema  formativo  e
        le  lentezze  burocratiche nell'esame della rendicontazione,
        aggravate  dai  recenti  turn over  del  personale  e  viene
        rappresentato  il  pesante  indebitamento  degli   enti   di
        formazione nonché il drammatico ritardo nel pagamento  delle
        retribuzioni.   Viene,   altresì,  manifestato,   con   viva
        preoccupazione,  il  quadro  di  incertezza  per  il  futuro
        determinato  dell'imminente scadenza  degli  avvisi  1  e  2
        relativi  ai  servizi formativi e dal definanziamento  della
        seconda  e  della terza annualità dell'avviso 20,  a  valere
        sui fondi del FSE, annunciata dal Governo regionale.

           (Entra nella sala riunioni il Presidente della Regione)

        Il  Presidente CROCETTA dichiara di ritenere utile l'odierno
        incontro   al  fine   chiarire  la  posizione  del   Governo
        affermando   la  pretestuosità  delle  questioni  sollevate.
        Aggiunge  che  l'esecutivo non ha mai  annunciato  di  voler
        procedere  a  licenziamenti  del  personale.  Manifesta   la
        volontà  di  procedere ad una radicale riforma  del  settore
        che  garantisca i lavoratori e gli allievi, annunciando,  in
        sintesi:
        a)  un'anagrafica  dei lavoratori, sia a  tempo  determinato
        che   indeterminato,  della  formazione,   denunciando,   al
        riguardo,  le  assunzioni  clientelari  operate  negli  anni
        passati  e  la mancanza di collaborazione di numerosi  enti.
        Aggiunge  di  ritenere che i lavoratori dipendenti  a  tempo
        indeterminato  degli enti di formazione  siano  non  più  di
        5.000  e  dichiara che vanno espunti dal sistema coloro  che
        prestano   la   loro   collaborazione   con   carattere   di
        occasionalità  e  a  margine  di  altri  impieghi.  Afferma,
        pertanto,  che  la  tutela occupazionale riguarderà  i  soli
        formatori in via esclusiva;
        b)  un  nuovo sistema di reclutamento dei formatori mediante
        procedure  di  evidenza pubblica e la  parametrazione  delle
        loro   retribuzioni  a  quella  dei  docenti  della   scuola
        pubblica;
        c)  una revisione dei corsi professionalizzanti, al fine  di
        rendere  gli stessi effettivamente rispondenti alle esigenze
        del mondo del lavoro mediante attestati spendibili;
        d)  una  revisione dei criteri di accreditamento, prevedendo
        una  rendicontazione  stringente, per garantire  la  serietà
        dell'offerta  formativa e tutelare gli  enti  effettivamente
        capaci di fare formazione;
        e)  un'anagrafica scolastica che eviti il fenomeno di alunni
        dichiarati più volte o inseriti nei corsi fittiziamente.
        Ritiene  una  pesante  anomalia il  fatto  che  nel  settore
        operino  circa 2.220 enti, spesso collegati tra loro  in  un
        sistema di scatole cinesi, a volte operanti come sezioni  di
        partito  e  privi dei requisiti idonei, sia  in  termini  di
        locali  che  di formatori, per una seria offerta  formativa.
        Afferma  la  necessità di fare chiarezza sul fenomeno  delle
        alienazioni  degli enti ad altri enti di  formazione  e  sui
        passaggi di ore e di finanziamenti, ricordando che la  legge
        prevede  che  gli enti debbano essere senza fine  di  lucro.
        Lamenta   la  mancata  finalizzazione  al  pagamento   degli
        stipendi  dei  soldi  erogati  dalla  Regione,  prospettando
        l'introduzione  di correttivi. Ritiene necessario  garantire
        l'immediatezza della rendicontazione.
        In  ordine all'Avviso 20, evidenzia che lo stesso è privo di
        copertura  finanziaria per il 2013 e per il 2014 e  che  non
        è,   pertanto,   possibile   una   sua   prosecuzione,   che
        provocherebbe   un   grave  buco  di  bilancio.   Riferisce,
        pertanto,  la  volontà  del Governo  di  avvalersi,  per  la
        formazione  professionale, di parte  dei  fondi  (circa  450
        milioni  di euro) previsti dal Piano giovani, il  cui  scopo
        principale  è quello di favorire l'inserimento lavorativo  e
        l'apprendistato dei giovani, adattando l'attuale  sistema  e
        le  regole  di accreditamento alle nuove finalità. Ribadisce
        l'obiettivo  del  Governo  di  tutelare  i  lavoratori   del
        settore,  facendo  transitare  il  personale  dell'ente  che
        perde  l'accreditamento transiterà presso altri enti. Rileva
        una  forte resistenza al cambiamento degli operatori  ed  un
        tentativo   di   strumentalizzazione  della   protesta   dei
        lavoratori  per  difendere  rendite  consolidate.  Annuncia,
        infine,  che  il  Governo  intende presentare  a  breve  una
        proposta  organica  di  riforma del sistema,  nell'interesse
        dei lavoratori e degli allievi.

        L'on.  PANARELLO ricorda che molte delle cose  rappresentate
        dal   Presidente   della  Regione  sono  evidenziate   nella
        relazione  della Commissione d'inchiesta da  lui  presieduta
        nella  scorsa legislatura. Manifesta, tuttavia,  perplessità
        sul  fatto  che  i lavoratori del settore ammontino  a  sole
        5.000 unità, ritenendo tale dato sottostimato rispetto  alle
        risultanze  prodotte  dagli uffici. Dichiara  di  concordare
        sulla  necessità di procedere ad una revisione della mission
        della   formazione  professionale  e  afferma   che,   senza
        l'utilizzo  dei  fondi  del FSE,  gli  esuberi  del  settore
        sarebbero stati probabilmente maggiori.

        L'on.  LO  SCIUTO manifesta preoccupazione per la sorte  dei
        lavoratori  del  settore e chiede il  rifinanziamento  della
        legge regionale 6 marzo 1976, n. 24.

        Intervengono  il  dott.  LUCIANI, Presidente  dell'AREF,  il
        dott.  TESORIERE della CISL, padre SANSONE  del  Confap,  il
        dr.   PICONE   dell'associazione  Ultralabor,   che   chiede
        garanzie  in  ordine  ai  lavoratori  attualmente  impiegati
        presso gli sportelli multifunzionali.

        L'assessore  BONAFEDE annuncia l'intenzione del  Governo  di
        avviare   un  percorso  di  riqualificazione  del  personale
        addetto agli sportelli multifunzionali.

        L'assessore  SCILABRA  comunica che  intende  riconvocare  a
        breve   il   tavolo   per   la  riforma   della   formazione
        professionale, al fine di verificare i fabbisogni  formativi
        della  Regione e, una volta chiuso l'Avviso 20, di  attivare
        i   processi  di  riqualificazione  del  personale,   previo
        confronto   con   le  organizzazioni  sindacali.   Dichiara,
        altresì, che intende di voler istituire un apposito  ufficio
        per  l'esame delle rendicontazioni pregresse. In  ordine  ai
        tempi  per  la predisposizione del nuovo bando, afferma  che
        saranno  quelli  tecnici necessari, non potendosi  in  pochi
        mesi risolvere problematiche annose.

        La  dott.ssa  CORSELLO, dirigente generale del  dipartimento
        del  lavoro  e, ad interim, del dipartimento dell'istruzione
        e  della formazione professionale, dichiara, in ordine  alla
        problematica degli sportelli multifunzionali, che,  premesso
        che  le regole del FSE sono ferree e che gli avvisi  1  e  2
        sono  in  scadenza e non sono prorogabili  per  mancanza  di
        risorse  finanziarie, si rende necessario procedere  ad  una
        riqualificazione  di  questi  organismi,  nell'ottica  della
        creazione   di   un'agenzia  per  il  lavoro  privato,   che
        contribuisca  alle  politiche attive del lavoro.  Riferisce,
        al   riguardo,   che   sta  predisponendo   un   bando   per
        l'accreditamento.

        Il   PRESIDENTE,  alla  luce  di  quanto  emerso  nel  corso
        dell'audizione  e  dei  chiarimenti  forniti  dal   Governo,
        propone  che ciascuna Commissione nomini tre componenti  che
        partecipino, in rappresentanza delle stesse, ai  lavori  del
        tavolo  tecnico sulla riforma della formazione professionale
        e   dei  servizi  per  l'impiego,  istituito  dall'Assessore
        Scilabra.

        Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

        Il   PRESIDENTE,  non  avendo  altri  chiesto  di   parlare,
        dichiara chiusa la seduta.

        La seduta è tolta alle ore 20.35.

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...