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mercoledì 11 marzo 2015
LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE
Lo Snals Confsal non
condivide la parcellizzazione del personale degli Sportelli multifunzionali e ritiene
fondamentale l’applicazione del CCNL
vigente della formazione professionale nonché quella delle leggi regionali
sulla salvaguardia occupazionale. Rigetta eventuali altre forme di contrattazione collettiva di prossimità.
Afferma che, nell’ipotesi di un eventuale impiego del personale presso il Ciapi e/o presso gli Enti Gestori, questo debba essere
effettuato individuando garanzie ed indici di trasparenza, per permettere la
collocazione di tutti i lavoratori coinvolti.
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giovedì 29 gennaio 2015
NOI CONTESTIAMO CON FORZA LE DICHIARAZIONI DELL'ASSESSORE CARUSO
Lo Snals Confsal contesta le dichiarazioni rese dall’Assessore al Lavoro Caruso in merito alle sorti del sistema dei servizi per il lavoro e sulla sorte dei lavoratori che vi operano.
L’inesperienza sua e di questo Governo Regionale nel programmare, progettare e nell’eseguire le attività di orientamento e, più in generale, il sistema delle politiche attive del lavoro sta cagionando ingenti danni alla Regione Siciliana ed ai suoi cittadini.
Infatti di recente il Governo Regionale ha perso circa un miliardo e duecento milioni (1,2 miliardi) di euro dei fondi del Piano di Azione e Coesione, risorse che sono tornate in disponibilità dello Stato e che non sono più in disponibilità dei cittadini siciliani.
Il Quadro Strategico Comune dell’U.E. (risorse economiche europee) in Sicilia non è stato ancora attuato, come se la Sicilia fosse disinteressata a questa programmazione ed a questi soldi.
I Programmi Operativi del nuovo Fondo Sociale Europeo 2014-2020 per circa un miliardo e duecentotrenta milioni di euro (1,230 miliardi di euro) e del Fondo Economico per lo Sviluppo Regionale per circa cinque miliardi e settecentoventinove milioni di euro (5,729 miliardi) con una dotazione economica complessiva pari a 6.959,2 milioni di euro, che la Regione Siciliana dovrebbe attivare, non sono stati ancora programmati per la loro attuazione. Noi siciliani perderemo pure questi soldi?
Altre ancora sono le dimostrazioni dell'inesperienza amministrativa e gestionale dell’Assessore Caruso e di questo Governo Regionale, come il fatto che il Governo Regionale e l’assessore al lavoro si sono dovuti prostrare al cospetto del Governo Nazionale per ottenere la possibilità di attivare in ritardo la Garanzia Giovani (Youth Garantee) e di poterne spendere le risorse per i giovani siciliani, diritto concesso per grazia ricevuta a causa del notevole ritardo sull’avvio delle procedure.
Inerzia, superficialità ed incapacità si stanno concretizzando nella chiusura di servizi, nella dispersione di risorse economiche esterne al bilancio regionale e nel consequenziale licenziamento di lavoratori siciliani, anche di settori utili e/o necessari: comunque nulla giustifica il licenziamento e la chiusura dei servizi a fronte della restituzione di somme di denaro finalizzate.
Si assiste a singoli interventi di avvisi sporadici per la spesa di risorse che, sua bontà, l’U.E. continua, con pazienza, a metterci a disposizione, ancorché privi di una programmazione seria, utile e collegata alla transizione da una gestione della vecchia P.A. ad un’amministrazione moderna e comunitaria.
Questa incapacità viene liquidata dall’Assessore al Lavoro, pescato fresco fresco, nei suoi comunicati dell’ultima ora nell’impossibilità di mantenere “personale inutile”.
Noi contestiamo con forza, in questa ed in tutte le sedi in cui potremo intervenire, un modus operandi ed una terminologia pronunciata da persone che nulla hanno a che vedere con la Buona Politica.
Noi contestiamo con forza, in questa ed in tutte le sedi in cui potremo agire, la chiusura di servizi e di sistemi di lavoro ed il consequenziale licenziamento del personale.
Noi contestiamo con forza, in questa ed in tutte le sedi in cui potremo comunicare il nostro pensiero, che i soldi messi a disposizione dall’U.E. e dallo Stato vadano dispersi da parte di una Regione Siciliana al collasso.
Noi contestiamo con forza l’uso eccessivo della Cassa Integrazione come strumento di programmazione per sostenere i servizi del lavoro e la formazione professionale, i lavoratori vogliono lavorare, dare servizi agli utenti, spendere tutte le proprie professionalità.
Noi contestiamo con forza l’azione dell’Assessore al Lavoro Caruso e del Governo Regionale Crocetta che mostrano incapacità ed insensibilità politica nei comunicati come quello della giornata di ieri.
Noi promuoveremo e parteciperemo con forza ad azioni di sciopero ed ogni manifestazione che siano volte alla difesa del lavoratore del sistema della formazione professionale per vantare il diritto al lavoro, al rispetto del Contratto Collettivo di Lavoro, alla continuità lavorativa ed alla retribuzione puntuale.
lunedì 26 gennaio 2015
OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA SINDACALE REFERENDARIA, INDETTA DA ALTRE SIGLE SINDACALI
Lo SNALS CONFSAL, è venuto a conoscenza di
una nota di convocazione di assemblea sindacale referendaria, indetta da FLC
CGIL Sicilia, CISL Scuola Sicilia e UIL Scuola Sicilia, apprende che vi sarà in
ENGIM SICILIA, il 28/01/2015, il referendum approvativo di una “Ipotesi di contratto di solidarietà
difensivo di tipo B ex art. 5 L ..
236/93”.
A tal proposito, ci si domanda se tale formula
di contrattazione collettiva, che la normativa assoggetta di imperio, rigidamente e senza deroghe, all’art. 5
della Legge 236/93, abbia annullato l’Ipotesi di Accordo Aziendale
del 16/01/2015, ovvero lo abbia parzialmente integrato, ovvero lo abbia totalmente
novellato. In quest’ultimo caso, lo SNALS CONFSAL chiede, oltre al testo
integrale, le motivazioni sia della propria esclusione dalle trattative
preliminari, che del mancato rispetto della procedura necessaria e prodromica
alla stipula di un contratto di solidarietà difensivo di tipo B.
Qualora, invece, si trattasse verosimilmente
di quella “…soluzione nell’ambito delle
previsioni di cui all’art 5, legge n. 23/93 (contratto di solidarietà di tipo
b”), e del CCNL…”, prevista nell’ Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, chiede ove vengano
dettagliati i seguenti punti, obbligatori per una corretta applicazione
dell’art 5 della Legge 236/93:
1.
la
dichiarazione e la quantificazione dell’esubero di personale all’atto della
stipula;
2.
le
forme della riduzione dell’orario;
3.
l’articolazione
puntuale della riduzione;
4.
la
parametrazione su orario medio settimanale;
5.
le
misure specifiche che le parti intendono intraprendere per agevolare il
mantenimento dell’occupazione;
6.
l’elenco
nominativo dei lavoratori in solidarietà, con la specifica della qualifica e
della data di assunzione per unità produttiva e per reparti ed aree;
7.
l’eventuale
variazione dei nominativi interessati, che se successivi alla data di stipula
del contratto di solidarietà dovrà formare oggetto di specifico accordo
integrativo tra le parti;
8.
i
termini in cui s’incentra il pieno rispetto del Principio di Congruità (Circolare Ministeriale 28/03/2003, n. 8 e
Decreto Ministeriale 16/09/2003).
In ogni caso, in relazione alla verifica
referendaria, si presume verosimilmente che si faccia riferimento solo a quella
parte dell’ Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, contraddistinta come“…soluzione nell’ambito delle previsioni di cui all’art 5, legge n.
236/93 (contratto di solidarietà di tipo b”), e del CCNL…”, per cui ci
sente obbligati, per correttezza e trasparenza, a chiarire che esclusivamente
ad essa si può applicare la normativa sui referendum sindacali prevista dalla
Legge 300/70 e dalla Legge 146/1990; di contro, per tutta la parte derogatoria
contenuta nell’ipotesi di cui sopra, ci si dovrà riferire, come più volte
ribadito durante i tavoli di pre-intesa, agli artt. 410 e 411 c.p.c, ossia,
occorrerà concludere con ogni lavoratore un Accordo Conciliativo in Sede
Sindacale individuale, ma sulle premesse generalizzate dall’Ipotesi
di Accordo Aziendale del
16/01/2015, per la cui efficacia erga
omnes, quindi, non è possibile “bypassare” “un’accettazione
dei lavoratori commisurata all’interezza del complesso aziendale” (100% dei lavoratori!).
Inoltre, nel caso in cui tale aspetto non
venga debitamente illustrato dalla “triplice” sindacale ai lavoratori, occorre
evidenziare che, in una recentissima decisione, la Corte di Cassazione ha
precisato che l’Accordo Conciliativo in sede Sindacale non è valido se il
sindacato non informa minuziosamente il lavoratore. Infatti, l’accordo tra
lavoratore e datore può essere
qualificato come atto di transazione ed assume rilievo, quale conciliazione in
sede sindacale, ove sia stato raggiunto con una effettiva assistenza del
dipendente da parte degli esponenti delle organizzazioni sindacali, dovendosi
valutare se, in relazione alle concrete modalità di espletamento della
conciliazione, sia stata, in maniera corretta e trasparente, attuata la
funzione di supporto che la legge stessa assegna al sindacato nella fattispecie
conciliativa.
Ed infine, si puntualizza che la Suprema Corte ha ribadito la
propria più recente giurisprudenza, da ritenersi tuttavia già consolidata, a
mente della quale gli Accordi Aziendali
sono applicabili a tutti i
lavoratori della azienda, con l’unica eccezione di quei lavoratori che,
aderendo ad una organizzazione sindacale diversa, ne condividono l’esplicito
dissenso e potrebbero addirittura essere vincolati da un accordo sindacale
separato. L’esigenza di salvaguardare l’adozione di una disciplina uniforme
sul luogo di lavoro, pertanto, prevale su quella del lavoratore di esprimere il
proprio dissenso, che viene in evidenza, allorquando esso sia espressione del
più ampio dissenso, espresso dalla sigla sindacale cui il medesimo appartiene e
che, in quanto manifestazione dell’interesse di una moltitudine di lavoratori, consente agli iscritti di quel sindacato di
sottrarsi all’accordo stipulato dal datore di lavoro con le altre sigle
sindacali.
Concludendo, lo SNALS CONFSAL, rimanendo tali
incertezze, si riserva il diritto di adire le sedi più opportune, per accertare
prima e dichiarare dopo, la nullità integrale dell’Ipotesi di Accordo Aziendale
del 16/01/2015, probabilmente viziata, già in fase di genesi, da una procedura
non del tutto regolare e ad ogni buon conto, comunica tutta la propria
disponibilità ad una eventuale nuova concertazione, per formulare soluzioni nel
rispetto delle previsioni di legge e nella piena trasparenza, correttezza e
buona fede nei riguardi dei lavoratori.
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giovedì 11 dicembre 2014
NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE PER I LAVORATORI DEI SERVIZI FORMATIVI!
La delegazione dello Snals Confsal si è allontanata dal tavolo convocato dall’Assessorato al lavoro Regionale presso l’ufficio provinciale di Catania sulla vertenza Youth Guarantee.
Tuttavia il motivo del nostro dissenso sono riconducibili sostanzialmente alcune forti criticità:
Malgrado il cambio di guardia in via Trinacria il governo Crocetta ter si ostina a ricondurre la vertenza dei servizi formati nelle strettoie del progetto della Youth Guarantee in questo modo sottraendosi ad ogni confronto più complessivo sulle politiche attive del lavoro.
Neanche un euro dalla regione a sostegno della vertenza !
Nonostante si ipotizzino scenari di cooperazione fra i soggetti pubblici e privati accreditati alle politiche attive del lavoro registriamo comportamenti da parte delle parti datoriali non adeguati al perseguimento di tali scenari riconfermando anzi le antiche abitudini di ribaltare anche il più elementare costo gestionale su terzi ed in particolare sulle pubbliche casse regionali.
Per i lavoratori non sono affatto chiari i tempi di vigore contrattuale troppo vincolati al raggiungimento degli obiettivi del progetto.
Nessun fatto nuovo anzi rispetto ai mesi precedenti significativi passi indietro.
Ma allora quali sono le motivazioni, i fatti nuovi che inducono talune organizzazioni sindacali a concedere ed sottoscrivere oggi quello che sdegnosamente hanno rifiutato di sottoscrivere otto mesi fa?
Come mai non è stato consentito ai lavoratori di riprendere il lavoro già agli inizi del mese di maggio?
Sottoscrivono oggi forse per la paura di perdere i finanziamenti della Youth Guarantee? Oppure aspettavano che il convitato di pietra di questi lunghi mesi cioè gli enti datoriali finalmente si accomodassero ai tavoli del negoziato?
Qualunque sia la risposta a questi interrogativi come organizzazione sindacale coltiviamo la certezza che gli accordi sottoscritti rappresentino l’ennesimo pasticcio in “salsa Siciliana” che pagheranno i lavoratori.
Per quanto ci riguarda ribadiamo che il futuro dei lavoratori dei servizi formativi ed in generale della formazione passi attraverso una necessaria rottura con gli attori e le pratiche che hanno caratterizzato più nel male che nel bene la storia della formazione professionale in Sicilia.
Occorre ed occorrerà che il sindacato abbiano il coraggio di comprendere che il passato non può tornare più e che il futuro del settore necessiterà di nuove ed inedite forme di organizzazione del lavoro.
Infine ai colleghi diciamo non dobbiamo accontentarci di un lavoro e basta ma di un lavoro che rispetti la nostra dignità professionale e personale e che sia utile e produttivo per la collettività.
Per adesso registriamo solo tanta ipocrisia.
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lunedì 23 settembre 2013
SPORTELLI MULTIFUNZIONALI: PROPOSTA CONTRATTO DI RETE.
In merito agli ultimi avvenimenti riguardanti gli sportelli multifunzionali (ex avviso 1/2010) e Scuola Lavoro (ex avviso 2/2010), lo Snals Confsal ritiene sia necessaria una maggiore concentrazione dell'Amministrazione Regionale nei confronti della continuità occupazionale a rischio per circa 1850 lavoratori. Nello specifico la proposta di questa O.S., come soluzione per tale questione, è quella del cosiddetto "contratto di rete", previsto dall'attuale articolo 3, comma 4 ter, del decreto legge n.5 del 2009 il quale prevede che " più imprenditori prerseguano lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato" come, inoltre, proposto dal Decreto Crescita n. 83/2012. Elemento essenziale del contratto di rete è il "programma comune di rete" attraverso il quale "gli imprenditori si obbligano a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica e tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell'oggetto della propria impresa". L'adesione al contratto di rete non comporta l'estinzione né la modificazione della soggettività tributaria delle imprese che aderiscono all'accordo in questione , né l'attribuzione di soggettività tributaria alla rete risultante dal contratto stesso. Il contesto normativo attuale offre poi agli imprenditori che intendono costituire una rete, di poter scegliere tra due forme giuridiche alternative: la "rete contratto", ovvero un modello contrattuale "puro", o la creazione di un nuovo soggetto giuridico, la cosiddetta "rete soggetto".
In sintesi tale O.S. propone di formare una rete tra gli enti di formazione, con capofila il Ciapi di Priolo, ente strumentale della Regione Siciliana in House Provider, che abbiano in ruolo il personale specializzato, qualificato e con esperienza ultradecennale nell’erogazione dei servizi formativi.
Per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori lo Snals Confsal suggerisce di ipotizzare l’aspettativa prevista nel CCNL, previo accordo sindacale, attraverso il quale i lavoratori degli sportelli o quelli considerati in esubero, vengano momentaneamente sospesi dall’ente presso il quale prestano servizio ed occupati presso la rete proposta. Accettando sin d’ora il confronto su questo tema e nell’attesa di capire la reale riforma complessiva del settore, tale O.S. si limita a chiedere che si rispettino i diritti dei lavoratori secondo il Contratto Collettivo di Lavoro, mantenendo lo stato giuridico ed economico dei lavoratori, e la legge regionale, in particolare la legge n. 25 del 1 settembre 1993, garantendo i livelli occupazionali e retributivi del personale iscritti all’Albo ex art. 14 l.r. 24/76 ed ai sensi della Circolare n. 1 del 15 maggio 2013.
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GIUSEPPE MILAZZO
venerdì 31 maggio 2013
DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE
Lo Snals Confsal settore
formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi
dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver
ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a più di 18 mensilità. Tale situazione sta
creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a
dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione
professionale.
All’emergenza salariale, che ha
raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i
lavoratori del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la
sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il
futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, dalla nota prot. 2247 del
30/05/2013 avente per oggetto “attuazione piano straordinario per il lavoro in
Sicilia: opportunità giovani – priorità 3”, si evince un netto taglio dei corsi
f.p., situazione questa che mette fortemente a rischio la continuità lavorativa
di una buona parte dei lavoratori del settore.
Pertanto, il Coordinatore
Regionale Snals Confsal Giuseppe Milazzo nel precisare che l’atto emanato dall’Assessore
Regionale Istruzione e Formazione
Professionale non è stato concertato e concordato con la scrivente, e nel
rivendicare al Governo di concretizzare il proprio impegno assunto precedentemente
sulle sottoelencate richieste:
- accelerare i mandati di pagamento di
tutto il personale per dare la
possibilità di percepire tutte le mensilità spettanti;
- velocizzare l’iter di erogazione dei
pagamenti;
- affrettare l’iter per pagare
l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
- verificare le motivazioni in base alle
quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal
1 agosto 2012;
- risolvere e sbloccare i pagamenti del
personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli
multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che
non percepiscono più di 18 mensilità;
- concentrare
tutta l’attività del Dipartimento
Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del
Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, per l’erogazione dei mandati di pagamento
spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
- appurare
la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi
pubblici,
- controllare
se ci sono le condizioni nei confronti
dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento
del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o
colposa, del termine per la conclusione dei procedimenti;
- procedere alla riqualificazione ed alla
ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di
formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso
o interrotto;
- fornire una soluzione per l’immediato
futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre
filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure
previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi
Regionali
DICHIARA
di aderire allo sciopero, manifestazione e corteo unitario a
Palermo per giorno 4 Giugno indetto da FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola, e di
intraprendere tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori.
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venerdì 23 dicembre 2011
Lombardo licenzia i lavoratori della Formazione Professionale
Dopo sedute fiume delle Commissioni Parlamentari Regionali, dopo gli annunci sulla regolarità dell’avvio delle attività formative per il 2012 Prof/Avviso 20, dopo la stabilizzazione di duemila lavoratori precari degli altri settori regionali, il Governo Regionale ha deciso di abbandonare la Formazione Professionale.
L’Amministrazione Regionale avrebbe dovuto varare il bilancio preventivo della Regione Siciliana entro e non oltre il 31dicembre 2011, ma il Governo, non avendo una maggioranza parlamentare stabile, ha dovuto ricorrere alla richiesta al Parlamento Regionale dell’autorizzazione a poter governare in esercizio provvisorio.
Nel documento presentato all’attenzione dei deputati regionali nel capitolo 717910, che riguarda direttamente la Formazione Professionale in Sicilia, non sono state iscritte somme. Sembra che vi sia stata un’autentica battaglia di posizioni contrapposte tra chi voleva garantire con 60 mln un Prof minimo in attesa dell’avvio delle attività formative con i finanziamenti comunitari, di cui all’avviso 20/2011; e chi invece richiamato ad una disciplina di maggioranza dal Governo Lombardo abbia declinato le proprie responsabilità ed abbia accettato di abbandonare il settore della Formazione Professionale.
Alla fine a seguito di battaglie dure, ma non abbastanza incisive, i comunicati che escono da Palazzo dei Normanni dichiarano la volontà di non dare lavoro agli Operatori della formazione professionale e metterli in CIG, rimpinguando il capitolo predisposto del Fondo di Garanzia con soli 20 mln di euro.
Ciò comporterà il rischio di licenziamento in massa di tutti i lavoratori della Formazione Professionale dal 1 gennaio 2012 fino all’avvio delle attività formative dell’avviso 20 (forse fino a maggio), cioè più chiaramente i lavoratori saranno posti in CIGD, ma molti non verranno reintegrati almeno il personale che rientra negli elenchi cosiddetti dell’esubero strutturale.
Lo Snals Confsal invita il Parlamento Regionale a ripensare a questa decisione scellerata, che se da un lato dà conforto alla spesa per l’integrazione prevista per legge all’assegno della CIGD fino alla concorrenza del 80% dell’ultima retribuzione, dall’altro però obbligherà tutti gli enti di formazione ad avviare le procedure di cui alla legge 223/91 da subito con scadenza sine die. L’accanimento del Governo Lombardo contro il personale della Formazione Professionale non ha precedenti.
Lo Snals Confsal, se non avverrà immediatamente un ripensamento della politica del Governo sulla problematica, avvierà una nuova stagione di protesta con ogni forma e strumento possibile.
L’Amministrazione Regionale avrebbe dovuto varare il bilancio preventivo della Regione Siciliana entro e non oltre il 31dicembre 2011, ma il Governo, non avendo una maggioranza parlamentare stabile, ha dovuto ricorrere alla richiesta al Parlamento Regionale dell’autorizzazione a poter governare in esercizio provvisorio.
Nel documento presentato all’attenzione dei deputati regionali nel capitolo 717910, che riguarda direttamente la Formazione Professionale in Sicilia, non sono state iscritte somme. Sembra che vi sia stata un’autentica battaglia di posizioni contrapposte tra chi voleva garantire con 60 mln un Prof minimo in attesa dell’avvio delle attività formative con i finanziamenti comunitari, di cui all’avviso 20/2011; e chi invece richiamato ad una disciplina di maggioranza dal Governo Lombardo abbia declinato le proprie responsabilità ed abbia accettato di abbandonare il settore della Formazione Professionale.
Alla fine a seguito di battaglie dure, ma non abbastanza incisive, i comunicati che escono da Palazzo dei Normanni dichiarano la volontà di non dare lavoro agli Operatori della formazione professionale e metterli in CIG, rimpinguando il capitolo predisposto del Fondo di Garanzia con soli 20 mln di euro.
Ciò comporterà il rischio di licenziamento in massa di tutti i lavoratori della Formazione Professionale dal 1 gennaio 2012 fino all’avvio delle attività formative dell’avviso 20 (forse fino a maggio), cioè più chiaramente i lavoratori saranno posti in CIGD, ma molti non verranno reintegrati almeno il personale che rientra negli elenchi cosiddetti dell’esubero strutturale.
Lo Snals Confsal invita il Parlamento Regionale a ripensare a questa decisione scellerata, che se da un lato dà conforto alla spesa per l’integrazione prevista per legge all’assegno della CIGD fino alla concorrenza del 80% dell’ultima retribuzione, dall’altro però obbligherà tutti gli enti di formazione ad avviare le procedure di cui alla legge 223/91 da subito con scadenza sine die. L’accanimento del Governo Lombardo contro il personale della Formazione Professionale non ha precedenti.
Lo Snals Confsal, se non avverrà immediatamente un ripensamento della politica del Governo sulla problematica, avvierà una nuova stagione di protesta con ogni forma e strumento possibile.
venerdì 16 dicembre 2011
SCIOPERO PER UNA MANOVRA PIÙ EQUA 19 dicembre 2011 – ultima ora di lezione o di servizio
Le lavoratrici e i lavoratori della scuola denunciano l’iniquità di una manovra che carica prevalentemente sul lavoro dipendente e sui pensionati il peso del risanamento. Chiedono che il Governo apra ad un reale confronto con le parti sociali che porti a significative correzioni del decreto all’esame delle Camere per la definitiva conversione in legge.
La mobilitazione, che oltre alla scuola vede coinvolte tutte le categorie del lavoro pubblico e privato, è finalizzata ad ottenere:
- una riforma della previdenza che rispetti principi di gradualità e sopportabilità nella rimodulazione dei tempi di uscita e non intacchi il potere d’acquisto delle pensioni in atto, messo fortemente in discussione anche per trattamenti medio bassi;
- misure che portino al reperimento di risorse colpendo evasione e grandi patrimoni e contrastando il ricorso al lavoro sommerso;
- una riforma fiscale che alleggerisca la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione;
- una riqualificazione della spesa pubblica che consenta di trovare le risorse per la crescita e per il rinnovo dei contratti.
- L’innalzamento delle detrazioni sulla tassa IMU sull’abitazione principale
Per la scuola, in particolare, occorre un segnale di svolta dopo un triennio che ha visto sottrarre ingenti risorse al sistema pubblico e un conseguente forte aggravio delle condizioni di lavoro. In particolare vanno assunte come priorità:
- una politica degli organici commisurata alle effettive esigenze del servizio e dell'offerta formativa , fondata su prospettive di stabilità e pluriennalità
- un dimensionamento delle istituzioni scolastiche mirato ad una vera razionalizzazione degli assetti e non determinato in modo forzoso sulla base di meri parametri numerici
- un sostegno all’autonomia delle scuole rendendo disponibili le risorse indispensabili per il loro buon funzionamento e valorizzando l’apporto dei diversi profili professionali nella gestione delle attività
- un pieno riconoscimento delle prerogative negoziali previste dal CCNL 2007, a partire dalle relazioni sindacali a livello di istituto
- la stabilizzazione del lavoro a partire dalla piena attuazione del piano triennale di assunzioni, che apra ad una nuova politica del reclutamento, salvaguardando i diritti del personale precario incluso nelle graduatorie ad esaurimento.
Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Fgu chiedono che istruzione e formazione siano finalmente assunte come settore strategico di investimento e non come spesa da tagliare indiscriminatamente; una politica di forte valorizzazione del capitale umano è quanto mai necessaria proprio per aumentare le possibilità di fronteggiare con successo una grave situazione di crisi e riaprire prospettive di ripresa e di crescita al nostro Paese.
Per questi motivi le lavoratrici e i lavoratori e della scuola sciopereranno lunedì 19 dicembre 2011 e manifesteranno in questi giorni insieme alle altre categorie pubbliche e private in tutta Italia e di fronte al Parlamento.
martedì 13 dicembre 2011
CONTINUA LO STATO DI AGITAZIONE
I LAVORATORI DELLA PROVINCIA DI CATANIA ED ENNA SONO IN AGITAZIONE PER IL MANCATO PAGAMENTO DELLE SPETTANZE.
OGNI GIORNO ORGANIZZANO VARIE FORME DI LOTTA AL FINE DI RENDERE VISIBILE LO STATO DI DISAGIO IN CUI VIVONO.
SONO MESI CHE PUR LAVORANDO REGOLARMENTE NON PERCEPISCONO LO STIPENDIO.
giovedì 8 dicembre 2011
Una vera macelleria sociale!
La nostra organizzazione Sindacale sottoscrisse, sia pur con qualche indugio, l’accordo sulla buona formazione posto in essere dall’Assessorato pubblica istruzione e formazione professionale e sottoposto alla attenzione delle parti sociali.
Ritenevamo che con quella firma e quell’accordo si determinasse una nuova stagione di legalità e di trasparenza della formazione professionale Siciliana innanzitutto nell’interesse dei cittadini che pagano le tasse, dei fruitori dei servizi della formazione professionale Siciliana e dei lavoratori.
A circa un anno dalla sottoscrizione di quegli accordi non solo non è decollata una nuova formazione professionale ma assistiamo ad un vero stillicidio dei diritti dei lavoratori, allo scempio di ogni più elementare diritto riconosciuto ai lavoratori.
Una vera macelleria sociale!
Abbiamo denunciato più volte a partire dai massimi vertici amministrativi dell’Assessorato la condizione di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie che da mesi non percepiscono le legittime retribuzioni cosi come previsto da norme e contratti.
Abbiamo ricevuto dai vertici dell’assessorato risposte a dir poco sconcertanti !
Sembra infatti che si vogliano abbandonare i lavoratori della formazione professionale Siciliana ad un destino di precarietà disconoscendo non solo leggi nazionali,regionali e contratti collettivi di lavoro ma anche e persino l’accordo sulla buona formazione.
Di fronte ad un interlocutore cosi poco credibile il dialogo non può che spezzarsi e la tutela dei diritti dei lavoratori spostarsi necessariamente in altre sedi.
Un silenzio assordante che pare voglia consegnare la formazione e i suoi operatori ad un far west dove possono albergare solo prepotenze ed arroganze rinunciando invece ed anzi sottraendosi dai doverosi compiti di vigilanza e di monitoraggio cosi come peraltro le leggi prevedono.
Ecco, la formazione professionale Siciliana se dovessimo usare una metafora, sembra come un cantiere edile degli anni cinquanta quando i lavoratori sembravano privi di diritti e di dignità e dove i poteri pubblici spesso anzi sempre solidarizzavano con i padroni garantendo impunità e protezione.
Non individuiamo ne abbiamo individuato durante questo anno cambiamenti anzi abbiamo assistito al mantenimento dello status quo aggravato da annunci buoni per la pubblicità politica che oggi và tanto di moda.
L’abbiamo chiamata la politica degli annunci.
La formazione professionale Siciliana in gran parte resta ancora in mano ai politici che anzi vogliono addentare ancora altri pezzi di torta senza che nessuno verifichi con rigore ed adeguato impegno che fine fanno i soldi dei contribuenti siciliani.
Né può essere una consolazione che si attivino le leve di spesa dell’Europa.
Anzi per certi versi può preoccupare anche di più.
Noi però non staremo zitti ma faremo fino in fondo la nostra parte nello sforzo, speriamo comune, d’inaugurare nella formazione professionale Siciliana finalmente la stagione dei diritti e della legalità.
venerdì 2 dicembre 2011
PROSEGUE LO SCIOPERO AD OLTRANZA DEGLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE PROF – OIF SMF TUTTI.
OGGI 2, LUNEDI' 5 E MARTEDI' 6 c.m ORE 8,30 TUTTI DAVANTI AL CENTRO PER L'IMPIEGO DI CATANIA - VIA GIANNOTTA 20 - (PICANELLO).
MERCOLEDI' 7 DICEMBRE DAVANTI ALLA PREFETTURA DI CATANIA.
SI INVITANO I COLLEGHI A PARTECIPARE IN MASSA E COMUNICARE LE INIZIATIVE DI LOTTA A QUANTI ANCORA NON HANNO ADERITO.
STIAMO LOTTANDO PER AVERE UNA REGOLARE RETRIBUZIONE E UNA GARANZIA OCCUPAZIONALE CHE CI TUTELI IL FUTURO LAVORATIVO.
MERCOLEDI' 7 DICEMBRE DAVANTI ALLA PREFETTURA DI CATANIA.
SI INVITANO I COLLEGHI A PARTECIPARE IN MASSA E COMUNICARE LE INIZIATIVE DI LOTTA A QUANTI ANCORA NON HANNO ADERITO.
STIAMO LOTTANDO PER AVERE UNA REGOLARE RETRIBUZIONE E UNA GARANZIA OCCUPAZIONALE CHE CI TUTELI IL FUTURO LAVORATIVO.
giovedì 1 dicembre 2011
DOCUMENTO LAVORATORI
I LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONE DELLA REGIONE SICILIA
LEGGE 24/76,
RIVENDICANO
I PROPRI DIRITTI OCCUPAZIONALI ED ECONOMICI, RICHIAMANDO L’AMMINISTRAZIONE REGIONALE ALL’ASSUNZIONE DELLE PROPRIE RESPONSABILITA’ DI CONTROLLO.
I Lavoratori , Operatori del PROF- OIF e gli Operatori degli Sportelli Multifunzionali per l’ Orientamento e il Lavoro, protestano e manifestano rabbia ed il proprio gravissimo disagio lavorativo presso gli Enti di appartenenza, gli Uffici del Lavoro ed i Centri per l’ Impiego a causa della mancata corresponsione degli stipendi e dei ritardi burocratici perpetrati a danno degli stessi. Nonostante la situazione che colpisce gravemente i dipendenti, ognuno con forte senso di responsabilità ha continuato a svolgere le proprie mansioni e ad assolvere ai compiti assegnati, a servizio degli utenti, degli studenti minori, dei disoccupati ed inoccupati e dei percettori degli ammortizzatori sociali, a servizio degli Enti, e dei Servizi pubblici per il Lavoro e dell’ Assessorato. Di conseguenza
CHIEDONO
agli Enti gestori ed alle Istituzioni regionali, l’immediata erogazione degli stipendi pregressi, che ad oggi corrispondono in media a 9- 10 mensilità , il rispetto del contratto di lavoro, che a tutt’oggi è stato disatteso.
CHIEDONO
inoltre, l’immediata applicazione delle Leggi Regionali in materia di Formazione Professionale, relativamente alle garanzie occupazionali non solo attuali ma anche future.
Si sottolinea che, i lavoratori della categoria, prevalentemente con contratto a tempo indeterminato, con il passaggio a nuove fonti di finanziamento, da Bilancio regionale a Fondo Sociale Europeo, hanno subito sia gravi danni economici, sia di fatto un mancato rispetto delle proprie professionalità, determinando passi indietro rispetto ai diritti acquisiti.
Si manifesta pertanto l’ intenzione di proseguire ad oltranza lo stato di agitazione fino all’ ottenimento di una concreta risposta positiva a quanto sopra rappresentato.
GLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
LEGGE 24/76,
RIVENDICANO
I PROPRI DIRITTI OCCUPAZIONALI ED ECONOMICI, RICHIAMANDO L’AMMINISTRAZIONE REGIONALE ALL’ASSUNZIONE DELLE PROPRIE RESPONSABILITA’ DI CONTROLLO.
I Lavoratori , Operatori del PROF- OIF e gli Operatori degli Sportelli Multifunzionali per l’ Orientamento e il Lavoro, protestano e manifestano rabbia ed il proprio gravissimo disagio lavorativo presso gli Enti di appartenenza, gli Uffici del Lavoro ed i Centri per l’ Impiego a causa della mancata corresponsione degli stipendi e dei ritardi burocratici perpetrati a danno degli stessi. Nonostante la situazione che colpisce gravemente i dipendenti, ognuno con forte senso di responsabilità ha continuato a svolgere le proprie mansioni e ad assolvere ai compiti assegnati, a servizio degli utenti, degli studenti minori, dei disoccupati ed inoccupati e dei percettori degli ammortizzatori sociali, a servizio degli Enti, e dei Servizi pubblici per il Lavoro e dell’ Assessorato. Di conseguenza
CHIEDONO
agli Enti gestori ed alle Istituzioni regionali, l’immediata erogazione degli stipendi pregressi, che ad oggi corrispondono in media a 9- 10 mensilità , il rispetto del contratto di lavoro, che a tutt’oggi è stato disatteso.
CHIEDONO
inoltre, l’immediata applicazione delle Leggi Regionali in materia di Formazione Professionale, relativamente alle garanzie occupazionali non solo attuali ma anche future.
Si sottolinea che, i lavoratori della categoria, prevalentemente con contratto a tempo indeterminato, con il passaggio a nuove fonti di finanziamento, da Bilancio regionale a Fondo Sociale Europeo, hanno subito sia gravi danni economici, sia di fatto un mancato rispetto delle proprie professionalità, determinando passi indietro rispetto ai diritti acquisiti.
Si manifesta pertanto l’ intenzione di proseguire ad oltranza lo stato di agitazione fino all’ ottenimento di una concreta risposta positiva a quanto sopra rappresentato.
GLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
domenica 20 novembre 2011
venerdì 11 novembre 2011
AGGIORNAMENTO DATI PERVENUTI DA LAVORATORI SENZA STIPENDI
Record dei RECORDs - Personale CEFOP Settore Interventi Formativi.
Novembre 2009; Dicembre 2009; Ottobre 2010; Novembre 2010; Dicembre 2010;
8/12 di Tredicesima 2010; Gennaio 2011; Febbraio 2011; Marzo 2011; Aprile 2011; Maggio 2011; Giugno 2011; Luglio 2011. Cigs in deroga di Agosto 2011; Settembre 2011;
TFR non in regola;
Versamenti Pensionistici non in regola.
E chissà quant'altro che non conosciamo ...
correzione
per l'ECAP Palermo
I lavoratori degli Interventi Formativi dell'ECAP Palermo non hanno percepito:
Dicembre 2010, il 40% di aprile 2011, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre ed ottobre 2011 per un totale di 8 mensilità. Inoltre manca all'appello il saldo degli arretrati contrattuali.
correzione
Ancol Messina:
2009 ottobre, novembre, dicembre e 13
2010 ottobre, novembre, dicembre e 13
2011 giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre...
I lavoratori dell’ ANFE sede di Catania non hanno percepito nel 2011 le mensilità di:
OIF aprile - maggio - giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre
PROF marzo - aprile - maggio - giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre
SMF aprile - maggio - giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre
I lavoratori dell’ Associazione Nuovo Cammino sede Alcamo non hanno percepito nel 2011 le mensilità di:
• maggio
• giugno
• luglio
• agosto
• settembre
ottobre
L'ENTE IAL SICILIA INTERVENTI, AL QUALE MANCANO I SEGUENTI STIPENDI:
DIC. E 13° MENS. 2010;
MAGGIO 2011;
AGO/OTTOBRE;
OLTRE L PERSONALE NON DOCENTE IN CIGD AD OGGI INCERTO...
Lavoratori Sportelli CE.FO.P.:
Arretrati contrattuali;
9 ratei della 13^ma 2010;
20% della retribuzione di Febbraio 2011;
Tutte le retribuzioni da marzo 2011 ad oggi
Gli operatori del C F P San Pancrazio di Giardini Naxos non ricevono ad oggi le seguenti mensilità:
13^ del 2004
13^ del 2008
13^ del 2009
13^ del 2010
Dicembre 2010
Giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre 2011
DIECI MENSILITA' !!!!!!!!!!!!
tembre
• ottobre
I lavoratori della Fondazione CAS non hanno ricevuto .
la mensilità di Dicembre e 13° del 2010
le mensilità dal mese di gennaio a ottobre 2011
I Formatori dell'I.R.F.A.P. comunicano la mancata riscossione delle
seguenti mensilità:
tredicesima del 2003 più quota parte degli arretrati contrattuali
novembre, dicembre e tredicesima del 2009
ottobre, novembre, dicembre e tredicesima del 2010
Per il 2011 hanno ricevuto 4 mensilità (senza i relativi cedolini) per cui
devono ancora ricevere 6 mesi.
Il totale ammonta a 14 mensilità
Novembre 2009; Dicembre 2009; Ottobre 2010; Novembre 2010; Dicembre 2010;
8/12 di Tredicesima 2010; Gennaio 2011; Febbraio 2011; Marzo 2011; Aprile 2011; Maggio 2011; Giugno 2011; Luglio 2011. Cigs in deroga di Agosto 2011; Settembre 2011;
TFR non in regola;
Versamenti Pensionistici non in regola.
E chissà quant'altro che non conosciamo ...
correzione
per l'ECAP Palermo
I lavoratori degli Interventi Formativi dell'ECAP Palermo non hanno percepito:
Dicembre 2010, il 40% di aprile 2011, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre ed ottobre 2011 per un totale di 8 mensilità. Inoltre manca all'appello il saldo degli arretrati contrattuali.
correzione
Ancol Messina:
2009 ottobre, novembre, dicembre e 13
2010 ottobre, novembre, dicembre e 13
2011 giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre...
I lavoratori dell’ ANFE sede di Catania non hanno percepito nel 2011 le mensilità di:
OIF aprile - maggio - giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre
PROF marzo - aprile - maggio - giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre
SMF aprile - maggio - giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre
I lavoratori dell’ Associazione Nuovo Cammino sede Alcamo non hanno percepito nel 2011 le mensilità di:
• maggio
• giugno
• luglio
• agosto
• settembre
ottobre
L'ENTE IAL SICILIA INTERVENTI, AL QUALE MANCANO I SEGUENTI STIPENDI:
DIC. E 13° MENS. 2010;
MAGGIO 2011;
AGO/OTTOBRE;
OLTRE L PERSONALE NON DOCENTE IN CIGD AD OGGI INCERTO...
Lavoratori Sportelli CE.FO.P.:
Arretrati contrattuali;
9 ratei della 13^ma 2010;
20% della retribuzione di Febbraio 2011;
Tutte le retribuzioni da marzo 2011 ad oggi
Gli operatori del C F P San Pancrazio di Giardini Naxos non ricevono ad oggi le seguenti mensilità:
13^ del 2004
13^ del 2008
13^ del 2009
13^ del 2010
Dicembre 2010
Giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre 2011
DIECI MENSILITA' !!!!!!!!!!!!
tembre
• ottobre
I lavoratori della Fondazione CAS non hanno ricevuto .
la mensilità di Dicembre e 13° del 2010
le mensilità dal mese di gennaio a ottobre 2011
I Formatori dell'I.R.F.A.P. comunicano la mancata riscossione delle
seguenti mensilità:
tredicesima del 2003 più quota parte degli arretrati contrattuali
novembre, dicembre e tredicesima del 2009
ottobre, novembre, dicembre e tredicesima del 2010
Per il 2011 hanno ricevuto 4 mensilità (senza i relativi cedolini) per cui
devono ancora ricevere 6 mesi.
Il totale ammonta a 14 mensilità
giovedì 3 novembre 2011
Dopo un anno di attività degli SMF
Il dipartimento dell’Agenzia dell’Impiego ha convocato, per oggi 3 novembre alle ore 15,30 nei locali della CRI, una riunione con le OO.SS e le OO. datoriali più rappresentative per discutere sulle principali problematiche inerenti la procedura dell’attività dei Servizi Formativi, finanziata da ultimo dal FSE.
Erano presenti per l’Amministrazione Regionale l’Assessore al Lavoro Prof. Andrea Piraino, il Dirigente Generale dott. Maria Letizia Di Liberti, il dott. P. Filippone, la dott. L. Carrara; i rappresentanti delle OO.SS. Snals Confsal, Cgil flc, Cisl Scuola e Uil Scuola; i datori di lavoro Forma e Cenfop e una folta platea di lavoratori, Enti, ecc.
Ad un anno dall’avvio materiale degli avvisi degli Sportelli Multifunzionali di cui agli avvisi 1 e 2 del 9 febbraio 2010, il consesso paritetico sindacale ha sviluppato i principali problemi del servizio, studiandone le soluzioni.
In particolare si è parlato degli obiettivi ambiziosi da raggiungere e prefissati nel bando, che dovranno sicuramente essere ridimensionati.
In secondo luogo, in entrambi gli avvisi, circa il cinquanta per cento degli enti affidatari del servizio stanno incontrando difficoltà di presentazione della documentazione richiesta per ricevere regolarmente le erogazioni economiche. Qualche ente non riesce a caricare i dati sulla piattaforma informatica “Caronte”, qualche altro a presentare la documentazione richiesta in sede di revisione, qualche altro ancora non presenta nello stato finale il durc ed altri certificati e documenti obbligatori. Tutto ciò si ripercuote inevitabilmente in ritardi nel pagamento del personale. Il Dirigente Generale d.ssa Di Liberti si è detta disposta a convocare ente per ente ed affrontare le principali problematiche e difficoltà, che ciascuno sta affrontando. Tutto ciò si auspica per fornire un ausilio iniziale agli operatori e per metterli in condizioni di poter fare da soli per il futuro.
Poi si è affrontato il principale nodo che riguarda l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e la legge sui permessi per malattia, ferie, legge n. 104/92, maternità, ecc. Tutto ciò essendo un istituto contrattuale l’Ente non può esimersi di farlo applicare. La D.ssa Di Liberti ha dichiarato però che si potrebbe applicare anche in Sicilia la Circolare del Ministero del Lavoro del 7 dicembre 2010 n. 40 ”Costi ammissibili per Enti in house”.In merito all’applicazione del CCNL la Circolare Ministeriale dispone, a quanto pare, che i permessi e le materie previste dagli istituti contrattuali devono restare sottoposte alla legge nazionale ed al CCNL di settore per quanto concerne la materia dei rapporti di lavoro.
Se ciò fosse applicabile nel nostro caso, si deve in primis discutere il problema nel Comitato di Sorveglianza dei Fondi POR – FSE. Questo comitato, qualora disponesse la possibilità di attuare tale normativa anche al settore in oggetto, dovrebbe disporne l’applicazione da parte dell’Autorità di Gestione (dott. Albert), vero e proprio organo esecutivo dei fondi e della normativa comunitaria nel settore. Ed ancora, a seguito della disposizione che l’Autorità di Gestione volesse diramare si dovrà modificare la piattaforma “Caronte” per includere tra le spese rendicontabili anche i diritti su evidenziati. Quindi non più una spesa ed un budget aggiuntivo secondo il protocollo del 4 novembre 2010, ma piuttosto far rientrare nel finanziamento l’intero costo del personale. Ciò eviterebbe difficoltà nella rendicontazione della spesa per il personale o peggio ancora di far dichiarare il falso agli enti di formazione per includere anche le ferie e le malattie del personale.
Lo Snals Confsal ritiene che oggi, in un clima agitato, si sia fatto un passo avanti per affrontare un grande problema, che gli enti di formazione stanno incontrando nel rendicontare la spesa del personale e che quindi si ripercuote sui lavoratori, già ampiamente gravati e provati dalle lungaggini amministrative e burocratiche e che attendono diverse mensilità di retribuzione.
Erano presenti per l’Amministrazione Regionale l’Assessore al Lavoro Prof. Andrea Piraino, il Dirigente Generale dott. Maria Letizia Di Liberti, il dott. P. Filippone, la dott. L. Carrara; i rappresentanti delle OO.SS. Snals Confsal, Cgil flc, Cisl Scuola e Uil Scuola; i datori di lavoro Forma e Cenfop e una folta platea di lavoratori, Enti, ecc.
Ad un anno dall’avvio materiale degli avvisi degli Sportelli Multifunzionali di cui agli avvisi 1 e 2 del 9 febbraio 2010, il consesso paritetico sindacale ha sviluppato i principali problemi del servizio, studiandone le soluzioni.
In particolare si è parlato degli obiettivi ambiziosi da raggiungere e prefissati nel bando, che dovranno sicuramente essere ridimensionati.
In secondo luogo, in entrambi gli avvisi, circa il cinquanta per cento degli enti affidatari del servizio stanno incontrando difficoltà di presentazione della documentazione richiesta per ricevere regolarmente le erogazioni economiche. Qualche ente non riesce a caricare i dati sulla piattaforma informatica “Caronte”, qualche altro a presentare la documentazione richiesta in sede di revisione, qualche altro ancora non presenta nello stato finale il durc ed altri certificati e documenti obbligatori. Tutto ciò si ripercuote inevitabilmente in ritardi nel pagamento del personale. Il Dirigente Generale d.ssa Di Liberti si è detta disposta a convocare ente per ente ed affrontare le principali problematiche e difficoltà, che ciascuno sta affrontando. Tutto ciò si auspica per fornire un ausilio iniziale agli operatori e per metterli in condizioni di poter fare da soli per il futuro.
Poi si è affrontato il principale nodo che riguarda l’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e la legge sui permessi per malattia, ferie, legge n. 104/92, maternità, ecc. Tutto ciò essendo un istituto contrattuale l’Ente non può esimersi di farlo applicare. La D.ssa Di Liberti ha dichiarato però che si potrebbe applicare anche in Sicilia la Circolare del Ministero del Lavoro del 7 dicembre 2010 n. 40 ”Costi ammissibili per Enti in house”.In merito all’applicazione del CCNL la Circolare Ministeriale dispone, a quanto pare, che i permessi e le materie previste dagli istituti contrattuali devono restare sottoposte alla legge nazionale ed al CCNL di settore per quanto concerne la materia dei rapporti di lavoro.
Se ciò fosse applicabile nel nostro caso, si deve in primis discutere il problema nel Comitato di Sorveglianza dei Fondi POR – FSE. Questo comitato, qualora disponesse la possibilità di attuare tale normativa anche al settore in oggetto, dovrebbe disporne l’applicazione da parte dell’Autorità di Gestione (dott. Albert), vero e proprio organo esecutivo dei fondi e della normativa comunitaria nel settore. Ed ancora, a seguito della disposizione che l’Autorità di Gestione volesse diramare si dovrà modificare la piattaforma “Caronte” per includere tra le spese rendicontabili anche i diritti su evidenziati. Quindi non più una spesa ed un budget aggiuntivo secondo il protocollo del 4 novembre 2010, ma piuttosto far rientrare nel finanziamento l’intero costo del personale. Ciò eviterebbe difficoltà nella rendicontazione della spesa per il personale o peggio ancora di far dichiarare il falso agli enti di formazione per includere anche le ferie e le malattie del personale.
Lo Snals Confsal ritiene che oggi, in un clima agitato, si sia fatto un passo avanti per affrontare un grande problema, che gli enti di formazione stanno incontrando nel rendicontare la spesa del personale e che quindi si ripercuote sui lavoratori, già ampiamente gravati e provati dalle lungaggini amministrative e burocratiche e che attendono diverse mensilità di retribuzione.
domenica 30 ottobre 2011
Il Tribunale di Palermo ha dichiarato lo stato d'insolvenza del Cefop
I giudici hanno nominato tre commissari giudiziali (Bartoli Antoniolli, Giuseppe Benedetto e Ciro Falanga) e hanno disposto che la gestione dell'impresa, sino al decreto di apertura della procedura di amministrazione straordinaria ovvero fino al decreto che dichiara il fallimento, sia affidata agli organi dell'associazione che la eserciteranno sotto la vigilanza proprio dei commissari.
Il Tribunale ha concesso due giorni di tempo al Cefop per depositare i bilanci e le scritture contabili e ha fissato al prossimo 21 marzo l'adunanza davanti al giudice delegato, Angela Notaro, per l'esame dello stato passivo. I creditori che vantano diritti reali o personali sui beni in possesso del Cefop hanno trenta giorni di tempo per la presentazione delle domande di insinuazione allo stato passivo.
Il possesso del Durc permetterà di rimettere in moto la procedura per l'accreditamento del Cefop che dunque potrebbe riavviare l'attività dopo mesi di stop con i lavoratori più volte scesi in piazza per rivendicare gli stipendi arretrati, circa 20 milioni in totale.
Il Tribunale ha concesso due giorni di tempo al Cefop per depositare i bilanci e le scritture contabili e ha fissato al prossimo 21 marzo l'adunanza davanti al giudice delegato, Angela Notaro, per l'esame dello stato passivo. I creditori che vantano diritti reali o personali sui beni in possesso del Cefop hanno trenta giorni di tempo per la presentazione delle domande di insinuazione allo stato passivo.
Il possesso del Durc permetterà di rimettere in moto la procedura per l'accreditamento del Cefop che dunque potrebbe riavviare l'attività dopo mesi di stop con i lavoratori più volte scesi in piazza per rivendicare gli stipendi arretrati, circa 20 milioni in totale.
martedì 5 luglio 2011
PIATTAFORMA SNALS CONFSAL Coordinamento Regionale settore formazione professionale
Tutti i lavoratori del settore della Formazione Professionale stanno vivendo una emergenza sociale che li sta portando all’esasperazione. I lavoratori delle tre filiere PROF, OIF, SMF, da mesi non percepiscono lo stipendio, i corsi rivolti all’utenza sono iniziati nel mese di Giugno creando disservizi agli utenti interessati a conseguire la qualifica. Da una parte lavoratori che rischiano il licenziamento per esubero, dall’altra assunzioni per mancanza di personale. Il caos regna sovrano.
L’assenza di una programmazione e l’immobilismo da parte di alcuni uffici dell’Amministrazione Regionale hanno messo in crisi i lavoratori e le loro famiglie.
Chiediamo che vengano previste sanzioni per i reali responsabili della crisi della formazione professionale che, negli anni, hanno portato il settore alla situazione attuale e che pensano di risolvere sacrificando il diritto occupazionale dei lavoratori, loro malgrado. Occorre seguire la strada del risanamento imponendo regole, certezze, ordine tra gli enti, individuare ed intervenire sui diretti responsabili dell’attuale crisi e non su chi vi lavora!!!
Si colpisce il muro più basso senza scardinare il vero ostacolo, cioè chi ha reso il settore un ambiente selvaggio e senza regole.
L’emergenza stipendi richiede da parte del Governo e dell’Amministrazione Regionale immediato sblocco dell’erogazione dei finanziamenti per il personale di tutte le filiere PROF, OIF e Servizi Formativi, per assicurare:
- interventi rapidi nell’esecuzione delle procedure amministrative per gli emolumenti del personale degli interventi formativi;
- procedure veloci per l’erogazione della prima anticipazione 2011 dell’OIF e relativo saldo delle annualità precedenti;
- erogazione degli emolumenti per il personale dei servizi formativi;
- l’integrazione di 60 milioni di euro (come da comunicazione Governativa) a favore del settore da impiegare per integrare le attività formative del 2011 già programmate dagli Enti Gestori.
Per il personale degli Enti Gestori, che hanno avviato le procedure della legge 223/91 si propone:
- l’applicazione della circolare 10/94 e l’utilizzo del fondo di garanzia, incrementato fino a concorrenza della copertura necessaria a salvaguardare tutti quei lavoratori che gli Enti Gestori hanno dichiarato in esubero;
- l’eventuale attivazione di procedure per l’incentivazione alle dimissioni volontarie e l’accompagnamento alla pensione;
- la definizione dell’Albo unico ad esaurimento degli operatori della formazione professionale dei lavoratori che operano nelle tre filiere (interventi, servizi e obbligo formativo), assunti a tempo indeterminato, entro il periodo previsto dalla l.r. 10/2011.
- si concorda, in alcuni casi, la fattibilità dell’eventuale contratto di solidarietà difensiva, onde evitare al lavoratore di uscire dal sistema;
Riteniamo fondamentale che il Governo e l’Amministrazione Regionale predispongano un atto amministrativo che dia ai lavoratori una concreta salvaguardia occupazionale e retributiva, nonchè un rigido e concreto controllo che assicuri loro il diritto di percepire la retribuzione con cadenza mensile, a fronte della prestazione lavorativa offerta. Si ritiene che tali garanzie potranno essere concretizzate attraverso l’istituzione di un ruolo ad esaurimento e di un capitolo di spesa dedicato.
Il personale risultante in esubero presso gli Enti di appartenenza, o quello proveniente da Enti definanziati ovvero da Enti con procedure di revoca di accreditamento (CEFOP, Fondazione CAS e SICILFORM) deve essere impegnato prioritariamente, preservando le ore già assegnate nel D.A., presso altri Enti ovvero anche presso Enti che risultino privi di personale, prima che gli stessi provvedano ad effettuare nuove assunzioni. Si ribadisce che gli Enti privi di personale devono fare ricorso prioritariamente all’Albo unico ad esaurimento degli operatori della formazione professionale per le professionalità da acquisire.
Attività e corsi
Per quanto riguarda il riconoscimento dell’ accreditamento per lo svolgimento delle attività, si deve prevedere che gli Enti Gestori rispettino la legislazione vigente tramite parametri oggettivi fondamentali tra cui:
- ricevuta di avvenuto pagamento spettanze dei lavoratori e relativo DURC;
- rispetto del CCNL e reale applicazione;
- blocco reale delle assunzioni, per la garanzia del personale inserita nell’Albo;
- accorpamento di più Enti Gestori come previsto dalla D.G. 350/2010;
- rendicontazione anni precedenti e relativo saldo delle spettanze del personale compreso tutti gli adeguamenti contrattuali;
- regolare tenuta del bilancio d’esercizio e TFR regolarmente versato.
Si ribadisce l’ attuazione di misure di fuoriuscita del personale e la ricollocazione dello stesso personale presso altri enti, anche previa riqualificazione, ove occorre, di lavoratori provenienti da altri enti, de finanziati, falliti ovvero che cessano l’attività per qualsiasi altra ragione (Cefop, Fondazione Cas, Siciliform ecc.).
Per l’attivazione dei corsi, si propone una programmazione del Piano Formativo, prioritariamente in tempo utile per favorire la normale fruizione da parte dei corsisti e comunque che sia concomitante all’inizio del calendario delle scuole, inoltre la stessa programmazione dovrà essere prevista possibilmente in ambito triennale, con un sistema di finanziamento standard utilizzando fondi regionali, nazionali ed europei.
Il Coordinamento Regionale settore formazione professionale Sicilia
L’assenza di una programmazione e l’immobilismo da parte di alcuni uffici dell’Amministrazione Regionale hanno messo in crisi i lavoratori e le loro famiglie.
Chiediamo che vengano previste sanzioni per i reali responsabili della crisi della formazione professionale che, negli anni, hanno portato il settore alla situazione attuale e che pensano di risolvere sacrificando il diritto occupazionale dei lavoratori, loro malgrado. Occorre seguire la strada del risanamento imponendo regole, certezze, ordine tra gli enti, individuare ed intervenire sui diretti responsabili dell’attuale crisi e non su chi vi lavora!!!
Si colpisce il muro più basso senza scardinare il vero ostacolo, cioè chi ha reso il settore un ambiente selvaggio e senza regole.
L’emergenza stipendi richiede da parte del Governo e dell’Amministrazione Regionale immediato sblocco dell’erogazione dei finanziamenti per il personale di tutte le filiere PROF, OIF e Servizi Formativi, per assicurare:
- interventi rapidi nell’esecuzione delle procedure amministrative per gli emolumenti del personale degli interventi formativi;
- procedure veloci per l’erogazione della prima anticipazione 2011 dell’OIF e relativo saldo delle annualità precedenti;
- erogazione degli emolumenti per il personale dei servizi formativi;
- l’integrazione di 60 milioni di euro (come da comunicazione Governativa) a favore del settore da impiegare per integrare le attività formative del 2011 già programmate dagli Enti Gestori.
Per il personale degli Enti Gestori, che hanno avviato le procedure della legge 223/91 si propone:
- l’applicazione della circolare 10/94 e l’utilizzo del fondo di garanzia, incrementato fino a concorrenza della copertura necessaria a salvaguardare tutti quei lavoratori che gli Enti Gestori hanno dichiarato in esubero;
- l’eventuale attivazione di procedure per l’incentivazione alle dimissioni volontarie e l’accompagnamento alla pensione;
- la definizione dell’Albo unico ad esaurimento degli operatori della formazione professionale dei lavoratori che operano nelle tre filiere (interventi, servizi e obbligo formativo), assunti a tempo indeterminato, entro il periodo previsto dalla l.r. 10/2011.
- si concorda, in alcuni casi, la fattibilità dell’eventuale contratto di solidarietà difensiva, onde evitare al lavoratore di uscire dal sistema;
Riteniamo fondamentale che il Governo e l’Amministrazione Regionale predispongano un atto amministrativo che dia ai lavoratori una concreta salvaguardia occupazionale e retributiva, nonchè un rigido e concreto controllo che assicuri loro il diritto di percepire la retribuzione con cadenza mensile, a fronte della prestazione lavorativa offerta. Si ritiene che tali garanzie potranno essere concretizzate attraverso l’istituzione di un ruolo ad esaurimento e di un capitolo di spesa dedicato.
Il personale risultante in esubero presso gli Enti di appartenenza, o quello proveniente da Enti definanziati ovvero da Enti con procedure di revoca di accreditamento (CEFOP, Fondazione CAS e SICILFORM) deve essere impegnato prioritariamente, preservando le ore già assegnate nel D.A., presso altri Enti ovvero anche presso Enti che risultino privi di personale, prima che gli stessi provvedano ad effettuare nuove assunzioni. Si ribadisce che gli Enti privi di personale devono fare ricorso prioritariamente all’Albo unico ad esaurimento degli operatori della formazione professionale per le professionalità da acquisire.
Attività e corsi
Per quanto riguarda il riconoscimento dell’ accreditamento per lo svolgimento delle attività, si deve prevedere che gli Enti Gestori rispettino la legislazione vigente tramite parametri oggettivi fondamentali tra cui:
- ricevuta di avvenuto pagamento spettanze dei lavoratori e relativo DURC;
- rispetto del CCNL e reale applicazione;
- blocco reale delle assunzioni, per la garanzia del personale inserita nell’Albo;
- accorpamento di più Enti Gestori come previsto dalla D.G. 350/2010;
- rendicontazione anni precedenti e relativo saldo delle spettanze del personale compreso tutti gli adeguamenti contrattuali;
- regolare tenuta del bilancio d’esercizio e TFR regolarmente versato.
Si ribadisce l’ attuazione di misure di fuoriuscita del personale e la ricollocazione dello stesso personale presso altri enti, anche previa riqualificazione, ove occorre, di lavoratori provenienti da altri enti, de finanziati, falliti ovvero che cessano l’attività per qualsiasi altra ragione (Cefop, Fondazione Cas, Siciliform ecc.).
Per l’attivazione dei corsi, si propone una programmazione del Piano Formativo, prioritariamente in tempo utile per favorire la normale fruizione da parte dei corsisti e comunque che sia concomitante all’inizio del calendario delle scuole, inoltre la stessa programmazione dovrà essere prevista possibilmente in ambito triennale, con un sistema di finanziamento standard utilizzando fondi regionali, nazionali ed europei.
Il Coordinamento Regionale settore formazione professionale Sicilia
(Incontro dei Coordinatori Provinciali settore formazione professionale di martedì 5 luglio 2011 – MOTIVAZIONE STATO DI AGITAZIONE DELLA CATEGORIA)
I LAVORATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN STATO DI AGITAZIONE
I dipendenti della formazione professionale si trovano da parecchio tempo “stritolati” in una guerra tra gli Enti gestori, dai quali dipendono, e la Regione Sicilia che, attraverso norme, circolari, leggi, decreti e quant’altro, detta quelle direttive che dovrebbero garantire la buona formazione ma che allo stato attuale sta solo generando una situazione di insostenibile confusione. Gli enti di formazione in Sicilia vivono oggi una situazione molto difficile e a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano docenti, orientatori ed amministrativi che da mesi non percepiscono gli stipendi.
I dipendenti degli Enti Gestori, sia quelli impegnati nei Centri per l’Impiego della Sicilia che quelli impegnati nei corsi finanziati dalla Regione Sicilia, lamentano la situazione di gravissimo disagio e di “precarizzazione” che purtroppo vede loro coinvolti, da quasi otto mesi, assieme alle loro famiglie: da mesi, infatti, nonostante siano regolarmente in servizio, non percepiscono lo stipendio. Per la verità, ogni anno si sono dovuti abituare a stringere i denti, a fronte del fatto che gli Enti hanno regolarmente disatteso il CCNL non pagando le spettanze il 27 di ogni mese così come si fa in tutte le aziende e, per abitudine, vengono pagati in ritardo e mai ad una data prefissata.
Nei primi tre mesi dell’anno, e fino a quando la Regione Sicilia non approva il bilancio, i lavoratori sono costretti a fare fronte alle esigenze della vita con i propri risparmi e con ogni genere di espediente.
Quest’anno, invece, in un piano di riordino del settore della formazione professionale (buona formazione) l’Assessorato Regionale alla Formazione ha, dopo mesi di “tira e molla”, finanziato il 70% del monte ore agli enti e ha determinato il parametro ora corso a €135,00. In questo modo molti lavoratori, assunti dagli Enti Gestori che negli anni precedenti hanno avuto finanziato un parametro ore superiore a tale cifra, rischiano la mobilità e forse il licenziamento. A tale proposito la maggior parte degli Enti Gestori stanno applicando la procedura di mobilità ai sensi della 223/91 e, con le OO.SS., si stanno svolgendo esami congiunti in sedi aziendali o pubbliche.
Ora l’Amministrazione Regionale, dopo mesi di ritardo e inadempienze di leggi e normative, ha sbloccato una piccola parte dei finanziamenti che serviranno a pagare qualche mensilità ad alcuni lavoratori del comparto PROF.
Una parte dei dipendenti, circa 1800, è impegnata negli Sportelli Multifunzionali. Il lavoro di questi operatori, indispensabili nella gestione delle politiche attive del lavoro e del funzionamento dei Centri per l’Impiego, è mortificato dalle carenze organizzative dell’Assessorato alla Famiglia e al lavoro. Anche per loro, stipendi in ritardo e, nonostante il finanziamento pubblicato, l’Amministrazione Regionale, tramite dei revisori contabili (pagati in anticipo) anche in questo settore sta determinando confusione sostenendo di non volere riconoscere gli istituti contrattuali comunque già previsti nell’importo assegnato all’ente gestore. Situazione paradossale in quanto se il finanziamento degli sportelli è stato approvato considerando tutta la spesa annuale contrattuale riferita ad ogni singolo lavoratore, perché alcuni revisori contabili stanno sollevando problemi?
Questa è la strana situazione in cui si trovano i lavoratori degli Sportelli Multifunzionali dell’avviso 1 e avviso 2, Sportelli che sono stati finanziati, approvati dalla ragioneria e registrati alla Corte dei Conti, per importi definiti al singolo lavoratore impegnato nel servizio per la cifra corrispondente al rapporto del lavoro riconosciuto dal CCNL vigente per tutto l’anno solare. Semplificando, il finanziamento è riferito ad ogni persona inserita nel progetto e non al servizio erogato.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale è preoccupato per la situazione di disagio dei lavoratori che, da mesi senza stipendio, non riescono più a far fronte alle spese relative agli impegni assunti in virtù della certezza del proprio diritto, lo stipendio, certezza che si è invece rilevata una vana speranza e che sta portando la gente alla disperazione totale.
La formazione professionale in Sicilia è diventata una emergenza sociale che ha messo in ginocchio tutto il Sistema ormai ingestibile.
I dipendenti della formazione professionale si trovano da parecchio tempo “stritolati” in una guerra tra gli Enti gestori, dai quali dipendono, e la Regione Sicilia che, attraverso norme, circolari, leggi, decreti e quant’altro, detta quelle direttive che dovrebbero garantire la buona formazione ma che allo stato attuale sta solo generando una situazione di insostenibile confusione. Gli enti di formazione in Sicilia vivono oggi una situazione molto difficile e a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano docenti, orientatori ed amministrativi che da mesi non percepiscono gli stipendi.
I dipendenti degli Enti Gestori, sia quelli impegnati nei Centri per l’Impiego della Sicilia che quelli impegnati nei corsi finanziati dalla Regione Sicilia, lamentano la situazione di gravissimo disagio e di “precarizzazione” che purtroppo vede loro coinvolti, da quasi otto mesi, assieme alle loro famiglie: da mesi, infatti, nonostante siano regolarmente in servizio, non percepiscono lo stipendio. Per la verità, ogni anno si sono dovuti abituare a stringere i denti, a fronte del fatto che gli Enti hanno regolarmente disatteso il CCNL non pagando le spettanze il 27 di ogni mese così come si fa in tutte le aziende e, per abitudine, vengono pagati in ritardo e mai ad una data prefissata.
Nei primi tre mesi dell’anno, e fino a quando la Regione Sicilia non approva il bilancio, i lavoratori sono costretti a fare fronte alle esigenze della vita con i propri risparmi e con ogni genere di espediente.
Quest’anno, invece, in un piano di riordino del settore della formazione professionale (buona formazione) l’Assessorato Regionale alla Formazione ha, dopo mesi di “tira e molla”, finanziato il 70% del monte ore agli enti e ha determinato il parametro ora corso a €135,00. In questo modo molti lavoratori, assunti dagli Enti Gestori che negli anni precedenti hanno avuto finanziato un parametro ore superiore a tale cifra, rischiano la mobilità e forse il licenziamento. A tale proposito la maggior parte degli Enti Gestori stanno applicando la procedura di mobilità ai sensi della 223/91 e, con le OO.SS., si stanno svolgendo esami congiunti in sedi aziendali o pubbliche.
Ora l’Amministrazione Regionale, dopo mesi di ritardo e inadempienze di leggi e normative, ha sbloccato una piccola parte dei finanziamenti che serviranno a pagare qualche mensilità ad alcuni lavoratori del comparto PROF.
Una parte dei dipendenti, circa 1800, è impegnata negli Sportelli Multifunzionali. Il lavoro di questi operatori, indispensabili nella gestione delle politiche attive del lavoro e del funzionamento dei Centri per l’Impiego, è mortificato dalle carenze organizzative dell’Assessorato alla Famiglia e al lavoro. Anche per loro, stipendi in ritardo e, nonostante il finanziamento pubblicato, l’Amministrazione Regionale, tramite dei revisori contabili (pagati in anticipo) anche in questo settore sta determinando confusione sostenendo di non volere riconoscere gli istituti contrattuali comunque già previsti nell’importo assegnato all’ente gestore. Situazione paradossale in quanto se il finanziamento degli sportelli è stato approvato considerando tutta la spesa annuale contrattuale riferita ad ogni singolo lavoratore, perché alcuni revisori contabili stanno sollevando problemi?
Questa è la strana situazione in cui si trovano i lavoratori degli Sportelli Multifunzionali dell’avviso 1 e avviso 2, Sportelli che sono stati finanziati, approvati dalla ragioneria e registrati alla Corte dei Conti, per importi definiti al singolo lavoratore impegnato nel servizio per la cifra corrispondente al rapporto del lavoro riconosciuto dal CCNL vigente per tutto l’anno solare. Semplificando, il finanziamento è riferito ad ogni persona inserita nel progetto e non al servizio erogato.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale è preoccupato per la situazione di disagio dei lavoratori che, da mesi senza stipendio, non riescono più a far fronte alle spese relative agli impegni assunti in virtù della certezza del proprio diritto, lo stipendio, certezza che si è invece rilevata una vana speranza e che sta portando la gente alla disperazione totale.
La formazione professionale in Sicilia è diventata una emergenza sociale che ha messo in ginocchio tutto il Sistema ormai ingestibile.
mercoledì 29 giugno 2011
CONTINUA LO STATO DI AGITAZIONE
I dipendenti della formazione professionale si trovano da parecchio tempo stritolati in una guerra tra gli Enti gestori, dai quali dipendono, e la Regione Sicilia che, attraverso norme, circolari, leggi, decreti e quant’altro detta quelle direttive che dovrebbero garantire la buona formazione ma che allo stato attuale sta solo generando una situazione di insostenibile confusione. Gli enti di formazione in Sicilia vivono oggi una situazione molto difficile e a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano docenti, orientatori ed amministrativi che da mesi non percepiscono gli stipendi.
I dipendenti degli Enti Gestori,sia quelli impegnati nei Centri per l’Impiego della Sicilia che quelli impegnati nei corsi finanziati dalla Regione Sicilia, lamentano la situazione di gravissimo disagio e di precarizzazione che purtroppo vede loro coinvolti, da quasi otto mesi, assieme alle loro famiglie: da mesi, infatti, nonostante siano regolarmente in servizio, non percepiscono lo stipendio. Per la verità, ogni anno si sono dovuti abituare a stringere i denti, a fronte del fatto che gli Enti hanno regolarmente disatteso il CCNL non pagando le spettanze il 27 di ogni mese così come si fa in tutte le aziende e per abitudine vengono pagati in ritardo e mai ad una data prefissata.
Nei primi tre mesi dell’anno, e fino a quando la Regione Sicilia non approva il bilancio, i lavoratori sono costretti a fare fronte alle esigenze della vita con i propri risparmi e con ogni genere di espediente.
Quest’anno, invece, in un piano di riordino del settore della formazione professionale (buona formazione) l’Assessorato Regionale alla Formazione ha, dopo mesi di tira e molla, finanziato il 70% del monte ore agli enti e ha determinato il parametro ora corso a €135. In questo modo molti lavoratori, assunti dagli Enti Gestori che negli anni precedenti hanno avuto finanziato un parametro ore superiore a tale cifra, rischiano la mobilità e forse il licenziamento. A tale proposito la maggior parte degli Enti Gestori stanno applicando la procedura di mobilità ai sensi della 223/91 e, con le OO.SS., si stanno svolgendo esami congiunti in sedi aziendali o pubbliche.
Ora l’Amministrazione Regionale, dopo mesi di ritardo e inadempienze di leggi e normative, ha sbloccato una piccola parte dei finanziamenti che serviranno a pagare qualche mensilità ad alcuni lavoratori del comparto PROF.
Una parte dei dipendenti, circa 1800, è impegnata negli Sportelli Multifunzionali. Il lavoro di questi operatori, indispensabili nella gestione delle politiche attive del lavoro e del funzionamento dei Centri per l’Impiego, è mortificato dalle carenze organizzative ell’Assessorato alla Famiglia e al lavoro. Anche per loro, stipendi in ritardo e, nonostante il finanziamento pubblicato, l’Amministrazione Regionale, tramite dei revisori contabili (pagati in anticipo) anche in questo settore sta determinando confusione sostenendo di non volere riconoscere gli istituti contrattuali comunque già previsti nell’importo assegnato all’ente gestore. Situazione paradossale in quanto se il finanziamento degli sportelli è stato approvato considerando tutta la spesa annuale contrattuale riferita ad ogni singolo lavoratore, perché alcuni revisori contabili stanno sollevando problemi?
Questa è la strana situazione in cui si trovano i lavoratori degli Sportelli Multifunzionali dell’avviso 1 e avviso 2, Sportelli che sono stati finanziati, approvati dalla ragioneria e registrati alla Corte dei Conti, per importi definiti al singolo lavoratore impegnato nel servizio per la cifra corrispondente al rapporto del lavoro riconosciuto dal CCNL vigente per tutto l’anno solare. Semplificando, il finanziamento è riferito ad ogni persona inserita nel progetto e non al servizio erogato.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale è preoccupato per la situazione di disagio dei lavoratori che, da mesi senza stipendio, non riescono più a far fronte alle spese relative agli impegni assunti in virtù della certezza del proprio diritto, lo stipendio, certezza che si è invece rilevata una vana speranza e che sta portando la gente alla disperazione totale.
La formazione professionale in Sicilia è diventata una emergenza sociale che ha messo in ginocchio tutto il Sistema ormai ingestibile.
b
I dipendenti degli Enti Gestori,sia quelli impegnati nei Centri per l’Impiego della Sicilia che quelli impegnati nei corsi finanziati dalla Regione Sicilia, lamentano la situazione di gravissimo disagio e di precarizzazione che purtroppo vede loro coinvolti, da quasi otto mesi, assieme alle loro famiglie: da mesi, infatti, nonostante siano regolarmente in servizio, non percepiscono lo stipendio. Per la verità, ogni anno si sono dovuti abituare a stringere i denti, a fronte del fatto che gli Enti hanno regolarmente disatteso il CCNL non pagando le spettanze il 27 di ogni mese così come si fa in tutte le aziende e per abitudine vengono pagati in ritardo e mai ad una data prefissata.
Nei primi tre mesi dell’anno, e fino a quando la Regione Sicilia non approva il bilancio, i lavoratori sono costretti a fare fronte alle esigenze della vita con i propri risparmi e con ogni genere di espediente.
Quest’anno, invece, in un piano di riordino del settore della formazione professionale (buona formazione) l’Assessorato Regionale alla Formazione ha, dopo mesi di tira e molla, finanziato il 70% del monte ore agli enti e ha determinato il parametro ora corso a €135. In questo modo molti lavoratori, assunti dagli Enti Gestori che negli anni precedenti hanno avuto finanziato un parametro ore superiore a tale cifra, rischiano la mobilità e forse il licenziamento. A tale proposito la maggior parte degli Enti Gestori stanno applicando la procedura di mobilità ai sensi della 223/91 e, con le OO.SS., si stanno svolgendo esami congiunti in sedi aziendali o pubbliche.
Ora l’Amministrazione Regionale, dopo mesi di ritardo e inadempienze di leggi e normative, ha sbloccato una piccola parte dei finanziamenti che serviranno a pagare qualche mensilità ad alcuni lavoratori del comparto PROF.
Una parte dei dipendenti, circa 1800, è impegnata negli Sportelli Multifunzionali. Il lavoro di questi operatori, indispensabili nella gestione delle politiche attive del lavoro e del funzionamento dei Centri per l’Impiego, è mortificato dalle carenze organizzative ell’Assessorato alla Famiglia e al lavoro. Anche per loro, stipendi in ritardo e, nonostante il finanziamento pubblicato, l’Amministrazione Regionale, tramite dei revisori contabili (pagati in anticipo) anche in questo settore sta determinando confusione sostenendo di non volere riconoscere gli istituti contrattuali comunque già previsti nell’importo assegnato all’ente gestore. Situazione paradossale in quanto se il finanziamento degli sportelli è stato approvato considerando tutta la spesa annuale contrattuale riferita ad ogni singolo lavoratore, perché alcuni revisori contabili stanno sollevando problemi?
Questa è la strana situazione in cui si trovano i lavoratori degli Sportelli Multifunzionali dell’avviso 1 e avviso 2, Sportelli che sono stati finanziati, approvati dalla ragioneria e registrati alla Corte dei Conti, per importi definiti al singolo lavoratore impegnato nel servizio per la cifra corrispondente al rapporto del lavoro riconosciuto dal CCNL vigente per tutto l’anno solare. Semplificando, il finanziamento è riferito ad ogni persona inserita nel progetto e non al servizio erogato.
Lo Snals Confsal settore formazione professionale è preoccupato per la situazione di disagio dei lavoratori che, da mesi senza stipendio, non riescono più a far fronte alle spese relative agli impegni assunti in virtù della certezza del proprio diritto, lo stipendio, certezza che si è invece rilevata una vana speranza e che sta portando la gente alla disperazione totale.
La formazione professionale in Sicilia è diventata una emergenza sociale che ha messo in ginocchio tutto il Sistema ormai ingestibile.
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giovedì 23 giugno 2011
CONTINUA LO STATO DI AGITAZIONE
Il Governo Regionale e gli Assessori alla Pubblica Istruzione e al Lavoro con i relativi Dirigenti e forse con la collaborazione di alcuni Enti Gestori sono riusciti a mettere in crisi il settore della formazione professionale.
Si avverte nell’aria una regia che sta creando l’esasperazione della piazza, perché l’Amministrazione Regionale è riuscita a calpestare la dignità, le tutele e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto.
I lavoratori da mesi non percepiscono lo stipendio, i corsi rivolti all’utenza sono iniziati nel mese di Giugno creando disservizi alla cittadinanza interessata a conseguire la qualifica.
Da una parte lavoratori che rischiano il licenziamento per esubero, le procedure di mobilità sono state già avviate, dall’altra assunzioni per mancanza di personale. Il caos regna sovrano.
Lo SNALS CONFSAL settore formazione professionale ha dichiarato lo stato di agitazione della categoria
Si avverte nell’aria una regia che sta creando l’esasperazione della piazza, perché l’Amministrazione Regionale è riuscita a calpestare la dignità, le tutele e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto.
I lavoratori da mesi non percepiscono lo stipendio, i corsi rivolti all’utenza sono iniziati nel mese di Giugno creando disservizi alla cittadinanza interessata a conseguire la qualifica.
Da una parte lavoratori che rischiano il licenziamento per esubero, le procedure di mobilità sono state già avviate, dall’altra assunzioni per mancanza di personale. Il caos regna sovrano.
Lo SNALS CONFSAL settore formazione professionale ha dichiarato lo stato di agitazione della categoria
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