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lunedì 20 febbraio 2017

ENTI GESTORI O IMPRENDITORI AUTONOMI



ENTI GESTORI O IMPRENDITORI AUTONOMI ?

Da qualche tempo sono comparsi, nella piattaforma telematica del Dipartimento dell’Istruzione e della Formazione Professionale,alcuni bandi relativi al reclutamento del personaledocente e non docente, dimpiegare nei corsi degli Avvisi 4, 7 ed 8, finanziati con fondi comunitari. Ai fini della selezione del personale da assumere,appare evidente come a risultare determinante sia ladiscrezionalità auto-attribuitasi dagli stessi Enti autori di detti bandi,a discapito dell’ applicazione  del  CCNL settore F.P. e della normativa vigente a tutela dell’ effettiva continuità occupazionale e retributiva prevista per i lavoratori iscritti all’Albo della F.P e rimasti privi di incarico.

Nelle more dell’ accordo trilaterale tra Regione, OO.SS. ed Associazioni datoriali, alcuni Enti sono divenuti, a proprio piacimento, creatori di criteri selettiviLa scrivente organizzazione sindacale evidenzia che spesso i titoli richiesti non sono conformi con quelli previsti dal vigente  CCNL F.P., inoltre il punteggio massimo previsto in base all’ esperienza maturata nella specificamansione richiesta è notevolmente inferiore rispetto a quellomassimo previsto per il colloquio, attribuito in maniera del tuttodiscrezionale ed insindacabile da una commissione internanominata ad hoc. Quale norma o articolo contrattuale prevede tale procedura? Quali sono i requisiti previsti e le specifiche competenze in possesso dei membri delle suddette commissioni valutatrici il cui punteggio assegnato in maniera INSINDACABILE èdecisivo nella selezione dei candidati? In alcuni bandi è formalmente specificato  che l’assegnazione dell’incaricoessendo “Intuitu personae” resta comunque SUBORDINATO ALL’ ESPRESSIONE DI UNA TOTALE DISCREZIONALITÀ DELL’ENTEAltri bandi prevedono addirittura che il candidato debba sostenere e superare molteplici prove, scritte e pratiche, peressere, infine, ammesso al colloquio con la commissione valutatrice.

Le succitate modalità di selezione del personaleriportate a mero titolo esemplificativo (si potrebbe continuare ad elencare altri criteri eterogenei ravvisati nei diversi bandi), contrastano apertamente con gli intenti  espressi pubblicamente, più volte, dall’ Assessore della F.P. e dal Dirigente del relativo Dipartimento, circa l’obbligo di assunzione, da parte degli Enti attuautori dei corsi formativi, dei lavoratori iscritti all’ Albo e rimasti incolpevolmente privi di incarico a seguito della revoca dell’ accreditamento subita dai rispettivi Enti di appartenenza. Affinchè l’ attuazione della salvaguardia occupazionale degli appartenti all’Albo non rimanga un intentoastratto, occorre stabilire formalmente ed in tempi brevi:

A) Regole certe e precise volte a concretizzare al massimo tale salvaguardia;
B) Controlli sugli esiti dei bandi, da effettuare prima della stipula dei contratti
C) Sanzioni immediate da comminare agli Enti che disattendono o applicano in maniera parziale e/o discrezionale le regolestabilite.

Contrariamente, difronte ad un esponenziale incremento di lavoratori licenziati e rimasti privi di incarico, qualora i criteri selettivi inseriti nei vari Bandi, anzicchè essere oggettivi e trasparenti, dovessero risultare arbitrari ed eterogenei, le assunzioni presso gli Enti fruitori di finanziamenti pubblici sarannodi difficile attuazione vista la determinante discrezionalità degli Entimedesimi.

Gli Enti fautori dei Bandi di reclutamento sono stati altrettantoesigenti nella richiesta di titoli, requisiti, superamento di prove scritte e pratiche, in occasione delle selezioni del personale assunto discrezionalmente in precedenza senza ricorrere ad alcun Bando pubblico ?

L’ autonomia imprenditoriale, fortemente rivendicata in occasione della selezione e dell’ assunzione del personale, perchè non è attuata in altre circostanze come, ad esempio, al momento di garantire mensilmente la retribuzione ai propri dipendenti ? Pur vantando l’ autonomia imprenditoriale, vi sono Enti che devono ancora versare emolumenti per incarichi svolti diversi anni addietro:addebitando la causa del grave ritardo alla Regione, che sostengono non abbia provveduto ad inviare i finanziamenti, quale tipo di autonomia dimostrano di avere... ???

I corsi di formazione, nell’ambito degli Avvisi 4, 7 ed 8vengonosvolti in virtù dell’ autonomia imprenditoriale oppure grazie ai finanziamenti pubblici erogati dalla Regione Siciliana ad alcuni Enti selezionati per gestirli nel pieno rispetto della normativa vigente?

Tutto ciò premesso, la scrivente organizzazione sindacale auspica un tempestivo intervento dell’ Amministrazione regionale al fine di consentire l’ assunzione dei lavoratori iscritti all’ Albo presso gli Enti attuatori di corsi finanzianti con fondi pubblici, ribadendo, a tal fine, che l’applicazione del CCNL FP ed il rispetto della normativa vigente a tutela di coloro i quali sono rimasti privi di incarico, rappresentano dei capisaldi assolutamente imprescindibili.

 

N.B. Nella primavera del 2014, centinaia di lavoratori iscritti all’ Albo rimasti privi di incarico, vincitori del concorso per titoli indetto dal Ciapi di Priolo, sono stati contrattualizzati nell’ ambito del Progetto Prometeo. Trascorsi quasi 3 anni, nei quali è stata svolta solamente una parte minoritaria dei corsi finanziatiin moltisi chiedono che fine abbia fatto il finanziamento destinato allo svolgimento di tutti gli altri corsi, non ancora avviati, del progetto Prometeo. I tentativi degli interessati di ricevere delucidazioni in merito dal Ciapi di Priolo, sono risultati finora privi di riscontro.

Non sarebbe opportuno, dopo tanta attesa, uscire da questo limbo avviando l’ iter che consenta al Ciapi di Priolo di fare partire, in tempi celeri, i corsi del Progetto Prometeo impiegando gli aventi diritto ?

mercoledì 20 aprile 2016

METTIAMO IN SICUREZZA I LAVORATORI DELLA FP


Giuseppe Milazzo dello Snals Confsal settore formazione professionale, nel rivolgersi all’Amministrazione Regionale sottolinea che la stessa, prima di introdurre riforme ed importanti innovazioni, debba occuparsi di porre in sicurezza il personale garantendo la continuità occupazionale, così come più volte sostenuto dal Governo Regionale, nonché di adottare provvedimenti atti a regolarizzare il pregresso economico spettante agli enti di formazione, affinchè questi possano pagare gli stipendi arretrati al personale.
In dettaglio, per quanto riguarda la parte economica, si chiede di:
A) accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;
B) velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
C) affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga;
D) verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga;
E) risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo. 
Ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità.
Per quanto riguarda la garanzia della continuità occupazionale del personale, si chiede:
1) L'applicazione dell’Albo, di cui all’art. 14 della legge regionale 24/76, dare, la possibilità a ciascun lavoratore di potervi accedere per ispezionarlo ed aggiornarlo con eventuali nuovi titoli acquisiti, riqualificazioni e/o aggiornamenti effettuati;
2) l’elaborazione di una Circolare Assessoriale che evidenzia una direttiva chiara sulle procedure di applicazione della mobilità del personale della formazione professionale (bisogna ripartire dall’Allegato 12 del CCNL in sintonia e coerenza normativa con la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 e la Circolare Assessoriale n. 10 del 5 ottobre 1994 e della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002 art. 39. Quindi porre espresso divieto di licenziamento e di applicazione della legge n. 223/91, recepita nelle procedure della legge regionale n. 10 del 7 giugno 2011 e sua applicazione nella Circolare Assessoriale n. 22 del 12 agosto 2011 attraverso la legge n. 2/2009);
3) di procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico e, a quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o licenziati anche per giusta causa;
4) fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento dell’Avviso n. 20/2011 (da maggio 2016 in poi), al fine di evitare che gli enti di formazione adottino procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.
Il Coordinatore regionale settore formazione professionale
Giuseppe Milazzo

martedì 19 aprile 2016

LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE

Il 

Proclamato lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale per il mancato pagamento degli stipendi pregressi ed attuali.
Da notizie pervenute dagli uffici regionali i lavoratori che hanno garantito un servizio puntuale ed efficiente, dovranno trascorrere ulteriori mesi senza stipendi.
I lavoratori hanno intenzione di  far sentire la loro voce contro il silenzio della Regione che non applica le leggi per la salvaguardia occupazionale dei  lavoratori della formazione.
Chi opera nel settore della formazione professionale quest'anno non ha ancora ricevuto i fondi necessari dell'attività passata e quella presente, per riuscire a pagare gli stipendi dei lavoratori.
Il coordinamento regionale Snals Confsal settore formazione professionale chiede di capire quale futuro si vuole disegnare, quali sono  gli scenari che si aprono per una crisi che sembra aver toccato  il fondo.
Siamo preoccupati per le false promesse di voler investire, di vole puntare sulla formazione professionale come volano di sviluppo economico per i giovani siciliani, poiché ad oggi ci si ritrova con tanta confusione ed un pugno di mosche in mano.
Siamo in attesa di capire come il Governo intende risolvere concretamente il problema che è emerso per il personale inserito nell'Albo regionale degli operatori della formazione professionale  che sono privi d'incarico.
Siamo fortemente preoccupati che la situazione possa degenerare.
In una situazione del genere i lavoratori non sanno  come andare avanti. C'è allarme per l'emergenza che si sta vivendo.
Auspichiamo che nell'immediato si trovi una soluzione che possa dare concretamente, così come previsto dalle leggi regionali, un garanzia economica e lavorativa a tutti gli operatori  della formazione professionale.

mercoledì 17 febbraio 2016

COMUNICATO - sentenza Tribunale Sezione Lavoro



Il Coordinatore Regionale Giuseppe Milazzo  SNALS CONFSAL, settore Formazione Professionale, accoglie con entusiasmo la sentenza emessa dal Tribunale di Termini Imerese – Sezione Lavoro – nella persona del Giudice dott. Roberto Rezzonico, con la quale viene sancito, in maniera definitiva, ciò che con veemenza è stato sempre sostenuto da codesta O.S., ossia, che la Regione Sicilia - Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale – quale organo erogatore e garante del servizio, deve farsi parte attiva della tutela retributiva occupazionale degloperatori del comparto della formazione professionale.

Con espresso riferimento alla cennata sentenza, in merito alla pozione dell’Assessorato regionale dell’Istruzione e Formazione Professionale, si statuisce che è: “indiscusso orientamento giurisprudenziale secondo il quale, in tema di rapporti di lavoro conclusi da enti di formazione professionale ammessi ad appositi finanziamenti pubblici…è configurabile un rapporto di garanzia c.d. impropria fra Ente finanziatore ed Ente di formazione, con conseguente ammissibilità della chiamata in causa del primo su impulso del secondo, convenuto per l’adempimento”.

Ed ancora: “Considerata l’essenzialità della formazione professionale ai fini dell’ingresso del mondo del lavoro e quindi della tutela di valori costituzionali fondanti la Repubblica (cfr. artt. 1,4,34 e 35 Cost.), la già avvenuta erogazione del servizio pubblico formativo da parte dell’XXXXXX (omissis) avrebbe comunque imposto l’erogazione del finanziamento per consentire all’Associazione di far fronte ai propri oneri contrattuali verso i propri dipendenti, e ciò anche nell’ottica dei doveri di buona fede e solidarietà economica e sociale ( art. 2 Cost.)”.

Il Giudice del Lavoro, conclude la propria pronuncia con una condanna nei confronti dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale a pagare all’Ente convenuto in giudizio tutte le somme da questo dovute ai lavoratori oltre le spese di lite.

Lo scenario che adesso si apre aggiunge davvero speranza al settore, poiché, in forza a tale provvedimento giudiziario:

1. gli enti di formazione, una volta conclusi i servizi formativi, qualora non avranno percepito le somme loro spettanti (anche in conto di anticipo), potranno rivalersi sull’Assessorato in questione per il recupero di quanto dovuto ai lavoratori. Gli enti, altresì, potranno anche richiedere il risarcimento del danno cagionato per lamancata erogazione dei finanziamenti autorizzati e non contestati da parte dell’Amministrazione, che non potrà più sottrarsi al proprio ruolo di co-responsabile solidale.
2. i lavoratori del comparto, potranno escutere direttamente, dopo essersi muniti di valido titolo esecutivo, anchel’Assessorato de quoin quanto essendo Ente Promotore e Coordinatore del servizio formativo, ne diviene automaticamente e giuridicamente Garante.

Ci si auspica, adesso, da parte dell’Amministrazione regionale, un nuovo approccio al Sistema formativo ed una maggiore collaborazione con la Scrivente Organizzazione Sindacale, per definire un quadro operativo efficiente, efficace e che possa riparare al più presto i danni inferti al settore della Formazione Professionale.

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...