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venerdì 23 maggio 2014

Salta la vendita del Cefop in a.s.

  Si e tenuta oggi presso il ministero dello sviluppo economico una riunione fra parti sociali rappresentanti della regione, del ministero, e dei commissari straordinari intorno alla vendita del cefop in as.
durante la riunione il rappresentante della regione ha dichiarato che il parere chiesto dagli uffici regionali all'avvocatura dello stato è da ritenersi negativo.
Gli uffici del dipartimento intendono conseguentemente attenersi a tale parere.
dunque salta la vendita del complesso aziendale cefop in as.
Si tratta della ennesima sconfitta dei commissari straordinari del cefop in as.
In questo momento è urgente attivare misure di garanzia per i mille lavoratori del cefop in as.
il governo della regione deve sciogliere i nodi intorno ai progetti spartacus e prometeo costruendo un percorso credibile verso un polo pubblico della formazione professionale. 
Lo snals confsal in mancanza di tutto questo si è riservato al tavolo di formulare una proposta che vede i mille lavoratori artefici del loro futuro attivando procedure di acquisizione del cefop in as, attivando il credito vantato nei confronti del cefop prima e del cefop in as successivamente. 




mercoledì 21 maggio 2014

“Vendita del complesso aziendale Cefop in as”. A che punto siamo?


Prima notizia: il ministero dello sviluppo economico ha convocato per Venerdì  p.v. sindacati, commissari e regione Sicilia.
Seconda notizia: l’avvocatura dello stato non si è ancora espressa in riferimento ai quesiti posti in essere dal dipartimento della formazione professionale della regione Sicilia.
Terza notizia: nell’attesa che si sciolgano i nodi il consorzio Cerf, cioè l’acquirente del Cefop, ha già assunto alcuni dei 400 lavoratori (pare 8) selezionati dal bando pubblicato dal Cerf? Dal Cefop in as? ( Confessiamo che ancora non abbiamo   capito…… )
Quarta notizia: i corsisti  cioè gli utenti finali sono in attesa di svolgere gli esami dato che hanno completato il loro percorso di formazione professionale nell'Ente Cefop in a.s.
I Corsisti sostengono, a ragione, che la mancata espletazione degli esami preclude loro la possibilità di ricevere la qualifica professionale utile per l'inserimento nel mercato del lavoro.
Quinta notizia: per quanto riguarda il pagamento degli stipendi arretrati dei lavoratori  non vi sono ad oggi soluzioni.
Sesta notizia: dei contributi e degli stipendi  non versati e non retribuiti ai lavoratori riassunti dal Cefop in as nessun riscontro positivo.
Settima notizia: i moduli compilati dai lavoratori per il fondo di tesoreria dell’Inps (MV 32 e MV34) sono  inspiegabilmente ancora fermi negli uffici del Cefop in as.
Ottava notizia: malgrado la richiesta, inoltrata dalla scrivente organizzazione sindacale al Dipartimento Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, di accesso agli atti inerenti le spese di gestione sostenute dai commissari del cefop in as ( Vedi Live Sicilia del 24 febbraio 2014), scandalosamente non abbiamo nessun riscontro.
Finite le notizie in attesa che qualcuno abbia l’eleganza di fornire informazioni in merito ai punti di cui sopra, non ci resta che passare agli interrogativi.
Procediamo in ordine sparso:
Come mai il consorzio Cerf, che pare non retribuisce da mesi i propri dipendenti, assume i lavoratori del Cefop in as?
Come mai il Cerf pone in essere nuove assunzioni che mettono ancora di più a rischio il diritto alla retribuzione dei propri dipendenti?
Perché sono stati assunti proprio questi lavoratori?
Chi pagherà e come questi lavoratori?
C’è forse qualcuno che continua a dare garanzie al Cerf in riferimento al completamento delle procedure di vendita del cefop in As?
O addirittura qualcuno garantisce sul riscontro positivo del parere dell’ avvocatura dello stato?
Come mai nessuno, tranne chi scrive, ha chiesto spiegazioni o fornito informazioni in riferimento alla natura delle risorse economiche utilizzate dai commissari straordinari e soprattutto intorno alla corretta gestione di queste?
Perche malgrado i termini perentori comunicati ai lavoratori di presentazione dei moduli mv32 ed mv34, tali documenti restano nei cassetti del Cefop in as?
Perche ancora silenzio in riferimento ai contributi ed agli stipendi, sul lavoro svolto l'ente non gli ha mai erogati ai lavoratori?
Qualcuno, a parte le chiacchiere, ha soluzioni?
Ovviamente in attesa delle risposte non ci sottraiamo certo ad alcune considerazioni:
la vendita del complesso aziendale cefop in as è un vero pasticcio!
Cosi come è un altrettanto pasticcio tutta la gestione dell’amministrazione straordinaria del Cefop in as  che non solo non  ha sciolto i nodi in riferimento alla responsabilità della precedente gestione del Cefop ma anzi ha operato una vera macelleria sociale in spregio a norme e leggi.
La certezza è che la materia non è purtroppo più materia sindacale e la verifica intorno alla correttezza della gestione e delle procedure sarà materia dei tribunali.
 

sabato 22 marzo 2014

@La gestione della Formazione Professionale continua ad essere segno di un’illegalità diffusa.

Dal quotidiano on Line Live Sicilia

Il Cefop è stato venduto, ma adesso gli esami finali dei corsi chi li fa? La cessione del mega ente della Formazione professionale rischia infatti di avere conseguenze paradossali per i lavoratori e persino per gli allievi. I corsi, infatti, si sono fermati. I dipendenti stessi, licenziati dall'ente, dovrebbero passare alla nuova cordata rappresentata dal Cerf. Un passaggio, però, sul quale restano ancora molte zone d'ombra. E non a caso la Regione ha deciso di vederci chiaro convocando urgentemente i commissari giudiziali che hanno guidato il Cefop, appunto, in amministrazione straordinaria.

Nei giorni scorsi il capodipartimento Anna Rosa Corsello ha incontrato il commissario Bartolo Antoniolli. Al commissario, il dirigente generale della Formazione ha chiesto ufficialmente il contratto di vendita al Cerf. Dal quale l'amministrazione regionale dovrà tirare fuori un po' di conclusioni. Con l'obiettivo di fugare qualche dubbio. Prima di autorizzare l'utilizzo dei fondi regionali per il finanziamento del nuovo ente che dovrebbe subentrare al Cefop.

Ma tra i lavoratori le preoccupazioni adesso sono tante: “Si sono fermati i corsi – racconta un dipendente storico del Cefop – e non sappiamo come si andrà avanti. Non sappiamo chi sosterrà gli esami. E non è un fatto da poco”. In effetti, gli esami finali dei corsi sbloccano l'ultimo 20% del finanziamento destinato all'ente di Formazione. Soldi al momento “in bilico”. “Si tratta anche dei nostri stipendi”, protestano i lavoratori. Ma non solo. Il problema riguarderebbe anche le decine di allievi che a quei corsi hanno preso parte. E che rischiano, oggi, di non completarli. Corsi inutili, per loro, in quel caso. E i corsi in questione sono davvero tanti, da quelli per assistenti sanitari a quelli per webmaster. Fino, pare, ai cosiddetti “Oif”, i corsi destinati agli alunni delle scuole.

Dall'assessorato alla Formazione, così, fanno sapere che bisognerà valutare tutto attentamente. Perché il passaggio dei corsi dal Cefop al Cerf non è così “automatico”. Proprio per questo motivo il capodipartimento Corsello ha convocato i commissari. Vuole risposte chiare su chi completerà i corsi della prima annualità dell'Avviso 20 (quelli attualmente “in bilico”, appunto), e chi si curerà di quelli della seconda annualità, per la quale la Regione ha trasferito al Cefop la bellezza di 17 milioni di euro. Insomma, la Regione vuole verificare se il passaggio dei corsi è fattibile.

Ma non solo. Superata le verifica tecnica, l'assessorato approfondirà un altro punto. Il passaggio al Cerf della parte conclusiva dei corsi, infatti, prevede anche alcune operazioni come quelle di rendicontazione. Se, ad esempio, nella convenzione legata alla vendita del Cefop, il Cerf non si “accollasse” gli eventuali debiti, la Regione si troverebbe nella situazione, in caso di contenzioso o nel caso di revoca di corsi con richiesta di restituzione delle somme, di non sapere a chi “chiedere indietro” i soldi. Chi, insomma, dovrà colmare gli eventuali debiti.

Un giallo, quindi. “Non si comprende – denuncia anche il sindacato Snals Confsal - la strategia che sta adottando l'Ente Cerf che pare stia per ricevere somme di circa 17 milioni di Euro con la promessa di impiegare il personale del Cefop. In contrasto alle normative regionali ed al contratto collettivo di lavoro. L'ente ha predisposto un bando per l’assunzione di circa 400 nuove unità; scoraggiando i “vincitori del bando”, ha destinato tali lavoratori in sedi distanti dalla propria residenza (abbondantemente oltre i 50 km) costringendoli, per questa via, a rinunciare all’incarico e ad andare ad ingrossare le fila degli aspiranti dipendenti del Ciapi. Il determinarsi di tale situazione ha ingolfato ed allargato la platea degli idonei al Ciapi, il cui numero è aumentato da 1415 ad oltre 1900 unità. La Regione – insiste il sindacato – non sta garantendo il rispetto della legalità. Siamo pronti a presentare un esposto alla Procura”.

Caos su caos. In un mondo, quello della Formazione professionale, che sembra non avere pace.Di pochi giorni fa, infatti, le sentenze del Cga che hanno aperto ai lavoratori degli sportelli multifunzionali inizialmente esclusi, il passaggio al Ciapi di Priolo. La Regione avrebbe commesso un errore evidente: avere scambiato l'iscrizione all'albo unico dei formatori come requisito essenziale per il passaggio al Ciapi di Priolo. Mentre - stando al bando - avrebbe dovuto soltanto attribuire un punteggio per stilare una graduatoria che si è trasformata in un semplice elenco nominativo, "stoppato" dal Cga..

E a proposito dell'albo dei formatori,in Commissione cultura all'Ars, la dirigente Corsello ha denunciato il proliferare di contratti atipici stipulati dopo il blocco delle assunzioni, fissato al 2008. Circa settemila contratti che potrebbero, attraverso tentativi di conciliazione, essere tramutati in assunzioni a tempo determinato. “Questo – afferma la deputata Gianina Ciancio - a causa di controlli inesistenti. E’ stata la stessa dottoressa Corsello ad ammettere che in assessorato ci sono circa 2000 faldoni di documentazione giacenti dal 1998, che solo ora hanno cominciato ad essere esaminati”.

Negli ultimi tempi, invece, stando sempre alla denuncia dei grillini, sarebbero stati gli enti a mostrarsi sordi alle richieste di invio delle carte, fatte dalla Regione, cosa che rischia di innescare l’ennesima bomba nell’universo Formazione. “Gli enti che non hanno provveduto a mandare in assessorato le pezze d’appoggio – afferma Valentina Zafarana – non solo non vedranno mai i saldi dei finanziamenti che si attestano a circa al 25 per cento delle annualità già erogate, ma rischiano di dover restituire anche le anticipazioni avute, con contraccolpi dalle conseguenze forse nemmeno immaginabili e che potrebbero pagare anche i lavoratori”. Il sistema-Formazione, insomma, rischia definitivamente di saltare in aria.

giovedì 1 agosto 2013

Tutto il Coordinamento , esprime sentite condoglianze ai famigliari per la scomparsa del collega Arch. Riccardo De Lisi.

Il solo modo di onorare la memoria della tragica e repentina scomparsa  del collega Arch. Riccardo De Lisi  è individuare le responsabilità di coloro in questi anni hanno prodotto questa orribile macelleria sociale.
La rabbia è colma.
Bisogna cambiare mettendo in atto fatti concreti cominciando a sganciare i lavoratori da questa macchina infernale che ha prodotto ruberie debiti e povertà.
Basta utilizzare i lavoratori come scudi umani per accaparrarsi milioni e privilegi.
Auspichiamo che la magistratura continui l’azione di pulizia che proprio in questi giorni sta portando avanti.
Non ne possiamo più di un settore dove immunità e privilegi fanno il paio con la disperazione di migliaia di lavoratori.
Il governo regionale metta immediatamente fine questa vergogna che produce rabbia disperazione e morte.

mercoledì 24 luglio 2013

CEFOP in AS che succede?

 
Abbiamo avuto informazione che ieri una delegazione di colleghi degli sportelli multifunzionali ha incontrato i commissari straordinari , ai margini della riunione di commiato svoltasi con i direttori, in ordine ai ritardi del pagamento delle retribuzioni.
Ovviamente non è nostro compito dare informazioni sull’esito dell’incontro per il semplice e banale motivo che non eravamo presenti dunque ad altri colleghi l’onere della rendicontazione dell’incontro.
Parleremo quindi dei boatos e delle indiscrezioni successive  (che  spesso si sono rilevate molto vicine alla verità).
Che dicono i boatos?
Dicono che i commissari hanno scaricato sulla macchina regionale la responsabilità delle decisioni insomma il solito scaricabarile!
D’altra cosa ci si poteva aspettare da una terna commissariale che si contraddistinta per essere più sensibile agli onori che agli oneri?
                    GLI SCENARI FUTURI
Non abbiamo contezza ufficiale delle difficoltà che impediscono il pagamento  dei colleghi degli sportelli multifunzionali  lavoro e scuola ma ci chiediamo come mai proprio oggi emergono in maniera cosi lacerante tali problemi?
Sono forse legati alle procedura di vendita avviate dai commissari straordinari?
Riteniamo di si.
L’incertezza sul futuro complessivo degli sportelli e la procedura di vendita sono gli scenari in cui vanno inseriti i problemi dei colleghi degli sportelli.
Nessuno è disposto a comprare strutture su cui ancora oggi nessuno ha delineato un  futuro.
Perche farsi carico di questi costi?
Perchè farsi carico di alcune centinaia di lavoratori ?
Chi comprerà il Cefop compra il finanziamento milionario dell’avviso 20!
tutto il resto sono costi inutili.
Allora come liberarsi di questi costi?
Presto detto.
Ecco emergere solo ora per sportelli del Cefop problemi che invece si conoscevano da tempo, troppo tempo.
E se a seguito di  tali “irrisolvibili” problemi il dipartimento si apprestasse a definanziare gli sportelli del Cefop ?
Non sarebbe risolto un problema per chi compra?
Un problema in meno!
D’altra parte come interpretare il silenzio del dirigente generale del dipartimento al Lavoro in merito alle problematiche degli sportelli Cefop?
Malgrado infatti più volte delegazioni di lavoratori hanno cercato di incontrare il dirigente generale si è semplicemente sottratta a qualsiasi intervento.
Ad aggravare tali comportamenti resta il misterioso rinvio a data da destinarsi di un tavolo tecnico sul Cefop previsto per il  5/7/2013.
Ma  può essere che  chi compra ha qualche santo in paradiso magari  qualche amico importante del  governo regionale e come al solito la pubblica amministrazione regionale si inchina ai voleri del potente di turno  facendogli il favore di definanziare gli sportelli del cefop?
Non vi è dubbio sarebbe un bel regalo.
Ovviamente speriamo di avere torto e di essere clamorosamente smentiti.
Vedremo.
A proposito ma chi compra?
I boatos dicono………..

venerdì 30 marzo 2012

I commissari Straordinari del Cefop ed il sindacato dei signorsi.

Apprendiamo che in data 28 Marzo i commissari straordinari hanno convocato le organizzazioni sindacali per definire l’elenco del personale da richiamare in servizio.

La scrivente organizzazione sindacale è stata informata dell’incontro soltanto qualche ora prima.

Un modo,peraltro poco elegante ma è noto lo stile non è acqua, per evitare di convocare lo Snals Confsal.

Un modo rozzo per evitare di sentirsi dire un altro no da l’unico sindacato che non ha accettato ne compromessi ne inciuci.

Signori commissari e la tanto decantata tolleranza?

Come al solito tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Avevamo salutato ,pur nella diversità delle posizioni, un nuovo stile di relazione i con i sindacati dei lavoratori.

Constatiamo al contrario che al tavolo si vogliono solo i sindacati signorsi.

Prendiamo atto ma certo non ci faremo intimidire da questi comportamenti prevaricatori.

Stiano tutti sereni continueremo a dissentire,a protestare,a denunziare fatti e atti incredibili perpetrati contro i lavoratori ed i loro diritti.

Continueremo a denunziare con forza in ogni sede la vicenda dell’insolvenza ai sensi della legge Prodi/bis del Cefop attivata contro gli interessi dei lavoratori, che perderanno totalmente le decine di migliaia di euro maturate dalle retribuzioni pregresse, e per gli esclusivi interessi della politica onnivora ed ingorda complice la solita pubblica amministrazione infedele servitrice degli interessi della collettività.

Continueremo a denunziare infine l’incredibile vicenda di un ente che malgrado abbia le necessarie risorse finanziarie per reintegrare tutti i lavoratori ne lascia in cassa integrazione trecento abusando di uno strumento qual’è la cassa integrazione in deroga che invece nell’interesse del pubblico erario e dei lavoratori dovrebbe essere usato con cautela.

Continueremo ad essere presenti ed a difendere con onesta i diritti dei lavoratori.

lunedì 27 febbraio 2012

CEFOP LAVORATORI ABBANDONATI DI FATTO


si è tenuta ieri domenica 27/2/2012 un incontro fra le ooss ed i commissari straordinari del Cefop.
L’incontro si è concluso con la sottoscrizione di un verbale d’intesa sottoscritto da Cgil Cisl Uil e Ugl .
Nei fatti si è deciso di licenziare circa duecento lavoratori.
I sottoscrittori infatti non hanno voluto in nessun modo considerare e valutare seriamente, malgrado le risorse stanziate lo consentissero, l’ipotesi di riavviare tutti i lavoratori del Cefop al piano formativo 2011 o in subordine di sottoscrivere un contratto di solidarietà tradendo in questo modo gli intenti posti in essere nell’incontro del 28/1/2012 e determinando cosi il “ licenziamento di fatto” dei lavoratori che non parteciperanno al piano formativo.
Solo cosi si può definire una condizione in cui i lavoratori che se pur formalmente si trovano in cassa integrazione in deroga di fatto non percepiranno chissà per quanto tempo alcun sostegno al reddito.
Al di là infatti delle rassicurazioni rituali emerge un quadro dove la cassa integrazione in deroga resta imbrigliata dalle pastoie burocratiche note e da una difficoltà di reperimento delle risorse determinate dalle scarse risorse finanziarie dello stato.
L’uso  sconsiderato, pervasivo e clientelare  che si è fatto dello strumento nella formazione professionale Siciliana  con la oggettiva responsabilità di talune organizzazioni sindacali ha aggravato tali difficoltà finanziarie.
Altrettanto problematico è apparso l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria dovute sia dagli incerti scenari che la trattativa governo-parti sociali potrebbe determinare sia per le perplessità sollevate dagli uffici del ministero del lavoro in relazione all’utilizzo di questo ammortizzatore sociale nell’ambito della formazione Professionale.
 Nella migliore delle ipotesi tempi lunghi.
Quindi per centinaia di lavoratori del Cefop si prospettano ancora tempi durissimi senza nessun concreto sostegno al reddito.
“Licenziati di fatto” dunque senza cioè le protezioni sociali e i diritti che garantiscono i lavoratori che subiscono processi di espulsione dal mondo del lavoro ma  condannati ad una condizione di oblio a cui li ha relegati lo stesso  sistema di potere che ha determinato lo sfascio nel passato della formazione professionale Siciliana e nello specifico del Cefop.
Declamatoria ed oltre il ridicolo appare infine il riferimento ad una fantomatica rotazione della cassa integrazione poiché i tempi ridotti del piano formativo,soltanto pochi mesi, e l’applicazione circoscritta ad alcune figure contrattuali ne vanificano il concreto significato.
Inusuale ed improprio appare il ruolo che ha svolto il sindacato firmatario della intesa invadendo un campo che invece, doveva essere ricondotto alla applicazione letterale della legge ed alla responsabilità dei commissari straordinari
Si è cosi raggiunti il massimo dei risultati negativi avviando un piano formativo che inciderà per dodici milioni di euro sulle casse regionali che non solo non formerà alcuno ma  non realizzerà neanche l’obiettivo di garantire i posti di lavoro.
Lo spreco per il cittadino contribuente e la beffa per i lavoratori !
Questi sono soltanto i primi risultati di quella follia chiamata insolvenza ai sensi della legge Prodi bis che formalmente hanno voluto taluni colleghi ma che nella sostanza è da ricondurre alla volontà dei palazzi del potere.
E venuto ormai il tempo di denunciare fatti e circostanze ed interessi che ruotano intorno a questa vicenda e certamente non ci sottrarremo a tale impegno.
Risulta chiaro che il riavvio del piano formativo risponde in realtà ad altre logiche finalizzate, da una parte, a salvaguardare un contenitore denominato Cefop che vale decine di milioni di euro l’anno di risorse pubbliche, dall’altra, a   convincere il  Ministero delle attività produttive intorno alla possibilità del  rilancio dell”azienda” CeFop.
Anche la determinazione di un esubero strutturale,  che in questa fase tenuto conto delle risorse erogate e dei tempi di svolgimento del piano formativo è solo virtuale, è funzionale a convincere i piani alti del ministero.
Si sa di questi tempi i tagli dei costi soprattutto poi quelli del personale vanno di moda.
I lavoratori per costoro sono solo una variabile indipendente.
La scrivente organizzazione sindacale pur continuando a manifestare apprezzamento intorno all’operato dei commissari straordinari che hanno comunque inaugurato una stagione di confronto leale con le organizzazioni sindacali, peraltro inedito rispetto alla precedente gestione, ritiene necessario che tale confronto si mantenga nei perimetri di una corretta dialettica fra le parti e  non si trasformi invece in una sorta di impropria cogestione dove inevitabilmente si confonderebbero ruoli e compiti.
Invitiamo i lavoratori che ritenessero di verificare incongruenze nelle graduatorie ai sensi delle norme vigenti di segnalarle ed ovviamente offriamo ascolto,attenzione e tutela.
Nei prossimi giorni lo Snals Confsal predisporrà iniziative di lotta al fine di rivendicare e di informare per denunciare il grave stato di difficoltà in cui gravano i lavoratori del Cefop e della formazione professionale.    

giovedì 29 dicembre 2011

INCONTRO CEFOP

Oggi si è svolto un incontro tra i Commissari del Cefop e le Organizzazioni Sindacali.

Si è preso atto che la CIG in deroga è prorogata per altri 6 mesi.
Si è in attesa dell’accreditamento delle somme impegnate nel PROF 2011 (circa 12milioni) per avviare l’attività (pare che saranno impegnati circa 400 unità). I criteri per l’impiego del personale dovranno essere quelli previsti dall’allegato n. 10 del vigente CCNL 2007/2010 (professionalità ed anzianità di servizio).
Si prevede comunque da parte dello SNALS CONFSAL un confronto con le RSA ed i lavoratori del CEFOP per definire il reale status del CEFOP nelle varie Province Siciliana al fine di evitare abusi nell’impiego del personale.

I Commissari hanno comunicato che in data 23/12/2012 è stato depositato al Ministero la relazione sulla possibilità di riequilibrio dei conti per poter passare dalla fase di Gestione d’Impresa a quella di Amministrazione Straordinaria.

Sbloccati i mandati avviso 1 per gli SPORTELLI MULTIFUNZIONALI CEFOP

Sintesi lavori CRI

28/12/2011
Approvata Cigs in deroga in favore dei lavoratori impiegati c/o i seguenti enti formativi: IPF (Ag), Interefop (Pa).

21/12/2011
Approvata Cigs in deroga in favore dei lavoratori dell'Ancol (Me).

23/11/2011
Approvata Cigs in deroga in favore dei lavoratori dipendenti dei seguenti Enti formativi: Cefop (Pa), Aram (Me), SGA (Ct).

25/10/2011
Approvata Cigs in deroga in favore dei lavoratori dipendenti dei seguenti Enti formativi: IAL-CISL (Pa), ANFE (Tp).

domenica 30 ottobre 2011

Il Tribunale di Palermo ha dichiarato lo stato d'insolvenza del Cefop

I giudici hanno nominato tre commissari giudiziali (Bartoli Antoniolli, Giuseppe Benedetto e Ciro Falanga) e hanno disposto che la gestione dell'impresa, sino al decreto di apertura della procedura di amministrazione straordinaria ovvero fino al decreto che dichiara il fallimento, sia affidata agli organi dell'associazione che la eserciteranno sotto la vigilanza proprio dei commissari.
Il Tribunale ha concesso due giorni di tempo al Cefop per depositare i bilanci e le scritture contabili e ha fissato al prossimo 21 marzo l'adunanza davanti al giudice delegato, Angela Notaro, per l'esame dello stato passivo. I creditori che vantano diritti reali o personali sui beni in possesso del Cefop hanno trenta giorni di tempo per la presentazione delle domande di insinuazione allo stato passivo.
Il possesso del Durc permetterà di rimettere in moto la procedura per l'accreditamento del Cefop che dunque potrebbe riavviare l'attività dopo mesi di stop con i lavoratori più volte scesi in piazza per rivendicare gli stipendi arretrati, circa 20 milioni in totale.

mercoledì 1 dicembre 2010

SITUAZIONE STIPENDI LAVORATORI CEFOP (Aggiornamento)



Ancora fermi gli stipendi dei lavoratori del CEFOP nonostante l’atto deliberativo n.443 del 25/11/2010 e la nomina del Funzionario delegato al procedimento urgente. I lavoratori attendono a braccia aperte l’emissione degli Ordinativi di Pagamento.
Quello che preoccupa concretamente i lavoratori del CEFOP è come riuscirà l’Ente ad effettuare un Piano di rientro per regolarizzare tutte le situazioni pregresse e mai risolti.
Il Dirigente Generale Campo ha ribadito durante l’incontro in Aula che non è ancora stato attivato il procedimento di revoca dell’accreditamento nei confronti del CEFOP; anzi, il Dirigente e il Capo di Gabinetto hanno affermato che ci saranno controlli ispettivi per accertare, con raffronti documentati con l’Amministrazione, la regolarità e il rispetto della normativa e quindi verificare il motivo che ha portato l’Ente a tale disastrosa situazione economico-finanziaria. Lo Snals Confsal attende dal CEFOP una concreta proposta di piano di rientro, da presentare al tavolo bilaterale, dove si possa evincere la volontà aziendale di regolarizzare i conti in un opportuno lasso di tempo.

Lo SNALS CONFSAL accogliendo le istanze degli iscritti conferma la propria autonomia nel svolgere il mandato sindacale e per evitare equivoci ribadisce che:

lo Snals Confsal, collabora con tutti i soggetti che hanno a cuore il destino degli operatori della formazione professionale, ritiene che, in un clima democratico, si debba tenere conto di tutti i contributi che possono pervenire, nelle discussioni ai tavoli tecnici, per il miglioramento del settore formazione professionale e la tutela e dignità del lavoratore. E’ preoccupato, invece, se partecipassero ai vari incontri istituzionali, OO.SS. che dichiarano di rappresentare i lavoratori mentre, di fatto, sono direttori e/o gestori di alcuni enti di formazione.
In tale situazione si potrebbe ravvisare un conflitto di interesse che non giova alla prosecuzione delle trattative, poiché tale anomalia potrebbe introdurre elementi di ambiguità dettati dall’essere nella duplice veste di lavoratore – datore di lavoro.

mercoledì 3 novembre 2010

SPAZIO AI LAVORATORI DEL CEFOP SICILIA



Grave è lo stato di crisi in cui versano i lavoratori del CEFOP, e di tanti altri lavoratori appartenenti ad altri enti di formazione professionale in Sicilia, ormai da mesi senza retribuzione, nonostante regolarmente in servizio.
Tale crisi mette sul banco di prova il processo di riordino complessivo del settore voluto dall’Assessore Prof. M. Centorrino e dal Governo Regionale.
E’ infatti in gioco la credibilità di tale processo di riordino e la sua relativa capacità di ridare slancio
e prospettiva alla formazione professionale in Sicilia e di porre fine ad una infinita serie di sperperi delle finanze pubbliche.

Ma, “se il buongiorno si vede dal mattino”, allora si preparano giornate “cupe” per i lavoratori della Formazione Professionale poiché il governo regionale, di fronte all’esplodere della crisi del CEFOP, dopo le prime dichiarazioni di “parolaia intransigenza” ha semplicemente stabilito di non decidere eclissandosi e mettendo in questo modo in serio pericolo il futuro dei lavoratori.

I LAVORATORI NON POSSONO PAGARE Il RIORDINO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA!

Nè tanto meno, o peggio, i lavoratori possono pagare sulla loro pelle appartenenze e sostegni elettorali che rischiano di rendere vani tutti i buoni propositi riformatori.

Il governo deve esprimersi in fretta intorno alle rivendicazioni dei lavoratori dell’Ente CEFOP, in merito alla mancata elargizione di spettanze dovute, sia nell’attuale anno formativo che negli anni precedenti e quindi indicare ai lavoratori una prospettiva occupazionale.

Al contrario il silenzio del governo regionale in questo senso rischia di aggiungersi alla serie infinita di responsabilità della classe dirigente Siciliana e delle sue articolazioni burocratiche.

I lavoratori del CEFOP non possono più attendere i tempi della politica e della burocrazia regionale nè pagare responsabilità gestionali di Enti condotti in maniera padronale e paternalistica che hanno puntato tutto su risorse pubbliche a pioggia invece che su efficienza e organizzazione.

Tutti, a partire dagli Enti, debbono capire che è finito il tempo delle sanatorie dell’ultima, anzi ultimissima, ora delle furbizie e delle facili complicità.

Anche i lavoratori debbono fare la loro parte partendo dalla consapevolezza che il lavoro è un diritto e non un elargizione clientelare emancipandosi in questo modo dal clima di paura e di intimidazione che taluni Enti vogliono instaurare.
Facciamo appello a tutti i lavoratori del CEFOP affinché aderiscano alla protesta consapevoli che, mai come oggi, nessuno può più delegare in silenzio e nella rassegnazione il proprio futuro e delle proprie famiglie.

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...