Nella giornata di ieri fra i lavoratori si è diffusa la notizia che, a seguito delle informazioni pubblicate a mezzo stampa, l’inps avrebbe deciso di bloccare l’erogazione delle indennità di cassa integrazione ai lavoratori. Ovviamente vogliamo prima verificare la veridicità di tali informazioni e capire se tale decisione investe la responsabilità di singoli funzionari dell’inps o invece riguarda altri livelli di decisione. Tuttavia, fondata o no, la notizia ripropone l’antico ricatto propinato ai danni dei lavoratori della formazione, cioè l’antico e odioso intreccio fra le sorti degli enti e quelle dei lavoratori.
Gli Enti fanno assunzioni illegittime? Si blocca la Cig ai lavoratori.
Gli Enti non hanno il Durc in regola? I lavoratori vengono privati dello stipendio per lunghi mesi.
Gli Enti hanno il Durc in regola? I lavoratori non percepiscono comunque la retribuzione per lunghi mesi.
Gli Enti non rispettano il contratto di lavoro? I lavoratori debbono stare zitti perché potrebbero rischiare il posto di lavoro.
Si tratta solo di sporchi ricatti ai quali, ovviamente, non si può cedere né si deve.
Lo Snals Confsal non può accettare simili ingiustizie né tantomeno che singoli funzionari dell’Amministrazione Regionale e funzionari dell’Inps continuino a ritardare l’erogazione delle indennità ai lavoratori.
Lo Snals Confsal non può accettare che il rispetto di regole e legalità sia soltanto a carico dei lavoratori che nulla hanno a che fare con le irregolarità poste in essere dagli enti.
Ed a proposito di irregolarità, sembra che l’Inps abbia aperto posizioni contributive nella cosiddetta “gestione separata” ad Enti che avrebbero avviato già le procedure di cassa integrazione in deroga ma, soprattutto, sembra che non è stata verificata la mansione dei lavoratori neo assunti dagli Enti.
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martedì 27 settembre 2011
venerdì 28 gennaio 2011
NO DURC NO STIPENDI
La crisi Cefop ha aperto una serie di questioni importanti che vanno chiarite non solo per il Presente, ma anche, e soprattutto, per il futuro con valenza e significati che vanno oltre la specifica vicenda.
Una premessa tuttavia è necessaria: la questione non può diventare una lite fra opposte Tifoserie, cioè tra coloro che sono per il definanziamento dell’ente e chi non lo reputa né conseguente nè automatica.
Nè ci si può nascondere dietro il dito come il problema appartenesse alla sfera delle questioni tecniche e, dunque, di esclusiva competenza della burocrazia regionale.
Dovrebbe essere cosi ma non è cosi e non è stato cosi.
Per quanto ci riguarda, nell’interesse dei lavoratori, gli enti inadempienti non possono garantire nè buone proposte formative nè i diritti dei lavoratori dunque vanno sottoposti a procedura di definanziamento.
Ma quali sono gli enti inadempienti?
Solo i soggetti che non hanno il Durc cioè, semplificando, che non hanno le contribuzioni previdenziali a posto, oppure anche coloro che non garantiscono le retribuzioni dei lavoratori?
Noi riteniamo entrambi.
Come può considerarsi virtuoso, infatti, un ente che, pur avendo il Durc, non paga da mesi gli stipendi?
La mancata attestazione del Durc, il non pagamento delle retribuzioni attestano entrambi, infatti, un malessere, una condizione economica e finanziaria difficile quanto precaria dunque vanno valutate con altrettanto attenzione.
Ma il rigore o si applica per tutti oppure tanto vale evitare di fare brutte figure.
Ovviamente esistono specificità che vanno valutate singolarmente non vorremmo infatti che dopo tanto lassismo si passi ad un furore ordinatorio che rischierebbe di fare tanti danni quanto la condizione precedente.
Ma soprattutto se l’ente non ha il Durc si bloccano per mesi i pagamenti dei lavoratori?
Si ricorre necessariamente a procedure straordinarie di erogazione oppure occorre individuare strumenti normativi ordinari di garanzia dei lavoratori ?
E’ un paradosso, infatti, che il Durc che è stato pensato dal legislatore anche e sopratutto a garanzia si trasformi in un uno strumento contro i lavoratori.
Dunque le questioni sono complesse e vanno approfondite con rigore ma anche con la necessaria consapevolezza che talune decisioni attraversano le vite di donne e uomini che vivono una condizione di disagio e di sofferenza.
Arenare una delibera per settimane nei meandri dell’Amministrazione Regionale, farla diventare l’ennesima occasione di scontro politico non dà certo prova di una buona amministrazione nè di consapevolezza dei bisogni dei lavoratori.
ANZI E’ UNA VERA VERGOGNA !
Una premessa tuttavia è necessaria: la questione non può diventare una lite fra opposte Tifoserie, cioè tra coloro che sono per il definanziamento dell’ente e chi non lo reputa né conseguente nè automatica.
Nè ci si può nascondere dietro il dito come il problema appartenesse alla sfera delle questioni tecniche e, dunque, di esclusiva competenza della burocrazia regionale.
Dovrebbe essere cosi ma non è cosi e non è stato cosi.
Per quanto ci riguarda, nell’interesse dei lavoratori, gli enti inadempienti non possono garantire nè buone proposte formative nè i diritti dei lavoratori dunque vanno sottoposti a procedura di definanziamento.
Ma quali sono gli enti inadempienti?
Solo i soggetti che non hanno il Durc cioè, semplificando, che non hanno le contribuzioni previdenziali a posto, oppure anche coloro che non garantiscono le retribuzioni dei lavoratori?
Noi riteniamo entrambi.
Come può considerarsi virtuoso, infatti, un ente che, pur avendo il Durc, non paga da mesi gli stipendi?
La mancata attestazione del Durc, il non pagamento delle retribuzioni attestano entrambi, infatti, un malessere, una condizione economica e finanziaria difficile quanto precaria dunque vanno valutate con altrettanto attenzione.
Ma il rigore o si applica per tutti oppure tanto vale evitare di fare brutte figure.
Ovviamente esistono specificità che vanno valutate singolarmente non vorremmo infatti che dopo tanto lassismo si passi ad un furore ordinatorio che rischierebbe di fare tanti danni quanto la condizione precedente.
Ma soprattutto se l’ente non ha il Durc si bloccano per mesi i pagamenti dei lavoratori?
Si ricorre necessariamente a procedure straordinarie di erogazione oppure occorre individuare strumenti normativi ordinari di garanzia dei lavoratori ?
E’ un paradosso, infatti, che il Durc che è stato pensato dal legislatore anche e sopratutto a garanzia si trasformi in un uno strumento contro i lavoratori.
Dunque le questioni sono complesse e vanno approfondite con rigore ma anche con la necessaria consapevolezza che talune decisioni attraversano le vite di donne e uomini che vivono una condizione di disagio e di sofferenza.
Arenare una delibera per settimane nei meandri dell’Amministrazione Regionale, farla diventare l’ennesima occasione di scontro politico non dà certo prova di una buona amministrazione nè di consapevolezza dei bisogni dei lavoratori.
ANZI E’ UNA VERA VERGOGNA !
mercoledì 24 novembre 2010
STIPENDI PROF 2010
I Mandati di pagamento per il saldo voce personale PROF 2010 saranno erogati agli Enti Gestori che presenteranno una relazione di pagamento di TFR e il DURC.
Firmato il Decreto di integrazione PROF 2009 per lo IAL Cisl e in lavorazione il Decreto di integrazione PROF 2009 per l’ANFE Regionale.
Tutte le quota da erogare all’Ente CEFOP sono ancora “congelate” negli Uffici Amministrativi per la verifica e il relativo controllo. Tutto ciò al fine di trovare una soluzione per erogare gli emolumenti di tutti i lavoratori impegnati nel CEFOP.
Firmato il Decreto di integrazione PROF 2009 per lo IAL Cisl e in lavorazione il Decreto di integrazione PROF 2009 per l’ANFE Regionale.
Tutte le quota da erogare all’Ente CEFOP sono ancora “congelate” negli Uffici Amministrativi per la verifica e il relativo controllo. Tutto ciò al fine di trovare una soluzione per erogare gli emolumenti di tutti i lavoratori impegnati nel CEFOP.
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