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lunedì 26 settembre 2016

FOCALIZZARE LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

In Sicilia nel settore della formazione professionale, occorre fare luce sui danni erariali e tagliare sprechi, che si possono trasformare in ruberie e infiltrazioni.

È necessario difendere i diritti degli operatori della formazione professionale sia quelli ingiustamente licenziati, sia quelli che lavorano senza percepire lo stipendio. Operatori  tartassati dalle tasse e dalla burocrazia.

Capire su quali presupposti si sta lavorando, capire il motivo perché l’attività formativa e i servizi delle politiche del lavoro ancora non sono iniziati e perché la burocrazia è così lenta e farraginosa.  




sabato 3 settembre 2016

CHIARIMENTI SULLA CRISI DEL SETTORE

FIl Al  Presidente della Regione Siciliana
 Dott. Rosario Crocetta

All’Assessore  Regionale  Istruzione
 e Formazione  Professionale
On. Bruno Marziano

All’ Assessore  Regionale Famiglia
Politiche Sociali e Lavoro
 On. Gianluca Miccichè

LORO SEDI


Oggetto: richiesta di incontro.


Nello scenario della tanto discussa crisi, che vede “costretta” la formazione professionale a “soffrire” di una riduzione di personale già in forza presso gli enti gestori, ovvero “privare” del diritto lavorativo agli operatori iscritti all’albo regionale, è difficile comprendere le procedure messe in atto da alcuni enti gestori che da una parte “eliminano” lavoratori interni (licenziamenti e/o sospensione in attesa di CIG in deroga e/o FIS) e dall'altra attivano procedure diverse per assumere altro personale, ignorando in tal modo la continuità lavorativa a chi ne ha realmente diritto.

Per i sopracitati motivi ed in riferimento alle ultime dichiarazioni divulgate dal Governo e dagli Assessori al ramo  in materia di salvaguardia occupazionale del personale  privo d’incarico ed iscritto all'Albo Regionale degli operatori della Formazione Professionale, la scrivente organizzazione sindacale
CHIEDE
un incontro per chiarimenti su tali dichiarazioni che risultano essere nettamente in contrasto con le attuali procedure adottate da alcuni Enti Gestori, nonché in contrasto con le leggi sulla salvaguardia occupazionale e retributiva dei lavoratori del settore.


Certi di un immediato riscontro, si porgono distinti saluti.


Il Coordinatore regionale settore formazione professionale

Giuseppe Milazzo


sabato 11 giugno 2016

SCEGLIRE SENZA FRETTA



Non è buono essere precipitosi nel parlare tanto quanto nel fare. Dovremmo sempre riflettere ed essere in piena coscienza prima di dire o fare qualsiasi cosa.
La fretta e la mancanza di concentrazione possono essere causa di un fallimento.
l'intelligenza che Dio ci ha dato, basta a comprendere ciò che è buono da quello che non lo è.
Ognuno di noi deve fare delle scelte nella vita e, tante di queste, non sono semplici.
La più importante riguarda il nostro futuro.
Più volte usiamo alibi più o meno credibili come: affidarsi a quello che ci hanno raccontato, a quello che ci hanno insegnato, all'educazione ricevuta.
Spesso il tempo per rimediare al mal fatto o la ricerca di un'alternativa hanno condotto ad un ulteriore dispendio di tempo.
Lo stesso accade quando non riflettiamo sulle parole: produciamo più danni che bene.
Scegliere è una questione del tutto personale e noi siamo i soli responsabili. Non serve giustificarsi o delegare terzi per la nostra salvezza.
Ognuno di noi è chiamato a fare una scelta! La nostra vita e il nostro futuro dipende, dunque, da una decisione responsabile e convinta.
Si dice che la fretta sia una cattiva consigliera: ed è proprio vero!
Occorre avere calma e a fare ogni cosa con ordine e con rispetto nel giusto momento. 
Si dice che la calma è la virtù dei forti; infatti la calma riesce a farci attendere il tempo opportuno perché da ogni nostro agire risulti il bene di tutti.
L'importante è che ognuno di noi prenda una decisione alla quale non se ne pentirà.
Riflettere, attendere il momento giusto prima di agire o di reagire, è la formula per evitare molti sbagli.

mercoledì 17 febbraio 2016

COMUNICATO - sentenza Tribunale Sezione Lavoro



Il Coordinatore Regionale Giuseppe Milazzo  SNALS CONFSAL, settore Formazione Professionale, accoglie con entusiasmo la sentenza emessa dal Tribunale di Termini Imerese – Sezione Lavoro – nella persona del Giudice dott. Roberto Rezzonico, con la quale viene sancito, in maniera definitiva, ciò che con veemenza è stato sempre sostenuto da codesta O.S., ossia, che la Regione Sicilia - Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale – quale organo erogatore e garante del servizio, deve farsi parte attiva della tutela retributiva e occupazionale degli operatori del comparto della formazione professionale.

Con espresso riferimento alla cennata sentenza, in merito alla pozione dell’Assessorato regionale dell’Istruzione e Formazione Professionale, si statuisce che è: “indiscusso orientamento giurisprudenziale secondo il quale, in tema di rapporti di lavoro conclusi da enti di formazione professionale ammessi ad appositi finanziamenti pubblici…è configurabile un rapporto di garanzia c.d. impropria fra Ente finanziatore ed Ente di formazione, con conseguente ammissibilità della chiamata in causa del primo su impulso del secondo, convenuto per l’adempimento”.

Ed ancora: “Considerata l’essenzialità della formazione professionale ai fini dell’ingresso del mondo del lavoro e quindi della tutela di valori costituzionali fondanti la Repubblica (cfr. artt. 1,4,34 e 35 Cost.), la già avvenuta erogazione del servizio pubblico formativo da parte dell’XXXXXX (omissis) avrebbe comunque imposto l’erogazione del finanziamento per consentire all’Associazione di far fronte ai propri oneri contrattuali verso i propri dipendenti, e ciò anche nell’ottica dei doveri di buona fede e solidarietà economica e sociale ( art. 2 Cost.)”.

Il Giudice del Lavoro, conclude la propria pronuncia con una condanna nei confronti dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale a pagare all’Ente convenuto in giudizio tutte le somme da questo dovute ai lavoratori oltre le spese di lite.

Lo scenario che adesso si apre aggiunge davvero speranza al settore, poiché, in forza a tale provvedimento giudiziario:

1. gli enti di formazione, una volta conclusi i servizi formativi, qualora non avranno percepito le somme loro spettanti (anche in conto di anticipo), potranno rivalersi sull’Assessorato in questione per il recupero di quanto dovuto ai lavoratori. Gli enti, altresì, potranno anche richiedere il risarcimento del danno cagionato per lamancata erogazione dei finanziamenti autorizzati e non contestati da parte dell’Amministrazione, che non potrà più sottrarsi al proprio ruolo di co-responsabile solidale.
2. i lavoratori del comparto, potranno escutere direttamente, dopo essersi muniti di valido titolo esecutivo, anchel’Assessorato de quo, in quanto essendo Ente Promotore e Coordinatore del servizio formativo, ne diviene automaticamente e giuridicamente Garante.

Ci si auspica, adesso, da parte dell’Amministrazione regionale, un nuovo approccio al Sistema formativo ed una maggiore collaborazione con la Scrivente Organizzazione Sindacale, per definire un quadro operativo efficiente, efficace e che possa riparare al più presto i danni inferti al settore della Formazione Professionale.

sabato 4 luglio 2015

IL GOVERNO SICILIANO BATTE OGNI RECORD


Il Governo Siciliano  batte ogni record.

Un debito pubblico che cresce ogni anno! Questo è quello che emerge  nel Rendiconto generale esposto dalla Corte dei conti un debito che attesta una  crescita  del 3,05 %  rispetto al 2013. Nel  particolari:
- cinque miliardi e mezzo di euro risulterebbero i debiti residui complessivi al 31 dicembre del 2014; sette miliardi e novecento milioni sarebbero  i debiti  accumulabili   entro la fine del 2015.    -Ed ancora: 608 milioni di euro è il costo dei 16.072  dipendenti regionali in quiescenza.
I maggiori costi sono da imputare al personale Regionale, alle società partecipate e alla sanità.
Nel 2014 il Governo ha speso 938 milioni e 529 mila  euro per la retribuzione  di 17.325 lavoratori regionali  (14.950 dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato, 1.737 persone a tempo determinato e 639 esterni). Da evidenziare che di questo personale 1.735 sono dirigenti di fascia superiore: praticamente, circa  otto dipendenti hanno un dirigente! Alla faccia della crisi!!!

Il governo siciliano, inoltre,  spende   272 milioni di euro per  le società pubbliche. “È emerso –spiegano i magistrati contabili – come le società pubbliche regionali stesse siano state utilizzate non già come soluzione efficiente per il migliore proseguimento di scopi pubblici ma piuttosto come strumento elusivo di divieti e vincoli legislativi”.

19 miliardi e 909 milioni di euro sono stati  spesi per la Sanità in Sicilia nel 2014; la quota più sostanziosa è stata  destinata per retribuire le 48.530 persone impegnate nella sanità.

Nell'ambito del settore della formazione professionale,   il Governo  avrebbe dovuto utilizzare circa 2 miliardi di euro,   fondi europei previsti per lo svolgimento delle  attività di politiche attive del lavoro. Invece, in questo settore ciò non è avvenuto: pare che circa 1 miliardo e 200 milioni di euro  non sono stati utilizzati in Sicilia e,  della restante somma, solo 150 milioni di euro  sono stati impegnati per la formazione.
 Tale spreco avrebbe potuto essere destinato una parte ai lavoratori creditori da anni nei confronti degli Enti Gestori e della Regione, che non  controlla e non chiude rendiconti da anni, ed un'altra per finanziare altre attività destinate da un lato ad evitare la dispersione scolastica dei minori e inoccupati, dall'altra a fare acquisire competenze utili per  eventuale inserimento lavorativo dei cittadini siciliani.


Nel Rendiconto generale la Corte dei conti censura  la gestione dei bilanci siciliani. A tale proposito   il procuratore generale  sottolinea come “nonostante i ripetuti rilievi delle sezioni riunite, non è stato predisposto in bilancio alcun fondo di riserva finalizzato a limitare l’impatto degli esborsi futuri per i flussi differenziali”.

“Non è ammissibile – dice il procuratore generale della Corte dei conti  – che gli organi di amministrazione di società di cui la Regione è l’unico socio o socio di maggioranza, ignorino le richieste di informazione da parte della Ragioneria regionale e né ammissibile che la Regione, che spesso sostiene finanziariamente gli enti, tolleri tali omissioni”.


 

martedì 3 febbraio 2015

LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE CARUSO


 

Egregio Assessore Caruso,

se tra i Suoi impegni politici c’è, come da Lei stesso dichiarato, l’impegno per la salvaguardia occupazionale degli operatori delle politiche attive del lavoro, e non quello di farne “macelleria sociale”, La invito a focalizzare l’attenzione su una parte del decreto sugli interventi formativi dei corsi a catalogo. Mi riferisco a quella parte che indica la partecipazione esclusiva all’attivazione di tali interventi da parte di quegli Enti che hanno come requisito “5 anni di attività negli sportelli multifunzionali”. Tale parte, a mio avviso, potrebbe essere modificata ed includere alla partecipazione per l’attivazione degli interventi di tali corsi “gli Enti che si impegnano ad utilizzare prioritariamente il  personale che ha operato negli sportelli multifunzionali”. 

In questo modo si applicano le leggi regionali ed il CCNL di categoria, si continua ad impiegare personale specializzato con esperienze ultra decennali nel settore delle politiche attive del lavoro, garantendone la salvaguardia occupazionale.


Il coordinatore regionale settore formazione professionale 

Giuseppe Milazzo 

sabato 27 dicembre 2014

LAVORATORI SOSPESI E/O LICENZIATI- Il Governo non applica le leggi regionali

ANALISI SPREZZANTE QUELLA DEL SINDACATO CHE INCHIODA L’ESECUTIVO DI FRONTE ALLE RESPONSABILITA’ DI UN SETTORE LONTANO ANNI LUCE DALLA LEGALITA’
 
Sulle procedure di sospensione e licenziamento dei lavoratori della Formazione professionale, lo Snals Confsal diffida il presidente della Regione, Rosario Crocetta,  gli assessori al Lavoro, Bruno Caruso e alla formazione professionale, Mariella Lo Bello ed i rispettivi dirigenti generali, Anna Rosa Corsello e Gianni Silvia.
In una nota a firma del coordinatore regionale di settore dello Snals Confsal, Giuseppe Milazzo, il sindacato invita presidente della Regione, assessori e dirigenti generali “a prendere atto, formalmente, che la sospensione dei lavoratori e/o licenziamenti disposti dagli Enti, si pone in aperta violazione della legge regionale n.25 del 1 settembre 1993 e dalla normativa contrattuale di settore, palesandosi in contrasto con le garanzie ivi previste, per i lavoratori della Formazione Professionale.
Lo Snals Confsal invita il Governo e le amministrazioni regionali interessate ad adottare ogni consequenziale provvedimento, anche in autotutela, mantenendo lo stato economico-giuridico ad oggi maturato, finalizzato esclusivamente alla effettiva e concreta applicazione delle garanzie previste dall’articolo 2 della citata legge regionale n.25/1993, dal Ccnl, dalle norme, dalle circolari e dalle leggi del settore vigenti, al fine di garantire, ai lavoratori rimasti privi di incarico, la continuità lavorativa, retributiva, e normativa, la salvaguardia del reddito e del posto di lavoro”.
Milazzo aggiunge nella citata nota che: “In difetto, per perseguire i fini istituzionali dello scrivente sindacato di categoria che impongono una condotta di maggior tutela dei lavoratori, si provvederà a denunciare l’accaduto alle Autorità competenti e ad agire nelle opportune sedi anche ai fini risarcitori”.
Per lo Snals Confsal: “È indubbio, al riguardo, che in relazione agli operatori della Formazione Professionale siciliana iscritti all’Albo (Gazzetta ufficiale Regione siciliana, anno 51 n. 10, 01.03.1997), trova applicazione il disposto di cui all’art. 2 della richiamata Legge Regionale n.25/1993, volto a garantire, ad essi: in primo luogo ed innanzitutto, la continuità lavorativa, retributiva e contributiva nonché la puntuale applicazione del Ccnl vigente; ovvero, in subordine, si autorizza l’assessore al ramo ad avviare percorsi di mobilità esterna e interna al settore di provenienza.
Milazzo sostiene che: “La norma citata, ed ancora vigente, pone un preciso obbligo in capo all’amministrazione regionale: quello, come detto, di garantire, al lavoratore rimasto privo di incarico, la continuità lavorativa, retributiva ed il rispetto del Ccnl di categoria”.
“Nei fatti – sottolinea il coordinatore Snals Confsal della Formazione professionale -  il Governo regionale, ha ignorato, e continua ad ignorare, gli obblighi scaturenti dalla norma sopra citata; avallando, invece, un percorso assolutamente illegittimo ed arbitrario sia per la tacita accettazione della sospensione dal lavoro dei dipendenti che i relativi licenziamenti operati dagli enti gestori con revoca di accreditamento e non in generale.
A parere del sindacato: “La Regione Siciliana, attraverso l’assessorato regionale alla Istruzione ed alla Formazione Professionale, avrebbe dovuto, a tutela dei lavoratori degli enti revocati, almeno procedere, a norma di legge, con l’avvio delle procedure di mobilità professionale del personale e nelle more garantire la retribuzione e la contribuzione con il Fondo di Garanzia del comparto espressamente previsto dall’art. 132 della Legge regionale n.4 del 16 aprile 2003 e come previsto dall’articolo 26 del Ccnl di categoria del periodo1994/1997, le cui statuizioni sono state integralmente riportate nel vigente Contratto di lavoro 2011/2013 all’Allegato n.12”.
“È indubbio – rimarca Milazzo – che le procedure di mobilità, contemplate dal Ccnl di categoria, prevedano, tra l’altro, anche al fine della salvaguardia dei livelli occupazionali, l’impiego del personale presso strutture pubbliche, attraverso apposite convenzioni stipulate dalla Regione Sicilia, e finalizzate sia ad una mobilità interna al settore, sia ad una mobilità esterna al settore Formazione Professionale. Naturalmente, e ciò non può essere diverso, il personale in mobilità rimane pur sempre e formalmente collegato all’Ente, ed è la Regione ad obbligarsi ad attivare le procedure di mobilità (interne o esterne)”.
Norme e regole disattese ovviamente dal Governo regionale.
“A ciò si aggiunga – prosegue il sindacalista – secondo la chiara previsione di cui all’art.39, comma 3, della Legge regionale n.23/2002, che ‘i pagamenti relativi alle spese del personale dipendente degli enti gestori delle attività di cui alla legge regionale 6 marzo 1976 n.24 e successive modifiche ed integrazioni, sono disposti mensilmente’”.
Per il sindacato: “La condotta applicata dal dirigente del comparto risulta produttrice di ulteriori danni, atteso che la disposta sospensione dal lavoro ha determinato l’interruzione di un pubblico servizio in favore dei soggetti disoccupati, inoccupati ecc., che in tal modo sono stati privati delle procedure di politiche attive del lavoro e delle attività di formazione professionale da sempre fornite, dai lavoratori di tali Enti Gestori, messe in azione dalla Regione Sicilia, proprio per non interrompere tale servizio pubblico”.
Un quadro desolante quello che emerge dall’analisi dello Snals Confsal che conferma il fallimento su tutti i fronti del Governo di Rosario Crocetta.
La politica regionale e nazionale dovrebbe prendere atto che è giunto il momento di un cambio di passo. Forse le elezioni non sarebbero il male minore? Chissà.

sabato 18 ottobre 2014

SOLO PAROLE INVECE DI FATTI CONCRETI DAL GOVERNO

“Ancora belle parole, ma nulla di fatto. Siamo molto preoccupati, sempre più preoccupati e sempre meno fiduciosi nei confronti del governo regionale guidato da Rosario Crocetta in merito alla questione dei lavoratori del settore Formazione. In arretrato dello stipendio da tantissimo tempo, qualcuno aspetta anche da un paio di anni, e in attesa del concretizzarsi di una serie di promesse fatte dal governatore e dalla sua squadra, i lavoratori sono stanchi delle ennesime belle parole del governatore, pronunciate in conferenza stampa con l’assessore alla Formazione Nelli Scialabra. “Hanno di  nuovo dichiarato che presto risolveranno tutti i problemi, che presto saranno pagati tutti gli stipendi, ma abbiamo dei dubbi sul mantenimento delle promesse. Se fino ad oggi non è stato risolto un problema che è annoso, come si pensa di poterlo risolvere in pochi giorni?”, dichiara Giuseppe Milazzo, coordinatore regionale del sindacato Snals Confsal. 

Poca è ormai la fiducia nei confronti dell’amministrazione regionale e anzi, le loro parole concilianti, tese a cercare di calmare gli animi ormai esasperati, riescono a ottenere l’effetto opposto. Bisogna considerare infatti che, nello stesso momento in cui dalla Regione arrivano parole di distensione, alcuni Enti stanno procedendo ai licenziamenti. “Una situazione assurda per cui da una parte ci dicono di stare tranquilli, dall’altra stanno arrivando le lettere di licenziamento ai lavoratori. – afferma ancora il coordinatore regionale Snals – Come sindacato abbiamo già in passato proposto dei contratti di solidarietà invece dei licenziamenti, ma anche in questo non siamo stati ascoltati”. I lavoratori del settore Formazione guidati dal sindacato Snals continuano lo stato di agitazione e annunciano nuove mobilitazioni.

 


lunedì 6 ottobre 2014

7 OTTOBRE CONTINUA LA MOBILITAZIONE


 

 

Di nuovo in piazza a manifestare i lavoratori del settore della Formazione. Domani mattina infatti riparte la mobilitazione di tutti gli operatori della Formazione Professionale in Sicilia che a partire dalle ore 10 faranno sentire la loro presenza e soprattutto la loro rabbia davanti la Presidenza della Regione. Una partecipazione in massa è annunciata dalle sigle sindacali Snals, Cobas e Cisl scuola.

Sono troppi ormai, infatti, i mesi di attesa per delle promesse mai mantenute.

Promesse su promesse si accumulano nel tempo così come gli impegni presi dal governo siciliano e come anche gli stipendi dei lavoratori che si sentono quindi presi in giro dal governo regionale guidato da Rosario Crocetta. 

 

“Non è più possibile ascoltare proclami e registrare impegni disattendendoli puntualmente e facendo macelleria sociale. Gli oltre 8.000 lavoratori del sistema sono ridotti alla fame e senza prospettive di lavoro immediate e future”, dichiara il Coordinatore Regionale Snals - Sindacato Nazionale Autonomi Lavoratori Scuola – aderente alla Confsal, Giuseppe Milazzo. 

 

Una situazione insostenibile quella dei lavoratori della Formazione che si trovano ad affrontare una difficilissima situazione economico sociale e non hanno nessuna certezza per il futuro. Eppure più volte, e l'ultima appena la settimana scorsa durante la grande e partecipata manifestazione regionale che si è fatta notare per le strade di Palermo, il governo di Rosario Crocetta ha ribadito le promesse fatte: la ripresa delle attività e dei servizi con la relativa ricollocazione dei lavoratori; lo sblocco reale dei pagamenti delle spettanze arretrate e correnti; le risorse e gli strumenti di garanzia del reddito e del lavoro per i lavoratori in attesa ricollocazione per tutti i lavoratori licenziati e sospesi che continuano a rimanere in attesa di risposte per il loro reimpiego.

 

“Continuiamo a non avere riscontri concreti per il superamento delle tante problematiche dei lavoratori di tutte le filiere della Formazione Professionale in Sicilia. Una storia paradossale soprattutto se si pensa alla bandiera della legalità e della giustizia issata da Crocetta a vessillo della sua amministrazione. Dove sono i riscontri concreti alle tante belle parole?”, si chiede Milazzo.

“Stavolta le chiacchiere, i rinvii e le promesse sono ancora più grandi e mentre non ci sono risultati concreti né passi in avanti”, aggiunge. 

“Valuteremo nel merito la concretezza e la credibilità delle proposte del Governo a cui potremo contribuire, come sempre abbiamo cercato di fare, ma vogliamo soluzioni vere.


Desirée Miranda

 


giovedì 2 ottobre 2014

Comunicato stampa

 

 

2 Ottobre 2014

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

 

“I ripetuti impegni e accordi stipulati sono stati sempre disattesi. È paradossale, una messa in scena senza alcuna novità”. 

È amaro il commento del Coordinatore Regionale Snals- Sindacato Nazionale Autonomi Lavoratori Scuola – aderente alla Confsal, Giuseppe Milazzo, nei confronti dell'amministrazione regionale guidata dal presidente Rosario Crocetta. “Sempre gli stessi impegni, promesse, rassicurazioni ed ipocrite condivisioni delle preoccupazioni dei lavoratori che si riassumono in numerosi  e purtroppo  inconcludenti tavoli di confronto tenuti con i sindacati”, aggiunge il coordinatore regionale Snals.

 

Promesse che i  numerosi rappresenti del governo regionale hanno ripetuto ieri al partecipato corteo che i lavoratori della Formazione hanno organizzato a Palermo per manifestare, ancora una volta, il proprio dissenso nei confronti di un governo che promette di risolvere i problemi del settore e di saldare gli stipendi ai lavoratori che hanno già prestato la loro opera professionale, ma che fino ad oggi non lo ha fatto. 

 

“Non ci sono risultati concreti né passi in avanti, – sottolinea il coordinatore regionale Milazzo – ma solo un ridicolo e banale rituale ben organizzato. Sono solo politicanti, anch'essi rituali e banali, ossessionati dalla ricerca del consenso elettorale. Non tengono conto delle reali emergenze sociali che attanagliano i lavoratori del settore”.

 

In attesa che la situazione si sblocchi davvero i lavoratori sono decisi per una mobilitazione ad oltranza presso la Presidenza della Regione e l'ARS organizzandosi in un Movimento  unito dei lavoratori. “La situazione di emergenza sociale è talmente esasperata per cui non siamo disposti a partecipare a nessun incontro promosso dal Governo di Crocetta solo per continuare ad ascoltare generiche e vuote assicurazioni ed impegni. Se il presidente Crocetta ed i suoi assessori vogliono un reale confronto con i sindacati dei lavoratori, devono darci subito le risposte alle richieste avanzate già da tempo”, conclude il  Coordinatore Regionale Snals, Giuseppe Milazzo.

 

 

Di seuito le richieste del settore della Formazione la Governo regionale: 

 

- pagamento immediato delle retribuzioni arretrate dei lavoratori;

- sblocco della CIG in Deroga per gli operatori sospesi dagli enti;

- soluzione per tutti i lavoratori licenziati e sospesi che continuano a rimanere in attesa di risposte per il loro reimpiego;

- avvio immediato della prima e terza annualità dei percorsi di obbligo formativo (IeFP);

- avvio immediato della terza annualità del Piano Giovani, già in forte ritardo e prospettive future della filiera;

- strutturazione dei servizi per il lavoro in Sicilia con l'Impiego degli ex lavoratori degli Sportelli Multifunzionali.

 

 

 

 

DesiréeMiranda

 

lunedì 25 agosto 2014

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA

Egregio presidente,

in merito alla vicenda che sta investendo il settore della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro, il coordinamento regionale Snals Confsal settore formazione professionale non intende attribuire alcuna responsabilità al Dirigente per quello che sta succedendo ma è evidente che, dalle notizie apprese dai mass media, l'operato dei Dipartimenti regionali sulle politiche del lavoro e della formazione professionale va collocato in un contesto tutto negativo.

Non si intende in questa sede discutere sull’operato dell’Amministrazione Attiva  ma discutere sulla corretta applicazione delle leggi regionali del settore della formazione professionale e del CCNL vigente che vanno applicati in modo più intelligente e meno tecnocratico. Anche perché si tratta di leggi regionali che regolano tale  settore, e alcune di esse sono state legiferate dai parlamentari regionali in vista delle garanzie occupazionali e retributive dei lavoratori iscritti all’Albo. Gli operatori della formazione professionale su questo punto non  demordono, perché  “sulla carta” la tutela normativa è chiara e non lascia dubbi interpretativi ma purtroppo, oggi, alcune leggi sono prive di forza economica ed altre  sembrano negate dall'Amministrazione Attiva.

In questo contesto, il Governo si deve fare carico della risoluzione del problema sulla sicurezza lavorativa  e sulla regolare retribuzione provvedendo ad individuare i responsabili di questa penosa situazione che grava pesantemente sulla dignità di quanti lavorano in tale settore.

 Dovrebbe organizzarsi, in particolare, per rivoluzionare i dipartimenti che operano nell'ambito della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro, creare un gruppo dirigente capace di sveltire le pratiche  giacenti, rivedendo l'attuale normativa di controllo  al fine di dare respiro ai lavoratori della formazione professionale.

 Vogliamo più in generale, che il personale della formazione professionale iscritto all’Albo possa percepire lo stipendio puntualmente e mensilmente allo stesso modo del personale di altre categorie nonché di quello dei dipartimenti regionali. Auspichiamo, quindi, una forte iniziativa dal Governo. In questi anni noi abbiamo anche indicato i riferimenti legislativi; ora sta alla Giunta definire i dettagli. Lo si farà? Noi vigileremo.

Il coordinamento regionale  Snals Confsal formazione professionale  metterà a disposizione dei lavoratori un'assistenza legale per chi volesse aderire nei confronti della Regione Siciliana. 

È chiaro che  sospendere i lavoratori, immettere il personale in CIG in deroga ed incrementare nuove assunzioni per rilanciare il settore comporta più debito pubblico per la Sicilia.

 

Lo Snals Confsal ha firmato l'accordo del 5 agosto, ma non è in condizione di esternare alcuna soddisfazione in merito a tale accordo  fin quando non si vede la concreta e completa applicabilità dei suoi contenuti. Su tale accordo, esiste da parte nostra una convergenza di vedute con la segreteria tecnica dell'assessorato. Siamo disponibili anche ad un dialogo aperto con gli enti gestori che hanno approvato il documento ma manifestiamo disapprovazione nei confronti di quegli enti che non hanno provveduto a regolarizzare la posizione retributiva dei lavoratori.

La Regione siciliana ha  accumulato grave ritardo, tra il 2008 e 2014, nell'utilizzo dei fondi e nella capacità di amministrazione. Occorre una strategia chiara nell’utilizzo del nuovo ciclo di fondi. Crediamo che  sia  importante che il governo si impegni a recuperare le inefficienze dell'Amministrazione Attiva affinché neanche un lavoratore venga licenziato e neanche un euro vada perso.

 Il Governatore dimostri agli operatori del settore della formazione professionale  la legalità,  il pieno rispetto delle leggi, la garanzia occupazionale e retributiva. Auspichiamo che tutta la politica siciliana si impegni a dare fiducia, con temi e contenuti che possono rilanciare il settore delle politiche del lavoro e della formazione professionale, salvaguardando i lavoratori iscritti all'albo; favorendo l'incentivo all’esodo, prevedendo semplificazioni per erogare gli emolumenti a chi lavora, e rilanciare il settore flagellato da una crisi bisognosa di legalità.



lunedì 23 giugno 2014

RIORDINO FORMAZIONE PROFESSIONALE


L’assenza di una programmazione e l’immobilismo da parte  di alcuni uffici dell’Amministrazione Regionale hanno messo in crisi i lavoratori e le loro famiglie. 

 

 

La disoccupazione in Sicilia è una grossa piaga che ad oggi non trova soluzioni.

Si vedono sfilare per le strade delle città migliaia di persone che chiedono lavoro. Il grande assente, in questo ideale processo alle carenze del mercato del lavoro nel sud, è il governo che non ha ancora varato un programma di politiche attive per il lavoro, programma che comprendesse anche un adeguato riordino del settore della formazione professionale.

Il problema centrale è la mancanza di comunicazione tra chi offre lavoro e chi lo cerca, e non solo, ma anche tra la scuola che dovrebbe preparare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro e la formazione professionale, supporto indispensabile per farli rimanere competitivi nel mercato. Le persone hanno bisogno di essere prese sul serio; devono essere guidate a credere nei valori al fine di alimentare le loro aspirazioni. In questo campo le Istituzioni e gli Enti Locali hanno dimostrato di non saper attuare una politica di ampio respiro, capace di cogliere le tendenze del mercato, di anticipare i bisogni e le esigenze del mondo del lavoro, di dare risposte concrete a mutamenti avvenuti, lasciando così la gente disoccupata ed in balia di se stessa.

 

In Sicilia manca un sistema formativo dotato di strumenti finanziari e regole certe, che possa garantire ai fruitori del servizio standard qualitativi spendibili nel mercato del lavoro.

Lo SNALS CONFSAL settore formazione professionale nell’intento di far emergere  trasparenza, certezza e verità ha pensato di fornire al Governo Regionale alcuni suggerimenti da tenere in considerazione per il definitivo riordino del settore della formazione professionale in  grado di assicurare sia la qualità dell’offerta formativa che il rispetto di regole uguali per tutti gli enti e gli operatori.

Il percorso di riordino, seppur pieno di insidie e scricchiolii, dovrà necessariamente realizzarsi in tempi brevi considerando di utilizzare i finanziamenti del piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani  che vede, nell’ambito delle politiche attive,  una rete di soggetti che include la formazione professionale e il mercato del lavoro.

La formazione in Sicilia si dovrebbe trasformare in un vero e proprio modello che possiamo definire di “rete tra vari soggetti che si occupano di formazione e lavoro”. Un modello snello che possa iniziare con il monitoraggio delle imprese nel  territorio per prendere atto della complessità di ciascuna specifica fase del processo che trasforma un  fabbisogno di formazione in  apprendimenti professionalmente spendibili.

Non è possibile proporre una formazione non piùrispondente ai fabbisogni delle imprese, alle richieste di apprendimenti da parte degli utenti ed il  loro utilizzo in azienda.

Quindi, occorre programmare una formazione professionale in grado di sviluppare competenze realmente spendibili e coerenti con le esigenze di sviluppo delle imprese.

 

RETE DEI VALORI

 

Per questo motivo l’attenzione deve essere posta simultaneamente su tutte le maglie della rete, che rappresenta la “rete dei valori”: fabbisogni delle imprese, figure professionali e competenze, programmazione della formazione professionale, erogazione della  formazione professionale, apprendimenti e loro certificazione, collocazione e sbocchi sul mercato del lavoro.

I fabbisogni delle imprese, come tali fabbisogni, si possono poi concretamente tradurre in programmi di intervento, attraverso bandi relativi ad interventi e servizi di formazione professionale.

Per il buon esito di quanto detto  si chiede un intenso impegno e coinvolgimento da parte dello Staff della dirigenza politica, di quella amministrativa di settore e dello staff operativo a livello provinciale.


Da subito, l’Amministrazione Regionale, dovrebbe fare uno sforzo considerevole verso la quadratura dei conti del sistema, mettendo a nudo i bilanci di gran parte degli Enti formativi operanti ex L.r.24/76 in Sicilia al fine di riassestarne i conti.


Quindi allineare gli Enti formativi verso una griglia di partenza che li porrà tutti sullo stesso piano nella gestione dell’offerta formativa, anche attraverso l’erogazione delle spettanze pregresse, delle  spese riconosciute e certificate dalla stessa Amministrazione.


Perciò serve dare un assetto finanziario certo ai tre ambiti del sistema, Interventi Formativi, IeOF e Servizi Formativi, occorre sottoscrivere un protocollo trilaterale per armonizzare gli effetti prodotti dal riordino  per meglio gestire gli esuberi del sistema formativo, serve dotare la Sicilia di un sistema incentivante per agevolare la fuoriuscita del personale in età pensionabile; nonché chiudere alcune partite importanti per il futuro di migliaia di lavoratori operanti presso diversi Enti storici.

Oggi il Governo, con la collaborazione degli Assessori regionali al ramo, dovrebbe appostare le necessarie risorse finanziarie per garantire il pagamento dei salari a tutti gli operatori della formazione professionale ex art.4 della L.r.24/76, assunti al 31/12/2008 e individuare una significativa somma a garanzia del funzionamento del Fondo di Garanzia per le eventuali gestioni di processi di mobilità.  Noi concordiamo con la Regione  per il blocco delle assunzioni, per il  parametro unico e  il fondo di garanzia, ma  abbiamo delle perplessità sull’istituzione dell’albo unico, che appare privo di garanzie per i lavoratori.

 

Lo Snals Confsal ritiene che in merito alla risoluzione dei problemi riguardanti il riordino del settore ènecessaria la collaborazione di tutti quei soggetti che possano offrire un’ idea ed una proposta funzionale sia per il rinnovo del servizio pubblico essenziale, sia perla salvaguardia occupazionale dei lavoratori specializzati che vi operano da decenni.

 

CONTRATTO DI RETE

 

Secondo questa Organizzazione Sindacale una soluzione potrebbe essere offerta dalla realizzazione di un "contratto di rete, dove più soggetti pubblici e privatiperseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato", come scritto dalDecreto Crescita n. 83/2012.

Elemento essenziale del contratto di rete per il raggiungimento del suddetto scopo è il "programma comune di rete", sulla base del quale i soggetti interessati si obbligano a "collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa".

 

Le strutture deputate alla realizzazione degli interventiformativi e non formativi, finanziati con denaro pubblico per operare devono essere in regola con la normativa sull’accreditamento della Regione Siciliana.

L’acquisizione della soggettività giuridica delle reti in esame comporta l’esistenza di un soggetto dotato di capacità giuridica tributaria autonoma rispetto alla capacità giuridica delle singole imprese partecipanti: ai fini del prelievo fiscale, infatti, la rete-soggetto, inquanto entità distinta dalle imprese partecipanti, esprime una propria forza economica ed è in grado di realizzare, in modo unitario e autonomo, il presupposto d’imposta.

In sostanza, fermo restando la sussistenza della soggettività tributaria delle imprese partecipanti, qualora la rete acquisisca soggettività giuridica, la stessa diventa un autonomo soggetto passivo di imposta con tutti i conseguenti obblighi tributari previsti ex lege in materia di imposte dirette ed indirette.

In particolare, con circolare n. 4/E del 15 febbraio 2011, è stato chiarito che l’adesione al contratto di rete non comporta l’estinzione né la modificazione della soggettività tributaria delle imprese che aderiscono all’accordo, né l’attribuzione di soggettività tributaria alla rete risultante dal contratto stesso.

 

Per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori si potrebbe ipotizzare l’istituto dell’aspettativa previsto nel CCNL, previo accordo sindacale, attraverso il quale talilavoratori vengono momentaneamente sospesi dall’ente presso il quale prestavano servizio in precedenza ed occupati presso la rete proposta.

 

In sintesi lo Snals Confsal propone di formare una rete tra gli enti di formazione, le imprese, il Ciapi di Priolo, gli Istituti scolastici, l’Università, che abbia in ruolo il personale specializzato, qualificato e con esperienza ultradecennale nell’erogazione degli interventi e i servizi formativi.

 

GARANTIRE E RETRIBUIRE CHI SVOLGE IL LAVORO

I dipendenti della formazione professionale si trovano da parecchio tempo stritolati in una guerra tra gli Enti Gestori, dai quali dipendono, e la Regione Siciliana che, attraverso norme, circolari, leggi, decreti e quant’altro, detta quelle direttive che dovrebbero garantire la buona formazione, ma che allo stato attuale sta solo generando una situazione di insostenibile confusione.

Gli enti di formazione in Sicilia vivono oggi una situazione molto difficile e a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano docenti, orientatori, amministrativi ecc. che da mesi non percepiscono gli stipendi.

Riteniamo fondamentale e prioritaria la garanzia di tutti i lavoratori che operano nelle tre filiere del settore formazione professionale (interventi, servizi e obbligo formativo). Tale garanzia è realizzabile attraverso la piena attuazione del combinato disposto degli artt. 2 della L.R. 25 del 1993 e art. 39 della L.R. 23 del 2002, con l’istituzione di un capitolo di spesa dedicato esclusivamente al personale della formazione professionale.

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Il Coordinatore regionale settore formazione professionale

Giuseppe Milazzo​

                     

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OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...