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mercoledì 3 maggio 2017

Stella al merito del lavoro, fra i 59 siciliani che sono stati insigniti c'è il Coordinatore regionale Snals Confsal settore formazione professionale



Il riconoscimento è stato consegnato durante la cerimonia del 1 maggio 2017, al teatro "Politeama" di Palermo.

C'è anche il Coordinatore regionale Snals Confsal settore formazione professionale - Giuseppe Milazzo, che da più di 34 anni è impegnato nel settore della formazione professionale e politiche attive del lavoro, - fra i 59 nuovi Maestri del lavoro di tutta la Sicilia. Anche  a lui, giorno 1 maggio 2017 durante la cerimonia ufficiale che si è  svolta al teatro "Politeama" di Palermo, è stata consegnata la prestigiosa onorificenza Stella al merito del lavoro.

Il riconoscimento viene conferito dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai lavoratori meritevoli. Le "Stelle al merito del lavoro" sono state consegnate, dal prefetto di Palermo Antonella De Miro.


giovedì 1 dicembre 2016

RICHIESTA CHIARIMENTI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE

Al  Presidente della Regione Siciliana
 Dott. Rosario Crocetta

All’Assessore  Reg.le  Istruzione  e Formazione  Prof.le 
On. Bruno Marziano

Al Dire. Gen Dip. Istruzione  e Formazione  Prof.le
 Dott. Gianni Silvia

All’ Ass. Reg.le  Famiglia, Politiche  Sociali e Lavoro
 On. Gianluca Miccichè

Al Dir. Gen Dip.  lavoro, dell'impiego, 
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative
  Dott.ssa Maria Antonietta Bullara

A Tutti i mezzi di Comunicazione e diffusione
LORO SEDI


Oggetto: richiesta chiarimenti ed intervento per la salvaguardia occupazionale degli  operatori della formazione professionale

La scrivente organizzazione sindacale, nel prendere atto dei buoni propositi dichiarati in questi giorni dal Governo e dall’Assessore Marziano sia in relazione alle garanzie occupazionali dei lavoratori della Formazione Professionale sia in relazione alle procedure di pensionamenti anticipati,  ritiene di mettere  in risalto alcuni punti discordanti in materia di salvaguardia occupazionale, che emergono dall’effettiva modalità operativa, da una parte, degli Enti Gestori e, dall’altra, degli uffici periferici.
Partendo dal presupposto che, per garantire  il lavoro ai dipendenti della formazione professionale, nonché per tutelare e salvaguardare i loro livelli occupazionali e retributivi, erano state emanate dagli Assessorati in indirizzo delle indicazioni a cui gli Enti Gestori avrebbero dovuto attenersi, si fa presente che quelle indicazioni nei fatti non sono state osservate, calpestando ancor più, e sempre di più, i diritti dei lavoratori aventi reale diritto.
In particolare, gli Enti Gestori avrebbero dovuto garantire il mantenimento  dei livelli occupazionali dei lavoratori impegnati negli anni precedenti (pena la revoca dell’accreditamento e/o finanziamento); tale impegno è stato regolarmente disatteso in quanto gli stessi hanno sospeso il personale ed  attivato procedure di CIG, FIS, di contratti di  solidarietà difensiva e, in alcuni casi, di aspettativa, di permessi e/o anche di  licenziamenti.
Sempre a garanzia dei lavoratori della formazione, si era reintrodotto il principio dell’obbligatorietà, da parte di chi avrebbe dovuto gestire  attività formative, di impiegare, per il presente e per il futuro, esclusivamente il personale iscritto all’Albo. Nei fatti si assiste, da una parte, alla situazione di lavoratori interni che vengono posti in FIS o CIG in deroga e, dall'altra parte, all’avvio di nuove assunzioni di personale; tutto ciò, in pieno contrasto alle indicazioni emanate dagli Assessorati in indirizzo.
Inoltre,  non si comprende la strategia che stanno  adottando alcuni  Enti Gestori  che hanno ricevuto sostanziosi finanziamenti pubblici dall'Assessorato Reg.le Istruzione e  Formazione Professionale (milioni di Euro) con la promessa di impiegare il personale iscritto all’Albo della formazione professionale. 
Molti Enti Gestori  hanno ricevuto il decreto dei corsi IeFp con il relativo finanziamento e, nonostante la normativa  sulle garanzie occupazionali, hanno  deciso di predisporre, in tempi non sospetti,  un bando per nuove assunzioni, quasi “dimenticando” che il personale avrebbe dovuto transitare come da normative regionali e CCNL vigente.
In contrasto alle normative regionali ed al CCNL vigente, tali Enti hanno predisposto  un bando per le assunzioni senza riferimento alcuno alle direttive regionali. Basterebbe che l’Amministrazione regionale verificasse il numero dei lavoratori che, attualmente in forza presso gli Enti, non risultano essere iscritti all’albo per comprendere l’ “anomala” situazione che si è creata.

Il determinarsi di tale situazione ha ingrossato le file dei disoccupati privi di reddito e  ingolfato ed allargato la platea degli operatori della formazione professionale in Sicilia.

Si vuol inoltre richiamare all’attenzione degli organi in indirizzo l’attuale modalità di gestione degli elenchi di mobilità del personale, affidata ai Servizi Centro per l’Impiego. 
Si ricorda che gli elenchi del personale in mobilità nascevano allo scopo di poter impiegare presso altri enti, garantendo i livelli occupazionali e retributivi, il personale della formazione professionale rimasto privo d’incarico e/o licenziato per cause non imputabili allo stesso (circolare 10/94 e/o Mobilità orizzontale, direttiva n.76434/2014, direttiva n.84904/2014 e successive direttive) e/o fuoriuscito da quegli  Enti con procedimento di revoca dell’accreditamento.
Tale modalità di gestione risulta disattesa in quanto emerge una discrepanza tra le liste di mobilità in precedenza redatte sulla base delle schede presentate agli uffici e sottoscritte dagli operatori della formazione professionale con l’indicazione dettagliata delle eventuali discipline didattico-formative impartite nel corso della loro esperienza formativa (così come richiesto per la compilazione delle stesse schede), e le attuali liste di mobilità professionale redatte con l’eliminazione di tali discipline a tutte le figure professionali degli operatori formazione professionale. Ciò ha permesso agli enti di non avvalersi più della possibilità di attingere a tali liste per l’impiego di personale docente precludendo, per contro, la possibilità agli operatori che hanno anche svolto attività di docenza di poter essere impiegati anche per lo svolgimento di tale attività.
Con la presente, si sono volute evidenziare alcune tra le tante anomali situazioni che si sono create nel settore della formazione professionale, a cui purtroppo oggi molti lavoratori, calpestati nei loro diritti, assistono impotenti.
Essendo fiduciosi nelle Istituzioni, si chiede che venga eseguita una verifica a salvaguardia dei lavoratori aventi reale diritto e che vengano adottate tutte quelle iniziative nel pieno rispetto delle normative regionali che invece sembrano siano disattese.



martedì 19 luglio 2016

CRISI SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA


Quello che sta succedendo nel settore della formazione professionale in Sicilia, è la clamorosa prova della lontananza della politica dalla vita vera della gente vera e, dunque, dai problemi reali che stanno attraversando i lavoratori, i licenziati, i sospesi, ecc… Iscritti all’Albo Regionale della Formazione Professionale della Sicilia.

Tutte le opzioni più o meno sensate e percorribili rese dal Governo Siciliano, per gestire davvero l’emergenza, del settore della formazione professionale, allo stato sono rimasti degli slogan e niente più. Questa situazione si è avuta per l’incapacità, degli Assessori di turno e della burocrazia, di essere determinati a risolvere il problema che ha investito migliaia di operatori.

In Sicilia la vita delle famiglie, che vivono grazie al settore formazione professionale, è resa difficile da un sistema che non applica le norme del settore, da complicazioni burocratiche, da non curanze amministrative, che hanno reso e lasciano il settore abbandonato a se stesso.

Il sistema vive una crisi dovuta a decenni di incurie che hanno innescato un declino sociale che influenza ed aggrava la crisi economica siciliana e che stanno subendo molti cittadini interessati a seguire i corsi di formazione per acquisire delle competenze.

Questa crisi a volte sfocia in ritorsioni, ricatti, nei confronti dei lavoratori da parte della casta che gestisce il sistema, in attesa di un’annunciata riforma voluta da tutti, che tarda a venire creando carenza di servizi, ed indebolimento della rete di solidarietà di base, lasciando i giovani in dispersione scolastica e gli adulti inoccupati e disoccupati senza senza una formazione per un’eventuale inserimento lavorativo.

Il presidente della regione è tutta la politica che lo sostiene devono rendersi conto che i lavoratori si trovano nel mezzo di una crisi economica, dovuta alla mancata certezza di un reddito e a pochi anni dalla maturazione dei contributi per la previdenza sociale. 

Operatori capaci di accettare le difficoltà ma necessitano di un sostegno economico tramite il lavoro e contributi, per accedere poi ad un sostegno sociale e contributivo.

Operatori che hanno subito un’ ingiustizia dovuta da chi gestisce il sistema della formazione professione da chi dovrebbe fare i controlli del settore sull’utilizzo dei finanziamenti.

Operatori pronti a denunciare questo cruciale periodo, questa condizione estrema, senza i paraocchi della retorica e dell’ideologia politica.


mercoledì 13 luglio 2016

RESOCONTO INCONTRI GOVERNO - PARLAMENTO


Più di 3000 famiglie senza un posto di lavoro e stanche di promesse che ancora non sono state mantenute.

Analisi che non fa una piega dopo quanto è accaduto durante i recenti incontri tenutisi a Palermo con il Ministro  Poletti, il Sottosegretario  Faraone, l'Assessore Miccichè e il Dirigente Silvia, e all'ARS presso la V commissione legislativa,  incontri durante i quali anche le sigle sindacalihanno fatto sentire la propria voce.

Ampia la protesta dello Snals Confasal, settore  formazione professionale, che dalla voce del coordinatore regionale, Giuseppe Milazzo, avanza lamentele per la colpevole inerzia dell’amministrazione regionale e tutto il governo in relazione al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate dei lavoratori in servizio presso alcuni Enti  Gestori; alla mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati dagli enti gestori; alla mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto; al mancato avvio dei progetti di politica attiva del lavoro e relativo impiego del personale che ha operato da anni nei servizi per l'impiego; alla mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga e altre forme di ammortizzatori sociali; al mancato rispetto delle norme legislative regionali a tutela del comparto e dei suoi operatori.


sabato 11 giugno 2016

SCEGLIRE SENZA FRETTA



Non è buono essere precipitosi nel parlare tanto quanto nel fare. Dovremmo sempre riflettere ed essere in piena coscienza prima di dire o fare qualsiasi cosa.
La fretta e la mancanza di concentrazione possono essere causa di un fallimento.
l'intelligenza che Dio ci ha dato, basta a comprendere ciò che è buono da quello che non lo è.
Ognuno di noi deve fare delle scelte nella vita e, tante di queste, non sono semplici.
La più importante riguarda il nostro futuro.
Più volte usiamo alibi più o meno credibili come: affidarsi a quello che ci hanno raccontato, a quello che ci hanno insegnato, all'educazione ricevuta.
Spesso il tempo per rimediare al mal fatto o la ricerca di un'alternativa hanno condotto ad un ulteriore dispendio di tempo.
Lo stesso accade quando non riflettiamo sulle parole: produciamo più danni che bene.
Scegliere è una questione del tutto personale e noi siamo i soli responsabili. Non serve giustificarsi o delegare terzi per la nostra salvezza.
Ognuno di noi è chiamato a fare una scelta! La nostra vita e il nostro futuro dipende, dunque, da una decisione responsabile e convinta.
Si dice che la fretta sia una cattiva consigliera: ed è proprio vero!
Occorre avere calma e a fare ogni cosa con ordine e con rispetto nel giusto momento. 
Si dice che la calma è la virtù dei forti; infatti la calma riesce a farci attendere il tempo opportuno perché da ogni nostro agire risulti il bene di tutti.
L'importante è che ognuno di noi prenda una decisione alla quale non se ne pentirà.
Riflettere, attendere il momento giusto prima di agire o di reagire, è la formula per evitare molti sbagli.

mercoledì 11 marzo 2015

LAVORATORI IN STATO DI AGITAZIONE


Lo Snals Confsal  non condivide la parcellizzazione del personale degli Sportelli multifunzionali e ritiene fondamentale l’applicazione  del CCNL vigente della formazione professionale nonché quella delle leggi regionali sulla salvaguardia occupazionale. Rigetta eventuali  altre forme di contrattazione collettiva di prossimità. Afferma che, nell’ipotesi di un eventuale impiego del  personale presso il Ciapi e/o  presso gli Enti Gestori, questo debba essere effettuato individuando garanzie ed indici di trasparenza, per permettere la collocazione di tutti i lavoratori coinvolti. 

martedì 3 marzo 2015

MODALITÀ DI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE DEGLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA RIMASTI TOTALMENTE E/O PARZIALMENTE PRIVI DI INCARICO. (lettera inviata al Governo e alla II e V Commissione ARS)


Oggetto: Richiesta convocazione Tavolo Trilaterale istituzionale ex art. 26 del CCNL 1994  e All. 12 del CCNL 2011/2013 vigente - modalità di salvaguardia occupazionale degli operatori della Formazione Professionale in Sicilia rimasti totalmente e/o parzialmente privi di incarico.

La Scrivente organizzazione Sindacale, firmataria del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro vigente per il comparto Formazione Professionale, rappresenta quanto segue:
1.       che il comparto in Sicilia, negli ultimi anni è stato attraversato da una serie di problematiche che hanno riguardato, per quello di competenza di questo Sindacato, la fuoriuscita di una quantità eccessiva di lavoratori della Formazione Professionale Siciliana dal mercato del lavoro (circa 3.500 dipendenti si trovano senza incarico, senza retribuzione e di conseguenza senza contribuzione);
2.       che, nonostante le intenzioni del governo regionale sia lodevole, le revoche dell’accreditamento perpetrate, sia quelle legittime che quelle illegittime (si vedano le varie pronunce dei TAR e del CGA), hanno causato un’ingentissima perdita di posti di lavoro;
3.       che la Regione Siciliana, quale organo erogatore e garante del servizio[1], avrebbe dovuto farsi parte attiva nella tutela e la salvaguardia dei lavoratori del comparto interessati, attraverso le procedure previste dal CCNL di categoria, che si sottolinea, è stato condiviso ed applicata  anche da essa;
4.       che la tutela e la salvaguardia occupazionale dei lavoratori è sancita in diverse fonti legislative, contrattuali ed amministrative;
5.       che in seguito ai provvedimenti di revoca dell’accreditamento, che di fatto sanciscono la fine delle attività istituzionali degli enti di formazione e pertanto  la impossibilità per gli enti di garantire i lavoratori sotto tutti i punti di vista (si ricordi che per espresso volere dell’amministrazione regionale tali enti sono necessariamente senza scopo di lucro), l’amministrazione regionale avrebbe dovuto iniziare, sua sponte,  la procedura prevista dalla legislazione vigente a tutela dei  lavoratori rimasti parzialmente e/o totalmente privi di incarico all’interno del settore della Formazione Professionale;
6.       che tale procedura parte dall’enunciato di cui all’art. 2 (già significativamente rubricato “Garanzie per il personale della formazione professionale”), comma 1, della Legge Regionale 25/1993, secondo il quale: “Al personale iscritto all'albo previsto dall'art. 14 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato è garantita la continuità lavorativa e riconosciuto il trattamento economico e normativo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria”. Pertanto, già dalla interpretazione letterale di tale norma si evince il ruolo di garante affidato dal legislatore alla Regione Siciliana; ma è con la successiva statuizione di cui al comma 2 bis della stessa norma che il legislatore ha voluto imprimere, ad uno specifico ramo dell’amministrazione[2] il ruolo di garante di quei lavoratori rimasti privi di incarico ed iscritti all’Albo autorizzandolo ad attivare per questi “i processi di mobilità previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori della formazione professionale”;
E’ necessario, a questo punto operare una accurata digressione su quali siano i processi di mobilità e di salvaguardia e tutela occupazionale previsti dal normativamente richiamato CCNL, ed in particolare i contenuti di cui, agli art.li 34 e 35, all’allegato 12 e all’art. 26 del CCNL precedente più volte richiamato e la cui validità è confermata dal vigente.

A) art.  34 - MOBILITÀ PROFESSIONALE:
1. Il personale dipendente degli Enti può essere soggetto a processi di mobilità professionale all’interno della fascia professionale di propria competenza, anche attraverso percorsi di formazione, aggiornamento, riconversione e/o riqualificazione.
2. Detta mobilità si attua:
a)      all’interno delle Istituzioni Formative dello stesso Ente, mediante trattativa aziendale;
b)     tra strutture di Enti diversi, mediante convenzioni e/o accordi;
c)      tra Istituzioni Formative degli Enti e Istituzioni pubbliche, mediante convenzioni e/o accordi.

Orbene, risalta che l’unico tipo di mobilità avviata dal competente Assessorato si è sostanziata in quella orizzontale (di cui alla lett. b sopraindicata) secondo le indicazioni della Direttiva 76434 del 8 Ottobre 2014, a firma del Dirigente Generale Dott. Silvia. La quale, però non è stata sufficiente a ricollocare i lavoratori rimasti privi di incarico per effetto delle problematiche sopra evidenziate; probabilmente per la drastica riduzione della quantità dell’attività formativa erogata nella Regione Siciliana, operata dal governo regionale negli ultimi due anni.
Per onor del vero, un “maldestro” (quanto ai risultati) tentativo di ricollocazione temporanea dei lavoratori è stato tentato dal governo regionale per il tramite del CIAPI di Priolo Gargallo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti (ritardi sotto tutti i punti di vista e discriminazioni palesi tra gli operatori, senza contare che solo una piccola percentuale dei lavoratori da ricollocare risulta impegnata, si sottolinea solo transitoriamente , nelle attività dell’ente formativo regionale ). Del fallimento di tale azione politico-amministrativa ne è riprova, laddove ce ne fosse bisogno, l’alto numero di contenziosi instaurato dai lavoratori con lo stesso CIAPI, per non contare anche quei lavoratori che sfiancati dalla mancanza endemica delle retribuzioni, pur avendo subito delle forti discriminazioni da parte dell’amministrazione e del CIAPI non hanno le risorse economiche ed emotive per instaurare un contenzioso  e sono rassegnati ed abbandonati a se stessi.

B) COMBINATO DISPOSTO: ART. 35  SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE;  ALLEGATO 12 - MODALITA’ PER LA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE  E ART. 26  MOBILITA’
Risulta chiaro ed evidente che la mobilità di cui al precedente punto A) è solo una enunciazione senza che siano sancite le modalità.
Ed a tal uopo interviene ancora il citato CCNL vigente facendo espresso richiamo all’allegato 12, il quale a sua volta richiama l’art. 26 del previgente CCNL, confermandone l’attualità e quindi la validità.
In particolare l’art. 35, comma 1  prevede che: “1. Per la salvaguardia occupazionale si applica quanto previsto dall’allegato n. 12, parte integrante del presente CCNL” ed a sua volta quest’ultimo testualmente recita: “Le Parti riconfermano la validità dei contenuti …. dell’art. 26 del CCNL 1994-1997 già recepiti dalle normative regionali, dalle deliberazioni e dagli accordi tra Regione, Organizzazioni Sindacali ed Enti”.

Nulla quaestio, dunque, sulla odierna validità delle norme testé citate.

Ma la vera sorpresa riguarda i contenuti e le obbligazioni delle parti contrattuali, che si evince chiaramente e al di là di ogni ragionevole dubbio, dalla lettura del combinato disposto delle citate norme in relazione alla modalità d’intervento per la mobilità e la salvaguardia occupazionale.

ALLEGATO 12:Modalità di attuazione che si applicano nelle regioni e nelle province autonome ove esistano leggi, delibere, circolari o intese che disciplinano l’ex art.26 del CCNL 1994-1997:
2. ………..per la salvaguardia dell’occupazione, si attua la mobilità del personale dipendente all’interno del Sistema Regionale di Formazione Professionale.
3. La mobilità si attua attraverso l’istituzione di tavoli trilaterali regionali anche tra Istituzioni Formative degli Enti e Istituzioni Formative della Regione e degli Enti delegati, mediante accordi.
4. La contrattazione regionale ne definisce i criteri, le modalità, nonché le priorità per il reinserimento; la Commissione Bilaterale regionale attiva i processi per la gestione della mobilità anche in riferimento all’Albo regionale che costituisce il quadro delle professionalità del personale dipendente.

ALLEGATO 12:
2. L’eventuale ricollocazione del personale……………………..si realizza attraverso:
a) l’estensione del sistema degli ammortizzatori sociali al comparto;
b) l’attivazione degli Enti Bilaterali Nazionale e Regionali con l’utilizzo di eventuali fondi anche sostenuti da un impegno finanziario dello Stato e delle Regioni;
c) la contrattazione tra Enti ed OO.SS. che ne individua i criteri per il possibile inserimento dei lavoratori, con il coinvolgimento nei processi anche delle istituzioni regionali, provinciali, ecc., vincolante nel caso di passaggi di personale tra privato e pubblico.

3. Qualora manchino le condizioni per il reinserimento, le OO.SS e le Associazioni degli Enti di FP attivano il confronto con la Regione/Province al fine di individuare le condizioni di una nuova collocazione dei lavoratori anche in altre attività, anche all’esterno del settore della Formazione Professionale.

Ed inoltre l’art. 35, comma 3 del CCNL così dispone ad ulteriora:

“3. Nei casi in cui le parti, nel rispetto delle procedure di cui all’allegato n. 12, non abbiano individuato soluzioni condivise e soddisfacenti, le stesse sono tenute ad aprire le ulteriori procedure per le tutele occupazionali e di reddito previste dalla normativa vigente ……”

c)       ART. 26 CCNL - MOBILITA’
La norma nel riprendere quanto previsto dal già citato art. 34 per la mobilità professionale all’interno del sistema della Formazione Professionale, prevede innanzi tutto le modalità con le quali avviare e definire le procedure della mobilità stessa ed un secondo livello di mobilità se il primo non riesce a collocare tutto il personale che ne abbia bisogno.
Cosicché lo scenario di prima facie, o se vogliamo utilizzare la stessa denominazione del CCNL MOBILITA’ DI PRIMO LIVELLO (=processi di mobilità territoriale e professionale all'interno della fascia professionale di propria competenza, in rapporto alle esigenze del piano regionale programmato delle attività) dovrebbe essere il seguente:

2. La mobilità di detto personale si attua: 
a) all'interno delle strutture operative dello stesso Ente;
b) tra strutture di Enti diversi mediante convenzione;
c) tra strutture operative degli Enti convenzionati e le strutture operative della Regione e degli Enti delegati mediante convenzione.
3. La mobilità di detto personale[3] si attua in diretto rapporto alle esigenze derivanti dalle attività di formazione professionale programmate dalla Regione ed esclusivamente sulla base della definizione di un piano previsionale di utilizzazione del personale stesso definito dalle Regioni

Per tale personale, prosegue la norma, si attua la mobilità  in “diretto rapporto alle esigenze derivanti dalle attività di formazione professionale programmate dalla Regione ed esclusivamente sulla base della definizione di un piano previsionale di utilizzazione del personale stesso definito dalle Regioni”.

Ebbene, dov’è questo previsto il Piano Previsionale di utilizzazione del personale della Formazione?????

Inadempienza contrattuale dell’amministrazione regionale

Ma, ciononostante, la stessa norma prevede lungo tutto il suo PUNTO B rubricato “Salvaguardia dell'occupazione” un SECONDO LIVELLO DI MOBILITA’, che si attua per il personale con contratto a tempo indeterminato rimasto parzialmente o totalmente senza incarico a seguito di contrazione delle attività, di chiusura dei corsi o delle sedi operative o di trasferimenti delle sedi operative stesse da una ad altra area territoriale o di passaggio della sede operativa ad altro Ente.
Questa norma non si limita solo alla enunciazione di un diritto ma ne declina le varie fattispecie in modo concreto e qui di seguito se ne riportano solo alcune casistiche previste:

a) Il personale in mobilità, la cui assunzione sia stata riconosciuta dalla Regione, ha diritto ad essere impiegato anche presso altre strutture, anche di enti diversi, privati e pubblici, con incarichi compatibili con la propria professionalità;
………………..
…………………
d) in caso di chiusura dell'Ente di appartenenza il personale in mobilità ha diritto al passaggio immediato alle dipendenze di altro Ente mediante accordi tra Regione, OO.SS. e Ente convenzionato;

e) in caso di chiusura dell'Ente di appartenenza e di disponibilità presso strutture pubbliche della Regione o degli Enti delegati, l'utilizzazione in dette strutture del personale in mobilità privo di incarico, avverrà mediante accordi tra Regioni o Enti delegati, OO.SS., Enti convenzionati;

f) qualora manchino le condizioni per il reinserimento, le parti attivano il confronto con la Regione al fine di individuare le condizioni di una nuova collocazione dei lavoratori in mobilità in altre attività, anche all'esterno del settore della formazione professionale.

Molto interessante è la seguente affermazione rinvenibile nel proseguo del superiore punto f):

I lavoratori in mobilità conservano, per il periodo necessario a tale verifica, la retribuzione globale e i diritti acquisiti, rimanendo formalmente collegati all'Ente di appartenenza ………………….;

Dunque, se la Regione non attiva immediatamente e senza indugio alcuno le procedure per la mobilità secondo le regole fin qui richiamate, potrebbe ben presto essere chiamata a corrispondere dei danni provocati con la sua inerzia (senza contare le azioni così frettolosamente messe in atto per le revoche dell’accreditamento operate in danno degli enti ed il loro conseguenziale definanziamento).

Ed inoltre al punto i) sempre del PUNTO B IN PAROLA RIBADISCE:

i) il personale in mobilità ha diritto a preventivi processi di aggiornamento e riconversione, programmati dalla Regione, necessari al suo reinserimento per incarichi diversi da quello di provenienza o in altra attività lavorativa. Detto personale interessato a processi di aggiornamento, di riconversione e riqualificazione finalizzati al reinserimento nell'attività lavorativa e che possono prevedere anche periodi di esperienza lavorativa in azienda, rimane formalmente collegato all'Ente di appartenenza, o al nuovo Ente, secondo quanto previsto dal precedente punto "d", fino a nuova definitiva sistemazione ed ha diritto al mantenimento dello stato economico e giuridico acquisito.

per quanto riguarda il trattamento del personale in mobilità’, interviene il PUNTO C, che così dispone:

1. Per il trattamento del personale in mobilità di cui ai punti "A" e "B", del presente articolo, si definiscono i seguenti criteri:
a) il lavoratore in mobilità mantiene il trattamento economico e normativo acquisito;
b) ……………………;
c) l'utilizzo del personale in mobilità presso strutture pubbliche avviene mediante convenzione, i cui contenuti saranno definiti a livello regionale, con l'Ente di appartenenza.

Da quanto fin qui esposto, senza scomodare le ulteriori tutela di cui alla circolare 10/94, il Fondo di Garanzia (trasformato tra l’altro in mera misura complementare delle misure di sostegno al reddito) etcc…
Si può affermare che di quello che si poteva fare per garantire e tutelare, il posto di lavoro, la retribuzione e la contribuzione, si è fatto quasi nulla e quel poco è risultato totalmente insufficiente a coprire gli errori alla base della contrazione dell’attività formativa nella Regione Sicilia operata, sconsideratamente dal governo Regionale, senza prevedere un piano di tutela per i lavoratori incolpevoli, che ad oggi sono senza lavoro, con una notevolissima consistenza di retribuzioni pregresse mai pagate (né agli enti né ai lavoratori ) pur avendo, la Regione Siciliana, usufruito del servizio Formazione professionale cui è costituzionalmente ed istituzionalmente tenuta ad erogare (ecco spiegata la ragione per cui il Presidente Crocetta si fregia di aver risparmiato nella Formazione….. lo ha fatto a spese degli stipendi dei lavoratori già maturati e maturandi e non approntando, come dovuto, idonee ed efficaci misure di salvaguardia occupazione e reddituale cui, peraltro era tenuto!!!)
Sulle base di quanto fin qui esposto lo scrivente Sindacato
CHIEDE

Alle SSLL in indirizzo di voler costituire, urgentemente e senza ulteriori indugi, in conformità alla normativa richiamata in oggetto,  un tavolo istituzionale trilaterale tra La Regione Siciliana, Gli Enti di cui all’art. 4 della L.R. 24/76 e le OO.SS firmatarie del Contratto Collettivo di Lavoro vigente.
Di voler provvedere con i mezzi ritenuti più idonei a notificare alle parti l’avvenuta costituzione del Tavolo de quo.
Tale Tavolo dovrà occuparsi, quando costituito, delle procedure d’urgenza da adottare per la salvaguardia occupazionale prioritariamente dei dipendenti rimasti totalmente senza incarico e non ricollocati; percorrendo,  tutte le strade previste dalla normativa vigente nel settore della Formazione Professionale e di maggior tutela rispetto a quelle ad oggi implementate e/o annunciate.

In attesa di cortese ma sollecito riscontro alla presente richiesta, si porgono gli atti della più alta considerazione.
Catania, 03/03/2015                                                                         




[1] Secondo l’art. 11 della Contrattazione decentrata 1994/1997.
[2] L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione.
[3] Il personale dipendente degli enti, riqualificato secondo quanto previsto all'art. 35 del presente Contratto, nonché impiegato nelle attività di cui al comma 4 del precedente art. 7 e nei servizi territoriali.

venerdì 5 settembre 2014

Riunione SNALS CONFSAL FORMAZIONE PROFESSIONALE del 05/09/2014


In data 05/09/2014, presso i locali di Via Adua n. 2/C, presenti, giusta convocazione dei Coordinatori Provinciali, Coordinamento Regionale e Provinciale e delle RSA SNALS CONFSAL, notificata tramite mail in data 01/09/2014, sono presenti i convocati ed alcuni lavoratori (anche di altre sigle sindacali).
I convenuti ed il Coordinatore regionale settore formazione professionale Giuseppe Milazzo, constatato il raggiungimento del quorum sia strutturale sia funzionale, dichiarano aperta la discussione sulla situazione in cui versa il settore della Formazione Professionale in Sicilia.
Prende la parola il coordinatore Giuseppe Milazzo, il quale informa i convenuti che, come sarà certamente e tristemente noto a tutti, l’amministrazione regionale ha disatteso tutti gli accordi raggiunti e buona parte delle leggi che regolano il settore, ed in particolare quelle a tutela del personale di tutte le tre filiere della Formazione; creando, per questa via, grave e reiterato nocumento economico, patrimoniale e morale agli stessi operatori. I convenuti prendono atto della veridicità delle esternazione del Coordinatore portando testimonianza delle situazioni di particolare e grave disagio personale e familiare di ciascuno di loro, che poi diventano (data la grande platea degli operatori interessati) grave disagio sociale, in relazione:
1.      al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate da oltre un anno (oltre 2 anni in qualche caso);
2.      alla mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati;
3.      alla mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto;
4.      alla eccessiva solerzia dell’amministrazione regionale nel decretare la revoca dell’accreditamento di alcuni enti senza curarsi preventivamente del destino dei lavoratori che incolpevoli vi lavoravano, lasciandoli in una sorta di limbo definito “sospensione” che non trova riscontro in nessun ambito giuslavoristico e pertanto nessun tipo di tutela normativamente posto;
5.      La mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga;
6.      Il mancato rispetto delle norme legislative regionali che pure l’amministrazione ha il compito istituzionale di rendere esecutive e quindi efficaci;
Il Coordinatore Milazzo, conferma che ha notizia che le procedure relative alla CIG in deroga, stanno iniziando ad avviarsi con la convocazione da parte dei competenti servizi territoriali dell’Assessorato.
Per quanto riguarda, invece, tutte le restanti problematiche né l’amministrazione regionale né l’esecutivo Crocetta, hanno operato per la loro risoluzione ed anzi la loro inerzia, in virtù del tempo che trascorre inutilmente, le ha rese ormai delle piaghe endemiche del comparto, provocando, come detto, grave disagio agli operatori.
Il Coordinatore Milazzo, constatato e comunicato ai presenti il risultato inesistente dal punto di vista sostanziale della laboriosa opera svolta in questi anni dal Sindacato da lui rappresentato, attraverso una politica di moderazione e di collaborazione con le stesse istituzioni (risultati inesistenti dovuti esclusivamente all’inerzia e spesso alle vane promesse delle istituzioni), propone ai presenti di iniziare un tipo di lotta diversa ma, a questo punto, necessaria, da svolgersi secondo una tipologia di interventi diversificata:
a.      da una parte, attraverso la denuncia penale nei confronti dell’amministrazione responsabile e del governo per  i vari errori amministrativi e le varie violazioni di legge che configurano fattispecie forse penalmente rilevanti;
b.      dall’altra, dare inizio ad una class action di tipo risarcitorio al fine di ristorare (almeno  economicamente) tutti gli operatori che vi aderiranno per quanto gli è dovuto e negato sia dagli enti ma principalmente dalle istituzioni.
 I convenuti, all’unanimità, manifestano la propria volontà di adire le vie legali così come proposto dal Coordinatore, dandogli mandato di incontrare i legali del sindacato per concordare le modalità operative.
Al fine di riportare i problemi della Formazione, intesa nella sua totalità (tutte le tre filiere), nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica e pertanto delle istituzioni competenti (oggi troppo distratte dal Click Day e da eventuali rimpasti di governo), viene deciso di iniziare una serie di scioperi, con proteste plateali sempre nei limiti del consentito dalla legislazione e dal buon senso.
Pertanto in questa sede si decide di attuare, per il momento, le seguenti giornate di sciopero:

Lunedì 8 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Palazzo ESA
Mercoledì 10 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Prefettura di Catania
Giovedì 11 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Assessorato Regionale  alla Formazione Professionale (in concomitanza con l’arrivo degli ispettori europei).



sabato 16 novembre 2013

SNALS CONFSAL FORMAZIONE PROFESSIONALE: ATTI CONCRETI E PAGAMENTO IMMEDIATO DEGLI STIPENDI AI LAVORATORI.



La condizione di esasperazione dei lavoratori, che vivono uno stato di incertezza, di precarietà e di carenze retributive da lungo tempo, induce a forti preoccupazione anche per l'ordine pubblico. A tale scopo lo Snals Confsal chiede un immediato intervento del Presidente della Regione e sollecita l’autorevole intervento dei Sigg. Prefetti dell’Isola per sostenere tale richiesta.
Gli Enti Gestori del settore formazione professionale, non sono riusciti ad assicurare la regolare erogazione degli stipendi con cadenza mensile al proprio personale. Questo malgrado il consolidato rapporto instauratosi fra gli stessi Enti e la Regione Siciliana grazie all'appalto di “servizi”, attuato con l’approvazione delle attività e del relativo finanziamento agli enti suddetti.
Malgrado le molteplici promesse e impegni assunti  attraverso la sottoscrizione del documento d’accordo sindacale, firmato il 03 giugno 2013 dallo  SNALS CONFSAL e dall’assessore Nelli Scilabra, i lavoratori della formazione professionale continuano ancora a non percepire gli stipendi mediamente da 8 a 23 mesi.
Tra i contenuti dell’accordo del 3 giugno 2013 e della successiva delibera di giunta n. 200 del 6 giugno 2013 spiccava l’impegno, da parte dell’assessore Scilabra e della Giunta Regionale, ad applicare l’art. 4 e 5 del DPR n.207 del 05 ottobre 2010, l’ articolo 14 della legge regionale n.24 del 6 marzo 1976 e la circolare 12/2012 del Ministero del Lavoro. 
Lo SNALS CONFSAL rappresentato, per il settore della formazione, da Giuseppe Milazzo,  chiede: 
- di rendere immediatamente  eseguibile  ed estesa a tutti i lavoratori a tempo indeterminato, iscritti all'albo regionale, la direttiva dell'Assessore Scilabra prot. 5138/Gab del 7.11.2013 che invita il Dirigente Generale ad adottare le opportune procedure per sbloccare gli stipendi pregressi, applicando l' articolo 5 del DPR n.207/2010,  che impone all’amministrazione pubblica di sostituirsi alla stazione appaltante (datore di lavoro aggiudicatario dell’appalto), in casi di difficoltà e di erogare direttamente ai lavoratori gli stipendi e/o salari, all’interno dell’impegno finanziato;
-  di accelerare tutte le procedere per l'immediato pagamento delle retribuzioni arretrate dovute ai lavoratori, in sostituzione degli Enti di formazione, in applicazione di quanto previsto dall’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n.207/2010.
Lo SNALS CONFSAL, date le premesse, ritiene  corretto preannunciare sin d’ora la  programmazione delle più opportune iniziative di mobilitazione e di lotta, fino ad arrivare allo sciopero regionale del settore, continuando a sostenere le iniziative dei lavoratori nelle varie sedi di lavoro per rendere evidente l’esistenza del problema.

sabato 9 novembre 2013

UN PASSO AVANTI NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI


"Sembra che che finalmente si veda un po' di luce in questo triste periodo per la formazione professionale siciliana",questo è il primo commento rilasciato dal coordinatore regionale dello SNALS CONFSAL, Giuseppe Milazzo, dopo la pubblicazione della direttiva dell'assessore Scilabra alla dirigente generale Corsello, sul trasferimento diretto degli stipendi ai lavoratori degli enti che hanno subito la revoca dell'accreditamento. La direttiva è infatti basata sul DPR 207/2010 che all'articolo5 disciplina l'intervento sostitutivo della stazione appaltante nel caso di mancato pagamento degli oneri retributivi da parte della ditta aggiudicataria. Nello specifico del settore della formazione professionale siciliana, la direttiva sollecita "ad adottare le procedure più opportune per sbloccare i finanziamenti a valere sull'Avviso 20/2011 non ancora erogati agli enti gestori cui l'amministrazione ha revocato l'accreditamento e conferendo alle risorse da trasferire l'esclusivo vincolo di destinazione al pagamento delle spese per il personale dipendente".

"Da tempo lo SNALS CONFSAL si batte per questo che ad oggi sta per diventare un importante traguardo per i lavoratori della formazione", continua Milazzo, "si spera che tale direttiva diventi presto esecutiva anche perché i lavoratori sono stanchi e stremati dall'attesa di ciò che spetta loro di diritto, secondo la legge e il Ccnl". 

Altro scoglio da superare, oltre a quello fondamentale degli stipendi arretrati che pare si stia risolvendo, è l'immediata ricollocazione dei lavoratori di quegli enti che hanno ricevuto la revoca. "I lavoratori non possono subire colpe che non gli appartengono e l'amministrazione regionale deve salvaguardare il loro posto di lavoro, deve assicurare la restribuzione mensile e trovare velocemente una soluzione per regolamentare il sistema formazione in maniera concreta e nel rispetto della legge e del CCNL". 

"Lo SNALS CONFSAL auspica" conclude Milazzo "che il governo regionale e gli organi di competenza traducano in maniera concreta l'attenzione verso le esigenze dei lavoratori, i quali continuano a mantenere lo stato di agitazione




mercoledì 6 novembre 2013

BLOCCO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE IN SICILIA


 

Lo Snals Confsal, settore formazione professionale, manifesta la propria preoccupazione per il continuo aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore a causa del mancato pagamento  delle spettanze maturate che, in alcuni casi, arrivano a  più di 18 mensilità. 

"All’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge un’ulteriore emergenza" dichiara Giuseppe Milazzo, coordinatore Regionale SNALS CONFSAL, "che induce a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. L'amministrazione regionale, infatti,  non applicando le leggi a tutela dei lavoratori della formazione professionale, continua a mettere a rischio la mancata retribuzione e la continuità lavorativa di una buona parte degli impiegati del settore. Lo Snals Confsal, nel ricordare al Governo di concretizzare il proprio impegno, assunto nell’accordo del 3 giugno 2013 e ribadito dalla delibera di Giunta n. 200 del 6 giugno 2013" conclude Milazzo "dichiara lo stato di agitazione del personale della formazione professionale e intraprende tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori".

A tal proposito domani, 7 novembre alle ore 10:00 i lavoratori dell'ente di formazione Reti Scarl, i quali non percepiscono stipendioda circa 10 mesi, si riuniranno in assemblea sindacale presso il salone dello SNALS CONFSAL, sito in Via Rocca Romana 20/C, al fine di organizzare iniziative di protesta.

 

martedì 29 ottobre 2013

SNALS CONFSAL SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE: PAGARE LE RETRIBUZIONI AI LAVORATORI, RISPETTANDO L'ACCORDO DEL 3 GIUGNO u.s. e LE LEGGI NAZIONALI E REGIONALI

La situazione della formazione professionale in Sicilia diventa giorno dopo giorno sempre più difficile, oltre alla precarietà del posto di lavoro, i lavoratori vedono sempre più lontana la possibilità di ricevere i propri stipendi dei mesi già lavorati. A tal proposito il coordinamento regionale dello SNALS CONFSAL, nella persona di Giuseppe Milazzo, chiede al governo regionale di attivarsi, così come sancito nell'accordo siglato il 3 giugno 2013, per lo sblocco degli stipendi arretrati spettanti ai lavoratori della formazione professionale. Giuseppe Milazzo, infatti, fa notare che sono abbondantemente trascorsi più di 150 giorni dalla firma dell'accordo e che non si vede alcun cambiamento nello status dei lavoratori creditori nei confronti degli enti gestori e della Regione. Il mancato pagamento degli stipendi è una grave inosservanza del contratto collettivo di lavoro e delle leggi, sia da parte degli enti della formazione professionale, sia da parte della Regione che è anche e soprattutto, organo di controllo.

Lo SNALS CONFSAL ribadisce all'amministrazione attiva di provvedere immediatamente all'erogazione diretta in base alla legge sulle stazioni appaltanti, così come previsto nell'accordo, e alla legge regionale 25/93, inerente la tutela lavorativa.

Lo SNALS CONFSAL auspica che il governo regionale e gli assessori di competenza traducano in maniera concreta l’attenzione verso le esigenze dei lavoratori, i quali continuano a mantenere lo stato di agitazione.


sabato 26 ottobre 2013

Applicazione della legge 24 e del Contratto nazionale di lavoro


http://www.linksicilia.it/2013/10/formazione-lo-snals-confsal-chiede-lapplicazione-della-legge-24-e-del-contratto-nazionale-di-lavoro/

martedì 15 ottobre 2013

“SALVIAMO I LAVORATORI VITTIME DEL SISTEMA”.

Il settore della formazione professionale siciliana, a seguito delle vicende venute fuori in questi giorni, sta vivendo una situazione di trambusto e confusione. L'unica nota positiva è la dichiarazione da parte dell'Assessore Scilabra di salvaguardare, attraverso il passaggio al Ciapi, i lavoratori degli enti colpiti da revoca di accreditamento. Lo Snals Confsal, settore formazione professionale,condividendo in toto la posizione dell'assessore, ritiene urgente trovare delle soluzioni sulla problematica del personale a rischio, incluso nell’albo ex art. 14 della legge regionale n. 24/76, che potrebbero subire ancora ulteriori ritardi dei pagamenti pregressi.

Lo Snals Confsal rileva, che al personale, che rientra nelle tutele della legge regionale del 6 marzo 1976 n. 24; della legge regionale del 1 settembre 1993 n. 25; della legge regionale del 23 dicembre 2002 n. 23; della legge regionale del 16 aprile 2003 n. 4; e della legge regionale del 7 giugno 2011 n. 10, devono essere garantiti i livelli occupazionali e retributivi.

Inoltre è ormai certo che tanti lavoratori appartenenti ad enti di formazione con procedura avviata di revoca dell’accreditamento e quelli appartenenti agli enti di formazione esclusi dal finanziamento del piano formativo della formazione professionale, potrebbero trovarsi esclusi dalle attività per il 2014.

Ciò premesso, lo Snals Confsal, nella figura di Giuseppe Milazzo, chiede all’Assessore Regionale Scilabra di trovare immediate soluzioni per garantire il proseguo delle attività, l’erogazione del servizio agli utenti e di utilizzare tutti gli strumenti contrattuali e normativi a disposizione dell’Amministrazione Regionale per la erogazione degli emolumenti pregressi e relativa salvaguardia dell’occupazione dei lavoratori.

mercoledì 9 ottobre 2013

L'Amministrazione Regionale dovrebbe:

- verificare il motivo del ritardo nell’emanazione dei provvedimenti, da parte del Dipartimento Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;

- verificare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici, anche ai sensi e per le finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e al decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198;

- verificare se ci sono le condizioni nei confronti dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione del procedimento;

- procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;

- fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.

- Concludere tutte le procedure di rendicontazione, al fine di erogare i saldi in conto personale ( attività concluse);

- predisporre i decreti per iniziare i corsi di formazione professionale;

- Modificare il Regolamento delle procedure amministrative per la conclusione dell’iter di erogazione dei mandati di pagamento da novanta a trenta giorni, secondo la legge regionale n. 5/2011;

- Attuare la Riforma del settore. Dovrà essere garantita la collocazione di tutto il personale assunto ed in servizio con contratto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008, inserendo in modo esplicito in futuri bandi le garanzie normative ex l.r. 24/76 e ss. mm. ii.;

- Pubblicare immediatamente l’Albo del personale ad esaurimento della Formazione professionale ex art. 14 della legge regionale n. 24 del 6 marzo 1976, aggiornato, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale Regione Siciliana con i nomi degli aventi diritto e previo controllo delle effettive date di assunzione, al fine di bloccare definitivamente le assunzioni;

- Costituire il doppio conto corrente, di cui uno intestato solo alla voce personale, su cui accreditare in anticipo le somme necessarie a coprire il costo degli operatori, in modo che non ci siano più ritardi nei pagamenti degli stipendi;

- Garantire l’erogazione degli stipendi agli operatori degli sportelli fino all’avvio di nuovi bandi.

- Avere chiarezza sulla nuova programmazione relativa ai servizi formativi.

- fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali

sabato 28 settembre 2013

SNALS CONFSAL FP: NO AI LICENZIAMENTI DA PARTE DEGLI ENTI, IL GOVERNO SANZIONI GLI ENTI CHE NON RISPETTANO L'ACCORDO.

Dopo l'accordo che ha salvato gli sportelli multifunzionali, la crisi nel settore della formazione professionale sembra comunque non avere tregua. I suoi effetti sono evidenti soprattutto per i lavoratori che, nonostante prestino regolare servizio assicurando la propria presenza quotidiana sul luogo di lavoro, non percepiscono stipendi da mesi. In questi giorni gli Enti Gestori minacciano dolorosi tagli al personale che potrebbero avvenire già nell'imminente autunno. Una situazione che preoccupa fortemente i lavoratori, sia per la rapidità di evoluzione degli eventi, sia a causa dello scarso coinvolgimento rivolto loro nelle fasi precedenti alle decisioni prese. Giuseppe Milazzo, coordinatore regionale SNALS CONFSAL settore formazione professionale, intende porre l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sulle strategie ed i criteri che gli Enti Gestori vogliono attuare a proposito dei repentini licenziamenti. "Lo SNALS CONFSAL, continua Milazzo, si oppone ai tagli del personale e parteciperà con le proprie delegazioni agli incontri, quale sindacato alternativo rispetto alle organizzazioni storiche presenti all'interno degli Enti. Il nostro obiettivo è quello di aprire un varco per un dialogo, meglio ancora se chiaro e non influenzato, attraverso il quale si possa trovare una strategia che tuteli i lavoratori nei confronti di tutte le eventuali
iniziative".  La soluzione, secondo tale sindacato, è quella di definire una modalità che porti alla massima trasparenza delle informazioni concernenti tutte le azioni che in futuro potranno essere intraprese dagli enti e che assicuri ai lavoratori il totale rispetto delle normative vigenti.

lunedì 23 settembre 2013

SPORTELLI MULTIFUNZIONALI: PROPOSTA CONTRATTO DI RETE.


 
 
In merito agli ultimi avvenimenti riguardanti gli sportelli multifunzionali (ex avviso 1/2010) e Scuola Lavoro (ex avviso 2/2010), lo Snals Confsal ritiene sia necessaria una maggiore concentrazione dell'Amministrazione Regionale nei confronti della continuità occupazionale a rischio per circa 1850 lavoratori.  Nello specifico la proposta di questa O.S.,  come soluzione per tale questione,  è quella del cosiddetto "contratto di rete", previsto dall'attuale articolo  3, comma 4 ter, del decreto legge n.5 del 2009 il quale prevede che " più imprenditori prerseguano lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato" come, inoltre, proposto dal Decreto Crescita n. 83/2012.  Elemento essenziale del contratto di rete è il "programma comune di rete" attraverso il quale "gli imprenditori si obbligano a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all'esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica e tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell'oggetto della propria impresa".  L'adesione al contratto di rete non comporta l'estinzione né la modificazione della soggettività tributaria delle imprese che aderiscono all'accordo in questione , né l'attribuzione di soggettività tributaria alla rete risultante dal contratto stesso. Il contesto normativo attuale offre poi agli imprenditori che intendono costituire una rete, di poter scegliere tra due forme giuridiche alternative: la "rete contratto", ovvero un modello contrattuale "puro", o la creazione  di un nuovo soggetto giuridico, la cosiddetta "rete soggetto".
In sintesi tale O.S. propone di formare una rete tra gli enti di formazione, con capofila il Ciapi di Priolo, ente strumentale della Regione Siciliana in House Provider, che abbiano in ruolo il personale specializzato, qualificato e con esperienza ultradecennale nell’erogazione dei servizi formativi.
Per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori lo Snals Confsal suggerisce di ipotizzare l’aspettativa prevista nel CCNL, previo accordo sindacale, attraverso il quale i lavoratori degli sportelli o quelli considerati in esubero, vengano momentaneamente sospesi dall’ente presso il quale prestano servizio ed occupati presso la rete proposta. Accettando sin d’ora il confronto su questo tema e nell’attesa di capire la reale riforma complessiva del settore, tale O.S. si limita a chiedere che si rispettino i diritti dei lavoratori secondo il Contratto Collettivo di Lavoro, mantenendo lo stato giuridico ed economico dei lavoratori, e la legge regionale, in particolare la legge n. 25 del 1 settembre 1993, garantendo i livelli occupazionali e retributivi del personale iscritti all’Albo ex art. 14 l.r. 24/76 ed ai sensi della Circolare n. 1 del 15 maggio 2013.
 

martedì 10 settembre 2013

ISTITUITO IL TAVOLO SULL’ESODO DEI LAVORATORI DELLA FP del 09/09/2013


 
A seguito della convocazione da parte dell’Assessorato Regionale all’Istruzione e F.P. con o.d.g. Esodo prepensionamento e comunicazioni, si sono riuniti le OO.SS e le Associazioni Datoriali.
L’Assessore apre  i lavori e comunica che:
Per il prepensionamento sono stati trovati risorse dal Piano Giovani priorità 6, per 45 milioni,che serviranno per il personale avente i requisiti di cui alla legge Fornero e Giovannini, tali processi saranno gestiti dagli Enti con i Sindacati, l’Assessorato ratificherà quanto concordato;
L’aggiornamento dell’Albo sarà pubblicato provvisoriamente domani 10 settembre sul sito dell’ Assessorato, si avranno 10 giorni di tempo per eventuali ricorsi e correzioni, dopo sarà pubblicato in GURS, il numero degli iscritti ammonta  a 7300 unità e comprende il personale delle tre filiere, Interventi Formativi, OIF, e Servizi, suddivise in 6300 a tempo pieno e 1000 a tempo parziale.
La graduatoria dei progetti della 2° annualità dell’ex Avviso 20 sarà pubblicata entro il 20 c.m.
In questa settimana si analizzeranno i progetti esecutivi degli Enti,e i gli allegati, relativi al personale impegnabile e non, stabilendo con controlli incrociati gli eventuali esuberi;
La Direttiva per la riedizione dei progetti sulla Formazione permanente, sarà pubblicata domani sul sito;
Le tranche di finanziamento saranno del 25% ciascuna;
La D.G. Corsello su richiesta dei Sindacati, sull’applicazione della circ.10/94, per processi di mobilità, ha specificato che può essere integrativa con la CIGD; la prima non esclude la seconda.
L’ Assessore comunica che tutti i lavoratori licenziati,  o privi d'incarico dovuto a revoca dell'Ente saranno garantiti con il passaggio al Ciapi sia inseriti nel  progetto “Spartacus” sia con la dotazione dei corsi e il relativo finanziamento del piano giovani, con  contratti a tempo determinato.
Lo Snals ha partecipato all’incontro con la sua delegazione ad entrambe le riunioni .
Le Associazioni Datoriali  hanno dichiarato di essere preoccupati per il ritardo dell’ avvio della 2° annualità,avendo in carico tutto il personale, e per il mantenimento dei locali attrezzature  e utenze.  Auspicano l’immediata decretazione, e si ritengono soddisfatti per l’incremento della prima tranche di finanziamento al 25%.
Per quanto riguarda la problematica sulla regolarità contributiva (DURC) il D.G. e il dirigente del Servizio Gestione, hanno rassicurato Enti e Sindacato sulla corretta applicazione della legge, confermando 120 giorni di validità e la sostituibilità dell’Amministrazione nei riguardi dell’INPS.
Più   Associazioni Datoriali fanno presente che il prolungarsi del periodo di inattività fra il primo e il secondo anno, potrebbe far aumentare il numero degli esuberi, non avendo posto alcuno in mobilità. Durante la riunione è emerso che alcuni Enti potrebbero non avere rispettato il pagamento ai lavoratori per l’intera annualità (12 mesi più tredicesima) a valere della prima annualità dell’Avviso 20, ponendo in mobilità anticipatamente detto personale, dall’ otto giugno data teorica di chiusura dell’annualità, e pare che alcuni  non hanno attuato quanto prevede la direttiva 45555 del 08/07/2013 (che prevede  la riedizione delle proposte progettuali  senza soluzione di continuità rispetto all’annualità formativa precedente) ponendo in mobilità il personale.
Il D.G. Corsello e il Direttore dell’ UPL fanno presente che hanno attivato dei controlli incrociati, sulla questione segnalata.
 
Vi terremo informati sull’evolversi del tavolo
 

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...