Visualizzazione post con etichetta Assemblea regionale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Assemblea regionale. Mostra tutti i post

giovedì 1 dicembre 2016

RICHIESTA CHIARIMENTI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE

Al  Presidente della Regione Siciliana
 Dott. Rosario Crocetta

All’Assessore  Reg.le  Istruzione  e Formazione  Prof.le 
On. Bruno Marziano

Al Dire. Gen Dip. Istruzione  e Formazione  Prof.le
 Dott. Gianni Silvia

All’ Ass. Reg.le  Famiglia, Politiche  Sociali e Lavoro
 On. Gianluca Miccichè

Al Dir. Gen Dip.  lavoro, dell'impiego, 
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative
  Dott.ssa Maria Antonietta Bullara

A Tutti i mezzi di Comunicazione e diffusione
LORO SEDI


Oggetto: richiesta chiarimenti ed intervento per la salvaguardia occupazionale degli  operatori della formazione professionale

La scrivente organizzazione sindacale, nel prendere atto dei buoni propositi dichiarati in questi giorni dal Governo e dall’Assessore Marziano sia in relazione alle garanzie occupazionali dei lavoratori della Formazione Professionale sia in relazione alle procedure di pensionamenti anticipati,  ritiene di mettere  in risalto alcuni punti discordanti in materia di salvaguardia occupazionale, che emergono dall’effettiva modalità operativa, da una parte, degli Enti Gestori e, dall’altra, degli uffici periferici.
Partendo dal presupposto che, per garantire  il lavoro ai dipendenti della formazione professionale, nonché per tutelare e salvaguardare i loro livelli occupazionali e retributivi, erano state emanate dagli Assessorati in indirizzo delle indicazioni a cui gli Enti Gestori avrebbero dovuto attenersi, si fa presente che quelle indicazioni nei fatti non sono state osservate, calpestando ancor più, e sempre di più, i diritti dei lavoratori aventi reale diritto.
In particolare, gli Enti Gestori avrebbero dovuto garantire il mantenimento  dei livelli occupazionali dei lavoratori impegnati negli anni precedenti (pena la revoca dell’accreditamento e/o finanziamento); tale impegno è stato regolarmente disatteso in quanto gli stessi hanno sospeso il personale ed  attivato procedure di CIG, FIS, di contratti di  solidarietà difensiva e, in alcuni casi, di aspettativa, di permessi e/o anche di  licenziamenti.
Sempre a garanzia dei lavoratori della formazione, si era reintrodotto il principio dell’obbligatorietà, da parte di chi avrebbe dovuto gestire  attività formative, di impiegare, per il presente e per il futuro, esclusivamente il personale iscritto all’Albo. Nei fatti si assiste, da una parte, alla situazione di lavoratori interni che vengono posti in FIS o CIG in deroga e, dall'altra parte, all’avvio di nuove assunzioni di personale; tutto ciò, in pieno contrasto alle indicazioni emanate dagli Assessorati in indirizzo.
Inoltre,  non si comprende la strategia che stanno  adottando alcuni  Enti Gestori  che hanno ricevuto sostanziosi finanziamenti pubblici dall'Assessorato Reg.le Istruzione e  Formazione Professionale (milioni di Euro) con la promessa di impiegare il personale iscritto all’Albo della formazione professionale. 
Molti Enti Gestori  hanno ricevuto il decreto dei corsi IeFp con il relativo finanziamento e, nonostante la normativa  sulle garanzie occupazionali, hanno  deciso di predisporre, in tempi non sospetti,  un bando per nuove assunzioni, quasi “dimenticando” che il personale avrebbe dovuto transitare come da normative regionali e CCNL vigente.
In contrasto alle normative regionali ed al CCNL vigente, tali Enti hanno predisposto  un bando per le assunzioni senza riferimento alcuno alle direttive regionali. Basterebbe che l’Amministrazione regionale verificasse il numero dei lavoratori che, attualmente in forza presso gli Enti, non risultano essere iscritti all’albo per comprendere l’ “anomala” situazione che si è creata.

Il determinarsi di tale situazione ha ingrossato le file dei disoccupati privi di reddito e  ingolfato ed allargato la platea degli operatori della formazione professionale in Sicilia.

Si vuol inoltre richiamare all’attenzione degli organi in indirizzo l’attuale modalità di gestione degli elenchi di mobilità del personale, affidata ai Servizi Centro per l’Impiego. 
Si ricorda che gli elenchi del personale in mobilità nascevano allo scopo di poter impiegare presso altri enti, garantendo i livelli occupazionali e retributivi, il personale della formazione professionale rimasto privo d’incarico e/o licenziato per cause non imputabili allo stesso (circolare 10/94 e/o Mobilità orizzontale, direttiva n.76434/2014, direttiva n.84904/2014 e successive direttive) e/o fuoriuscito da quegli  Enti con procedimento di revoca dell’accreditamento.
Tale modalità di gestione risulta disattesa in quanto emerge una discrepanza tra le liste di mobilità in precedenza redatte sulla base delle schede presentate agli uffici e sottoscritte dagli operatori della formazione professionale con l’indicazione dettagliata delle eventuali discipline didattico-formative impartite nel corso della loro esperienza formativa (così come richiesto per la compilazione delle stesse schede), e le attuali liste di mobilità professionale redatte con l’eliminazione di tali discipline a tutte le figure professionali degli operatori formazione professionale. Ciò ha permesso agli enti di non avvalersi più della possibilità di attingere a tali liste per l’impiego di personale docente precludendo, per contro, la possibilità agli operatori che hanno anche svolto attività di docenza di poter essere impiegati anche per lo svolgimento di tale attività.
Con la presente, si sono volute evidenziare alcune tra le tante anomali situazioni che si sono create nel settore della formazione professionale, a cui purtroppo oggi molti lavoratori, calpestati nei loro diritti, assistono impotenti.
Essendo fiduciosi nelle Istituzioni, si chiede che venga eseguita una verifica a salvaguardia dei lavoratori aventi reale diritto e che vengano adottate tutte quelle iniziative nel pieno rispetto delle normative regionali che invece sembrano siano disattese.



martedì 3 marzo 2015

MODALITÀ DI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE DEGLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA RIMASTI TOTALMENTE E/O PARZIALMENTE PRIVI DI INCARICO. (lettera inviata al Governo e alla II e V Commissione ARS)


Oggetto: Richiesta convocazione Tavolo Trilaterale istituzionale ex art. 26 del CCNL 1994  e All. 12 del CCNL 2011/2013 vigente - modalità di salvaguardia occupazionale degli operatori della Formazione Professionale in Sicilia rimasti totalmente e/o parzialmente privi di incarico.

La Scrivente organizzazione Sindacale, firmataria del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro vigente per il comparto Formazione Professionale, rappresenta quanto segue:
1.       che il comparto in Sicilia, negli ultimi anni è stato attraversato da una serie di problematiche che hanno riguardato, per quello di competenza di questo Sindacato, la fuoriuscita di una quantità eccessiva di lavoratori della Formazione Professionale Siciliana dal mercato del lavoro (circa 3.500 dipendenti si trovano senza incarico, senza retribuzione e di conseguenza senza contribuzione);
2.       che, nonostante le intenzioni del governo regionale sia lodevole, le revoche dell’accreditamento perpetrate, sia quelle legittime che quelle illegittime (si vedano le varie pronunce dei TAR e del CGA), hanno causato un’ingentissima perdita di posti di lavoro;
3.       che la Regione Siciliana, quale organo erogatore e garante del servizio[1], avrebbe dovuto farsi parte attiva nella tutela e la salvaguardia dei lavoratori del comparto interessati, attraverso le procedure previste dal CCNL di categoria, che si sottolinea, è stato condiviso ed applicata  anche da essa;
4.       che la tutela e la salvaguardia occupazionale dei lavoratori è sancita in diverse fonti legislative, contrattuali ed amministrative;
5.       che in seguito ai provvedimenti di revoca dell’accreditamento, che di fatto sanciscono la fine delle attività istituzionali degli enti di formazione e pertanto  la impossibilità per gli enti di garantire i lavoratori sotto tutti i punti di vista (si ricordi che per espresso volere dell’amministrazione regionale tali enti sono necessariamente senza scopo di lucro), l’amministrazione regionale avrebbe dovuto iniziare, sua sponte,  la procedura prevista dalla legislazione vigente a tutela dei  lavoratori rimasti parzialmente e/o totalmente privi di incarico all’interno del settore della Formazione Professionale;
6.       che tale procedura parte dall’enunciato di cui all’art. 2 (già significativamente rubricato “Garanzie per il personale della formazione professionale”), comma 1, della Legge Regionale 25/1993, secondo il quale: “Al personale iscritto all'albo previsto dall'art. 14 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato è garantita la continuità lavorativa e riconosciuto il trattamento economico e normativo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria”. Pertanto, già dalla interpretazione letterale di tale norma si evince il ruolo di garante affidato dal legislatore alla Regione Siciliana; ma è con la successiva statuizione di cui al comma 2 bis della stessa norma che il legislatore ha voluto imprimere, ad uno specifico ramo dell’amministrazione[2] il ruolo di garante di quei lavoratori rimasti privi di incarico ed iscritti all’Albo autorizzandolo ad attivare per questi “i processi di mobilità previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori della formazione professionale”;
E’ necessario, a questo punto operare una accurata digressione su quali siano i processi di mobilità e di salvaguardia e tutela occupazionale previsti dal normativamente richiamato CCNL, ed in particolare i contenuti di cui, agli art.li 34 e 35, all’allegato 12 e all’art. 26 del CCNL precedente più volte richiamato e la cui validità è confermata dal vigente.

A) art.  34 - MOBILITÀ PROFESSIONALE:
1. Il personale dipendente degli Enti può essere soggetto a processi di mobilità professionale all’interno della fascia professionale di propria competenza, anche attraverso percorsi di formazione, aggiornamento, riconversione e/o riqualificazione.
2. Detta mobilità si attua:
a)      all’interno delle Istituzioni Formative dello stesso Ente, mediante trattativa aziendale;
b)     tra strutture di Enti diversi, mediante convenzioni e/o accordi;
c)      tra Istituzioni Formative degli Enti e Istituzioni pubbliche, mediante convenzioni e/o accordi.

Orbene, risalta che l’unico tipo di mobilità avviata dal competente Assessorato si è sostanziata in quella orizzontale (di cui alla lett. b sopraindicata) secondo le indicazioni della Direttiva 76434 del 8 Ottobre 2014, a firma del Dirigente Generale Dott. Silvia. La quale, però non è stata sufficiente a ricollocare i lavoratori rimasti privi di incarico per effetto delle problematiche sopra evidenziate; probabilmente per la drastica riduzione della quantità dell’attività formativa erogata nella Regione Siciliana, operata dal governo regionale negli ultimi due anni.
Per onor del vero, un “maldestro” (quanto ai risultati) tentativo di ricollocazione temporanea dei lavoratori è stato tentato dal governo regionale per il tramite del CIAPI di Priolo Gargallo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti (ritardi sotto tutti i punti di vista e discriminazioni palesi tra gli operatori, senza contare che solo una piccola percentuale dei lavoratori da ricollocare risulta impegnata, si sottolinea solo transitoriamente , nelle attività dell’ente formativo regionale ). Del fallimento di tale azione politico-amministrativa ne è riprova, laddove ce ne fosse bisogno, l’alto numero di contenziosi instaurato dai lavoratori con lo stesso CIAPI, per non contare anche quei lavoratori che sfiancati dalla mancanza endemica delle retribuzioni, pur avendo subito delle forti discriminazioni da parte dell’amministrazione e del CIAPI non hanno le risorse economiche ed emotive per instaurare un contenzioso  e sono rassegnati ed abbandonati a se stessi.

B) COMBINATO DISPOSTO: ART. 35  SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE;  ALLEGATO 12 - MODALITA’ PER LA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE  E ART. 26  MOBILITA’
Risulta chiaro ed evidente che la mobilità di cui al precedente punto A) è solo una enunciazione senza che siano sancite le modalità.
Ed a tal uopo interviene ancora il citato CCNL vigente facendo espresso richiamo all’allegato 12, il quale a sua volta richiama l’art. 26 del previgente CCNL, confermandone l’attualità e quindi la validità.
In particolare l’art. 35, comma 1  prevede che: “1. Per la salvaguardia occupazionale si applica quanto previsto dall’allegato n. 12, parte integrante del presente CCNL” ed a sua volta quest’ultimo testualmente recita: “Le Parti riconfermano la validità dei contenuti …. dell’art. 26 del CCNL 1994-1997 già recepiti dalle normative regionali, dalle deliberazioni e dagli accordi tra Regione, Organizzazioni Sindacali ed Enti”.

Nulla quaestio, dunque, sulla odierna validità delle norme testé citate.

Ma la vera sorpresa riguarda i contenuti e le obbligazioni delle parti contrattuali, che si evince chiaramente e al di là di ogni ragionevole dubbio, dalla lettura del combinato disposto delle citate norme in relazione alla modalità d’intervento per la mobilità e la salvaguardia occupazionale.

ALLEGATO 12:Modalità di attuazione che si applicano nelle regioni e nelle province autonome ove esistano leggi, delibere, circolari o intese che disciplinano l’ex art.26 del CCNL 1994-1997:
2. ………..per la salvaguardia dell’occupazione, si attua la mobilità del personale dipendente all’interno del Sistema Regionale di Formazione Professionale.
3. La mobilità si attua attraverso l’istituzione di tavoli trilaterali regionali anche tra Istituzioni Formative degli Enti e Istituzioni Formative della Regione e degli Enti delegati, mediante accordi.
4. La contrattazione regionale ne definisce i criteri, le modalità, nonché le priorità per il reinserimento; la Commissione Bilaterale regionale attiva i processi per la gestione della mobilità anche in riferimento all’Albo regionale che costituisce il quadro delle professionalità del personale dipendente.

ALLEGATO 12:
2. L’eventuale ricollocazione del personale……………………..si realizza attraverso:
a) l’estensione del sistema degli ammortizzatori sociali al comparto;
b) l’attivazione degli Enti Bilaterali Nazionale e Regionali con l’utilizzo di eventuali fondi anche sostenuti da un impegno finanziario dello Stato e delle Regioni;
c) la contrattazione tra Enti ed OO.SS. che ne individua i criteri per il possibile inserimento dei lavoratori, con il coinvolgimento nei processi anche delle istituzioni regionali, provinciali, ecc., vincolante nel caso di passaggi di personale tra privato e pubblico.

3. Qualora manchino le condizioni per il reinserimento, le OO.SS e le Associazioni degli Enti di FP attivano il confronto con la Regione/Province al fine di individuare le condizioni di una nuova collocazione dei lavoratori anche in altre attività, anche all’esterno del settore della Formazione Professionale.

Ed inoltre l’art. 35, comma 3 del CCNL così dispone ad ulteriora:

“3. Nei casi in cui le parti, nel rispetto delle procedure di cui all’allegato n. 12, non abbiano individuato soluzioni condivise e soddisfacenti, le stesse sono tenute ad aprire le ulteriori procedure per le tutele occupazionali e di reddito previste dalla normativa vigente ……”

c)       ART. 26 CCNL - MOBILITA’
La norma nel riprendere quanto previsto dal già citato art. 34 per la mobilità professionale all’interno del sistema della Formazione Professionale, prevede innanzi tutto le modalità con le quali avviare e definire le procedure della mobilità stessa ed un secondo livello di mobilità se il primo non riesce a collocare tutto il personale che ne abbia bisogno.
Cosicché lo scenario di prima facie, o se vogliamo utilizzare la stessa denominazione del CCNL MOBILITA’ DI PRIMO LIVELLO (=processi di mobilità territoriale e professionale all'interno della fascia professionale di propria competenza, in rapporto alle esigenze del piano regionale programmato delle attività) dovrebbe essere il seguente:

2. La mobilità di detto personale si attua: 
a) all'interno delle strutture operative dello stesso Ente;
b) tra strutture di Enti diversi mediante convenzione;
c) tra strutture operative degli Enti convenzionati e le strutture operative della Regione e degli Enti delegati mediante convenzione.
3. La mobilità di detto personale[3] si attua in diretto rapporto alle esigenze derivanti dalle attività di formazione professionale programmate dalla Regione ed esclusivamente sulla base della definizione di un piano previsionale di utilizzazione del personale stesso definito dalle Regioni

Per tale personale, prosegue la norma, si attua la mobilità  in “diretto rapporto alle esigenze derivanti dalle attività di formazione professionale programmate dalla Regione ed esclusivamente sulla base della definizione di un piano previsionale di utilizzazione del personale stesso definito dalle Regioni”.

Ebbene, dov’è questo previsto il Piano Previsionale di utilizzazione del personale della Formazione?????

Inadempienza contrattuale dell’amministrazione regionale

Ma, ciononostante, la stessa norma prevede lungo tutto il suo PUNTO B rubricato “Salvaguardia dell'occupazione” un SECONDO LIVELLO DI MOBILITA’, che si attua per il personale con contratto a tempo indeterminato rimasto parzialmente o totalmente senza incarico a seguito di contrazione delle attività, di chiusura dei corsi o delle sedi operative o di trasferimenti delle sedi operative stesse da una ad altra area territoriale o di passaggio della sede operativa ad altro Ente.
Questa norma non si limita solo alla enunciazione di un diritto ma ne declina le varie fattispecie in modo concreto e qui di seguito se ne riportano solo alcune casistiche previste:

a) Il personale in mobilità, la cui assunzione sia stata riconosciuta dalla Regione, ha diritto ad essere impiegato anche presso altre strutture, anche di enti diversi, privati e pubblici, con incarichi compatibili con la propria professionalità;
………………..
…………………
d) in caso di chiusura dell'Ente di appartenenza il personale in mobilità ha diritto al passaggio immediato alle dipendenze di altro Ente mediante accordi tra Regione, OO.SS. e Ente convenzionato;

e) in caso di chiusura dell'Ente di appartenenza e di disponibilità presso strutture pubbliche della Regione o degli Enti delegati, l'utilizzazione in dette strutture del personale in mobilità privo di incarico, avverrà mediante accordi tra Regioni o Enti delegati, OO.SS., Enti convenzionati;

f) qualora manchino le condizioni per il reinserimento, le parti attivano il confronto con la Regione al fine di individuare le condizioni di una nuova collocazione dei lavoratori in mobilità in altre attività, anche all'esterno del settore della formazione professionale.

Molto interessante è la seguente affermazione rinvenibile nel proseguo del superiore punto f):

I lavoratori in mobilità conservano, per il periodo necessario a tale verifica, la retribuzione globale e i diritti acquisiti, rimanendo formalmente collegati all'Ente di appartenenza ………………….;

Dunque, se la Regione non attiva immediatamente e senza indugio alcuno le procedure per la mobilità secondo le regole fin qui richiamate, potrebbe ben presto essere chiamata a corrispondere dei danni provocati con la sua inerzia (senza contare le azioni così frettolosamente messe in atto per le revoche dell’accreditamento operate in danno degli enti ed il loro conseguenziale definanziamento).

Ed inoltre al punto i) sempre del PUNTO B IN PAROLA RIBADISCE:

i) il personale in mobilità ha diritto a preventivi processi di aggiornamento e riconversione, programmati dalla Regione, necessari al suo reinserimento per incarichi diversi da quello di provenienza o in altra attività lavorativa. Detto personale interessato a processi di aggiornamento, di riconversione e riqualificazione finalizzati al reinserimento nell'attività lavorativa e che possono prevedere anche periodi di esperienza lavorativa in azienda, rimane formalmente collegato all'Ente di appartenenza, o al nuovo Ente, secondo quanto previsto dal precedente punto "d", fino a nuova definitiva sistemazione ed ha diritto al mantenimento dello stato economico e giuridico acquisito.

per quanto riguarda il trattamento del personale in mobilità’, interviene il PUNTO C, che così dispone:

1. Per il trattamento del personale in mobilità di cui ai punti "A" e "B", del presente articolo, si definiscono i seguenti criteri:
a) il lavoratore in mobilità mantiene il trattamento economico e normativo acquisito;
b) ……………………;
c) l'utilizzo del personale in mobilità presso strutture pubbliche avviene mediante convenzione, i cui contenuti saranno definiti a livello regionale, con l'Ente di appartenenza.

Da quanto fin qui esposto, senza scomodare le ulteriori tutela di cui alla circolare 10/94, il Fondo di Garanzia (trasformato tra l’altro in mera misura complementare delle misure di sostegno al reddito) etcc…
Si può affermare che di quello che si poteva fare per garantire e tutelare, il posto di lavoro, la retribuzione e la contribuzione, si è fatto quasi nulla e quel poco è risultato totalmente insufficiente a coprire gli errori alla base della contrazione dell’attività formativa nella Regione Sicilia operata, sconsideratamente dal governo Regionale, senza prevedere un piano di tutela per i lavoratori incolpevoli, che ad oggi sono senza lavoro, con una notevolissima consistenza di retribuzioni pregresse mai pagate (né agli enti né ai lavoratori ) pur avendo, la Regione Siciliana, usufruito del servizio Formazione professionale cui è costituzionalmente ed istituzionalmente tenuta ad erogare (ecco spiegata la ragione per cui il Presidente Crocetta si fregia di aver risparmiato nella Formazione….. lo ha fatto a spese degli stipendi dei lavoratori già maturati e maturandi e non approntando, come dovuto, idonee ed efficaci misure di salvaguardia occupazione e reddituale cui, peraltro era tenuto!!!)
Sulle base di quanto fin qui esposto lo scrivente Sindacato
CHIEDE

Alle SSLL in indirizzo di voler costituire, urgentemente e senza ulteriori indugi, in conformità alla normativa richiamata in oggetto,  un tavolo istituzionale trilaterale tra La Regione Siciliana, Gli Enti di cui all’art. 4 della L.R. 24/76 e le OO.SS firmatarie del Contratto Collettivo di Lavoro vigente.
Di voler provvedere con i mezzi ritenuti più idonei a notificare alle parti l’avvenuta costituzione del Tavolo de quo.
Tale Tavolo dovrà occuparsi, quando costituito, delle procedure d’urgenza da adottare per la salvaguardia occupazionale prioritariamente dei dipendenti rimasti totalmente senza incarico e non ricollocati; percorrendo,  tutte le strade previste dalla normativa vigente nel settore della Formazione Professionale e di maggior tutela rispetto a quelle ad oggi implementate e/o annunciate.

In attesa di cortese ma sollecito riscontro alla presente richiesta, si porgono gli atti della più alta considerazione.
Catania, 03/03/2015                                                                         




[1] Secondo l’art. 11 della Contrattazione decentrata 1994/1997.
[2] L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione.
[3] Il personale dipendente degli enti, riqualificato secondo quanto previsto all'art. 35 del presente Contratto, nonché impiegato nelle attività di cui al comma 4 del precedente art. 7 e nei servizi territoriali.

mercoledì 17 settembre 2014

IL PORCO CHE SI INGRASSA E SI DIVERTE SUCCHIANDO IL SANGUE DI CHI LAVORA


Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici.
Molti siciliani sono rimasti delusi da politici e uomini carismatici che li hanno convinti a dedicare le loro energie e il loro tempo a imprese che poi si sono rivelate deludenti o fallimentari.
Invece, sono certo che se scendono in campo, personalmente, nessuno li può illudere e non saranno delusi.
In Sicilia il Governo Regionale cerca di opprimere i lavoratori della formazione professionale, forse, perché deve procedere a nuove assunzioni clientelari.
La sopraffazione è insita nel carattere di certi politici e funzionari che devono sempre prevalere ed emergere, magari sulle rovine di altri.
Nella gestione della formazione professionale in Sicilia la sopraffazione è stata richiesta a chi svolge ruoli di comando.
Comunque sia, cari amici e colleghi, il mondo che ci circonda  è pieno di  gente, volente e nolente, che ci rende la vita difficile.
Per gli operatori della formazione professionale il 2014 è stato un anno durissimo di angherie, umiliazioni e frustate,  ad opera di un Governo estremamente superbo.
Amici e colleghi, noi che stiamo vivendo una situazione difficile e insopportabile, non lasciamoci andare!

Soprattutto se non c’è nessuno che può difenderci dalle sopraffazioni ed angherie: rivolgiamoci alla Giustizia. Denunciamo tutto quello che è stato fatto in contrasto alle leggi e alle norme Siciliane del settore della formazione professionale.    

giovedì 23 maggio 2013

RIUNIONE COORDINAMENTO REGIONALE SNALS CONFSAL


Giorno 21 maggio alle ore 15,30 presso i locali dell’Ecap di Catania si è riunito il coordinamento regionale dello Snals Confsal. Erano presenti i componenti del coordinamento regionale del settore della formazione professionale, i coordinatori provinciali e le RSA. Numerosi i presenti di tutte le province siciliane.
Ha preso la parola Danilo Gelsomino che ha esplicitato l’attività sindacale svolta e le direttrici che hanno ispirato i tanti documenti e proposte inviate agli enti di formazione ed all’Amministrazione Regionale. I principi, su cui si è ispirata l’attività sindacale, sono stati la salvaguardia dei livelli occupazionali, quindi anche il recupero del personale del settore ingiustamente licenziato, sospeso e posto in Cigd, il pagamento delle retribuzione ed il rispetto del CCNL di categoria e della legge.
E’ stata avviata una proficua collaborazione con l’Amministrazione Regionale, che ha recepito seppur con notevole ritardo le nostre proposte. In primo luogo il presupposto del dialogo è stato il principio della salvaguardia occupazionale dei lavoratori e dell’illegittimità dei licenziamenti, quindi si è concertato di non avallare più comportamenti degli enti di formazione volti a liberarsi del personale a tempo indeterminato per trasformarlo in contrattisti a progetto, perché tali procedimenti risultano contrari al CCNL ed alla legge del settore. Quindi sono stati avviati dei percorsi funzionali al recupero del personale ingiustamente sospeso dal sistema della formazione professionale. E’ stata ripristinato, attraverso la nota n. 27703 del 24 aprile 2013 firmata dal Dirigente Regionale Generale, il vigore della Circolare Assessoriale n. 10/94, che applica la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 ed il CCNL di categoria che richiama espressamente per quanto concerne i processi di mobilità del personale il CCNL 1994-97 art. 26, in base alle quali normative si conferma l’illegittimità del licenziamento dei lavoratori. Questa O.S. è firmataria del CCNL, orgogliosamente né rivendica la normativa disposta e dichiara che forse questo contratto è il migliore in assoluto ed il più garantista per il personale. Questa procedura sta proseguendo con interlocuzioni istituzionali del sindacato presso gli Uffici Provinciali del Lavoro, che stanno prendendo atto delle disposizioni impartite dal Dirigente Generale.
Un altro tassello importante in questo percorso tracciato con l’Amministrazione Regionale è stato l’atto di indirizzo n. 2026 GAB del 15 maggio 2013 dell’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale che ha disposto nei confronti del Dirigente generale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale di aggiornare l’Albo regionale degli operatori della Formazione Professionale secondo l’art. 14 della legge regionale 6 marzo 1976, bloccando le assunzioni degli enti di formazione al 31 dicembre 2008, secondo la Deliberazione di Giunta Regionale n. 350 del 4 ottobre 2010. Questo provvedimento confermando una barriera preclusiva temporale, consentirà di evitare la crescita della spesa e offrirà maggiore garanzia al personale operante, perché assunto entro quella data. Nessun pregiudizio nei confronti dei colleghi che vantano una prestazione successiva a quella data nel settore, ma essi non potranno essere inseriti in questo Albo, ma casomai in un altro, se l’Amministrazione Regionale vorrà concederlo, dei professionisti della formazione professionale. L’Amministrazione Regionale ha preso l’impegno che per tutti i bandi e gli avvisi successivi alla pubblicazione in GURS dell’Albo nominativo si chiederà ai concessionari del servizio l’accesso a detto documento.

Lo Snals Confsal sta lottando insieme ad altre sigle sindacali al progetto di aumentare le tutele al personale garantito e di assicurare le retribuzioni puntualmente per evitare ulteriori arbitri e violazioni dei diritti dei lavoratori.
Poi si è detto in merito alle retribuzioni che per evitare ritardi, lo Snals Confsal ha chiesto di ridurre il numero delle rendicontazioni da quattro a due. In merito la proposta dello Snals Confsal riguarda anche l’istituzione di un conto dedicato al personale su cui l’Amministrazione Regionale possa versare in anticipo l’intera quota prevista in progetto.
Infine qualora l’ente di formazione per qualunque motivazione non possa erogare gli stipendi, i contributi ed ogni onere dovuto al personale secondo la legge ed il CCNL di categoria, la Regione Siciliana possa, per questo diritto essenziale della persona del lavoratore tempestivamente e con azione sostitutiva, intervenire in suo luogo per pagare gli emolumenti al personale, salvo il diritto di ritenzione da parte della Regione Siciliana degli importi anticipati dalle somme dovute all’ente di formazione, ai sensi della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002, art. 39, e del D.P.R. n. 207 del 5 ottobre 2010, art. 4 e 5, – Testo unico in materia di appalti pubblici.
Si è passati alla disamina della situazione odierna che risulta disastrosa, quasi tutti i lavoratori delle tre filiere del sistema si trovano senza stipendio anche per più di dodici mesi. In merito l’Amministrazione Regionale ha preso precisi impegni di erogare i mandati nel brevissimo periodo.
Infine si sta procedendo alla riedizione delle attività formative, sostenute dal “Piano Giovani”. L’Assessorato regionale procederà alla riedizione dei corsi, non mutando nulla tranne che i destinatari dell’attività formativa che dovranno essere compresi tra i 17 ed i 35 anni. Nessun posto di lavoro verrà perso di coloro che risulteranno iscritti all’Albo.
Gli sportelli multifunzionali proseguiranno, probabilmente, la loro attività fino a dicembre 2013, poi si darà vita ad un nuovo bando per l’Agenzia per il Lavoro, ciò anche in linea con la proposta dello Snals Confsal, perché in linea con la nuova normativa di settore e con l’esperienza acquisita in altre realtà.
Giuseppe Milazzo ha precisato i passaggi svolti ed ha risposto alle domande dei numerosi colleghi intervenuti. Poi ha chiesto condivisione del percorso intrapreso dal coordinamento regionale. Molti interventi hanno lodato l’attività dello Snals Confsal ed hanno ritenuto positivo il percorso avviato.
Tutti i presenti all’unanimità hanno confermato la linea scelta ed hanno consegnato al Coordinatore Milazzo suggerimenti e proposte. Il Coordinamento ha ottenuto la fiducia dei presenti. Alle ore 20,15 si è aggiornata l’assemblea a data da destinarsi.

mercoledì 17 ottobre 2012

DI CHI È LA COLPA?


“È colpa degli altri”; le logiche di potere inficiano ogni tentativo di cambiare davvero l’organizzazione. Chi sta in alto non vuole veramente mettere in discussione le basi del proprio potere e quindi utilizza il lavoratore  come tiro a segno.
Si! I lavoratori della formazione professionale sono l’obiettivo da colpire! Tutti contro i lavoratori!!
Gli operatori della formazione professionale credono  in quello che fanno, paladini dei cittadini che in loro vedono una speranza per poter acquisire una competenza da impiegare nel mondo del lavoro. Mondo del lavoro??? forse mondo dello sfruttamento, pensando a quanto sommerso e lavoro nero ci sta attorno. 
L’ effetto alla resistenza al cambiamento non è che la reazione alla violenza.
L’unica altra modalità di reazione è l’accondiscendenza, effetto che induce ad accettare in modo passivo quanto inculcato, pur di mantenere il quieto vivere e poter sopravvivere in un contesto che non ci permette di esprimerci per quello che siamo veramente.

sabato 2 luglio 2011

CONVOCAZIONE COORDINATORI PROVINCIALI SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE

I Responsabili Provinciali SNALS CONFSAL - settore formazione professionale – sono convocati in data 05.07.2011 alle ore 10.30 presso la sede del coordinamento regionale settore formazione professionale Via Adua, 2/c Catania, per discutere l’annoso problema del settore della formazione professionale.
Giuseppe Milazzo Coordinatore regionale settore formazione professionale dichiara: “Il Governo Lombardo e gli Assessori Centorrino e Piraino con i relativi Dirigenti e forse con la collaborazione di alcuni Enti Gestori sono riusciti a mettere in crisi il settore della formazione professionale”.
Si avverte nell’aria una regia che sta creando l’esasperazione dei lavoratori, perché l’Amministrazione Regionale è riuscita a calpestare la dignità, le tutele e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto.
I lavoratori delle tre filiere PROF, OIF, SMF, da mesi non percepiscono lo stipendio, i corsi rivolti all’utenza sono iniziati nel mese di Giugno creando disservizi agli utenti interessati a conseguire la qualifica. Da una parte lavoratori che rischiano il licenziamento per esubero, dall’altra assunzioni per mancanza di personale. Il caos regna sovrano.
Lo SNALS CONFSAL settore formazione professionale dichiara lo stato di agitazione della categoria ed insieme a coordinatori provinciali prepareranno iniziative di lotta anche giudiziarie.

mercoledì 1 dicembre 2010

SITUAZIONE STIPENDI LAVORATORI CEFOP (Aggiornamento)



Ancora fermi gli stipendi dei lavoratori del CEFOP nonostante l’atto deliberativo n.443 del 25/11/2010 e la nomina del Funzionario delegato al procedimento urgente. I lavoratori attendono a braccia aperte l’emissione degli Ordinativi di Pagamento.
Quello che preoccupa concretamente i lavoratori del CEFOP è come riuscirà l’Ente ad effettuare un Piano di rientro per regolarizzare tutte le situazioni pregresse e mai risolti.
Il Dirigente Generale Campo ha ribadito durante l’incontro in Aula che non è ancora stato attivato il procedimento di revoca dell’accreditamento nei confronti del CEFOP; anzi, il Dirigente e il Capo di Gabinetto hanno affermato che ci saranno controlli ispettivi per accertare, con raffronti documentati con l’Amministrazione, la regolarità e il rispetto della normativa e quindi verificare il motivo che ha portato l’Ente a tale disastrosa situazione economico-finanziaria. Lo Snals Confsal attende dal CEFOP una concreta proposta di piano di rientro, da presentare al tavolo bilaterale, dove si possa evincere la volontà aziendale di regolarizzare i conti in un opportuno lasso di tempo.

Lo SNALS CONFSAL accogliendo le istanze degli iscritti conferma la propria autonomia nel svolgere il mandato sindacale e per evitare equivoci ribadisce che:

lo Snals Confsal, collabora con tutti i soggetti che hanno a cuore il destino degli operatori della formazione professionale, ritiene che, in un clima democratico, si debba tenere conto di tutti i contributi che possono pervenire, nelle discussioni ai tavoli tecnici, per il miglioramento del settore formazione professionale e la tutela e dignità del lavoratore. E’ preoccupato, invece, se partecipassero ai vari incontri istituzionali, OO.SS. che dichiarano di rappresentare i lavoratori mentre, di fatto, sono direttori e/o gestori di alcuni enti di formazione.
In tale situazione si potrebbe ravvisare un conflitto di interesse che non giova alla prosecuzione delle trattative, poiché tale anomalia potrebbe introdurre elementi di ambiguità dettati dall’essere nella duplice veste di lavoratore – datore di lavoro.

martedì 22 giugno 2010

I LAVORATORI MINACCIANO DI BLOCCARE IL SERVIZIO DI ORIENTAMENTO



Dopo lo stato di agitazione e le proteste dei giorni scorsi da parte dei rappresentanti degli organismi sindacali della formazione professionale siciliana, continua un nuovo capitolo di protesta che si apre in piena estate. La situazione rivela uno stato d’incomprensione delle problematiche del settore, incomprensione che potrebbe essere risolta con un dialogo orientato a stabilire tra Regione, Enti di Formazione e lavoratori, le reciproche competenze; con concrete risposte da parte delle Istituzioni regionali; con l’ascolto delle ragioni dei lavoratori del settore.
La Corte dei Conti Siciliana ha evidenziato il “dispendio di denaro pubblico nel settore della formazione, confermando che tale denaro serve solo a mantenere gli Enti di formazione”.
La grande beffa è il modo con cui viene gestito il finanziamento pubblico: si crea una grande discriminazione tra gli Enti di formazione e, di conseguenza, tra lavoratori, che stanchi delle false promesse vorrebbero rivolgersi all'autorità giudiziaria competente.
Lo SNALS CONFSAL, avendo sottoscritto, in data 29 settembre 2009, l’intesa con la Presidenza della Regione sulle linee guida per le politiche della formazione professionale in Sicilia, ha condiviso, con senso di responsabilità sociale, il percorso politico volto a riordinare il settore e rilanciarlo, superando le vecchie logiche clientelari e lo spreco delle risorse finanziarie, che hanno caratterizzato l’intero sistema in questi ultimi anni. Purtroppo, però, le linee guida sottoscritte circa sei mesi fa, non sono state, fino ad oggi, prese in considerazione.
Lo SNALS CONFSAL, insieme alle altre OO.SS, ha svolto delle verifiche sulla situazione economica in cui versano tutti gli Enti Gestori della Sicilia, presso il Dipartimento della Pubblica Istruzione e Formazione. Dal lavoro di tutto il personale del Dipartimento, coordinato dal Dirigente Generale Patrizia Monterosso, sono emerse diverse criticità sulla condotta di alcuni Enti Gestori che minacciano di mettere il personale in mobilità. Giuseppe Milazzo, in rappresentanza dello Snals Confsal, ritiene che il lavoro svolto non solo potrà fornire risposte reali per la garanzia occupazionale dei lavoratori, ma potrà anche risanare il sistema della F.P. con la realizzazione di un documento amministrativo che evidenzi rigidi controlli e reale applicazione del quadro normativo attuale da parte dell'Amministrazione regionale.
Si rileva però che l'Assessorato Regionale al Lavoro è inadempiente per la mancata presentazione della proroga degli sportelli multifunzionali fino al mese di dicembre 2010, e tale situazione creerà, dal prossimo mese di Luglio, data di scadenza della precedente proroga, notevoli disservizi all’utenza (disoccupati, inoccupati, personale in mobilità, in cassa integrazione, categorie protette, ecc.) che si presenta presso i Centri per l’Impiego.
Sulle mobilità annunciate dagli Enti lo SNALS CONFSAL è molto preoccupati e ritiene che bisogna verificare eventuali assunzioni, da parte degli Enti, in deroga alle disposizioni amministrative. La collocazione in mobilità del personale in forza presso gli enti, prospettata da alcuni Enti gestori, potrebbe comportare uno storno illegittimo delle risorse pubbliche finanziate e destinate al pagamento del personale a tempo indeterminato. Gli Enti Gestori, contravvenendo a quanto autorizzato e finanziato, potrebbero reperire risorse, con il collocamento in mobilità del personale, per poi destinarle proprio a quelle collaborazioni ed assunzioni che, in occasione dell’approvazione del piano, non hanno trovato la richiesta copertura finanziaria.

I lavoratori hanno minacciato di non garantire sia il servizio agli utenti che si presentano pressi i CPI sia ai corsisti che frequentano i corsi di formazione. Pertanto, da Martedì 22 Giugno non si potranno più assicurare i servizi di orientamento e le attività formative erogate all’utenza.
Lo SNALS CONFSAL Formazione Professionale spera di sollecitare il Governo e l'Amministrazione Regionale dei comparti a trovare, con la massima urgenza, le opportune soluzioni atte a garantire la continuità del servizio erogato dagli Sportelli Multifunzionali in proroga fino al 30 Giugno 2010 e il pieno rispetto delle leggi sulla formazione professionale. .
Pertanto, lo SNALS CONFSAL Formazione Professionale dichiara che continua lo stato di agitazione della categoria.

giovedì 22 aprile 2010

TAVOLO TECNICO SULLA RIFORMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE



In data 21 aprile u.s. nei locali dell’Assessorato Reg.le all’Istruzione e Formazione Professionale di via Ausonia 122 Palermo si è riunito il gruppo di lavoro del tavolo tecnico per pianificare i lavori della riforma del settore Formazione Professionale.
All’incontro erano presenti, oltre allo SNALS CONFSAL, nella persona di Giuseppe Milazzo responsabile del settore formazione professionale, i rappresentanti delle altre OO.SS., le associazioni degli Enti, l’Assessore Prof. Mario Centorrino, il Dirigente Generale del Dipartimento Istruzione e Formazione professionale Dott.ssa Patrizia Monterosso, il Capo di gabinetto dell'assessore regionale, Dott. Nino Emanuele, il Prof. Antonio La Spina ordinario di sociologia all’università di Palermo che presiederà i lavori, la Dott. Nicoletta D’Angelo e il Dott. Salvatore Tosi.
Giuseppe Milazzo, in sintesi, ha evidenziato che la legge 24/76 non si riferisce soltanto al personale impegnato nel PROF ma anche al personale impegnato negli sportelli multifunzionali, comparto gestito dall’Assessorato alla Famiglia tramite l’Agenzia Regionale per l’Impiego; pertanto ha evidenziato che le linee della riforma dovranno tener conto di tutti i comparti della formazione professionale per garantire tutto il personale del sistema Formazione professionale assunto a tempo indeterminato.
Il prossimo incontro è previsto giorno 29 aprile alle ore 14.30.

domenica 20 dicembre 2009

ASSEMBLEA SINDACALE






Gli Operatori della formazione professionale iscritti e simpatizzanti sono convocati
in assemblea sindacale in data 23.12.2009, dalle ore 08.00 alle ore14.00 presso i locali della CONFSAL via Roccaromana, 20/c, con il seguente O.d.G.:
•Relazioni sindacali e rispetto delle regole;
•Linee guida della riforma dei Dipartimenti e del Settore Formazione Professionale;
•Varie ed eventuali;
•Scambio degli Auguri.

domenica 8 novembre 2009

Ancora senza stipendio i lavoratori impegnati nei percorsi triennali.



Pubblicato un ulteriore sollecito da parte del Dipartimento Pubblica Istruzione di richiesta dell’elenco Personale docente e non docente impegnati nei percorsi sperimentali triennali di istruzione e formazione professionale tipologia B – ultima scadenza, entro e non oltre il 09.11.2009.
Inoltre poiché è stata impegnata e ripartita la somma spettante per le spese relative alla terza annualità dei percorsi sperimentali triennali di istruzione e formazione professionale di tipologia B. Il Dipartimento P.I., al fine di procedere all’erogazione del primo acconto delle spese relative alle terze annualità dei sopra citati percorsi, ha invitato gli Enti, a trasmettere la seguente documentazione:
- autorizzazione all’avvio dell’attività formativa dei percorsi sperimentali triennali di istruzione e formazione professionale, tipologia B, rilasciata dal competente Centro per l’impiego ;
- La garanzia fideiussoria “a prima richiesta” (prestata da banche,imprese di assicurazione indicate nella legge 10.06.1982, n. 348, intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del d.lgs 385/93), per un importo pari a Euro 45.000,00 per ciascun percorso sperimentale triennale di istruzione e formazione professionale autorizzato.

Infine gli Enti Gestori sono stati invitati, sempre dal Dipartimento P.I. a trasmettere entro il 09.11.2009 la documentazione relativa all’avvio dell’attività formativa dei percorsi sperimentali triennali di istruzione e formazione professionale, tipologia B, autorizzati con il DDG 1469/X del 31.07.2009.
La mancata presentazione di tale documentazione comporterà la revoca dell’autorizzazione di cui al sopra citato DDG 1469/X del 31.07.2009.

mercoledì 28 ottobre 2009

Sommario Audizione OO.SS. Commissione lavoro e bilancio ARS


Audizione in ordine alle problematiche finanziarie concernenti il settore
della formazione professionale

Testo del Sommario

     La seduta inizia alle ore 12.25.
 
     Il  PRESIDENTE  SAVONA,  dichiarati  aperti  i  lavori,  in 
     relazione  al primo punto all'ordine del giorno, informa  i
     presenti che il completamento del piano formativo,  per  il
     corrente  esercizio  finanziario, richiederà  un  ulteriore
     finanziamento  pari a circa 50 milioni di euro,  unitamente
     ad  un  fabbisogno  aggiuntivo di  18  milioni  di  euro  a
     copertura  integrale  dei  costi riconducibili  al  periodo
     formativo 2008.
 
     L'onorevole  CRACOLICI interviene per  evidenziare  che,  a
     fronte  di  accertate economie di spesa nel  settore  della
     formazione,  pari  a circa 13 milioni  di  euro,  anche  in
     relazione   ai   futuri  pensionamenti  del  personale   di
     comparto,  occorre  che effettivamente tali  somme  vengano
     portate in diminuzione, e iscritte di conseguenza come tali
     in   bilancio,  perché  diversamente  non  si  realizza  un
     virtuoso meccanismo della spesa.
 
     Il   PRESIDENTE  SAVONA  sottolinea  che  l'iscrizione   in
     bilancio  per l'esercizio 2010, in base a quanto deliberato
     dalla  Giunta di Governo, ammonta a complessivi 194 milioni
     di   euro  per  il  settore  della  formazione,  previsione
     quest'ultima  che  non appare congrua per la  realizzazione
     del  relativo  PROF, e ciò malgrado il risparmio  di  spesa
     quantificato in 13 milioni.
 
     L'assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza  sociale,  la
     formazione   professionale   e   l'emigrazione,   onorevole
     GENTILE, replica, a riguardo, rilevando che il risparmio di
     spesa  pari  a  13  milioni di euro è  stato  correttamente
     contabilizzato dagli uffici del Dipartimento ai fini  della
     riduzione  del  PROF  e  che  il  piano  formativo  ammonta
     complessivamente a circa 242 milioni di euro di cui, quanto
     a  194  a valere su fondi ordinari e per la rimanente parte
     da coprire mediante il ricorso a fondi strutturali.
 
     L'onorevole MARINESE chiede chiarimenti sulla presentazione
     dei  progetti  per il piano formativo 2010 e sull'effettivo
     fabbisogno finanziario necessario a farvi fronte.
 
     La dott.ssa MONTEROSSO, dirigente generale del Dipartimento
     regionale   per   la   formazione  professionale,   precisa
     preliminarmente  che  la formazione iniziale  si  configura
     come  servizio  pubblico primario dell'educazione  che,  in
     quanto  tale,  va  finanziato con fondi ordinari.  Precisa,
     altresì,  con riferimento a quanto prescrive il Regolamento
     comunitario 1083 del 2006 che l'ammissibilità delle spese a
     valere  sui fondi comunitari si configura come addizionale,
     condizione  che peraltro formerà oggetto di verifica  entro
     il  prossimo esercizio 2011 e che va pertanto adeguatamente
     garantita.
 
     L'assessore  GENTILE  riferisce, inoltre,  che  al  maggior
     fabbisogno  di 50 milioni di euro necessario alla  compiuta
     realizzazione del piano formativo 2008-2009 si farà  fronte
     mediante economie degli esercizi pregressi, nell'ambito dei
     capitoli di spesa dello stesso Dipartimento.
 
     Il  PRESIDENTE dà quindi la parola al signor  SCOZZARO  del
     sindacato CGIL Sicilia.
 
     Il  signor  SCOZZARO evidenzia l'irrigidimento del  sistema
     della  formazione  professionale  anche  in  considerazione
     della   circostanza  che  la  relativa  spesa   nell'ultimo
     sessennio  si  è  incrementata del trenta per  cento  nella
     misura di 54 milioni di euro. Sottolinea inoltre l'esigenza
     di  una  profonda  riforma  del comparto,  avendo  cura  di
     invertire  l'attuale  trend di assoluta  ingestibilità  del
     sistema che rischia di rimanere del tutto virtuale a fronte
     di finanziamenti inadeguati. Chiede pertanto chiarimenti al
     Governo  circa le misure finanziare che intende approntare,
     anche  in  relazione all'avviso di bando del PROF 2010  che
     sarebbe  in  via di pubblicazione, secondo notizie  diffuse
     dalla stampa.
 
     La  dott.ssa  MONTEROSSO  nel  replicare,  segnatamente   a
     quest'ultimo  aspetto, precisa che il bando  non  è  ancora
     stato  pubblicato  non  avendo a tutt'oggi  contezza  della
     relativa   capienza  finanziaria  e  che  il   Dipartimento
     regionale   è  comunque  in  possesso  di  una  dettagliata
     documentazione concernente il personale impegnato presso  i
     vari  centri  di  formazione. Smentisce  la  notizia  della
     pubblicazione   del   bando  in   mancanza   di   copertura
     finanziaria.
 
     L'onorevole   MANCUSO  chiede  conferma  circa   l'avvenuto
     pagamento degli emolumenti al personale del comparto.
 
     L'assessore   GENTILE  conferma  che  gli   emolumenti   al
     personale del comparto è avvenuto con regolarità.
 
     L'assessore  per  i  beni  culturali  ed  ambientali  e  la
     pubblica istruzione, onorevole LEANZA Nicola, ritiene a tal
     proposito  necessario  comprendere  le  ragioni  di  quanti
     lamentino il mancato pagamento delle spettanze e a tal fine
     preannuncia  che,  per quanto di competenza,  l'assessorato
     predisporrà   un  elenco  dettagliato  delle  anticipazioni
     frattanto   concesse  agli  enti  e  dei   relativi   saldi
     contabili,   nel   caso   procedendo   ad   una    indagine
     sull'effettiva   corresponsione   degli    emolumenti    al
     personale.
 
     Il  PRESIDENTE  dà  quindi la parola al signor  PRIZZI,  in
     rappresentanza del sindacato CISL Sicilia.
 
     Il  signor PRIZZI ritiene necessario fare chiarezza  in  un
     settore,  quale  quello della formazione professionale,  in
     cui  aumentano  i  profili di spesa che  invero  andrebbero
     razionalizzati operando un'azione di riforma concertata del
     sistema   e   i  cui  elementi  fondamentali  si  desumono,
     peraltro,  dalle   linee guida per l'implementazione  delle
     politiche  per la formazione professionale in Sicilia'.  In
     relazione alle predette linee, che hanno formato oggetto di
     una  intesa  fra  le parti sociali ed il  Governo,  lamenta
     tuttavia  il  disagio  personalmente  avvertito  nell'avere
     appreso   a   pochi   giorni  dalla   sua   sottoscrizione,
     l'incapienza finanziaria per garantire la realizzazione del
     PROF 2010.
 
     Il   PRESIDENTE  dà  la  parola  al  signor  RAIMONDI,   in
     rappresentanza del sindacato UIL Sicilia.
 
     Il  signor RAIMONDI preliminarmente dichiara di condividere
     l'importanza   strategica  delle   citate    linee   guida'
     sottoscritte  con il Governo, atteso che esse  determinano,
     tra  l'altro,  un alleggerimento del profilo finanziario  a
     carico  del  bilancio. Nell'ottica di una razionalizzazione
     complessiva dei relativi oneri per la formazione, considera
     prioritario  il  blocco  del  turn-over  e  l'adozione   di
     politiche   volte   a  favorire  il  prepensionamento   del
     personale di comparto, peraltro nella considerazione  della
     circostanza   che   detto   personale   andrebbe   comunque
     salvaguardato  con apposite misure di sostegno  al  reddito
     (80  per cento della busta paga e 100 per cento degli oneri
     previdenziali).
 
     L'assessore  per  il  bilancio e le finanze,  onorevole  DI
     MAURO,  precisa  che  nella manovra correttiva  in  via  di
     definizione  saranno approntate le necessarie  risorse  per
     assicurare l'integrale copertura finanziaria del PROF 2009,
     e per le conseguenti previsioni di bilancio, necessarie per
     garantire lo svolgimento dell'anno formativo 2010. Precisa,
     inoltre, che unitamente a ciò si renderà necessario, per il
     rispetto  degli equilibri di bilancio, in sede di patto  di
     stabilità  interno con lo Stato, una riduzione della  spesa
     per  l'esercizio  in  corso pari  allo  stanziamento  2008,
     ridotto nella misura dello 0,6 per cento. Sottolinea infine
     la   necessità   che  per  l'avvenire,  il  settore   della
     formazione professionale sia adeguatamente finanziato anche
     mediante  il  ricorso  a fondi strutturali  della  Comunità
     Europea.
 
     L'assessore  GENTILE  ribadisce  che  per  far  fronte   ai
     maggiori  oneri per gli esercizi 2008/2009 si farà  ricorso
     ad  economie di spesa da reperire all'interno della rubrica
     del proprio assessorato.
 
     L'onorevole  MARZIANO ritiene necessario  che  l'azione  di
     Governo  si impronti ad una politica di ulteriore riduzione
     dei  costi  e  ad  una  razionalizzazione  complessiva  del
     sistema  della formazione. Chiede quindi chiarimenti  circa
     il   costo  complessivamente  da  sostenere  per  il  piano
     formativo 2010.
 
     L'assessore GENTILE, a quest'ultimo proposito, precisa  che
     il  consolidato 2010 ammonta a 242 milioni di euro, di  cui
     194  cui far fronte con fondi ordinari regionali e  per  la
     differenza attraverso risorse extraregionali.
 
     Il   PRESIDENTE   dà   la  parola  all'avv.   GANGEMI,   in
     rappresentanza dell'associazione FORMA SICILIA.
 
     L'avv.  GANGEMI ritiene di considerare un errore quello  di
     correlare  pregiudizialmente  prospettive  occupazionali  e
     formazione  professionale, atteso che quest'ultimo  settore
     si  limita  alla  formazione di saperi e competenze  e  che
     invero l'occupazione va sostenuta con politiche attive  del
     lavoro.   Lamenta  peraltro  l'eccessiva   rigidità   delle
     certificazioni  poste a carico degli enti,  non  ultimo  il
     DURC  in  tema  di  regolarità contributiva,  a  fronte  di
     ritardi   nei  pagamenti  che  costringono  gli   enti   ad
     anticipare le somme necessarie. Preannuncia che la  mancata
     programmazione  di risorse certe per il prossimo  esercizio
     finanziario  sarà  tale da pregiudicare  l'avvio  dell'anno
     formativo.
 
     Il  PRESIDENTE  dà quindi la parola al signor  MILAZZO,  in
     rappresentanza del sindacato SNALS SICILIA.
 
     Il    signor    MILAZZO   riferisce   che   il    personale
     complessivamente  afferente al  comparto  della  formazione
     professionale risulta così distribuito: 6.300  gli  addetti
     alla  formazione  ordinaria;  1.800  quelli  impegnati  nei
     cosiddetti  sportelli multifunzionali  e 1.000 gli  addetti
     all'OIF  (obbligo  di  istruzione e  formazione).  Avverte,
     quindi,  che in assenza di quantificazioni certe, sotto  il
     profilo   finanziario,  per  l'esercizio  2010,   risulterà
     compromesso  il  concreto avvio del  sistema  formativo  in
     Sicilia.
 
     Il  PRESIDENTE  dà  quindi la parola al  sig.  MIRODDI,  in
     rappresentanza del CENFOP.
 
     Il  signor  MIRODDI  nel sottolineare  l'importanza  di  un
     sistema  formativo stabile, riconoscibile  e  continuativo,
     ritiene  prioritario il blocco del turn-over del  personale
     amministrativo  del comparto. Giudica doversi  procedere  a
     una  riforma  del  settore della formazione  professionale,
     strumento  di  coesione sociale in una realtà quale  quella
     siciliana,    perché   diversamente   risulta   impossibile
     procedere a una razionalizzazione dei relativi oneri.
 
     L'onorevole  PANEPINTO sottolinea l'importanza dei  profili
     occupazionali   relativi   al  settore   della   formazione
     professionale  rispetto  ai quali chiede  di  conoscere  il
     placement  dei  soggetti  formati.  Ritiene  non  di   meno
     necessaria  una riforma della formazione professionale  che
     imprima  una  svolta maggiormente legata  all'incontro  fra
     domanda e offerta di lavoro.
 
     L'onorevole  ODDO condivide quanto osservato dall'onorevole
     PANEPINTO  ritenendo  prioritario  un'azione  incisiva  che
     esalti  il  tema  centrale  della formazione  professionale
     quale  concreta prospettiva formativa ed occupazionale  dei
     giovani siciliani.
 
     L'assessore  GENTILE  replica assicurando  la  volontà  del
     Governo  di voler tracciare un'azione di riforma al settore
     della  formazione  professionale, come  dimostrano  le  più
     volte  citate   linee  guida  dalle  quali  traspaiono  con
     chiarezza misure di riordino del comparto.
 
     L'assessore   LEANZA  Nicola  fa  appello   al   senso   di
     responsabilità di tutti gli operatori del settore, al  fine
     di  assicurare  l'efficacia degli interventi nel  comparto,
     rispetto  al  quale  è necessaria una  rigorosa  azione  di
     riforma, anche attraverso una razionalizzazione del  numero
     complessivo di unità impiegate, (attualmente, poco meno  di
     9.000  nel complesso). Ritiene che le citate  linee guida ,
     sottoscritte dal governo e dalle parti sociali,  contengano
     già   gli  elementi di razionalizzazione  del  settore  nel
     senso  auspicato  del contenimento e della riqualificazione
     della  spesa in rapporto ai bisogni effettivi di formazione
     e  di lavoro. In tale prospettiva, considera prioritario un
     adeguato   utilizzo  delle  risorse  europee  in   funzione
     addizionale rispetto alle esigenze ordinarie, quantificando
     orientativamente in circa 500 milioni le somme  disponibili
     allo scopo.
 
     L'onorevole CARONIA, nel rilevare che l'approvazione  delle
      linee  guida', nei loro contenuti, non ha formato  oggetto
     di  una  preventiva  cognizione da parte  della  competente
     Commissione  legislativa, evidenzia che i fondi strutturali
     comunitari debbano ispirarsi ad una logica di rilancio  del
     settore  della  formazione  professionale.  A  quest'ultimo
     proposito  ritiene  che  vada  opportunamente  tutelata  la
     funzione dei cosiddetti  enti storici' che potrebbero a suo
     giudizio essere coinvolti nella realizzazione di interventi
     formativi  nell'ambito delle azioni a sostegno del reddito,
     previste dai cosiddetti ammortizzatori sociali in deroga.
 
     L'onorevole  DINA  dichiara di non  condividere  il  quadro
     idilliaco  che  traspare da quanto osservato dall'assessore
     Leanza  ed, in proposito, evidenzia che l'azione di governo
     debba  energicamente  rimuovere le incoerenze  del  sistema
     della   formazione   professionale,  conferendo   ad   essa
     prospettive  nuove di riforma, da realizzare  e  monitorare
     definendo,  in sede di Commissione di merito,  un  adeguato
     cronoprogramma  che  porti  ad una  legge  di  riforma  del
     settore.
 
     L'onorevole  MARINESE precisa, a riguardo  che  il  sistema
     delineato   dalla  legge  regionale  24  del  1976   appare
     lungimirante ed ancora attuale, in considerazione  peraltro
     che  la formazione così concepita riconosce ai fruitori  la
     spendibilità  dei crediti maturati su tutto  il  territorio
     nazionale ed europeo. Aggiunge che l'applicazione di quanto
     previsto  nelle   Linee guida  potrebbe già comportare  una
     svolta nel settore.
 
     L'assessore  DI  MAURO,  nel condividere  l'opportunità  di
     ricorrere ai finanziamenti comunitari in tema di formazione
     professionale, riconosce nelle  Linee guida' concertate tra
     Governo  e  parti sociali un protocollo d'intesa che  volge
     effettivamente  verso  il raggiungimento  di  significativi
     obiettivi   in  tema  di  razionalizzazione  del  comparto.
     Conferma  che  il  settore  della formazione  professionale
     rimane  uno degli obiettivi cardine dell'azione di  riforma
     di questo Governo.
 
     L'onorevole  MARZIANO  afferma che a  fronte  degli  sforzi
     operati  dalla  burocrazia regionale  non  corrisponda  una
     adeguata  volontà politica di porre mano  ad  un  effettivo
     riordino  del  settore  della formazione  professionale  in
     Sicilia, muovendo dalla preliminare salvaguardia dei  posti
     di lavoro di quanti già vi operano.
 
     L'onorevole  LENTINI condivide la necessità  da  più  parti
     manifestata  di  un'azione  di riforma  del  settore  della
     formazione.
 
     L'onorevole  SCILLA ritiene che il problema cruciale  resti
     quello di una formazione che, ancorché dispendiosa sotto il
     profilo  finanziario,  appare  oggi  non  più  attuale   in
     relazione  alle  reali  esigenze del  mercato  del  lavoro.
     Considerata  necessaria una riforma mediante una  legge  di
     riforma   del   settore,   ritiene   comunque   errata   un
     impostazione di revisione del sistema incentrata sugli enti
     storici,  evidenziando la necessità  di  valorizzare  nuovi
     soggetti e progettualità per una formazione al passo con  i
     tempi.
 
     IL  PRESIDENTE  FAGONE, ritenendo che la  riunione  odierna
     abbia  fornito i chiarimenti necessari in ordine al  quadro
     finanziario,      ritiene      fondamentale       procedere
     all'elaborazione di una legge di riforma del settore  della
     formazione  professionale. Dichiara che la  Commissione  si
     adopererà nei prossimi mesi in tal senso.
 
     Il  PRESIDENTE  SAVONA, preso atto della necessità  di  una
     incisiva   azione   di   riforma  del  settore,   considera
     necessario  approntare risorse finanziarie  adeguate  nella
     misura  di  242  milioni di euro al fine di assicurare  una
     piena realizzazione del piano formativo 2009-2010.
 
     Non  avendo  altri  chiesto di parlare dichiara  chiusa  la
     seduta.
 
     La seduta è tolta alle ore 15.00.

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...