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sabato 3 settembre 2016

CHIARIMENTI SULLA CRISI DEL SETTORE

FIl Al  Presidente della Regione Siciliana
 Dott. Rosario Crocetta

All’Assessore  Regionale  Istruzione
 e Formazione  Professionale
On. Bruno Marziano

All’ Assessore  Regionale Famiglia
Politiche Sociali e Lavoro
 On. Gianluca Miccichè

LORO SEDI


Oggetto: richiesta di incontro.


Nello scenario della tanto discussa crisi, che vede “costretta” la formazione professionale a “soffrire” di una riduzione di personale già in forza presso gli enti gestori, ovvero “privare” del diritto lavorativo agli operatori iscritti all’albo regionale, è difficile comprendere le procedure messe in atto da alcuni enti gestori che da una parte “eliminano” lavoratori interni (licenziamenti e/o sospensione in attesa di CIG in deroga e/o FIS) e dall'altra attivano procedure diverse per assumere altro personale, ignorando in tal modo la continuità lavorativa a chi ne ha realmente diritto.

Per i sopracitati motivi ed in riferimento alle ultime dichiarazioni divulgate dal Governo e dagli Assessori al ramo  in materia di salvaguardia occupazionale del personale  privo d’incarico ed iscritto all'Albo Regionale degli operatori della Formazione Professionale, la scrivente organizzazione sindacale
CHIEDE
un incontro per chiarimenti su tali dichiarazioni che risultano essere nettamente in contrasto con le attuali procedure adottate da alcuni Enti Gestori, nonché in contrasto con le leggi sulla salvaguardia occupazionale e retributiva dei lavoratori del settore.


Certi di un immediato riscontro, si porgono distinti saluti.


Il Coordinatore regionale settore formazione professionale

Giuseppe Milazzo


giovedì 26 febbraio 2015

LETTERA APERTA PER IL PRESIDENTEdella Sicilia CROCETTA


OSSERVAZIONI SUL RIORDINO  DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Egregio Presidente del Governo Siciliano,
le riferisco in qualità di coordinatore regionale Snals Confsal del settore della formazione professionale,  che non condivido ciò che è stato da Lei dichiarato domenica in merito alla formazione professionale e siamo pronti al confronto  per il raggiungimento di quegli obiettivi che possono dare un vero respiro a questo settore in Sicilia e a tutti i soggetti coinvolti.
Inoltre, mi corre l’obbligo di fare delle osservazioni su quanto da Lei dichiarato nei vari mass media.
Innanzitutto, chi è in grado di garantire il servizio?
Come tutti sanno, in Sicilia, a seguito di processi di riqualificazione e aggiornamento, sono presenti circa 8000 lavoratori professionisti, alcuni ancora in servizio a tempo indeterminato impegnati nel settore della formazione professionale, ed altri abbandonati e privi di incarico in attesa di un incarico o di sostegno al reddito. Cittadini Siciliani iscritti all’Albo regionale della formazione professionale  con esperienza maturata nel settore da più di 20 anni. In questi anni l’obiettivo del servizio reso ai cittadini siciliani è stato quello di formare corsisti interessati ad acquisire competenze e qualifiche, di riqualificare dipendenti pubblici e funzionari della pubblica amministrazione e di svolgere politiche attive del lavoro attraverso percorsi di orientamento alla ricerca attiva del lavoro. Persone che si sono impegnate, e continuano ad impegnarsi, con dedizione e professionalità in tutti gli Enti, e non più  presso i CPI e presso i Comuni siciliani dislocati nelle diverse province della Sicilia.
Tutti  hanno lavorato, e continuano a lavorare, regolarmente e giornalmente, ma non hanno mai percepito, come di diritto,  lo stipendio con cadenza mensile.
Allora credo che occorre “attenzionare”  questo aspetto che, secondo la nostra organizzazione, non è marginale ma fondamentale.
Inoltre, chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese?
E’  in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?
In Sicilia è necessaria una struttura snella, cioè capace di operare in maniera fluida evitando  lungaggini burocratiche, e che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi il DURC.  
La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti; siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.
Siamo pronti a discutere con tutti coloro che hanno la volontà e la concretezza di creare una struttura valida ed efficace nell’erogazione del servizio.
Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non “passa carte”, agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e politiche attive del lavoro, altrimenti continuiamo a creare un carrozzone che non sarà per niente utile alla Sicilia ed ai siciliani.
GIUSEPPE MILAZZO
                                                                       Coordinatore regionale settore formazione professionale

sabato 9 novembre 2013

UN PASSO AVANTI NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI


"Sembra che che finalmente si veda un po' di luce in questo triste periodo per la formazione professionale siciliana",questo è il primo commento rilasciato dal coordinatore regionale dello SNALS CONFSAL, Giuseppe Milazzo, dopo la pubblicazione della direttiva dell'assessore Scilabra alla dirigente generale Corsello, sul trasferimento diretto degli stipendi ai lavoratori degli enti che hanno subito la revoca dell'accreditamento. La direttiva è infatti basata sul DPR 207/2010 che all'articolo5 disciplina l'intervento sostitutivo della stazione appaltante nel caso di mancato pagamento degli oneri retributivi da parte della ditta aggiudicataria. Nello specifico del settore della formazione professionale siciliana, la direttiva sollecita "ad adottare le procedure più opportune per sbloccare i finanziamenti a valere sull'Avviso 20/2011 non ancora erogati agli enti gestori cui l'amministrazione ha revocato l'accreditamento e conferendo alle risorse da trasferire l'esclusivo vincolo di destinazione al pagamento delle spese per il personale dipendente".

"Da tempo lo SNALS CONFSAL si batte per questo che ad oggi sta per diventare un importante traguardo per i lavoratori della formazione", continua Milazzo, "si spera che tale direttiva diventi presto esecutiva anche perché i lavoratori sono stanchi e stremati dall'attesa di ciò che spetta loro di diritto, secondo la legge e il Ccnl". 

Altro scoglio da superare, oltre a quello fondamentale degli stipendi arretrati che pare si stia risolvendo, è l'immediata ricollocazione dei lavoratori di quegli enti che hanno ricevuto la revoca. "I lavoratori non possono subire colpe che non gli appartengono e l'amministrazione regionale deve salvaguardare il loro posto di lavoro, deve assicurare la restribuzione mensile e trovare velocemente una soluzione per regolamentare il sistema formazione in maniera concreta e nel rispetto della legge e del CCNL". 

"Lo SNALS CONFSAL auspica" conclude Milazzo "che il governo regionale e gli organi di competenza traducano in maniera concreta l'attenzione verso le esigenze dei lavoratori, i quali continuano a mantenere lo stato di agitazione




giovedì 18 luglio 2013

Incontro Coordinamento Regionale del 17 luglio 2013

Nel corso della riunione del 17 Luglio 2013, nei localimessi a disposizione dall’Enaip di Caltanissetta  si è riunito il coordinamento regionale  dello Snals Confsal settore formazione, con la presenza dei componenti del coordinamento regionale, dei coordinatori provinciali, delle RSA e di numerosi iscritti provenienti dall’intero territorio regionale.

Il Coordinatore Regionale Giuseppe Milazzo, promotore della riunione, ha invitato i convenuti a riflettere sulla situazione di emergenza sociale che sta attraversando in questo momento la formazione professionale, invitandoli a proporre delle soluzioni atte ad evitare la cronicizzazione di quanto è accaduto negli ultimi anni, nonostante il coordinamento regionale dello Snals, già da tempo si è prodigato nel tentativo di far rispettare, sia agli Enti Gestori sia all’Amministrazione Regionale, le norme contenute nel CCNL e nelle diverse leggi regionali che regolano il settore nel suo complesso.

Nell’adunanza si è tentato di proporre delle azioni sindacalmente perseguibili per la soluzione delle problematiche inerenti i due più rilevanti profili che interessano i lavoratori: la certezza della puntuale remunerazione e la garanzia occupazionale dei lavoratori.

Per riuscire in questa impresa, che oggi appare titanica, è necessario che tutti i lavoratori siano “risensibilizzati” sulla semplice circostanza che sono lavoratori inquadrati contrattualmente a tempo indeterminato; e pertanto, hanno diritto a percepire lo stipendio maturato sulla base della prestazione resa e tipizzata nelle mansioni loro assegnate dal datore di lavoro e non in relazione ai tempi ed alle modalità di pagamento dei mandati della stazione appaltante (Regione Siciliana).

Infatti, da qualche tempo si è notato che sono pochi i lavoratori che dimostrano, con i fatti, di conoscere appieno il CCNL vigente ed in particolare l’art. 29 che riguarda il pagamento degli stipendi; anzi spesso sono più occupati nel seguire l’iter di erogazione dei mandati che nel tentativo di conseguire il loro sacrosanto diritto a percepire la dovuta retribuzione secondo i tempi previsti dal contratto (ogni mese).

Questa forma mentis si è purtroppo venuta a creare anche, grazie all’azione svolta dalle parti sociali che hanno convinto i lavoratori che la loro retribuzione è legata più all’avvenuto pagamento del finanziamento delle attività da parte della Regione che non al lavoro effettivamente prestato in favore del datore di lavoro.

È paradossale che i lavoratori delle tre filiere (interventi, servizi e obbligo formativo) si recano a lavorare ogni giorno(chi nelle strutture  didattiche ed amministrative dell’ente chipresso i centri per l’impiego)  garantendo un servizio considerato pubblico anche dall’art. 4 della Costituzione italiana ed alla fine del mese, non percepiscono gli emolumenti dovuti per il lavoro svolto (sono senza stipendio da periodi compresi da un minimo di 8 mesi ad un massimo di 21 mesi, in relazione alla filiera in cui sono impiegati).

 

Per quanto riguarda, invece, il particolare profilo dellasalvaguardia occupazionale, lo SNALS ritieneindispensabile e fondamentale partire dalla garanzia di TUTTI i lavoratori che operano nelle tre filiere, attraversol’istituzione dell’Albo degli operatori della formazione professionale, assunti a tempo indeterminato, entro il 31/12/2008.

Tale garanzia, è realizzabile solo attraverso la piena attuazione del combinato disposto degli art. 2 della L.R. 25/93 e 39 della L.R. 23/02; che in parole povere dovrebbe funzionare nel modo seguente: nel caso in cui un ente gestore dichiari e documenti alle OO.SS. un esubero di personale interno, il personale a tempo indeterminato della L.R. 24/1976 dovrà essere garantito tramite l’istituzione della  lista di mobilità, così come previsto dalla Circolare Assessoriale 10/94;  a tale lista dovranno fare riferimento prioritariamente e temporaneamente gli altri enti di formazione professionale per individuare quelle figure professionali da poter utilizzare compatibilmente agli interventi di formazione da loro progettati e finanziati.

Per dare piena implementazione a quanto detto ed al fine di monitorare il personale della F.P. in Sicilia, il coordinamento regionale dello Snals ha già chiesto all’amministrazione regionale:

•
di conoscere l’effettivo numero di lavoratori assuntidopo il 31.12.2008, con l’indicazione della relativa spesa;
•
di verificare se sono state effettuate, da parte di qualche Ente, nuove assunzioni nel rispetto delle normative vigenti, tenendo conto dell’Elenco degli operatori della formazione professionale e/o della lista di mobilità ai sensi della C.A. 10/94, e nel pieno rispetto del CCNL vigente.

La proposta di successive azioni che esce fuori dalla riunione del 17 luglio è che: dovrà essere richiesto, sempre all’amministrazione regionale: di vigilare maggiormente sul rispetto delle norme di legge e del contratto di categoria; e di voler fornire i dati, compreso i nominativi, di quegli Enti che, avendo ricevuto il finanziamento pubblico, risultano privi di personale assunto prima del 31.12.2008.

A conclusione della riunione il Coordinatore RegionaleGiuseppe Milazzo ha precisato che:  “lo Snals Confsal settore Formazione Professionale,  opera per curare solo ed esclusivamente gli interessi dei lavoratori, avendo assunto una grossa responsabilità nei confronti delle persone che credono in tale sigla sindacale”.

Milazzo ha poi continuato dichiarandosi insoddisfatto di quanto fino ad oggi operato dagli altri attori della formazione professionale siciliana, ma dichiarando: “attendo, comunque, paziente e fiducioso in un futuro diverso! ritengo che tutti insieme possiamo migliorare la qualità della vita e la dignità di tutti coloro che operano nel settoreed incito i colleghi a non demordere nel continuare la protesta, perché mollare in questi momenti delicati  significherebbe affidare la nostra vita ad un sistema che mira a spendere denaro pubblico per nuovi orizzonti e penalizzare chi, nel settore, ha dato e può dare ancoramolto. Auspico che la nostra battaglia permetterà ai lavoratori del settore di guardare al futuro in modo più certo e dignitoso”.

venerdì 12 luglio 2013

Convocazione coordinamento regionale

Oggetto: CONVOCAZIONE

Ai Coordinatori Provinciali Settore Formazione Professionale LORO SEDI

Ai Componenti Coordinamento Regionale e Provinciale Settore Formazione Professionale
LORO SEDI

Alle RSA SNALS CONFSAL
Settore Formazione Professionale LORO SEDI
A TUTTI I LAVORATORI

e, p.c.   Spett.li ENTI GESTORI LORO SEDI

Ai sensi della Legge 300/70, si invitano i Responsabili delle Sedi ad affiggere la presente convocazione all’albo sindacale.

Le SS.LL. sono CONVOCATE MERCOLEDì 17 LUGLIO c.a. ALLE ORE 10.00 PRESSO la sede ENAIP di CALTANISSETTA Via GIOSUE’ CARDUCCI N.54, per discutere della situazione venutasi a creare nel settore formazione professionale in Sicilia e nella provincia di Caltanissetta e quindi decidere, urgentemente, le azioni e le forme di lotta da intraprendere.

Le RSA possono convocare Assemblea sindacale al di fuori della abituale sede di servizio, per dare la possibilità a iscritti e simpatizzanti di partecipare a tale incontro.

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OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...