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giovedì 20 aprile 2017

METTIAMO IN SICUREZZA I LAVORATORI

Giuseppe Milazzo dello Snals Confsal settore 

formazione professionale, nel rivolgersi all’Amministrazione Regionale sottolinea che la stessa, debba occuparsi di porre in sicurezza il personale garantendo la continuità occupazionale, così come più volte sostenuto dal Governo Regionale, nonché di adottare provvedimenti atti a regolarizzare il pregresso economico spettante agli enti di formazione, affinchè questi possano pagare gli stipendi arretrati al personale.

In dettaglio, per quanto riguarda la parte economica, si chiede di:


  • velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
  • affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga;
  • verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga ancora i fondi del FIS;
  • risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo.

Ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità.

Per quanto riguarda la garanzia della continuità occupazionale del personale, si chiede:

1) il rispetto da parte degli  dell’Albo, di cui all’art. 14 della legge regionale 24/76 e dare la possibilità a ciascun lavoratore di potervi accedere per ispezionarlo ed aggiornarlo con eventuali nuovi titoli acquisiti, riqualificazioni e/o aggiornamenti effettuati;

2) l’elaborazione di una Circolare Assessoriale che evidenzia una direttiva chiara sulle procedure di applicazione della mobilità del personale della formazione professionale (bisogna ripartire dall’Allegato 12 del CCNL in sintonia e coerenza normativa con la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 e la Circolare Assessoriale n. 10 del 5 ottobre 1994 e della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002 art. 39. Quindi porre espresso divieto di licenziamento e di applicazione della legge n. 223/91, recepita nelle procedure della legge regionale n. 10 del 7 giugno 2011 e sua applicazione nella Circolare Assessoriale n. 22 del 12 agosto 2011 attraverso la legge n. 2/2009);

3) di procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, come  quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso,  interrotto e/o licenziati.

4) fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento dell'avvio  Avviso n. 8, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.

Il Coordinatore regionale settore formazione professionale

Giuseppe Milazzo


domenica 5 febbraio 2017

SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI


Tutta la nostra solidarietà  ai lavoratori che  hanno cominciato uno sciopero della fame per denunciare i problemi del comparto della formazione professionale.

La spinta dal basso con la presenza massiccia dei lavoratori deve portare a un cambio di passo netto a questo esecutivo regionale che finora non ha mantenuto alcun impegno per la salvaguardia occupazionale e ha tracciato una linea chiara sul futuro di questi lavoratori a oggi abbandonati e presi in giro. 

 


sabato 4 febbraio 2017

LA SOLUZIONE È UNA AGENZIA REGIONALE

 

In vista del prossimo confronto con le istituzioni circa le modalità di reclutamento e di contrattualizazzione del personale iscritto all'Albo, la scrivente organizzazione intende evidenziare le seguenti anomalie:

1) Gli Enti che sono alla ricerca di una specifica figura devono attenersi a quanto previsto dal C.C.N.L., in particolare per quelle mansioni per le quali è previsto il Diploma come Titolo di Studio ed esperienza specifica compravata, non possono esigere invece la Laurea e ulterori titoli accademici. Facendo così, tali Enti, vanno arbitrariamente a tagliare fuori quel 75% circa di iscritti all'Abo che è privo di laurea ma ha regolarmente espletato per decenni la propria mansione con il Diploma così come richiesto dal C.C.N.L.

A tal propostito c'è da evidenziate che alcuni Enti che hanno ottenuto cospicui finanziamenti dall'Avviso 8, negli scorsi anni hanno impostato i propri Bandi di reclutamento personale indicando direttamente il Titolo di Studio anzicchè la mansione. Questo tipo di impostazione è assolutamente discriminatoria poichè la richiesta di un Titolo Superiore a quello previsto, impedisce di fatto a tantissimi iscritti all'Albo che hanno svolto per anni quella mansione la possibilità di candidarsi.

2) Una volta reclutato, il lavoratore, sempre in base alle passate esperienze, sovente trova grossissime difficoltà nel vedersi applicato in forma piena e corretta un Contratto in sintonia con quanto previsto dal C.C.N.L. - F.P. 

Le violazioni più frequenti sono:

A) Mancata assegnazione delle ore di Disposizione ai Docenti;

B) Mancata attribuzione degli Scatti di Anzianità e della P.E.O.I.;

C) Forme anomale di contrattualizzazione: anzicchè il regolare Contratto a tempo determintato Settore F.P..

 Pertanto chiederemo al Dipartimento di verificare se ci sono  Enti che hanno lavoratori  con contratti di lavoro non consoni: Contratto di Collaborazione Occasionale, Contratto di Socio di Cooperativa, ecc.

In conclusione, prima dell' inzio dell'attività formativa, occorre stipulare un accordo Sindacati-Regione che impedisca formalmente agli Enti Gestori di avere qualsiasi margine di discrezionalità in merito alla modalità di Reclutamento del personale iscritto all'Albo e obbligare gli Enti Gestori, che utilizzano denaro pubblico, la corretta applicazione del Contratto di lavoro che deve rispettare quanto previsto dalle norme regionali in materia di accreditamento e di gestione del denaro pubblico nel settore.

Per quanto concerne "l' AUTONOMIA IMPRENDITORIALE" rivendicata per la selezione del personale dagli Enti che sono di fatto Gestori di finanziamenti pubblici, tale concetto è molto ambiguo, lascia adito ad interpretazioni discrezionali  e quindi sarebbe opportuno venisse cassato.

L'auspicio è che invece di prevedere che siano gli Enti ad impostare i Bandi di reclutamento personale, continui ad essere la Regione tramite le sedi provinciali dell' UPL ad indicare agli Enti i nominativi dei lavoratori candidati a ricoprire le varie mansioni richieste. 

Resta inteso che la soluzione migliore e di riportare tutti i servizi legati alla formazione professionale sotto la diretta dipendenza della Regione, in un'agenzia unica che possa così garantirne la trasparenza e il regolare funzionamento, nonché un significativo risparmio economico.



domenica 29 gennaio 2017

IMPIEGARE IL PERSONALE PRIVO DI INCARICO

Il sistema della formazione professionale in Sicilia vive una crisi dovuta a decenni di incurie che hanno innescato un declino sociale che influenza ed aggrava la crisi economica siciliana e che stanno subendo il personale, licenziato e privo di incarico, inserito nell'Albo regionale. Questa crisi a volte sfocia in ritorsioni, ricatti, nei confronti dei lavoratori da parte della casta che gestisce il sistema, in attesa di un'annunciata riforma amministrativa e legislativa voluta da tutti, che tarda a venire, creando carenza di servizi ed indebolimento della rete di solidarietà di base. 

Il presidente della regione è tutta la politica che lo sostiene devono rendersi conto che i lavoratori si trovano nel mezzo di una crisi economica, dovuta alla mancata certezza di un reddito e a pochi anni dalla maturazione dei contributi per la previdenza sociale. 

Operatori capaci di accettare le difficoltà ma necessitano di un sostegno economico tramite il lavoro ed i relativi contributi, per accedere poi ad un sostegno sociale e contributivo.

Operatori che hanno subito un' ingiustizia dovuta da chi gestisce il sistema della formazione professione da chi dovrebbe fare i controlli del settore sull'utilizzo dei finanziamenti.

Operatori pronti a denunciare questo cruciale periodo, questa condizione estrema, senza i paraocchi della retorica e dell'ideologia politica.

Una delegazione sarà presente al sit -in  di giorno 31 p.v.


venerdì 27 gennaio 2017

APPROVATA GRADUATORIA AVV. 8 ADESSO PENSIAMO AI LAVORATORI

27-1-2017 - GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA 

- PARTE I n. 4        pag. 55

Approvazione, in via definitiva, della graduatoria delle istanze di concessione dei contributi relativi all’avviso pubblico n. 8/2016 per la “Realizzazione dei percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell’occupabilità in Sicilia” - Programma operativo della Regione siciliana - Fondo sociale europeo 2014/2020. Con decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale dell’istruzione e della formazione professionale n. 169 del 23 gennaio 2017, è stata approvata, in via definitiva, la graduatoria delle istanze di concessione dei contributi relativi all’Avviso pubblico n. 8/2016 approvato con D.D.G. n. 2895 del 13 giugno 2016 per la “Realizzazione dei percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell’occupabilità in Sicilia” - Programma operativo della Regione siciliana - Fondo sociale europeo 2014/2020”. Il provvedimento con i relativi allegati è disponibile nel sito ufficiale del Dipartimento istruzione e formazione professionale all’indirizzo http://pti.regione.sicilia.it e nel sito del Fondo sociale europeo all’indirizzo www.sicilia-fse.it.


mercoledì 18 gennaio 2017

APPLICAZIONE DEL CCNL FORMAZIONE PROFESSIONALE

Da noi in Sicilia il CCNL della formazione professionale non ha mai avuto grande rilevanza. Pochissimi conoscono il CCNL della formazione professionale è già tanto se qualcuno ha letto qualche articolo sui permessi dei lavoratori. Difatti, molti “convinti esperti del settore”, che di solito sanno tutto di leggi, decreti, regole, normative della F.P. negli  interrogativi sul CCNL sbagliano clamorosamente.  Eppure il CCNL è il metodo scelto dalla Giurisprudenza per regolamentare i rapporti tra le parti  e propagare la verità.
La parola scritta nel CCNL e il punto essenziale di riferimento nella gestione dei rapporti tra Enti, Sindacato ed Amministrazione Regionale che eroga i finanziamenti. Il contenuto del CCNL è efficace e potenza per regolare i rapporti di lavoro, è importantissimo per la dignità umana ed è utile a insegnare, a riprendere, ad educare alla giustizia e al rispetto delle parti. 
Dunque, diciamo qualche banalità in meno, qualche barzelletta in meno, qualche accenno in meno sulla demagogia e comunichiamo la verità in ogni occasione favorevole e/o  sfavorevole.

mercoledì 28 dicembre 2016

Lettera aperta sulla Formazione Professionale in Sicilia

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Al Presidente della Regione Siciliana 


Agli Assessori Regionali


Agli On. Parlamentari dell’ARS


Agli organi di stampa e di informazione


                      ***

Nell'attesa della pubblicazione della graduatoria definitiva Avviso 8, nelle more dell'avvio delle attività: Avviso 4 e 7, e nell'attesa de far ripartire le politiche attive del lavoro in Sicilia si sono poste le basi per l’apertura di una fase nuova nella quale la Regione Siciliana dovrà riorganizzare il sistema della Formazione Professionale.

Infatti, per la prima volta, si dovrebbe adeguare il servizio offerto alle reali esigenze del mercato del lavoro, selezionando gli Enti in base ad oggettivi criteri di qualità, di regolarità e di affidabilità, nel rispetto delle tutele occupazionali e retributive dei lavoratori, ormai da tempo disattese.


Da anni chiediamo risposte alle legittime aspettative retributive passate e future dei lavoratori, l’avvio di una riorganizzazione trasparente nel rispetto delle normative e del Ccnl della formazione professionale.


Alla nostra Organizzazione sindacale appare evidente, infatti, come non siano più sostenibili ed accettabili le scelte politiche di tipo clientelare caratterizzanti, senza criteri oggettivi e norme coerenti. Azioni poste in essere sistematicamente dai Governi che si sono succeduti  creando situazioni e fatti che hanno determinato, una dilatazione della dimensione del settore. 


Al Governo ed alla Deputazione dell’Assemblea Regionale Siciliana chiediamo di operare con grande senso di responsabilità. Per la scrivente OO.SS. va coniugata la copertura del bilancio per garantire continuità senza tensioni sociali, con l’urgenza di fermare l’emorragia di risorse causate da quanti vogliano mantenere l’interesse ad alimentare l’espansione quantitativa di nuovi Enti e di nuovo personale. Una politica questa, mai dichiarata ma continuata e praticata, che va rimossa dalla storia politica ed amministrativa della nostra Regione.


Solo per dare qualche riferimento quantitativo, è utile considerare che il numero di Enti ammessi in poco  arco temporale, in base alle nostre stime, è più che raddoppiato. E tutto ciò malgrado ogni forma di protesta sindacale che, insieme alle manifestazioni di piazza, sono state promosse in questi anni per tentare di bloccare questo processo degenerativo. 


Non sarebbe stato affatto necessario giungere a questo livello di macelleria sociale  se il Governo avesse accolto le nostre indicazioni sin nella Finanziaria degli scorsi anni; il Governo avrebbe potuto agire già da tempo con appositi atti amministrativi e con le poche ma opportune proposte di legge da sottoporre all’ARS. 


Siamo rammaricati del fatto che se, alla fine del 2016, il Governo avesse avviato il processo di innovazione avremmo già registrato significati risparmi nella spesa senza costi sociali insopportabili e con l’inizio della qualificazione e selezioni degli Enti. Tutto questo sarebbe stato realizzato nella certezza del consenso del sindacato.


La correttezza e la necessità degli interventi voluti dalla nostra Organizzazione Sindacale è così evidente ed anche così urgente e importante che,  riteniamo il settore della Formazione Professionale di importanza strategica per lo sviluppo dell’economia, pertanto, la valorizzazione delle risorse umane e la formazione delle maestranze devono essere sostenute con strumenti adeguati ai fabbisogni formativi dei lavoratori e delle imprese. 

Da anni viene annunciata la riforma del settore, ma ancora la Regione non ha il coraggio di affrontare con determinazione il problema e risolverlo definitivamente.  Il Fondo Sociale Europeo non può diventare lo strumento per incrementare da una parte ulteriormente il settore, e dall'altra penalizzare il personale iscritto all'Albo degli operatori della formazione professionale privi di occupazione.


In questi mesi, nell’ambito del confronto apertosi con l’Assessore Regionale alla Formazione Professionale, abbiamo avuto modo di approfondire ed esporre tutti gli elementi che dovevano essere oggetto di interventi regolativi per dare corso, finalmente, alla riqualificazione del settore, per ridurne senza traumi la dimensione delle attività e degli addetti.


Lo stesso Governo Regionale, sembrava volesse finalmente avviare questo processo che invece resta soltanto annunciato e, di fatto, continuamente rinviato (auspichiamo non per cercare il modo per “salvare” qualche Ente dissestato da una gestione a dir poco “discutibile”).


Di seguito le principali questioni che a nostro avviso dovranno essere immediatamente regolate, con specifiche norme e direttive irreversibili, proprio per avviare il processo di cui sopra:


• Selezione degli Enti idonei a svolgere l’attività formativa con criteri oggettivi a partire dal possesso imprescindibile del personale iscritto all'Albo con esperienza almeno decennale;

• Approvazione ed attuazione di Piani Formativi e politiche del lavoro di durata almeno biennale;


• Copertura integrale dei costi dei percorsi formativi e delle politiche attive del del lavoro;

• Blocco effettivo delle assunzioni da realizzare mediante l’introduzione per via legislativa delle modalità di impiego del personale iscritto nell'Albo;

• Approvazione di una norma di legge utile a stabilire, con apposito accordo sindacale, i criteri e gli importi per incentivare il pensionamento dei lavoratori aventi i requisiti minimi di legge;

• Adeguato rifinanziamento del Fondo di Garanzia già istituito con legge regionale in quanto, tenuto conto che il settore non è coperto da ammortizzatori sociali, questo è l’unico elemento di garanzia retributiva per i lavoratori temporaneamente eccedenti;

• Finanziamento ed erogazione delle retribuzioni arretrate  e delle attività pregresse; 

• Determinazione di criteri e strumenti di verifica periodica dell’efficacia dell’attività svolta.


Per queste ragioni chiediamo al Governo Regionale e all’ARS di porre in essere senza ulteriore indugio tutte le azioni sopra indicate, congiuntamente alla immediata copertura finanziaria integrale delle attività da svolgere in Sicilia, da inserire nel bilancio di previsione in discussione il 29 dicembre, per evitare il rischio che ancora una volta il disagio dei lavoratori venga strumentalmente utilizzato da quanti hanno solo l’interesse a non modificare nulla illudendosi di poter continuare così ad utilizzare la Formazione Professionale come strumento per costruire consenso. 


L’accoglimento della richiesta d’integrare copertura nel bilancio della Regione Siciliana contestualmente a vincolanti norme di riordino e razionalizzazione della spesa, è ancor più necessaria se si considerano tutti i rischi, anche connessi alle incertezze dell’attuale quadro politico, insiti nella scelta di ricorrere all’esercizio provvisorio, specie se la sua durata, non tenendo conto della emergenziale esigenze di rilancio dell’economia regionale, non fosse temporalmente breve.


Ci teniamo a ribadire a conferma della consapevolezza diffusa di una svolta di cambiamento e di qualità nel settore della Formazione Professionale in Sicilia, che su tale proposte innovative esiste e si è consolidata una posizione con le altre forze sociali più volte ribadita ed evidenziata al Governo nel corso degli ultimi anni.


Una consapevolezza nuova e la volontà di affrontare i pesanti problemi del settore con maggiore responsabilità e qualità nelle azioni amministrative, normative e di governo che ci auguriamo venga accolta concretamente sia dalla Giunta che dall’Assemblea Regionale.

mercoledì 7 dicembre 2016

LA DELIBERA DI GIUNTA 398/2016 NON GARANTISCE I LAVORATORI

Gli operatore iscritti all’Albo rischiano  di restare senza occupazione e di vedersi scalzare in base alla discrezionalità dei singoli Enti. 

Leggendo i contenuti della delibera di Giunta n° 398 del 28 Novembre 2016 si evidenzia che  ai soggetti attuatori dell’attività formativa viene concessa la possibilità di assumere nuovo personale nel rispetto “della loro organizzazione imprenditoriale”.  Il Governo se vuole venire incontro agli operatore del settore deve ribadire le leggi regionali esistenti al fine di far applicare agli enti gestori  il Ccnl della formazione professionale e le normative. Gli Uffici per il controllo dovrebbero essere più presenti per le verifiche, poiché trattasi di impiego di denaro pubblico. Basta annunci inutili. Purtroppo  gli Enti gestori hanno continuato ad assumere senza alcun ricorso all'albo regionale.


sabato 20 agosto 2016

Modello fac simile DOMANDA DI INSERIMIENTO NELL'ELENCO UNICO ADESAURIMENTO DEI LAVORATORI PROVENIENTI DAI SERVIZI FORMATIVIDI CUIALL'ART. 12 DELLA LEGGE REGIONALE N. 24/2000 E s.m.i.



Al Dirigente Generale Dipartimento lavoro 
Via Imperatore Federico n.70/B, 90143 Palermo

Il/la sottoscritto/a -----
nato/a ---- a ----  prov. ---- il ----
Codice Fiscale ----  e comune di residenza ----
prov. ---- indirizzo ---- n° ---
C.A.P. --- tel. n° ----
indirizzo PEC ----
CHIEDE
A codesto assessorato di essere inserito/a nell'elenco unico ad esaurimento dei lavoratori provenienti dai servizi formativi di cui all'art.12 della legge regionale 24/2000 come da decreto regionale 5 agosto 2016 
DICHIARA

- di avere svolto attività nei servizi  formativi  nell'ambito della legge 24/2000
nell'area funzionale ---- con il profilo ---- dal ---- al ----
- di essere iscritto all'albo degli operatori della formazione professionale di cui al D.A. n. 38/Gab dell'11 ottobre 2013

Si allega fotocopia di documento d'identità

Data----- firma----


Il fac-simile deve essere munito del   modulo della Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli artt.46 e 47 del D.P.R. n.445/2000 da produrre alla pubblica amministrazione o ai gestori di  pubblici servizi fornita dall'Amministrazione Regionale.

martedì 19 luglio 2016

CRISI SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA


Quello che sta succedendo nel settore della formazione professionale in Sicilia, è la clamorosa prova della lontananza della politica dalla vita vera della gente vera e, dunque, dai problemi reali che stanno attraversando i lavoratori, i licenziati, i sospesi, ecc… Iscritti all’Albo Regionale della Formazione Professionale della Sicilia.

Tutte le opzioni più o meno sensate e percorribili rese dal Governo Siciliano, per gestire davvero l’emergenza, del settore della formazione professionale, allo stato sono rimasti degli slogan e niente più. Questa situazione si è avuta per l’incapacità, degli Assessori di turno e della burocrazia, di essere determinati a risolvere il problema che ha investito migliaia di operatori.

In Sicilia la vita delle famiglie, che vivono grazie al settore formazione professionale, è resa difficile da un sistema che non applica le norme del settore, da complicazioni burocratiche, da non curanze amministrative, che hanno reso e lasciano il settore abbandonato a se stesso.

Il sistema vive una crisi dovuta a decenni di incurie che hanno innescato un declino sociale che influenza ed aggrava la crisi economica siciliana e che stanno subendo molti cittadini interessati a seguire i corsi di formazione per acquisire delle competenze.

Questa crisi a volte sfocia in ritorsioni, ricatti, nei confronti dei lavoratori da parte della casta che gestisce il sistema, in attesa di un’annunciata riforma voluta da tutti, che tarda a venire creando carenza di servizi, ed indebolimento della rete di solidarietà di base, lasciando i giovani in dispersione scolastica e gli adulti inoccupati e disoccupati senza senza una formazione per un’eventuale inserimento lavorativo.

Il presidente della regione è tutta la politica che lo sostiene devono rendersi conto che i lavoratori si trovano nel mezzo di una crisi economica, dovuta alla mancata certezza di un reddito e a pochi anni dalla maturazione dei contributi per la previdenza sociale. 

Operatori capaci di accettare le difficoltà ma necessitano di un sostegno economico tramite il lavoro e contributi, per accedere poi ad un sostegno sociale e contributivo.

Operatori che hanno subito un’ ingiustizia dovuta da chi gestisce il sistema della formazione professione da chi dovrebbe fare i controlli del settore sull’utilizzo dei finanziamenti.

Operatori pronti a denunciare questo cruciale periodo, questa condizione estrema, senza i paraocchi della retorica e dell’ideologia politica.


mercoledì 13 luglio 2016

RESOCONTO INCONTRI GOVERNO - PARLAMENTO


Più di 3000 famiglie senza un posto di lavoro e stanche di promesse che ancora non sono state mantenute.

Analisi che non fa una piega dopo quanto è accaduto durante i recenti incontri tenutisi a Palermo con il Ministro  Poletti, il Sottosegretario  Faraone, l'Assessore Miccichè e il Dirigente Silvia, e all'ARS presso la V commissione legislativa,  incontri durante i quali anche le sigle sindacalihanno fatto sentire la propria voce.

Ampia la protesta dello Snals Confasal, settore  formazione professionale, che dalla voce del coordinatore regionale, Giuseppe Milazzo, avanza lamentele per la colpevole inerzia dell’amministrazione regionale e tutto il governo in relazione al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate dei lavoratori in servizio presso alcuni Enti  Gestori; alla mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati dagli enti gestori; alla mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto; al mancato avvio dei progetti di politica attiva del lavoro e relativo impiego del personale che ha operato da anni nei servizi per l'impiego; alla mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga e altre forme di ammortizzatori sociali; al mancato rispetto delle norme legislative regionali a tutela del comparto e dei suoi operatori.


martedì 24 maggio 2016

IL FUTURO DEGLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE



Il sindacato e tutto quello che gira attorno dovrebbe essere lontano da qualsiasi interesse personale, dovrebbe essere immune da qualsiasi intrigo di carattere politico o peggio ancora di interessi che non hanno niente a che vedere con chi ci lavora per la tutela dei lavoratori e del sistema. Ci sono delle verità che superano le barriere del tempo e dello spazio, della sfiducia e della diffidenza. 

Il sindacato dovrebbe essere al di sopra di qualsiasi bassezza umana e chiunque lo usa per i propri interessi è un essere spregevole, non fosse altro perché mette sulla cattiva strada coloro che vogliono seguire veramente le regole, la trasparenza e il riordino del settore, il rispetto delle leggi e del CCNL, per la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori che vivono da anni nel settore della formazione professionale.
Sovvertire, cospirare, tramare hanno lo stesso senso; quello di cambiare quelle che sono le regole, cambiare il significato delle cose, cambiare l’ordine stabilito.
Alcuni vorrebbero far dire ad altri, quello che loro stessi non diranno mai pubblicamente,  per giustificare i propri interessi.  

Fidiamoci delle parole  vere che ci aiuteranno a conoscere la verità e a scartare tutte le convinzioni errate.  Ci sono delle cose nascoste che resteranno tali e ci sono delle cose che ci impongono di accettare senza spiegazioni e dare per verità assoluta, che durante gli incontri coni il governo verranno inesorabilmente confutate.

Riflettiamo su quello che abbiamo fatto nella nostra vita per prendere le decisioni  giuste, per cercare di sbagliare di meno, per guardare con serenità al nostro futuro. 
Il coordinatore regionale Snals  Confsal settore formazione professionale 
Giuseppe Milazzo 

venerdì 29 aprile 2016

NESSUNA NOTIZIA SUGLI ELENCHI DEI DIPENDENTI DELL’ANFE REGIONALE CON CONTRATTI DI SOLIDARIETA’

 

Oltre al danno la beffa per i lavoratori dell’Anfe regionale, che per due anni, nel vano tentativo di salvaguardare il posto di lavoro, ha attivato i contratti di solidarietà. 

Il  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  ha inviato, nello scorso mese di febbraio, una lettera per comunicare che “da un primo esame della documentazione emerge che al contratto di solidarietà in parola non risulta allegato l’elenco nominativo dei lavoratori coinvolti che, deve essere sottoscritto dai rappresentanti delle OO.SS. e dell’impresa”. 

I lavoratori non solo avanzano ancora 24 mensilità di retribuzione, relative al loro regolare lavoro già svolto, per di più, nonostante l’attivazione da parte dell’ANFE dei contratti di solidarietà, non hanno ancora ricevuto le spettanze integrative che avrebbe dovuto erogare il Ministero che, a quanto risulta, non è in possesso della documentazione richiesta per elargire le somme dovute. 

Inoltre il coordinamento regionale Snals confsal, settore formazione professionale,  constatato che i lavoratori dell’Anfe Regionale sono oramai arrivati all’inizio di maggio senza aver avuto ancora alcuna notizia ufficiale circa l’effettivo riconoscimento dell’integrazione salariale, ed avendo l’Anfe prolungato unilateralmente il periodo di sospensione al 30 giugno 2016, ha scritto all’Ente per conoscere informazioni precise riguardo all'accesso al beneficio di cui all’art. 30 del D.Lgs. n. 148/2015 - Fondo d’Integrazione Salariale (ex Fondo di Solidarietà residuale) presso il Ministero del Lavoro, secondo le deliberazioni di cui al verbale sindacale aziendale del 30/12/2015. I lavoratori, infatti, sono sospesi, a stipendio zero e senza contributi dall’ottobre del 2015. 

Più volte l’Ente ha comunicato l’accesso ad un fantomatico Fondo d’Integrazione Salariale (ex Fondo di Solidarietà residuale) ma a tutt’oggi i dipendenti non hanno ricevuto nulla. Ecco perché lo Snal Confsal  ha chiesto alla presidenza dell’Anfe Regionale, copie controfirmate da parte del legale rappresentante dell’Anfe, Paolo Genco, dei  documenti relativi  alla prima sospensione subita dai lavoratori a partire dall’autunno del 2015. 

Tra le richieste dello Snals Confsal, inviate a Genco, c’è quella di conoscere quale e se sia stato previsto un piano industriale dall’Anfe per il periodo a partire dal 30 Giugno 2016 sino al successivo avvio dei corsi.

Intanto i dipendenti continuano a “sopravvivere” senza stipendio provando a far fronte a situazioni economiche sempre più disperate nell’indifferenza degli Enti e della politica che, ancora oggi, non ha voluto  trovare una soluzione che salvaguardi i lavoratori, che in molti casi, sono nella formazione da oltre 25 anni. 

 


mercoledì 20 aprile 2016

METTIAMO IN SICUREZZA I LAVORATORI DELLA FP


Giuseppe Milazzo dello Snals Confsal settore formazione professionale, nel rivolgersi all’Amministrazione Regionale sottolinea che la stessa, prima di introdurre riforme ed importanti innovazioni, debba occuparsi di porre in sicurezza il personale garantendo la continuità occupazionale, così come più volte sostenuto dal Governo Regionale, nonché di adottare provvedimenti atti a regolarizzare il pregresso economico spettante agli enti di formazione, affinchè questi possano pagare gli stipendi arretrati al personale.
In dettaglio, per quanto riguarda la parte economica, si chiede di:
A) accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;
B) velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
C) affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga;
D) verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga;
E) risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo. 
Ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità.
Per quanto riguarda la garanzia della continuità occupazionale del personale, si chiede:
1) L'applicazione dell’Albo, di cui all’art. 14 della legge regionale 24/76, dare, la possibilità a ciascun lavoratore di potervi accedere per ispezionarlo ed aggiornarlo con eventuali nuovi titoli acquisiti, riqualificazioni e/o aggiornamenti effettuati;
2) l’elaborazione di una Circolare Assessoriale che evidenzia una direttiva chiara sulle procedure di applicazione della mobilità del personale della formazione professionale (bisogna ripartire dall’Allegato 12 del CCNL in sintonia e coerenza normativa con la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 e la Circolare Assessoriale n. 10 del 5 ottobre 1994 e della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002 art. 39. Quindi porre espresso divieto di licenziamento e di applicazione della legge n. 223/91, recepita nelle procedure della legge regionale n. 10 del 7 giugno 2011 e sua applicazione nella Circolare Assessoriale n. 22 del 12 agosto 2011 attraverso la legge n. 2/2009);
3) di procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico e, a quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o licenziati anche per giusta causa;
4) fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento dell’Avviso n. 20/2011 (da maggio 2016 in poi), al fine di evitare che gli enti di formazione adottino procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.
Il Coordinatore regionale settore formazione professionale
Giuseppe Milazzo

giovedì 7 aprile 2016

LETTERA APERTA PER IL PRESIDENTE CROCETTA



OSSERVAZIONI SUL RIORDINO  DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Egregio Presidente del Governo Siciliano,
le riferisco in qualità di coordinatore regionale Snals Confsal del settore della formazione professionale,  che non condivido ciò che è stato da Lei dichiarato domenica in merito alla formazione professionale e siamo pronti al confronto  per il raggiungimento di quegli obiettivi che possono dare un vero respiro a questo settore in Sicilia e a tutti i soggetti coinvolti.
Inoltre, mi corre l’obbligo di fare delle osservazioni su quanto da Lei dichiarato nei vari mass media. 
Innanzitutto, chi è in grado di garantire il servizio? 
Come tutti sanno, in Sicilia, a seguito di processi di riqualificazione e aggiornamento, sono presenti circa 8000 lavoratori professionisti, alcuni ancora in servizio a tempo indeterminato impegnati nel settore della formazione professionale, ed altri abbandonati e privi di incarico in attesa di un incarico o di sostegno al reddito. Cittadini Siciliani iscritti all’Albo regionale della formazione professionale  con esperienza maturata nel settore da più di 20 anni. In questi anni l’obiettivo del servizio reso ai cittadini siciliani è stato quello di formare corsisti interessati ad acquisire competenze e qualifiche, di riqualificare dipendenti pubblici e funzionari della pubblica amministrazione e di svolgere politiche attive del lavoro attraverso percorsi di orientamento alla ricerca attiva del lavoro. Persone che si sono impegnate, e continuano ad impegnarsi, con dedizione e professionalità in tutti gli Enti, e non più  presso i CPI e presso i Comuni siciliani dislocati nelle diverse province della Sicilia.
Tutti  hanno lavorato, e continuano a lavorare, regolarmente e giornalmente, ma non hanno mai percepito, come di diritto,  lo stipendio con cadenza mensile.
Allora credo che occorre “attenzionare”  questo aspetto che, secondo la nostra organizzazione, non è marginale ma fondamentale.
Inoltre, chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese?
E’  in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?
In Sicilia è necessaria una struttura snella, cioè capace di operare in maniera fluida evitando  lungaggini burocratiche, e che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi il DURC.   
La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti; siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.
Siamo pronti a discutere con tutti coloro che hanno la volontà e la concretezza di creare una struttura valida ed efficace nell’erogazione del servizio. 
Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non “passa carte”, agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e politiche attive del lavoro, altrimenti continuiamo a creare un carrozzone che non sarà per niente utile alla Sicilia ed ai siciliani.

venerdì 12 settembre 2014

AZIONE COLLETTIVA DI RISARCIMENTO

 Lo SNALS CONFSAL SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE invita tutti gli operatori interessati ad avviare l’azione “gratuita” collettiva di risarcimento del danno economico, patrimoniale e morale (CLASS ACTION) a mandare all’indirizzo snalsconfsal@gmail.com oppure ricorsisnalsconfsal@gmail.com i propri dati anagrafici, l’ente presso cui svolgono o hanno svolto servizio, corredando il tutto con la fotocopia del documento di riconoscimento.


 i propri dati anagrafici, l’ente presso cui svolgono o hanno svolto servizio, corredando il tutto con la fotocopia del documento di riconoscimento.


martedì 9 settembre 2014

COMUNICATO SNALS CONFSAL


Ieri si è svolta la prima giornata programmata di sciopero del settore, per tentare di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla drammatica situazione in cui versa attualmente il settore della Formazione Professionale in Sicilia, dopo che l’amministrazione regionale ha disatteso tutti gli accordi raggiunti e buona parte delle leggi che regolano il settore, ed in particolare quelle a tutela del personale di tutte le tre filiere della Formazione (interventi, Servizi ed Obbligo Formativo), creando  situazioni di particolare e grave disagio personale e familiare a agli operatori del settore.

Data l’enorme platea  (si parla di 8.000 famiglie), le inadempienze dell’amministrazione Crocetta, hanno condotto a quello che oggi possiamo definire un grave disagio sociale; il quale può sfociare, se irrisolto dalle istituzioni, in disordini sociali di vasta portata.

La scrivente organizzazione sindacale, ha provveduto anche ad incontrare i propri legali, sia civili che penali,  al fine di avviare: da una parte: una class action di tipo risarcitorio per la colpevole inerzia dell’amministrazione: in relazione al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate da oltre un anno (oltre i 2 anni in qualche caso), creando, per questa via, grave e reiterato nocumento economico, patrimoniale e morale agli stessi operatori; dall’altra, consegnando agli avvocati, un imponente dossier documentale per verificare quali siano i profili penalmente rilevanti del comportamento dell’amministrazione regionale retta dal trio Crocetta - Scilabra - Bruno. Questo sia sotto il profilo dell’inerzia (mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati; mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto; mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga; Il mancato rispetto delle norme legislative regionali a tutela del comparto e dei suoi operatori) e sia sotto il profilo delle azioni condotte in danno degli operatori stessi.

Lo SNALS CONFSAL SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE invita tutti gli operatori interessati ad avviare l’azione “gratuita” collettiva di risarcimento del danno economico, patrimoniale e morale (CLASS ACTION) a mandare all’indirizzosnalsconfsal@gmail.com i propri dati anagrafici, l’ente presso cui svolgono o hanno svolto servizio, corredando il tutto con la fotocopia del documento di riconoscimento.



OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...