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sabato 7 gennaio 2017

AVVISO 8: PROMESSE DI PINOCCHIO

È bello che, durante un periodo di difficoltà, ci sia sempre un politico che da conforto e coraggio.

Alcune volte si promette, si dice qualcosa, e poi dopo neanche molto tempo si é giá dimenticato.

mercoledì 17 febbraio 2016

COMUNICATO - sentenza Tribunale Sezione Lavoro



Il Coordinatore Regionale Giuseppe Milazzo  SNALS CONFSAL, settore Formazione Professionale, accoglie con entusiasmo la sentenza emessa dal Tribunale di Termini Imerese – Sezione Lavoro – nella persona del Giudice dott. Roberto Rezzonico, con la quale viene sancito, in maniera definitiva, ciò che con veemenza è stato sempre sostenuto da codesta O.S., ossia, che la Regione Sicilia - Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale – quale organo erogatore e garante del servizio, deve farsi parte attiva della tutela retributiva e occupazionale degli operatori del comparto della formazione professionale.

Con espresso riferimento alla cennata sentenza, in merito alla pozione dell’Assessorato regionale dell’Istruzione e Formazione Professionale, si statuisce che è: “indiscusso orientamento giurisprudenziale secondo il quale, in tema di rapporti di lavoro conclusi da enti di formazione professionale ammessi ad appositi finanziamenti pubblici…è configurabile un rapporto di garanzia c.d. impropria fra Ente finanziatore ed Ente di formazione, con conseguente ammissibilità della chiamata in causa del primo su impulso del secondo, convenuto per l’adempimento”.

Ed ancora: “Considerata l’essenzialità della formazione professionale ai fini dell’ingresso del mondo del lavoro e quindi della tutela di valori costituzionali fondanti la Repubblica (cfr. artt. 1,4,34 e 35 Cost.), la già avvenuta erogazione del servizio pubblico formativo da parte dell’XXXXXX (omissis) avrebbe comunque imposto l’erogazione del finanziamento per consentire all’Associazione di far fronte ai propri oneri contrattuali verso i propri dipendenti, e ciò anche nell’ottica dei doveri di buona fede e solidarietà economica e sociale ( art. 2 Cost.)”.

Il Giudice del Lavoro, conclude la propria pronuncia con una condanna nei confronti dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale a pagare all’Ente convenuto in giudizio tutte le somme da questo dovute ai lavoratori oltre le spese di lite.

Lo scenario che adesso si apre aggiunge davvero speranza al settore, poiché, in forza a tale provvedimento giudiziario:

1. gli enti di formazione, una volta conclusi i servizi formativi, qualora non avranno percepito le somme loro spettanti (anche in conto di anticipo), potranno rivalersi sull’Assessorato in questione per il recupero di quanto dovuto ai lavoratori. Gli enti, altresì, potranno anche richiedere il risarcimento del danno cagionato per lamancata erogazione dei finanziamenti autorizzati e non contestati da parte dell’Amministrazione, che non potrà più sottrarsi al proprio ruolo di co-responsabile solidale.
2. i lavoratori del comparto, potranno escutere direttamente, dopo essersi muniti di valido titolo esecutivo, anchel’Assessorato de quo, in quanto essendo Ente Promotore e Coordinatore del servizio formativo, ne diviene automaticamente e giuridicamente Garante.

Ci si auspica, adesso, da parte dell’Amministrazione regionale, un nuovo approccio al Sistema formativo ed una maggiore collaborazione con la Scrivente Organizzazione Sindacale, per definire un quadro operativo efficiente, efficace e che possa riparare al più presto i danni inferti al settore della Formazione Professionale.

giovedì 20 agosto 2015

OSSERVAZIONI AVVISO 1_2015



Il Coordinamento Snals Confsal settore formazione professionale, dopo un’attenta analisi del bando relativo all’avviso 1/2015, pubblicato dall’Amministrazione Regionale siciliana nel mese di agosto, ne disapprova i contenuti, in quanto gli stessi non tengono conto della legge regionale n. 24/76 e ss.mm.ii., del CCNL di categoria, degli ultimi accordi sindacali sottoscritti tra la scrivente O.S. e la Regione Siciliana del 3 giugno 2013 e del 5 agosto 2014, in merito alla riallocazione  del personale iscritto all’albo, ed alla puntualità delle retribuzioni.
Ancora una volta, dal sopracitato bando, appare evidente che i lavoratori della formazione professionale non saranno garantiti:
-          non si evince che il solo personale impiegabile è il personale iscritto all’Albo degli operatori della formazione professionale, che la Regione Siciliana ha individuato, qualificato e censito con risorse proprie, da ultimo dal D.D.G. n. 4228 del 1 agosto 2014. Pertanto, nel pieno rispetto delle leggi regionali di settore, si chiede di inserire tale requisito di accesso;
-          fermo restando l’impiego prioritario del personale con anzianità di servizio superiore ai 10 anni, si ritiene legittimo anche l’utilizzo del personale assunto dal 2005 al 2008;
-          con questo bando si torna ai vecchi e non funzionali scaglioni di erogazione delle somme (50-30-20), limitando i trasferimenti alla disponibilità economica della Regione Siciliana; (nel precedente avviso n. 20/2011 si era pervenuto, giusti Accordi sindacali del 3 giugno 2014 e 5 agosto 2014, all’ammissione del finanziamento in acconto pari al 50% all’avvio delle attività progettuali, il 40% all’avvio delle attività d’aula, il 10% alla rendicontazione con l’obbligo degli enti di formazione di dover pagare l’intera quota annua del personale con il 90% di acconto - D.D.G. n. 6494 del 13 novembre 2014);
-          altri elementi negativi: il mancato richiamo al DPR 207/2010, nel caso in cui gli enti di formazione non potranno pagare le retribuzioni ai lavoratori (artt. 4 e 5) e l’avere stabilito come unico parametro di valutazione l’elemento premiale di soli 4/100 di punteggio agli enti che impiegano il personale incluso nell’albo degli operatori;
-          gli scaglioni imposti agli enti favoriscono altri licenziamenti: sarebbe stato più opportuno stabilire un elemento premiale per fare scegliere il numero maggiore di unità impiegate dell’albo, anche con incentivi per le assunzioni da questo elenco ad esaurimento, piuttosto che l’utile a collocarsi al minimo del “range” (es. range 9-16, gli enti, a parità di finanziamento a 9 ed a 16 unità in ruolo, preferiscono far lavorare di più le 9 unità, piuttosto che prenderne 16).

Per concludere, dall’analisi dell’avviso 1/2015 emergono delle criticità sulla salvaguardia occupazionale dei lavoratori. Ci si chiede come l’amministrazione regionale intenda muoversi per garantire quella notevole fetta di lavoratori che rimarrebbero esclusi dall’Avviso n. 1/2015, sia per anzianità di servizio (10 anni) che per quantità di finanziamento.
Pertanto il coordinamento regionale  Snals Confsal settore formazione professionale chiede un incontro  urgente con l’Amministrazione Regionale per individuare il metodo che eviti la fuoriuscita di altro personale dal settore nonché la ricollocazione del personale già escluso ingiustamente.


TABELLE CON ALCUNI ESEMPI DI PROIEZIONI E RIPARTIZIONI
COSTI DEL PERSONALE

lunedì 11 maggio 2015

ACCORDO DA RISPETTARE???


L’accordo “Garanzia Giovani: formazione mirata”, firmato l’8 aprile 2015 da questa Organizzazione Sindacale con le Associazioni degli Enti di Formazione Professionale, sta provocando molta confusione all’interno di quegli Enti che hanno nel loro organico personale addetto alle politiche attive del lavoro.
Nell’impiego di tale personale, i vari Enti non stanno adottando  una linea comune provocando in tal modo un’ingiusta diversità di trattamento del personale in questione.
Considerando che non c’è stata nessuna apertura da parte del Governo per la salvaguardia degli Operatori delle Politiche attive del lavoro, lo SNALS Confsal settore formazione professionale, pur non essendo pienamente soddisfatto, ha firmato quest’ accordo, da un lato per dare la possibilità agli Enti di ricevere i finanziamenti previsti per la garanzia giovani dall’altro per permettere ai suddetti operatori di mantenere il loro posto di lavoro all’interno degli Enti di appartenenza e non, in attesa che la riforma del settore ne trovi la giusta e definitiva collocazione.
Dalle segnalazioni pervenute, veniamo a conoscenza di Enti che stanno adottando dei sistemi poco “democratici”,  obbligando il personale a formulare richieste di aspettative non retribuite come unica alternativa al licenziamento.

A tal proposito si ribadisce che, come sempre, la scrivente organizzazione sindacale   promuoverà tutte le azioni necessarie per il ripristino della legalità e del rispetto delle regole, vigilando sul giusto rapporto Ente-lavoratore.  

giovedì 26 febbraio 2015

LETTERA APERTA PER IL PRESIDENTEdella Sicilia CROCETTA


OSSERVAZIONI SUL RIORDINO  DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Egregio Presidente del Governo Siciliano,
le riferisco in qualità di coordinatore regionale Snals Confsal del settore della formazione professionale,  che non condivido ciò che è stato da Lei dichiarato domenica in merito alla formazione professionale e siamo pronti al confronto  per il raggiungimento di quegli obiettivi che possono dare un vero respiro a questo settore in Sicilia e a tutti i soggetti coinvolti.
Inoltre, mi corre l’obbligo di fare delle osservazioni su quanto da Lei dichiarato nei vari mass media.
Innanzitutto, chi è in grado di garantire il servizio?
Come tutti sanno, in Sicilia, a seguito di processi di riqualificazione e aggiornamento, sono presenti circa 8000 lavoratori professionisti, alcuni ancora in servizio a tempo indeterminato impegnati nel settore della formazione professionale, ed altri abbandonati e privi di incarico in attesa di un incarico o di sostegno al reddito. Cittadini Siciliani iscritti all’Albo regionale della formazione professionale  con esperienza maturata nel settore da più di 20 anni. In questi anni l’obiettivo del servizio reso ai cittadini siciliani è stato quello di formare corsisti interessati ad acquisire competenze e qualifiche, di riqualificare dipendenti pubblici e funzionari della pubblica amministrazione e di svolgere politiche attive del lavoro attraverso percorsi di orientamento alla ricerca attiva del lavoro. Persone che si sono impegnate, e continuano ad impegnarsi, con dedizione e professionalità in tutti gli Enti, e non più  presso i CPI e presso i Comuni siciliani dislocati nelle diverse province della Sicilia.
Tutti  hanno lavorato, e continuano a lavorare, regolarmente e giornalmente, ma non hanno mai percepito, come di diritto,  lo stipendio con cadenza mensile.
Allora credo che occorre “attenzionare”  questo aspetto che, secondo la nostra organizzazione, non è marginale ma fondamentale.
Inoltre, chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese?
E’  in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?
In Sicilia è necessaria una struttura snella, cioè capace di operare in maniera fluida evitando  lungaggini burocratiche, e che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi il DURC.  
La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti; siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.
Siamo pronti a discutere con tutti coloro che hanno la volontà e la concretezza di creare una struttura valida ed efficace nell’erogazione del servizio.
Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non “passa carte”, agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e politiche attive del lavoro, altrimenti continuiamo a creare un carrozzone che non sarà per niente utile alla Sicilia ed ai siciliani.
GIUSEPPE MILAZZO
                                                                       Coordinatore regionale settore formazione professionale

martedì 3 febbraio 2015

LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE CARUSO


 

Egregio Assessore Caruso,

se tra i Suoi impegni politici c’è, come da Lei stesso dichiarato, l’impegno per la salvaguardia occupazionale degli operatori delle politiche attive del lavoro, e non quello di farne “macelleria sociale”, La invito a focalizzare l’attenzione su una parte del decreto sugli interventi formativi dei corsi a catalogo. Mi riferisco a quella parte che indica la partecipazione esclusiva all’attivazione di tali interventi da parte di quegli Enti che hanno come requisito “5 anni di attività negli sportelli multifunzionali”. Tale parte, a mio avviso, potrebbe essere modificata ed includere alla partecipazione per l’attivazione degli interventi di tali corsi “gli Enti che si impegnano ad utilizzare prioritariamente il  personale che ha operato negli sportelli multifunzionali”. 

In questo modo si applicano le leggi regionali ed il CCNL di categoria, si continua ad impiegare personale specializzato con esperienze ultra decennali nel settore delle politiche attive del lavoro, garantendone la salvaguardia occupazionale.


Il coordinatore regionale settore formazione professionale 

Giuseppe Milazzo 

giovedì 29 gennaio 2015

NOI CONTESTIAMO CON FORZA LE DICHIARAZIONI DELL'ASSESSORE CARUSO

Lo Snals Confsal contesta le dichiarazioni rese dall’Assessore al Lavoro Caruso in merito alle sorti del sistema dei servizi per il lavoro e sulla sorte dei lavoratori che vi operano. L’inesperienza sua e di questo Governo Regionale nel programmare, progettare e nell’eseguire le attività di orientamento e, più in generale, il sistema delle politiche attive del lavoro sta cagionando ingenti danni alla Regione Siciliana ed ai suoi cittadini. Infatti di recente il Governo Regionale ha perso circa un miliardo e duecento milioni (1,2 miliardi) di euro dei fondi del Piano di Azione e Coesione, risorse che sono tornate in disponibilità dello Stato e che non sono più in disponibilità dei cittadini siciliani. Il Quadro Strategico Comune dell’U.E. (risorse economiche europee) in Sicilia non è stato ancora attuato, come se la Sicilia fosse disinteressata a questa programmazione ed a questi soldi. I Programmi Operativi del nuovo Fondo Sociale Europeo 2014-2020 per circa un miliardo e duecentotrenta milioni di euro (1,230 miliardi di euro) e del Fondo Economico per lo Sviluppo Regionale per circa cinque miliardi e settecentoventinove milioni di euro (5,729 miliardi) con una dotazione economica complessiva pari a 6.959,2 milioni di euro, che la Regione Siciliana dovrebbe attivare, non sono stati ancora programmati per la loro attuazione. Noi siciliani perderemo pure questi soldi? Altre ancora sono le dimostrazioni dell'inesperienza amministrativa e gestionale dell’Assessore Caruso e di questo Governo Regionale, come il fatto che il Governo Regionale e l’assessore al lavoro si sono dovuti prostrare al cospetto del Governo Nazionale per ottenere la possibilità di attivare in ritardo la Garanzia Giovani (Youth Garantee) e di poterne spendere le risorse per i giovani siciliani, diritto concesso per grazia ricevuta a causa del notevole ritardo sull’avvio delle procedure. Inerzia, superficialità ed incapacità si stanno concretizzando nella chiusura di servizi, nella dispersione di risorse economiche esterne al bilancio regionale e nel consequenziale licenziamento di lavoratori siciliani, anche di settori utili e/o necessari: comunque nulla giustifica il licenziamento e la chiusura dei servizi a fronte della restituzione di somme di denaro finalizzate. Si assiste a singoli interventi di avvisi sporadici per la spesa di risorse che, sua bontà, l’U.E. continua, con pazienza, a metterci a disposizione, ancorché privi di una programmazione seria, utile e collegata alla transizione da una gestione della vecchia P.A. ad un’amministrazione moderna e comunitaria. Questa incapacità viene liquidata dall’Assessore al Lavoro, pescato fresco fresco, nei suoi comunicati dell’ultima ora nell’impossibilità di mantenere “personale inutile”. Noi contestiamo con forza, in questa ed in tutte le sedi in cui potremo intervenire, un modus operandi ed una terminologia pronunciata da persone che nulla hanno a che vedere con la Buona Politica. Noi contestiamo con forza, in questa ed in tutte le sedi in cui potremo agire, la chiusura di servizi e di sistemi di lavoro ed il consequenziale licenziamento del personale. Noi contestiamo con forza, in questa ed in tutte le sedi in cui potremo comunicare il nostro pensiero, che i soldi messi a disposizione dall’U.E. e dallo Stato vadano dispersi da parte di una Regione Siciliana al collasso. Noi contestiamo con forza l’uso eccessivo della Cassa Integrazione come strumento di programmazione per sostenere i servizi del lavoro e la formazione professionale, i lavoratori vogliono lavorare, dare servizi agli utenti, spendere tutte le proprie professionalità. Noi contestiamo con forza l’azione dell’Assessore al Lavoro Caruso e del Governo Regionale Crocetta che mostrano incapacità ed insensibilità politica nei comunicati come quello della giornata di ieri. Noi promuoveremo e parteciperemo con forza ad azioni di sciopero ed ogni manifestazione che siano volte alla difesa del lavoratore del sistema della formazione professionale per vantare il diritto al lavoro, al rispetto del Contratto Collettivo di Lavoro, alla continuità lavorativa ed alla retribuzione puntuale.

venerdì 14 novembre 2014

ANCORA FUMO NEGLI OCCHI PER I LAVORATORI DEL SETTORE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

Abbiamo appreso dai media che si è svolta una riunione  con altre sigle sindacali che evidentemente sono disponibili a firmare un foglio bianco senza certezze sul futuro dei lavoratori del settore delle politiche attive del lavoro (ex Sportelli Multifunzionali). 

Per quanto prospettato e appreso dai media in merito all’eventuale impiego  dei lavoratori, noi non siamo d'accordo né per i modi né per i contenuti. Siamo anzi preoccupati, sia per il futuro dei lavoratori che per quello dei cittadini siciliani privi di occupazione (379.000 disoccupati in Sicilia -  dati Istat)  che non  potranno essere orientati nella ricerca attiva del lavoro.  La nostra organizzazione sindacale  ed i lavoratori ha bisogno di risposte serie e concrete non il solito fumo negli occhi. Il dirigente del Dipartimento è a conoscenza che lo Snals Confsal è firmatario del CCNL e ci sembra strano il non averci trasmesso alcuna convocazione da parte dell’assessorato.


lunedì 6 ottobre 2014

7 OTTOBRE CONTINUA LA MOBILITAZIONE


 

 

Di nuovo in piazza a manifestare i lavoratori del settore della Formazione. Domani mattina infatti riparte la mobilitazione di tutti gli operatori della Formazione Professionale in Sicilia che a partire dalle ore 10 faranno sentire la loro presenza e soprattutto la loro rabbia davanti la Presidenza della Regione. Una partecipazione in massa è annunciata dalle sigle sindacali Snals, Cobas e Cisl scuola.

Sono troppi ormai, infatti, i mesi di attesa per delle promesse mai mantenute.

Promesse su promesse si accumulano nel tempo così come gli impegni presi dal governo siciliano e come anche gli stipendi dei lavoratori che si sentono quindi presi in giro dal governo regionale guidato da Rosario Crocetta. 

 

“Non è più possibile ascoltare proclami e registrare impegni disattendendoli puntualmente e facendo macelleria sociale. Gli oltre 8.000 lavoratori del sistema sono ridotti alla fame e senza prospettive di lavoro immediate e future”, dichiara il Coordinatore Regionale Snals - Sindacato Nazionale Autonomi Lavoratori Scuola – aderente alla Confsal, Giuseppe Milazzo. 

 

Una situazione insostenibile quella dei lavoratori della Formazione che si trovano ad affrontare una difficilissima situazione economico sociale e non hanno nessuna certezza per il futuro. Eppure più volte, e l'ultima appena la settimana scorsa durante la grande e partecipata manifestazione regionale che si è fatta notare per le strade di Palermo, il governo di Rosario Crocetta ha ribadito le promesse fatte: la ripresa delle attività e dei servizi con la relativa ricollocazione dei lavoratori; lo sblocco reale dei pagamenti delle spettanze arretrate e correnti; le risorse e gli strumenti di garanzia del reddito e del lavoro per i lavoratori in attesa ricollocazione per tutti i lavoratori licenziati e sospesi che continuano a rimanere in attesa di risposte per il loro reimpiego.

 

“Continuiamo a non avere riscontri concreti per il superamento delle tante problematiche dei lavoratori di tutte le filiere della Formazione Professionale in Sicilia. Una storia paradossale soprattutto se si pensa alla bandiera della legalità e della giustizia issata da Crocetta a vessillo della sua amministrazione. Dove sono i riscontri concreti alle tante belle parole?”, si chiede Milazzo.

“Stavolta le chiacchiere, i rinvii e le promesse sono ancora più grandi e mentre non ci sono risultati concreti né passi in avanti”, aggiunge. 

“Valuteremo nel merito la concretezza e la credibilità delle proposte del Governo a cui potremo contribuire, come sempre abbiamo cercato di fare, ma vogliamo soluzioni vere.


Desirée Miranda

 


martedì 29 luglio 2014

INCONTRO ARS POLITICI CIAPI OO.SS

                                             

Non sappiamo ancora se l’incontro tenutosi ieri 28/7/2014  in commissione bilancio possa finalmente sbloccare la lunga vertenza intorno al progetto Youth Guarantee e la ripresa lavorativa della platea dei lavoratori interessati.

Ovviamente auspichiamo di si, e confidiamo nel buon senso delle parti.

Tuttavia malgrado la disponibilità oggettivamente manifestata dalla presenza di tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella difficile vertenza non riteniamo che si siano sciolti i veri nodi della vicenda.

Come abbiamo già scritto due sono le questioni dirimenti per il futuro dei lavoratori ex Spartacus:

- la necessaria chiarezza intorno al ruolo del Ciapi di Priolo quale polo pubblico della nuova formazione professionale e nello specifico delle politiche attive del lavoro;

- quali saranno le attività future insieme ed oltre il progetto Youth Guarantee.

Su tali temi  si sono registrati  veri e propri passi indietro da parte del Governo.

L’assessore Bruno infatti attraverso una improbabile ed anche semplicistica analisi storica sulle politiche attive in Sicilia ha ritenuto “ un errore storico” l’esperienza degli sportelli multifunzionali inaugurata con la legge 24/2000.

In verità ,tenuto conto delle infinite inadempienze contrattuali subite dai lavoratori, anche noi la pensiamo allo stesso modo.

Ma che c’entrano i lavoratori?

Perché debbono pagare più volte le scelte miopi della mala politica e della mala amministrazione?

Sarebbe come dire per esempio che siccome i lavoratori forestali sono ventimila ed oltre, la colpa di questo sfacelo è dei forestali medesimi !

Noi invece riteniamo che i responsabili delle scelte fatte nel passato anche remoto siano esclusivamente da ricondurre alle scelte della mala politica.

Il sindacato tutto e sottolineamo tutto, nella vicenda Youth Gurantee, ha dato prova di "provare" a cambiare rotta; perfino mettendo in discussione consensi e  privilegi consolidati nel tempo.

Ma il governo regionale continua a non avere una visione complessiva intorno alla questione decisiva per il futuro della Sicilia e cioè la trasformazione di  ampie aree di lavoro improduttivo in lavoro "produttivo" ed utile per la collettività.

Come si possono chiedere sacrifici ai lavoratori della formazione se si continuano a sperperare milioni di euro a pioggia con logiche clientelari ?

Infatti non si può!!

Dunque l’assessore Bruno dia subito un taglio a queste indagini sociologiche improvvisate ed insieme all’intero governo ci faccia sapere con chiarezza quale futuro intende proporre ai lavoratori.

Sappia però che non accetteremo mai ed in nessun modo che i lavoratori della formazione siano gli unici a pagare per gli sperperi della mala politica e di dirigenti infedeli che sono sotto inchiesta.

Siamo disposti ed impegnati a cambiare il lavoro a renderlo più moderno e produttivo ma non possiamo accettare la pulizia etnica di un intero settore.      

    



mercoledì 21 maggio 2014

“Vendita del complesso aziendale Cefop in as”. A che punto siamo?


Prima notizia: il ministero dello sviluppo economico ha convocato per Venerdì  p.v. sindacati, commissari e regione Sicilia.
Seconda notizia: l’avvocatura dello stato non si è ancora espressa in riferimento ai quesiti posti in essere dal dipartimento della formazione professionale della regione Sicilia.
Terza notizia: nell’attesa che si sciolgano i nodi il consorzio Cerf, cioè l’acquirente del Cefop, ha già assunto alcuni dei 400 lavoratori (pare 8) selezionati dal bando pubblicato dal Cerf? Dal Cefop in as? ( Confessiamo che ancora non abbiamo   capito…… )
Quarta notizia: i corsisti  cioè gli utenti finali sono in attesa di svolgere gli esami dato che hanno completato il loro percorso di formazione professionale nell'Ente Cefop in a.s.
I Corsisti sostengono, a ragione, che la mancata espletazione degli esami preclude loro la possibilità di ricevere la qualifica professionale utile per l'inserimento nel mercato del lavoro.
Quinta notizia: per quanto riguarda il pagamento degli stipendi arretrati dei lavoratori  non vi sono ad oggi soluzioni.
Sesta notizia: dei contributi e degli stipendi  non versati e non retribuiti ai lavoratori riassunti dal Cefop in as nessun riscontro positivo.
Settima notizia: i moduli compilati dai lavoratori per il fondo di tesoreria dell’Inps (MV 32 e MV34) sono  inspiegabilmente ancora fermi negli uffici del Cefop in as.
Ottava notizia: malgrado la richiesta, inoltrata dalla scrivente organizzazione sindacale al Dipartimento Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, di accesso agli atti inerenti le spese di gestione sostenute dai commissari del cefop in as ( Vedi Live Sicilia del 24 febbraio 2014), scandalosamente non abbiamo nessun riscontro.
Finite le notizie in attesa che qualcuno abbia l’eleganza di fornire informazioni in merito ai punti di cui sopra, non ci resta che passare agli interrogativi.
Procediamo in ordine sparso:
Come mai il consorzio Cerf, che pare non retribuisce da mesi i propri dipendenti, assume i lavoratori del Cefop in as?
Come mai il Cerf pone in essere nuove assunzioni che mettono ancora di più a rischio il diritto alla retribuzione dei propri dipendenti?
Perché sono stati assunti proprio questi lavoratori?
Chi pagherà e come questi lavoratori?
C’è forse qualcuno che continua a dare garanzie al Cerf in riferimento al completamento delle procedure di vendita del cefop in As?
O addirittura qualcuno garantisce sul riscontro positivo del parere dell’ avvocatura dello stato?
Come mai nessuno, tranne chi scrive, ha chiesto spiegazioni o fornito informazioni in riferimento alla natura delle risorse economiche utilizzate dai commissari straordinari e soprattutto intorno alla corretta gestione di queste?
Perche malgrado i termini perentori comunicati ai lavoratori di presentazione dei moduli mv32 ed mv34, tali documenti restano nei cassetti del Cefop in as?
Perche ancora silenzio in riferimento ai contributi ed agli stipendi, sul lavoro svolto l'ente non gli ha mai erogati ai lavoratori?
Qualcuno, a parte le chiacchiere, ha soluzioni?
Ovviamente in attesa delle risposte non ci sottraiamo certo ad alcune considerazioni:
la vendita del complesso aziendale cefop in as è un vero pasticcio!
Cosi come è un altrettanto pasticcio tutta la gestione dell’amministrazione straordinaria del Cefop in as  che non solo non  ha sciolto i nodi in riferimento alla responsabilità della precedente gestione del Cefop ma anzi ha operato una vera macelleria sociale in spregio a norme e leggi.
La certezza è che la materia non è purtroppo più materia sindacale e la verifica intorno alla correttezza della gestione e delle procedure sarà materia dei tribunali.
 

sabato 9 novembre 2013

UN PASSO AVANTI NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI


"Sembra che che finalmente si veda un po' di luce in questo triste periodo per la formazione professionale siciliana",questo è il primo commento rilasciato dal coordinatore regionale dello SNALS CONFSAL, Giuseppe Milazzo, dopo la pubblicazione della direttiva dell'assessore Scilabra alla dirigente generale Corsello, sul trasferimento diretto degli stipendi ai lavoratori degli enti che hanno subito la revoca dell'accreditamento. La direttiva è infatti basata sul DPR 207/2010 che all'articolo5 disciplina l'intervento sostitutivo della stazione appaltante nel caso di mancato pagamento degli oneri retributivi da parte della ditta aggiudicataria. Nello specifico del settore della formazione professionale siciliana, la direttiva sollecita "ad adottare le procedure più opportune per sbloccare i finanziamenti a valere sull'Avviso 20/2011 non ancora erogati agli enti gestori cui l'amministrazione ha revocato l'accreditamento e conferendo alle risorse da trasferire l'esclusivo vincolo di destinazione al pagamento delle spese per il personale dipendente".

"Da tempo lo SNALS CONFSAL si batte per questo che ad oggi sta per diventare un importante traguardo per i lavoratori della formazione", continua Milazzo, "si spera che tale direttiva diventi presto esecutiva anche perché i lavoratori sono stanchi e stremati dall'attesa di ciò che spetta loro di diritto, secondo la legge e il Ccnl". 

Altro scoglio da superare, oltre a quello fondamentale degli stipendi arretrati che pare si stia risolvendo, è l'immediata ricollocazione dei lavoratori di quegli enti che hanno ricevuto la revoca. "I lavoratori non possono subire colpe che non gli appartengono e l'amministrazione regionale deve salvaguardare il loro posto di lavoro, deve assicurare la restribuzione mensile e trovare velocemente una soluzione per regolamentare il sistema formazione in maniera concreta e nel rispetto della legge e del CCNL". 

"Lo SNALS CONFSAL auspica" conclude Milazzo "che il governo regionale e gli organi di competenza traducano in maniera concreta l'attenzione verso le esigenze dei lavoratori, i quali continuano a mantenere lo stato di agitazione




domenica 23 giugno 2013

Accordo tecnico tavolo trilaterale

Raggiunto l’accordo tecnico nel tavolo trilaterale tra la Regione siciliana Assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, la FLC CGIL, la UIL Scuola, la Cisl Scuola SNALS CONFSAL e le Associazioni degli enti FORMA, CENFOP, ASSOFOR, ASEF, ANFOP  che dà attuazione agli impegni assunti dalle parti sulla prosecuzione in continuità delle attività formative, anche per l’annualità 2013/2014.
Il soggetti presenti al tavolo hanno rilevato l’esigenza di potere rientrare nelle previsioni di spesa programmata, cioè in 220 milioni di euro con un possibile taglio di circa il 10% delle ore effettivamente svolte. Non verranno più finanziati i progetti (e le ore corrispondenti) non avviati, interrotti, o portati a termine con un numero di allievi inferiore al 50% degli utenti minimi previsti. Pertanto si procederà con la riedizione degli stessi corsi e con la stessa progettualità già assegnata agli enti di formazione per le attività didattiche dell’Anno Formativo 2012/2013, soprattutto per le linee FORGIO e FAS. Il taglio del 10% non dovrebbe incidere sui livelli occupazionali, in ogni caso i soggetti presenti si sono dati appuntamento per verificare che non vi siano ulteriori mobilità o aberranti licenziamenti, quindi eventualmente per farsi carico del mantenimento dei livelli occupazionali. Già la prossima settimana vi sarà un provvedimento dell’A.A. per dare avvio alle attività formative, stabilendo come data ultima di presentazione dei progetti esecutivi l’8 luglio 2013. Da quella data verranno emanati tutti i provvedimenti necessari ad avviare le attività didattiche.
Grazie all’accordo si conferma l’impegno delle parti all’abbattimento della spesa e all’innalzamento qualitativo della formazione professionale con il mantenimento dei livelli occupazionali.
Le attività formative proseguiranno senza soluzione di continuità, quindi il finanziamento terrà conto dell’intero anno a far data dall’8 giugno 2013 (data di cessazione formale – salvo proroghe - della prima annualità).
Le parti hanno condiviso il percorso per l’immediato avvio delle nuove attività e si sono aggiornate per affrontare le questioni relative all’OIF in prossima scadenza.
Per quanto concerne la Formazione Continua e Permanente essa verrà presa in considerazione in altra seduta con l’intenzione di proseguire l’esperienza con altra fonte finanziaria (probabilmente con le risorse della l. 236/93).
Lo Snals Confsal, avendo sollecitato in più occasioni la garanzia dell’offerta formativa sul territorio di Caltanissetta, auspica che l’Amministrazione Attiva pervenga in breve tempo ad una soluzione: ci sentiamo impegnati in tal senso a sollecitare, a fornire contributi e proposte.
Inoltre sarà convocato un apposito tavolo per la soluzione di tutte le problematiche occupazionali già prodotte in passato. Lo Snals Confsal, dalla prima ora contro i licenziamenti favorevole solo all’utilizzo delle risorse della CIGD (l.r. n. 10/11). Si conferma che il personale assunto al 31 dicembre 2008, anche se sospeso/licenziato/in CIGD, venga inserito nella ripristinata procedura prevista dalla Circolare Assessoriale n. 10/94. Qualcuno ha chiesto che essa venga aggiornata alle nuove normative ed al nuovo CCNL. Lo Snals Confsal nel pieno rispetto delle leggi dichiara che non sarà disponibile, però, a derogare rispetto ai limiti imposti, alle nuove assunzioni eseguite dopo i termini di legge e bloccate al 31 dicembre 2008. Questa data è da considerarsi - per quanto ci riguarda – una barriera preclusiva da cui non si possa prescindere. A tal proposito, giova precisare, che lo Snals Confsal negli scorsi giorni non ha sottoscritto la nuova lista di mobilità ai sensi della Circolare Assessoriale n. 10/94 presso il DTL Servizio del CPI di Palermo, in quanto l’elenco risultava incompleto di alcuni dati dei lavoratori e non a causa dell’istanza di inclusione del personale licenziato ed assunto dopo i termini di legge del 31 dicembre 2008. Nel momento in cui il DTL del CPI di Palermo fornirà gli elenchi completi, lo Snals Confsal seguirà le procedure secondo legge, ma sicuramente non sarà disponibile a firmare inserimenti di assunzioni certificate dopo la data prescritta.
Il Coordinatore regionale Snals Confsal settore formazione professionale  Giuseppe Milazzo ha espresso soddisfazione per l’importante passo percorso verso il riordino del settore della formazione professionale ed è certo che l’Amministrazione rispetterà, in tempi brevi, l’impegno assunto per il superamento della situazione emergenziale relativa ai pagamenti ed al mantenimento complessivo dei livelli occupazionali del personale assunto entro il 31 dicembre 2008.

venerdì 31 maggio 2013

DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE

Lo Snals Confsal settore formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a  più di 18 mensilità. Tale situazione sta creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale.
All’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, dalla nota prot. 2247 del 30/05/2013 avente per oggetto “attuazione piano straordinario per il lavoro in Sicilia: opportunità giovani – priorità 3”, si evince un netto taglio dei corsi f.p., situazione questa che mette fortemente a rischio la continuità lavorativa di una buona parte dei lavoratori del settore.
Pertanto, il Coordinatore Regionale Snals Confsal Giuseppe Milazzo nel precisare che l’atto emanato dall’Assessore Regionale  Istruzione e Formazione Professionale non è stato concertato e concordato con la scrivente, e nel rivendicare al Governo di concretizzare il proprio impegno assunto precedentemente sulle  sottoelencate richieste:   
-       accelerare i mandati di pagamento di tutto  il personale per dare la possibilità di percepire tutte le mensilità spettanti;
-  velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
-  affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
-  verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;
-  risolvere e sbloccare i pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità;
-  concentrare tutta l’attività del Dipartimento  Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,  per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
-  appurare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici,
-  controllare se ci sono le condizioni nei confronti  dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione dei procedimenti;
-  procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
-  fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali
DICHIARA
di aderire allo sciopero, manifestazione e corteo unitario a Palermo per giorno 4 Giugno indetto da FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola, e di intraprendere tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori.


giovedì 23 maggio 2013

RIUNIONE COORDINAMENTO REGIONALE SNALS CONFSAL


Giorno 21 maggio alle ore 15,30 presso i locali dell’Ecap di Catania si è riunito il coordinamento regionale dello Snals Confsal. Erano presenti i componenti del coordinamento regionale del settore della formazione professionale, i coordinatori provinciali e le RSA. Numerosi i presenti di tutte le province siciliane.
Ha preso la parola Danilo Gelsomino che ha esplicitato l’attività sindacale svolta e le direttrici che hanno ispirato i tanti documenti e proposte inviate agli enti di formazione ed all’Amministrazione Regionale. I principi, su cui si è ispirata l’attività sindacale, sono stati la salvaguardia dei livelli occupazionali, quindi anche il recupero del personale del settore ingiustamente licenziato, sospeso e posto in Cigd, il pagamento delle retribuzione ed il rispetto del CCNL di categoria e della legge.
E’ stata avviata una proficua collaborazione con l’Amministrazione Regionale, che ha recepito seppur con notevole ritardo le nostre proposte. In primo luogo il presupposto del dialogo è stato il principio della salvaguardia occupazionale dei lavoratori e dell’illegittimità dei licenziamenti, quindi si è concertato di non avallare più comportamenti degli enti di formazione volti a liberarsi del personale a tempo indeterminato per trasformarlo in contrattisti a progetto, perché tali procedimenti risultano contrari al CCNL ed alla legge del settore. Quindi sono stati avviati dei percorsi funzionali al recupero del personale ingiustamente sospeso dal sistema della formazione professionale. E’ stata ripristinato, attraverso la nota n. 27703 del 24 aprile 2013 firmata dal Dirigente Regionale Generale, il vigore della Circolare Assessoriale n. 10/94, che applica la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 ed il CCNL di categoria che richiama espressamente per quanto concerne i processi di mobilità del personale il CCNL 1994-97 art. 26, in base alle quali normative si conferma l’illegittimità del licenziamento dei lavoratori. Questa O.S. è firmataria del CCNL, orgogliosamente né rivendica la normativa disposta e dichiara che forse questo contratto è il migliore in assoluto ed il più garantista per il personale. Questa procedura sta proseguendo con interlocuzioni istituzionali del sindacato presso gli Uffici Provinciali del Lavoro, che stanno prendendo atto delle disposizioni impartite dal Dirigente Generale.
Un altro tassello importante in questo percorso tracciato con l’Amministrazione Regionale è stato l’atto di indirizzo n. 2026 GAB del 15 maggio 2013 dell’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale che ha disposto nei confronti del Dirigente generale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale di aggiornare l’Albo regionale degli operatori della Formazione Professionale secondo l’art. 14 della legge regionale 6 marzo 1976, bloccando le assunzioni degli enti di formazione al 31 dicembre 2008, secondo la Deliberazione di Giunta Regionale n. 350 del 4 ottobre 2010. Questo provvedimento confermando una barriera preclusiva temporale, consentirà di evitare la crescita della spesa e offrirà maggiore garanzia al personale operante, perché assunto entro quella data. Nessun pregiudizio nei confronti dei colleghi che vantano una prestazione successiva a quella data nel settore, ma essi non potranno essere inseriti in questo Albo, ma casomai in un altro, se l’Amministrazione Regionale vorrà concederlo, dei professionisti della formazione professionale. L’Amministrazione Regionale ha preso l’impegno che per tutti i bandi e gli avvisi successivi alla pubblicazione in GURS dell’Albo nominativo si chiederà ai concessionari del servizio l’accesso a detto documento.

Lo Snals Confsal sta lottando insieme ad altre sigle sindacali al progetto di aumentare le tutele al personale garantito e di assicurare le retribuzioni puntualmente per evitare ulteriori arbitri e violazioni dei diritti dei lavoratori.
Poi si è detto in merito alle retribuzioni che per evitare ritardi, lo Snals Confsal ha chiesto di ridurre il numero delle rendicontazioni da quattro a due. In merito la proposta dello Snals Confsal riguarda anche l’istituzione di un conto dedicato al personale su cui l’Amministrazione Regionale possa versare in anticipo l’intera quota prevista in progetto.
Infine qualora l’ente di formazione per qualunque motivazione non possa erogare gli stipendi, i contributi ed ogni onere dovuto al personale secondo la legge ed il CCNL di categoria, la Regione Siciliana possa, per questo diritto essenziale della persona del lavoratore tempestivamente e con azione sostitutiva, intervenire in suo luogo per pagare gli emolumenti al personale, salvo il diritto di ritenzione da parte della Regione Siciliana degli importi anticipati dalle somme dovute all’ente di formazione, ai sensi della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002, art. 39, e del D.P.R. n. 207 del 5 ottobre 2010, art. 4 e 5, – Testo unico in materia di appalti pubblici.
Si è passati alla disamina della situazione odierna che risulta disastrosa, quasi tutti i lavoratori delle tre filiere del sistema si trovano senza stipendio anche per più di dodici mesi. In merito l’Amministrazione Regionale ha preso precisi impegni di erogare i mandati nel brevissimo periodo.
Infine si sta procedendo alla riedizione delle attività formative, sostenute dal “Piano Giovani”. L’Assessorato regionale procederà alla riedizione dei corsi, non mutando nulla tranne che i destinatari dell’attività formativa che dovranno essere compresi tra i 17 ed i 35 anni. Nessun posto di lavoro verrà perso di coloro che risulteranno iscritti all’Albo.
Gli sportelli multifunzionali proseguiranno, probabilmente, la loro attività fino a dicembre 2013, poi si darà vita ad un nuovo bando per l’Agenzia per il Lavoro, ciò anche in linea con la proposta dello Snals Confsal, perché in linea con la nuova normativa di settore e con l’esperienza acquisita in altre realtà.
Giuseppe Milazzo ha precisato i passaggi svolti ed ha risposto alle domande dei numerosi colleghi intervenuti. Poi ha chiesto condivisione del percorso intrapreso dal coordinamento regionale. Molti interventi hanno lodato l’attività dello Snals Confsal ed hanno ritenuto positivo il percorso avviato.
Tutti i presenti all’unanimità hanno confermato la linea scelta ed hanno consegnato al Coordinatore Milazzo suggerimenti e proposte. Il Coordinamento ha ottenuto la fiducia dei presenti. Alle ore 20,15 si è aggiornata l’assemblea a data da destinarsi.

mercoledì 10 aprile 2013

RESOCONTO DELLA RIUNIONE DEL 9 APRILE 2013 PRESSO L’ASSESSORATO ALLAPUBBLICA ISTRUZIONE ED ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Erano presenti l’Assessore regionale alla Formazione Professionale ed alla Pubblica Istruzione, Nelli Scilabra, il suo team di lavoro, e il Dirigente Generale alla Formazione Professionale, Annarosa Corsello, le OO.SS dei lavoratori Snals Confsal, Cgil Flc, Cisl Scuola FP, Uil Scuola FP, Unione Lavoratori Liberi, Co.Bas., Cu.Be., altre organizzazioni di lavoratori riunite in associazioni spontanee, e diverse decine di lavoratori.
L’Assessore Scilabra ha dato inizio ai lavori, dichiarando in modo esplicito che l’Avviso n. 20/2011 non ha copertura economica per la seconda annualità 2013, pertanto non potrà essere dato corso a questa progettualità. Dal suo staff è stato precisato che esso appare persino illegittimo, in quanto un bando senza “copertura economica” non poteva essere emanato.
L’Assessore Scilabra ha precisato che non si intende chiudere la Formazione Professionale in Sicilia, perché essa resta sempre una priorità per il Governo Regionale e, stando così le cose, bisognerà predisporre una serie di interventi per avviare i nuovi piani regionali dell’offerta formativa e sostenere i livelli occupazionali e retributivi del personale. A tal proposito ha ribadito che nessuno dei lavoratori della Formazione Professionale, assunti nei termini di legge, verrà licenziato.
Verranno accettate le richieste di proroga dei progetti fino al completamento delle attività progettuali, in modo anche di estendere più possibile l’attività formativa attuale.
Subito dopo si darà corso a due tipologie di interventi. La prima programmazione prevede progetti la riqualificazione del personale, che consentirà di aggiornare il personale e sostenere il reddito dei lavoratori fino all’avvio della nuova programmazione. Per questo progetto è già stato pubblicato in data 9 aprile 2013, nel sito del Dipartimento regionale del Lavoro (www.regione.sicilia.it/lavoro), il comunicato che dà materiale avvio della procedura di richiamata in servizio e di riqualificazione del personale già posto in mobilità. All’uopo, l’Assessore Regionale ed il Dirigente Regionale hanno ribadito che le procedure di mobilità da attuare devono rispondere alle modalità individuate dal CCNL di settore e dalle leggi regionali: la legge nazionale n. 223/91 non deve essere applicata, in merito hanno annunciato interventi chiarificatori. Il processo di riqualificazione, che seguirà le procedure e le leggi regionali, verrà avviato già entro due giorni. Questo sarà funzionale alla nuova programmazione del piano regionale dell’offerta formativa e verrà finanziato con il fondo ministeriale del Piano Giovani per circa 45/50 milioni.
E’ prevista anche una selezione degli enti che dovranno svolgere formazione, attraverso la riforma delle norme sull’accreditamento degli enti di formazione (D.A. n. 1037/2006).
La seconda attività programmazione prevede che, entro sei mesi da oggi, si dovrà dare inizio alla nuova programmazione regionale annuale dell’offerta formativa con i fondi del nuovo piano giovani.
Tutto fino al prossimo anno 2014 quando saranno programmate nuove azioni con i fondi nazionali e comunitari, di cui all’agenda 2014-2020.
L’Assessore ha risposto positivamente alle istanze dei rappresentanti dello Snals Confsal per predisporre interventi volti ad escludere il licenziamento del personale, poiché verranno emanate direttive e censurate le attività prodotte in tal senso. Si inizierà al recupero del personale già licenziato illegittimamente e poi verranno considerati interventi per il recupero di tutto il personale in mobilità, senza alcuna perplessità verrà preferita la procedura di mobilità regionale e prevista dal CCNL di settore.
Per quanto concerne le retribuzioni del personale è stato nominato l’ufficio stralcio che provvederà a verificare le procedure di erogazione dell’intero 80% del finanziamento, tutti i pregressi retributivi del personale e la chiusura dei saldi economici dovuti agli enti dal 2005.
Poi l’Assessore ha dichiarato che l’Amministrazione Attiva intende ripristinare l’Albo del personale della Formazione Professionale, ripartendo dall’art. 14 della legge regionale 24/76, magari potenziarne le tutele, ma in questo ha chiesto la collaborazione delle forze sociali presenti che vogliano contribuire all’aggiornamento dell’Albo.
Il personale verrà tutto garantito solo per le assunzione registrate entro il 31 dicembre 2008, quindi la dott.ssa Corsello ha precisato che non saranno riconosciute in sede di rendicontazione finale le spese di contratti intervenuti dopo tale data.
La dott.ssa Corsello ha dichiarato che le procedure di richiamata del personale sono state già avviate. Il personale che non sarà ricollocabile, a causa dei nuovi standard minimi professionali, sarà accompagnato alla fuoriuscita secondo le disposizioni di legge (prepensionamenti, programmi Piano Barca, ecc.). La nuova amministrazione regionale intende sfruttare quanto più sarà possibile tutti i fondi a disposizione, dato che sul PO FSE 2007-2013 su 2,1 miliardi a disposizione sono stati impiegati appena 1,5 mld di euro con una restituzione economica di almeno 500 mln di euro all’U.E.
I progetti di riqualificazione saranno affidati nel più breve tempo possibile agli intermediari previsti dalla legge, a tal proposito si stanno studiando le procedure più brevi per farlo, sicuramente non si procederà a bandi lunghi ed onerosi.
Anche la dott.ssa Corsello ha voluto rassicurare il personale che non si procederà ad alcun licenziamento del personale e verranno mantenuti i livelli occupazionali e retributivi, pertanto si stanno mettendo in essere procedure per pagare direttamente il personale.
Tutto quanto espressamente riportato, è stato regolarmente verbalizzato dal funzionario preposto.
Tanti gli interventi, lo Snals Confsal ha presentato le proprie proposte, consegnando il documento, già annunciato, ed ottenendo soddisfazione ed impegni su alcuni punti nodali inerenti prevalentemente il licenziamento e le retribuzioni.
Naturalmente lo Snals Confsal intende vigilare attentamente, affinché i comportamenti posti in essere dall’Amministrazione Regionale siano volti al rispetto degli impegni verbalizzati e della legge, però ritiene che nella seduta odierna siano stati fatti passi in avanti, rispetto alle procedure dettate dalla precedente amministrazione regionale.

sabato 16 marzo 2013

LETTERA APERTA PER L’ASSESSORE REGIONALE NELLI SCILABRA



OSSERVAZIONI SUL RIORDINO  DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE


Gentile Assessore, nel ringraziarLa per avere  invitato a partecipare al tavolo  tecnico istituzionale il Sindacato  Snals Confsal settore formazione professionale, che rappresento in qualità di coordinatore regionale del settore della formazione professionale, e delegato dal Segretario Regionale della CONFSAL, Le riferisco che condividiamo in toto ciò che è stato da Lei dichiarato in merito al riordino del sistema della formazione professionale e siamo pronti a collaborare per il raggiungimento di quegli obiettivi che possono dare un vero respiro a questo settore in Sicilia e a tutti i soggetti coinvolti.
Ma mi corre l’obbligo di fare delle osservazioni su quanto da Lei dichiarato.
Innanzitutto, chi è in grado di garantire il servizio?
Come tutti sanno, in Sicilia, a seguito di processi di riqualificazione e aggiornamento, sono presenti circa 9000 lavoratori professionisti a tempo indeterminato impegnati nel settore della formazione professionale e delle politiche attive del lavoro, da più di 20 anni, con l’obiettivo sia di formare quei corsisti interessati ad acquisire competenze e qualifiche, sia di riqualificare dipendenti pubblici e funzionari della pubblica amministrazione. Persone che si sono impegnate, e continuano ad impegnarsi, con dedizione e professionalità in tutti gli Enti dislocati nelle diverse province della Sicilia  al fine di raggiungere i risultati che sono stati previsti nei bandi della Regione Sicilia.
Tutti  hanno lavorato, e continuano a lavorare, regolarmente e giornalmente, ma non hanno mai percepito, come di diritto,  lo stipendio con cadenza mensile.
Allora credo che occorre “attenzionare”  questo aspetto che, secondo la nostra organizzazione, non è marginale ma fondamentale.
Inoltre, chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese?
E’  in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?
In Sicilia è necessaria una struttura snella, cioè capace di operare in maniera fluida evitando  lungaggini burocratiche, e che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi il DURC.  
La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti; siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.
Siamo pronti a discutere con tutti coloro che hanno la volontà e la concretezza di creare una struttura valida ed efficace nell’erogazione del servizio.
Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non “passa carte”, agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e politiche attive del lavoro, altrimenti continuiamo a creare un carrozzone che non sarà per niente utile alla Sicilia ed ai siciliani.
Catania 16.03.2013
GIUSEPPE MILAZZO
                                                                       Coordinatore regionale settore formazione professionale

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...