Visualizzazione post con etichetta blocco assunzioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blocco assunzioni. Mostra tutti i post

lunedì 11 maggio 2015

ACCORDO DA RISPETTARE???


L’accordo “Garanzia Giovani: formazione mirata”, firmato l’8 aprile 2015 da questa Organizzazione Sindacale con le Associazioni degli Enti di Formazione Professionale, sta provocando molta confusione all’interno di quegli Enti che hanno nel loro organico personale addetto alle politiche attive del lavoro.
Nell’impiego di tale personale, i vari Enti non stanno adottando  una linea comune provocando in tal modo un’ingiusta diversità di trattamento del personale in questione.
Considerando che non c’è stata nessuna apertura da parte del Governo per la salvaguardia degli Operatori delle Politiche attive del lavoro, lo SNALS Confsal settore formazione professionale, pur non essendo pienamente soddisfatto, ha firmato quest’ accordo, da un lato per dare la possibilità agli Enti di ricevere i finanziamenti previsti per la garanzia giovani dall’altro per permettere ai suddetti operatori di mantenere il loro posto di lavoro all’interno degli Enti di appartenenza e non, in attesa che la riforma del settore ne trovi la giusta e definitiva collocazione.
Dalle segnalazioni pervenute, veniamo a conoscenza di Enti che stanno adottando dei sistemi poco “democratici”,  obbligando il personale a formulare richieste di aspettative non retribuite come unica alternativa al licenziamento.

A tal proposito si ribadisce che, come sempre, la scrivente organizzazione sindacale   promuoverà tutte le azioni necessarie per il ripristino della legalità e del rispetto delle regole, vigilando sul giusto rapporto Ente-lavoratore.  

lunedì 26 gennaio 2015

OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA SINDACALE REFERENDARIA, INDETTA DA ALTRE SIGLE SINDACALI

Lo SNALS CONFSAL, è venuto a conoscenza di una nota di convocazione di assemblea sindacale referendaria, indetta da FLC CGIL Sicilia, CISL Scuola Sicilia e UIL Scuola Sicilia, apprende che vi sarà in ENGIM SICILIA, il 28/01/2015, il referendum approvativo di una “Ipotesi di contratto di solidarietà difensivo di tipo B ex art. 5 L.. 236/93”.
A tal proposito, ci si domanda se tale formula di contrattazione collettiva, che la normativa assoggetta di imperio, rigidamente e senza deroghe, all’art. 5 della Legge 236/93, abbia annullato l’Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, ovvero lo abbia parzialmente integrato, ovvero lo abbia totalmente novellato. In quest’ultimo caso, lo SNALS CONFSAL chiede, oltre al testo integrale, le motivazioni sia della propria esclusione dalle trattative preliminari, che del mancato rispetto della procedura necessaria e prodromica alla stipula di un contratto di solidarietà difensivo di tipo B.
Qualora, invece, si trattasse verosimilmente di quella “…soluzione nell’ambito delle previsioni di cui all’art 5, legge n. 23/93 (contratto di solidarietà di tipo b”), e del CCNL…”, prevista nell’ Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, chiede ove vengano dettagliati i seguenti punti, obbligatori per una corretta applicazione dell’art 5 della Legge 236/93:
1.    la dichiarazione e la quantificazione dell’esubero di personale all’atto della stipula;
2.    le forme della riduzione dell’orario;
3.    l’articolazione puntuale della riduzione;
4.    la parametrazione su orario medio settimanale;
5.    le misure specifiche che le parti intendono intraprendere per agevolare il mantenimento dell’occupazione;
6.    l’elenco nominativo dei lavoratori in solidarietà, con la specifica della qualifica e della data di assunzione per unità produttiva e per reparti ed aree;
7.    l’eventuale variazione dei nominativi interessati, che se successivi alla data di stipula del contratto di solidarietà dovrà formare oggetto di specifico accordo integrativo tra le parti;
8.    i termini in cui s’incentra il pieno rispetto del Principio di Congruità (Circolare Ministeriale 28/03/2003, n. 8 e Decreto Ministeriale 16/09/2003).
In ogni caso, in relazione alla verifica referendaria, si presume verosimilmente che si faccia riferimento solo a quella parte dell’ Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, contraddistinta come“…soluzione nell’ambito delle previsioni di cui all’art 5, legge n. 236/93 (contratto di solidarietà di tipo b”), e del CCNL…”, per cui ci sente obbligati, per correttezza e trasparenza, a chiarire che esclusivamente ad essa si può applicare la normativa sui referendum sindacali prevista dalla Legge 300/70 e dalla Legge 146/1990; di contro, per tutta la parte derogatoria contenuta nell’ipotesi di cui sopra, ci si dovrà riferire, come più volte ribadito durante i tavoli di pre-intesa, agli artt. 410 e 411 c.p.c, ossia, occorrerà concludere con ogni lavoratore un Accordo Conciliativo in Sede Sindacale individuale, ma sulle premesse generalizzate dall’Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, per la cui efficacia erga omnes, quindi, non è possibile “bypassare” “un’accettazione dei lavoratori commisurata all’interezza del complesso aziendale” (100% dei lavoratori!).
Inoltre, nel caso in cui tale aspetto non venga debitamente illustrato dalla “triplice” sindacale ai lavoratori, occorre evidenziare che, in una recentissima decisione, la Corte di Cassazione ha precisato che l’Accordo Conciliativo in sede Sindacale non è valido se il sindacato non informa minuziosamente il lavoratore. Infatti, l’accordo tra lavoratore e datore  può essere qualificato come atto di transazione ed assume rilievo, quale conciliazione in sede sindacale, ove sia stato raggiunto con una effettiva assistenza del dipendente da parte degli esponenti delle organizzazioni sindacali, dovendosi valutare se, in relazione alle concrete modalità di espletamento della conciliazione, sia stata, in maniera corretta e trasparente, attuata la funzione di supporto che la legge stessa assegna al sindacato nella fattispecie conciliativa.
Ed infine, si puntualizza che la Suprema Corte ha ribadito la propria più recente giurisprudenza, da ritenersi tuttavia già consolidata, a mente della quale gli Accordi Aziendali sono applicabili a tutti i lavoratori della azienda, con l’unica eccezione di quei lavoratori che, aderendo ad una organizzazione sindacale diversa, ne condividono l’esplicito dissenso e potrebbero addirittura essere vincolati da un accordo sindacale separato. L’esigenza di salvaguardare l’adozione di una disciplina uniforme sul luogo di lavoro, pertanto, prevale su quella del lavoratore di esprimere il proprio dissenso, che viene in evidenza, allorquando esso sia espressione del più ampio dissenso, espresso dalla sigla sindacale cui il medesimo appartiene e che, in quanto manifestazione dell’interesse di una moltitudine di lavoratori, consente agli iscritti di quel sindacato di sottrarsi all’accordo stipulato dal datore di lavoro con le altre sigle sindacali.

Concludendo, lo SNALS CONFSAL, rimanendo tali incertezze, si riserva il diritto di adire le sedi più opportune, per accertare prima e dichiarare dopo, la nullità integrale dell’Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, probabilmente viziata, già in fase di genesi, da una procedura non del tutto regolare e ad ogni buon conto, comunica tutta la propria disponibilità ad una eventuale nuova concertazione, per formulare soluzioni nel rispetto delle previsioni di legge e nella piena trasparenza, correttezza e buona fede nei riguardi dei lavoratori.

venerdì 5 settembre 2014

Riunione SNALS CONFSAL FORMAZIONE PROFESSIONALE del 05/09/2014


In data 05/09/2014, presso i locali di Via Adua n. 2/C, presenti, giusta convocazione dei Coordinatori Provinciali, Coordinamento Regionale e Provinciale e delle RSA SNALS CONFSAL, notificata tramite mail in data 01/09/2014, sono presenti i convocati ed alcuni lavoratori (anche di altre sigle sindacali).
I convenuti ed il Coordinatore regionale settore formazione professionale Giuseppe Milazzo, constatato il raggiungimento del quorum sia strutturale sia funzionale, dichiarano aperta la discussione sulla situazione in cui versa il settore della Formazione Professionale in Sicilia.
Prende la parola il coordinatore Giuseppe Milazzo, il quale informa i convenuti che, come sarà certamente e tristemente noto a tutti, l’amministrazione regionale ha disatteso tutti gli accordi raggiunti e buona parte delle leggi che regolano il settore, ed in particolare quelle a tutela del personale di tutte le tre filiere della Formazione; creando, per questa via, grave e reiterato nocumento economico, patrimoniale e morale agli stessi operatori. I convenuti prendono atto della veridicità delle esternazione del Coordinatore portando testimonianza delle situazioni di particolare e grave disagio personale e familiare di ciascuno di loro, che poi diventano (data la grande platea degli operatori interessati) grave disagio sociale, in relazione:
1.      al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate da oltre un anno (oltre 2 anni in qualche caso);
2.      alla mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati;
3.      alla mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto;
4.      alla eccessiva solerzia dell’amministrazione regionale nel decretare la revoca dell’accreditamento di alcuni enti senza curarsi preventivamente del destino dei lavoratori che incolpevoli vi lavoravano, lasciandoli in una sorta di limbo definito “sospensione” che non trova riscontro in nessun ambito giuslavoristico e pertanto nessun tipo di tutela normativamente posto;
5.      La mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga;
6.      Il mancato rispetto delle norme legislative regionali che pure l’amministrazione ha il compito istituzionale di rendere esecutive e quindi efficaci;
Il Coordinatore Milazzo, conferma che ha notizia che le procedure relative alla CIG in deroga, stanno iniziando ad avviarsi con la convocazione da parte dei competenti servizi territoriali dell’Assessorato.
Per quanto riguarda, invece, tutte le restanti problematiche né l’amministrazione regionale né l’esecutivo Crocetta, hanno operato per la loro risoluzione ed anzi la loro inerzia, in virtù del tempo che trascorre inutilmente, le ha rese ormai delle piaghe endemiche del comparto, provocando, come detto, grave disagio agli operatori.
Il Coordinatore Milazzo, constatato e comunicato ai presenti il risultato inesistente dal punto di vista sostanziale della laboriosa opera svolta in questi anni dal Sindacato da lui rappresentato, attraverso una politica di moderazione e di collaborazione con le stesse istituzioni (risultati inesistenti dovuti esclusivamente all’inerzia e spesso alle vane promesse delle istituzioni), propone ai presenti di iniziare un tipo di lotta diversa ma, a questo punto, necessaria, da svolgersi secondo una tipologia di interventi diversificata:
a.      da una parte, attraverso la denuncia penale nei confronti dell’amministrazione responsabile e del governo per  i vari errori amministrativi e le varie violazioni di legge che configurano fattispecie forse penalmente rilevanti;
b.      dall’altra, dare inizio ad una class action di tipo risarcitorio al fine di ristorare (almeno  economicamente) tutti gli operatori che vi aderiranno per quanto gli è dovuto e negato sia dagli enti ma principalmente dalle istituzioni.
 I convenuti, all’unanimità, manifestano la propria volontà di adire le vie legali così come proposto dal Coordinatore, dandogli mandato di incontrare i legali del sindacato per concordare le modalità operative.
Al fine di riportare i problemi della Formazione, intesa nella sua totalità (tutte le tre filiere), nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica e pertanto delle istituzioni competenti (oggi troppo distratte dal Click Day e da eventuali rimpasti di governo), viene deciso di iniziare una serie di scioperi, con proteste plateali sempre nei limiti del consentito dalla legislazione e dal buon senso.
Pertanto in questa sede si decide di attuare, per il momento, le seguenti giornate di sciopero:

Lunedì 8 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Palazzo ESA
Mercoledì 10 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Prefettura di Catania
Giovedì 11 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Assessorato Regionale  alla Formazione Professionale (in concomitanza con l’arrivo degli ispettori europei).



venerdì 4 aprile 2014

DICHIARAZIONE STATO DI AGITAZIONE LAVORATORI FORMAZIONE PROFESSIONALE


Al Presidente della Regione Siciliana
Dott. Rosario Crocetta                                                                                    Palazzo D’Orleans
      Palermo

All’Assessore Regionale alla Pubblica
 Istruzione ed alla Formazione Professionale
Nelli Scilabra

   Al Dirigente Generale
Assessorato Regionale alla Pubblica
 Istruzione ed alla Formazione Professionale
    Avv. A.R. Corsello
LORO SEDI

e, p.c.  Alle RSA e ai Componenti Provinciali e Regionali
 Snals Confsal settore formazione professionale
 SEDE


Lo Snals Confsal settore formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a  più di 22 mensilità.
 Tale situazione sta creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale.
All’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, l’amministrazione regionale non applica le leggi regionali a tutela dei lavoratori della formazione professionale, circostanza questa che mette fortemente a rischio la mancata retribuzione e la continuità lavorativa di una buona parte dei lavoratori del settore.
Pertanto, lo Snals Confsal nel reclamare al Governo di concretizzare il proprio impegno assunto nei confronti dei lavoratori,
DICHIARA
lo stato di agitazione del personale della formazione professionale e di intraprendere tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori.
Confidando in un vostro urgente intervento, distinti saluti.




Il Coordinatore regionale settore formazione professionale
Giuseppe Milazzo

sabato 13 luglio 2013

Richiesta informazioni in merito al personale della Formazione Professionale

Al Presidente della Regione Siciliana Dott. Rosario Crocetta
Palazzo D’Orleans
Palermo
All’Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale Sig.na Nella Scilabra
All’ Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro Arch. Ester Bonafede
Al Dirigente Generale
Assessorato Regionale della Famiglia,
delle Politiche Sociali e del Lavoro Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale
Avv. A.R. Corsello LORO SEDI

Oggetto: richiesta informazioni in merito al personale della Formazione Professionale

La scrivente organizzazione sindacale è venuta a conoscenza dai mass media che l’Amministrazione Attiva ha divulgato notizia che nel settore della formazione professionale sono stati stipulati circa 5.000 nuovi contratti a fronte di circa 1.000 lavoratori licenziati, posti in CIGD o sospesi.
Tale situazione appare immorale, inaccettabile ed in chiara violazione della legge regionale n. 25/08 e ss. mm. ii.; pertanto, al fine di potere offrire maggiore tutela ai lavoratori e poter rivendicare il diritto di priorità sancito dall’ultima Direttiva emanata, sulla garanzia occupazionale del personale assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008, con la presente si CHIEDE
di conoscere, in forma scritta e nei termini e modi previsti dalla legge n. 241/90, l.r. n. 10/91 e l.r. n. 5/2011, il numero delle prestazioni lavorative contratte dopo il 31 dicembre 2008 (in violazione della legge precedentemente citata); in quale provincia sono state operate e da quale Ente di formazione.

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...