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lunedì 26 gennaio 2015

OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA SINDACALE REFERENDARIA, INDETTA DA ALTRE SIGLE SINDACALI

Lo SNALS CONFSAL, è venuto a conoscenza di una nota di convocazione di assemblea sindacale referendaria, indetta da FLC CGIL Sicilia, CISL Scuola Sicilia e UIL Scuola Sicilia, apprende che vi sarà in ENGIM SICILIA, il 28/01/2015, il referendum approvativo di una “Ipotesi di contratto di solidarietà difensivo di tipo B ex art. 5 L.. 236/93”.
A tal proposito, ci si domanda se tale formula di contrattazione collettiva, che la normativa assoggetta di imperio, rigidamente e senza deroghe, all’art. 5 della Legge 236/93, abbia annullato l’Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, ovvero lo abbia parzialmente integrato, ovvero lo abbia totalmente novellato. In quest’ultimo caso, lo SNALS CONFSAL chiede, oltre al testo integrale, le motivazioni sia della propria esclusione dalle trattative preliminari, che del mancato rispetto della procedura necessaria e prodromica alla stipula di un contratto di solidarietà difensivo di tipo B.
Qualora, invece, si trattasse verosimilmente di quella “…soluzione nell’ambito delle previsioni di cui all’art 5, legge n. 23/93 (contratto di solidarietà di tipo b”), e del CCNL…”, prevista nell’ Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, chiede ove vengano dettagliati i seguenti punti, obbligatori per una corretta applicazione dell’art 5 della Legge 236/93:
1.    la dichiarazione e la quantificazione dell’esubero di personale all’atto della stipula;
2.    le forme della riduzione dell’orario;
3.    l’articolazione puntuale della riduzione;
4.    la parametrazione su orario medio settimanale;
5.    le misure specifiche che le parti intendono intraprendere per agevolare il mantenimento dell’occupazione;
6.    l’elenco nominativo dei lavoratori in solidarietà, con la specifica della qualifica e della data di assunzione per unità produttiva e per reparti ed aree;
7.    l’eventuale variazione dei nominativi interessati, che se successivi alla data di stipula del contratto di solidarietà dovrà formare oggetto di specifico accordo integrativo tra le parti;
8.    i termini in cui s’incentra il pieno rispetto del Principio di Congruità (Circolare Ministeriale 28/03/2003, n. 8 e Decreto Ministeriale 16/09/2003).
In ogni caso, in relazione alla verifica referendaria, si presume verosimilmente che si faccia riferimento solo a quella parte dell’ Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, contraddistinta come“…soluzione nell’ambito delle previsioni di cui all’art 5, legge n. 236/93 (contratto di solidarietà di tipo b”), e del CCNL…”, per cui ci sente obbligati, per correttezza e trasparenza, a chiarire che esclusivamente ad essa si può applicare la normativa sui referendum sindacali prevista dalla Legge 300/70 e dalla Legge 146/1990; di contro, per tutta la parte derogatoria contenuta nell’ipotesi di cui sopra, ci si dovrà riferire, come più volte ribadito durante i tavoli di pre-intesa, agli artt. 410 e 411 c.p.c, ossia, occorrerà concludere con ogni lavoratore un Accordo Conciliativo in Sede Sindacale individuale, ma sulle premesse generalizzate dall’Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, per la cui efficacia erga omnes, quindi, non è possibile “bypassare” “un’accettazione dei lavoratori commisurata all’interezza del complesso aziendale” (100% dei lavoratori!).
Inoltre, nel caso in cui tale aspetto non venga debitamente illustrato dalla “triplice” sindacale ai lavoratori, occorre evidenziare che, in una recentissima decisione, la Corte di Cassazione ha precisato che l’Accordo Conciliativo in sede Sindacale non è valido se il sindacato non informa minuziosamente il lavoratore. Infatti, l’accordo tra lavoratore e datore  può essere qualificato come atto di transazione ed assume rilievo, quale conciliazione in sede sindacale, ove sia stato raggiunto con una effettiva assistenza del dipendente da parte degli esponenti delle organizzazioni sindacali, dovendosi valutare se, in relazione alle concrete modalità di espletamento della conciliazione, sia stata, in maniera corretta e trasparente, attuata la funzione di supporto che la legge stessa assegna al sindacato nella fattispecie conciliativa.
Ed infine, si puntualizza che la Suprema Corte ha ribadito la propria più recente giurisprudenza, da ritenersi tuttavia già consolidata, a mente della quale gli Accordi Aziendali sono applicabili a tutti i lavoratori della azienda, con l’unica eccezione di quei lavoratori che, aderendo ad una organizzazione sindacale diversa, ne condividono l’esplicito dissenso e potrebbero addirittura essere vincolati da un accordo sindacale separato. L’esigenza di salvaguardare l’adozione di una disciplina uniforme sul luogo di lavoro, pertanto, prevale su quella del lavoratore di esprimere il proprio dissenso, che viene in evidenza, allorquando esso sia espressione del più ampio dissenso, espresso dalla sigla sindacale cui il medesimo appartiene e che, in quanto manifestazione dell’interesse di una moltitudine di lavoratori, consente agli iscritti di quel sindacato di sottrarsi all’accordo stipulato dal datore di lavoro con le altre sigle sindacali.

Concludendo, lo SNALS CONFSAL, rimanendo tali incertezze, si riserva il diritto di adire le sedi più opportune, per accertare prima e dichiarare dopo, la nullità integrale dell’Ipotesi di Accordo Aziendale del 16/01/2015, probabilmente viziata, già in fase di genesi, da una procedura non del tutto regolare e ad ogni buon conto, comunica tutta la propria disponibilità ad una eventuale nuova concertazione, per formulare soluzioni nel rispetto delle previsioni di legge e nella piena trasparenza, correttezza e buona fede nei riguardi dei lavoratori.

lunedì 13 ottobre 2014

LETTERA AL GOVERNATORE DELLA SICILIA

I dipendenti degli Enti Gestori del settore formazione professionale, nonostante i soliti annunci ed i buoni propositi da parte del Governo, ad onor del vero ad oggi, non hanno ancora  percepito  le retribuzioni sul lavoro svolto. 
Pertanto, per far fronte a questa situazione emergenziale, al fine di provvedere al pagamento degli stipendi del personale, si invita il Governo ad applicare anche l’articolo 5 del DPR 207/2010 al fine di far pervenire ai singoli  lavoratori  le quote del  netto in busta paga  visto che in alcuni casi ha già provveduto con l’articolo 4 dello stesso decreto  a pagare i contributi ed il relativo DURC agli Enti Gestori.
Per quanto riguarda i circa 3000 lavoratori abbandonati a se stessi, senza lavoro e senza sostegno al reddito,  provenienti dagli Enti con revoca di accreditamento, da enti che hanno dichiarato esubero, “SOSPESI” in attesa di CIG in deroga, si invita a sollecitare gli uffici preposti ad avviare i  tavoli  istituzionali e far prevenire a tutti i lavoratori ammortizzatori sociali  ed affrontare la crisi con un sostegno al reddito.


Per quanto sopra, nell’affermare lo stato d’agitazione del personale interessato, si chiede un concreto ed immediato intervento volto a garantire le retribuzioni degli operatori della formazione professionale e, ove non si provvedesse in tal senso, si procederà ad un inasprimento della vertenza con ulteriori azioni idonee a tutela dei diritti dei lavoratori.

sabato 27 settembre 2014

MANIFESTAZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO ALLA FORMAZIONE

COMUNICATO


I componenti del coordinamento regionale settore formazione professionale Snals Confsal, insieme alle RSA e agli iscritti a tale organizzazione sindacale, saranno presenti giorno 15 ottobre 2014 alle ore 10,00 in  piazza Indipendenza  a Palermo, per unirsi ai lavoratori  della Formazione Professionale e alle famiglie degli alunni in obbligo formativo, per protestare contro il continuo disinteresse del Governo nei confronti delle problematiche del settore.
Manifestazione che, lungi dall’essere un incontro di appartenenza sindacale, si propone di rivendicare diritti e dignità delle persone che da anni lavorano nel settore impegnandosi a formare ed orientare minorenni,  fornendo loro valido supporto e competenze professionali.
Sono state adottate diverse forme di lotta che non hanno avuto positivi e concreti riscontri evidenziando così sia l’insensibilità del governo a qualsiasi richiesta sia la volontà di questo di distruggere il settore e tutto il personale che vi lavora con dignità. Ora basta! È arrivato il momento di fare sentire con più forza la voce dei lavoratori, anche in risposta alle ultime dichiarazioni del Governo. La volontà del Governo è stata espressa in maniera chiara da un Presidente che governa con il 13% dei consensi e con quelli dei suoi 43 compari che lo sostengono. Ha detto che ha risparmiato 300 milioni di euro, senza però realizzare che, parte di quella cifra corrisponde alle retribuzioni dovute, ma mai percepite, ai lavoratori del settore. Sono i soldi delle retribuzioni che il personale non ha ancora ricevuto, sono soldi sottratti a chi ha lavorato dignitosamente in questi anni. Sono i soldi che hanno permesso ai cittadini siciliani di acquisire delle competenze attraverso un corso di formazione professionale. Soldi che i lavoratori si riprenderanno con gli interessi, incluse le spese legali.
Con Crocetta i cittadini siciliani non avranno futuro: ha distrutto un comparto di lavoratori senza punire chi ha fatto il vero danno, ma grazie alla Magistratura tutto verrà a galla e si scopriranno i veri artefici della "mangiucchia".
Ma adesso pensiamo a dare un futuro ai giovani e a chi è privo di lavoro, riattiviamo la formazione professionale, volano per il reinserimento degli inoccupati e disoccupati, in una terra martoriata ed abbandonata a se stessa. Via questo governo di annunci ma senza fatti. Via un sistema politico clientelare e ingessato nei palazzi. Via la Casta che ha rovinato la Sicilia.
Vogliono azzerare chi ha esperienza ultra ventennale nel settore e continuare con le promesse di nuovi posti di lavoro, creando ancora precariato e sperpero di denaro pubblico, per continuare il loro ricatto a garanzia dei loro privilegi.

La manifestazione non ha sigle politiche e nemmeno sindacali, senza bandiere e senza appartenenza, la manifestazione è per  il riconoscimento di un diritto  “scippato” con l’inganno: IL NOSTRO LAVORO.

lunedì 9 luglio 2012

LAVORATORI INVISIBILI


gli Enti Gestori sono datori di lavoro senza scopo di lucro, cioè gestiscono denaro pubblico senza avere alcuna responsabilità economica e personale e, nonostante aderiscano al CCNL di categoria e siano accreditati per svolgere attività formativa nella Regione Siciliana, spesso,  per una serie di meccanismi poco chiari, non garantiscono il regolare stipendio al lavoratore.
Nonostante si sono concluse le attività del PROF 2011, avviati i corsi dell’obbligo formativo (IeOF), a settembre si concluderanno le attività 2° annualità avviso 1 e 2 e sta per avviarsi l’attività dell’Avviso 20/2011 si verifica che, circa il 70% dei lavoratori si trova a lavorare regolarmente, stando realmente a contatto con l’utenza, in classe, in amministrazione o presso i centri per l’impiego, ma effettivamente, alla fine del mese, non percepiscono gli emolumenti (si rimane senza stipendio dai 6 ai 12 mesi).
Lavoratori resi invisibili dalla politica, dai sindacati e dai Dipartimenti degli Assessorati Regionali, persone che vivono giornalmente a contatto con l’utenza siciliana erogando i servizi  previsti dai  finanziamenti dei bandi Siciliani.

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...