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lunedì 11 maggio 2015

ACCORDO DA RISPETTARE???


L’accordo “Garanzia Giovani: formazione mirata”, firmato l’8 aprile 2015 da questa Organizzazione Sindacale con le Associazioni degli Enti di Formazione Professionale, sta provocando molta confusione all’interno di quegli Enti che hanno nel loro organico personale addetto alle politiche attive del lavoro.
Nell’impiego di tale personale, i vari Enti non stanno adottando  una linea comune provocando in tal modo un’ingiusta diversità di trattamento del personale in questione.
Considerando che non c’è stata nessuna apertura da parte del Governo per la salvaguardia degli Operatori delle Politiche attive del lavoro, lo SNALS Confsal settore formazione professionale, pur non essendo pienamente soddisfatto, ha firmato quest’ accordo, da un lato per dare la possibilità agli Enti di ricevere i finanziamenti previsti per la garanzia giovani dall’altro per permettere ai suddetti operatori di mantenere il loro posto di lavoro all’interno degli Enti di appartenenza e non, in attesa che la riforma del settore ne trovi la giusta e definitiva collocazione.
Dalle segnalazioni pervenute, veniamo a conoscenza di Enti che stanno adottando dei sistemi poco “democratici”,  obbligando il personale a formulare richieste di aspettative non retribuite come unica alternativa al licenziamento.

A tal proposito si ribadisce che, come sempre, la scrivente organizzazione sindacale   promuoverà tutte le azioni necessarie per il ripristino della legalità e del rispetto delle regole, vigilando sul giusto rapporto Ente-lavoratore.  

giovedì 26 febbraio 2015

LETTERA APERTA PER IL PRESIDENTEdella Sicilia CROCETTA


OSSERVAZIONI SUL RIORDINO  DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Egregio Presidente del Governo Siciliano,
le riferisco in qualità di coordinatore regionale Snals Confsal del settore della formazione professionale,  che non condivido ciò che è stato da Lei dichiarato domenica in merito alla formazione professionale e siamo pronti al confronto  per il raggiungimento di quegli obiettivi che possono dare un vero respiro a questo settore in Sicilia e a tutti i soggetti coinvolti.
Inoltre, mi corre l’obbligo di fare delle osservazioni su quanto da Lei dichiarato nei vari mass media.
Innanzitutto, chi è in grado di garantire il servizio?
Come tutti sanno, in Sicilia, a seguito di processi di riqualificazione e aggiornamento, sono presenti circa 8000 lavoratori professionisti, alcuni ancora in servizio a tempo indeterminato impegnati nel settore della formazione professionale, ed altri abbandonati e privi di incarico in attesa di un incarico o di sostegno al reddito. Cittadini Siciliani iscritti all’Albo regionale della formazione professionale  con esperienza maturata nel settore da più di 20 anni. In questi anni l’obiettivo del servizio reso ai cittadini siciliani è stato quello di formare corsisti interessati ad acquisire competenze e qualifiche, di riqualificare dipendenti pubblici e funzionari della pubblica amministrazione e di svolgere politiche attive del lavoro attraverso percorsi di orientamento alla ricerca attiva del lavoro. Persone che si sono impegnate, e continuano ad impegnarsi, con dedizione e professionalità in tutti gli Enti, e non più  presso i CPI e presso i Comuni siciliani dislocati nelle diverse province della Sicilia.
Tutti  hanno lavorato, e continuano a lavorare, regolarmente e giornalmente, ma non hanno mai percepito, come di diritto,  lo stipendio con cadenza mensile.
Allora credo che occorre “attenzionare”  questo aspetto che, secondo la nostra organizzazione, non è marginale ma fondamentale.
Inoltre, chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese?
E’  in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?
In Sicilia è necessaria una struttura snella, cioè capace di operare in maniera fluida evitando  lungaggini burocratiche, e che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi il DURC.  
La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti; siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.
Siamo pronti a discutere con tutti coloro che hanno la volontà e la concretezza di creare una struttura valida ed efficace nell’erogazione del servizio.
Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non “passa carte”, agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e politiche attive del lavoro, altrimenti continuiamo a creare un carrozzone che non sarà per niente utile alla Sicilia ed ai siciliani.
GIUSEPPE MILAZZO
                                                                       Coordinatore regionale settore formazione professionale

giovedì 29 gennaio 2015

NOI CONTESTIAMO CON FORZA LE DICHIARAZIONI DELL'ASSESSORE CARUSO

Lo Snals Confsal contesta le dichiarazioni rese dall’Assessore al Lavoro Caruso in merito alle sorti del sistema dei servizi per il lavoro e sulla sorte dei lavoratori che vi operano. L’inesperienza sua e di questo Governo Regionale nel programmare, progettare e nell’eseguire le attività di orientamento e, più in generale, il sistema delle politiche attive del lavoro sta cagionando ingenti danni alla Regione Siciliana ed ai suoi cittadini. Infatti di recente il Governo Regionale ha perso circa un miliardo e duecento milioni (1,2 miliardi) di euro dei fondi del Piano di Azione e Coesione, risorse che sono tornate in disponibilità dello Stato e che non sono più in disponibilità dei cittadini siciliani. Il Quadro Strategico Comune dell’U.E. (risorse economiche europee) in Sicilia non è stato ancora attuato, come se la Sicilia fosse disinteressata a questa programmazione ed a questi soldi. I Programmi Operativi del nuovo Fondo Sociale Europeo 2014-2020 per circa un miliardo e duecentotrenta milioni di euro (1,230 miliardi di euro) e del Fondo Economico per lo Sviluppo Regionale per circa cinque miliardi e settecentoventinove milioni di euro (5,729 miliardi) con una dotazione economica complessiva pari a 6.959,2 milioni di euro, che la Regione Siciliana dovrebbe attivare, non sono stati ancora programmati per la loro attuazione. Noi siciliani perderemo pure questi soldi? Altre ancora sono le dimostrazioni dell'inesperienza amministrativa e gestionale dell’Assessore Caruso e di questo Governo Regionale, come il fatto che il Governo Regionale e l’assessore al lavoro si sono dovuti prostrare al cospetto del Governo Nazionale per ottenere la possibilità di attivare in ritardo la Garanzia Giovani (Youth Garantee) e di poterne spendere le risorse per i giovani siciliani, diritto concesso per grazia ricevuta a causa del notevole ritardo sull’avvio delle procedure. Inerzia, superficialità ed incapacità si stanno concretizzando nella chiusura di servizi, nella dispersione di risorse economiche esterne al bilancio regionale e nel consequenziale licenziamento di lavoratori siciliani, anche di settori utili e/o necessari: comunque nulla giustifica il licenziamento e la chiusura dei servizi a fronte della restituzione di somme di denaro finalizzate. Si assiste a singoli interventi di avvisi sporadici per la spesa di risorse che, sua bontà, l’U.E. continua, con pazienza, a metterci a disposizione, ancorché privi di una programmazione seria, utile e collegata alla transizione da una gestione della vecchia P.A. ad un’amministrazione moderna e comunitaria. Questa incapacità viene liquidata dall’Assessore al Lavoro, pescato fresco fresco, nei suoi comunicati dell’ultima ora nell’impossibilità di mantenere “personale inutile”. Noi contestiamo con forza, in questa ed in tutte le sedi in cui potremo intervenire, un modus operandi ed una terminologia pronunciata da persone che nulla hanno a che vedere con la Buona Politica. Noi contestiamo con forza, in questa ed in tutte le sedi in cui potremo agire, la chiusura di servizi e di sistemi di lavoro ed il consequenziale licenziamento del personale. Noi contestiamo con forza, in questa ed in tutte le sedi in cui potremo comunicare il nostro pensiero, che i soldi messi a disposizione dall’U.E. e dallo Stato vadano dispersi da parte di una Regione Siciliana al collasso. Noi contestiamo con forza l’uso eccessivo della Cassa Integrazione come strumento di programmazione per sostenere i servizi del lavoro e la formazione professionale, i lavoratori vogliono lavorare, dare servizi agli utenti, spendere tutte le proprie professionalità. Noi contestiamo con forza l’azione dell’Assessore al Lavoro Caruso e del Governo Regionale Crocetta che mostrano incapacità ed insensibilità politica nei comunicati come quello della giornata di ieri. Noi promuoveremo e parteciperemo con forza ad azioni di sciopero ed ogni manifestazione che siano volte alla difesa del lavoratore del sistema della formazione professionale per vantare il diritto al lavoro, al rispetto del Contratto Collettivo di Lavoro, alla continuità lavorativa ed alla retribuzione puntuale.

giovedì 11 dicembre 2014

NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE PER I LAVORATORI DEI SERVIZI FORMATIVI!


La delegazione dello Snals Confsal si è allontanata dal tavolo convocato dall’Assessorato al lavoro Regionale presso l’ufficio provinciale di Catania sulla vertenza Youth Guarantee.

Tuttavia il motivo del nostro dissenso sono riconducibili sostanzialmente alcune  forti  criticità:

Malgrado il cambio di guardia in via Trinacria il  governo Crocetta ter si ostina a ricondurre la vertenza dei servizi formati nelle strettoie del progetto della Youth Guarantee  in questo modo sottraendosi ad ogni confronto più complessivo sulle politiche attive del lavoro.
Neanche un euro dalla regione a sostegno della vertenza !

Nonostante si ipotizzino scenari di cooperazione fra i soggetti pubblici e privati accreditati alle politiche attive del lavoro registriamo comportamenti da parte delle parti datoriali non adeguati al perseguimento di tali scenari riconfermando anzi le antiche abitudini di ribaltare anche il più elementare costo gestionale su terzi ed in particolare sulle pubbliche casse regionali.
Per i lavoratori non sono affatto chiari i tempi di vigore contrattuale troppo vincolati al raggiungimento degli obiettivi del progetto.
Nessun fatto nuovo anzi rispetto ai mesi precedenti significativi passi indietro. 
Ma allora quali sono le motivazioni, i fatti nuovi che inducono talune organizzazioni sindacali a concedere ed sottoscrivere oggi quello che sdegnosamente hanno rifiutato di sottoscrivere otto mesi fa?
Come mai non è stato consentito ai lavoratori di riprendere il lavoro già agli inizi del mese di maggio? 
Sottoscrivono oggi forse per la paura di perdere i finanziamenti della Youth Guarantee? Oppure aspettavano che il convitato di pietra di questi lunghi mesi cioè gli enti datoriali finalmente si accomodassero ai tavoli del negoziato?
Qualunque sia la risposta a questi interrogativi come organizzazione sindacale coltiviamo la certezza che  gli accordi sottoscritti rappresentino l’ennesimo pasticcio in “salsa Siciliana” che pagheranno i lavoratori.
Per quanto ci riguarda ribadiamo che il futuro dei lavoratori dei servizi formativi ed in generale della formazione passi attraverso una necessaria rottura con gli attori e le pratiche che hanno caratterizzato più nel male che nel bene la storia della formazione professionale in Sicilia.
Occorre ed occorrerà  che il sindacato  abbiano il coraggio di comprendere che il passato non può tornare più e che il futuro del settore necessiterà di nuove ed inedite forme di organizzazione del lavoro.
Infine ai colleghi diciamo non dobbiamo accontentarci di un lavoro e basta ma di un lavoro che rispetti la nostra dignità professionale e personale e che sia utile e produttivo  per la collettività.
Per adesso registriamo solo tanta ipocrisia.    

mercoledì 21 agosto 2013

BUROCRATI ED IMPIEGATI PUBBLICI


Dentro i palazzi del potere in questi anni si sono stratificate tantissime posizioni di potere e altrettanti privilegi.
I burocrati e la filiera di addetti che li affiancano a ogni livello sono inamovibili ed eterni. E non vale neppure il discorso delle competenze. Certamente molti alti funzionari pubblici sono tecnici di buono o ottimo livello. Ma in nessuna azienda privata otterrebbero un trattamento economico così elevato, unito alla garanzia assoluta del mantenimento del posto di lavoro e del livello salariale qualunque cosa accada. A ciò si aggiunga poi il fatto che per una sorta di equa ripartizione dei privilegi i trattamenti di favore nei palazzi del potere non sono quasi mai un'esclusiva dei vertici ma, a cascata e in modo proporzionale, vengono estesi a tutti i livelli, dai quadri fino agli uscieri. Un modo, anche questo per cementare il consenso e il senso di appartenenza al palazzo e alla casta. 
 Quanto ci vorrà per sgretolare questa diffusa rete di privilegi? 

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...