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martedì 19 luglio 2016

CRISI SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA


Quello che sta succedendo nel settore della formazione professionale in Sicilia, è la clamorosa prova della lontananza della politica dalla vita vera della gente vera e, dunque, dai problemi reali che stanno attraversando i lavoratori, i licenziati, i sospesi, ecc… Iscritti all’Albo Regionale della Formazione Professionale della Sicilia.

Tutte le opzioni più o meno sensate e percorribili rese dal Governo Siciliano, per gestire davvero l’emergenza, del settore della formazione professionale, allo stato sono rimasti degli slogan e niente più. Questa situazione si è avuta per l’incapacità, degli Assessori di turno e della burocrazia, di essere determinati a risolvere il problema che ha investito migliaia di operatori.

In Sicilia la vita delle famiglie, che vivono grazie al settore formazione professionale, è resa difficile da un sistema che non applica le norme del settore, da complicazioni burocratiche, da non curanze amministrative, che hanno reso e lasciano il settore abbandonato a se stesso.

Il sistema vive una crisi dovuta a decenni di incurie che hanno innescato un declino sociale che influenza ed aggrava la crisi economica siciliana e che stanno subendo molti cittadini interessati a seguire i corsi di formazione per acquisire delle competenze.

Questa crisi a volte sfocia in ritorsioni, ricatti, nei confronti dei lavoratori da parte della casta che gestisce il sistema, in attesa di un’annunciata riforma voluta da tutti, che tarda a venire creando carenza di servizi, ed indebolimento della rete di solidarietà di base, lasciando i giovani in dispersione scolastica e gli adulti inoccupati e disoccupati senza senza una formazione per un’eventuale inserimento lavorativo.

Il presidente della regione è tutta la politica che lo sostiene devono rendersi conto che i lavoratori si trovano nel mezzo di una crisi economica, dovuta alla mancata certezza di un reddito e a pochi anni dalla maturazione dei contributi per la previdenza sociale. 

Operatori capaci di accettare le difficoltà ma necessitano di un sostegno economico tramite il lavoro e contributi, per accedere poi ad un sostegno sociale e contributivo.

Operatori che hanno subito un’ ingiustizia dovuta da chi gestisce il sistema della formazione professione da chi dovrebbe fare i controlli del settore sull’utilizzo dei finanziamenti.

Operatori pronti a denunciare questo cruciale periodo, questa condizione estrema, senza i paraocchi della retorica e dell’ideologia politica.


mercoledì 13 luglio 2016

RESOCONTO INCONTRI GOVERNO - PARLAMENTO


Più di 3000 famiglie senza un posto di lavoro e stanche di promesse che ancora non sono state mantenute.

Analisi che non fa una piega dopo quanto è accaduto durante i recenti incontri tenutisi a Palermo con il Ministro  Poletti, il Sottosegretario  Faraone, l'Assessore Miccichè e il Dirigente Silvia, e all'ARS presso la V commissione legislativa,  incontri durante i quali anche le sigle sindacalihanno fatto sentire la propria voce.

Ampia la protesta dello Snals Confasal, settore  formazione professionale, che dalla voce del coordinatore regionale, Giuseppe Milazzo, avanza lamentele per la colpevole inerzia dell’amministrazione regionale e tutto il governo in relazione al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate dei lavoratori in servizio presso alcuni Enti  Gestori; alla mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati dagli enti gestori; alla mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto; al mancato avvio dei progetti di politica attiva del lavoro e relativo impiego del personale che ha operato da anni nei servizi per l'impiego; alla mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga e altre forme di ammortizzatori sociali; al mancato rispetto delle norme legislative regionali a tutela del comparto e dei suoi operatori.


sabato 11 giugno 2016

SCEGLIRE SENZA FRETTA



Non è buono essere precipitosi nel parlare tanto quanto nel fare. Dovremmo sempre riflettere ed essere in piena coscienza prima di dire o fare qualsiasi cosa.
La fretta e la mancanza di concentrazione possono essere causa di un fallimento.
l'intelligenza che Dio ci ha dato, basta a comprendere ciò che è buono da quello che non lo è.
Ognuno di noi deve fare delle scelte nella vita e, tante di queste, non sono semplici.
La più importante riguarda il nostro futuro.
Più volte usiamo alibi più o meno credibili come: affidarsi a quello che ci hanno raccontato, a quello che ci hanno insegnato, all'educazione ricevuta.
Spesso il tempo per rimediare al mal fatto o la ricerca di un'alternativa hanno condotto ad un ulteriore dispendio di tempo.
Lo stesso accade quando non riflettiamo sulle parole: produciamo più danni che bene.
Scegliere è una questione del tutto personale e noi siamo i soli responsabili. Non serve giustificarsi o delegare terzi per la nostra salvezza.
Ognuno di noi è chiamato a fare una scelta! La nostra vita e il nostro futuro dipende, dunque, da una decisione responsabile e convinta.
Si dice che la fretta sia una cattiva consigliera: ed è proprio vero!
Occorre avere calma e a fare ogni cosa con ordine e con rispetto nel giusto momento. 
Si dice che la calma è la virtù dei forti; infatti la calma riesce a farci attendere il tempo opportuno perché da ogni nostro agire risulti il bene di tutti.
L'importante è che ognuno di noi prenda una decisione alla quale non se ne pentirà.
Riflettere, attendere il momento giusto prima di agire o di reagire, è la formula per evitare molti sbagli.

venerdì 29 aprile 2016

NESSUNA NOTIZIA SUGLI ELENCHI DEI DIPENDENTI DELL’ANFE REGIONALE CON CONTRATTI DI SOLIDARIETA’

 

Oltre al danno la beffa per i lavoratori dell’Anfe regionale, che per due anni, nel vano tentativo di salvaguardare il posto di lavoro, ha attivato i contratti di solidarietà. 

Il  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali  ha inviato, nello scorso mese di febbraio, una lettera per comunicare che “da un primo esame della documentazione emerge che al contratto di solidarietà in parola non risulta allegato l’elenco nominativo dei lavoratori coinvolti che, deve essere sottoscritto dai rappresentanti delle OO.SS. e dell’impresa”. 

I lavoratori non solo avanzano ancora 24 mensilità di retribuzione, relative al loro regolare lavoro già svolto, per di più, nonostante l’attivazione da parte dell’ANFE dei contratti di solidarietà, non hanno ancora ricevuto le spettanze integrative che avrebbe dovuto erogare il Ministero che, a quanto risulta, non è in possesso della documentazione richiesta per elargire le somme dovute. 

Inoltre il coordinamento regionale Snals confsal, settore formazione professionale,  constatato che i lavoratori dell’Anfe Regionale sono oramai arrivati all’inizio di maggio senza aver avuto ancora alcuna notizia ufficiale circa l’effettivo riconoscimento dell’integrazione salariale, ed avendo l’Anfe prolungato unilateralmente il periodo di sospensione al 30 giugno 2016, ha scritto all’Ente per conoscere informazioni precise riguardo all'accesso al beneficio di cui all’art. 30 del D.Lgs. n. 148/2015 - Fondo d’Integrazione Salariale (ex Fondo di Solidarietà residuale) presso il Ministero del Lavoro, secondo le deliberazioni di cui al verbale sindacale aziendale del 30/12/2015. I lavoratori, infatti, sono sospesi, a stipendio zero e senza contributi dall’ottobre del 2015. 

Più volte l’Ente ha comunicato l’accesso ad un fantomatico Fondo d’Integrazione Salariale (ex Fondo di Solidarietà residuale) ma a tutt’oggi i dipendenti non hanno ricevuto nulla. Ecco perché lo Snal Confsal  ha chiesto alla presidenza dell’Anfe Regionale, copie controfirmate da parte del legale rappresentante dell’Anfe, Paolo Genco, dei  documenti relativi  alla prima sospensione subita dai lavoratori a partire dall’autunno del 2015. 

Tra le richieste dello Snals Confsal, inviate a Genco, c’è quella di conoscere quale e se sia stato previsto un piano industriale dall’Anfe per il periodo a partire dal 30 Giugno 2016 sino al successivo avvio dei corsi.

Intanto i dipendenti continuano a “sopravvivere” senza stipendio provando a far fronte a situazioni economiche sempre più disperate nell’indifferenza degli Enti e della politica che, ancora oggi, non ha voluto  trovare una soluzione che salvaguardi i lavoratori, che in molti casi, sono nella formazione da oltre 25 anni. 

 


sabato 14 novembre 2015

NOI SIAMO CON VOI!!!


NOI SIAMO CON VOI
!

In questo periodo caratterizzato dal dissestamento  del settore della formazione professionale è facile per i lavoratori  cominciare a sentirsi come dei numeri, piuttosto che persone.
I numeri cominciano a sostituire i nomi, e questi metodi impersonali possono spingere alcuni a pensare: "nessuno si interessa di me".
  Ma non è così!!

Per il nostro gruppo e in particolare per  il coordinatore, siete  tutti importanti, noi ci interessiamo di te individualmente e vi conosciamo per nome, uno per uno.

Avete notato che il coordinatore non vede ammassi di gente, non è attratto da acclamazioni di masse, egli, insieme a noi, si interessa degli operatori del settore; non c'è pericolo che passate inosservati, che sia disattento, che il suo sguardo passi oltre o sia distratto. 
Magari alcuni vorrebbero colpirlo, mischiandosi con il gruppo, intrufolarsi senza essere visti, passare inosservati, ma questo non è possibile.

Il coordinamento regionale è vigile non trascura né  il più piccolo bisogno e neppure la più piccola mancanza.
Il coordinamento regionale è attento alle richieste di ogni lavoratore perché siete importanti per noi, vorrebbe risolvere  tutti i vostri problemi,  ascoltare  e rispettare  la vostra volontà, dando la possibilità di scegliere le azioni da fare.

Scegliete di condividere il nostro operato con altri iscritti e con quelli che non ci conoscono ancora, aiutando tutti i lavoratori e raccomandando  loro che la legalità e la giustizia esiste. 

Rafforziamo il gruppo con la partecipazione alle attività sindacali perché tutti uniti possiamo trovare una soluzione per risolvere i  problemi che assillano ogni singolo lavoratore del settore.



sabato 27 dicembre 2014

LAVORATORI SOSPESI E/O LICENZIATI- Il Governo non applica le leggi regionali

ANALISI SPREZZANTE QUELLA DEL SINDACATO CHE INCHIODA L’ESECUTIVO DI FRONTE ALLE RESPONSABILITA’ DI UN SETTORE LONTANO ANNI LUCE DALLA LEGALITA’
 
Sulle procedure di sospensione e licenziamento dei lavoratori della Formazione professionale, lo Snals Confsal diffida il presidente della Regione, Rosario Crocetta,  gli assessori al Lavoro, Bruno Caruso e alla formazione professionale, Mariella Lo Bello ed i rispettivi dirigenti generali, Anna Rosa Corsello e Gianni Silvia.
In una nota a firma del coordinatore regionale di settore dello Snals Confsal, Giuseppe Milazzo, il sindacato invita presidente della Regione, assessori e dirigenti generali “a prendere atto, formalmente, che la sospensione dei lavoratori e/o licenziamenti disposti dagli Enti, si pone in aperta violazione della legge regionale n.25 del 1 settembre 1993 e dalla normativa contrattuale di settore, palesandosi in contrasto con le garanzie ivi previste, per i lavoratori della Formazione Professionale.
Lo Snals Confsal invita il Governo e le amministrazioni regionali interessate ad adottare ogni consequenziale provvedimento, anche in autotutela, mantenendo lo stato economico-giuridico ad oggi maturato, finalizzato esclusivamente alla effettiva e concreta applicazione delle garanzie previste dall’articolo 2 della citata legge regionale n.25/1993, dal Ccnl, dalle norme, dalle circolari e dalle leggi del settore vigenti, al fine di garantire, ai lavoratori rimasti privi di incarico, la continuità lavorativa, retributiva, e normativa, la salvaguardia del reddito e del posto di lavoro”.
Milazzo aggiunge nella citata nota che: “In difetto, per perseguire i fini istituzionali dello scrivente sindacato di categoria che impongono una condotta di maggior tutela dei lavoratori, si provvederà a denunciare l’accaduto alle Autorità competenti e ad agire nelle opportune sedi anche ai fini risarcitori”.
Per lo Snals Confsal: “È indubbio, al riguardo, che in relazione agli operatori della Formazione Professionale siciliana iscritti all’Albo (Gazzetta ufficiale Regione siciliana, anno 51 n. 10, 01.03.1997), trova applicazione il disposto di cui all’art. 2 della richiamata Legge Regionale n.25/1993, volto a garantire, ad essi: in primo luogo ed innanzitutto, la continuità lavorativa, retributiva e contributiva nonché la puntuale applicazione del Ccnl vigente; ovvero, in subordine, si autorizza l’assessore al ramo ad avviare percorsi di mobilità esterna e interna al settore di provenienza.
Milazzo sostiene che: “La norma citata, ed ancora vigente, pone un preciso obbligo in capo all’amministrazione regionale: quello, come detto, di garantire, al lavoratore rimasto privo di incarico, la continuità lavorativa, retributiva ed il rispetto del Ccnl di categoria”.
“Nei fatti – sottolinea il coordinatore Snals Confsal della Formazione professionale -  il Governo regionale, ha ignorato, e continua ad ignorare, gli obblighi scaturenti dalla norma sopra citata; avallando, invece, un percorso assolutamente illegittimo ed arbitrario sia per la tacita accettazione della sospensione dal lavoro dei dipendenti che i relativi licenziamenti operati dagli enti gestori con revoca di accreditamento e non in generale.
A parere del sindacato: “La Regione Siciliana, attraverso l’assessorato regionale alla Istruzione ed alla Formazione Professionale, avrebbe dovuto, a tutela dei lavoratori degli enti revocati, almeno procedere, a norma di legge, con l’avvio delle procedure di mobilità professionale del personale e nelle more garantire la retribuzione e la contribuzione con il Fondo di Garanzia del comparto espressamente previsto dall’art. 132 della Legge regionale n.4 del 16 aprile 2003 e come previsto dall’articolo 26 del Ccnl di categoria del periodo1994/1997, le cui statuizioni sono state integralmente riportate nel vigente Contratto di lavoro 2011/2013 all’Allegato n.12”.
“È indubbio – rimarca Milazzo – che le procedure di mobilità, contemplate dal Ccnl di categoria, prevedano, tra l’altro, anche al fine della salvaguardia dei livelli occupazionali, l’impiego del personale presso strutture pubbliche, attraverso apposite convenzioni stipulate dalla Regione Sicilia, e finalizzate sia ad una mobilità interna al settore, sia ad una mobilità esterna al settore Formazione Professionale. Naturalmente, e ciò non può essere diverso, il personale in mobilità rimane pur sempre e formalmente collegato all’Ente, ed è la Regione ad obbligarsi ad attivare le procedure di mobilità (interne o esterne)”.
Norme e regole disattese ovviamente dal Governo regionale.
“A ciò si aggiunga – prosegue il sindacalista – secondo la chiara previsione di cui all’art.39, comma 3, della Legge regionale n.23/2002, che ‘i pagamenti relativi alle spese del personale dipendente degli enti gestori delle attività di cui alla legge regionale 6 marzo 1976 n.24 e successive modifiche ed integrazioni, sono disposti mensilmente’”.
Per il sindacato: “La condotta applicata dal dirigente del comparto risulta produttrice di ulteriori danni, atteso che la disposta sospensione dal lavoro ha determinato l’interruzione di un pubblico servizio in favore dei soggetti disoccupati, inoccupati ecc., che in tal modo sono stati privati delle procedure di politiche attive del lavoro e delle attività di formazione professionale da sempre fornite, dai lavoratori di tali Enti Gestori, messe in azione dalla Regione Sicilia, proprio per non interrompere tale servizio pubblico”.
Un quadro desolante quello che emerge dall’analisi dello Snals Confsal che conferma il fallimento su tutti i fronti del Governo di Rosario Crocetta.
La politica regionale e nazionale dovrebbe prendere atto che è giunto il momento di un cambio di passo. Forse le elezioni non sarebbero il male minore? Chissà.

giovedì 22 maggio 2014

CO.CO.PRO O MORTE? Riaprire immediatamente un tavolo di trattativa!

Riaprire immediatamente un tavolo di trattativa!
Preliminarmente intendiamo scusarci con i lavoratori sul titolone del nostro comunicato sindacale tuttavia non crediamo di esagerare.
In primo luogo perché i lavoratori di Spartacus versano in una condizione economica ormai veramente critica dovuta alla mancata erogazione delle retribuzioni da parte del Ciapi di Priolo,  alle quali purtroppo si sommano le retribuzioni non percepite (in media circa 8 mesi)  dall’esperienza lavorativa degli sportelli multifunzionali.
Ma non riteniamo di esagerare soprattutto perché la proposta al tavolo di appena qualche giorno fa è stata posta da governo e dal Ciapi di Priolo se non in termini cosi drammatici certo in modo perentorio.
 
Tutto ciò malgrado lo sforzo di tutte le rappresentanze sindacali presenti, infatti ne il governo ne il Ciapi hanno voluto o potuto arretrare dalle posizioni assunte.
 
Fatto molto grave soprattutto se si considera che durante il trascorrere dei  mesi del progetto Spartacus si doveva e poteva mettere in sicurezza i lavoratori.
Certo in questi mesi è veramente accaduto di tutto: da una parte una sorta di accanimento “terapeutico” nei confronti del Ciapi e del progetto Spartacus ispirato, a nostro parere, dai diversi soggetti che dalla formazione professionale ricavano milioni di euro, dall’altra, il devastante stato confusionale e di perenne litigiosità in cui versa l’assemblea regionale.
Dunque il governo ha certo le sue colpe ma ricordiamoci che non sono le uniche!
Lor signori litigano per il potere e i lavoratori le imprese e le famiglie Siciliane vanno a picco !
 
Tuttavia continuiamo a credere che l’esperienza del Ciapi di Priolo, malgrado tutte le difficoltà registrate, resta l’unica strada percorribile per superare la disastrata stagione degli “enti” e nella direzione della costituzione di un polo pubblico della formazione professionale e dunque di una più complessiva riforma della formazione professionale.
Soprattutto nell’interesse dei lavoratori!
Fatte le necessarie valutazioni generali occorre però andare nel merito.
Con il consueto linguaggio della chiarezza e, se ci è consentito, anche della verità riteniamo che, sia pur in una cornice di un accordo chiaro e rigoroso con il governo regionale e Ciapi di Priolo, “l’applicazione temporanea” di un contratto co.co.pro non può costituire certo una assoluta sventura.
Soprattutto perché almeno per una volta il tema al tavolo è stato affrontato con il linguaggio della verità e del rigore senza facili e superficiali disponibilità.
Siamo assolutamente consapevoli che non possono solo e sempre i lavoratori a stringere la cinghia ed a fare sacrifici e che la questione di tutti i lavoratori della formazione professionale è sempre più collegata ad una necessaria ed improcrastinabile riforma del settore ma soprattutto ad un piano generale di messa in salvaguardia del lavoro e dei lavoratori Siciliani, approntando immediatamente una seria politica di lotta senza quartiere alle ruberie ed alla corruzione e di tagli dei costi e delle inefficienze, a cominciare dai super stipendi dei burocrati regionali e di quelle di un governo regionale che le statistiche ci consegnano come il più “caro” d’Italia.
Tuttavia sindacato e lavoratori debbono continuare a fare la loro parte consapevoli , da una parte, delle trasformazioni e  dei cambiamenti che il  mondo del lavoro nelle sue articolazioni giuridiche e contrattuali sta oggettivamente subendo, dall’altra della profonda crisi delle casse pubbliche a cominciare da quelle regionali.    
Modernità e cambiamento non possono fare paura ai lavoratori.
In questo quadro non possono certo aiutare le prese di posizione di talune organizzazioni sindacali che irrigidendosi in posizioni “ideologiche” o, peggio ancora, di pregiudizio politico hanno fatto saltare il tavolo e di fatto impedito una concreta declinazione di una proposta da parte del Ciapi di Priolo e del governo regionale.
Posizioni rigide pregiudiziali che peraltro mal si conciliano anzi stridono in evidenti contraddizioni con la sottoscrizione di accordi in taluni enti ben peggiorativi di contratti cocopro  di natura temporanea e per di più inseriti in una cornice di accordi chiari e sottoposti a verifica costante.
Per intenderci la rottura del tavolo ha impedito di conoscere in che modo ed entro che tempo potrebbero essere chiamati i lavoratori ex spartacus ad effettuare una prestazione cocopro.
Quanto infine durerebbero questi cocopro.
Se l’attivazione di tali contratti può determinare negli ambiti delle procedure e delle norme una clausola di salvaguardia, una corsia preferenziale nel nuovo bando che il Ciapi si appresterebbe a costruire per la stipula dei contratti a tempo determinato.
Questioni e domande importanti che impongono nell’interesse dei lavoratori l’immediata riapertura del tavolo !
Infine lo Snals Confsal saluta positivamente la proposta avanzata di sottoporre a referendum dei lavoratori la sottoscrizione di un possibile accordo nella materia, auspica che tale iniziativa non rimanga unica ma diventino metodo ed  abitudini democratiche .
Ma bisogna fare presto!
I lavoratori e le loro famiglie non possono più aspettare.

sabato 10 maggio 2014

Tavolo tecnico sulle problematiche della formazione professionale continua lunedì alle 16.00 dopo l'incontro con il tavolo del partenariato

Dopo una giornata lunghissima  non si è arrivati a un punto di incontro e tutto si sposta lunedì 12 alle ore 16.00 sempre nella sede del governo  regionale.

Cosa è successo?

Non si è arrivati ad un accordo definitivo che possa risolvere le criticità ancora insolute del comparto, alcuni punti sono:

- tempi di erogazione  degli emolumenti pregressi di tutti i lavoratori delle tre filiere;  

- modi di impiego dei lavoratori e tipologia contrattuale operatori  ex Spartacus; 

- copertura economica per iniziare l'attività formativa con tutti i lavoratori idonei inseriti nella graduatoria del progetto Prometeo; 

- prosecuzione   attività  interventi formativi in  scadenza a giugno; 

- copertura economica della Cig  in deroga per avviare i tavoli istituzionali;

- altre problematiche che riguardano tutto il comparto della formazione professionale presentati nel documento Snals  consegnato al Governo ed all'Amministrazione regionale. Vedi documento.

Osservazioni

 

La scrivente organizzazione sindacale settore formazione professionale firmataria di CCNL intende offrire il proprio contributo alla volontà amministrativa di riformare il sistema della FP dichiarata dal Governo Regionale e per esso dagli Assessori alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale, dall’Assessore al Lavoro e dal Dirigente Generale regionale ad interim dei tre comparti Interventi Formativi, Servizi Formativi ed Obbligo di Istruzione e Formazione. Ovviamente in questa fase, di primo approccio, la nostra proposta individuerà segnatamente le problematiche che i lavoratori vivono e le proposte possibili di risoluzione.

 

In primo luogo quando s’intende chiudere con il passato soprattutto, come definito dal Governo Regionale, di mala gestio, bisogna gestire la transizione verso la Riforma per evitare interruzioni di servizio e carenze funzionali di ogni genere. Bisogna innanzitutto ricondurre il sistema alla Legge, ossia alla previsione legislativa e normativa, perché solo il principio di legalità può ispirare qualunque intenzione ed azione amministrativa ed è sicuramente il “terreno dialettico” su cui ritrovarsi. Bisogna, allora, individuare le criticità di un sistema ormai impregnato di disfunzioni ed illegittimità.

 

A) Stipendi maturati e non percepiti. Come primo atto bisogna chiudere il pregresso e le vertenze aperte dal personale, in quanto la mole di contenzioso posto già in essere e che si sta, ancora, generando nei confronti degli enti di formazione (debitore principale) e della Regione Siciliana (coobbligato per dovere di vigilanza come ente appaltante) non favoriscono i processi di riforma, né tantomeno la distensione delle relazioni. Serve, dunque, impinguare il fondo di garanzia regionale per liquidare le spettanze ai lavoratori (stipendi maturati non liquidati, contributi non versati, TFR non accantonato), che può essere alimentato da tutti i residui finanziari degli anni passati, a causa dei rendiconti ancora non chiusi e da ogni fonte finanziaria compatibile ed utilizzabile. Su questo tema, giova precisare, che il Governo Regionale ha non poche responsabilità, non importa se a capo vi erano Lombardo o Cuffaro, ma in base al principio dell’unità dell’azione amministrativa, oggi ne risponde il Governo Regionale attuale, quindi questa Amministrazione Attiva deve farsi carico del problema e dei correlativi oneri finanziari. Tutti i lavoratori del sistema della formazione professionale, oggi avanzano mensilità pregresse maturate (da otto a ventiquattro) e mai liquidate: i lavoratori devono essere pagati, poi l’Amministrazione Regionale si rivalga sugli enti di formazione inadempienti, principio disposto dalla legge ed anche dal Codice dei Contratti (D.P.R. n. 207/2010 art. 4 e 5).  

 

B) Reductio ad unum dello status giurico del personale. I lavoratori, iscritti all’albo ex art. 14 l.r. 24/76 e D.A. n. 38/GAB del 11 ottobre 2013, devono essere censiti in due categorie: personale con incarico e personale senza incarico, che dunque deve essere ricollocato (L.r. 25/93 e CCNL di categoria). Oggi questi vivono una enorme incertezza per lo status giuridico variegato ed alquanto confusionale in cui si trovano: personale con incarico ad impegno parziale (a progetto, a moduli, ad orario settimanale non completo), personale senza incarico degli elenchi delle eccedenze 2013 (mobilità ai sensi dell’Allegato 12 art. 26 del CCNL 1994-1997), personale posto in CIGD (L. 223/91 e 2/2009), personale negli elenchi C.A. n. 10/94, personale sospeso degli enti di formazione definanziati (Ial Cisl, Aram, Ancol, Iraps, Anfe, ecc.).

Bisogna considerare il personale senza incarico in modo totale o parziale con un unico status giuridico e sotto la tutela di una unica normativa di salvaguardia occupazionale e di sostegno al reddito.

 

C) Pubblicare con effetto immediato l’Albo degli operatori della formazione professionale. Bisogna dare nuovo impulso all’Albo, previsto dalla legge regionale, con precipue intenzioni quella di uniformarsi alla legge, di censire tutto il personale (qualificazioni, anzianità, mansioni, livelli e competenze) e di stabilire, finalmente, il blocco effettivo delle assunzioni al 31 dicembre 2008. Tuttavia registriamo che ancora dopo un anno e mezzo si fatica a dare piena efficacia a questo strumento, quindi si acceleri il processo di pubblicazione in GURS.

 

D) La Riforma preveda lo strumento di salvaguardia occupazionale del personale dell’Albo. Le leggi regionali ed il CCNL di categoria prevedono l’obbligo in capo agli enti di formazione ed alla Regione di mantenere i livelli occupazionali del personale impegnato nei tre ambiti del Sistema della formazione professionale. Tuttavia si registra una forte disfunzione nel determinare un meccanismo davvero funzionale e tempestivamente operativo di salvaguardia dei livelli occupazionali.

Gli strumenti normativi prevedono la possibilità di predisporre progetti ad hoc, anche triennali, per la mobilità del personale rimasto privo di incarico presso altri enti di formazione con disponibilità di posti vacanti, ma anche presso la pubblica amministrazione, le scuole e le università. Si potrebbero, ad esempio, produrre progetti a tempo di utilizzazione degli operatori presso l’amministrazione regionale negli uffici con maggiori carenze di personale (ufficio gestione e programmazione), anziché esternalizzare servizi come la verifica delle rendicontazioni.

In subordine la normativa esistente prevede meccanismi di riqualificazione del personale, anche, attraverso progetti di aggiornamento (alta formazione o voucher formativi). Ciò che però preme precisare che questi meccanismi non devono fare perdere la retribuzione ai lavoratori, come oggi sovente avviene, quindi questi interventi devono essere predisposti in via generale come automatismi logici e giuridici in una più puntuale applicazione della normativa vigente.

 

E) La Riforma preveda il puntuale pagamento delle retribuzioni al personale. Oggi il personale dipendente viene pagato in tre soluzioni con il primo acconto, con l’acconto intermedio e con il saldo. Con questo sistema, dunque, non viene pagato puntualmente con ritardi persino di anni, soprattutto a causa della chiusura delle rendicontazioni ferme per anni, ad esempio, nella filiera dell’obbligo di istruzione e formazione al 2008, degli interventi formativi al 2010, degli sportelli multifunzionali al 2010. Infatti gli operatori che, giova ricordare, svolgono un servizio pubblico necessario, Costituzionalmente e Statutariamente previsto, e sottoposto alla vigilanza della Regione vengono rimbalzati nelle loro richieste di percepire le retribuzioni tra le manchevolezze degli enti di formazione ed i ritardi di erogazione degli acconti dovuti in anticipazione dalla Regione. Tutto questo con l’avvio di contenzioso dannoso e costoso per il recupero delle retribuzioni, in alcuni casi impossibile, da parte dei lavoratori. Qualunque sia la proposta del Governo Regionale sul nuovo sistema della formazione professionale non dovrà prescindere da meccanismi di pagamento puntuale secondo il CCNL di settore e secondo le prescrizioni della legge. Una proposta che facciamo da tempo è quello di prevedere l’erogazione dell’intera quota del personale (100%) in anticipazione ed eventualmente garantire l’esborso con maggiori garanzie (fidejussioni, accordi bancari, ecc.). Sicuramente un servizio commissionato dalla Regione non può continuare in simile prassi di illegittimità sui pagamenti del personale.

 

F) Agenzia pubblica del Sistema. Questa O.S., a seguito delle assemblee sindacali tenute con i propri iscritti, che hanno sofferto i danni causati a loro ed alle loro famiglie dalla mala gestio di alcuni enti di formazione, ed essendo il Sistema della FP un servizio pubblico obbligatorio con finanziamenti interamente pubblici, chiede che si preveda l’istituzione di una Agenzia pubblica del Sistema (anche utilizzando il Ciapi di Priolo o altro ente pubblico) con il risparmio di notevoli risorse finanziarie, come previsto anche dalle mozioni discusse da ultimo in Parlamento Regionale e come annunciato nei comunicati stampa del Governo Regionale.

G) Sportelli Multifunzionali. Un capitolo a parte merita la vicenda degli Sportelli Multifunzionali i cui operatori nella maggior parte sono personale con qualifica specialistica ( orientatori, integratori, progettisti, ecc. ) conseguita a seguito di riqualificazione voluta con selezione di evidenza pubblica, anche se limitato al solo personale della formazione professionale, dalla stessa Regione (POM 1 e 2 ). Riqualificazione che è costata alla Regione decine di miliardi delle vecchie lire e che hanno visto il personale degli Sportelli collaborare e supportare i C.P.I. nella loro attività istituzionale in ottemperanza dei d.lgs.181/00 e 297/02. Per tale personale con accordi sindacali del 1998 era stato previsto, dopo la riqualificazione e una breve esperienza sul campo – Info Orient - , “ di utilizzare il personale opportunamente riqualificato all’esterno del sistema formativo regionale ( UPLMO, SCICA….)” accordo firmato per il Governo dall’allora Presidente Drago.

E’ da allora che il personale degli Sportelli aspetta di vedere realizzato un suo diritto.Diritto maturato giorno dopo giorno supportando le attività dei CPI, che senza l’attività di orientamento espletata dagli operatori degli sportelli non avrebbe potuto erogare le politiche attive del lavoro previste dalle norme comunitarie e nazionali. Con stipendi percepiti con notevole ritardo e osservando la puntualità con cui la Regione erogava non solo gli emolumenti ma anche i premi di produzione ai dipendenti dei C.P.I. ed agli lsu. 

Oggi gli operatori degli Sportelli sono licenziati o sospesi dall’attività dagli Enti di provenienza per mancanza di gestione di attività “ della filiera degli ex Servizi Formativi “ e si ritrovano nella situazione contemplata all’art.2 legge regionale 1 settembre 1993 n.25 e dallo stesso contratto di categoria, che ne prevedono il mantenimento dei livelli occupazionali e la mobilità esterna . Senza colpa alcuna degli operatori degli Sportelli oggi si ha in atto una forzata interruzione di pubblico servizio.

Dopo ben tredici anni di lavoro specialistico per conto della Regione tale personale ha il diritto di vedere riconosciuto il contributo dato alla Regione e il diritto, più di quanti da ben trent’anni senza concorso alcuno sono stati inseriti nei ruoli regionali ( ex legge 285, ex legge 37, lsu. ecc.), di transitare in pianta stabile nei ruoli regionali.

Senza l’apporto specialistico degli operatori degli Sportelli gli atti esterni prodotti dai C.P.I. sono legali? I lavoratori che ricevono indennità dall’INPS possono serenamente spendere il misero contributo che ricevono o , per non aver ricevuto idonea attività di orientamento, dovranno prudentemente accantonarlo e sperare di non doverlo restituire?

La scrivente organizzazione sindacale, mossa sempre da spirito di collaborazione,resta a disposizione per documentare le proprie osservazioni e chiarire le soluzioni proposte. ​



lunedì 28 aprile 2014

INCONTRO CON IL CIAPI



Si rinvia  tutto ad un incontro con il dipartimento  ed il neo assessore Bruno per quando riguarda La nuova attività degli ex Spartacus e con l'assessore Scilabra  per le problematiche del bando Prometeo.

Come avevamo gia scritto l’incontro fra il neo assessore al lavoro e cgil cisl uil si è rilevato meramente declaratorio non ha cioè sciolto i nodi tecnici e di merito che stanno sul tappeto.

ma allora di che hanno parlato?

Per quanto riguarda prometeo le criticità maggiori restano su Palermo dove mancano ancora 900 allievi e le sedi logistiche.

Per quanto riguarda youth guarantee le problematiche sono riconducibili alla necessità di coniugare la mission del progetto e le rigidità dell’accordo stipulati per il progetto spartacus a settembre.

Ma al di la delle oggettive problematicità registriamo cosi come abbiamo già scritto precedentemente un tentativo di “incartare” queste esperienze.

Chi non vuole prometeo?

Chi non vuole avviare il progetto youth guarantee cioè il proseguo “naturale”di spartacus?

Il governo regionale deve sciogliere i nodi e dare garanzie in relazione alle tante dichiarazioni perentorie fatte in materia di formazione professionale.

Auspichiamo che il cambiamento e la riforma della formazione siciliana non subisca nessun arresto e si avvii il superamento della stagione degli eventi verso l’agenzia unica della formazione.



venerdì 18 aprile 2014

PASQUA AMARA PER GLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE



Proclamato lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale per il mancato pagamento degli stipendi.
I lavoratori hanno garantito un servizio puntuale ed efficiente, ma dovranno trascorrere le festività senza stipendi.
Gli Enti non ha ancora trasferito le spettanze economiche ai lavoratori che dovranno fare i conti con la sgradita sorpresa dei mancati accreditamenti.
I lavoratori hanno intenzione di bloccare l'attività lavorativa, per far sentire la loro voce contro il silenzio della Regione che sta preoccupando i lavoratori della formazione.
Chi opera nel settore della formazione professionale quest'anno non ha ancora ricevuto i fondi necessari dell'attività passata e quella presente, per riuscire a pagare gli stipendi dei lavoratori.
Il coordinamento regionale Snals Confsal settore formazione professionale chiede di capire quale futuro si vuole disegnare,quali sono gli scenari che si aprono per una crisi che non sembra aver toccato ancora il fondo.
Siamo preoccupati per le false promesse di voler investire, di vole puntare sulla formazione professionale come volano di sviluppo economico per i giovani siciliani, poiché ad oggi ci si ritrova con tanta confusione ed un pugno di mosche in mano.
Siamo in attesa di capire come il Governo intende risolvere concretamente il problema che è emerso con il progetto Prometeo che su 1800 idonei il Ciapi ha contattato soltanto 1300 lavoratori e dei lavoratori del progetto Spartacus che dal 23 aprile sono privi d'incarico.
Siamo fortemente preoccupati che la situazione possa degenerare.
In una situazione del genere i lavoratori non sanno come andare avanti. C'è allarme per l'emergenza che si sta vivendo.
Auspichiamo che nell'immediato si trovi una soluzione che possa dare concretamente, così come previsto dalle leggi regionali, un garanzia economica e lavorativa a tutti gli operatori della formazione professionale."





sabato 22 marzo 2014

@La gestione della Formazione Professionale continua ad essere segno di un’illegalità diffusa.

Dal quotidiano on Line Live Sicilia

Il Cefop è stato venduto, ma adesso gli esami finali dei corsi chi li fa? La cessione del mega ente della Formazione professionale rischia infatti di avere conseguenze paradossali per i lavoratori e persino per gli allievi. I corsi, infatti, si sono fermati. I dipendenti stessi, licenziati dall'ente, dovrebbero passare alla nuova cordata rappresentata dal Cerf. Un passaggio, però, sul quale restano ancora molte zone d'ombra. E non a caso la Regione ha deciso di vederci chiaro convocando urgentemente i commissari giudiziali che hanno guidato il Cefop, appunto, in amministrazione straordinaria.

Nei giorni scorsi il capodipartimento Anna Rosa Corsello ha incontrato il commissario Bartolo Antoniolli. Al commissario, il dirigente generale della Formazione ha chiesto ufficialmente il contratto di vendita al Cerf. Dal quale l'amministrazione regionale dovrà tirare fuori un po' di conclusioni. Con l'obiettivo di fugare qualche dubbio. Prima di autorizzare l'utilizzo dei fondi regionali per il finanziamento del nuovo ente che dovrebbe subentrare al Cefop.

Ma tra i lavoratori le preoccupazioni adesso sono tante: “Si sono fermati i corsi – racconta un dipendente storico del Cefop – e non sappiamo come si andrà avanti. Non sappiamo chi sosterrà gli esami. E non è un fatto da poco”. In effetti, gli esami finali dei corsi sbloccano l'ultimo 20% del finanziamento destinato all'ente di Formazione. Soldi al momento “in bilico”. “Si tratta anche dei nostri stipendi”, protestano i lavoratori. Ma non solo. Il problema riguarderebbe anche le decine di allievi che a quei corsi hanno preso parte. E che rischiano, oggi, di non completarli. Corsi inutili, per loro, in quel caso. E i corsi in questione sono davvero tanti, da quelli per assistenti sanitari a quelli per webmaster. Fino, pare, ai cosiddetti “Oif”, i corsi destinati agli alunni delle scuole.

Dall'assessorato alla Formazione, così, fanno sapere che bisognerà valutare tutto attentamente. Perché il passaggio dei corsi dal Cefop al Cerf non è così “automatico”. Proprio per questo motivo il capodipartimento Corsello ha convocato i commissari. Vuole risposte chiare su chi completerà i corsi della prima annualità dell'Avviso 20 (quelli attualmente “in bilico”, appunto), e chi si curerà di quelli della seconda annualità, per la quale la Regione ha trasferito al Cefop la bellezza di 17 milioni di euro. Insomma, la Regione vuole verificare se il passaggio dei corsi è fattibile.

Ma non solo. Superata le verifica tecnica, l'assessorato approfondirà un altro punto. Il passaggio al Cerf della parte conclusiva dei corsi, infatti, prevede anche alcune operazioni come quelle di rendicontazione. Se, ad esempio, nella convenzione legata alla vendita del Cefop, il Cerf non si “accollasse” gli eventuali debiti, la Regione si troverebbe nella situazione, in caso di contenzioso o nel caso di revoca di corsi con richiesta di restituzione delle somme, di non sapere a chi “chiedere indietro” i soldi. Chi, insomma, dovrà colmare gli eventuali debiti.

Un giallo, quindi. “Non si comprende – denuncia anche il sindacato Snals Confsal - la strategia che sta adottando l'Ente Cerf che pare stia per ricevere somme di circa 17 milioni di Euro con la promessa di impiegare il personale del Cefop. In contrasto alle normative regionali ed al contratto collettivo di lavoro. L'ente ha predisposto un bando per l’assunzione di circa 400 nuove unità; scoraggiando i “vincitori del bando”, ha destinato tali lavoratori in sedi distanti dalla propria residenza (abbondantemente oltre i 50 km) costringendoli, per questa via, a rinunciare all’incarico e ad andare ad ingrossare le fila degli aspiranti dipendenti del Ciapi. Il determinarsi di tale situazione ha ingolfato ed allargato la platea degli idonei al Ciapi, il cui numero è aumentato da 1415 ad oltre 1900 unità. La Regione – insiste il sindacato – non sta garantendo il rispetto della legalità. Siamo pronti a presentare un esposto alla Procura”.

Caos su caos. In un mondo, quello della Formazione professionale, che sembra non avere pace.Di pochi giorni fa, infatti, le sentenze del Cga che hanno aperto ai lavoratori degli sportelli multifunzionali inizialmente esclusi, il passaggio al Ciapi di Priolo. La Regione avrebbe commesso un errore evidente: avere scambiato l'iscrizione all'albo unico dei formatori come requisito essenziale per il passaggio al Ciapi di Priolo. Mentre - stando al bando - avrebbe dovuto soltanto attribuire un punteggio per stilare una graduatoria che si è trasformata in un semplice elenco nominativo, "stoppato" dal Cga..

E a proposito dell'albo dei formatori,in Commissione cultura all'Ars, la dirigente Corsello ha denunciato il proliferare di contratti atipici stipulati dopo il blocco delle assunzioni, fissato al 2008. Circa settemila contratti che potrebbero, attraverso tentativi di conciliazione, essere tramutati in assunzioni a tempo determinato. “Questo – afferma la deputata Gianina Ciancio - a causa di controlli inesistenti. E’ stata la stessa dottoressa Corsello ad ammettere che in assessorato ci sono circa 2000 faldoni di documentazione giacenti dal 1998, che solo ora hanno cominciato ad essere esaminati”.

Negli ultimi tempi, invece, stando sempre alla denuncia dei grillini, sarebbero stati gli enti a mostrarsi sordi alle richieste di invio delle carte, fatte dalla Regione, cosa che rischia di innescare l’ennesima bomba nell’universo Formazione. “Gli enti che non hanno provveduto a mandare in assessorato le pezze d’appoggio – afferma Valentina Zafarana – non solo non vedranno mai i saldi dei finanziamenti che si attestano a circa al 25 per cento delle annualità già erogate, ma rischiano di dover restituire anche le anticipazioni avute, con contraccolpi dalle conseguenze forse nemmeno immaginabili e che potrebbero pagare anche i lavoratori”. Il sistema-Formazione, insomma, rischia definitivamente di saltare in aria.

venerdì 21 marzo 2014

Gli operatori coinvolti nel Progetto Spartacus


Disperazione,disoccupazione, cassa integrazione, licenziamenti, aziende che chiudono, uomini e donne che giornalmente perdono il proprio posto di lavoro...! Questi, e tanti altri, sono ormai i temi che, da diversi anni, investono come uno tsunami, i titoli delle maggiori fonti di informazioni (quotidiani, telegiornali, riviste, siti internet...) e queste sono, purtroppo, le dure realtà con le quali, oggigiorno, bisogna contraffacci-arsi e arrabattarsi.
Cosa fare, dunque, di fronte l'inevitabilità di una realtà oggettiva che pone tutti noi a impattarci con situazioni, obiettivamente, drammatiche e deterioranti? Ognuno di noi può decidere di demordere, di lasciarsi andare, di rinunciare, oppure, può, al contrario, scegliere di ricominciare, di ricreare e di combattere al fine di fare valere diritti inviolabili sanciti, per di più, dalla Costituzione della Repubblica Italiana: art. 1 “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” e art. 4 “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.” Scripta manent!
Al di là, quindi, del nichilismo esistenziale, etico e occupazionale nel quale, ahimè, la nostra società è capitolata; resta un dato incontestabile e ineluttabile che riguarda ogni essere umano: il diritto ad avere un lavoro e il dovere di assolvere al massimo delle proprie potenzialità il proprio ruolo. Negare il lavoro significa negare la dignità. Significa soggiogare l'uomo alla dimensione dell'annichilimento, del nulla. Significa sottoporlo ad una lenta ed estenuante eutanasia. Nessuno di noi può e deve accettare un simile stato di cose. La chiave di volta, allora, per rispondere a questo deterioramento generale è una sola: cambiare. Ed è proprio sulla scia del cambiamento e sulla volontà di offrire una prospettiva nuova, fresca e dinamica che si insinua il Progetto Spartacus.
Mai epiteto è stato più appropriato! Siamo, difatti, tutti gladiatori che devono combattere contro i leoni per salvare se stessi! Il Progetto Spartacus, fortemente voluto dall'attuale governo e concertato con gli assessorati di competenza, facente capo al C.I.A.P.I. di Priolo, è fondato, principalmente, sull'intenzione di offrire, di fronte alla gravità irrefutabile della situazione occupazionale in Sicilia, pungoli, intenzioni e percorsi in grado di mostrare un luminoso baluginio capace di fendere, come un raggio sottile, la nebbia ottenebrante che avvolge la maggior parte di noi.
Grazie all'apertura di sportelli di orientamento allocati, specificamente, all’ interno di strutture pubbliche presenti nel territorio (scuole, assessorati, centri per l'impiego, etc.:), il Progetto Spartacus offre all'utenza servizi molteplici e diversificati in relazione alle singole esigenze dei soggetti richiedenti. Il senso cardine a partire dal quale è possibile identificare il significato essenziale del progetto di cui sopra, ruota attorno al concetto di politica attiva del lavoro, ovvero, l’insieme di azioni mirate alla formazione ed al sostegno delle persone per la collocazione lavorativa, in modo da aumentare la loro possibilità di trovare una nuova occupazione. Le politiche attive sono rivolte a tutti coloro che si dichiarano in cerca di lavoro, ovvero a disoccupati in "senso stretto", coloro che avevano un lavoro, ma lo hanno lasciato o perso e ne stanno cercando un altro; le persone in cerca di prima occupazione (o inoccupati), che comprende, oltre a chi non ha mai lavorato, anche chi ha abbandonato un’attività e ne ricerca una nuova da almeno un anno; giovani che stanno seguendo un corso di studi, altre persone in cerca di lavoro: casalinghe, oppure pensionati.
Nello specifico, lo sportello ubicato presso L’UPL - Servizio XV, sito in Palermo, in via Briuccia n°67. Ha dato avvio a diverse attività rivolte ad un'utenza variegata che è in grado di offrire informazioni a giovani compresi in una fascia di età dai 15 ai 29 anni, grazie al personale altamente qualificato.
I servizi rivolti prevedono differenti percorsi. E' previsto, anzitutto, il servizio di accoglienza e profiling, fase propedeutica e iniziale che serve sia per conoscere l'utente che per fare conoscere le possibilità offerte e gli eventuali sviluppi da predisporre in relazione alle richieste espresse durante il colloquio. A seguito di un primo incontro vengono formulate, in sinergia e in accordo con il soggetto richiedente, diversi moduli orientativi. In questa fase gli operatori del progetto, parte attiva e determinante per lo svolgimento dei diversi percorsi orientativi, si occupano di assegnare l'utente ad un operatore specifico di riferimento, in grado di soddisfare nel migliore dei modi i bisogni espressi. A differenza delle necessità evidenziate vengono proposte informazioni specifiche e dettagliate inerenti differenti settori: orientamento scolastico, formazione continua, servizio civile, orientamento universitario, informazioni su corsi professionalizzanti, indicazioni su come attivare il contratto di apprendistato, i tirocini formativi....
A questo si aggiungono attività seminariali attraverso le quali l'utente diventa parte attiva del percorso. Le attività, infatti, prevedono la formulazione e la compilazione del CV. simulazione di job club, ricerca attiva del lavoro, colloquio di selezione simulata, definizione dell'obiettivo professionale, consultazione di offerte di lavoro, seminari sulla contrattualistica e normativa del lavoro...Vengono, inoltre, trattate tematiche specifiche quali la mobilità internazionale, Eures, rivolto a chi cerca informazioni su come muoversi alla ricerca del lavoro nei paesi comunitari ed in Svizzera, l'auto imprenditorialità, la creazione d’impresa, etc...I servizi rivolti alle imprese riguardano, invece, la ricerca e preselezione dei candidati, consulenza contrattuale e previdenziale incentivi assunzioni e attivazione di stage e tirocini.
Tutti i servizi di cui sopra sono regolamentati e monitorati secondo quanto previsto dal Piano di attuazione Italiano della Garanzia per i Giovani (Youth Garancy). L'istituzione di una “Garanzia per i Giovani”, approvata dal Consiglio dell'Unione Europea del 22 aprile 2013, nasce con un'intenzione, essenzialmente, preventiva: l’obiettivo è; infatti, quello di offrire una risposta ai giovani che ogni anno si affacciano al mercato del lavoro. L'attuazione della Garanzia costituisce una grande opportunità per la sperimentazione di un più efficace sistema di presa in carico dell’utente basata sull’applicazione reciproca (mutual obbligation). In questo contesto, già da tempo le Regioni hanno cercato di contenere gli effetti negativi della crisi sull'occupazione giovanile attraverso la definizione di politiche integrate sul versante della formazione e del lavoro (D.lgs 21/20013, n.104, convertito con modificazioni in L. 125/2013). Inoltre, al fine di tutelare la Garanzia Giovani, lo sportello applica uno schema complessivo delle misure atto a fornire a tutti gli utenti la possibilità di fruire di un sistema di informazione ed orientamento mediante sia sistemi a distanza e automatizzati che, soprattutto, una rete di servizi individualizzati accessibili tramite due centri di contatto. Il primo riguarda l'istituzione, per i giovani che vi si rechino, di un sistema di “servizi competenti” (secondo la definizione del D. Lgs 181/2000); il secondo si riferisce, invece, all'attuazione di appositi presidi da realizzare presso il sistema di istruzione e formazione al fine di “catturare” i giovani soggetti a dispersione scolastica. I suddetti servizi dovranno, infine, secondo quanto previsto dalla Youth Employement Initiative, offrire ai giovani, entro quattro mesi dall'avvio del percorso, l'inserimento o reinserimento formativo o l'attivazione di un periodo lavorativo. Tutto ciò è possibile grazie all'introduzione di un ampio ventaglio di iniziative a favore dei giovani sostenute sia da risorse nazionali sia dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e relativo cofinanziamento nazionale. Tutti gli operatori coinvolti nel Progetto Spartacus hanno, infine, a cuore un'intenzione comune: lavorare e collaborare a sostegno di soggetti terzi più o meno svantaggiati per cercare di fare capire e non dimenticare che nella vita tutto passa e che nulla è statico perché omnia mutantur...tutto cambia!

lunedì 17 febbraio 2014

SNALS CONFSAL: proposte concrete per rinnovare il sistema della formazione professionale.

n un recente incontro, organizzato a Palermo dallo SNALS CONFSAL FP, sono stati analizzati i problemi principali dell'attuale sistema della formazione professionale in Sicilia che, da troppo tempo, versa in uno stato di crisi dal quale, sembra, non esserci una via d'uscita. A tal proposito il Coordinatore Regionale dello SNALS CONFSAL, Giuseppe Milazzo, ha reso esplicito il fatto che tale organizzazione sindacale  si trova concorde con il Governatore della Regione Siciliana per il blocco delle assunzioni e per l'istituzione di un’Agenzia Regionale, ma che, comunque, restano delle perplessità sulle assunzioni a tempo determinato praticate dal CIAPI, che appaiono prive di garanzie per i lavoratori. 
Altro punto su cui si è discusso è la nota dolente delle retribuzioni dei lavoratori, 
"Sì, è vero che gli enti di formazione in Sicilia vivono in una situazione molto difficile ma a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano, poiché da mesi non percepiscono gli stipendi" continua Milazzo, "Riteniamo, però, fondamentale e prioritaria la garanzia di TUTTI i lavoratori che operano nel settore formazione professionale. Tale garanzia è realizzabile attraverso la piena attuazione del combinato disposto degli art. 2 della L.R. 25 del 1993 e art. 39 della L.R. 23 del 2002, con l’istituzione di un capitolo di spesa dedicato esclusivamente al personale della formazione professionale". A questo scopo lo SNALS CONFSAL auspica 
l’istituzione di un’Agenzia Regionale che assicuri ai lavoratori il diritto di percepire la retribuzione con cadenza mensile, a fronte della prestazione lavorativa offerta.
A conclusione dell'incontro è stato stilato un verbale in cui, tale organizzazione sindacale, ha reso noti gli obiettivi fondamentali per una valida riorganizzazione del settore della formazione professionale in grado di assicurare:

· la qualità dell’offerta formativa;
· il rispetto di regole al fine di sbloccare gli stipendi pregressi dei lavoratori ed evitare ulteriori lungaggini in futuro;
· la salvaguardia occupazionale e il diritto dei lavoratori di percepire la retribuzione con cadenza mensile a fronte della prestazione lavorativa offerta con l’istituzione di un’Agenzia Regionale. Il personale a tempo indeterminato della L.R. 24/1976 dovrà essere garantito con l’immissione in un ruolo unico ad esaurimento, contenitore da cui oltre l’Agenzia anche gli Enti di formazione, potrebbero attingere prioritariamente e temporaneamente in presenza di titoli e professionalità compatibili con l’intervento progettato. Il rimanente personale dovrebbe essere utilizzato laddove si presentino carenze di organico e sempre nel rispetto di titoli e professionalità; nel particolare, il personale in esubero potrà essere utilizzato nelle istituzioni scolastiche e universitarie, nei servizi per l’impiego, come già sta avvenendo con il progetto Spartacus, o presso altra amministrazione o istituzione che dovesse farne richiesta, con modalità e procedure che saranno individuate con le parti sociali e le strutture interessate;
· la riduzione progressiva del sistema mediante la realizzazione di accordi sindacali che introducano strumenti di accompagnamento per i lavoratori prossimi al pensionamento.
"Infine" conclude Giuseppe Milazzo, "Lo SNALS CONFSAL è pronto ed aperto a tutti i confronti poiché convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione a politiche attive del lavoro e ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione".

sabato 9 novembre 2013

UN PASSO AVANTI NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI


"Sembra che che finalmente si veda un po' di luce in questo triste periodo per la formazione professionale siciliana",questo è il primo commento rilasciato dal coordinatore regionale dello SNALS CONFSAL, Giuseppe Milazzo, dopo la pubblicazione della direttiva dell'assessore Scilabra alla dirigente generale Corsello, sul trasferimento diretto degli stipendi ai lavoratori degli enti che hanno subito la revoca dell'accreditamento. La direttiva è infatti basata sul DPR 207/2010 che all'articolo5 disciplina l'intervento sostitutivo della stazione appaltante nel caso di mancato pagamento degli oneri retributivi da parte della ditta aggiudicataria. Nello specifico del settore della formazione professionale siciliana, la direttiva sollecita "ad adottare le procedure più opportune per sbloccare i finanziamenti a valere sull'Avviso 20/2011 non ancora erogati agli enti gestori cui l'amministrazione ha revocato l'accreditamento e conferendo alle risorse da trasferire l'esclusivo vincolo di destinazione al pagamento delle spese per il personale dipendente".

"Da tempo lo SNALS CONFSAL si batte per questo che ad oggi sta per diventare un importante traguardo per i lavoratori della formazione", continua Milazzo, "si spera che tale direttiva diventi presto esecutiva anche perché i lavoratori sono stanchi e stremati dall'attesa di ciò che spetta loro di diritto, secondo la legge e il Ccnl". 

Altro scoglio da superare, oltre a quello fondamentale degli stipendi arretrati che pare si stia risolvendo, è l'immediata ricollocazione dei lavoratori di quegli enti che hanno ricevuto la revoca. "I lavoratori non possono subire colpe che non gli appartengono e l'amministrazione regionale deve salvaguardare il loro posto di lavoro, deve assicurare la restribuzione mensile e trovare velocemente una soluzione per regolamentare il sistema formazione in maniera concreta e nel rispetto della legge e del CCNL". 

"Lo SNALS CONFSAL auspica" conclude Milazzo "che il governo regionale e gli organi di competenza traducano in maniera concreta l'attenzione verso le esigenze dei lavoratori, i quali continuano a mantenere lo stato di agitazione




mercoledì 6 novembre 2013

BLOCCO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE IN SICILIA


 

Lo Snals Confsal, settore formazione professionale, manifesta la propria preoccupazione per il continuo aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore a causa del mancato pagamento  delle spettanze maturate che, in alcuni casi, arrivano a  più di 18 mensilità. 

"All’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge un’ulteriore emergenza" dichiara Giuseppe Milazzo, coordinatore Regionale SNALS CONFSAL, "che induce a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. L'amministrazione regionale, infatti,  non applicando le leggi a tutela dei lavoratori della formazione professionale, continua a mettere a rischio la mancata retribuzione e la continuità lavorativa di una buona parte degli impiegati del settore. Lo Snals Confsal, nel ricordare al Governo di concretizzare il proprio impegno, assunto nell’accordo del 3 giugno 2013 e ribadito dalla delibera di Giunta n. 200 del 6 giugno 2013" conclude Milazzo "dichiara lo stato di agitazione del personale della formazione professionale e intraprende tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori".

A tal proposito domani, 7 novembre alle ore 10:00 i lavoratori dell'ente di formazione Reti Scarl, i quali non percepiscono stipendioda circa 10 mesi, si riuniranno in assemblea sindacale presso il salone dello SNALS CONFSAL, sito in Via Rocca Romana 20/C, al fine di organizzare iniziative di protesta.

 

martedì 17 settembre 2013

Una nota positiva

Dal GDS

http://www.qds.it/13743-formazione-l-albo-vede-la-luce-completato-il-censimento.htm

martedì 10 settembre 2013

ISTITUITO IL TAVOLO SULL’ESODO DEI LAVORATORI DELLA FP del 09/09/2013


 
A seguito della convocazione da parte dell’Assessorato Regionale all’Istruzione e F.P. con o.d.g. Esodo prepensionamento e comunicazioni, si sono riuniti le OO.SS e le Associazioni Datoriali.
L’Assessore apre  i lavori e comunica che:
Per il prepensionamento sono stati trovati risorse dal Piano Giovani priorità 6, per 45 milioni,che serviranno per il personale avente i requisiti di cui alla legge Fornero e Giovannini, tali processi saranno gestiti dagli Enti con i Sindacati, l’Assessorato ratificherà quanto concordato;
L’aggiornamento dell’Albo sarà pubblicato provvisoriamente domani 10 settembre sul sito dell’ Assessorato, si avranno 10 giorni di tempo per eventuali ricorsi e correzioni, dopo sarà pubblicato in GURS, il numero degli iscritti ammonta  a 7300 unità e comprende il personale delle tre filiere, Interventi Formativi, OIF, e Servizi, suddivise in 6300 a tempo pieno e 1000 a tempo parziale.
La graduatoria dei progetti della 2° annualità dell’ex Avviso 20 sarà pubblicata entro il 20 c.m.
In questa settimana si analizzeranno i progetti esecutivi degli Enti,e i gli allegati, relativi al personale impegnabile e non, stabilendo con controlli incrociati gli eventuali esuberi;
La Direttiva per la riedizione dei progetti sulla Formazione permanente, sarà pubblicata domani sul sito;
Le tranche di finanziamento saranno del 25% ciascuna;
La D.G. Corsello su richiesta dei Sindacati, sull’applicazione della circ.10/94, per processi di mobilità, ha specificato che può essere integrativa con la CIGD; la prima non esclude la seconda.
L’ Assessore comunica che tutti i lavoratori licenziati,  o privi d'incarico dovuto a revoca dell'Ente saranno garantiti con il passaggio al Ciapi sia inseriti nel  progetto “Spartacus” sia con la dotazione dei corsi e il relativo finanziamento del piano giovani, con  contratti a tempo determinato.
Lo Snals ha partecipato all’incontro con la sua delegazione ad entrambe le riunioni .
Le Associazioni Datoriali  hanno dichiarato di essere preoccupati per il ritardo dell’ avvio della 2° annualità,avendo in carico tutto il personale, e per il mantenimento dei locali attrezzature  e utenze.  Auspicano l’immediata decretazione, e si ritengono soddisfatti per l’incremento della prima tranche di finanziamento al 25%.
Per quanto riguarda la problematica sulla regolarità contributiva (DURC) il D.G. e il dirigente del Servizio Gestione, hanno rassicurato Enti e Sindacato sulla corretta applicazione della legge, confermando 120 giorni di validità e la sostituibilità dell’Amministrazione nei riguardi dell’INPS.
Più   Associazioni Datoriali fanno presente che il prolungarsi del periodo di inattività fra il primo e il secondo anno, potrebbe far aumentare il numero degli esuberi, non avendo posto alcuno in mobilità. Durante la riunione è emerso che alcuni Enti potrebbero non avere rispettato il pagamento ai lavoratori per l’intera annualità (12 mesi più tredicesima) a valere della prima annualità dell’Avviso 20, ponendo in mobilità anticipatamente detto personale, dall’ otto giugno data teorica di chiusura dell’annualità, e pare che alcuni  non hanno attuato quanto prevede la direttiva 45555 del 08/07/2013 (che prevede  la riedizione delle proposte progettuali  senza soluzione di continuità rispetto all’annualità formativa precedente) ponendo in mobilità il personale.
Il D.G. Corsello e il Direttore dell’ UPL fanno presente che hanno attivato dei controlli incrociati, sulla questione segnalata.
 
Vi terremo informati sull’evolversi del tavolo
 

martedì 3 settembre 2013

IMPIEGARE I LAVORATORI PRESSO IL CIAPI

Lo Snals Confsal manifesta la propria solidarietà con i  i lavoratori dello Ial Sicilia  e,  nel contempo, fa presente al Governo  che, purtroppo, lavoratori  di altri Enti continuano a vivere, loro malgrado, situazioni di sofferenza occupazionale. A tale proposito, ritiene fondamentale di estendere  la possibilità di  impiego presso il Ciapi  a tutti i lavoratori  del sistema della formazione professionale che hanno subito licenziamenti da parte degli Enti Gestori, nonchè a coloro  rimasti privi di occupazione a causa di revoca dell'accreditamento agli Enti presso i quali prestavano servizio. In particolare, si vuole mettere in evidenza, anche la delicata situazione in cui versano a tutt'oggi i dipendenti della SICILFORM, dell'IPF,  del CEFOP, dell'Anfe Regionale, dell'Aram,  dell'Ancol Sicilia, dell'ente In.Form.House,  e degli altri lavoratori di Enti che vivono situazioni similari.  
Lo Snals Confsal condivide  la soluzione del CIAPI con un sistema di rete con gli Enti Gestori attivi, e ritiene necessario   che il Governo  metta in campo le  tutele effettivamente previste dalle Leggi  Regionali per la salvaguardia occupazionale  dei lavoratori. 

domenica 28 luglio 2013

Tutelare i lavoratori e dare dignità

Alla luce  delle notizie giornalistiche di oggi 28/07/2013, Unione Lavoratori Liberi  e Snals Confsal settore formazione professionale esprime tutto il proprio apprezzamento per l'attivita' del Governo Regionale circa la salvaguardia dei livelli occupazionali dei lavoratori della F.P. gia' tracciata con l'accordo del 03/06/2013.
Pertanto sosterremo questa volonta' dell'Amministrazione e resteremo vigili sul percorso tracciato appoggiando queste iniziative gia' al prossimo tavolo convocato per il 31/07/2013.
Auspichiamo, inoltre, che il fronte associazionistico e sindacale composto dalle sigle Unione Lavoratori Liberi, Snals, Ugl, Cobas-Cub, Asilfop, Ultralabor e Irriducibili della f.p. possano seguire fattivamente tutte le azioni e procedure poste in essere dal Presidente Crocetta e dall'Assessore Scilabra  continuando nell'azione rivendicativa e collaborativa della stessa Amministrazione, gia' svolta fino ad oggi con fermezza e determinazione nel solo interesse dei lavoratori assunti al 31/12/2008 e iscritti all'albo di prossima pubblicazione!

OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...