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giovedì 20 agosto 2015

OSSERVAZIONI AVVISO 1_2015



Il Coordinamento Snals Confsal settore formazione professionale, dopo un’attenta analisi del bando relativo all’avviso 1/2015, pubblicato dall’Amministrazione Regionale siciliana nel mese di agosto, ne disapprova i contenuti, in quanto gli stessi non tengono conto della legge regionale n. 24/76 e ss.mm.ii., del CCNL di categoria, degli ultimi accordi sindacali sottoscritti tra la scrivente O.S. e la Regione Siciliana del 3 giugno 2013 e del 5 agosto 2014, in merito alla riallocazione  del personale iscritto all’albo, ed alla puntualità delle retribuzioni.
Ancora una volta, dal sopracitato bando, appare evidente che i lavoratori della formazione professionale non saranno garantiti:
-          non si evince che il solo personale impiegabile è il personale iscritto all’Albo degli operatori della formazione professionale, che la Regione Siciliana ha individuato, qualificato e censito con risorse proprie, da ultimo dal D.D.G. n. 4228 del 1 agosto 2014. Pertanto, nel pieno rispetto delle leggi regionali di settore, si chiede di inserire tale requisito di accesso;
-          fermo restando l’impiego prioritario del personale con anzianità di servizio superiore ai 10 anni, si ritiene legittimo anche l’utilizzo del personale assunto dal 2005 al 2008;
-          con questo bando si torna ai vecchi e non funzionali scaglioni di erogazione delle somme (50-30-20), limitando i trasferimenti alla disponibilità economica della Regione Siciliana; (nel precedente avviso n. 20/2011 si era pervenuto, giusti Accordi sindacali del 3 giugno 2014 e 5 agosto 2014, all’ammissione del finanziamento in acconto pari al 50% all’avvio delle attività progettuali, il 40% all’avvio delle attività d’aula, il 10% alla rendicontazione con l’obbligo degli enti di formazione di dover pagare l’intera quota annua del personale con il 90% di acconto - D.D.G. n. 6494 del 13 novembre 2014);
-          altri elementi negativi: il mancato richiamo al DPR 207/2010, nel caso in cui gli enti di formazione non potranno pagare le retribuzioni ai lavoratori (artt. 4 e 5) e l’avere stabilito come unico parametro di valutazione l’elemento premiale di soli 4/100 di punteggio agli enti che impiegano il personale incluso nell’albo degli operatori;
-          gli scaglioni imposti agli enti favoriscono altri licenziamenti: sarebbe stato più opportuno stabilire un elemento premiale per fare scegliere il numero maggiore di unità impiegate dell’albo, anche con incentivi per le assunzioni da questo elenco ad esaurimento, piuttosto che l’utile a collocarsi al minimo del “range” (es. range 9-16, gli enti, a parità di finanziamento a 9 ed a 16 unità in ruolo, preferiscono far lavorare di più le 9 unità, piuttosto che prenderne 16).

Per concludere, dall’analisi dell’avviso 1/2015 emergono delle criticità sulla salvaguardia occupazionale dei lavoratori. Ci si chiede come l’amministrazione regionale intenda muoversi per garantire quella notevole fetta di lavoratori che rimarrebbero esclusi dall’Avviso n. 1/2015, sia per anzianità di servizio (10 anni) che per quantità di finanziamento.
Pertanto il coordinamento regionale  Snals Confsal settore formazione professionale chiede un incontro  urgente con l’Amministrazione Regionale per individuare il metodo che eviti la fuoriuscita di altro personale dal settore nonché la ricollocazione del personale già escluso ingiustamente.


TABELLE CON ALCUNI ESEMPI DI PROIEZIONI E RIPARTIZIONI
COSTI DEL PERSONALE

lunedì 11 maggio 2015

ACCORDO DA RISPETTARE???


L’accordo “Garanzia Giovani: formazione mirata”, firmato l’8 aprile 2015 da questa Organizzazione Sindacale con le Associazioni degli Enti di Formazione Professionale, sta provocando molta confusione all’interno di quegli Enti che hanno nel loro organico personale addetto alle politiche attive del lavoro.
Nell’impiego di tale personale, i vari Enti non stanno adottando  una linea comune provocando in tal modo un’ingiusta diversità di trattamento del personale in questione.
Considerando che non c’è stata nessuna apertura da parte del Governo per la salvaguardia degli Operatori delle Politiche attive del lavoro, lo SNALS Confsal settore formazione professionale, pur non essendo pienamente soddisfatto, ha firmato quest’ accordo, da un lato per dare la possibilità agli Enti di ricevere i finanziamenti previsti per la garanzia giovani dall’altro per permettere ai suddetti operatori di mantenere il loro posto di lavoro all’interno degli Enti di appartenenza e non, in attesa che la riforma del settore ne trovi la giusta e definitiva collocazione.
Dalle segnalazioni pervenute, veniamo a conoscenza di Enti che stanno adottando dei sistemi poco “democratici”,  obbligando il personale a formulare richieste di aspettative non retribuite come unica alternativa al licenziamento.

A tal proposito si ribadisce che, come sempre, la scrivente organizzazione sindacale   promuoverà tutte le azioni necessarie per il ripristino della legalità e del rispetto delle regole, vigilando sul giusto rapporto Ente-lavoratore.  

giovedì 26 febbraio 2015

LETTERA APERTA PER IL PRESIDENTEdella Sicilia CROCETTA


OSSERVAZIONI SUL RIORDINO  DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Egregio Presidente del Governo Siciliano,
le riferisco in qualità di coordinatore regionale Snals Confsal del settore della formazione professionale,  che non condivido ciò che è stato da Lei dichiarato domenica in merito alla formazione professionale e siamo pronti al confronto  per il raggiungimento di quegli obiettivi che possono dare un vero respiro a questo settore in Sicilia e a tutti i soggetti coinvolti.
Inoltre, mi corre l’obbligo di fare delle osservazioni su quanto da Lei dichiarato nei vari mass media.
Innanzitutto, chi è in grado di garantire il servizio?
Come tutti sanno, in Sicilia, a seguito di processi di riqualificazione e aggiornamento, sono presenti circa 8000 lavoratori professionisti, alcuni ancora in servizio a tempo indeterminato impegnati nel settore della formazione professionale, ed altri abbandonati e privi di incarico in attesa di un incarico o di sostegno al reddito. Cittadini Siciliani iscritti all’Albo regionale della formazione professionale  con esperienza maturata nel settore da più di 20 anni. In questi anni l’obiettivo del servizio reso ai cittadini siciliani è stato quello di formare corsisti interessati ad acquisire competenze e qualifiche, di riqualificare dipendenti pubblici e funzionari della pubblica amministrazione e di svolgere politiche attive del lavoro attraverso percorsi di orientamento alla ricerca attiva del lavoro. Persone che si sono impegnate, e continuano ad impegnarsi, con dedizione e professionalità in tutti gli Enti, e non più  presso i CPI e presso i Comuni siciliani dislocati nelle diverse province della Sicilia.
Tutti  hanno lavorato, e continuano a lavorare, regolarmente e giornalmente, ma non hanno mai percepito, come di diritto,  lo stipendio con cadenza mensile.
Allora credo che occorre “attenzionare”  questo aspetto che, secondo la nostra organizzazione, non è marginale ma fondamentale.
Inoltre, chi dovrebbe gestire i bandi della formazione professionale in Sicilia, è in grado di garantire ed erogare lo stipendio ogni mese?
E’  in grado di applicare in toto il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro?
In Sicilia è necessaria una struttura snella, cioè capace di operare in maniera fluida evitando  lungaggini burocratiche, e che abbia la capacità economica concreta di poter pagare prima i lavoratori e poi il DURC.  
La nostra organizzazione sindacale è pronta ed aperta a tutti i confronti; siamo convinti che il sistema della formazione professionale in Sicilia debba riadattarsi alle leggi in vigore ed affidare la gestione del servizio formazione e politiche attive del lavoro ad una agenzia (pubblica o a partecipazione pubblica), che possa garantire ai lavoratori la regolarità della retribuzione.
Siamo pronti a discutere con tutti coloro che hanno la volontà e la concretezza di creare una struttura valida ed efficace nell’erogazione del servizio.
Abbiamo bisogno di Enti Gestori e non “passa carte”, agenzie capaci di gestire il sistema e garantire la retribuzione a chi lavora ed eroga il servizio di formazione professionale e politiche attive del lavoro, altrimenti continuiamo a creare un carrozzone che non sarà per niente utile alla Sicilia ed ai siciliani.
GIUSEPPE MILAZZO
                                                                       Coordinatore regionale settore formazione professionale

venerdì 5 settembre 2014

Riunione SNALS CONFSAL FORMAZIONE PROFESSIONALE del 05/09/2014


In data 05/09/2014, presso i locali di Via Adua n. 2/C, presenti, giusta convocazione dei Coordinatori Provinciali, Coordinamento Regionale e Provinciale e delle RSA SNALS CONFSAL, notificata tramite mail in data 01/09/2014, sono presenti i convocati ed alcuni lavoratori (anche di altre sigle sindacali).
I convenuti ed il Coordinatore regionale settore formazione professionale Giuseppe Milazzo, constatato il raggiungimento del quorum sia strutturale sia funzionale, dichiarano aperta la discussione sulla situazione in cui versa il settore della Formazione Professionale in Sicilia.
Prende la parola il coordinatore Giuseppe Milazzo, il quale informa i convenuti che, come sarà certamente e tristemente noto a tutti, l’amministrazione regionale ha disatteso tutti gli accordi raggiunti e buona parte delle leggi che regolano il settore, ed in particolare quelle a tutela del personale di tutte le tre filiere della Formazione; creando, per questa via, grave e reiterato nocumento economico, patrimoniale e morale agli stessi operatori. I convenuti prendono atto della veridicità delle esternazione del Coordinatore portando testimonianza delle situazioni di particolare e grave disagio personale e familiare di ciascuno di loro, che poi diventano (data la grande platea degli operatori interessati) grave disagio sociale, in relazione:
1.      al mancato pagamento delle retribuzioni già maturate da oltre un anno (oltre 2 anni in qualche caso);
2.      alla mancata attivazione delle forme di sostegno al reddito per i lavoratori incolpevolmente sospesi e/o licenziati;
3.      alla mancata attivazione della mobilità secondo quanto disposto dalle Leggi e dal CCNL di comparto;
4.      alla eccessiva solerzia dell’amministrazione regionale nel decretare la revoca dell’accreditamento di alcuni enti senza curarsi preventivamente del destino dei lavoratori che incolpevoli vi lavoravano, lasciandoli in una sorta di limbo definito “sospensione” che non trova riscontro in nessun ambito giuslavoristico e pertanto nessun tipo di tutela normativamente posto;
5.      La mancata convocazione per la prosecuzione delle procedure di CIG in deroga;
6.      Il mancato rispetto delle norme legislative regionali che pure l’amministrazione ha il compito istituzionale di rendere esecutive e quindi efficaci;
Il Coordinatore Milazzo, conferma che ha notizia che le procedure relative alla CIG in deroga, stanno iniziando ad avviarsi con la convocazione da parte dei competenti servizi territoriali dell’Assessorato.
Per quanto riguarda, invece, tutte le restanti problematiche né l’amministrazione regionale né l’esecutivo Crocetta, hanno operato per la loro risoluzione ed anzi la loro inerzia, in virtù del tempo che trascorre inutilmente, le ha rese ormai delle piaghe endemiche del comparto, provocando, come detto, grave disagio agli operatori.
Il Coordinatore Milazzo, constatato e comunicato ai presenti il risultato inesistente dal punto di vista sostanziale della laboriosa opera svolta in questi anni dal Sindacato da lui rappresentato, attraverso una politica di moderazione e di collaborazione con le stesse istituzioni (risultati inesistenti dovuti esclusivamente all’inerzia e spesso alle vane promesse delle istituzioni), propone ai presenti di iniziare un tipo di lotta diversa ma, a questo punto, necessaria, da svolgersi secondo una tipologia di interventi diversificata:
a.      da una parte, attraverso la denuncia penale nei confronti dell’amministrazione responsabile e del governo per  i vari errori amministrativi e le varie violazioni di legge che configurano fattispecie forse penalmente rilevanti;
b.      dall’altra, dare inizio ad una class action di tipo risarcitorio al fine di ristorare (almeno  economicamente) tutti gli operatori che vi aderiranno per quanto gli è dovuto e negato sia dagli enti ma principalmente dalle istituzioni.
 I convenuti, all’unanimità, manifestano la propria volontà di adire le vie legali così come proposto dal Coordinatore, dandogli mandato di incontrare i legali del sindacato per concordare le modalità operative.
Al fine di riportare i problemi della Formazione, intesa nella sua totalità (tutte le tre filiere), nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica e pertanto delle istituzioni competenti (oggi troppo distratte dal Click Day e da eventuali rimpasti di governo), viene deciso di iniziare una serie di scioperi, con proteste plateali sempre nei limiti del consentito dalla legislazione e dal buon senso.
Pertanto in questa sede si decide di attuare, per il momento, le seguenti giornate di sciopero:

Lunedì 8 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Palazzo ESA
Mercoledì 10 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Prefettura di Catania
Giovedì 11 settembre 2014
Dalle ore 08:00 alle 20:00
Presso Assessorato Regionale  alla Formazione Professionale (in concomitanza con l’arrivo degli ispettori europei).



lunedì 28 aprile 2014

INCONTRO CON IL CIAPI



Si rinvia  tutto ad un incontro con il dipartimento  ed il neo assessore Bruno per quando riguarda La nuova attività degli ex Spartacus e con l'assessore Scilabra  per le problematiche del bando Prometeo.

Come avevamo gia scritto l’incontro fra il neo assessore al lavoro e cgil cisl uil si è rilevato meramente declaratorio non ha cioè sciolto i nodi tecnici e di merito che stanno sul tappeto.

ma allora di che hanno parlato?

Per quanto riguarda prometeo le criticità maggiori restano su Palermo dove mancano ancora 900 allievi e le sedi logistiche.

Per quanto riguarda youth guarantee le problematiche sono riconducibili alla necessità di coniugare la mission del progetto e le rigidità dell’accordo stipulati per il progetto spartacus a settembre.

Ma al di la delle oggettive problematicità registriamo cosi come abbiamo già scritto precedentemente un tentativo di “incartare” queste esperienze.

Chi non vuole prometeo?

Chi non vuole avviare il progetto youth guarantee cioè il proseguo “naturale”di spartacus?

Il governo regionale deve sciogliere i nodi e dare garanzie in relazione alle tante dichiarazioni perentorie fatte in materia di formazione professionale.

Auspichiamo che il cambiamento e la riforma della formazione siciliana non subisca nessun arresto e si avvii il superamento della stagione degli eventi verso l’agenzia unica della formazione.



venerdì 31 maggio 2013

DICHIARAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE

Lo Snals Confsal settore formazione professionale manifesta preoccupazioni per l’angosciante aggravarsi dello stato di crisi in cui versano tutti i lavoratori del settore per non aver ancora percepito le spettanze maturate ad oggi che, in alcuni casi, arrivano a  più di 18 mensilità. Tale situazione sta creando un allarme sociale che porta questa organizzazione sindacale a dichiarare lo stato di agitazione degli operatori della formazione professionale.
All’emergenza salariale, che ha raggiunto livelli non più tollerabili e che sta mettendo a dura prova i lavoratori del settore, si aggiunge un’ ulteriore emergenza che induce la sottoscritta organizzazione sindacale a palesare grosse perplessità per il futuro lavorativo di tali operatori. Infatti, dalla nota prot. 2247 del 30/05/2013 avente per oggetto “attuazione piano straordinario per il lavoro in Sicilia: opportunità giovani – priorità 3”, si evince un netto taglio dei corsi f.p., situazione questa che mette fortemente a rischio la continuità lavorativa di una buona parte dei lavoratori del settore.
Pertanto, il Coordinatore Regionale Snals Confsal Giuseppe Milazzo nel precisare che l’atto emanato dall’Assessore Regionale  Istruzione e Formazione Professionale non è stato concertato e concordato con la scrivente, e nel rivendicare al Governo di concretizzare il proprio impegno assunto precedentemente sulle  sottoelencate richieste:   
-       accelerare i mandati di pagamento di tutto  il personale per dare la possibilità di percepire tutte le mensilità spettanti;
-  velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
-  affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga per l’anno 2012;
-  verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga dal 1 agosto 2012;
-  risolvere e sbloccare i pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo e negli sportelli multifunzionali avviso 1 e avviso 2: ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità;
-  concentrare tutta l’attività del Dipartimento  Regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e del Dipartimento Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale,  per l’erogazione dei mandati di pagamento spettanti a tutti i lavoratori della formazione professionale;
-  appurare la performance delle amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi pubblici,
-  controllare se ci sono le condizioni nei confronti  dei dipendenti della pubblica amministrazione ad eventuale risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell’inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la conclusione dei procedimenti;
-  procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico, e/o quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o interrotto;
-  fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento degli Avvisi delle tre filiere, al fine di evitare che gli enti di formazione adottino le procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali
DICHIARA
di aderire allo sciopero, manifestazione e corteo unitario a Palermo per giorno 4 Giugno indetto da FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola, e di intraprendere tutte le iniziative di lotta per la tutela dei lavoratori.


giovedì 23 maggio 2013

RIUNIONE COORDINAMENTO REGIONALE SNALS CONFSAL


Giorno 21 maggio alle ore 15,30 presso i locali dell’Ecap di Catania si è riunito il coordinamento regionale dello Snals Confsal. Erano presenti i componenti del coordinamento regionale del settore della formazione professionale, i coordinatori provinciali e le RSA. Numerosi i presenti di tutte le province siciliane.
Ha preso la parola Danilo Gelsomino che ha esplicitato l’attività sindacale svolta e le direttrici che hanno ispirato i tanti documenti e proposte inviate agli enti di formazione ed all’Amministrazione Regionale. I principi, su cui si è ispirata l’attività sindacale, sono stati la salvaguardia dei livelli occupazionali, quindi anche il recupero del personale del settore ingiustamente licenziato, sospeso e posto in Cigd, il pagamento delle retribuzione ed il rispetto del CCNL di categoria e della legge.
E’ stata avviata una proficua collaborazione con l’Amministrazione Regionale, che ha recepito seppur con notevole ritardo le nostre proposte. In primo luogo il presupposto del dialogo è stato il principio della salvaguardia occupazionale dei lavoratori e dell’illegittimità dei licenziamenti, quindi si è concertato di non avallare più comportamenti degli enti di formazione volti a liberarsi del personale a tempo indeterminato per trasformarlo in contrattisti a progetto, perché tali procedimenti risultano contrari al CCNL ed alla legge del settore. Quindi sono stati avviati dei percorsi funzionali al recupero del personale ingiustamente sospeso dal sistema della formazione professionale. E’ stata ripristinato, attraverso la nota n. 27703 del 24 aprile 2013 firmata dal Dirigente Regionale Generale, il vigore della Circolare Assessoriale n. 10/94, che applica la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 ed il CCNL di categoria che richiama espressamente per quanto concerne i processi di mobilità del personale il CCNL 1994-97 art. 26, in base alle quali normative si conferma l’illegittimità del licenziamento dei lavoratori. Questa O.S. è firmataria del CCNL, orgogliosamente né rivendica la normativa disposta e dichiara che forse questo contratto è il migliore in assoluto ed il più garantista per il personale. Questa procedura sta proseguendo con interlocuzioni istituzionali del sindacato presso gli Uffici Provinciali del Lavoro, che stanno prendendo atto delle disposizioni impartite dal Dirigente Generale.
Un altro tassello importante in questo percorso tracciato con l’Amministrazione Regionale è stato l’atto di indirizzo n. 2026 GAB del 15 maggio 2013 dell’Assessore regionale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale che ha disposto nei confronti del Dirigente generale alla Pubblica Istruzione ed alla Formazione Professionale di aggiornare l’Albo regionale degli operatori della Formazione Professionale secondo l’art. 14 della legge regionale 6 marzo 1976, bloccando le assunzioni degli enti di formazione al 31 dicembre 2008, secondo la Deliberazione di Giunta Regionale n. 350 del 4 ottobre 2010. Questo provvedimento confermando una barriera preclusiva temporale, consentirà di evitare la crescita della spesa e offrirà maggiore garanzia al personale operante, perché assunto entro quella data. Nessun pregiudizio nei confronti dei colleghi che vantano una prestazione successiva a quella data nel settore, ma essi non potranno essere inseriti in questo Albo, ma casomai in un altro, se l’Amministrazione Regionale vorrà concederlo, dei professionisti della formazione professionale. L’Amministrazione Regionale ha preso l’impegno che per tutti i bandi e gli avvisi successivi alla pubblicazione in GURS dell’Albo nominativo si chiederà ai concessionari del servizio l’accesso a detto documento.

Lo Snals Confsal sta lottando insieme ad altre sigle sindacali al progetto di aumentare le tutele al personale garantito e di assicurare le retribuzioni puntualmente per evitare ulteriori arbitri e violazioni dei diritti dei lavoratori.
Poi si è detto in merito alle retribuzioni che per evitare ritardi, lo Snals Confsal ha chiesto di ridurre il numero delle rendicontazioni da quattro a due. In merito la proposta dello Snals Confsal riguarda anche l’istituzione di un conto dedicato al personale su cui l’Amministrazione Regionale possa versare in anticipo l’intera quota prevista in progetto.
Infine qualora l’ente di formazione per qualunque motivazione non possa erogare gli stipendi, i contributi ed ogni onere dovuto al personale secondo la legge ed il CCNL di categoria, la Regione Siciliana possa, per questo diritto essenziale della persona del lavoratore tempestivamente e con azione sostitutiva, intervenire in suo luogo per pagare gli emolumenti al personale, salvo il diritto di ritenzione da parte della Regione Siciliana degli importi anticipati dalle somme dovute all’ente di formazione, ai sensi della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002, art. 39, e del D.P.R. n. 207 del 5 ottobre 2010, art. 4 e 5, – Testo unico in materia di appalti pubblici.
Si è passati alla disamina della situazione odierna che risulta disastrosa, quasi tutti i lavoratori delle tre filiere del sistema si trovano senza stipendio anche per più di dodici mesi. In merito l’Amministrazione Regionale ha preso precisi impegni di erogare i mandati nel brevissimo periodo.
Infine si sta procedendo alla riedizione delle attività formative, sostenute dal “Piano Giovani”. L’Assessorato regionale procederà alla riedizione dei corsi, non mutando nulla tranne che i destinatari dell’attività formativa che dovranno essere compresi tra i 17 ed i 35 anni. Nessun posto di lavoro verrà perso di coloro che risulteranno iscritti all’Albo.
Gli sportelli multifunzionali proseguiranno, probabilmente, la loro attività fino a dicembre 2013, poi si darà vita ad un nuovo bando per l’Agenzia per il Lavoro, ciò anche in linea con la proposta dello Snals Confsal, perché in linea con la nuova normativa di settore e con l’esperienza acquisita in altre realtà.
Giuseppe Milazzo ha precisato i passaggi svolti ed ha risposto alle domande dei numerosi colleghi intervenuti. Poi ha chiesto condivisione del percorso intrapreso dal coordinamento regionale. Molti interventi hanno lodato l’attività dello Snals Confsal ed hanno ritenuto positivo il percorso avviato.
Tutti i presenti all’unanimità hanno confermato la linea scelta ed hanno consegnato al Coordinatore Milazzo suggerimenti e proposte. Il Coordinamento ha ottenuto la fiducia dei presenti. Alle ore 20,15 si è aggiornata l’assemblea a data da destinarsi.

giovedì 20 settembre 2012

ATTIVITA' FORMATIVA IN SICILIA



Dopo l'approvazione del decreto sulla spesa dell'avviso 20, penso sia necessario porre l'attenzione su quali  iniziative sia opportuno intraprendere per evitare la dissoluzione dei lavoratori della formazione professionale in Sicilia.

Non intendo volgere lo sguardo al passato, ovvero al dibattito se era necessario o meno abolire i finanziamenti regionale e utilizzare i fondi Europei.

Oggi il percorso è definito, piaccia o no, ma mantiene alcune incognite che possono mettere a rischio dei dati acquisiti e degli assunti penso incontrovertibili che ci riguardano: innanzitutto, il fatto che gli enti gestori hanno usufruito della cassa integrazione in deroga per riordinare le  proprie strutture formative a discapito dei lavoratori.

Che ad oggi i lavoratori che non hanno usufruito della CIG in deroga non hanno percepito i regolari stipendi. 

Che non si ha avuto un piano aziendale trasparente in grado di mettere in evidenza il piano di rientro. 

 La matrice comune su cui si fonda il concetto di crisi aziendale non è solo un mero dato economico ma è rappresentato dallo sforzo e dal sacrificio di coloro che lavorano nel settore a pieno contatto con l'utenza.  Persone che hanno consentito di rendere competenti le persone che hanno  conseguito una qualifica professionale. Non possono essere nemmeno sottovalutati o peggio ancora, vanificati tutti quelli investimenti economici  coordinati dalla Regione Siciliana e dal Fse per la riqualificazione degli operatori della formazione professionale, che hanno fatto si che il personale sia oggi conosciuto per l'eccellenza dei servizi resi ai Siciliani.

Dati questi principi, la vera sfida che ci dobbiamo porre è quella di superare la logica clientelare e di affezione all'ente di appartenenza e scongiurare il rischio che nella nuova organizzazione degli enti avvengano nuove assunzioni, in barba ad ogni principio di legge e contrattuale.

 Un'altra preoccupazione è che il fronte sindacale ha perso la propria unitarietà sociale e di tutela dei lavoratori. 

Questo timore è il senso che ho colto nelle recenti dichiarazioni del gruppo dirigente e degli iscritti sono considerazioni che condivido, e garantisco, sin da oggi,  tutto il mio impegno perché  quale sia la nuova configurazione del settore vigilerò, insieme ai Dirigenti e alle RSA,  alla tutela dei lavoratori alla garanzia occupazionale e retributiva. Auspico che il tutto sia rafforzato da interventi da parte degli organi competenti, che esprimano pareri favorevoli alla legge, per mantenere e garantire i lavoratori del settore.

Giuseppe Milazzo

Coordinatore Regionale settore FORMAZIONE PROFESSIONALE




OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...