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martedì 19 luglio 2016

CRISI SETTORE FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA


Quello che sta succedendo nel settore della formazione professionale in Sicilia, è la clamorosa prova della lontananza della politica dalla vita vera della gente vera e, dunque, dai problemi reali che stanno attraversando i lavoratori, i licenziati, i sospesi, ecc… Iscritti all’Albo Regionale della Formazione Professionale della Sicilia.

Tutte le opzioni più o meno sensate e percorribili rese dal Governo Siciliano, per gestire davvero l’emergenza, del settore della formazione professionale, allo stato sono rimasti degli slogan e niente più. Questa situazione si è avuta per l’incapacità, degli Assessori di turno e della burocrazia, di essere determinati a risolvere il problema che ha investito migliaia di operatori.

In Sicilia la vita delle famiglie, che vivono grazie al settore formazione professionale, è resa difficile da un sistema che non applica le norme del settore, da complicazioni burocratiche, da non curanze amministrative, che hanno reso e lasciano il settore abbandonato a se stesso.

Il sistema vive una crisi dovuta a decenni di incurie che hanno innescato un declino sociale che influenza ed aggrava la crisi economica siciliana e che stanno subendo molti cittadini interessati a seguire i corsi di formazione per acquisire delle competenze.

Questa crisi a volte sfocia in ritorsioni, ricatti, nei confronti dei lavoratori da parte della casta che gestisce il sistema, in attesa di un’annunciata riforma voluta da tutti, che tarda a venire creando carenza di servizi, ed indebolimento della rete di solidarietà di base, lasciando i giovani in dispersione scolastica e gli adulti inoccupati e disoccupati senza senza una formazione per un’eventuale inserimento lavorativo.

Il presidente della regione è tutta la politica che lo sostiene devono rendersi conto che i lavoratori si trovano nel mezzo di una crisi economica, dovuta alla mancata certezza di un reddito e a pochi anni dalla maturazione dei contributi per la previdenza sociale. 

Operatori capaci di accettare le difficoltà ma necessitano di un sostegno economico tramite il lavoro e contributi, per accedere poi ad un sostegno sociale e contributivo.

Operatori che hanno subito un’ ingiustizia dovuta da chi gestisce il sistema della formazione professione da chi dovrebbe fare i controlli del settore sull’utilizzo dei finanziamenti.

Operatori pronti a denunciare questo cruciale periodo, questa condizione estrema, senza i paraocchi della retorica e dell’ideologia politica.


mercoledì 20 aprile 2016

METTIAMO IN SICUREZZA I LAVORATORI DELLA FP


Giuseppe Milazzo dello Snals Confsal settore formazione professionale, nel rivolgersi all’Amministrazione Regionale sottolinea che la stessa, prima di introdurre riforme ed importanti innovazioni, debba occuparsi di porre in sicurezza il personale garantendo la continuità occupazionale, così come più volte sostenuto dal Governo Regionale, nonché di adottare provvedimenti atti a regolarizzare il pregresso economico spettante agli enti di formazione, affinchè questi possano pagare gli stipendi arretrati al personale.
In dettaglio, per quanto riguarda la parte economica, si chiede di:
A) accelerare i mandati di pagamento Avviso 20 a tutti gli enti di formazione, in modo che il personale possa percepire tutte le mensilità spettanti;
B) velocizzare l’iter di erogazione dei pagamenti;
C) affrettare l’iter per pagare l’integrazione regionale della cassa integrazione in deroga;
D) verificare le motivazioni in base alle quali l’Inps non eroga i fondi della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga;
E) risolvere la problematica dei pagamenti del personale impegnato nei corsi di obbligo formativo. 
Ad oggi risultano ancora lavoratori che non percepiscono più di 18 mensilità.
Per quanto riguarda la garanzia della continuità occupazionale del personale, si chiede:
1) L'applicazione dell’Albo, di cui all’art. 14 della legge regionale 24/76, dare, la possibilità a ciascun lavoratore di potervi accedere per ispezionarlo ed aggiornarlo con eventuali nuovi titoli acquisiti, riqualificazioni e/o aggiornamenti effettuati;
2) l’elaborazione di una Circolare Assessoriale che evidenzia una direttiva chiara sulle procedure di applicazione della mobilità del personale della formazione professionale (bisogna ripartire dall’Allegato 12 del CCNL in sintonia e coerenza normativa con la legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993 e la Circolare Assessoriale n. 10 del 5 ottobre 1994 e della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002 art. 39. Quindi porre espresso divieto di licenziamento e di applicazione della legge n. 223/91, recepita nelle procedure della legge regionale n. 10 del 7 giugno 2011 e sua applicazione nella Circolare Assessoriale n. 22 del 12 agosto 2011 attraverso la legge n. 2/2009);
3) di procedere alla riqualificazione ed alla ricollocazione del personale ad oggi privo d’incarico e, a quello degli enti di formazione con procedura di revoca dell’accreditamento con il servizio sospeso o licenziati anche per giusta causa;
4) fornire una soluzione per l’immediato futuro del personale dal momento del completamento dell’Avviso n. 20/2011 (da maggio 2016 in poi), al fine di evitare che gli enti di formazione adottino procedure previste dalla legge n. 223/91, senza tenere conto del CCNL e delle Leggi Regionali.
Il Coordinatore regionale settore formazione professionale
Giuseppe Milazzo

sabato 4 luglio 2015

IL GOVERNO SICILIANO BATTE OGNI RECORD


Il Governo Siciliano  batte ogni record.

Un debito pubblico che cresce ogni anno! Questo è quello che emerge  nel Rendiconto generale esposto dalla Corte dei conti un debito che attesta una  crescita  del 3,05 %  rispetto al 2013. Nel  particolari:
- cinque miliardi e mezzo di euro risulterebbero i debiti residui complessivi al 31 dicembre del 2014; sette miliardi e novecento milioni sarebbero  i debiti  accumulabili   entro la fine del 2015.    -Ed ancora: 608 milioni di euro è il costo dei 16.072  dipendenti regionali in quiescenza.
I maggiori costi sono da imputare al personale Regionale, alle società partecipate e alla sanità.
Nel 2014 il Governo ha speso 938 milioni e 529 mila  euro per la retribuzione  di 17.325 lavoratori regionali  (14.950 dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato, 1.737 persone a tempo determinato e 639 esterni). Da evidenziare che di questo personale 1.735 sono dirigenti di fascia superiore: praticamente, circa  otto dipendenti hanno un dirigente! Alla faccia della crisi!!!

Il governo siciliano, inoltre,  spende   272 milioni di euro per  le società pubbliche. “È emerso –spiegano i magistrati contabili – come le società pubbliche regionali stesse siano state utilizzate non già come soluzione efficiente per il migliore proseguimento di scopi pubblici ma piuttosto come strumento elusivo di divieti e vincoli legislativi”.

19 miliardi e 909 milioni di euro sono stati  spesi per la Sanità in Sicilia nel 2014; la quota più sostanziosa è stata  destinata per retribuire le 48.530 persone impegnate nella sanità.

Nell'ambito del settore della formazione professionale,   il Governo  avrebbe dovuto utilizzare circa 2 miliardi di euro,   fondi europei previsti per lo svolgimento delle  attività di politiche attive del lavoro. Invece, in questo settore ciò non è avvenuto: pare che circa 1 miliardo e 200 milioni di euro  non sono stati utilizzati in Sicilia e,  della restante somma, solo 150 milioni di euro  sono stati impegnati per la formazione.
 Tale spreco avrebbe potuto essere destinato una parte ai lavoratori creditori da anni nei confronti degli Enti Gestori e della Regione, che non  controlla e non chiude rendiconti da anni, ed un'altra per finanziare altre attività destinate da un lato ad evitare la dispersione scolastica dei minori e inoccupati, dall'altra a fare acquisire competenze utili per  eventuale inserimento lavorativo dei cittadini siciliani.


Nel Rendiconto generale la Corte dei conti censura  la gestione dei bilanci siciliani. A tale proposito   il procuratore generale  sottolinea come “nonostante i ripetuti rilievi delle sezioni riunite, non è stato predisposto in bilancio alcun fondo di riserva finalizzato a limitare l’impatto degli esborsi futuri per i flussi differenziali”.

“Non è ammissibile – dice il procuratore generale della Corte dei conti  – che gli organi di amministrazione di società di cui la Regione è l’unico socio o socio di maggioranza, ignorino le richieste di informazione da parte della Ragioneria regionale e né ammissibile che la Regione, che spesso sostiene finanziariamente gli enti, tolleri tali omissioni”.


 

martedì 3 marzo 2015

MODALITÀ DI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE DEGLI OPERATORI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN SICILIA RIMASTI TOTALMENTE E/O PARZIALMENTE PRIVI DI INCARICO. (lettera inviata al Governo e alla II e V Commissione ARS)


Oggetto: Richiesta convocazione Tavolo Trilaterale istituzionale ex art. 26 del CCNL 1994  e All. 12 del CCNL 2011/2013 vigente - modalità di salvaguardia occupazionale degli operatori della Formazione Professionale in Sicilia rimasti totalmente e/o parzialmente privi di incarico.

La Scrivente organizzazione Sindacale, firmataria del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro vigente per il comparto Formazione Professionale, rappresenta quanto segue:
1.       che il comparto in Sicilia, negli ultimi anni è stato attraversato da una serie di problematiche che hanno riguardato, per quello di competenza di questo Sindacato, la fuoriuscita di una quantità eccessiva di lavoratori della Formazione Professionale Siciliana dal mercato del lavoro (circa 3.500 dipendenti si trovano senza incarico, senza retribuzione e di conseguenza senza contribuzione);
2.       che, nonostante le intenzioni del governo regionale sia lodevole, le revoche dell’accreditamento perpetrate, sia quelle legittime che quelle illegittime (si vedano le varie pronunce dei TAR e del CGA), hanno causato un’ingentissima perdita di posti di lavoro;
3.       che la Regione Siciliana, quale organo erogatore e garante del servizio[1], avrebbe dovuto farsi parte attiva nella tutela e la salvaguardia dei lavoratori del comparto interessati, attraverso le procedure previste dal CCNL di categoria, che si sottolinea, è stato condiviso ed applicata  anche da essa;
4.       che la tutela e la salvaguardia occupazionale dei lavoratori è sancita in diverse fonti legislative, contrattuali ed amministrative;
5.       che in seguito ai provvedimenti di revoca dell’accreditamento, che di fatto sanciscono la fine delle attività istituzionali degli enti di formazione e pertanto  la impossibilità per gli enti di garantire i lavoratori sotto tutti i punti di vista (si ricordi che per espresso volere dell’amministrazione regionale tali enti sono necessariamente senza scopo di lucro), l’amministrazione regionale avrebbe dovuto iniziare, sua sponte,  la procedura prevista dalla legislazione vigente a tutela dei  lavoratori rimasti parzialmente e/o totalmente privi di incarico all’interno del settore della Formazione Professionale;
6.       che tale procedura parte dall’enunciato di cui all’art. 2 (già significativamente rubricato “Garanzie per il personale della formazione professionale”), comma 1, della Legge Regionale 25/1993, secondo il quale: “Al personale iscritto all'albo previsto dall'art. 14 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato è garantita la continuità lavorativa e riconosciuto il trattamento economico e normativo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria”. Pertanto, già dalla interpretazione letterale di tale norma si evince il ruolo di garante affidato dal legislatore alla Regione Siciliana; ma è con la successiva statuizione di cui al comma 2 bis della stessa norma che il legislatore ha voluto imprimere, ad uno specifico ramo dell’amministrazione[2] il ruolo di garante di quei lavoratori rimasti privi di incarico ed iscritti all’Albo autorizzandolo ad attivare per questi “i processi di mobilità previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori della formazione professionale”;
E’ necessario, a questo punto operare una accurata digressione su quali siano i processi di mobilità e di salvaguardia e tutela occupazionale previsti dal normativamente richiamato CCNL, ed in particolare i contenuti di cui, agli art.li 34 e 35, all’allegato 12 e all’art. 26 del CCNL precedente più volte richiamato e la cui validità è confermata dal vigente.

A) art.  34 - MOBILITÀ PROFESSIONALE:
1. Il personale dipendente degli Enti può essere soggetto a processi di mobilità professionale all’interno della fascia professionale di propria competenza, anche attraverso percorsi di formazione, aggiornamento, riconversione e/o riqualificazione.
2. Detta mobilità si attua:
a)      all’interno delle Istituzioni Formative dello stesso Ente, mediante trattativa aziendale;
b)     tra strutture di Enti diversi, mediante convenzioni e/o accordi;
c)      tra Istituzioni Formative degli Enti e Istituzioni pubbliche, mediante convenzioni e/o accordi.

Orbene, risalta che l’unico tipo di mobilità avviata dal competente Assessorato si è sostanziata in quella orizzontale (di cui alla lett. b sopraindicata) secondo le indicazioni della Direttiva 76434 del 8 Ottobre 2014, a firma del Dirigente Generale Dott. Silvia. La quale, però non è stata sufficiente a ricollocare i lavoratori rimasti privi di incarico per effetto delle problematiche sopra evidenziate; probabilmente per la drastica riduzione della quantità dell’attività formativa erogata nella Regione Siciliana, operata dal governo regionale negli ultimi due anni.
Per onor del vero, un “maldestro” (quanto ai risultati) tentativo di ricollocazione temporanea dei lavoratori è stato tentato dal governo regionale per il tramite del CIAPI di Priolo Gargallo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti (ritardi sotto tutti i punti di vista e discriminazioni palesi tra gli operatori, senza contare che solo una piccola percentuale dei lavoratori da ricollocare risulta impegnata, si sottolinea solo transitoriamente , nelle attività dell’ente formativo regionale ). Del fallimento di tale azione politico-amministrativa ne è riprova, laddove ce ne fosse bisogno, l’alto numero di contenziosi instaurato dai lavoratori con lo stesso CIAPI, per non contare anche quei lavoratori che sfiancati dalla mancanza endemica delle retribuzioni, pur avendo subito delle forti discriminazioni da parte dell’amministrazione e del CIAPI non hanno le risorse economiche ed emotive per instaurare un contenzioso  e sono rassegnati ed abbandonati a se stessi.

B) COMBINATO DISPOSTO: ART. 35  SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE;  ALLEGATO 12 - MODALITA’ PER LA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE  E ART. 26  MOBILITA’
Risulta chiaro ed evidente che la mobilità di cui al precedente punto A) è solo una enunciazione senza che siano sancite le modalità.
Ed a tal uopo interviene ancora il citato CCNL vigente facendo espresso richiamo all’allegato 12, il quale a sua volta richiama l’art. 26 del previgente CCNL, confermandone l’attualità e quindi la validità.
In particolare l’art. 35, comma 1  prevede che: “1. Per la salvaguardia occupazionale si applica quanto previsto dall’allegato n. 12, parte integrante del presente CCNL” ed a sua volta quest’ultimo testualmente recita: “Le Parti riconfermano la validità dei contenuti …. dell’art. 26 del CCNL 1994-1997 già recepiti dalle normative regionali, dalle deliberazioni e dagli accordi tra Regione, Organizzazioni Sindacali ed Enti”.

Nulla quaestio, dunque, sulla odierna validità delle norme testé citate.

Ma la vera sorpresa riguarda i contenuti e le obbligazioni delle parti contrattuali, che si evince chiaramente e al di là di ogni ragionevole dubbio, dalla lettura del combinato disposto delle citate norme in relazione alla modalità d’intervento per la mobilità e la salvaguardia occupazionale.

ALLEGATO 12:Modalità di attuazione che si applicano nelle regioni e nelle province autonome ove esistano leggi, delibere, circolari o intese che disciplinano l’ex art.26 del CCNL 1994-1997:
2. ………..per la salvaguardia dell’occupazione, si attua la mobilità del personale dipendente all’interno del Sistema Regionale di Formazione Professionale.
3. La mobilità si attua attraverso l’istituzione di tavoli trilaterali regionali anche tra Istituzioni Formative degli Enti e Istituzioni Formative della Regione e degli Enti delegati, mediante accordi.
4. La contrattazione regionale ne definisce i criteri, le modalità, nonché le priorità per il reinserimento; la Commissione Bilaterale regionale attiva i processi per la gestione della mobilità anche in riferimento all’Albo regionale che costituisce il quadro delle professionalità del personale dipendente.

ALLEGATO 12:
2. L’eventuale ricollocazione del personale……………………..si realizza attraverso:
a) l’estensione del sistema degli ammortizzatori sociali al comparto;
b) l’attivazione degli Enti Bilaterali Nazionale e Regionali con l’utilizzo di eventuali fondi anche sostenuti da un impegno finanziario dello Stato e delle Regioni;
c) la contrattazione tra Enti ed OO.SS. che ne individua i criteri per il possibile inserimento dei lavoratori, con il coinvolgimento nei processi anche delle istituzioni regionali, provinciali, ecc., vincolante nel caso di passaggi di personale tra privato e pubblico.

3. Qualora manchino le condizioni per il reinserimento, le OO.SS e le Associazioni degli Enti di FP attivano il confronto con la Regione/Province al fine di individuare le condizioni di una nuova collocazione dei lavoratori anche in altre attività, anche all’esterno del settore della Formazione Professionale.

Ed inoltre l’art. 35, comma 3 del CCNL così dispone ad ulteriora:

“3. Nei casi in cui le parti, nel rispetto delle procedure di cui all’allegato n. 12, non abbiano individuato soluzioni condivise e soddisfacenti, le stesse sono tenute ad aprire le ulteriori procedure per le tutele occupazionali e di reddito previste dalla normativa vigente ……”

c)       ART. 26 CCNL - MOBILITA’
La norma nel riprendere quanto previsto dal già citato art. 34 per la mobilità professionale all’interno del sistema della Formazione Professionale, prevede innanzi tutto le modalità con le quali avviare e definire le procedure della mobilità stessa ed un secondo livello di mobilità se il primo non riesce a collocare tutto il personale che ne abbia bisogno.
Cosicché lo scenario di prima facie, o se vogliamo utilizzare la stessa denominazione del CCNL MOBILITA’ DI PRIMO LIVELLO (=processi di mobilità territoriale e professionale all'interno della fascia professionale di propria competenza, in rapporto alle esigenze del piano regionale programmato delle attività) dovrebbe essere il seguente:

2. La mobilità di detto personale si attua: 
a) all'interno delle strutture operative dello stesso Ente;
b) tra strutture di Enti diversi mediante convenzione;
c) tra strutture operative degli Enti convenzionati e le strutture operative della Regione e degli Enti delegati mediante convenzione.
3. La mobilità di detto personale[3] si attua in diretto rapporto alle esigenze derivanti dalle attività di formazione professionale programmate dalla Regione ed esclusivamente sulla base della definizione di un piano previsionale di utilizzazione del personale stesso definito dalle Regioni

Per tale personale, prosegue la norma, si attua la mobilità  in “diretto rapporto alle esigenze derivanti dalle attività di formazione professionale programmate dalla Regione ed esclusivamente sulla base della definizione di un piano previsionale di utilizzazione del personale stesso definito dalle Regioni”.

Ebbene, dov’è questo previsto il Piano Previsionale di utilizzazione del personale della Formazione?????

Inadempienza contrattuale dell’amministrazione regionale

Ma, ciononostante, la stessa norma prevede lungo tutto il suo PUNTO B rubricato “Salvaguardia dell'occupazione” un SECONDO LIVELLO DI MOBILITA’, che si attua per il personale con contratto a tempo indeterminato rimasto parzialmente o totalmente senza incarico a seguito di contrazione delle attività, di chiusura dei corsi o delle sedi operative o di trasferimenti delle sedi operative stesse da una ad altra area territoriale o di passaggio della sede operativa ad altro Ente.
Questa norma non si limita solo alla enunciazione di un diritto ma ne declina le varie fattispecie in modo concreto e qui di seguito se ne riportano solo alcune casistiche previste:

a) Il personale in mobilità, la cui assunzione sia stata riconosciuta dalla Regione, ha diritto ad essere impiegato anche presso altre strutture, anche di enti diversi, privati e pubblici, con incarichi compatibili con la propria professionalità;
………………..
…………………
d) in caso di chiusura dell'Ente di appartenenza il personale in mobilità ha diritto al passaggio immediato alle dipendenze di altro Ente mediante accordi tra Regione, OO.SS. e Ente convenzionato;

e) in caso di chiusura dell'Ente di appartenenza e di disponibilità presso strutture pubbliche della Regione o degli Enti delegati, l'utilizzazione in dette strutture del personale in mobilità privo di incarico, avverrà mediante accordi tra Regioni o Enti delegati, OO.SS., Enti convenzionati;

f) qualora manchino le condizioni per il reinserimento, le parti attivano il confronto con la Regione al fine di individuare le condizioni di una nuova collocazione dei lavoratori in mobilità in altre attività, anche all'esterno del settore della formazione professionale.

Molto interessante è la seguente affermazione rinvenibile nel proseguo del superiore punto f):

I lavoratori in mobilità conservano, per il periodo necessario a tale verifica, la retribuzione globale e i diritti acquisiti, rimanendo formalmente collegati all'Ente di appartenenza ………………….;

Dunque, se la Regione non attiva immediatamente e senza indugio alcuno le procedure per la mobilità secondo le regole fin qui richiamate, potrebbe ben presto essere chiamata a corrispondere dei danni provocati con la sua inerzia (senza contare le azioni così frettolosamente messe in atto per le revoche dell’accreditamento operate in danno degli enti ed il loro conseguenziale definanziamento).

Ed inoltre al punto i) sempre del PUNTO B IN PAROLA RIBADISCE:

i) il personale in mobilità ha diritto a preventivi processi di aggiornamento e riconversione, programmati dalla Regione, necessari al suo reinserimento per incarichi diversi da quello di provenienza o in altra attività lavorativa. Detto personale interessato a processi di aggiornamento, di riconversione e riqualificazione finalizzati al reinserimento nell'attività lavorativa e che possono prevedere anche periodi di esperienza lavorativa in azienda, rimane formalmente collegato all'Ente di appartenenza, o al nuovo Ente, secondo quanto previsto dal precedente punto "d", fino a nuova definitiva sistemazione ed ha diritto al mantenimento dello stato economico e giuridico acquisito.

per quanto riguarda il trattamento del personale in mobilità’, interviene il PUNTO C, che così dispone:

1. Per il trattamento del personale in mobilità di cui ai punti "A" e "B", del presente articolo, si definiscono i seguenti criteri:
a) il lavoratore in mobilità mantiene il trattamento economico e normativo acquisito;
b) ……………………;
c) l'utilizzo del personale in mobilità presso strutture pubbliche avviene mediante convenzione, i cui contenuti saranno definiti a livello regionale, con l'Ente di appartenenza.

Da quanto fin qui esposto, senza scomodare le ulteriori tutela di cui alla circolare 10/94, il Fondo di Garanzia (trasformato tra l’altro in mera misura complementare delle misure di sostegno al reddito) etcc…
Si può affermare che di quello che si poteva fare per garantire e tutelare, il posto di lavoro, la retribuzione e la contribuzione, si è fatto quasi nulla e quel poco è risultato totalmente insufficiente a coprire gli errori alla base della contrazione dell’attività formativa nella Regione Sicilia operata, sconsideratamente dal governo Regionale, senza prevedere un piano di tutela per i lavoratori incolpevoli, che ad oggi sono senza lavoro, con una notevolissima consistenza di retribuzioni pregresse mai pagate (né agli enti né ai lavoratori ) pur avendo, la Regione Siciliana, usufruito del servizio Formazione professionale cui è costituzionalmente ed istituzionalmente tenuta ad erogare (ecco spiegata la ragione per cui il Presidente Crocetta si fregia di aver risparmiato nella Formazione….. lo ha fatto a spese degli stipendi dei lavoratori già maturati e maturandi e non approntando, come dovuto, idonee ed efficaci misure di salvaguardia occupazione e reddituale cui, peraltro era tenuto!!!)
Sulle base di quanto fin qui esposto lo scrivente Sindacato
CHIEDE

Alle SSLL in indirizzo di voler costituire, urgentemente e senza ulteriori indugi, in conformità alla normativa richiamata in oggetto,  un tavolo istituzionale trilaterale tra La Regione Siciliana, Gli Enti di cui all’art. 4 della L.R. 24/76 e le OO.SS firmatarie del Contratto Collettivo di Lavoro vigente.
Di voler provvedere con i mezzi ritenuti più idonei a notificare alle parti l’avvenuta costituzione del Tavolo de quo.
Tale Tavolo dovrà occuparsi, quando costituito, delle procedure d’urgenza da adottare per la salvaguardia occupazionale prioritariamente dei dipendenti rimasti totalmente senza incarico e non ricollocati; percorrendo,  tutte le strade previste dalla normativa vigente nel settore della Formazione Professionale e di maggior tutela rispetto a quelle ad oggi implementate e/o annunciate.

In attesa di cortese ma sollecito riscontro alla presente richiesta, si porgono gli atti della più alta considerazione.
Catania, 03/03/2015                                                                         




[1] Secondo l’art. 11 della Contrattazione decentrata 1994/1997.
[2] L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione.
[3] Il personale dipendente degli enti, riqualificato secondo quanto previsto all'art. 35 del presente Contratto, nonché impiegato nelle attività di cui al comma 4 del precedente art. 7 e nei servizi territoriali.

sabato 31 gennaio 2015

Assemblea Esterna per la crisi della Formazione Professionale in Sicilia


Alle RR SS AA e Coord.  Prov.li

Agli Operatori della FP

Alle Associazioni degli Enti gestori
CENFOP ASEF ASSOFOR FORMA A.N.F.O.P. ASILFOP ANIEFOP

Al CIAPI di Priolo SR

Agli Enti Gestori della
Formazione professionale

e, p.c.    Al Presidente della Regione Siciliana

LORO SEDI


Oggetto: Assemblea Esterna per la crisi della Formazione Professionale in Sicilia.


         La scrivente organizzazione sindacale comunica che  Venerdì 6 Febbraio 2015  è indetta, per l’intera giornata, un’assemblea esterna degli Operatori  della FP di tutta la Sicilia, in Piazza Indipendenza a Palermo, nello spazio antistante la Presidenza della Regione.
 Pertanto le rappresentanze sindacali aziendali sono tenute a convocare le assemblee ed a trasmettere la convocazione, unitamente alla presente, ai rispettivi enti di appartenenza.

                                  Il Coordinatore regionale settore formazione  Professionale

Giuseppe Milazzo     

venerdì 14 novembre 2014

ANCORA FUMO NEGLI OCCHI PER I LAVORATORI DEL SETTORE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

Abbiamo appreso dai media che si è svolta una riunione  con altre sigle sindacali che evidentemente sono disponibili a firmare un foglio bianco senza certezze sul futuro dei lavoratori del settore delle politiche attive del lavoro (ex Sportelli Multifunzionali). 

Per quanto prospettato e appreso dai media in merito all’eventuale impiego  dei lavoratori, noi non siamo d'accordo né per i modi né per i contenuti. Siamo anzi preoccupati, sia per il futuro dei lavoratori che per quello dei cittadini siciliani privi di occupazione (379.000 disoccupati in Sicilia -  dati Istat)  che non  potranno essere orientati nella ricerca attiva del lavoro.  La nostra organizzazione sindacale  ed i lavoratori ha bisogno di risposte serie e concrete non il solito fumo negli occhi. Il dirigente del Dipartimento è a conoscenza che lo Snals Confsal è firmatario del CCNL e ci sembra strano il non averci trasmesso alcuna convocazione da parte dell’assessorato.


sabato 18 ottobre 2014

SOLO PAROLE INVECE DI FATTI CONCRETI DAL GOVERNO

“Ancora belle parole, ma nulla di fatto. Siamo molto preoccupati, sempre più preoccupati e sempre meno fiduciosi nei confronti del governo regionale guidato da Rosario Crocetta in merito alla questione dei lavoratori del settore Formazione. In arretrato dello stipendio da tantissimo tempo, qualcuno aspetta anche da un paio di anni, e in attesa del concretizzarsi di una serie di promesse fatte dal governatore e dalla sua squadra, i lavoratori sono stanchi delle ennesime belle parole del governatore, pronunciate in conferenza stampa con l’assessore alla Formazione Nelli Scialabra. “Hanno di  nuovo dichiarato che presto risolveranno tutti i problemi, che presto saranno pagati tutti gli stipendi, ma abbiamo dei dubbi sul mantenimento delle promesse. Se fino ad oggi non è stato risolto un problema che è annoso, come si pensa di poterlo risolvere in pochi giorni?”, dichiara Giuseppe Milazzo, coordinatore regionale del sindacato Snals Confsal. 

Poca è ormai la fiducia nei confronti dell’amministrazione regionale e anzi, le loro parole concilianti, tese a cercare di calmare gli animi ormai esasperati, riescono a ottenere l’effetto opposto. Bisogna considerare infatti che, nello stesso momento in cui dalla Regione arrivano parole di distensione, alcuni Enti stanno procedendo ai licenziamenti. “Una situazione assurda per cui da una parte ci dicono di stare tranquilli, dall’altra stanno arrivando le lettere di licenziamento ai lavoratori. – afferma ancora il coordinatore regionale Snals – Come sindacato abbiamo già in passato proposto dei contratti di solidarietà invece dei licenziamenti, ma anche in questo non siamo stati ascoltati”. I lavoratori del settore Formazione guidati dal sindacato Snals continuano lo stato di agitazione e annunciano nuove mobilitazioni.

 


lunedì 6 ottobre 2014

7 OTTOBRE CONTINUA LA MOBILITAZIONE


 

 

Di nuovo in piazza a manifestare i lavoratori del settore della Formazione. Domani mattina infatti riparte la mobilitazione di tutti gli operatori della Formazione Professionale in Sicilia che a partire dalle ore 10 faranno sentire la loro presenza e soprattutto la loro rabbia davanti la Presidenza della Regione. Una partecipazione in massa è annunciata dalle sigle sindacali Snals, Cobas e Cisl scuola.

Sono troppi ormai, infatti, i mesi di attesa per delle promesse mai mantenute.

Promesse su promesse si accumulano nel tempo così come gli impegni presi dal governo siciliano e come anche gli stipendi dei lavoratori che si sentono quindi presi in giro dal governo regionale guidato da Rosario Crocetta. 

 

“Non è più possibile ascoltare proclami e registrare impegni disattendendoli puntualmente e facendo macelleria sociale. Gli oltre 8.000 lavoratori del sistema sono ridotti alla fame e senza prospettive di lavoro immediate e future”, dichiara il Coordinatore Regionale Snals - Sindacato Nazionale Autonomi Lavoratori Scuola – aderente alla Confsal, Giuseppe Milazzo. 

 

Una situazione insostenibile quella dei lavoratori della Formazione che si trovano ad affrontare una difficilissima situazione economico sociale e non hanno nessuna certezza per il futuro. Eppure più volte, e l'ultima appena la settimana scorsa durante la grande e partecipata manifestazione regionale che si è fatta notare per le strade di Palermo, il governo di Rosario Crocetta ha ribadito le promesse fatte: la ripresa delle attività e dei servizi con la relativa ricollocazione dei lavoratori; lo sblocco reale dei pagamenti delle spettanze arretrate e correnti; le risorse e gli strumenti di garanzia del reddito e del lavoro per i lavoratori in attesa ricollocazione per tutti i lavoratori licenziati e sospesi che continuano a rimanere in attesa di risposte per il loro reimpiego.

 

“Continuiamo a non avere riscontri concreti per il superamento delle tante problematiche dei lavoratori di tutte le filiere della Formazione Professionale in Sicilia. Una storia paradossale soprattutto se si pensa alla bandiera della legalità e della giustizia issata da Crocetta a vessillo della sua amministrazione. Dove sono i riscontri concreti alle tante belle parole?”, si chiede Milazzo.

“Stavolta le chiacchiere, i rinvii e le promesse sono ancora più grandi e mentre non ci sono risultati concreti né passi in avanti”, aggiunge. 

“Valuteremo nel merito la concretezza e la credibilità delle proposte del Governo a cui potremo contribuire, come sempre abbiamo cercato di fare, ma vogliamo soluzioni vere.


Desirée Miranda

 


giovedì 2 ottobre 2014

Comunicato stampa

 

 

2 Ottobre 2014

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

 

“I ripetuti impegni e accordi stipulati sono stati sempre disattesi. È paradossale, una messa in scena senza alcuna novità”. 

È amaro il commento del Coordinatore Regionale Snals- Sindacato Nazionale Autonomi Lavoratori Scuola – aderente alla Confsal, Giuseppe Milazzo, nei confronti dell'amministrazione regionale guidata dal presidente Rosario Crocetta. “Sempre gli stessi impegni, promesse, rassicurazioni ed ipocrite condivisioni delle preoccupazioni dei lavoratori che si riassumono in numerosi  e purtroppo  inconcludenti tavoli di confronto tenuti con i sindacati”, aggiunge il coordinatore regionale Snals.

 

Promesse che i  numerosi rappresenti del governo regionale hanno ripetuto ieri al partecipato corteo che i lavoratori della Formazione hanno organizzato a Palermo per manifestare, ancora una volta, il proprio dissenso nei confronti di un governo che promette di risolvere i problemi del settore e di saldare gli stipendi ai lavoratori che hanno già prestato la loro opera professionale, ma che fino ad oggi non lo ha fatto. 

 

“Non ci sono risultati concreti né passi in avanti, – sottolinea il coordinatore regionale Milazzo – ma solo un ridicolo e banale rituale ben organizzato. Sono solo politicanti, anch'essi rituali e banali, ossessionati dalla ricerca del consenso elettorale. Non tengono conto delle reali emergenze sociali che attanagliano i lavoratori del settore”.

 

In attesa che la situazione si sblocchi davvero i lavoratori sono decisi per una mobilitazione ad oltranza presso la Presidenza della Regione e l'ARS organizzandosi in un Movimento  unito dei lavoratori. “La situazione di emergenza sociale è talmente esasperata per cui non siamo disposti a partecipare a nessun incontro promosso dal Governo di Crocetta solo per continuare ad ascoltare generiche e vuote assicurazioni ed impegni. Se il presidente Crocetta ed i suoi assessori vogliono un reale confronto con i sindacati dei lavoratori, devono darci subito le risposte alle richieste avanzate già da tempo”, conclude il  Coordinatore Regionale Snals, Giuseppe Milazzo.

 

 

Di seuito le richieste del settore della Formazione la Governo regionale: 

 

- pagamento immediato delle retribuzioni arretrate dei lavoratori;

- sblocco della CIG in Deroga per gli operatori sospesi dagli enti;

- soluzione per tutti i lavoratori licenziati e sospesi che continuano a rimanere in attesa di risposte per il loro reimpiego;

- avvio immediato della prima e terza annualità dei percorsi di obbligo formativo (IeFP);

- avvio immediato della terza annualità del Piano Giovani, già in forte ritardo e prospettive future della filiera;

- strutturazione dei servizi per il lavoro in Sicilia con l'Impiego degli ex lavoratori degli Sportelli Multifunzionali.

 

 

 

 

DesiréeMiranda

 

sabato 27 settembre 2014

MANIFESTAZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO ALLA FORMAZIONE

COMUNICATO


I componenti del coordinamento regionale settore formazione professionale Snals Confsal, insieme alle RSA e agli iscritti a tale organizzazione sindacale, saranno presenti giorno 15 ottobre 2014 alle ore 10,00 in  piazza Indipendenza  a Palermo, per unirsi ai lavoratori  della Formazione Professionale e alle famiglie degli alunni in obbligo formativo, per protestare contro il continuo disinteresse del Governo nei confronti delle problematiche del settore.
Manifestazione che, lungi dall’essere un incontro di appartenenza sindacale, si propone di rivendicare diritti e dignità delle persone che da anni lavorano nel settore impegnandosi a formare ed orientare minorenni,  fornendo loro valido supporto e competenze professionali.
Sono state adottate diverse forme di lotta che non hanno avuto positivi e concreti riscontri evidenziando così sia l’insensibilità del governo a qualsiasi richiesta sia la volontà di questo di distruggere il settore e tutto il personale che vi lavora con dignità. Ora basta! È arrivato il momento di fare sentire con più forza la voce dei lavoratori, anche in risposta alle ultime dichiarazioni del Governo. La volontà del Governo è stata espressa in maniera chiara da un Presidente che governa con il 13% dei consensi e con quelli dei suoi 43 compari che lo sostengono. Ha detto che ha risparmiato 300 milioni di euro, senza però realizzare che, parte di quella cifra corrisponde alle retribuzioni dovute, ma mai percepite, ai lavoratori del settore. Sono i soldi delle retribuzioni che il personale non ha ancora ricevuto, sono soldi sottratti a chi ha lavorato dignitosamente in questi anni. Sono i soldi che hanno permesso ai cittadini siciliani di acquisire delle competenze attraverso un corso di formazione professionale. Soldi che i lavoratori si riprenderanno con gli interessi, incluse le spese legali.
Con Crocetta i cittadini siciliani non avranno futuro: ha distrutto un comparto di lavoratori senza punire chi ha fatto il vero danno, ma grazie alla Magistratura tutto verrà a galla e si scopriranno i veri artefici della "mangiucchia".
Ma adesso pensiamo a dare un futuro ai giovani e a chi è privo di lavoro, riattiviamo la formazione professionale, volano per il reinserimento degli inoccupati e disoccupati, in una terra martoriata ed abbandonata a se stessa. Via questo governo di annunci ma senza fatti. Via un sistema politico clientelare e ingessato nei palazzi. Via la Casta che ha rovinato la Sicilia.
Vogliono azzerare chi ha esperienza ultra ventennale nel settore e continuare con le promesse di nuovi posti di lavoro, creando ancora precariato e sperpero di denaro pubblico, per continuare il loro ricatto a garanzia dei loro privilegi.

La manifestazione non ha sigle politiche e nemmeno sindacali, senza bandiere e senza appartenenza, la manifestazione è per  il riconoscimento di un diritto  “scippato” con l’inganno: IL NOSTRO LAVORO.

lunedì 23 giugno 2014

RIORDINO FORMAZIONE PROFESSIONALE


L’assenza di una programmazione e l’immobilismo da parte  di alcuni uffici dell’Amministrazione Regionale hanno messo in crisi i lavoratori e le loro famiglie. 

 

 

La disoccupazione in Sicilia è una grossa piaga che ad oggi non trova soluzioni.

Si vedono sfilare per le strade delle città migliaia di persone che chiedono lavoro. Il grande assente, in questo ideale processo alle carenze del mercato del lavoro nel sud, è il governo che non ha ancora varato un programma di politiche attive per il lavoro, programma che comprendesse anche un adeguato riordino del settore della formazione professionale.

Il problema centrale è la mancanza di comunicazione tra chi offre lavoro e chi lo cerca, e non solo, ma anche tra la scuola che dovrebbe preparare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro e la formazione professionale, supporto indispensabile per farli rimanere competitivi nel mercato. Le persone hanno bisogno di essere prese sul serio; devono essere guidate a credere nei valori al fine di alimentare le loro aspirazioni. In questo campo le Istituzioni e gli Enti Locali hanno dimostrato di non saper attuare una politica di ampio respiro, capace di cogliere le tendenze del mercato, di anticipare i bisogni e le esigenze del mondo del lavoro, di dare risposte concrete a mutamenti avvenuti, lasciando così la gente disoccupata ed in balia di se stessa.

 

In Sicilia manca un sistema formativo dotato di strumenti finanziari e regole certe, che possa garantire ai fruitori del servizio standard qualitativi spendibili nel mercato del lavoro.

Lo SNALS CONFSAL settore formazione professionale nell’intento di far emergere  trasparenza, certezza e verità ha pensato di fornire al Governo Regionale alcuni suggerimenti da tenere in considerazione per il definitivo riordino del settore della formazione professionale in  grado di assicurare sia la qualità dell’offerta formativa che il rispetto di regole uguali per tutti gli enti e gli operatori.

Il percorso di riordino, seppur pieno di insidie e scricchiolii, dovrà necessariamente realizzarsi in tempi brevi considerando di utilizzare i finanziamenti del piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani  che vede, nell’ambito delle politiche attive,  una rete di soggetti che include la formazione professionale e il mercato del lavoro.

La formazione in Sicilia si dovrebbe trasformare in un vero e proprio modello che possiamo definire di “rete tra vari soggetti che si occupano di formazione e lavoro”. Un modello snello che possa iniziare con il monitoraggio delle imprese nel  territorio per prendere atto della complessità di ciascuna specifica fase del processo che trasforma un  fabbisogno di formazione in  apprendimenti professionalmente spendibili.

Non è possibile proporre una formazione non piùrispondente ai fabbisogni delle imprese, alle richieste di apprendimenti da parte degli utenti ed il  loro utilizzo in azienda.

Quindi, occorre programmare una formazione professionale in grado di sviluppare competenze realmente spendibili e coerenti con le esigenze di sviluppo delle imprese.

 

RETE DEI VALORI

 

Per questo motivo l’attenzione deve essere posta simultaneamente su tutte le maglie della rete, che rappresenta la “rete dei valori”: fabbisogni delle imprese, figure professionali e competenze, programmazione della formazione professionale, erogazione della  formazione professionale, apprendimenti e loro certificazione, collocazione e sbocchi sul mercato del lavoro.

I fabbisogni delle imprese, come tali fabbisogni, si possono poi concretamente tradurre in programmi di intervento, attraverso bandi relativi ad interventi e servizi di formazione professionale.

Per il buon esito di quanto detto  si chiede un intenso impegno e coinvolgimento da parte dello Staff della dirigenza politica, di quella amministrativa di settore e dello staff operativo a livello provinciale.


Da subito, l’Amministrazione Regionale, dovrebbe fare uno sforzo considerevole verso la quadratura dei conti del sistema, mettendo a nudo i bilanci di gran parte degli Enti formativi operanti ex L.r.24/76 in Sicilia al fine di riassestarne i conti.


Quindi allineare gli Enti formativi verso una griglia di partenza che li porrà tutti sullo stesso piano nella gestione dell’offerta formativa, anche attraverso l’erogazione delle spettanze pregresse, delle  spese riconosciute e certificate dalla stessa Amministrazione.


Perciò serve dare un assetto finanziario certo ai tre ambiti del sistema, Interventi Formativi, IeOF e Servizi Formativi, occorre sottoscrivere un protocollo trilaterale per armonizzare gli effetti prodotti dal riordino  per meglio gestire gli esuberi del sistema formativo, serve dotare la Sicilia di un sistema incentivante per agevolare la fuoriuscita del personale in età pensionabile; nonché chiudere alcune partite importanti per il futuro di migliaia di lavoratori operanti presso diversi Enti storici.

Oggi il Governo, con la collaborazione degli Assessori regionali al ramo, dovrebbe appostare le necessarie risorse finanziarie per garantire il pagamento dei salari a tutti gli operatori della formazione professionale ex art.4 della L.r.24/76, assunti al 31/12/2008 e individuare una significativa somma a garanzia del funzionamento del Fondo di Garanzia per le eventuali gestioni di processi di mobilità.  Noi concordiamo con la Regione  per il blocco delle assunzioni, per il  parametro unico e  il fondo di garanzia, ma  abbiamo delle perplessità sull’istituzione dell’albo unico, che appare privo di garanzie per i lavoratori.

 

Lo Snals Confsal ritiene che in merito alla risoluzione dei problemi riguardanti il riordino del settore ènecessaria la collaborazione di tutti quei soggetti che possano offrire un’ idea ed una proposta funzionale sia per il rinnovo del servizio pubblico essenziale, sia perla salvaguardia occupazionale dei lavoratori specializzati che vi operano da decenni.

 

CONTRATTO DI RETE

 

Secondo questa Organizzazione Sindacale una soluzione potrebbe essere offerta dalla realizzazione di un "contratto di rete, dove più soggetti pubblici e privatiperseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato", come scritto dalDecreto Crescita n. 83/2012.

Elemento essenziale del contratto di rete per il raggiungimento del suddetto scopo è il "programma comune di rete", sulla base del quale i soggetti interessati si obbligano a "collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa".

 

Le strutture deputate alla realizzazione degli interventiformativi e non formativi, finanziati con denaro pubblico per operare devono essere in regola con la normativa sull’accreditamento della Regione Siciliana.

L’acquisizione della soggettività giuridica delle reti in esame comporta l’esistenza di un soggetto dotato di capacità giuridica tributaria autonoma rispetto alla capacità giuridica delle singole imprese partecipanti: ai fini del prelievo fiscale, infatti, la rete-soggetto, inquanto entità distinta dalle imprese partecipanti, esprime una propria forza economica ed è in grado di realizzare, in modo unitario e autonomo, il presupposto d’imposta.

In sostanza, fermo restando la sussistenza della soggettività tributaria delle imprese partecipanti, qualora la rete acquisisca soggettività giuridica, la stessa diventa un autonomo soggetto passivo di imposta con tutti i conseguenti obblighi tributari previsti ex lege in materia di imposte dirette ed indirette.

In particolare, con circolare n. 4/E del 15 febbraio 2011, è stato chiarito che l’adesione al contratto di rete non comporta l’estinzione né la modificazione della soggettività tributaria delle imprese che aderiscono all’accordo, né l’attribuzione di soggettività tributaria alla rete risultante dal contratto stesso.

 

Per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori si potrebbe ipotizzare l’istituto dell’aspettativa previsto nel CCNL, previo accordo sindacale, attraverso il quale talilavoratori vengono momentaneamente sospesi dall’ente presso il quale prestavano servizio in precedenza ed occupati presso la rete proposta.

 

In sintesi lo Snals Confsal propone di formare una rete tra gli enti di formazione, le imprese, il Ciapi di Priolo, gli Istituti scolastici, l’Università, che abbia in ruolo il personale specializzato, qualificato e con esperienza ultradecennale nell’erogazione degli interventi e i servizi formativi.

 

GARANTIRE E RETRIBUIRE CHI SVOLGE IL LAVORO

I dipendenti della formazione professionale si trovano da parecchio tempo stritolati in una guerra tra gli Enti Gestori, dai quali dipendono, e la Regione Siciliana che, attraverso norme, circolari, leggi, decreti e quant’altro, detta quelle direttive che dovrebbero garantire la buona formazione, ma che allo stato attuale sta solo generando una situazione di insostenibile confusione.

Gli enti di formazione in Sicilia vivono oggi una situazione molto difficile e a farne le spese sono tutti i dipendenti che vi lavorano docenti, orientatori, amministrativi ecc. che da mesi non percepiscono gli stipendi.

Riteniamo fondamentale e prioritaria la garanzia di tutti i lavoratori che operano nelle tre filiere del settore formazione professionale (interventi, servizi e obbligo formativo). Tale garanzia è realizzabile attraverso la piena attuazione del combinato disposto degli artt. 2 della L.R. 25 del 1993 e art. 39 della L.R. 23 del 2002, con l’istituzione di un capitolo di spesa dedicato esclusivamente al personale della formazione professionale.

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Il Coordinatore regionale settore formazione professionale

Giuseppe Milazzo​

                     

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OCCORRE UNA NUOVA SVOLTA

Ci sono casi di sopraffazione dovuti a interessi economici e politici. Molti di noi sono  privi di incarico, di lavoro e delusi da po...