mercoledì 28 dicembre 2016

Lettera aperta sulla Formazione Professionale in Sicilia

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Al Presidente della Regione Siciliana 


Agli Assessori Regionali


Agli On. Parlamentari dell’ARS


Agli organi di stampa e di informazione


                      ***

Nell'attesa della pubblicazione della graduatoria definitiva Avviso 8, nelle more dell'avvio delle attività: Avviso 4 e 7, e nell'attesa de far ripartire le politiche attive del lavoro in Sicilia si sono poste le basi per l’apertura di una fase nuova nella quale la Regione Siciliana dovrà riorganizzare il sistema della Formazione Professionale.

Infatti, per la prima volta, si dovrebbe adeguare il servizio offerto alle reali esigenze del mercato del lavoro, selezionando gli Enti in base ad oggettivi criteri di qualità, di regolarità e di affidabilità, nel rispetto delle tutele occupazionali e retributive dei lavoratori, ormai da tempo disattese.


Da anni chiediamo risposte alle legittime aspettative retributive passate e future dei lavoratori, l’avvio di una riorganizzazione trasparente nel rispetto delle normative e del Ccnl della formazione professionale.


Alla nostra Organizzazione sindacale appare evidente, infatti, come non siano più sostenibili ed accettabili le scelte politiche di tipo clientelare caratterizzanti, senza criteri oggettivi e norme coerenti. Azioni poste in essere sistematicamente dai Governi che si sono succeduti  creando situazioni e fatti che hanno determinato, una dilatazione della dimensione del settore. 


Al Governo ed alla Deputazione dell’Assemblea Regionale Siciliana chiediamo di operare con grande senso di responsabilità. Per la scrivente OO.SS. va coniugata la copertura del bilancio per garantire continuità senza tensioni sociali, con l’urgenza di fermare l’emorragia di risorse causate da quanti vogliano mantenere l’interesse ad alimentare l’espansione quantitativa di nuovi Enti e di nuovo personale. Una politica questa, mai dichiarata ma continuata e praticata, che va rimossa dalla storia politica ed amministrativa della nostra Regione.


Solo per dare qualche riferimento quantitativo, è utile considerare che il numero di Enti ammessi in poco  arco temporale, in base alle nostre stime, è più che raddoppiato. E tutto ciò malgrado ogni forma di protesta sindacale che, insieme alle manifestazioni di piazza, sono state promosse in questi anni per tentare di bloccare questo processo degenerativo. 


Non sarebbe stato affatto necessario giungere a questo livello di macelleria sociale  se il Governo avesse accolto le nostre indicazioni sin nella Finanziaria degli scorsi anni; il Governo avrebbe potuto agire già da tempo con appositi atti amministrativi e con le poche ma opportune proposte di legge da sottoporre all’ARS. 


Siamo rammaricati del fatto che se, alla fine del 2016, il Governo avesse avviato il processo di innovazione avremmo già registrato significati risparmi nella spesa senza costi sociali insopportabili e con l’inizio della qualificazione e selezioni degli Enti. Tutto questo sarebbe stato realizzato nella certezza del consenso del sindacato.


La correttezza e la necessità degli interventi voluti dalla nostra Organizzazione Sindacale è così evidente ed anche così urgente e importante che,  riteniamo il settore della Formazione Professionale di importanza strategica per lo sviluppo dell’economia, pertanto, la valorizzazione delle risorse umane e la formazione delle maestranze devono essere sostenute con strumenti adeguati ai fabbisogni formativi dei lavoratori e delle imprese. 

Da anni viene annunciata la riforma del settore, ma ancora la Regione non ha il coraggio di affrontare con determinazione il problema e risolverlo definitivamente.  Il Fondo Sociale Europeo non può diventare lo strumento per incrementare da una parte ulteriormente il settore, e dall'altra penalizzare il personale iscritto all'Albo degli operatori della formazione professionale privi di occupazione.


In questi mesi, nell’ambito del confronto apertosi con l’Assessore Regionale alla Formazione Professionale, abbiamo avuto modo di approfondire ed esporre tutti gli elementi che dovevano essere oggetto di interventi regolativi per dare corso, finalmente, alla riqualificazione del settore, per ridurne senza traumi la dimensione delle attività e degli addetti.


Lo stesso Governo Regionale, sembrava volesse finalmente avviare questo processo che invece resta soltanto annunciato e, di fatto, continuamente rinviato (auspichiamo non per cercare il modo per “salvare” qualche Ente dissestato da una gestione a dir poco “discutibile”).


Di seguito le principali questioni che a nostro avviso dovranno essere immediatamente regolate, con specifiche norme e direttive irreversibili, proprio per avviare il processo di cui sopra:


• Selezione degli Enti idonei a svolgere l’attività formativa con criteri oggettivi a partire dal possesso imprescindibile del personale iscritto all'Albo con esperienza almeno decennale;

• Approvazione ed attuazione di Piani Formativi e politiche del lavoro di durata almeno biennale;


• Copertura integrale dei costi dei percorsi formativi e delle politiche attive del del lavoro;

• Blocco effettivo delle assunzioni da realizzare mediante l’introduzione per via legislativa delle modalità di impiego del personale iscritto nell'Albo;

• Approvazione di una norma di legge utile a stabilire, con apposito accordo sindacale, i criteri e gli importi per incentivare il pensionamento dei lavoratori aventi i requisiti minimi di legge;

• Adeguato rifinanziamento del Fondo di Garanzia già istituito con legge regionale in quanto, tenuto conto che il settore non è coperto da ammortizzatori sociali, questo è l’unico elemento di garanzia retributiva per i lavoratori temporaneamente eccedenti;

• Finanziamento ed erogazione delle retribuzioni arretrate  e delle attività pregresse; 

• Determinazione di criteri e strumenti di verifica periodica dell’efficacia dell’attività svolta.


Per queste ragioni chiediamo al Governo Regionale e all’ARS di porre in essere senza ulteriore indugio tutte le azioni sopra indicate, congiuntamente alla immediata copertura finanziaria integrale delle attività da svolgere in Sicilia, da inserire nel bilancio di previsione in discussione il 29 dicembre, per evitare il rischio che ancora una volta il disagio dei lavoratori venga strumentalmente utilizzato da quanti hanno solo l’interesse a non modificare nulla illudendosi di poter continuare così ad utilizzare la Formazione Professionale come strumento per costruire consenso. 


L’accoglimento della richiesta d’integrare copertura nel bilancio della Regione Siciliana contestualmente a vincolanti norme di riordino e razionalizzazione della spesa, è ancor più necessaria se si considerano tutti i rischi, anche connessi alle incertezze dell’attuale quadro politico, insiti nella scelta di ricorrere all’esercizio provvisorio, specie se la sua durata, non tenendo conto della emergenziale esigenze di rilancio dell’economia regionale, non fosse temporalmente breve.


Ci teniamo a ribadire a conferma della consapevolezza diffusa di una svolta di cambiamento e di qualità nel settore della Formazione Professionale in Sicilia, che su tale proposte innovative esiste e si è consolidata una posizione con le altre forze sociali più volte ribadita ed evidenziata al Governo nel corso degli ultimi anni.


Una consapevolezza nuova e la volontà di affrontare i pesanti problemi del settore con maggiore responsabilità e qualità nelle azioni amministrative, normative e di governo che ci auguriamo venga accolta concretamente sia dalla Giunta che dall’Assemblea Regionale.

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