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FORMAZIONE PROFESSIONALE

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venerdì 9 dicembre 2016

AVVISO 8: attesa per la graduatoria definitiva.


Il settore della formazione professionale in Sicilia rimane in attesa della fatidica graduatoria definitiva dei progetti presentati per l’Avviso 8. 


Enti, sindacati, operatori, in migliaia rimasti senza lavoro, aspettano con ansia la pubblicazione di questo avviso.


Entro la fine di questa settimana è stata prevista (così è stato annunciato) la pubblicazione dell’elenco che dovrebbe finalmente permettere, l’avvio delle attività rimandate da mesi. 




giovedì 8 dicembre 2016

LA POLITICA DEGLI ANNUNCI

La formazione professionale Siciliana se dovessimo usare una metafora, sembra come un cantiere edile degli anni cinquanta quando i lavoratori sembravano privi di diritti e di dignità e dove i poteri pubblici spesso anzi sempre solidarizzavano con i padroni garantendo impunità e protezione.
Non individuiamo ne abbiamo individuato durante questi anni cambiamenti anzi abbiamo assistito al mantenimento dello status quo aggravato da annunci buoni per la pubblicità politica che oggi và tanto di moda.
L’abbiamo chiamata la politica degli annunci.
La formazione professionale Siciliana in gran parte resta ancora in mano ai politici che anzi vogliono addentare ancora altri pezzi di torta senza che nessuno verifichi con rigore ed adeguato impegno che fine fanno i soldi dei contribuenti siciliani.
Né può essere una consolazione che si attivino le leve di spesa dell’Europa.
Anzi per certi versi può preoccupare anche di più.
Noi però non staremo zitti ma faremo fino in fondo la nostra parte nello sforzo, speriamo comune, d’inaugurare nella formazione professionale Siciliana finalmente la stagione dei diritti e della legalità.

mercoledì 7 dicembre 2016

LA DELIBERA DI GIUNTA 398/2016 NON GARANTISCE I LAVORATORI

Gli operatore iscritti all’Albo rischiano  di restare senza occupazione e di vedersi scalzare in base alla discrezionalità dei singoli Enti. 

Leggendo i contenuti della delibera di Giunta n° 398 del 28 Novembre 2016 si evidenzia che  ai soggetti attuatori dell’attività formativa viene concessa la possibilità di assumere nuovo personale nel rispetto “della loro organizzazione imprenditoriale”.  Il Governo se vuole venire incontro agli operatore del settore deve ribadire le leggi regionali esistenti al fine di far applicare agli enti gestori  il Ccnl della formazione professionale e le normative. Gli Uffici per il controllo dovrebbero essere più presenti per le verifiche, poiché trattasi di impiego di denaro pubblico. Basta annunci inutili. Purtroppo  gli Enti gestori hanno continuato ad assumere senza alcun ricorso all'albo regionale.


giovedì 1 dicembre 2016

RICHIESTA CHIARIMENTI SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE

Al  Presidente della Regione Siciliana
 Dott. Rosario Crocetta

All’Assessore  Reg.le  Istruzione  e Formazione  Prof.le 
On. Bruno Marziano

Al Dire. Gen Dip. Istruzione  e Formazione  Prof.le
 Dott. Gianni Silvia

All’ Ass. Reg.le  Famiglia, Politiche  Sociali e Lavoro
 On. Gianluca Miccichè

Al Dir. Gen Dip.  lavoro, dell'impiego, 
dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative
  Dott.ssa Maria Antonietta Bullara

A Tutti i mezzi di Comunicazione e diffusione
LORO SEDI


Oggetto: richiesta chiarimenti ed intervento per la salvaguardia occupazionale degli  operatori della formazione professionale

La scrivente organizzazione sindacale, nel prendere atto dei buoni propositi dichiarati in questi giorni dal Governo e dall’Assessore Marziano sia in relazione alle garanzie occupazionali dei lavoratori della Formazione Professionale sia in relazione alle procedure di pensionamenti anticipati,  ritiene di mettere  in risalto alcuni punti discordanti in materia di salvaguardia occupazionale, che emergono dall’effettiva modalità operativa, da una parte, degli Enti Gestori e, dall’altra, degli uffici periferici.
Partendo dal presupposto che, per garantire  il lavoro ai dipendenti della formazione professionale, nonché per tutelare e salvaguardare i loro livelli occupazionali e retributivi, erano state emanate dagli Assessorati in indirizzo delle indicazioni a cui gli Enti Gestori avrebbero dovuto attenersi, si fa presente che quelle indicazioni nei fatti non sono state osservate, calpestando ancor più, e sempre di più, i diritti dei lavoratori aventi reale diritto.
In particolare, gli Enti Gestori avrebbero dovuto garantire il mantenimento  dei livelli occupazionali dei lavoratori impegnati negli anni precedenti (pena la revoca dell’accreditamento e/o finanziamento); tale impegno è stato regolarmente disatteso in quanto gli stessi hanno sospeso il personale ed  attivato procedure di CIG, FIS, di contratti di  solidarietà difensiva e, in alcuni casi, di aspettativa, di permessi e/o anche di  licenziamenti.
Sempre a garanzia dei lavoratori della formazione, si era reintrodotto il principio dell’obbligatorietà, da parte di chi avrebbe dovuto gestire  attività formative, di impiegare, per il presente e per il futuro, esclusivamente il personale iscritto all’Albo. Nei fatti si assiste, da una parte, alla situazione di lavoratori interni che vengono posti in FIS o CIG in deroga e, dall'altra parte, all’avvio di nuove assunzioni di personale; tutto ciò, in pieno contrasto alle indicazioni emanate dagli Assessorati in indirizzo.
Inoltre,  non si comprende la strategia che stanno  adottando alcuni  Enti Gestori  che hanno ricevuto sostanziosi finanziamenti pubblici dall'Assessorato Reg.le Istruzione e  Formazione Professionale (milioni di Euro) con la promessa di impiegare il personale iscritto all’Albo della formazione professionale. 
Molti Enti Gestori  hanno ricevuto il decreto dei corsi IeFp con il relativo finanziamento e, nonostante la normativa  sulle garanzie occupazionali, hanno  deciso di predisporre, in tempi non sospetti,  un bando per nuove assunzioni, quasi “dimenticando” che il personale avrebbe dovuto transitare come da normative regionali e CCNL vigente.
In contrasto alle normative regionali ed al CCNL vigente, tali Enti hanno predisposto  un bando per le assunzioni senza riferimento alcuno alle direttive regionali. Basterebbe che l’Amministrazione regionale verificasse il numero dei lavoratori che, attualmente in forza presso gli Enti, non risultano essere iscritti all’albo per comprendere l’ “anomala” situazione che si è creata.

Il determinarsi di tale situazione ha ingrossato le file dei disoccupati privi di reddito e  ingolfato ed allargato la platea degli operatori della formazione professionale in Sicilia.

Si vuol inoltre richiamare all’attenzione degli organi in indirizzo l’attuale modalità di gestione degli elenchi di mobilità del personale, affidata ai Servizi Centro per l’Impiego. 
Si ricorda che gli elenchi del personale in mobilità nascevano allo scopo di poter impiegare presso altri enti, garantendo i livelli occupazionali e retributivi, il personale della formazione professionale rimasto privo d’incarico e/o licenziato per cause non imputabili allo stesso (circolare 10/94 e/o Mobilità orizzontale, direttiva n.76434/2014, direttiva n.84904/2014 e successive direttive) e/o fuoriuscito da quegli  Enti con procedimento di revoca dell’accreditamento.
Tale modalità di gestione risulta disattesa in quanto emerge una discrepanza tra le liste di mobilità in precedenza redatte sulla base delle schede presentate agli uffici e sottoscritte dagli operatori della formazione professionale con l’indicazione dettagliata delle eventuali discipline didattico-formative impartite nel corso della loro esperienza formativa (così come richiesto per la compilazione delle stesse schede), e le attuali liste di mobilità professionale redatte con l’eliminazione di tali discipline a tutte le figure professionali degli operatori formazione professionale. Ciò ha permesso agli enti di non avvalersi più della possibilità di attingere a tali liste per l’impiego di personale docente precludendo, per contro, la possibilità agli operatori che hanno anche svolto attività di docenza di poter essere impiegati anche per lo svolgimento di tale attività.
Con la presente, si sono volute evidenziare alcune tra le tante anomali situazioni che si sono create nel settore della formazione professionale, a cui purtroppo oggi molti lavoratori, calpestati nei loro diritti, assistono impotenti.
Essendo fiduciosi nelle Istituzioni, si chiede che venga eseguita una verifica a salvaguardia dei lavoratori aventi reale diritto e che vengano adottate tutte quelle iniziative nel pieno rispetto delle normative regionali che invece sembrano siano disattese.



sabato 5 novembre 2016

Formazione professionale in Sicilia

Quello che sta succedendo nel settore della formazione professionale in Sicilia, è la clamorosa prova della lontananza della politica dalla vita vera della gente vera e, dunque, dai problemi reali che stanno attraversando i lavoratori, i licenziati, i sospesi, ecc... Iscritti all'Albo Regionale della Formazione Professionale della Sicilia.
Tutte le opzioni più o meno sensate e percorribili rese dal Governo Siciliano, per gestire davvero l'emergenza, del settore della formazione professionale, allo stato sono rimasti degli slogan e niente più. Questa situazione si è avuta per l'incapacità, degli Assessori di turno e della  burocrazia, di essere determinati a risolvere il problema che ha investito migliaia di operatori.
In Sicilia la vita delle famiglie, che vivono grazie al settore formazione professionale, è resa difficile da un sistema che non applica le norme del settore, da complicazioni burocratiche, da non curanze  amministrative, che hanno reso e lasciano il settore abbandonato a se stesso.
Il sistema vive una crisi dovuta a decenni di incurie che hanno innescato un declino sociale che influenza ed aggrava la crisi economica siciliana e che stanno subendo molti cittadini interessati a seguire i corsi di formazione  per acquisire delle competenze.
Questa crisi a volte sfocia in ritorsioni, ricatti, nei confronti dei lavoratori da parte della casta che gestisce il sistema, in attesa di un'annunciata riforma voluta da tutti, che tarda a venire, creando carenza di servizi ed indebolimento della rete di solidarietà di base, lasciando i giovani in dispersione scolastica e gli adulti inoccupati e disoccupati senza la possibilità di  una formazione per un'eventuale inserimento lavorativo.
Il presidente della regione è tutta la politica che lo sostiene devono rendersi conto che i lavoratori si trovano nel mezzo di una crisi economica, dovuta alla mancata certezza di un reddito e a pochi anni dalla maturazione dei contributi per la previdenza sociale. 
Operatori capaci di accettare le difficoltà ma necessitano di un sostegno economico tramite il lavoro ed i relativi contributi, per accedere poi ad un sostegno sociale e contributivo.
Operatori che hanno subito un' ingiustizia dovuta da chi gestisce il sistema della formazione professione da chi dovrebbe fare i controlli del settore sull'utilizzo dei finanziamenti.
Operatori pronti a denunciare questo cruciale periodo, questa condizione estrema, senza i paraocchi della retorica e dell'ideologia politica.

lunedì 24 ottobre 2016

martedì 18 ottobre 2016